La puntualità nell’adempiere alle scadenze fiscali di gennaio 2026 è un segnale di correttezza e trasparenza verso il sistema tributario. A inizio anno, il calendario prevede una serie di obblighi che coinvolgono sia le famiglie sia i soggetti titolari di partita Iva. Innanzitutto, entro il 12 gennaio 2026, i datori di lavoro domestico devono provvedere al versamento dei contributi previdenziali per il quarto trimestre del 2025. L’obbligo riguarda chi impiega assistenti familiari, colf o baby sitter. Successivamente, entro il 15 gennaio 2026, i datori di lavoro sono tenuti a comunicare ai propri collaboratori la volontà di prestare assistenza fiscale diretta per la presentazione del modello 730/2026.
Scadenze fiscali, Cosa si paga il 16 gennaio 2026

Tante le scadenze fiscali alle quali i contribuenti devono prestare attenzione in questo inizio anno. Scaduto il pagamento dei contributi previdenziali a favore dei lavoratori domestici, l’adempimento successivo riguarda i contribuenti con liquidazione mensile che devono versare l’imposta dovuta per il mese di dicembre 2025 entro il 16 gennaio 2026. Inoltre, si prevede l’invio telematico degli elenchi Intrastat entro il 26 gennaio prossimo. L’invio accurato dei dati relativi agli scambi comunitari previene anomalie nelle banche dati europee. Nello specifico, tale adempimento riguarda:
- le cessioni di beni effettuate nel mese di dicembre 2025;
- gli acquisti di servizi ricevuti nel corso del quarto trimestre 2025;
- le prestazioni rese a soggetti passivi stabiliti in altri Stati dell’Unione europea.
Pertanto, le imprese devono monitorare con attenzione la documentazione commerciale per rispettare i termini previsti. La conformità a queste regole assicura la regolarità delle operazioni transfrontaliere ed evita contestazioni durante i controlli doganali o fiscali.
Quali sono le scadenze per il pagamento delle tasse
Un appuntamento rilevante è fissato per il 29 gennaio 2026, termine ultimo per sanare eventuali inadempienze dell’anno precedente. In questa data scadono i termini per la presentazione tardiva dei modelli che non sono stati inviati entro il 31 ottobre 2025. Le scadenze fiscali di gennaio 2026 permettono quindi di regolarizzare la posizione di persone fisiche e società tramite l’invio telematico. La trasmissione entro 90 giorni dalla scadenza originaria è l’ultima opportunità per evitare la qualifica di dichiarazione omessa. Nello specifico, il termine riguarda:
- il modello Redditi 2025 relativo all’anno 2024;
- il modello Irap 2025 per i soggetti con esercizio solare;
- il modello 770/2025 per i sostituti d’imposta.
Tuttavia, il versamento delle imposte dovrà includere le sanzioni e gli interessi previsti dal ravvedimento operoso. Questo meccanismo consente di limitare l’impatto economico delle dimenticanze amministrative avvenute nel corso dell’anno precedente.
Calendario fiscale, cosa si paga a fine gennaio 2026
Gli ultimi giorni del mese richiedono attenzione sia sul canone televisivo sia sulla conservazione documentale. Entro il 31 gennaio 2026, i cittadini privi di apparecchio televisivo devono inviare la dichiarazione di non possesso per escludere l’addebito in bolletta per tutto l’anno corrente. Inoltre, entro la stessa data del 31 gennaio 2026, è necessario procedere alla conservazione digitale della contabilità del 2024.
La digitalizzazione dei registri e delle fatture garantisce la reperibilità e l’integrità dei dati in caso di accertamento. Le scadenze fiscali di gennaio 2026 si chiudono quindi con il consolidamento degli archivi fiscali, assicurando che tutta la documentazione obbligatoria sia messa in sicurezza secondo le norme vigenti.
