“Vertenza Salerno”: l’impegno della Fit Cisl provinciale sul territorio

La Fit Cisl di Salerno, in questo momento di pandemia globale, ancor più si interroga sul ruolo proprio dell’organizzazione sindacale nel rispondere convenientemente al drammatico periodo storico che provoca squilibri sociali piuttosto che umanitari. “Ci interroghiamo oltremodo sul come evitare che speculatori ed arrampicatori sociali strumentalizzino le difficoltà delle persone al solo scopo di un massimizzazione del profitto a discapito dei diritti e della dignità dei lavoratori stessi e dell’ambiente nella sua accezione certamente sociale e del lavoro ed in linea con gli obiettivi “globali” , di tutela e rispetto dell’eco-sistema e dei principi eco-sostenibili”, ha detto Massimo Stanzione, responsabile provinciale della Fit Cisl Salerno. “Vogliamo capire in che modo porre un freno alla strumentalizzazione, in particolar modo da parte di Amministratori Pubblici, del caos generato dal virus che ha distratto tutto e tutti al punto tale che non si comprende se tutte le azioni poste in essere “extra-covid” da Enti ed Istituzioni in genere siano rispettose della normativa vigente, in particolar modo quella dei servizi e lavori pubblici e privati direttamente di interesse nel merito delle obbligatorie relazioni industriali da incardinarsi con l’operatore economico o sociale gestore, appunto, dei lavori o servizi di che trattasi”. In tal senso, la Fit Cisl Salerno ha ripercorso i propri compiti in quanto organizzazione sindacale, che non è limitato alla stipula dei contratti collettivi, quanto verificare che le aziende rispettino le normative dettate per lo svolgimento delle proprie attività e i diritti dei lavoratori, raccogliere le richieste dei lavoratori tutelandone gli interessi collettivi, vigilare e garantire il rispetto dei diritti e doveri di tutti nel rispetto del soddisfacimento delle esigenze e dei bisogni della collettività, del lavoratore piuttosto che dell’azienda, la giusta applicazione di quanto normativamente statuito e perché no, generare richieste di emendamenti, osservazioni e considerazioni utili e/o proporre correttivi per quelle normative che appaiono distoniche rispetto a quanto da regolamentare. In pratica “essere presente”, obiettivo che proietta la Fit Cisl Salerno in una organizzazione sindacale 4.0 che si struttura convenientemente per partecipare fattivamente con propri tecnici, mezzi ed attrezzature nel supportare Governo e gestione nelle determinazioni di interesse. In tal senso è appena il caso di significare le attività ed azioni poste in essere nell’ultimo periodo. Nello specifico, Salerno Pulita: paradossalmente, la Legge Regionale Campania numero 14/2016 e 29/2018, nel realizzare gli Ambiti Territoriali ed Ottimali, per la Provincia di Salerno ha statuito e realizzato un ente “Ad Hoc” (Eda Rifiuti Salerno) demandandogli il compito di individuare il soggetto gestore cui affidare il servizio di gestione integrata dei rifiuti all’interno dell’Ato o di ciascun Sub Ambito Distrettuale, provvedendo oltremodo la predisposizione degli atti di gara necessari le linee guida e gli schemi tipo predisposti dalla Regione in conformità alle norme vigenti. In sintesi, nel breve periodo Salerno Pulita SpA, una struttura strategica del Comune di Salerno, con un ventennio di esperienza di gestione nel medesimo ambito territoriale, potrebbe scomparire facendo posto a soggetti provati appartenenti a chissà chi e provenienti chissà da dove. Tra l’altro oggi, la Salerno Pulita SpA, per la terza volta in due anni ha un presidente dimissionario. La posizione della Fit Cisl Salerno al fianco dei lavoratori e della comunità salernitana chiede a gran voce una nuova Governance avulsa dalla Politica, garante degli interessi della comunità, rispettoso delle Regole e del necessario confronto con i portatori di interesse tutti, e determinato nella posizione di un Governo sempre Pubblico della Partecipata, in grado di far crescere dall’interno il nuovo management aziendale, che consolidi una volta per tutte la società partecipata, curandola in quanto facente parte della stessa struttura.

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Ecoambiente Salerno, da risanamento ambientale si inaugurano nuovi uffici

Nel gennaio 2018 la Ecoambiente Salerno è stata sciolta e messa in liquidazione, perché tecnicamente in stato di insolvenza (al 31.12.2017 la Società presentava un patrimonio netto negativo di €. -9 milioni). In soli 3 anni, l’azienda è stata risanata e rilanciata. In seguito alla revoca dello stato di liquidazione e al conseguente ritorno “in bonis” (dicembre 2020), la Società è diventata il vero e proprio “braccio operativo” dell’Autorità d’Ambito di Salerno (unico Ente d’Ambito della Regione Campania ad aver attuato in parte qua la Legge regionale 14/2016), dovendo gestire – secondo il Piano d’Ambito Territoriale – tutta l’impiantistica pubblica per la gestione dei rifiuti a servizio dell’Ato Salerno. Tale circostanza ha determinato, già a partire dall’esercizio sociale 2021, un notevole incremento dimensionale della Ecoambiente, comprovato dai seguenti indicatori qualitativi e dimensionali: sia sotto il profilo dei ricavi (che passano dai 25 milioni di euro dell’esercizio 2020 agli oltre 39 milioni di euro stimati per l’esercizio 2021) sia sotto il profilo dei dipendenti (che passano dalle attuali n. 96 unità a circa n. 127 unità nell’esercizio 2021). La gestione virtuosa dell’EDA Salerno – attraverso la propria partecipata Ecoambiente Salerno – sta comportando un notevole risparmio per la collettività provinciale: basti pensare che per la sola gestione dell’impianto di Sardone, in soli 3 mesi la tariffa di conferimento per i Comuni è stata ridotta da 171,00 €/ton a 165,00 €/ton, con un risparmio immediato per la collettività provinciale di oltre Euro 500.000,00 annui. I nuovi uffici direzionali verranno utilizzati come sede di lavoro dei 21 lavoratori passati alle dipendenze dalla Ecoambiente dalla Gesco in liquidazione, unitamente alla gestione dell’impianto di stoccaggio e trasferenza dell’umido di Sardone (Giffoni Valle Piana). Entro il prossimo mese di maggio, la Ecoambiente assumerà la gestione dell’impianto di compostaggio di Eboli. Entro la prossima estate, la Ecoambiente assumerà la gestione dell’impianto di selezione di Casal Velino, chiuso da oltre 10 anni, con il riassorbimento di altri 13 lavoratori.

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Gestione personale, “cambio di passo”

“Necessario un cambio di passo nella gestione del personale per una migliore qualità dei servizi assistenziali” è il messaggio che la Fp Cgil Salerno, insieme alla Rsu dell’azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno ha lanciato per chiedere il rafforzamento del sistema sanitario pubblico che, a seguito della pandemia da Covid-19, ha bisogno oggi come non mai di strutture adeguate e, allo stesso tempo, può essere assicurato soltanto attraverso l’incremento di tutto il personale in servizio. Centinaia sono stati gli operatori sanitari che dopo essere stati reclutati a tempo determinato da parte dell’Azienda Ruggi, inizialmente con un contratto con un vincolo di “non rinnovabilità”, hanno deciso di abbandonare i reparti per accettare proposte in altre Aziende del territorio italiano che dessero loro maggiore stabilità e prospettive. Per fare un esempio, nell’ultimo scorrimento delle manifestazioni di interesse per infermieri e oss, 1/3 dei presenti ha declinato l’offerta di lavoro considerando appetibili le possibilità offerte da altre Aziende sanitarie. Inoltre, l’Azienda non ha ritenuto attuabile la possibilità di stabilizzare il personale a tempo determinato reclutato per l’emergenza Covid, che intanto è risultato vincitore di concorso a tempo indeterminato in altra Azienda. Una scelta scellerata che ha privato e continuerà a privare il territorio di professionisti che hanno maturato in quest’anno grande esperienza in corsia, nei laboratori, nelle diverse strutture, dovendo ricorrere dunque ad un continuo turn over del personale, sempre a tempo determinato, a scapito della qualità delle prestazioni offerte all’utenza. “Cosa chiediamo? La proroga di tutti i contratti dei lavoratori a tempo determinato e co.co.co. a 36 mesi; l’accelerazione delle procedure di stabilizzazione del personale precario per le tipologie contrattuali individuate dalla Legge Madia e dall’accorso sottoscritto in Regione Campania il 12/07/2018 con le organizzazioni sindacali per il superamento del precariato in sanità, per tutti coloro che hanno raggiunto i requisiti dei tre anni di servizio entro il 31/12/2020 e per coloro che li matureranno al 31/12/2021; la stabilizzazione del personale a tempo determinato, assunto durante l’emergenza Covid-19, risultato vincitore di concorso a tempo indeterminato in altre Aziende Sanitarie del territorio italiano, al fine di non disperdere le professionalità già in servizio in Azienda; bisogna procedere all’adeguamento delle piante organiche dei nostri ospedali e delle aziende sanitarie che pagano lo scotto di anni di blocco del turn over. Una condizione penalizzante, questa, ulteriormente accentuata dalla pandemia da Covid che ha evidenziato ancora di più le carenze del sistema sanitario”, hanno dichiarato dal sindacato. A partire da marzo 2020 ad oggi ci sono stati circa 150 pensionamenti, di cui 50 per quota 100, che hanno riguardato 60 infermieri, 30 dirigenti medici, 20 oss, 15 operatori tecnici specializzati, figure amministrative, tecnici di laboratorio, di radiologia, biologi, ostetriche, fisioterapisti, autisti etc. In corso ci sono ancora altre decine di domande di pensione da deliberare, considerata la prossima scadenza di quota 100 entro il prossimo 31/12; sono stati stabilizzati nell’ultimo anno 72 operatori, 43 infermieri, 28 oss e 1 tslb, in possesso dei requisiti previsti entro il 31/12/2020 dall’art.20 del Decreto Madia; sono circa 500 i lavoratori a tempo determinato e co.co.co. che hanno ricevuto la proroga di contratto al 31/12/2021: 250 infermieri, 180 oss, 22 tlsb, 22 collaboratori medici, e altri 29 tra medici, biologi, ostetriche, operatori tecnici, farmacisti e tecnici di radiologia con contratti Cococo Almeno un centinaio ha deciso in questi ultimi mesi di andare via per accettare le proposte di altre Aziende sanitarie; circa 20 dirigenti medici hanno fatto richiesta di mantenimento in servizio fino al compimento dei 70 anni di età.

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La Pastorale Familiare organizza il primo corso sull’affido della Arcidiocesi di Salerno

La Pastorale Familiare, in collaborazione con l’Associazione La Tenda centro solidarietà Onlus e la ODv Il Faro, organizza il primo corso informativo e formativo sull’affido della Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, che prenderà il via oggi alle ore 21. Dopo i saluti da parte dei membri dell’equipe pastorale – Maria ed Enrico Gallozzi e Don Adriano D’Amore – sarà presentato il corso informativo “L’affido come protezione del legame tra il minore e la sua famiglia-Aspetti giuridici e sociali”, a cura dell’assistente sociale Anna Ansalone. Il corso si svolgerà online su piattaforma Cisco Webex Meeting previa registrazione: il link è pubblicato sul sito web diocesano www.diocesisalerno.it e sulla pagina Facebook “Pastorale della Famiglia-Diocesi di Salerno Campagna Acerno.Sono, poi, previste altre due giornate di approfondimento. Il 7 maggio p.v. (ore 21.00) con una relazione psicologica ed educativa sul tema: “Il processo dell’affido: strumenti e diritti per accompagnare le famiglie affidatarie”, a cura dell’educatrice Maria Pia Castiello e dell’avvocato Pietro Paolo Greco, con una testimonianza di una famiglia affidataria; il 14 Maggio ( ore 21.00) con approfondimenti sul tema “L’affido di prossimità per i minori stranieri non accompagnati, a cura dell’Associazione La Tenda, con interventi di Maria Pisani e Lucia Lamberti.Seguirà, in conclusione, il dibattito e l’istituzione dell’Albo delle Famiglie Affidatarie della Diocesi, alla presenza di S.E. Rev.ma Mons. Andrea Bellandi Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno.L’affido è una risposta temporanea di aiuto e sostegno a un bambino/a o ragazzo/a quando i genitori, per vari motivi, non riescono a farlo. Con l’affido si assicura un’adeguata risposta ai suoi bisogni affettivi, nel rispetto della sua storia dei suoi bisogni e delle sue aspettative.E’ rivolto a persone singole o in coppia, sposate o conviventi, con o senza figli, giovani o anziani, disponibili ad un’accoglienza temporanea e in grado di rispondere ai bisogni educativi, affettivi e relazionali di un bambino/a o ragazzo/a. Nella famiglia affidataria il bambino/a o ragazzo/a trascorre, per un periodo limitato, la sua quotidianità (affido completo) oppure per qualche ora al giorno o alla settimana (affido parziale).“Purtroppo anche nella nostra regione – sottolinea Enrico Gallozzi Direttore della Pastorale Familiare – ci sono tanti minori che per diversi motivi sono allontanati dalle proprie famiglie di origine per un periodo più o meno lungo. Molto spesso sono trasferiti in una comunità. A nostro avviso, in aggiunta al lavoro eccellente svolto in queste strutture, c’è bisogno che le famiglie diano una mano e si facciano carico di questi minori per un periodo transitorio, fino al momento del rientro in famiglia o fino a quanto non si stabilisca per loro una sistemazione definitiva. Durante i tre incontri di formazione ed informazione cercheremo di illustrare il profilo giuridico e normativo dei vari tipi di affido, ma anche gli aspetti pratici attraverso le testimonianze di famiglie affidatarie”.

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Pisano, appello alla sentenza di primo grado per imputati

di Erika Noschese

Si apre un nuovo capitolo penale sulla vicenda delle Fonderie Pisano. La Procura di Salerno ha infatti affermato la penale responsabilità di Antonio Setaro, Luca Fossati, Guido Pisano, Renato Pisano, Ciro Pisano, Ugo Pisano, le fonderie Pisano &Co. Per la vicenda relativa all’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento di via dei Greci con l’ipotesi d’accusa di disastro ambientale. Il tribunale di Salerno ha infatti proposto appello avverso la sentenza di primo grado emessa nel processo a carico dei componenti del consiglio di amministrazione della famiglia Pisano e di altri soggetti imputati: la pubblica accusa non ha condiviso la decisione emessa dalla dottoressa Zambrano, Gup presso il tribunale di Salerno, ritendendo che la sentenza vada modificata nella direzione di un accertamento della responsabilità penale a carico degli imputati. “Esprimiamo grande soddisfazione per questa scelta della Procura e annunciamo sin da ora che saremo presenti al loro fianco, come parte civile, rappresentati con decisione dal nostro Avvocato Fabio Torluccio, perché siamo convinti che i reati contestati dall’impianto accusatorio delle indagini della Procura si siano tutti consumati e pertanto auspichiamo in una condanna piena nei confronti degli imputati per i reati commessi contro la popolazione e contro l’ambiente”, ha dichiarato Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita. Nei prossimi mesi verrà fissata l’udienza davanti alla Corte di Appello di Salerno per proseguire il giudizio. “Si tenga anche conto che precedentemente il difensore dei Pisano ha proposto ricorso per Cassazione per contestare la condanna dell’unico reato loro ascritto e per ottenere di conseguenza la piena assoluzione; sull’altro fronte, con questa scelta, la Procura si dimostra convinta dei capi di imputazioni per i gravi reati commessi e noi siamo determinati a partecipare a questo processo come parte civile per andare fino in fondo a questa triste vicenda ed ottenere finalmente giustizia piena, anche perché a tutt’oggi l’aria nella valle dell’irno è irrespirabile e la popolazione soffre le conseguenze di un’attività industriale che sta avvelenando ormai da troppo tempo l’aria e l’ambiente della nostra città”, ha dichiarato Forte. “L’iniziativa della Procura di Salerno, che ha proposto appello alla sentenza di primo grado nel processo a carico dei membri del Cda di Fonderie Pisano, consentirà di aggiungere nuovi tasselli alla verità su una vicenda che si trascina da decenni con troppi dubbi. Da un lato c’è una comunità che ha diritto di sapere se e quali siano stati gli effetti di anni e anni di emissioni sull’ambiente e sulla salute delle comunità di interi quartieri e della Valle dell’Irno. Dall’altro va fatta piena luce sul livello di pericolosità di un sito che potrebbe presto essere trasferito nella vicina Buccino, in un’area soggetto a vincolo paesaggistico e che per questo andrebbe salvaguardata e rilanciata”, ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione speciale regionale Aree Interne Michele Cammarano. “L’auspicio – sottolinea Cammarano – è che siano resi noti i risultati dello studio Spes, realizzato ben cinque anni fa e in possesso della Regione Campania, ma i cui dati non sono mai stati ancora pubblicati. Un’indagine che evidenzia, in maniera drammatica, l’incidenza del fattore ambientale sulla popolazione residente a ridosso delle Fonderie Pisano”. ““La procura ha dato un bel segnale soprattutto nel giorno in cui emerge drammaticamente la realtà dei reati ambientali nella nostra provincia, adesso però quello che va fatto attraverso un iter procedurale amministrativo già avviato da tempo è aprire un vero tavolo politico per salvare l’azienda, dove concretamente e con componenti autorevoli si ragioni e si proceda alla delocalizzazione in modo spedito e quindi costruzione di un impianto tecnologicamente avanzato in grado di dare ancora più occupazione nel nostro territorio”, ha dichiarato invece il vice presidente del Codacons nazionale Matteo Marchetti.

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Università, ”Gambe corte del plagio letterario”, interrogazione parlamentare di Gigi Casciello

Un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Università e della Cultura sull’ormai endemico sistema del “copia e incolla” riscontrato nelle tesi di laurea nonché nelle tesi di dottorato di ricerca in vari Atenei italiani. L’ha presentata Gigi Casciello, Deputato di Forza Italia, componente della Commissione cultura alla Camera e tra i fondatori di Voce Libera. “I casi sembravano circoscritti a pochi, per quanto deprecabili, incidenti di percorso, invece il sistema del “copia e incolla” si sta affermando sempre più nelle Università italiane – spiega l’onorevole Casciello – Il titolo accademico, di laurea o dottorato di ricerca, avvalendosi indebitamente dell’opera dell’ingegno altrui, viene poi utilizzato per il conseguimento di incarichi di prestigio a discapito di studiosi sicuramente più meritevoli”. L’interrogazione riporta il caso di una tesi di Dottorato sull’archeologia dell’isola d’Elba: “Tale tesi, discussa presso l’Università di Foggia, pur contando oltre 100 duplicazioni di brani tratti da 30 autori senza citazione né virgolettato, ha superato inspiegabilmente il controllo del Tutor e degli altri docenti incaricati – continua l’onorevole Casciello – Successivamente, con la quasi totalità del suo contenuto, è diventato addirittura un libro in vendita al “modico” prezzo di 70 euro. Il dilagante metodo del “copia e incolla” potrebbe offrire un’immagine distorta della cultura italiana nel mondo, creando un danno ancor più deleterio di quello arrecato dai singoli impostori”. Casciello fa presente “l’importanza di intervenire prima possibile per interrompere il reato di plagio attraverso autonomi provvedimenti, escludendo dalle mansioni i docenti/responsabili che stanno dimostrando un’inaccettabile inosservanza delle norme di cui dovrebbero essere garanti”. Di qui la richiesta ai ministri competenti “affinché assumano quanto prima gli opportuni provvedimenti per interrompere un siffatto malcostume, impedendo al contempo che i più meritevoli possano essere prevaricati da “studiosi” di tal genere”.

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Disservizi al cimitero, famiglia attende esumazione della salma da due mesi

di Erika Noschese

In attesa di un’esumazione della salma in una tomba da circa due mesi. Caos e disservizi al cimitero di Battipaglia che stanno indignando molti cittadini che provano a chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale senza ottenere, almeno per il momento, alcuni risposta. Tra questi la signora Marika Pastena che ha già provveduto a pagare la somma dovuta, senza però un riscontro in merito e nonostante le numerose sollecitazioni. “Lo scorso 1 marzo mi reco al cimitero di Battipaglia perchè dovevo far esumare la salma in una tomba, giunta lì chiedo la documentazione necessaria e provvedo al pagamento dovuto, per circa 650 euro”, ha raccontato la signora Pastena che, dopo 15 giorni, si reca nuovamente presso il camposanto per riferire di aver provveduto a quanto dovuto e di aver inoltrato tutto tramite pec. “Una volta lì, mi hanno quasi rimproverata perché avevo inviato la documentazione via pec e non consegnata cartaceo all’ufficio protocollo del Comune per velocizzare la pratica – ha aggiunto la donna – Vista la fase delicata, mi sembrava opportuno procedere per via telematica piuttosto che presentarmi presso gli uffici comunali”. Intanto, passa anche la terza settimana, ancora in attesa ma dal cimitero avrebbero risposto di essere particolarmente carichi di lavoro e, a spese della famiglia, null’altro si poteva fare che chiamare il macchinista per togliere la tomba e il marmo, dopo che la famiglia aveva già sborsato i primi 650 euro. “Sono passati due mesi, l’altro giorno sono andata nuovamente al cimitero per chiedere spiegazioni ma mi hanno detto che c’erano altre quattro persone in attesa, prima di me – ha detto ancora la donna – Per rigore di logica, è mai possibile un comportamento simile? Io non ce l’ho con le maestranze del cimitero, ci mancherebbe, loro sono solo dipendenti e fanno il loro dovere ma sono indignata con il Comune di Battipaglia, con la burocrazia”. La famiglia chiede spiegazioni all’amministrazione comunale per procedere in tempi brevi alla risoluzione di un problema che stanno vivendo ora tante famiglie di Battipaglia, ormai esasperate dai continui disservizi che si presentano di giorno in giorno. “Non mi sembra giusto tacere di fronte ad un fatto simile, il Comune deve adoperarsi a trovare soluzioni immediate; è un problema etico. Per non parlare dei soldi che ho versato con largo anticipo senza ottenere alcun riscontro”, ha aggiunto infine la Pastena.

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Esperienza di business a confronto tra Confindustria Salerno ed ente Catania

Creare legami tra gruppi di donne imprenditrici. Accrescere l’impatto della loro azione sul tema della diversità e della parità di genere sul lavoro. Individuare un modello di eccellenza imprenditoriale al femminile. Sono questi gli obiettivi che animano il progetto “Donne Modello di Impresa. Esperienze di business a confronto”, promosso da Confindustria Salerno, in collaborazione con Confindustria Catania, presentato ieri in videoconferenza. L’evento ha messo a confronto le esperienze di imprenditrici di territorialità diverse per tracciare quegli elementi comuni che contraddistinguono le imprese guidate da donne in termini di valori, motivazione e competenze allo scopo di individuare buone prassi da condividere e replicare. Dopo i saluti introduttivi dei presidenti di Confindustria Salerno, Antonio Ferraioli e di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, sono intervenute Monica Luca, presidente di Imprenditoria Femminile Confindustria Catania e Alessandra Puglisi, presidente del Comitato Femminile Plurale di Confindustria Salerno, ad illustrare gli obiettivi dell’iniziativa. Monica Lauricella, manager e business coach ha condotto le interviste a 4 imprenditrici: Cristina Busi, presidente di Sibeg Coca-Cola, Alba Murabito, Procurement & Supply Chain manager del Centro Catanese di Medicina e Chirurgia, per Catania e Maria Pezzullo, Amministratore Gruppo Pezzullo e Laura Caputo Sales & Operation Director OMPM per Salerno. “Questo incontro – ha affermato Alessandra Puglisi – si inserisce nel solco di una serie di iniziative che stiamo realizzando nella convinzione che la condivisione e le sinergie siano alla base della crescita professionale e aziendale. Da tempo promuoviamo percorsi di formazione e confronto perché riteniamo che le best practices vadano condivise. Fare impresa vuol dire – a Salerno come a Catania – intraprendere una sfida quotidiana fatta di visione, di progresso, di superamento delle difficoltà e di innovazione. Le testimonianze che abbiamo ascoltato raccontano di un nuovo modo di essere imprenditrici basato sull’inclusione, sul rispetto delle differenze culturali, di opinione, generazionali e di genere oltre che sulla responsabilità sociale d’impresa. “L’evento rappresenta la prima tappa di un percorso di condivisione e di analisi su valori, motivazioni e strategie del fare impresa e managerialità al femminile – ha dichiarato Monica Luca -. Le donne hanno certamente un loro modo di dirigere l’impresa, un proprio stile di leadership e un particolare approccio alla gestione delle risorse umane. Donne Modello di Impresa vuole mettere in campo le buone prassi che caratterizzano le imprese gestite da donne. Sotto la guida di un Business Coach, verrà decodificato un modello virtuoso che possa essere replicato e diventare esempio per le giovani generazioni sia di donne che uomini motivati ad investire nella creazione di un‘impresa e nel miglioramento delle proprie competenze professionali”. Quattro le testimonianze delle imprenditrici catanesi e salernitane: Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Sibeg, la storica azienda siciliana produttrice delle bevande a marchio The Coca-Cola Company che conta 350 addetti, ha evidenziato l’importanza strategica del capitale umano: “Siamo consapevoli dell’impatto sociale che ogni impresa genera sul territorio – ha spiegato l’imprenditrice, che è anche fondatrice in Albania di due stabilimenti produttivi oggi guidati manager donne -. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei dipendenti, delle loro famiglie e per questo occorre puntare al miglioramento continuo delle risorse umane, al riconoscimento delle capacità e del merito. La vision dell’azienda e le scelte imprenditoriali importanti possono essere supportate solo in presenza di un team che sappia competere e affrontare le sfide”. Per Alba Murabito, imprenditrice di terza generazione, manager del Centro Catanese di Medicina e Chirurgia, qualificazione professionale e lavoro di squadra sono elementi distintivi essenziali: “In azienda ho fatto gavetta partendo dal basso – ha detto -, costruendo le mie competenze passo dopo passo. E ciò grazie anche alla lungimiranza della mia famiglia, consapevole delle difficili sfide del passaggio generazionale. Oggi la forza del team fa la differenza. Ognuno contribuisce con la propria professionalità lavorativa ad accrescere efficienza e valore aggiunto generato dall’azienda nella quale valori fondanti rimangono correttezza, tenacia, etica”. Laura Caputo, Sales & Operation Director OMPM, ha sottolineato che “queste iniziative fanno emergere la necessità di una maggiore consapevolezza professionale della donna che fa impresa. Ben vengano le garanzie di legge che diano la possibilità di emergere alle donne in contesti complessi, tuttavia il pilastro fondante deve essere la meritocrazia, quali che siano le caratteristiche, il sesso o la storia personale. D’altro canto, il plus della donna è nella capacità di operare una sintesi tra le logiche industriali e quelle sociali, garantendo un approccio più umano e un equilibrio nelle scelte che si ripercuotono sull’intera organizzazione aziendale, nei rapporti con lavoratori, fornitori e clienti, apportando così un valore indiscutibile all’impresa nel tempo. Tutti, e ancor più la donna, abbiamo da raccogliere l’eredità di Olivetti e dell’impresa sociale”. Maria Pezzullo, Amministratore Gruppo Pezzullo, gruppo storico salernitano ha portato la propria testimonianza affermando che “i valori principali che ho ereditato e che mi guidano sono sicuramente il rispetto e la correttezza, questi si traducono nella realizzazione di continui investimenti per migliorare l’ambiente di lavoro, l’impatto ambientale ed il rapporto con il territorio. La nostra tradizione imprenditoriale si contraddistingue sicuramente anche per la passione, che nasce dalla consapevolezza che le persone e le imprese crescono attraverso l’impegno quotidiano e il continuo mettersi in discussione”.

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Il bacio appassionato di Pio e Amedeo, Laura Chiatti: “Tutta sta lingua?!”


Pio e Amedeo sul palco di Felicissima Sera interpretano una scena di passione con la complicità di Laura Chiatti. Nel primo "ciak" è l'attrice a condividere la pomiciata con Amedeo, nei panni dell'amante Franco. Poi è il turno di Pio, al quale il collega dà un lungo e appassionato bacio con la lingua che lascia di stucco l'attrice. "Al primo ciak tutta sta lingua?? Non me l'aspettavo!", dice. "Franco è fatto così", si giustifica lui.
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Alfonso Califano: “Il Covid non ha spezzato il nostro sogno di aprire un bar all’italiana”

di Monica De Santis

La pandemia non ha ucciso il loro sogno, ha solo ritardato di qualche mese la partenza, ma adesso sono prontissimi e il prossimo 6 maggio alle 7 del mattino aprirà finalmente al pubblico “Cinquanta – Spirito Italiano”, un nuovo bar in pieno stile italiano in via Trento a Pagani. A guidare il progetto Alfonso Califano e Natale Palmieri, 2 giovani paganesi con alle spalle un curriculum di tutto rispetto nel settore ricettivo. “L’idea nasce dal fatto che all’estero il concetto di bar all’italiana è molto riconosciuto all’estero. – spiega Alfonso Califano – Qui vedono i nostri bar come strutture ricettive vere e proprie, ovvero un luogo dove si passa dal caffè, all’aperitivo al mangiare qualcosa. Mentre negli altri stati si ragiona più a livello settoriale. Ad esempio gli inglesi hanno le birrerie, gli spagnoli le botteghe del vermut e così via, noi invece siamo iconici per questi bar che coprono tutto l’arco della giornata. Questa tipolgia di locale nasce negli anni ‘50, subito dopo la guerra. E ci siamo immaginati, come potessimo oggi riportare in vita quella tipologia di bar ed è nato apunto ‘Cinquanta – Spirito Italiano’ che è un cocktail bar poliedrico, dove poter trascorrere tutte le fasi della giornata, dalla colazione al dopo cena passando per il pranzo, la cena e l’aperitivo”. Oltre 1 anno di lavoro per riuscire ad aprire il locale, un anno di lavoro a causa soprattutto delle restrizioni dovute alla pandemia. Ma cosa ha spinto due ragazzi ad aprire un bar in tempi incerti come questi… “Questa è stata una sfida sin dall’inizio. Perchè aprire un locale del genere a Pagani è già una sfida. Quindi diciamo che questa seconda sfida del Covid, ci ha inizialmente messo in crisi e fatto riflettere, ma non ci ha fermati, perchè la nostra è stata proprio una scelta, il realizzare il sogno di una vita, quello per cui abbiamo lavorato tanto, soprattutto all’estero”. Qual’è l’obiettivo che volete raggiungere con questo locale? “Prima di tutto speriamo che diventi un luogo dove i ragazzi e le ragazze si possano incontrare e socializzare tra di loro. Io stesso sono cresciuto frequentando il bar del mio quartiere e i coetani che come me andavan lì tutti i pomeriggi sono diventati i miei migliori amici. Quindi m piacerebbe che anche il ‘Cinquanta’ potesse diventare un punto di ritrovo per i giovani di Pagani. Poi come obiettivo abbiamo anche quello di rendere innovativo e moderno il concetto del ‘bar all’italiana’. Alfonso, classe 1990, inizia a lavorare nel bar sotto casa all’età di 12 anni. Dopo essersi laureato in “Economia del Turismo” a Napoli, si trasferisce a Londra dove gestisce un classico pub per 2 anni prima di passare al mondo dei cocktail. Natale, classe 1986, si è diplomato all’alberghiero ed ha avuto varie esperienze in cucina da responsabile, sia in Italia che all’estero. Da 3 anni si avvicina al mondo della miscelazione seguendo corsi con Planet One, Dennis Zoppi a Torino e Jerry Thomas a Roma. “Sono tornato in Italia perché avevo promesso a me stesso di farlo solo nel momento in cui avrei potuto contribuire alla crescita della comunità. Si può credere nel proprio territorio e si possono creare progetti ambiziosi con le professionalità che ci circondano – ha affermato entusiasta Alfonso Califano – Avevo il desiderio di ricreare un concept di cocktail bar tipicamente italiano, con un respiro ed una tipologia di servizio di stampo internazionale. Oltre me, la nostra bar manager Marianna Di Leo, originaria di Salerno, è rientrata dopo una lunga esperienza a Milano. Come lei, anche altri ragazzi della nostra squadra hanno deciso di ritornare dopo varie esperienze all’estero”. Un progetto ambizioso che si è sviluppato proprio durante una crisi epocale come quella legata all’ emergenza Covid-19. Credere nelle potenzialità del proprio territorio d’origine, nonostante una profonda crisi economica generale, è la vera scommessa di Natale e Alfonso. Per vincerla, i due giovani titolari si sono affidati ad uno staff con un’età media di circa 30 anni. “Investire in questo momento così delicato, soprattutto per il comparto Food & Beverage, non è stato semplice ma non ho avuto paura. Sono fiducioso che ci divertiremo e faremo divertire – ha dichiarato Natale Palmieri – La nostra squadra, a pieno regime, conterà almeno 21 elementi. Crediamo che la mole di lavoro debba essere sostenibile per tutti e quindi, sebbene il bar sarà aperto 7 giorni su 7, lavoreremo tutti 5 a giorni a settimana. È importante avere del tempo libero per godere dei frutti del duro lavoro”. La drink list, con creazioni uniche “Made in Cinquanta”, vuole incuriosire e divertire l’ospite attraverso un percorso ricco di storie e sapori. La miscelazione si ispira ai più grandi classici all’italiana. Tradizione rivisitata in chiave moderna con ricette essenziali, bilanciate da ingredienti di alta qualità, supportate da una sperimentazione alla costante ricerca dell’abbinamento perfetto. Un esempio? “Spirito Felix”, il cocktail pensato per rendere omaggio all’Agro nocerino sarnese, la terra che ospita il progetto, e che sarà offerto proprio all’apertura di “Cinquanta”. Il drink è una sorta di gin sour servito su ghiaccio e decorato con una foglia di salvia. Gli ingredienti sono: Seven Hills Gin, limoncello Pallini, sciroppo di pomodorini corbarini, limone, infuso salato di pisto, ovvero un insieme di spezie, tipico della tradizione culinaria campana, utilizzato nella preparazione di molti dolci tradizionali. La proposta food, invece, è stata creata in collaborazione con lo chef Michele De Blasio con l’obbiettivo di far vivere l’esperienza della miscelazione in simbiosi con la cucina. Parliamo di una cucina moderna, che strizza l’occhio allo street food, con attenzione maniacale al dettaglio e all’artigianalità delle materie prima. Il menù si divide in “Morsi”, rivisitazioni gourmet dei cicchetti veneziani, e “Qualche morso in più”, dove la protagonista è una focaccia cotta al padellino. A curare il design e lo stile di “Cinquanta”, simile ad un vero e proprio teatro in cui il bancone del bar è il vero protagonista sul palcoscenico, è stato Daniele Della Porta, architetto di Cava de’ Tirreni, direttore artistico della “Collezione 10” di Alfa Marmi e pubblicato dalle maggiori riviste di settore a livello nazionale ed internazionale. L’architetto Della Porta è riuscito a coinvolgere nella sua idea tutte maestranze e artigiani locali, provenienti soprattutto dalla città di Pagani o dal resto dell’Agro nocerino sarnese, con delle autentiche opere prime realizzate specificamente per il progetto.

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Braccianti agricoli e badanti in piazza per rivendicare i loro diritti

di Monica De Santis

Si sono ritrovati ieri mattina in piazza Amendola, per una manifestazione di protesta pacifica di protesta dei lavoratori migranti e delle badanti. I lavoratori, accompagnati dalla Usb, Federazione del Sociale di Salerno, hanno manifestato per chiedere l’immediata applicazione dei decreti legge 34 e 130 e la regolarizzazione di chi è in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla norme vigenti. Davide Trezza, responsabile dell’organizzazione sindacale territoriale, spiega che “solo da questa provincia sono partite 6mila domande dopo i decreti legge 34 e 130 del 2020”.

Intanto, “l’analisi delle domande è ancora ferma dopo otto e dodici mesi, a seconda del decreto legge emanato, e i lavoratori si ritrovano con un esborso che va dai 600 a oltre mille euro per la domanda e nessun diritto. Restano invisibili, nonostante portino avanti interi comparti come quello agricolo o il lavoro di cura. Non hanno diritti, sono ricattabili e soggetti a uno sfruttamento assolutamente fuori da ogni mondo che dovrebbe definirsi civile. Questa mancata regolarizzazione mantiene sotto ricatto migliaia di lavoratori, impossibilitati a far valere i propri diritti sul posto di lavoro, ed impedisce di rivolgersi al sistema sanitario in una fase così drammatica a causa della pandemia. Questa condizione favorisce il mancato rispetto di ogni forma di sicurezza sul lavoro e il riproporsi di tragedie, con decine di lavoratori stranieri morti per andare al lavoro con mezzi insicuri o nelle proprie dimore di fortuna”. Davide Trezza spiega inoltre che in tutto in Italia sono state presentata 207 domande, di queste 627mila in provincia di Salerno e sono al 99% tutti impiegati nel comparto agricolo e badanti. Nello specifico nel salernitano la maggioranza delle domande viene proprio dalle badanti, anche se ieri mattina in piazza a protestare erano molto poche visto che non potevano lasciare gli anziani che accudiscono, come spiega la signora Anna, ucraina in Italia da due anni… “Ho lasciato mia figlia insieme con i miei genitori ed ora sono qui in Italia senza alcun sostegno, non ho diritto neanche all’assistenza sanitaria. A febbraio sono stata male e non ho potuto usufruire delle cure necessarie”. Una rappresentanza dei manifestanti, accompagnati da Trezza è poi salito in prefettura, dove ha incontrato un delegato del Prefetto. Al termine del incontro, i manifestanti, non soddisfatti hanno affermato che proseguiranno ancora i loro presidi fino a quando la loro voce non sarà ascoltata. “È importante fare il massimo sforzo per costruire un percorso unitario che porti a moltiplicare le iniziative, fino a riuscire ad ottenere, ciò che ci è stato promesso e che è un nostro diritto di lavoratori” hanno detto al termine della manifestazione alcuni dei partecipanti.

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Il Prefetto incontra i sindaci e le associazioni di categoria per tracciare le linee di controllo

Il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha presieduto ieri, presso il Palazzo del Governo, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di effettuare, un esame congiunto delle problematiche riscontrate sul territorio della provincia di Salerno alla luce delle nuove disposizioni, dell’ingresso della regione nella zona gialla e della conseguente riapertura degli esercizi commerciali. L’incontro è servito anche per individuare linee di intervento efficaci e condivise. Hanno preso parte all’incontro, il vicepresidente della Provincia, i sindaci dei comuni di Salerno, Battipaglia, Cava De’ Tirreni e Nocera Inferiore, i presidenti di Confcommercio e Confesercenti di Salerno e i vertici provinciali delle Forze di Polizia. Nel corso della riunione sono state affrontate le difficoltà rappresentate dai sindaci, in ordine al rispetto della normativa anti Covid-19 da parte della platea dei cittadini più giovani, con particolare riferimento alle situazioni di assembramento che si creano nei luoghi della movida, coinvolgendo spesso le zone dei centri cittadini. Le Forze di Polizia hanno ribadito il massimo impegno a presidiare il territorio, garantendo supporto e collaborazione all’azione delle polizie municipali per predisporre anche controlli mirati, soprattutto nelle fasce orarie serali e notturne. I presidenti di Confcommercio e Confesercenti, nell’auspicare una graduale ripresa delle attività economiche sul territorio salernitano, grazie ai recenti interventi normativi messi in campo dal Governo, hanno sottolineato il senso di responsabilità da parte degli esercizi di ristorazione e commerciali e garantito massimo impegno e rigore nel rispetto dei protocolli anti covid-19. Il Prefetto di Salerno, ha espresso apprezzamento per le intese raggiunte e per il carattere propositivo degli interventi ed ha ribadito che «è necessario fare appello al senso di responsabilità di ciascuno di noi, perché saranno i comportamenti virtuosi, individuali e collettivi, che determineranno il nostro futuro, nella lotta al covid-19». La riunione si è conclusa con l’intesa di potenziare i controlli delle forze di polizia nelle fasce serali e sensibilizzare i gestori degli esercizi pubblici e la popolazione tutta sull’importanza del rispetto dei protocolli anti Covid-19.

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Short Movie: L’acqua del futuro

L'acqua del futuro

In un mondo in cui l'acqua è razionata e non basta mai, un confronto tra due uomini ai due estremi della scala sociale può cambiare le cose

Nel futuro purtroppo non irrealistico immaginato da Eliot John Hagen e Patrick Lota, sceneggiatori di Eva, l'acqua è ormai un bene raro e prezioso. Desmond Frey ha inventato un dispositivo capace di filtrarla e fornire acqua potabile, e questo lo ha reso ricco e potente. La il dispositivo, chiamato Eva, è molto costoso e solo pochi possono permetterselo. Gli altri si devono arrangiare, e razionare la poca acqua malsana che hanno a disposizione. Tra questi anche George, che ha una figlia malata e che sta cercando di replicare il dispositivo, ma senza riuscirci. Diretto... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Short Movie - 1 maggio 2021 - articolo di S*

Sebastian Vettel sbaglia box a Portimao e la McLaren lo sfotte: “Seb vuoi restare a cena?”


Il quattro volte campione del mondo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio del Portogallo ha sbagliato box e invece di fermarsi in quello dell'Aston Martin si è parcheggiato in quello della McLaren. Vettel con ironia ha commentato quell'errore: "Prima o poi doveva accadere", la McLaren invece lo è simpaticamente invitato a cena.
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Pio e Amedeo insieme a Raoul Bova ironizzano sul coming out di Gabriel Garko


Raoul Bova è ospite di Pio e Amedeo a Felicissima Sera. L'attore siede dall'altra parte del bancone del loro "Che intervista che fa", interrogato dai due comici sull'ambiente del cinema e delle fiction tv. Smangiucchiando lupini, Amedeo irrompe con una scomoda domanda su Gabriel Garko tirando in ballo la questione coming out: "Che shock! Non lo sapeva nessuno!", commenta ironicamente. "Quando lo ha comunicato ha perso il pubblico", dice lasciando nell'imbarazzo più totale l'attore.
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Senna contro Prost, il duello che fece miti due grandi campioni del volante


Il 1° maggio 1994 alla curva del Tamburello muore Ayrton Senna e finisce una stagione indimenticabile della Formula 1 e dello sport in generale. Questa fase era stata vissuta sul talento del brasiliano ma anche sul duello con un altro grande campione, Alain Prost, che alla morte del suo nemico-amico dichiarò subito che nulla sarebbe stato più come prima, per lui e per il suo sport.
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Nudo e senza vita nel campo, per la morte di Samuele De Paoli indagata trans: “Io non l’ho ucciso”


L'unica indagata per la morte di Samuele De Paoli è una trans 43enne che dagli accertamenti degli inquirenti sarebbe stata l'ultima a vedere ancora in vita il ventenne e nello stesso posto dove è poi stato ritrovato il cadavere. L'indagata, che resta a piede libero, ha ammesso di aver trascorso la serata con la vittima ma rigetta ogni accusa di omicidio.
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Maradona, la perizia sulla morte: “Diego abbandonato dai medici, morì dopo 12 ore di agonia”


La Commissione medica ha inviato ai magistrati di San Isidro la relazione con cui si cerca di far luce sulla morte di Maradona. In un documento di 70 pagine è scritto anche che Maradona iniziò a morire almeno 12 ore prima dal momento in cui fu ritrovato senza vita nel suo letto. Il campione visse una fase agonizzante prolungata e fu curato in modo inadeguato.
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Covid India, polizia strappa bombola ossigeno a paziente per darla ad un vip: morta due ore dopo


Arriva dall'India, alle prese con una nuova e violenta ondata di Covid-19, la denuncia di due fratelli secondo i quali alcuni agenti di polizia avrebbero strappato una bombola d'ossigeno alla madre per darla ad un "vip" non identificato e in difficoltà respiratorie. La donna è morta due ore dopo. Ma i poliziotti si difendono: "Quei ragazzi erano disperati". Aperta un'inchiesta.
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Ilary Blasi è di nuovo zia, è nata Jolie la figlia di sua sorella Melory


È nata Jolie la figlia di Melory Blasi e nipotina di Ilary e Francesco Totti, zii dell'ultima femminuccia arrivata in famiglia. La sorella della conduttrice aveva annunciato la gravidanza lo scorso novembre. Dal 2017 è sposata con Tiziano Panicci, come lei lontano dal mondo dello spettacolo. "25/04 sei nata tu, amore nostro grande. Benvenuta piccola Jolie", ha scritto Melory su Instagram pubblicando i primi scatti in cui si intravede bimba.
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Magrini (Aifa): “Per colpa di Paesi senza scrupoli in Italia vaccinazione di massa solo in estate”


"L'avidità vaccinale ha penalizzato l'Europa. E per colpa di Paesi senza scrupoli in Italia la vaccinazione di massa scatterà solo in estate, quando avremo 30 milioni di dosi disponibili al mese" ha spiegato oggi il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, assicurando che "a giugno i quantitativi di vaccino saranno notevolmente ampliati".
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Roma, giornalista di RaiSport prende a pugni collega per l’aria condizionata: trasportato in ospedale


Due giornalisti della redazione di RaiSport avrebbero litigato per l'aria condizionata: la lite è degenerata finendo poi a pugni. Uno dei due avrebbe colpito al volto l'altro. L'uomo è stato trasportato in ospedale dove gli è stata data una prognosi di sette giorni. Il giornalista starebbe inoltre valutando la denuncia per lesioni personali.
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