De Luca (Pd), morti sul lavoro un’emergenza inaccettabile

I dati drammatici pubblicati dall’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering fotografano una realtà che non possiamo e non vogliamo accettare: nonostante il decremento rispetto al 2025, la situazione in Campania resta critica. La nostra regione è ufficialmente in ‘zona rossa’ per le morti sul lavoro nei primi quattro mesi del 2026. Con un’incidenza di mortalità superiore del 25% rispetto alla media nazionale. La Campania motore della produzione industriale nel Sud e locomotiva dell’economia nazionale, come indicano gli ultimi dati di Bankitalia, non può tollerare questo rapporto tra crescita e morti sul lavoro. Dietro i numeri ci sono persone, famiglie distrutte, progetti di vita spezzati”. Così in una nota Antonio Marciano, responsabile lavoro della segreteria regionale, e il segretario regionale del Partito Democratico della Campania, Piero de Luca. “Se a livello nazionale si registra un timido calo dei decessi – sottolineano – le denunce totali di infortunio aumentano del 6,4%, a dimostrazione che i luoghi di lavoro sono sempre meno sicuri. Nei settori delle costruzioni, della manifattura e dei trasporti si continua a morire e a pagare il prezzo più alto sono le fasce più fragili, come i lavoratori più anziani e gli stranieri. Tutto questo non è una triste fatalità: è la diretta conseguenza di un sistema drogato da subappalti a cascata, precarietà strutturale, gare al massimo ribasso e logiche di profitto che tagliano i costi sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. È da tempo necessario un cambio di rotta immediato e non più differibile. È urgente potenziare gli organici degli ispettorati del lavoro e dei tecnici di prevenzione delle Asl, i controlli sul territorio campano devono raddoppiare, così come deve avanzare una cultura della prevenzione dei rischi. Ogni giorno perdiamo vite sul lavoro. La risposta non può essere la frammentazione. Dire “autonomia differenziata” sulla sicurezza significa dire 20 normative diverse, 20 livelli di controllo diversi, 20 pesi e 20 misure. Significa più morti. Non ci stiamo. La sicurezza sul lavoro necessita di regia nazionale, di un quadro unico, di risorse e controlli centrali. I lavoratori non hanno Regioni di serie A e Regioni di serie B. Hanno diritto alla stessa tutela, ovunque: il Governo non scarichi sulle regioni una responsabilità che è solo dello Stato! Chiediamo, intanto – concludono i due esponenti dem – alla Regione Campania l’esclusione immediata dai bandi pubblici regionali per quelle imprese che non rispettano i contratti collettivi e i parametri di sicurezza. La sicurezza non è un costo, ma un diritto costituzionale. Non rassegniamoci alla possibilità che di lavoro si possa morire”

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