Iran, Netanyahu: «Se il regime cade torneremo a collaborare con Teheran»

All’apertura della riunione di gabinetto, Benyamin Netanyahu ha parlato di un possibile scenario futuro di cooperazione tra Israele e Iran. Intervenendo davanti ai ministri, ha affermato che «stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell’Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli», come riportato dal Times of Israel. Netanyahu ha aggiunto che «tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia» e ha concluso sostenendo che «quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace».

Arrestato un collaboratore dell’ufficio di Netanyahu

Nelle stesse ore, la polizia israeliana ha reso noto l’arresto di un alto collaboratore dell’ufficio del primo ministro, sospettato di aver interferito con un’indagine in corso. Il nome non è stato ufficializzato, ma i media locali indicano in Tzachi Braverman, capo dello staff di Netanyahu e designato come prossimo ambasciatore nel Regno Unito, la persona fermata. L’arresto sarebbe collegato all’inchiesta sulla fuga di notizie durante la guerra a Gaza: l’ex collaboratore Eli Feldstein ha infatti sostenuto che Braverman avrebbe tentato di intralciare le indagini dopo la diffusione, nel settembre 2024, di un documento classificato dell’esercito israeliano al quotidiano tedesco Bild, episodio che portò all’arresto e all’incriminazione dello stesso Feldstein.