Matri, attaccante a buon mercato: svincolato dal Brescia, va verso Parma


Alessandro Matri ha detto addio al Brescia in questa sessione invernale di calciomercato e s'è svincolato. Otto presenze con la maglia del Brescia per un totale di 82 minuti in campo. Una decina a partita, pochissimi davvero. Cosa farà adesso l'ex punta di Milan e Juventus? Formalmente entra nella lista dei calciatori che fino al 31 marzo prossimo potranno ancora trovare sistemazione.
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Ci mancava la stella di David sulla porta di un discendente di deportati

Il disegno del simbolo usato dai nazisti per identificare gli ebrei comparso vicino al campanello di casa di un uomo a Bologna: «Lo farò cancellare, mi si è stretta la gola». Solo l'ultimo episodio in pochi giorni dopo svastiche e scritte antisemite.

E dopo svastiche e scritte antisemite arrivò anche la stella di David. Mentre la settimana che si è aperta con il Giorno della Memoria non è ancora finita. Questa volta è successo a Bologna a un discendente di una famiglia deportata nei campi di concentramento nazisti.

IL SIMBOLO USATO PER IDENTIFICARE GLI EBREI

Quando è uscito di casa, per andare a prendere il caffè al bar come ogni mattina, ha visto sulla porta del condominio dove abita, nella prima periferia della città, un disegno col simbolo della civiltà e della religiosità ebraica che però veniva usata dai nazisti per identificare gli ebrei 70 anni fa.

«IO DISCRIMINATO, MA SONO AGNOSTICO»

Lui, un ex insegnante, ha raccontato l’episodio alla Tgr Rai dell’Emilia-Romagna: «Ho sentito il cuore battere forte, mi si è stretta la gola e mi sono chiesto “cosa devo fare?”. Io sono agnostico, quindi mi sembrava anche strano subire una discriminazione sulla base di una militanza religiosa».

SCRITTA CHE VERRÀ CANCELLATA

L’uomo ha denunciato la vicenda ai carabinieri. Ha detto che, a differenza di quanto annunciato da alcune persone che, in Piemonte, hanno trovato scritte simili, vuole far cancellare la scritta: «Ho perso nella Shoah tutta la famiglia di mio padre tranne lui».

MEROLA: «BOLOGNA NON MERITA QUESTI SCEMPI»

A esprimere lo sdegno e la condanna di tutta la città ci ha pensato il sindaco Virginio Merola: «Bologna non merita questi scempi e non rinuncerà mai a far valere la forza della memoria, la comunità ebraica è una parte importante della nostra città».

ALTRE MARCHIATURE A ROMA E CUNEO

Nei giorni precedenti sulla porta di una donna di origini ebraiche era comparsa la scritta “Juden Hier“. Ed episodi simili si sono ripetuti anche a Roma e a Cuneo. Una scritta nazista era apparsa vicino al campanello di un’iscritta all’Anpi, figlia di un partigiano.

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Coronavirus, negativo ai test l’operaio dell’hotel Palatino dove soggiornavano i due cinesi infetti


L'operaio romeno che lavorava nell'hotel Palatino di via Cavour a Roma, dove soggiornava la coppia di turisti cinesi infettati dal coronavirus è risultato negativo ai test. L'uomo è stato ricoverato all'ospedale Spallanzani e sottoposto agli accertamenti secondo i protocolli operativi. A renderlo noto la Regione Lazio.
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Calciomercato, svincolati: c’è ancora tempo fino al 31 marzo per il colpo low cost


La sessione di calciomercato invernale si è ufficialmente chiusa, ma le squadre di Serie A fino al 31 marzo 2020 potranno ancora attingere al bacino dei calciatori svincolati. Tra i più appetibili diversi italiani come Abate e Matri, ma anche alcune vecchie conoscenze del nostro campionato come Guarin, Strinic e Martins e qualche vecchio obiettivo dei top club del BelPaese come il terzino portoghese Fabio Coentrao.
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La Brexit è compiuta: il Regno Unito è fuori dall’Ue

Dopo tre anni e mezzo Londra divorzia da Bruxelles. Il popolo euroscettico festeggia, ma non mancano le recriminazioni del fronte opposto. Johnson saluta «l'alba di una nuova era». E si prepara a un negoziato lungo 11 mesi per definire il quadro delle future relazioni.

Il Regno Unito saluta l’Unione europea e la Manica torna a essere un confine europeo, fra il continente e l’isola. Si chiude così una pagina di storia durata quasi mezzo secolo, dal 1973 a oggi: quella del matrimonio, d’interesse eppure non privo di frutti, tra Londra e Bruxelles.

La Brexit diventa realtà allo scoccare della mezzanotte del 31 gennaio 2020, l’Union Jack e la bandiera azzurra con le stelle europee si separano. Tra i festeggiamenti del popolo euroscettico, le recriminazioni del fronte pro Remain e il rammarico di molti: nel Regno come in altri Paesi, Italia compresa.

Il suggello al divorzio è arrivato dall’uomo che negli ultimi mesi è riuscito far saltare il banco e a mettere fine allo stallo, dopo aver già condotto in prima fila la campagna pro Leave del referendum del giugno 2016: Boris Johnson, controverso ma vincente, e in attesa del giudizio dei posteri.

In un discorso alla nazione anticipato da Downing Street, il primo ministro Tory ha fatto sfoggio di ottimismo e richiami all’unità di fronte a un Paese profondamente lacerato, anche se in maggioranza sollevato dalla sensazione di aver dato almeno un primo taglio alle incertezze. Il premier ha definito questo passaggio «l’alba di una nuova era», che «non segna una fine, ma un inizio».

Ha rivendicato l’addio come «una scelta sana e democratica», sancita «due volte dal giudizio del popolo», con il referendum e con le elezioni di dicembre 2019. E ha esaltato le speranze di un rinnovato slancio, di un ruolo europeo e globale «indipendente» per Londra, ma anche di una «cooperazione amichevole» di buon vicinato con gli ex partner dell’Ue.

Johnson ha spronato i britannici a «scatenare tutto il potenziale» di una nazione che fu impero, a credere nel cambiamento come in una «meravigliosa opportunità di successo». Non senza insistere sulla convinzione che la direzione intrapresa dall’Ue, pur con tutte le sue «ammirevoli qualità», non fosse più adatta al destino britannico. Parole accompagnate da toni di comprensione verso «il senso di ansia e smarrimento» per quella metà di Paese che alla Brexit ha guardato come a un errore storico o a un azzardo.

Ora l’impegno del governo è quello di ricondurre il Regno all’unità, in modo da poter guardare avanti «tutti insieme». Ma le incognite sul futuro restano numerose e tutte da affrontare. A iniziare dal cruciale negoziato, da chiudere nei soli 11 mesi di transizione che Londra intende concedersi sino al 31 dicembre 2020, sulle relazioni post divorzio – commerciali in primis – con i 27 ex partner; e dalle scommesse sulle parallele intese di libero scambio auspicate con gli Stati Uniti e con altre potenze terze.

Per non parlare delle promesse sul controllo dell’immigrazione, sugli investimenti in infrastrutture e servizi, sull’alleggerimento delle disparità a beneficio di aree depresse come il Nord dell’Inghilterra, dove l’esecutivo ha tenuto un consiglio dei ministri simbolico nell’euroscettica Sunderland. Traguardi da conciliare con le stime immediate di un possibile rallentamento ulteriore della crescita dell’economia e con non poche contraddizioni interne.

Tali contraddizioni si sono riflesse nelle piazze di Londra e non solo. Dove sono scesi dapprima, fra recriminazioni e lacrime, i gruppi di remainer non pentiti, rappresentanza di una fetta ampia di Paese che continua a masticare amaro, nonostante l’invito dei suoi stessi leader – da Tony Blair a Gina Miller – a riconoscere per ora la realtà di una battaglia perduta. E poi i sostenitori della Brexit, radunatisi a Westminster Square e dintorni per far sventolare bandiere e simboli nazional-patriottici; ma anche, in almeno un caso, per bruciare vendicativamente un vessillo europeo.

E poi ci sono le nazioni del ‘no’, l’Irlanda del Nord e soprattutto la Scozia, dove la first minister Nicola Sturgeon è tornata a invocare oggi stesso l’obiettivo di un secondo referendum secessionista. Intanto da Bruxelles e dalle varie capitali continentali, la consapevolezza del momento storico si è unita ad accenti di tristezza o rimpianto nelle voci di molti: da Giuseppe Conte a Emmanuel Macron, passando per il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, e per il commissario Paolo Gentiloni. Mentre Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha tenuto a lasciare aperta la porta al «miglior partenariato possibile» con il Regno che va via, ma ricordando che nessun accordo potrà mai essere come la membership. E dicendosi certa che non sarà «lo splendido isolamento» la soluzione ai problemi del domani.

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Mercato Juve, con la cessione di Emre Can le plusvalenze in cassa arrivano a 103 milioni


Dopo Mario Mandzukic, in questo gennaio è andato via dalla Juventus anche Emre Can: con la sua cessione al Borussia Dortmund ha portato nelle casse 30 milioni di euro (era arrivato a parametro zero). Con quest'operazione le plusvalenze realizzate dalle cessioni da parte della Juve dal luglio 2019 arrivano a quota 103 milioni di euro.
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Inter, Eriksen è il grande colpo di Conte ma l’attaccante esperto non è arrivato


Dopo i nomi di Giroud e Llorente dei primi giorni e quelli di Slimani e Pandev di ieri, alla corte di Antonio Conte non è arrivato l'attaccante esperto all'Inter: le ultime due piste che portavano a Zaza e Pinamonti sono parse difficili sin dall'inizio e non si sono concretizzate. Con Eriksen, Moses e Young: i nerazzurri hanno inserito qualità e esperienza nella sessione di gennaio 2020.
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Mercato Milan: arriva Saelemaekers, salta Robinson per le visite mediche. Torna Laxalt


Il mercato invernale del Milan, che si era aperto con il clamoroso ritorno in Italia di Zlatan Ibrahimovic, si è concluso con i comunicati ufficiali relativi ai due ultimi acquisti: quelli di Alexis Saelemaekers e del ritorno di Laxalt. L'esterno belga arriva con la formula del prestito con diritto/obbligo di riscatto fissato intorno ai 7/8 milioni di euro mentre l'uruguagio è stato richiamato dal prestito per un problema con le visite mediche di Antonee Robinson.
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Coronavirus, i due turisti cinesi infetti sono stati anche a Milano, Verona, Parma e Firenze


I due coniugi cinesi risultati positivi al Coronavirus, prima di arrivare a Roma, hanno fatto tappa in altre città italiane: sono atterrati a Milano il 23 gennaio e poi si sono spostati a Verona, Parma e Firenze. Luoghi in cui si sono fermati per una sola giornata: le autorità stanno comunque effettuando tutte le verifiche del caso in ogni città.
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Coronavirus, Vincenzo De Luca: ‘Da domani pronti per i test al Cotugno di Napoli’


Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca (Partito Democratico), annuncia: "Da domani i test per il coronavirus disponibili anche all'ospedale Cotugno". De Luca ha anche spiegato che "il problema c'è, è delicato, ma non deve portarci davvero a situazioni di psicosi". Smentita l'ipotesi che i due cinesi "positivi" ai test siano stati a Sorrento.
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Addio a Roberto Lucano: è morto il padre dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano


È morto Roberto Lucano, padre dell'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Il padre del sindaco conosciuto per aver reso Riace una cittadina modello per l'accoglienza dei migranti è morto nella sua casa all'età di 94 anni. Roberto Lucano era malato da tempo: il figlio era riuscito a rivederlo dopo la fine del divieto di dimora applicato nei suoi confronti.
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Coronavirus, napoletana bloccata per ore in aeroporto in Cina prima di ripartire per l’Italia


Una giovane napoletana, in Cina da diverse settimane per lavoro, è rimasta bloccata per più di dieci ore in un aeroporto cinese a causa del blocco dei voli da e per l'Italia. Lo sfogo affidato ad Instagram, poi il lieto fine: la giovane, assieme ad altri italiani, è ripartita verso Francoforte, dal cui aeroporto dopo i controlli di rito, viaggerà verso l'Italia.
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