Divorzio Berlusconi-Lario, trovato un accordo

Trovato l'accordo. I due rinunciano ai rispettivi crediti. Il leader di Forza Italia non chiederà i 46 milioni che erano stati previsti dalla Cassazione, l'ex First Lady non rivendicherà 18 milioni. L'intesa mette fine anche a pignoramenti reciproci e pendenze.

La guerra (legale) è finita. Silvio Berlusconi e Veronica Lario hanno raggiunto un accordo, ratificato il 6 febbraio dal Tribunale di Monza, che mette la parola fine alla battaglia sui profili economici del divorzio, chiudendo tutte le pendenze.

Il leader di Forza Italia, assistito dagli avvocati Valeria De Vellis e Pier Filippo Giuggioli, ha rinunciato a chiedere i circa 46 milioni di euro che l’ex moglie gli doveva sulla base della Cassazione che confermò la revoca dell’assegno di divorzio. Lario, dal canto suo, ha rinunciato a chiedere 18 milioni.

I TERMINI DELL’ACCORDO

In sostanza, da quanto si è saputo, i giudici hanno dato il via libera all’intesa raggiunta dalle due parti. Un accordo che passa appunto per la rinuncia reciproca dei crediti e che chiude tutte le pendenze giudiziarie e, in particolare, la ‘partita’ sui pignoramenti reciproci che erano stati disposti nell’ambito del contenzioso. Sempre sulla base dell’intesa, Berlusconi, a questo punto, dovrà versare soltanto una somma ‘una tantum’ all’ex moglie, che allo stesso tempo, però, contribuirà in parte a pagare le spese legali. Il punto importante dell’accordo, però, è che, da un lato, l’ex premier rinuncia ai circa 46 milioni che Lario gli doveva e, dall’altro, l’ex consorte, assistita dal legale Cristina Morelli, non chiederà più circa 18 milioni.

LA CASSAZIONE AVEVA DATO RAGIONE AL CAV

A fine agosto scorso, la Suprema Corte aveva stabilito che Veronica Lario viveva una condizione di «assoluta agiatezza», che la ripagava del «sacrificio delle aspettative professionali» dell’ex attrice, e che quindi non aveva diritto all’assegno di divorzio, come già deciso dalla Corte d’Appello milanese (il tribunale lo aveva inizialmente quantificato in 1,4 milioni al mese). Lario avrebbe quindi dovuto restituire circa 46 milioni all’ex marito. Nel frattempo, Berlusconi, attraverso i suoi legali, aveva ottenuto anche dai giudici di Monza un decreto ingiuntivo per i pignoramenti di beni della ex moglie, oltre a quelli già pignorati a partire dal 4 settembre scorso, ossia i conti correnti a lui intestati in 19 banche su cui erano depositate somme di denaro, titoli, obbligazioni e altro. Conti che erano stati, a sua volta bloccati da Veronica nell’aprile del 2017.

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Chi è Marinella Brambilla, storica segretaria di Berlusconi tornata ad Arcore

L'assistente che aveva seguito tutta la parabola del Cav dagli Anni 80 era stata licenziata per screzi, si disse, con Maria Rosaria Rossi e il cerchio magico. Ora B. l'ha richiamata al suo fianco. Un profilo.

Dopo sei anni di lontananza, Marinella Brambilla, storica segretaria di Silvio Berlusconi, si è re-insediata ad Arcore per guidare, come scrive il Corriere della Sera, il team della segreteria del Cav.

Fedelissima di Berlusconi dagli inizi degli Anni 80, ai tempi degli uffici in via Rovani e da sempre vicina all’ex first lady Veronica Lario, con cui pare non abbia mai interrotto i rapporti, Brambilla è sempre stata un’ombra discreta al fianco del Cav.

LA FAMIGLIA BERLUSCONI E FORZA ITALIA FELICI DEL RITORNO

Ed è stato proprio l’ex premier che, scrive il quotidiano di via Solferino, l’ha chiamata e voluta al suo fianco, «facendo felice anche la famiglia che della energica, onnipresente, attenta e super partes Marinella ha sempre avuto fiducia». Ma anche in Forza Italia hanno accolto la notizia con soddisfazione: «Lei vuole bene a Silvio, non ha ambizioni politiche, non fa favoritismi, non gli filtra le telefonate a suo piacimento. È un bene che sia tornata ad assisterlo».

Marinella Brambilla, Emilio Fede e Nicolò Querci al palazzo di Giustizia di Milano in una foto del 1996 (Ansa).

DIETRO L’ALLONTANAMENTO L’OMBRA DEL CERCHIO MAGICO

Nel 2014, dopo il matrimonio con Luca Pandolfi, dello staff della sicurezza di Berlusconi, e un periodo part-time di lavoro seguito alla nascita del suo bambino, fu messa da parte e alla fine licenziata, «si sussurrò senza smentite allora, per volere di quel cerchio magico guidato da Maria Rosaria Rossi».

CON IL CAV DAGLI ANNI 80

Figlia della governante di casa Berlusconi, Marinella Brambilla ha seguito tutta la parabola del Cav: i successi da imprenditore, l’amicizia con Bettino Craxi, la discesa in politica e la vittoria alle elezioni. Berlusconi la portò anche a Palazzo Chigi come capo della sua segreteria particolare. E con l’accusa di falsa testimonianza, venne processata, condannata e quindi assolta in Cassazione (Aveva negato l’incontro del 1994 a Palazzo Chigi tra Berlusconi e l’avvocato di Fininvest Massimo Maria Berruti). Filtro di ogni telefonata, richiesta e incontro, venne definita da Veronica Lario «lo scudo umano di Silvio».

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