Voci dal Serraglio: Umberto Vassallo

Umberto Vassallo: da una scappatella al trombone

Entrato a soli sette anni all’Orfanotrofio Umberto I è uno dei rappresentanti della magnifica scuola di fiati allievo di Antonio Avallone e del Maestro Graziani

Di Umberto Vassallo

Tutto ha avuto inizio nel lontano ottobre del 1960, non avevo ancora sette anni che mia mamma mi portò in collegio perché purtroppo vedova e non mi poteva accudire quando andava a lavoro. Al dire il vero non ero un bambino tranquillo. Sono nato nel vecchio ospedale in via Vernieri ed abitavo in via Portacatena, di fronte alla chiesa dell’Annunziata, nei locali dove ora si trova la scuola media Lanzalone, in pieno centro storico proprio attaccato alle Fornelle. Frequentavo la prima elementare alle scuola “Barra” e ogni mattina era una lotta per portarmi a scuola, attraversavamo la villa comunale a colpi di battipanni sul sedere, finché un giorno, dopo che mia madre mi aveva lasciato sulle scale della scuola, io da dietro il portone, come vidi mia madre allontanarsi nei giardini della villa comunale, scappai, insieme ad altri compagni, dietro le famose “chiancarelle”. La bigiata della scuola, gettò mia madre nella disperazione e dette definitivamente inizio alla mia vita in collegio ove entrai nell’ottobre del 1960 e vi rimasi fino al giugno del 1972, ma la donna, per starmi vicino venne ad abitare sotto l’orfanotrofio in Largo scuola medica Salernitana. Non ricordo di preciso il mio ingresso in istituto, ma ho l’immagine chiara del portiere Francesco Monetti, che mi accolse. So solo che piangevo continuamente e, per i primi anni, conservai ancora quella vivacità che avevo fuori, tanto è vero, che fui bocciato in seconda elementare. Finalmente arrivai in V elementare e dovevano essere formate due classi di prima media, una ad indirizzo musicale ed una normale. La direzione dell’istituto allora convocò tutti noi alunni che dovevamo affrontare la futura  I media. La scelta che feci per decidere in  quale prima andare fu casuale, perché insieme ad alcuni amici, Ruggiero Pastore, Michele Di Domenico, Michele Verdoliva, ed altri, prendemmo la decisione che il primo che sarebbe stato chiamato per scegliere l’indirizzo, sarebbe stato seguito da tutti noi. Infatti, il primo che entrò scelse la prima musicale e con tutti gli altri, ci ritrovammo nella stessa prima. Iniziai così lo studio della Tromba a Giugno e al ritorno dalle vacanze estive mi trovai nella classe di trombone col maestro Avallone al primo anno, poi non so bene la ragione dal secondo anno in poi col maestro Graziani. Ricordo tanti ottimi maestri in conservatorio Savo, Sevosi, Uva, Ronga, Florio, Sisillo, tanti altri. Tutti grandi professionisti. Dopo aver superato il compimento inferiore ebbi un momento di sconforto ed fui tentato di abbandonare tutto ed uscire all’orfanotrofio, tanto è vero che convinsi anche mia madre, la quale in dodici anni non è mancata nemmeno una domenica nel venirmi a trovare, che non mi ha fatto mai mancare il suo affetto e solo per situazioni particolarmente disagevoli mi affidò al collegio. Ma ancora oggi la ringrazio e le voglio tanto bene per avermi indirizzato allo studio. Oggi devo ringraziare l’istitutore Faiella che mi convinse a restare facendomi ripensare alla mia decisone. Mi spiegò con tanto affetto e come un padre che mancavano solo altri due anni per il diploma e abbandonare sarebbe stato un vero peccato, così restai e gliene sono veramente grato per tutta la vita. Grazie alla musica e all’ istituto che mi ha formato, ho suonato nella Banda della Marina militare per due anni, ho lavorato al teatro dell’opera Roma e quindi, mi sono dedicato all’insegnamento, ed ora sono felicemente in pensione, anche se con un po’ di nostalgia di concerti e allievi. 

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