Stop alla fuga di cervelli: Unisa riparte dalle aree interne

di Giovanna Naddeo

Porre un freno all’emigrazione dei giovani laureati attraverso progetti formativi tecnico-pratici in grado di valorizzare le aree interne in un’ottica internazionalistica. E’ la sfida colta dall’Università di Salerno attraverso i “Laboratori per lo sviluppo locale e la cooperazione internazionale”. L’iniziativa, promossa dal dipartimento di farmacia e finanziata dal Forum Regionale dei Giovani-Campania e dal settore “politiche giovanili” della Regione, vedrà la partecipazione di dieci neolaureati (provenienti da percorsi di studi differenti) in attività connesse allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione delle aree interne e all’esperienza internazionale dei bio-distretti. «Oltre alle attività di ricerca e formazione, oggigiorno gli atenei sono chiamati a sostenere i neolaureati quando entrano nel mondo del lavoro» ha dichiarato il rettore Aurelio Tommasetti, durante la conferenza stampa di presentazione, nella mattinata di ieri in sala “Biagio Agnes”. «La fuga dei giovani all’estero comporta una grave perdita di competitività per il Paese, e quindi per il nostro futuro». Grande assente della giornata l’assessore regionale all’istruzione, Lucia Fortini. «L’università dovrebbe essere un terreno neutro dove poter dialogare e confrontarsi tra amministrazioni» ha sottolineato il rettore. «Mi auguro che in futuro prevalgano gli interessi istituzionali». «Da anni Unisa collabora con il “Parco del Cilento” per lo sviluppo delle aree interne». Così il direttore del DiFarma, Pietro Campiglia. «I laureati selezionati avranno la possibilità di applicare concretamente le conoscenze acquisite in aula, affinchè queste diventino competenze. I laboratori, infatti si terranno tra il campus di Fisciano e il comune di Ceraso». Tra i dieci selezionati c’è Rosaria Avallone, 26 anni, cittadina di Vietri sul Mare e laureata in tecniche erboristiche, che racconta: «Ho letto la notizia sul sito web del mio dipartimento e immediatamente ho deciso di partecipare, anche su consiglio del mio professore, Vincenzo De Feo. Cosa mi ha spinto? Il desiderio di mettere in pratica le mie conoscenze per lo sviluppo turistico del mio territorio, la costiera amalfitana».

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