Chiuse le indagini sulla tesi di laurea, Maria Rosaria Boccia verso il processo

Maria Rosaria Boccia ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini sulla sua tesi di laurea, che secondo la procura di Napoli è stata ripresa al 91 per cento da altre fonti. Adesso sarà suo diritto essere interrogata dal pm entro 20 giorni. Successivamente la procura partenopea (che contesta a Boccia due capi d’accusa per falso) potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

L’Università Pegaso si costituirà parte civile

In base alle indagini della Guardia di Finanza di Napoli, per la tesi di laurea in Economia e Management intitolata “Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”, Boccia avrebbe usato – per il 70 per cento – materiale prodotto da una studentessa della Luiss che aveva terminato gli studi nel 2018. Ma, considerando altre fonti, gli inquirenti ipotizzano una percentuale complessiva di plagio pari al 91 per cento. Boccia, peraltro, avrebbe commesso un doppio falso con la firma della “Dichiarazione di originalità dell’elaborato”, in cui assicurava che l’eaborato era autentico, frutto del proprio lavoro e non trascritto o copiato da altre sorgenti, salvo eventuali parti esplicitamente citate. L’inchiesta è stata avviata a seguito di una denuncia presentata dall’Università Telematica Pegaso, che ritenendosi parte lesa si costituirà parte civile.

Le parole dei legali di Maria Rosaria Boccia

«Riteniamo doveroso ricordare che l’avviso di conclusione delle indagini non equivale in alcun modo a un’affermazione di responsabilità, né anticipa le determinazioni future dell’autorità giudiziaria, ed ogni valutazione nel merito non è assolutamente possibile senza aver visionato gli atti», hanno dichiarato gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, legali di Boccia. «Esprimiamo inoltre preoccupazione per la reiterata diffusione di informazioni relative a procedimenti giudiziari prima che gli atti vengano formalmente portati a conoscenza della persona interessata e dei suoi difensori». Attraverso i suoi legali, Boccia sostiene che sulla sua persona si sia concentrata un’attenzione sproporzionata, mentre altre vicende giudiziarie nelle quali figura come parte offesa starebbero ricevendo, a suo dire, minore considerazione.