In via Vernieri, di notte è attiva solo la guardia medica

di Pina Ferro

Per quanti risiedono nel centro cittadino di Salerno e non solo, è fatto divieto di aver bisogno di intervento di urgenza da parte del Psaut (rete emergenza). Da qualche tempo, infatti, è stato sospeso da 20 alle 8 di ogni giorno il servizio Psaut (presidio sanitario avanzato urgenza territoriale). Una decisione, quella assunta dal direttore sanitario facente funzioni del distretto sanitario, il dottor Ragone. Una decisione che ovviamente ha scatenato la rabbia e le polemiche delle organizzazioni sindacali di categorie che dopo aver fatto fronte comune sono scese in campo al fine di denunciare i disagi e i disservizi legati all’interruzione del servizio. Pare che la decisione di chiudere il Paut nl corso delle ore notturne sia dovuto al fatto che in tale lasso di tempo non vi siano sifficienti prestazioni. «Chiudere un Psaut sulle 24 ore e dire che vi è la continuità assistenziale significa far perdere inutilmente tempo prezioso all’utente che potrebbe trovare la porta chiusa, poiché il medico potrebbe essere impegnato presso il domicilio di un altro utente: siamo alla farsa più assoluta! Falsa risulta essere anche la dichiarazione che la legge non prevede il Psaut nelle aree metropolitane ed urbane ad alta densità ospedaliera: è l’esatto opposto, la legge prevede che bisogna individuare “un numero minimo di Psaut». Spiega in una nota Rolando Scotillo della Fsi – Usae. Ma la cosa, sembra, stia prendendo una piega diversa. Infatti, alcuni Comitati di quartiere di Salerno, il Comitato per la tutela della salute del cittadino, l’Ordine provinciale degli Infermieri di Salerno allarmati da questa chiusura hanno fatto sapere di essere al fianco dell’utenza ed hanno espresso la loro disponibilità a costituirsi in un eventuale ricorso al Tar. contro questa chiusura del servizio. La Fsi Usae ha deciso anch’essa per la costituzione ad adiuvandum, ed in questi giorni si incontrerà con utenti, dipendenti e comitati per disegnare la strategia del ricorso. Nel frattempo anche il Prefetto di Salerno, con una mail avente ad oggetto “Psaut Salerno, rimodulazione servizio, richiesta congelamento ed apertura tavolo di confronto”, ha chiesto chiarimenti. «Quando si è in dubbio, tornare sui propri passi è un modo saggio di cominciare! Speriamo che questa frase di Silente nel film di Harry Potter, faccia vedere al Direttore Sanitario del Distretto di Salerno il <film> giusto sulla condivisione – questa volta si – della scelta di riaprire il Psaut di Salerno». Termina Scotillo.

LA POSIZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE SALERNO: E’ in corso una riorganizzazione del servizio che non lascia scoperta nessuna delle 24 ore 

La decisione di non tenere aperta il Psaut sulle 24 ore rientra in un piano di riorganizzazione posto in essere dall’Azienda sanitaria locale Salerno, come ha spiegato in una intervista rilasciata a Salernosanità, il direttore sanitario aziendale dell’Asl, il dottor Ferdinando Primiano. La riorganizzazione, stando a quanto affermato dal direttore sanitaria non lascia scoperto nessuna delle 24 ore giornaliere. «La situaione attuale è che la comunità di Salerno deve sentirsi, sicuramente, serena nel sapere che ha a disposizione un organizzazione che garantisce in maniera completale 24 ore. Abbiamo il Psaut di Salerno allo stato nel suo organico ha una postazione di medici a disposizione per tutte le necessità. Postazione formata da due medici che a breve (dal 16 ottobre) si arricchirà di un terzo medico che coprono le 12 ore (dalle 8 alle 20). Nel prosieguo vi sono altre 12 medici in organico per le attività dirette in ambulanza. Noi abbiamo sempre, lungo le 24 ore, due ambulanze medicalizzate, ovvero che hanno a bordo oltre all’austista e all’infermiere anche il medico. Questo sempre sulle 24 ore al fine di assicurare che le attività mobili siano sempre disponibili. Quindi, oltre ai tre medici che coprono le 12 ore, nello stesso locale abbiamo la presenza sempre dell’infermiere. Ma si tenga conto che noi stiamo parlando di una ubicazione dove già esiste ed è operante la continuità assistenziale, quindi vi sono medici immediatamente pronti a prendere in carico il paziente ed effettuare le prestazioni che necessitano, ove dovesse emergere una necessità importante ci sono le ambulanze medicalizzate, operative 24 ore su 24 e pronte a trasportare al presidio ospedaliero più vicino il paziente che ne abbia necessità. Per cui l’attività sulle 24 ore è ampiamente garantita da professionisti dell’emergenza territoriale e che non hanno nulla che possa far prevedere o sorgere un’ansia riepetto alle attività che dobbiamo esercitare».

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