Raggi battuta sui rifiuti dalla sua stessa maggioranza

I consiglieri M5s votano no alla discarica di Monte Carnevale assieme alle opposizioni. Stop alla decisione della Giunta.

Schiaffo alla sindaca Virginia Raggi dalla sua stessa maggioranza. In Campidoglio i consiglieri M5s hanno infatti votato no alla discarica di Monte Carnevale, schierandosi con le opposizioni.

Approvate le mozioni proposte da Pd e Fratelli d’Italia contro il sito per lo smaltimento dei rifiuti che dovrebbe sorgere nella Valle Galeria, a pochi chilometri da Malagrotta, dove nel 2013 fu chiusa la discarica più grande d’Europa. Per anni il M5s ha sposato le battaglie dei comitati territoriali contrari all’arrivo dei rifiuti.

La mozione di Fratelli d’Italia, in particolare, è stata votata da 12 consiglieri M5s su 26, che hanno così sconfessato la decisione presa dalla Giunta Raggi lo scorso 31 dicembre, d’intesa con la Regione Lazio. I consiglieri “ribelli” sono Roberto Allegretti, Agnese Catini, Andrea Coia, Roberto Di Palma, Daniele Diaco, Simona Donati, Paolo Ferrara, Simona Ficcardi, Eleonora Guadgno, Cristiana Paciocco, Sara Seccia e Angelo Sturni.

Altri tre consiglieri pentastellati si sono astenuti. Mentre in sei hanno votato a favore della mozione proposta dal Pd. Ma secondo quanto riportato dal quotidiano il Messaggero, la sindaca sarebbe intenzionata ad andare avanti e a non ritirare la delibera della Giunta.

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“Patata bollente”: Feltri a processo per il titolo sulla Raggi

Il direttore editoriale di Libero rinviato a giudizio insieme al responsabile Senaldi con l'accusa di diffamazione aggravata.

«Molti ricorderanno un “raffinatissimo” titolo che mi dedicò oltre due anni fa il quotidiano Libero, “La patata bollente“, ed un articolo di Feltri condito dai più beceri insulti volgari, sessisti rivolti alla mia persona: nessun diritto di cronaca esercitato né di critica politica… semplicemente parole vomitevoli», ha scritto su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi, annunciando che il Gup di Catania «accogliendo la richiesta della procura, ha disposto il rinvio a giudizio per il direttore Vittorio Feltri per diffamazione aggravata».

«Avevo annunciato che avrei querelato il giornale e i suoi responsabili per diffamazione. L’ho fatto», ha spiegato la sindaca Raggi sul Facebook, «e oggi voglio darvi un aggiornamento: mi sono costituita parte civile ed il Gup di Catania ieri, accogliendo la richiesta della procura, ha disposto il rinvio a giudizio per il direttore Vittorio Feltri e per il direttore responsabile Pietro Senaldi. Andranno a processo per rispondere di diffamazione aggravata».

«VITTORIA PER TUTTE LE DONNE»

«È un primo importante risultato. Non tanto per me, ma per tutte le donne e tutti gli uomini che non si rassegnano a un clima maschilista, a una retorica fatta di insulti o di squallida ironia», continua la sindaca di Roma, «e il mio pensiero va a tutti coloro, donne e uomini, che hanno subito violenze favorite proprio da quel clima. Gli pseudointellettuali, i politici e alcuni giornalisti che fanno da megafono ai peggiori luoghi comuni, nella speranza di vendere qualche copia o conquistare qualche voto in più, arrivano persino a infangare la memoria di figure istituzionali come Nilde Iotti o a insultare le donne emiliane e romagnole. Patata bollente e tubero incandescente mi scrivevano..io non dimentico… vediamo come finisce in Tribunale questa vicenda».

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Roma è un po’ meno fascista nei nomi delle vie

La sindaca Raggi ha cambiato la denominazione a tre strade della Capitale che erano intitolate a Donaggio e Zavattari, firmatari del Manifesto della razza. Ora sono state dedicate a Carrara, Mortara e Calabresi, scienziati discriminati durante il Ventennio.

Roma è un po’ meno fascista, almeno nella toponomastica. Sono stati tolti infatti i nomi di due strade e un largo della Capitale che erano intitolati ad Arturo Donaggio ed Edoardo Zavattari, firmatari del Manifesto della razza.

REINTITOLAZIONE A UN MEDICO, UNA FISICA E UNA ZOOLOGA

L’iniziativa è stata presa dalla sindaca Virginia Raggi, che ha presentato insieme con studenti romani e con la comunità ebraica la reintitolazione delle vie al medico Mario Carrara, alla fisica Nella Mortara e alla zoologa Enrica Calabresi. I tre nuovi intestatari sono scienziati che si opposero e furono vittime di discriminazioni razziali durante il regime fascista.

RAGGI AGLI STUDENTI: «SCRIVETE UN PEZZO DI STORIA»

La sindaca ha commentato così parlando agli studenti durante la cerimonia: «State scrivendo un pezzo di storia. La state scrivendo voi che avete contribuito a scegliere tre nomi di strade a Roma che rimarranno per sempre».

Voi avete imparato crescendo che il contributo di ciascuno è fondamentale per scrivere le pagine della nostra storia


Virginia Raggi agli studenti

Gli alunni di alcune scuole romane hanno infatti partecipato alla scelta: «Voi avete imparato crescendo che il contributo di ciascuno è fondamentale per scrivere le pagine della nostra storia. Dobbiamo imparare a capire il valore delle nostre azioni e della nostra storia. È un atto storico», ha detto la Raggi.

PER FICO È «UN ATTO DI GIUSTIZIA»

Anche il presidente della Camera Roberto Fico è intervenuto sulla vicenda con un messaggio letto proprio dalla Raggi: «È un atto di verità e giustizia perché rimuove dal toponimo coloro che aderirono al manifesto razzista, diventando complici di un’ideologia buia». Fico ha parlato di «valori costituzionali frutto della Resistenza. Non possiamo mi abbassare la guardia» e la «vostra iniziativa è un importante tassello».

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Confermata la condanna a Roberto Spada, l’uomo che diede la testata al reporter di Nemo

Sei anni di carcere anche per la Cassazione. Con l'aggravante del metodo mafioso. Il membro del clan di Ostia aveva aggredito il giornalista della trasmissione condotta da Enrico Lucci, fratturandogli il naso, e il suo cameraman. Deve scontare l'ergastolo inflitto in un altro processo.

È stata confermata la condanna a sei anni di reclusione per Roberto Spada, l’uomo accusato di lesioni aggravate dal metodo mafioso per aver aggredito il 7 novembre del 2017 la troupe della trasmissione Nemo – Nessuno escluso (il giornalista Daniele Piervincenzi e il cameraman Edoardo Anselmi) a Ostia. A deciderlo è stata la Quinta sezione penale della Cassazione. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, era presente alla lettura del verdetto.

PER SPADA ANCHE L’AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO

Nella sua requisitoria, il procuratore generale della Cassazione, Pasquale Fimiani, ha confermato che si è trattato di metodo mafioso con gli “indicatori” della intimidazione: «Sono stati correttamente individuati dalla Corte di Appello», ha infatti sottolineato il pg, «gli indici sintomatici che rilevano la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso, con una deliberata e ostentata manifestazione di potere». Secondo Fimiani, uno di questi “indici” è rappresentato dal fatto che «nessuna delle persone presenti nella palestra gestita da Spada, davanti alla quale si è svolta l’aggressione ai giornalisti, è intervenuta in favore delle vittime».

A SPADA PENA DELL’ERGASTOLO IN UN ALTRO PROCESSO

Antonio Marino, legale di parte civile di Piervincenzi e Anselmi, ha così commentato la sentenza: «È importante che questa sentenza sia stata confermata per i segnali che possono derivarne sia in termini di ordine pubblico sia di riaffermazione della presenza dello Stato anche nei quartieri periferici di Roma». A Spada, che al momento si trova in carcere, è stata inflitta a settembre la pena dell’ergastolo in un altro processo per vari reati, tra i quali l’associazione mafiosa.

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Di Maio ha chiesto poteri speciali per il sindaco di Roma

Il leader M5s ha dichiarato che sarebbe già pronto un disegno di legge ad hoc.

Il leader M5s Luigi Di Maio ha chiesto poteri speciali per il sindaco di Roma. Sarebbe già pronto un ddl ad hoc. Per accelerare il processo per «far risorgere dalle macerie» Roma «c’è bisogno di poteri speciali per il sindaco», ha sostenuto Di Maio. «Finalmente abbiamo pronto, come Movimento 5 stelle, il disegno di legge per attribuire, come in tutte le capitali europee che si rispettino, poteri speciali al sindaco di Roma. Ci siamo presi la responsabilità di fare una cosa normale in tutto il mondo ma non a Roma. Per esempio riavviare le gare d’appalto.

«ABBIAMO INVESTITO IN DEMOCRAZIA PARTECIPATA»

«Ci siamo presi la responsabilità di abbattere le ville dei Casamonica», ha continuato, «ed è per questo che Virginia Raggi è sotto scorta, di tagliare le spese inutili e investire in asfalto per le strade, che dovrebbe essere una cosa normalissima in tutto il mondo ma a Roma non lo era (ci sono 8 mila chilometri da asfaltare e per diverse centinaia di chilometri è già stato fatto). Allo stesso modo si sta cominciando a investire in democrazia partecipata, in un bilancio partecipato».

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