Al Bano ancora contro Sanremo: «Io un re, con il Festival ho chiuso»

Al Bano torna nuovamente ad attaccare il Festival di Sanremo e il direttore artistico Carlo Conti dopo l’esclusione dall’edizione 2025. Il cantautore pugliese ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha spiegato di non voler più tornare sul palco dell’Ariston. «Nel 2017 avevo una canzone meravigliosa, ma mi cacciarono la prima sera. Ora basta, non propongo più niente. Carlo Conti? Da lui ho ricevuto solo scorrettezze, pazienza: la rabbia non fa bene. Non abbiamo un buon rapporto. Io sono un re della musica italiana, non mi mischio con dei semplici Conti». Giorni prima, parlando in diretta al programma Un giorno da Pecora, aveva già affrontato la questione: «Ero abituato a Pippo Baudo, un signore e un fratello. Amadeus e Conti mi hanno dimostrato che il mondo è cambiato. Sul Festival ho messo una croce».

Al Bano ancora contro Sanremo: «Io un re, con il Festival ho chiuso»
Al Bano Carrisi (Imagoeconomica).

Al Bano e le critiche a Romina: «Le stroncature a Felicità? Meglio se sto zitto»

Parlando con il Corriere, Al Bano ha anche avuto modo di parlare della sua carriera, concentrandosi sui brani emblematici. «Felicità? Appena l’ho ascoltata ho chiamato il discografico dicendogli che avrebbe venduto almeno un milione di copie. Siamo arrivati a 20, è un inno». Eppure Romina Power, che con l’artista di Cellino ha inciso il brano, l’ha stroncata definendola «banale» tanto da non volerla nemmeno cantare. «Meglio se sto zitto», ha puntualizzato Al Bano. «È come sputare nel piatto in cui mangi. Ci ha guadagnato bei soldi, grazie a me. Avercene canzoni così, è tutto meno che banale».

Al Bano ancora contro Sanremo: «Io un re, con il Festival ho chiuso»
Al Bano e Romina ospiti a Sanremo nel 2020 (Ansa)

L’aneddoto con Claudio Villa a Sanremo 1982

Al brano Felicità, cantato sul palco dell’Ariston nel 1982, si lega anche un aneddoto di Al Bano riguardante Claudio Villa, quell’anno alla sua prima partecipazione al Festival di Sanremo dal 1970. «Portò una canzone bruttissima, pur di esserci: un peccato», ha raccontato l’artista. «Lo dissi a un giornale e lui si infuriò. Io però ero un suo fan, mi dispiaceva per lui». I due hanno infatti condiviso diversi momenti di amicizia. «Nel 1974 giravamo sul treno con il Cantaeuropa. Lui ogni mattina correva su e giù per il corridoio del vagone in mutande e maglietta. Durante una sosta alla stazione di Ginevra, mi sfidò: “Vediamo chi arriva primo. Sei pronto a perdere?”. Solo che io ero velocissimo. Claudio inciampò e cadde. “T acci tua, proprio adesso che nun ce sta manco un fotografo!».