Usurai in silenzio di fronte al giudice

di Pina Ferro

Sono rimasti in silenzio dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Alfonso Scermino i 5 indagati arrestati luned’ scorso con l’accusa di aver applicato tassi usurai ad un commerciante di abbigliamento. Ieri mattina, il Gip, alla presenza dei legali di fiducia ha tenuto gli interrogatori di garanzia a carico di: Domenico Caputano, Alfonso Cascella, Antonio Rupoli e Antonio Vallone e di Maurizio Salsano. vrebbe approfittato dello stato di bisogno dell’imprenditore per farsi consegnare, con minacce ed evocando la fama criminale di uno di loro, denaro contante, le rate del prestito con gli interessi da strozzini. Proprio quelle “restituzioni” sarebbero diventate insostenibili per il commerciante che, nel 2018, si è presentato presso gli uffici della Direzione investigativa antimafia per chiedere aiuto. Agli investigatori ha raccontato di essere vittima dal 2011 di richieste estorsive che lo avevano anche costretto a chiudere un punto vendita a Cava de’ Tirreni. Attualmente ha un solo punto vendita nel centro cittadino di Salerno. A fronte di un prestito di 500mila euro, la banda ha chiesto, in cambio, 700-800mila solo a titolo di interessi. Nel corso di una perquisizione a casa di uno degli indagati, sono stati sequestrati 24mila euro. Due i canali di finanziamenti illecito che furono individuati dagli investigatori nel corso dell’attività d’indagine. Il primo vedeva quali erogatori di prestito Maurizio Salsano, anche egli commerciante di Cava de’Tirreni, Domenico Caputano ed un terzo indagato. Il secondo canale aveva quale originario erogatore di prestito Antonio Rupoli anche egli commerciante di abbigliamento. Sarebbero stati gli stessi commercianti, primi erogatori di soldi al collega che presentava gravi problemi finanziari, a metterlo in contatto con Cascella.

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Usura, gli indagati pensano all’abbreviato

di Pina Ferro

Organizzati in due gruppi non lesinavano di scambiarsi i debitori a loro insaputa. In altri casi, erano le stesse vittime di usura, tutti imprenditori agricoli di Campagna, a rivolgersi prima ad un gruppo e poi all’altro. Potrebbbero scegliere di essere giudicati con il rito dell’abbreviato gran parte degli indagati che ieri mattina sono comparsi dinanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno Mariella Zambrano. Il sostituto procuratore Marco Colamonici, titolare del fascicolo investigativo ha presentato al Gip la richiesta di rinvio a giudizio a carico di: Francesco Laccadia, Giancarlo Busillo, Vito D’Ambrosio alias “o sciere”, Umberto Gallo. Marcello Magliano, Agostino Mastrolia, Gennaro Mastrolia, Giovanni Ricciardi, Luisa Zunica, Vincenzo Di Guida. All’udienza di ieri mattina, era presente il legale Fiorenzo Pierro e Fabio Lanza, in rappresentanza delle vittime di usura e l’avvocato Luigia di Mauro per l’associazione Emergenza Legalità che si sono costituiti parte civile nel procedimeto penale. Fu, nel 2015 un blitz dei carabinieri del Ros a mettere la parola fine al giro di usura posto in piedi. I reati ascritti alle persone che furono raggiunte da misura cautelare furono aggravati dal metodo mafioso. Gli interessi sulle somme prestate andavano dal 10 al 20% mensili e innescavano un vortice da cui alcuni sono usciti solamente a seguito della cessione dei propri fondi agricoli. Non mancarono episodi di vilenza per chi non rispettava le scadenze come testimoniano le intercettazioni effettuate all’epoca dei fatti. «Con questa mano qua lo diedi, Angelo… boom! Gli diedi un cazzottone in facci, gli spaccai il setto nasale… Apro lo sportello, lo acchiappo per i capelli che me lo volevo tirare a terra. Lo volevo scannare».

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Tassi usurari fino al 347% In manette cinque persone

di Pina Ferro

Aveva versato agli strozzini la somma di 7/800mila euro solo a titolo di interessi per un prestito ricevuto che ammontava a 500mila euro. I tassi applicati al prestito superavano il 347%. A liberare l’uomo, un commerciante nel settore dell’abbigliamento di Cava de’Tirreni, dalla morsa degli strozzini, sono stati gli uomini della Direzione Investigativa antimafia di Salerno, agli ordini del tenente colonnello Vincenzo Ferrara che, ieri mattina, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno Alfonso Scermino, hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere ed una ai domiciliari). Ad uno dei destinatari dell’ordinanza, la misura gli è stata notificata in carcere dove era detenuto. Per tutti l’accusa è di usura ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Custodia cautelare in carcere per Domenico Caputano, Alfonso Cascella, Antonio Rupoli e Antonio Vallone. Arresti domiciliari per Maurizio Salsano. Stando alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vincenzo Senatore, la banda avrebbe approfittato dello stato di bisogno dell’imprenditore per farsi consegnare, con minacce ed evocando la fama criminale di uno di loro, denaro contante, le rate del prestito con gli interessi da strozzini. Proprio quelle “restituzioni” sarebbero diventate insostenibili per il commerciante che, nel 2018, si è presentato presso gli uffici della Direzione investigativa antimafia per chiedere aiuto. Agli investigatori ha raccontato di essere vittima dal 2011 di richieste estorsive che lo avevano anche costretto a chiudere un punto vendita a Cava de’ Tirreni. Attualmente ha un solo punto vendita a Salerno. L’indagine si è avvalsa di intercettazioni e di pedinamenti, ricostruendo in due anni un sistema di usura “criminale e professionalizzata”, dicono gli inquirenti, in cui gli indagati mettevano in atto minacce con metodi “di tipo scientifico”. A fronte di un prestito di 500mila euro, la banda ha chiesto, in cambio, 700- 800mila solo a titolo di interessi. Le pretese estorsive sarebbero avvenute in maniera verbale, “facendo dei riferimenti molto allarmanti – spiega Senatore – allo spessore criminale di alcuni degli indagati”. Contestualmente alla notifica dei provvedimenti restrittivi, eseguite perquisizioni, anche alla cella dove è detenuto uno degli indagati. Nel corso di una perquisizione a casa di uno degli indagati, sono stati sequestrati 24mila euro. “Nell’arco degli ultimi 18 mesi, abbiamo portato avanti indagini complesse che avevano ad oggetto reati di usura e di estorsione. Tra l’indagine che abbiamo chiuso nel settembre 2018 per la quale abbiamo il processo in corso e questa ulteriore vicenda odierna, parliamo di almeno 25 vittime”, aggiunge Senatore.

Le minacce dell’intervento di un elemento del clan De Vivo

Antonio Vallone, si legge nell’ordinanza firmata dal Gip, nel compiere un tentativo di estorsione ai danni del commerciante sotto usura vantò l’intervento di un elemento di spicco del clan De Vivo di Pagani più volte destinatario di ordinanze di custodia cautelare. Vallone viene descritto come personaggio violento capaci di gesti temibili. Nel corso dell’attività investigativa non sono state riscontrate altre situazioni di soggetti sottoposte ad usura anche se nel corso del tempo vi sono state altre operazioni che hanno portato alla liberazione di alcuni soggetti dagli strozzini. Nelle prossime ore gli arrestati saranno sentiti dal Gip che ha firmato l’ordinanza che ha portato all’esecuzione delle 5 misure di custodia cautelare. Il coraggio del commerciante ha portato gli investigatori a porre la parola fine allo stato di usura a cui era costretto da anni.

All’inizio i prestiti alla vittima erano stati erogati da alcuni commercianti, poi arrivò Alfonso Cascella

Era il 2011 quando il commerciante di abbigliamento, trovandosi in una situazione di indigenza, attingeva ad un prestito usuraio. Solo nel 2018 oramai stretto nella morsa degli usurai ha deciso di denunciare tutto alle forze dell’ordine producendo anche numerose registrazioni audio di sue conversazioni con gli indagati oltre a documentazione contabile e bancaria. Due i canali di finanziamenti illecito che furono individuati. Il primo vedeva quali erogatori di prestito Maurizio Salsano, anche egli commerciante di Cava de’Tirreni, Domenico Caputano ed un terzo indagato. Il secondo canale aveva quale originario erogatore di prestito Antonio Rupoli anche egli commerciante di abbigliamento. Successivamente nel rapporto tra i due si inseriscono altri soggetti tra cui Alfonso Cascella, più volte individuato come capo dei “ragazzi di Pregiato” e più volte posto in relazione con “gente di Pagani”. Sarebbero stati gli stessi commercianti, primi erogatori di soldi al collega che presentava gravi problemi finanziari, a metterlo in contatto con Cascella. Conoscenza che sarebbe arrivata dopo l’erogazione dei primi prestiti. L’attività investigativa si è avvalsa anche della relazione tecnica redatta da un consulente nominato dalla Procura. Un laborioso lavoro che ha portato ad individuare quelli che erano i rapporti con i fornitori della vittima con i rapporti economici con gli usurai. Cascella, alias “cipolla” è un personaggio già noto alle forze dell’ordine per reati legati al gioco d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse, lesioni, omissione di soccorso, estorsione, usura e detenzione di armi da guerra. Destinatario anche di ordinanza di custodia, nel 2017, per spaccio. Spesso gli intermediari quando si presentavano alla vittima per esortarlo a pagare spendevano il nome di Cascella per incutere timore evocandone lo spessore criminale. Infatti, pare che Alfonso Cascella abbia collegamenti con il clan paganese Fezza- D’Auria -Petrosino.

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Usura, Emergenza Legalità lancia un appello: «Denunciate sempre»

di Andrea Pellegrino

«Bisogna sempre denunciare, perché la giustizia arriva sempre». Luigi Frezzato presidente dell’associazione “Emergenza Legalità”, dopo l’ultimo blitz condotto dalla Dia di Salerno che ha portato agli arresti cinque persone per estorsione ed usura, lancia un nuovo appello. Proprio l’associazione “Emergenza Legalità” è stata tra le protagoniste dell’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Salerno. «Noi – dice il presidente, insieme al vice Ottavio Leo – seguiamo passo dopo passo la vittima in un percorso giuridico, psicologico ed economico». Ora più che mai, denunciare conviene: «Anche per i familiari – dicono – che molto spesso vengono coinvolti. Anche a loro l’associazione fornisce tutto il supporto necessario». «Vogliamo – spiegano ancora – ringraziare le forze dell’ordine, la procura e l’intera magistratura. Con loro c’è un ottimo rapporto consolidato nel tempo». Oltre 78 persone si sono rivolte all’associazione “Emergenza Legalità” nel corso del 2019: sono 54 le pratiche istruite di cui 17 riguardano l’usura e 20 lo sdebitamento. Venti, invece, sono allo stato, le costituzioni di parti civile nei processi istruiti presso i tribunali della provincia di Salerno e non solo. «Buoni risultati – dicono Frezzato e Leo – arrivano anche dagli sportelli che abbiamo istituito, grazie al supporto delle amministrazioni locali sul territorio della provincia di Salerno, oltre che dalla sede centrale che abbiamo a Palazzo Sant’Agostino, sede dell’amministrazione provincia di Salerno». Gli sportelli attivi, attualmente, sono quelli di Pontecagnano Faiano, Campagna, Baronissi, Cava de’ Tirreni e San Giuseppe Vesuviano mentre è imminente l’apertura anche di un punto a Vallo della Lucania. «Tutto questo – dice il vicepresidente Leo – è stato possibile grazie all’impegno e alla sensibilità dei sindaci che ci offrono costantemente il loro contributo e il loro sostegno». Un impegno costante che ha portato ad oggi ottimi risultati che hanno consentito di sgominare vere e proprie organizzazioni dedite all’usura e al racket sul territorio. Tra gli ultimi casi – oltre quello di ieri mattina – c’è l’operazione, condotta sempre dalla Dda di Salerno, che ha portato qualche mese fa allo smantellamento del clan Zullo di Cava de’ Tirreni. Raccogliendo anche l’allarme lanciato, ieri mattina, dal pm Senatore sul fenomeno dell’usura nel salernitano, i vertici dell’associazione ribadiscono: «La denuncia è l’unica arma di difesa per tornare ad una vita normale che sia completamente libera dalle oppressioni». Infine, fanno sapere, l’associazione si occupa anche di cyberbullismo, violenza sulle donne e ludopatia: «C’è un ricco staff di esperti che possono supportare quanti necessitano di aiuto. Noi siamo sempre aperti a tutti e pronti a fornire il nostro supporto».

za

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