Alfonso Signorini rompe il silenzio con un editoriale su Chi

Alfonso Signorini rompe il silenzio con un editoriale pubblicato oggi, giovedì 8 gennaio, sul suo settimanale Chi, all’indomani dell’audizione davanti alla Procura di Milano. Il giornalista e conduttore televisivo è stato ascoltato ieri per circa tre ore nell’ambito dell’indagine per violenza sessuale ed estorsione avviata dopo la denuncia presentata da Antonio Medugno, modello ed ex concorrente del Grande Fratello Vip. Nel corso dell’interrogatorio il conduttore ha respinto le accuse e ha fornito una ricostruzione dei fatti difforme rispetto a quella dell’accusatore. Medugno sarà ascoltato dagli inquirenti nei prossimi giorni.

Signorini: «La verità non ha fretta»

Nel suo editoriale, Signorini spiega la scelta di non intervenire pubblicamente fino a ora. «Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta», scrive, definendolo «il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì “perché qualcosa bisogna pur dire”». Il direttore di Chi insiste sul valore della selettività della parola: «Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere». Ampio spazio è dedicato al tema della verità e del tempo necessario perché emerga: «La verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere». E ancora: «Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag». L’editoriale si chiude con una riflessione netta: «In fondo, il vero atto rivoluzionario oggi non è parlare. È sapere quando e con chi farlo. Alla prossima!».

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