Scontro Procure: de Magistris condannato a pagamento spese

Il Tribunale di Salerno, prima sezione penale, ha condannato Luigi de Magistris al pagamento delle spese processuali del grado di appello a seguito dell’annullamento senza rinvio, operato dalla Suprema Corte. Davanti al Tribunale campano si e’, infatti, svolto un lungo procedimento per corruzione in atti giudiziari istruito in seguito alle denunce dell’ex pm di Catanzaro il quale si era costituito parte civile nel processo contro, tra gli altri, l’ex procuratore aggiunto del capoluogo Salvatore Murone e l’ex Procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, accusati di avere illecitamente avocato le inchieste “Why not” e “Poseidone” a de Magistris. La Corte di Cassazione ha infine emesso sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto, come era emerso in primo grado. I giudici di Salerno, richiesti di decidere sulla istanza avanzata dal difensore di Murone di condanna di de Magistris alle spese sostenute in grado di appello, hanno affermato: “Si ritiene che la richiesta formulata vada accolta atteso che la sentenza emessa in grado di appello di estinzione del reato per prescrizione e’ stata annullata senza rinvio dalla Corte di Cassazione ed e’ divenuta, pertanto, definitiva la sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto emessa in primo grado”. “La motivazione del provvedimento smentisce categoricamente – afferma l’avvocato Mario Murone, legale di Salvatore – ove ve ne fosse stato bisogno, quanto sostenuto da de Magistris subito dopo essere venuto a conoscenza della sentenza di annullamento della Cassazione: ‘Ci sono alcune cose chiare dalle quali non si puo’ scappare: il fatto storico e’ ricostruito in via definitiva. La Cassazione non puo’ entrare nel fatto. La sentenza della Corte d’Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d’ufficio, quindi di sottrazioni illecite delle inchieste Why not e Poseidone, al fine di danneggiarmi e avvantaggiare gli indagati, e’ un fatto storico acclarato e la storia non puo’ essere cambiata, qualunque sia la motivazione della Corte di Cassazione'”. “Il Tribunale di Salerno – conclude Murone – ha disvelato la evidente pretestuosita’ dell’affermazione di de Magistris chiarendo che ‘l’appello proposto dalla parte civile, in base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, era inammissibile’. Da qui la condanna del Sindaco di Napoli”.

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Fausto Martino: “Oriol Bohigas temeva l’arresto”

“Oriol Bohigas aveva paura di venire a Salerno, temeva l’arresto dopo i fatti accaduti e i titoloni dei giornali”. L’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno Fausto Martino è un fiume in piena, a Tribuna Politica. A distanza di 15 giorni, infatti, i Figli delle Chiancarelle sono tornati ospiti della trasmissione di approfondimento politico condotta dal direttore Tommaso D’Angelo e da Erika Noschese, per fare il punto della situazione in vista delle comunali. A far rivivere una serie di dinamiche interne all’amministrazione comunale di quegli anni il giornalista Gabriele Bojano, intervenuto come disturbatore. “Le archistar non protestano per il modo in cui sono state sedotte e abbandonate, con progetti mai portati a termine?”, ha infatti chiesto Bojano. Da qui il racconto di Fausto Martino: “Quando il progetto di Porta Ovest è stato stravolto, Pica Ciamarra ha fatto casino, ha impugnato la questione davanti ai giudici amministrativi e in sede civile – ha raccontato Martino – C’è chi si è ribellato. Io ho lavorato al piano regolatore, quando mi sono dimesso e si aprirono alcune indagini abbastanza importante e le notizie arrivarono fino a Barcellone: Bohigas mi chiese di incontrarci, aveva paura di venire a Salerno perché temeva l’arresto. Ci incontrammo in un territorio neutro, nell’agro nocerino sarnese e io rassicurai Oriol”. Bohigas era particolarmente preoccupato tanto da non voler venire più a Salerno ma Martino nel frattempo si era dimesso da assessore. “Venne una sola volta, dopo quella vicenda per fare una cosa che io rimprovero: firmare il piano urbanistico comunale. Nel 2003, Bohigas aveva presentato il piano regolatore; dal 2003 al 2005 diventò Puc e lui firmò”, ha raccontato ancora. Da quel giorno il noto architetto non è più stato a Salerno. Tribuna Politica ieri sera ha ospitato anche Mimmo Florio ed Edy Piro e per loro è stata l’occasione anche per evidenziare i punti principali del loro programma elettorale. Spiagge libere attrezzate, parcheggi gratuiti, manutenzione, ambiente, sanità, sostegno alle società sportive, rete fognaria, trasparenza amministrativa e scuola sono infatti alcuni dei punti programmatici che le Chiancarelle presenteranno alla città con un programma ben dettagliato. “Stiamo lavorando insieme con ottimo risultati. Non sono mai entrato nella logica della candidatura – ha detto ancora Fausto Martino – Candidarsi è stata una decisione di necessità, le vicende salernitane sono talmente gravi sotto il profilo della irreversibilità degli interventi che la candidatura si è resa necessaria, con un consenso unanime: è il momento di presentarsi come soggetti capaci di rappresentare una volontà amministrativa”.

“Quella di Fausto Martino candidatura necessaria”

“E’ stata una piacevole sorpresa vedere che vi state organizzando e bene, con una persona come Fausto Martino”. Lo ha dichiarato Salvatore Gagliano, imprenditore alberghiero di Praiano, ospite – nelle vesti di disturbatore – a Tribuna Politica. Gagliano, nel suo intervento, ha anche ammesso di aver rifiutato una serie di proposte di candidature, dopo la sua esperienza a Palazzo di Città, dal 2011. Gagliano ha infatti invitato Martino a scendere in campo, nelle vesti di candidato sindaco. “La nostra ambizione è ricomporre una confederazione di quanti si riconoscono in determinati valori”, ha replicato Martino, sottolineando di voler contrapporre al candidato dell’amministrazione uscente una squadra “di persone competenti e giovani”.

“Chi ci garantisce che post elezioni nulla cambi di voi”

“Più manutenzioni meno inaugurazioni”, ha detto nel corso del suo intervento il giornalista e scrittore Gabriele Bojano che punta l’attenzione su una serie di opere inaugurate e mai operative. “Bisogna dare merito a I Figli delle Chiancarelle di aver dato dignità e sistema a tutte le voci contrarie di questa città, hanno dimostrato che il re è nudo e si può ironizzare, anche sul sindaco in carica”. Bojano si dice preoccupato per la candidatura perché, ha spiegato, “di gruppi espressione del malcontento ne abbiamo avuto tutti, come il Movimento 5 Stelle. Mi chiedo: siete tutti d’accordo su questa decisione? Chi ci garantisce che resterete i Figli delle Chiancarelle che abbiamo conosciuto?”. A rassicurare Bojano ci ha pensato Edy Piro: “Noi rimaniamo quelli che andranno a rompere le uova, saremo sempre disturbatori”.

“Conoscere il programma prima di decidere davvero”

Valorizza il lavoro dell’amministrazione comunale, in ambito culturale, e chiede di conoscere il programma elettorale relativo al teatro e alla cultura, Ugo Piastrella, attore, regista e direttore artistico del Teatro Nuovo. In qualità di terzo disturbatore, Piastrella ha chiesto di conoscere l’impegno che le Chiancarelle intendono mettere in campo in vista delle prossime elezioni comunali. “Un premio alla qualità e al lavoro, c’è un po’ di confusione nella parola cultura, spettacolo e bisogna capire che chi fa questo lavoro, ha persone con lui merita più attenzione, soprattutto rispetto a chi fa teatro amatoriale”, ha chiarito il direttore artistico del Teatro Nuovo. A replicare Mimmo Florio, annunciando che a breve sarà presentanto il programma elettorale, con proposte in ogni settore per dare nuova vita alla città capoluogo.

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Una Discarica abusiva vicino al Marina d’Arechi: “Ancora disastro ambientale”

di Erika Noschese

Una discarica a cielo aperto, l’ennesimo disastro ambientale a pochi passo dallo stadio Arechi e dal Marina d’Arechi. Ad accendere i riflettori sull’inciviltà di alcuni salernitani il Codacons Salerno che ha raccolto la segnalazione dell’avvocato Antonio Borrasi circa lo stato di degrado in cui versa la zona nei pressi del Marina d’Arechi e dello stadio comunale. “Il Codacons diffiderà formalmente il sindaco Vincenzo Napoli e denuncerà l’accaduto alla Procura della Repubblica. Stando alla nuova normativa, qui siamo di fronte al reato di disastro ambientale». D’altronde, l’area è pervasa da una puzza nauseabonda: come testimoniato dall’avvocato Marchetti, l’aria è irrespirabile, intrisa del classico fetore del percolato e del marcio, insieme con l’acrore dell’olio per motori e vernici. “Il paesaggio appare collinare ma non c’è niente di naturale. Si tratta di rifiuti interrati su cui la natura ha provato ad avere la meglio, inglobandoli; è chiara a tutti la gravità della situazione”, ha dichiarato il vice presidente del Codacons Nazionale, l’avvocato Matteo Marchetti che invita i cittadini salernitani a segnalare all’associazione di categoria a tutela del consumatore le situazioni di degrado che si presentano, puntualmente, nella città capoluogo. “Garantiremo l’anonimato a chi lo vorrà e daremo spazio a tutti perché abbiamo a cuore le persone: l’esperienza associativa ci insegna che il bene collettivo può essere tutelato solo grazie alla voce dei singoli. Dal canto nostro, faremo l’impossibile per il bene della nostra terra e non tollereremo più il lassismo né la scarsa attenzione della pubblica amministrazione sui problemi della gente”, ha chiarito Marchetti.

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Raffaele Vitale: “Siamo prosciugati, non riusciamo a ripartire”

di Monica De Santis

Oltre 1000 bauli, provenienti da tutt’Italia, Salerno compresa, sono stati posizionati ieri nella piazza ai piedi del Pincio, a Roma. L’oggetto-simbolo dei lavoratori del “dietro le quinte” del mondo dello spettacolo ieri si è preso la scena. Davanti ad ogni baule una persona con indosso una maglietta nera, il tutto per rivendicare il diritto al lavoro. In piazza con gli imprenditori ed i lavoratori dello spettacolo anche tanti artisti, da Renato Zero a Fiorella Mannoia, da Max Gazzè a Daniele Silvestri, da Manuel Agnelli ad Emma, e poi ancora Diodato e Alessandra Amoroso e molti altri. 1000 persone e forse molte di più, si sono ritrovare alle 17 in piazza del popolo, unite da un unico e solo messaggio “Governo adesso ci vedi?”. Un Governo che da 14 mesi ha impedito a tutti loro di lavorare, ricompensandoli con miseri ristori che non sono serviti neanche a pagare le tasse. “Non siamo gli esclusi, i dimenticati, come da mesi ci definiscono. Siamo imprenditori. Siamo persone che hanno investito centinaia di migliaia di euro per l’acquisto dei materiali tecnologici, e mezzi per la realizzazione di spettacoli di fiere di sagre di concerti, sfilate di moda, ed eventi in genere. – ha spiegato il salernitano Raffaele Vitale, presidente della Fedas Campania – L’obsolescenza delle nostre tecnologie, dell’attrezzatura che acquistiamo è altissima, spesso alla fine di un leasing il materiale non vale più nulla, la tecnologia fa passi da gigante ogni giorno, basti pensare ai telefonini, e noi siamo costretti ad investire per non rimanere indietro e quindi metterci nell’impossibilità di accontentare il mercato. Siamo imprenditori che hanno assunto dei dipendenti che da 14 mesi non lavorano e che sono stati mortificati da una cassa integrazione ridicola e tardiva. Oggi, come Fedas siamo qui, in piazza a rappresentare tutti gli quegli imprenditori che hanno investito nelle loro aziende. Imprenditori che da 419 giorni sono fermi proprio come è fermo il nostro settore. La falsa ripartenza della scorsa estate è servita solo a farci mettere in moto una macchina organizzativa aziendale che ha portato ulteriori costi. – spiega ancora Vitale – Ed oggi siamo ancora schiavi delle spese fisse di gestione, che ci fanno indebitare sempre più, abbiamo affitti dei locali da pagare, utenze, tasse, noleggi operativi. Per non parlare dei prestiti e dei mutui bancari, il nostro settore, è infatti, entrato in quelli considerati a rischio, e le banche ci stanno chiedendo, ulteriori garanzie personali, visto che i prestiti garantiti dallo stato ci hanno dato ossigeno solo per qualche mese. Pochi spiccioli nei ristori e soldi a pioggia per agenzie e teatri stabili, che probabilmente useranno per acquistare attrezzature e noi avremo perso un’ulteriore fetta di mercato. Siamo allo stremo, tutti i grandi eventi sono stati rimandati per mancanza di certezze. E come se non bastasse ora anche le chiese vietano i concerti e le feste patronali per paura dei contagi, proprio come è avvenuto nei giorni scorsi ad Otranto. – conclude Vitale – Per non parlare degli eventi privati e delle cerimonie come i matrimoni, che ci consentivano di lavorare e di guadagnare. Oramai siamo prosciugati. Allora la domanda è come faremo a ripartire un domani? I mezzi di trasporto fermi andranno revisionati, le assicurazioni pagate, così come le attrezzature tecnologiche, per la manifestazione di Roma abbiamo svuotato i nostri bauli e buona parte del materiale l’abbiamo trovato ossidato e inutilizzabile, a causa del troppo tempo trascorso con un poco di condensa lasciata dentro. Poi, oltre alle nostre aziende siamo uomini, abbiamo anche noi la necessità di sfamare noi stessi e le nostre famiglie, di pagare i mutui e le utenze così come per l’azienda, da dove possiamo attingere tutte queste risorse se non ci date la possibilità di lavorare?”

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La Salernitana vince e tiene la serie A diretta

La Salernitana batte 2-1 il Venezia: un successo conquistato all’ultimo respiro dai granata che, con una doppietta di Gondo, ribalta il risultato negli ultimi tre minuti. L a salernitana difende il terzo posto e continua a sognare la serie A.

 

SALERNITANA-VENEZIA 2-1

SALERNITANA (4-2-3-1): Belec; Casasola, Bogdan, Gyomber, Veseli (28′ st Jaroszynski); Schiavone (1′ st Djuric), Di Tacchio; Kupisz (20′ st Anderson), Kiyine, Cicerelli (1′ st Capezzi); Tutino (35′ st Gondo). In panchina: Adamonis, Micai, Mantovani, Boultam, Kristoffersen, Durmisi. Allenatore: Castori.

VENEZIA (4-3-1-2): Maenpaa; Mazzocchi, Modolo, Ceccaroni, Ricci; Crnigoj (35′ st Taugourdeau), Fiordilino, Maleh; Di Mariano (28′ st Esposito); Johnsen (16′ st Aramu), Forte. In panchina: Pomini, Ferrarini, Molinaro, Taugourdeau, Cremonesi, Dezi, Felicioli, Rossi, Bjarkason, Bocalon. Allenatore: Zanetti.

ARBITRO: Forneau di Roma – assistenti: Perretti e Imperiale – IV uomo: Miele.

RETI: 28′ pt Maleh (V), 47′ st, 49′ st Gondo (S),

NOTE. Ammoniti: Zanetti (dalla panchina), Modolo (V), Maleh (V), Mazzocchi (V), Djuric (S), Veseli (S). Angoli: 10-3. Recupero: 0′ pt – 5′ st

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Riaprire progressivamente tutto, in sicurezza, per tutti

 di Enzo Luciano*
E’ un impegno che ciascuno deve garantire, in questo momento. Sindaci, consiglieri ed amministratori locali, responsabili e militanti di partito, a vario titolo impegnati in ruoli istituzionali, devono assumersi, in queste settimane, l’onere di proseguire nella continua attività di ascolto e sostegno in favore di tutte le categorie economiche, con particolare riguardo per quelle maggiormente colpite dalla tremenda crisi innescata dal Covid-19.

Dopo oltre un anno di battaglie contro questo nemico subdolo, è del tutto evidente che la guerra contro il Covid-19 ha logorato tutti. Ma proprio ora non dobbiamo cedere, la pandemia si può sconfiggere, sempreché si preveda un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale di massa, con il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza (mascherine, igiene personale, distanze sociali) e con la ripresa – in sicurezza – di tutte le attività economiche, sociali, culturali.
Il progressivo ritorno degli studenti in aula, la riapertura di parchi e lungomari rappresentano importanti passi in avanti verso il ritorno alla vita sociale. Bisogna insistere su questa strada, riaprendo cinema e teatri, palestre ed impianti sportivi. Abbiamo bisogno tutti, ed in particolare le nuove generazioni, di poter tornare a vivere in pienezza.
Ma soprattutto è prioritario consentire la graduale ripresa di tutte le attività economiche e commerciali che rappresentano la linfa vitale delle Nostre Comunità. Le saracinesche non possono più restare abbassate. Le proposte condivise, che sosterremo a tutti i livelli istituzionali, sono chiare: regole rigorose per tutti gli esercizi commerciali (presenze distanziate nei locali e frequenti sanificazioni), controlli intensi sul territorio e punizione severa delle violazioni. Misure doverosamente accompagnate da un pacchetto di aiuti e sostegni: ristori dal Governo nazionale, riduzione al limite minimo dei tributi locali, agevolazioni burocratiche ed amministrative per commercianti e ristoratori, iniziative di promozione e marketing territoriale per prodotti e servizi del territorio, infrastrutture (mobilità e parcheggi) essenziali per l’attrazione turistica di prossimità (nel breve), nazionale ed internazionale (nel lungo periodo).
La road map annunciata dal Presidente Draghi sembra finalmente definire un percorso che più volte è stato indicato dal PD e dal Presidente De Luca.
A questo punto, non resta che sostenere questo programma con minuziosa attenzione.

*Segretario Provinciale Pd
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I commercialisti contro la Regione Campania. Fulvio Bonavitacola ospite di “Diritto e Rovescio” su Rete 4

di Erika Noschese

E’ ormai guerra tra i commercialisti salernitani e la Regione Campania. Ospite del programma “Diritto e Rovescio” su Rete 4, il vice presidente Fulvio Bonavitacola ha ribadito che la categoria non è tra le prioritarie da vaccinare. Una polemica sollevata ormai diverse settimane fa e che va avanti ancora oggi. Da Palazzo Santa Lucia nessun passo indietro: nel piano della vaccinazione anti covid i commercialisti non saranno inseriti, non a breve termine almeno. Tra i temi affrontati sulla rete Mediaset, di fatti, l’avanzamento della campagna vaccinale in questa settimana, considerata decisiva anche per prendere decisioni rispetto al possibile allentamento delle misure anti-Covid, la situazione economica delle categorie più colpite e le strategie da mettere in campo per salvare la stagione estiva. A seguire, ancora ampio spazio al tema delle riaperture. Focus, inoltre, sulle proteste di piazza che hanno coinvolto tutte le città italiane nei giorni scorsi, sfociando talvolta in momenti di forte tensione. Poi un’intervista a tutto tondo a Mauro Corona e a Sandra Milo e un dibattito in merito alle categorie a cui dare la precedenza nelle vaccinazioni: dopo la decisione del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo di procedere per età, immunizzando subito la popolazione più fragile, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha annunciato invece di voler continuare per categorie, dando priorità ai settori economici, tra cui quello del turismo. Se ne parlerà con il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola. Tra gli ospiti della puntata anche la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, i deputati Alessia Morani (Pd) e Andrea Del Mastro. Il conduttore ha poi ascoltato alcuni titolari di stabilimenti balneari che hanno puntato il dito contro la Campania: “Non è una regione a parte”, hanno dichiarato, contestando le parole del governatore De Luca che, nei giorni scorsi, si è reso protagonista di una querelle con il commissario straordinario per l’emergenza, il generale Figliuolo. Il presidente ha infatti ribadito di voler procedere per categorie economiche mentre il piano nazionale prevede di procedere per fasce d’età. A sollecitare il governatore De Luca anche un albergatore italiano: “Abbiamo un piano vaccinale stabilito a livello nazionale, occorre seguirlo per riaprire in sicurezza ma in contemporanea, senza competizione alcuna tra le varie città e regioni”, ha detto l’albergatore, precisando che se così non fosse ci sarebbe una “concorrenza sleale”. “Il governo nazionale, in una data del calendario di quest’anno, ha messo una crocetta per dire che da quel momento in poi si pensa al rilancio dell’economia?”, ha chiesto Bonavitacola spiegando che ci sono centinaia di migliaia di aziende che rischiano il fallimento, rilanciando la proposta di De Luca delle isole Covid free in vista della stagione estiva. Nel frattempo, i commercialisti continuano a chiedere i vaccini, come hanno confermato ieri sera a Rete4: “Noi vogliamo cercare di salvare il maggior numero possibile di aziende, non vogliamo scavalcare nessuno”, hanno dichiarato.

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Eventuale presenza di Covid su superfici interne al supermercato: uomini dei Nas in azione ieri

di Erika Noschese

Verificare l’eventuale presenza di tracce di covid sulle superfici dei supermercati. Uomini dei Nas in azione, ieri mattina, al supermercato presente all’interno del centro commerciale Le Cotoniere. Stando a quanto emerge, infatti, gli uomini del nucleo antisofisticazioni e sanità hanno prelevato tamponi ambientali da alcune superfici, quali carrelli e cesti, pos, bilancia pesa alimentari e così via per verificare la presenza di tracce di Rna Sars-Covd19. Campioni che sono stati poi portati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e già per la giornata di oggi dovrebbe giungere il responso. Al momento, non è ben chiaro se si tratta di interventi a campione che riguarderanno anche altri supermercati della città di Salerno o se si tratta di un caso specifico. Maggiori dettagli potrebbero essere noti oggi, dopo il responso dell’Izsm.

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Spiagge libere dotate di ogni confort, annuncio del sindaco a Tribuna Politica

di Erika Noschese

Spiagge libere ma dotate di servizi, quali bagni, docce, punto di ristoro. È l’obiettivo dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Napoli. Il primo cittadino ha annunciato i nuovi interventi nel corso del format Tribuna Politica. A proposito del ripascimento, infatti, il primo cittadino ha annunciato che sta procedendo anche il ripascimento del litorale cittadino, la cui opera è ora in fase di collaudo. “Lo scorso anno abbiamo dovuto ricorrere a vigilanze private per garantire la sicurezza sugli arenili, per verificare il rispetto delle norme anti covid – ha dichiarato il primo cittadino – Quest’anno, non sappiamo come andrà il contagio ma dobbiamo fare in modo che le spiagge così belle restino libere: prevediamo un’evidenza pubblica, per far sì che le spiagge libere – senza alcun vincolo, ad eccezione degli stabilimenti balneari presenti da anni – abbiano servizi di civiltà: i bagni, le docce, punto ristoro che metteremo a bando con un’evidenza pubblica”. Intanto, come confermato proprio fa Napoli, tra pochi giorni ci sarà l’inaugurazione del Trincerone Est. Di fatti, il Comune ha chiuso il contenzioso con la ditta incarica per eseguire i lavori e una parte dell’opera è prossima all’apertura. “Inaugureremo nei prossimi giorni questo pezzo del Trincerone, mettendo subito in cantiere il progetto di un altro pezzo importante del Trincerone Est. Realizzare un’opera pubblica in Italia è un percorso ad ostacoli che crea problemi su problemi – ha dichiarato il primo cittadino -Sul Trincerone, dopo anni, siamo riusciti a chiudere una transizione con la ditta che ha realizzato l’opera e finalmente abbiamo fatto in modo da inaugurare il Trincerone. Il codice degli Appalti, in Italia, sono qualcosa di paradossale e quando facciamo le semplificazioni corriamo il rischio di commettere errori. Il corso pedonale, dal bar Moka a Portanova, progettato per 7 milioni di euro, non può partire per una serie di ricorsi che bloccano quell’opera”. Tra le opere attenzionate dal primo cittadino anche il Casinò Sociale, “una tradizione importante, un luogo di raccolta e incontro di una classe dirigente importante”, come lo ha definito il sindaco Napoli. Ora, dopo le note vicende strutturali, con un’azione importante l’amministrazione ha ottenuto una serie di finanziamenti con i Pics di oltre 4 milioni e mezzo di euro ed è stato attivato il progetto per la realizzazione di queste opere: “abbiamo fatto la gara di progettazione che è stata aggiudicata per il Teatro Verdi; abbiamo fatto un avviso di gara per quanto riguarda Palazzo di Città, assegnato; poi, il Palazzetto dello Sport e mi auguro e credo che si proceda con un restayling del Teatro Verdi e la riqualificazione del Casinò Sociale”, ha annunciato il sindaco uscente. Intanto, nessuna novità sul fronte Salerno Pulita, dopo le dimissioni del presidente Antonio Ferraro: “abbiamo ottenuto dei risultati. Il presidente e amministratore Unico, Antonio Ferrara è stato ed è un manager di grande spessore; ha svolto una funzione importante. A lui avevamo legato il perseguimento di un paio di obiettivi: la regolarizzazione della massa degli operai che provenivano da condizioni svariate e abbiamo fatto in modo venissero regolarizzati; da questo punto di vista il presidente ha fatto un lavoro encomiabile e ora non si possono consentire deroghe – ha dichiarato il sindaco – Dall’altro lato, abbiamo ottenuto l’autorizzazione unica ambientale, operazione complessa per quanto riguarda il sito di compostaggio e Ostaglio. Il presidente dopo aver portato a termine questi obiettivi ha rassegnato le dimissioni per motivi personali. Valuteremo quali possono essere le soluzioni per sostituire una persona con grandi capacità; qualcuno che garantisca la continuità e la serietà del lavoro che bisogna portare avanti e faremo in modo di valutare la possibilità della nomina di un direttore tecnico e amministrativo”. Nel frattempo, il primo cittadino ha tratto un bilancio di questo mandato, ormai quasi giunto al termine: “: abbiamo condotto questa legislatura con coerenza, con disciplina e onore, con una squadra che mi ha affiancato e abbiamo portato avanti una serie di momenti rilevanti che hanno subito un blocco nel momento in cui dovevano andare a compimento. Gli ultimi due anni sono quelli in cui si raccolgono i frutti seminati ma, in questa fase terminale, abbiamo avuto la gelata del covid: “A Salerno, abbiamo realizzato una serie di interventi, come il ripascimento della costa: tutto il ragionamento del water front non riguarda solo il ripascimento di arenili ma è il disegno di una riqualificazione cittadina; noi abbiamo fatto delle battaglie, abbiamo fatto in modo che la metropolitana fosse progettata per arrivare fino all’aeroporto di Pontecagnano e si realizzerà. Abbiamo fatto l’escavo del porto; abbiamo lavorato affinché l’alta velocità restasse uno dei punti forti della città, anche grazie all’intervento del consigliere regionale Cascone, il deputato Piero De Luca e il mio capostaff Enzo Luciano – ha poi aggiunto – Salerno doveva essere uno dei punti dell’alta velocità perché è un hub nel sistema urbano e regionale: con l’aeroporto, con Porta Ovest credo che abbiamo realizzato un sistema di relazioni trasportistico importante. Abbiamo lavorato con le Zes, abbiamo lavorato per quanto riguarda il sistema viario, abbiamo allestito un sistema di telecamere a 360 gradi; abbiamo resa sicura, per quanto possibile, la nostra città ma non ci accontentiamo, bisogna sempre mantenersi insoddisfatti per andare avanti. E poi, il bando per le periferie: noi abbiamo ottenuto dal governo Gentiloni un cospicuo finanziamento per le nostre periferie perché siamo stati i più virtuosi nel presentare i progetti”.

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Perrotta e’ il nuovo presidente della Fondazione Ravello

Francesco Maria Perrotta e’ il nuovo presidente della Fondazione Ravello. Nato a Cosenza 53 anni fa, presidente di ItaliaFestival e tesoriere dell’Agis, e’ stato nominato dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sentito il sindaco del Comune di Ravello. Il nuovo cda s’insediera’ a giorni, in tempo per la programmazione della nuova edizione del festival estivo. Perrotta subentra ad Almerina Bove, commissario straordinario della Fondazione Ravello, nominata dal presidente De Luca nel febbraio dello scorso anno per assicurare l’amministrazione e la rappresentanza dell’ente e garantire la continuita’ del funzionamento dello stesso.    Dopo piu’ di due anni la Fondazione Ravello ha un nuovo presidente. Uno dei festival piu’ longevi d’Europa riparte quindi da un esperto del settore che, oltre a presiedere l’associazione formata dai piu’ prestigiosi festival italiani, siede anche nel board dell’European Festivals Associations (Efa), network che dal 1952 riunisce circa 80 tra i piu’ importanti festival di musica, danza, teatro e arti performative in genere. Francesco Maria Perrotta porta in dote a Ravello, l’esperienza maturata negli anni che gli ha consentito di costruire rapporti diretti con le Soprintendenze e le Direzioni artistiche dei principali festival italiani e internazionali, nonche’ con il ministero della Cultura (Mic) e degli Esteri (Maeci). Promotore da anni del binomio turismo-cultura, Francesco Maria Perrotta, intende esaltare in tale direzione tutti gli asset gestiti dalla Fondazione ivi incluso il caratteristico e “unico” patrimonio culturale del Comune di Ravello. “Ho intenzione di condividere le best practices gia’ attuate sul territorio integrandole con gli esempi virtuosi messi in atto dalla rete di festival che rappresento – dichiara Perrotta – tra gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere vi e’ l’elaborazione di una nuova progettualita’ in stretta connessione con gli enti locali per riportare il Festival all’interno dei circuiti nazionali e internazionali anche attraverso collaborazioni con i piu’ importanti Festival europei. Ringrazio i soci della Fondazione, in particolar modo il Presidente De Luca per aver riposto in me la fiducia affidandomi un incarico cosi’ ambizioso e stimolante. Ringrazio inoltre il commissario straordinario avv. Almerina Bove – conclude Perrotta -, per il prezioso lavoro che ha consentito alla Fondazione Ravello di superare egregiamente le criticita’ pregresse”.

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Vincenzo Napoli: “Troppi candidati a sindaco, il centro sinistra rappresenta la chiarezza e la tranquillità”

“Sbagliare è un diritto delle persone, credo che i miei dissidenti abbiano sbagliato, la loro è una condizione incomprensibile”. A parlare così il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, ospite della quarta puntata di Tribuna Politica, il format di approfondimento del quotidiano Le Cronache, condotto dal direttore Tommaso D’Angelo e da Erika Noschese. Il primo cittadino, nel corso della sua lunga intervista, ha attenzionato vari temi, tra questi la decisione del gruppo Oltre di dire ufficialmente addio alla maggioranza Napoli tanto da annunciare, nei giorni scorsi, il sostegno al candidato sindaco Michele Tedesco. “Tutte le motivazioni che sono state portate alla nostra attenzione per quanto riguarda la loro scelta, non credo abbiano fondamento anche se rispetto profondamente la loro scelta”. Il sindaco ha poi acceso i riflettori sui candidati pronti a sostituirlo: “c’è uno di Fratelli d’Italia, un candidato sindaco di questa compagine contenitore abbastanza variegato, un candidato sindaco molto volenteroso e poi c’è un panorama abbastanza confuso che vede la mia candidatura – della quale sono orgoglioso – come una condizione di certezza, qualcosa che rappresenta un momento di chiarezza, di sufficiente tranquillità per quanto riguarda il centrosinistra”. Napoli, a proposito dei “leoni da tastiera” rivendica il merito di essere stato, con tutta la coalizione, il lavoro messo in campo in questi anni: “siamo stati alla stazione ferroviaria di Salerno, siamo stati nei pressi degli autobus per accertarci che tutto andasse secondo i piani, senza ulteriori problemi per la nostra città; io sono stato sul posto a verificare cosa succedeva sul corso, sul lungomare, presso la zona orientale a verificare di persona, ora dopo ora mentre gli altri lanciavano post e facevano gli spiritosi – ha attaccato il sindaco – Credo che c’è un ruolo che va tenuto altro, nella dignità della politica e degli amministratori e deve essere di onore e disciplina al quale mi sono piegato con grande senso di responsabilità”. Il primo cittadino rivendica il lavoro svolto in questi mesi di emergenza, per fare in modo che i buoni spesa fossero recapitati a casa degli aventi diritti, e “lo abbiamo fatto doverosamente, per poi portare tutto alla Guardia di Finanza per verificare eventuali illeciti e che tutto si fosse svolto nella trasparenza assoluta mentre altri scrivevano post su Instragram e noi facevamo un lavoro umile e di rispetto per la città”. E poi l’appello alla cittadinanza: “se vorranno premiare il mio lavoro sarò loro grato, se decideranno di cambiare mi inchinerò alla volontà popolare ma ho la coscienza a posto, non so se gli altri possono dire altrettanto”. Tra i disturbatori lo storico commerciante Adolfo Gravagnuolo; il presidente di Federalberghi Salerno Giuseppe Gagliano e Chiara Natella, direttrice artistica della Bottega San Lazzaro, della Fiera del Crocefisso e del Barbuti Teatro Festival. E proprio il presidente Gagliano ha puntato l’attenzione sui fondi di Luci d’Artista chiedendo una nuova destinazione; ha proposto l’istituzione dell’assessorato al Turismo per poi chiedere al sindaco, vista la riapertura dei parchi, da commerciante come prenderebbe tale scelta. “Questa è una scelta di livello governativo che, in una prima fase, aveva saggiamente chiusi ma vanno utilizzati, parchi, giardini e lungomare, nel rispetto delle norme anti covid – ha replicato Napoli – Io sono un figlio d’arte, capisco le difficoltà, le angosce e le preoccupazioni legate ad un mestiere bello, entusiasmante ma senza certezze”. Per Napoli è necessario rafforzare l’azione delle vaccinazioni, per permettere la riapertura delle attività commerciali in tutta sicurezza. “Noi dobbiamo riaprire in via definitiva e in tutta difficoltà, faccio difficoltà a capire perchè chi vende scarpe può stare aperto e chi vende abbigliamento no”, ha detto ancora il primo cittadino, pronto a portare i suggerimenti e le richieste dei commercianti in parlamento. A proposito di Luci d’Artista ha invece detto: “Piuttosto che dare contributi a pioggia, era più utile spendere le risorse per un’azione turistica ma la condizione della pandemia vieta le luci di primavera come previsto inizialmente e io questi fondi li spenderei più per una promozione turistica del nostro territorio, saranno ben spesi”. Tra le novità della prossima legislatura, se dovesse essere confermato Napoli l’istituzione dell’assessorato al Turismo come richiesto a gran voce in questi anni. Tra le tante cose, il sindaco, che si è definito “un tifoso emotivo della Salernitana” e ha lanciato un incoraggiamento alla squadra. E proprio a proposito di Tribuna Politica, il primo cittadino ha espresso parole di apprezzamento, definendola una trasmissione “severa ma serena, rispettosa dell’interlocutore”, pronto ad essere nuovamente ospite per un secondo appuntamento ricco di novità. (er.no)

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Le interviste impossibili: Vincenzo Giordano

di Tommaso D’Angelo

Il 13 aprile del 2009 moriva l’ex sindaco Vincenzo Giordano. Riproponiamo per la serie le interviste impossibili, quella “realizzata” con lo stesso Giordano. Sempre di grande attualità pur essendo stata scritta nel 2013

 

In lontananza la sua voce è inconfondibile: “Tre tre e napoletana a coppe”. Vincenzo Giordano, secondo incontro del mio viaggio nell’aldilà, non ha perso la passione per il tressette. Alle sue spalle guardano la partita gli inseparabili Raffaele Galdi e Franco Amatucci. Saluto l’ingegnere Amatucci con lo stesso affetto con cui la domenica mattina prendevamo l’aperitivo a Torrione. Erano gli anni del post arresto, quando gli amici dei tempi d’oro – (e di d’oro non era rimasto nemmeno il compasso) erano scomparsi, e Franco era rimasto praticamente solo. Alla fine sei stato bravo, il famoso elicottero non l’hanno mai trovato. La mia battuta lo fa sorridere. “Come il mio memoriale –di rimando Amatucci- di cui si sono perse le tracce. E poi dicono che la giustizia non fa acqua…”. (Per chi non ricorda quello che doveva essere una grande inchiesta sull’ex acquedotto di Salerno finì in una bolla di sapone, unitamente allo scritto consegnato ai magistrati dallo stesso Amatucci n.d.r.). “Silenzio” –arriva la voce di Giordano a bloccare la nostra breve conversazione. “Sapete che odio essere interrotto mentre gioco a tressette”. Brutti ricordi essere interrotti, caro sindaco (così chiamavo Giordano)… “Ignobili ricordi che mi portano a quella sera del 31 maggio 1993 quando gli uomini della polizia giudiziaria si presentarono a casa mia mentre facevo una partitella a tressette per arrestarmi”. Si dice che De Luca, da poco eletto sindaco al suo posto grazie al voto dell’ex socialista Marco Siniscalco, portato di forza in Aula consiliare, lo avesse avvertito dell’imminente provvedimento giudiziario. “Andate a rivedervi qualche mia intervista o chiedete al vostro collega Bianchini. Io sono ormai dall’altra parte del mondo. Ma poi caro direttore, cosa volete da me. La mia storia è arci nota e quello che avevo da dire l’ho detto e anche scritto grazie a voi e a Cronache che ogni sabato ospitava la mia rubrica Controcanto”. Ricorda ancora la rubrica, mi fa piacere. Come nacque l’idea? “Caro direttore ricordo che quando ero sindaco finivo spesso, per non dire tutti i giorni, nel suo mirino. Continui attacchi televisivi. Poi l’ho incontrata anni dopo quando ero praticamente in pensione e nessuno più mi chiamava. Ricordo che facemmo una pessima cena a Torrione (naturalmente pagando Bianchini non potevo aspettarmi di meglio) e fu proprio il professor Amatucci a pungolarmi. E così venne fuori l’idea di questa rubrica settimanale che faceva il controcanto alle dichiarazioni del sindaco De Luca in tv”. Bei ricordi ma c’è voglia di conoscere un po’ il Giordano pensiero. Per esempio sul Crescent. “Dico solo che se avessi fatto una cosa del genere all’epoca non solo mi avrebbero arrestato ma buttato le chiavi. E’ una colata di cemento che non so quali benefici potrà dare alla nostra città. Le linee guida del mio sindacato puntarono a valorizzare le caratteristiche di Salerno, avviammo una serie di progetti incredibili dopo anni di immobilismo democristiano. Aggiungo che trovai grande sintonia con l’assessore Bonavitacola: quando realizzammo il Corso da Re regalammo una scossa ai salernitani che passarono dal grande caos di corso Vittorio Emanuele ad un’isola di pace e di passeggio che ancora oggi è un fiore all’occhiello nonostante una manutenzione non proprio eccezionale”. Beh l’elenco è lungo e tutti riconoscono che lo stesso De Luca ha raccolto quanto da Lei ha seminato. “Basta dare un’occhiata agli atti: lo stadio, il Verdi, il trincerone, ristrutturazione dell’ex seminario e altro ancora. Era una giunta compatta perché avevamo un solo voto di maggioranza e i consiglieri Milo ed Erberto Manzo che ogni volta ci facevano penare. Però resistemmo e alla tornata elettorale successiva Salerno divenne la città più socialista d’Italia. Ho visto questo progetto sul porticciolo di Pastena. Roba vecchia, date un’occhiata al progetto che preparò Franco Amatucci e confrontatelo con questo. Ne vedrete delle belle anche leggendo le motivazioni per cui fu bocciato”. Lei ha citato Bonavitacola, compagno di sventura in una vicenda giudiziaria che vi ha visto poi innocenti. “Una persona perbene e preparata. E con lui Aniello Salzano, avversari politici ma una grande persona. Il tempo cura le ferite ma non ci ha ridato quello che ingiustamente ci tolsero i magistrati. Ho sentito dire che Bonavitacola potrebbe essere il successore di De Luca così come Enzo Napoli: due ottime persone”. E su De Luca: sindaco e vice ministro. “Io rinunciai ad una comoda candidatura al Senato (avrebbe evitato anche l’arresto n.d.r.) per restare e combattere a Salerno. Si deve scegliere. La mia più grande soddisfazione era essere chiamato il sindaco della gente, ricordo che il buon Ientile (capo della segreteria del sindaco n.d.r.) lavorava giorno e notte perché la solidarietà e l’aiuto sociale erano un punto fermo del nostro programma, oltre alle grandi opere. Vedo che oggi chiudono negozi e fabbriche, la disoccupazione è a mille ma non ci sono interventi di sostegno per le famiglie. Si cerca di indossare il vestito delle grandi occasioni ma sotto abbiamo la maglia con i buchi. Noi ereditammo i guasti del terremoto ma non lasciammo mai sole le persone”. E su Carmelo Conte “Anche Lui ha pagato la ferocia della magistratura a caccia di socialisti. Mi pare che i fatti e soprattutto le sentenze lo dimostrino. Ha pagato però personalmente, chiudendo quasi subito una carriera politica che sembrava destinata al successo. Poi la divisione dei socialisti ha fatto il resto. Col senno del poi possiamo dire che politicamente fece un errore (22 maggio 1993) a far votare De Luca e fare un accordo con l’ex Pci, gettando alle ortiche il grande feeling che c’era con Scarsi e i repubblicani. Quella sera non doveva farsi prendere dalla paura di un ribaltone Del Mese-De Luca. Un errore di strategia pagato a caro prezzo”. I compagni di tavolo lo reclamano e il tressette prende il sopravvento sulla politica. Almeno una battuta sindaco su questa richiesta bipartisan di intitolarle una strada o una piazza. “Ho letto che in un convegno di socialisti o ex qualcuno ha sottolineato la dimenticanza di ricordare il mio nome da parte dei compagni di una volta. Questo è un dolore che porto nel mio cuore, e non basta una piazza a ripagarmi di questo anche se ringrazio tutti. Ripeto: mi basta essere rimasto nel cuore delle persone, mi basta essere per sempre il sindaco della gente”. (continua)

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Sarno incassa il sostegno dei Liberaldemocratici Italiani e del presidente di Io Sono Salernitano

E’ un progetto politico che si fa strada, che aggiunge nuovi tasselli che hanno una diversa riconoscibilità, da una parte i partiti politici, dall’altra persone che hanno un alto senso civico e voglio dare un contributo a questa comunità.

Così il candidato sindaco per la città di Salerno l’avv. Michele Sarno che incassa anche il sostegno dei Liberaldemocratici Italiani,  rappresentato dal coordinatore provinciale Rino Ruggiero  e la fiducia del presidente di “Io Sono Salernitano”, Giovanni Novella.

Nuove adesioni che arricchiscono il progetto civico che raccoglie il consenso della comunità –  ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa il candidato Sindaco Michele Sarno, che ha registrato la partecipazione all’incontro anche dell’esponente salernitano Angelo Giubileo, portavoce nazionale dei Liberaldemocratici Italiani. L’occasione per chiarire la posizione del partito stabilmente nell’area di centro-destra, ma lontano dal dialogo di altri tavoli, che ha deciso di sostenere il progetto del penalista salernitano.

“Sono convinto che con l’avvocato Michele Sarno si possa davvero costruire un progetto importante, ha dichiarato Giovanni Novella,  pronto a candidarsi in qualità di capolista di “Io Sono Salernitano” e ad intraprendere un nuovo percorso per dare linfa a questa città. Una rimessa in gioco, dopo una precedente esperienza elettorale, una chance importante, per contribuire al cambiamento di Salerno.”

“La nostra scelta, come partito di stare vicino all’avvocato Sarno è dettata da due motivi: il primo quello della coerenza, il  secondo quello della correttezza politica. Così Gennarino Ruggiero,  coordinatore provinciale dei Liberaldemocratici italiani certo che questo progetto civico sia l’unico che  possa meglio rappresentare la città di Salerno “.

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Salerno, nuovo appello all’unità dai partiti del centrodestra

A Salerno si sono riuniti il commissario di Forza Italia, Enzo Fasano, il responsabile cittadino della Lega, Rosario Peduto, il coordinatore provinciale dell’Udc, Mario Polichetti, il responsabile provinciale del Nuovo Psi, Antonio Di Cunzolo e il coordinatore cittadino di Cambiamo, Alfonso Baviera. L’incontro è stata l’occasione per consolidare lo spirito unitario della coalizione di centrodestra che si appresta ad affrontare il prossimo turno per le elezioni Amministrative in provincia di Salerno. I rappresentanti dei partiti, in accordo con i rispettivi riferimenti regionali, hanno deciso di rinviare l’esame delle situazioni di Battipaglia ed Eboli per concentrarsi sul capoluogo, anche alla luce della candidatura civica dell’avvocato Michele Tedesco che continua a consolidarsi con il sostegno già incassato di diverse espressioni della società civile. Le forze presenti al tavolo si rivedranno, ovviamente, a strettissimo giro per definire il quadro. Inoltre rivolgono un accorato appello a Fratelli d’Italia, affinché si possa raggiungere l’unità del centrodestra, considerata un valore aggiunto per affrontate le future battaglie.

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Il gruppo Oltre sostiene la candidatura di Michele Tedesco a sindaco

I consiglieri comunali del gruppo “Oltre”, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura, coerenti con il laboratorio civico avviato da mesi, hanno individuato nell’avvocato Michele Tedesco il candidato sindaco per le prossime amministrative a Salerno, raccogliendo anche le tantissime istanze di quanti in questo periodo hanno ribadito, durante la campagna di ascolto, di ritenere conclusa l’esperienza della giunta Napoli. “Michele Tedesco – dicono i sei consiglieri comunali – rappresenta il candidato ideale, che avrà il compito di esprimere la voglia di riscatto dei salernitani e di scrivere una nuova pagina per la nostra città nel solco dell’ascolto, della condivisione e della partecipazione. L’avvocato Tedesco è una figura autorevole, con una storia personale che gli consentirà di affrontare la sfida elettorale con la consapevolezza e la determinazione necessarie. Un uomo libero, un vero civico, che saprà farsi interprete di quella voglia di cambiamento che tanti salernitani reclamano ormai da anni”. Per i consiglieri comunali del gruppo “Oltre” il terreno sul quale si sfideranno l’amministrazione uscente e i suoi diversi antagonisti sarà innanzitutto quello della necessaria “ristrutturazione” della macchina pubblica, al fine di eliminare tutte le storture, gli sprechi e le zone d’ombra esistenti e rilanciarne lo spirito di servizio per il cittadino attraverso la razionalizzazione delle risorse, la trasparenza delle procedure ed un progetto politico di lungo respiro per la città di Salerno. Infine, gli esponenti di “Oltre” sottolineano – ancor di più alla luce della scelta fatta – la trasversalità del progetto civico portato avanti e l’ampiezza del campo d’azione all’interno del quale si stanno ritrovando le energie di questa Città che vogliono voltare definitivamente pagina.

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Ciarambino: “abbiamo vaccinato i soggetti sbagliati.” 

di Davide Gatto
“Vaccinare prima i fragili significa ridurre fortemente le ospedalizzazioni e i decessi e dunque poter uscire dalle restrizioni che stanno penalizzando tutte le categorie economiche della Regione Campania.” Nella sessione riservata al Question time sulla pandemia, è proprio Valeria Ciarambino del Movimento 5 Stelle a riflettere ad alta voce sui dati della Regione Campania e sulle criticità che tengono attaccata al palo l’intera Regione vanificando gli effetti e gli sforzi della campagna vaccinale. “Gli anziani e i portatori di disabilità rappresentano il 90% dei deceduti in quest’anno di pandemia e il rispetto di queste priorità ha condotto altri Paesi, ad esempio la Germania, all’abbattimento del numero dei ricoveri, degli accessi in terapia intensiva e del tasso di mortalità”. In effetti i dati forniti dalla Fondazione GIMBE riportano la Campania come la ultima regione italiana ad ultimare il ciclo vaccinale. Pare evidente che questo ritardo si rifletta sulle morti e i ricorsi in terapia intensiva, dati che sono fondamentali per fare decidere al ministero della Salute se aprire o chiudere le attività economiche. Gli over ottanta , poii si sono registrati in circa 245 mila, ma il numero di over ottantenni in regione campania supera le trecentomila unità, manca dunque una bella fetta di anziani che non sono ricorsi neanche alla vaccinazione. e se gli anziani sono fermi, i cosiddetti fragili sono fermi al di sotto del 50% dei richiedenti, in pochissimi che hanno ricevuto la seconda dose.  Resta poi, come una macchia, il grande numeo di vaccinati nella categoria “Altro”, 172 mila prime dosi delle quali sono stati già effetuate 42 mila seconde dosi. Appere evidente, e lo ribadisce l’On Ciarambino nella sua interrogazione che dato questo numero di vaccini a disposizione, se ci si fosse concentrati sulle categorie over 80 e fragili e magari non si fosse andati avanti con la categoria “Altri”, anche oggi i numeri delle ospedalizzazioni sarebbero stati decisamente diversi. Nel dettaglio, il consigliere Vicepresidente dell’assemblea regionale Ciarambino ha presentato una formale interrogazione richiedendo: “Quali sono le cause della minimale immunizzazione dei cittadini più vulnerabili, quanti medici di assistenza primaria hanno dato la disponibilità alle vaccinazioni domiciliari, o presso gli Hub aziendali e quanti al mero inserimento dell’anamnestica in piattaforma, quanti medici ad oggi hanno omesso la comunicazione sulla modalità prescelta di partecipazione alla campagna vaccinale e quali procedimenti e verifiche sono state intraprese nel merito dalle Direzioni competenti, quali sono le modalità individuate per realizzare gli obiettivi del piano vaccinale e rendere possibile una maggiore accessibilità alla vaccinazione dei cittadini più fragili, e dunque, se allo stato, non si ritiene di impegnare per il raggiungimento prioritario di tale obiettivo tutte le risorse disponibili e tutti i vaccini M RNA che saranno approvvigionati, condizionando i progetti in favore di target specifici, quali i territori a vocazione turistica, alla prodromica immunizzazione massiva dei cittadini più vulnerabili.” la risposta del governo regionale (ass. Marchiello) non fa altro che riportare la serie di azioni messe in atto dalla Regione, ed azioni che forse si vedranno nel futuro, ma che oggi al momento non hanno sortito gli effetti sperati. Per questo motivo la Ciarambino produrrà una richiesta di accesso agli atti per conoscere la verità su reali prassi e procedure, al di là di quelle che sono le trovate mediatiche del Presidente della Regione.
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Autonomi e partite Iva da Salerno a Roma contro chiusure e zone rosse

di Monica De Santis

Da Salerno a Roma per protestare contro un anno di aperture e chiusure delle loro attività a causa dell’emergenza Coronavirus, Un anno in cui molti di loro hanno sofferto e stanno soffrendo e rischiano di non riuscire a ripartire. Così giovedì mattina il Movimento Politico Autonomi e partite Iva è sceso in piazza a Roma, “in rappresentanza di autonomi, professionisti, imprenditori, aziende e tutti i loro dipendenti, per tutte le categorie produttive ormai stremate dalle chiusure prolungate e senza adeguati ristori e per i dipendenti che attendono da mesi la Cig, spesso anticipata dai loro datori di lavoro”. E’ quanto spiega il Movimento in una nota mettendo in fila le proposte che girano al governo. Il Movimento Politico Autonomi e partite Iva ha chiesto il riconoscimento dell’80% delle perdite aziendali, come da modello tedesco, sulla base del confronto tra i fatturati 2018 e 2019-2020; la riapertura di tutte le attività produttive comprese le strutture ricettive; la Costituzione di specifici Assessorati degli Autonomi e partite Iva presso le Amministrazioni locali. La sospensione della tassazione e contribuzione, nonché dei costi fissi delle utenze commerciali relativamente ai periodi di chiusura forzata per emergenza sanitaria; sospensione dei termini di protesto per titoli, assegni ecc., causati dai periodi di chiusura forzata per emergenza sanitaria; sospensione cartelle esattoriali 2020-2021; proroga sospensione sfratti dei locali commerciali di attività in crisi a seguito dei periodi di chiusura forzata; Bonus Covid moment, a tutela degli Autonomi e Partite Iva che, in caso di contagio, non percepiscono alcuna indennità pur essendo impossibilitati a lavorare e quindi a produrre reddito; Fondo di solidarietà a favore degli Autonomi e Partite Iva.

“Ancora una volta abbiamo manifestato e denunciato la mancanza di veri sostegni economici per arginare il più possibile questa grave crisi sia sanitaria ma attualmente anche sociale ed economica. Noi che veniamo da Salerno e dal sud abbiamo portato le istanze di tanti imprenditori salernitani, dove alcuni comparti non riusciranno ad aprire i battenti. Specialmente quelli del turismo, ristorazione, ho.re.ca. Ed attività correlate che stanno pagando lo scotto più caro”, afferma Enzo Giordano coordinatore citta di Salerno.

“Al governo chiediamo di non protrarre questo periodo di incertezza ancora per tanto tempo. – dice Giuseppe Calvanese coordinatore Regione Campania – Chiediamo una riapertura graduale e in massima sicurezza rispettando tutti i protocolli necessari. ad oggi Hanno chiuso più di 400.000 imprese e si prevede, dopo lo sblocco dei licenziamenti più di 1 milione di disoccupati, una vera e propria catastrofe sociale. I ristori hanno coperto dati alla mano solo tra il tre e il 5% delle perdite effettive per le partite Iva, una vera miseria, Considerando che in questi mesi i costi fissi non si sono fermati come quello degli affitti, delle utenze, imposte regionali provinciali e comunali.Riteniamo che in un periodo di emergenza come questo della pandemia bisognava bloccare, come abbiamo già chiesto diversi mesi fa, tutti i costi che non erano possibile coprire, dato la mancanza di entrate.

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La protesta dei mercatali: “Chi vende all’aperto deve stare chiuso chi vende al chiuso può stare aperto”

di Monica De Santis

Ieri mattina a via Piave e a Torrione i mercatali del settore non alimentare hanno manifestato, occupando i loro spazi, per protestare contro le ordinanze che vietano la vendita dei loro prodotti. Un occupazione pacifica che però annunciano, andrà avanti ad oltranza, fino a quando qualcuno non ascolterà le loro richieste. Stanchi ed amareggiati per la situazione i commercianti ambulanti non chiedono sostegni economici ma solo che gli venga riconosciuto il loro diritto al lavoro, come spieca il signor Francesco Carrato, che da oltre 20 vende abbigliamento per bambini… “Gli untori siamo noi, per lo Stato la colpa della diffusione del virus è la nostra. Da quando è scoppiata la pandemia abbiamo avuto per due volte un ristoro di 600 euro. Praticamente nulla se si pensa che personalmente ho avuto perdite del 70%. Oramai siamo disperati non abbiamo più nulla, neanche i soldi per pagare i garage dove sono posteggiati i nostri furgoni. Noi non vogliamo soldi o sostegni vogliamo solo che ci facciano riaprire”. Arrabiato e deluso per come i mercatali vengono trattati anche il signor Vincenzo Vitolo, da oltre 30 anni titolare di un posto al mercato di via Piave dove vende abbigliamento da donna… “Ciò che non capisco è perchè noi che vendiamo all’aperto, quindi con un rischio minore di diffondere il virus, dobbiamo stare chiusi, mentre gli altri possono continuare a lavore in negozi a volte anche molto piccoli. Senza contare che se si va al supermercato oppure ai negozi di cinesi, li si entra nessun nessun controllo e senza che nessuno veerifichi il numero delle persone che vi si trovino all’interno. Eppure noi abbiamo fatto tutto come ci è stato chiesto. Abbiamo acquistato i disinfettanti per le mani, le mascherine, è stato stabilito un percorso obbligatori che i clienti dovevano seguire, ma nonostante tutto ci hanno chiuso. Senza pensare che ci sono persone come me che non hanno altre entrate. Vivo con mia moglie e mio fratello che ha problemi di salute e non può lavorare. Quindi la mia attività è l’unica fonte di entrata. Se non fosse stato per i buoni del Comune e per il parroco del mio quartiere che mi ha donato un pacco alimentare a Pasqua non avevamo niente da mettere a tavola. Non mi sono mai ritrovato in una situazione del genere, ormai non ho più soldi e non posso andare più avanti così. Nessuno dovrebbe trovarsi mai in una situaizione del genere. Per questo abbiamo bisogno e vogliamo tornare a lavorare”

“Trattati come untori anche se lavoriamo all’aperto”

Da 47 anni Carlo Luongo, vende al mercato di via Piave articoli di pelletteria, borse e ombrelli. Ed ora la sua bancarella è chiusa come quella dei suoi colleghi… “Perchè anche se stiamo all’aperto non possiamo lavorare. Nessuno pensa che negli spazi aperti, questo è stato accertato dai medici, la diffusione del virus è pari ad uno su mille persone, mentre al chiuso è molto più alta. E nonostante questo noi dobbiamo stare chiusi. Non sono razzista, ma perchè i cinesi devono stare aperti e vendere anche quei prodotti che altri non possono vendere. Non ci sono controlli, non ci sono regole chiare. L’unica cosa che hanno saputo fare è decidere che i mercatali del settore non alimentare devono stare chiusi. Noi stiamo qui per dimostrare che non siamo gli untori e che abbiamo diritto come gli altri di poter lavorare. Non chiediamo altro”.

“Andremo avanti ad oltranza, chiediamo solo di lavorare”

Maurizio Torre è uno tra i più giovani mercatali che lavora a via Piave. Porta avanti l’attività avviata dal padre molti anni fa. Residente a Pagani il giovane ogni giorno veniva a Salerno per lavorare e mantenere la sua famiglia, ora però da un anno a questa parte questo non lo riesce più a fare perchè la sua attività di venditore di intimo e biancheria per bambini deve rimanere chiusa… “Io chiuso e poi però i negozi che vendono i miei stessi articoli possono stare aperti. Non capisco il perchè, che differenza c’è tra me e loro. Anzì io sono forse più avvantaggiato di loro perchè lavoro all’aperto ed ho un ricambio d’aria naturale mentre gli altri no. Questa è una protesta che andrà avanti ad oltranza, abbiamo bisogno di lavorare e questo le istituzioni lo devono capire. Non possiamo più resistere, dobbiamo guadagnare per sostenere le nostre famiglie”.

“Sono anni che non ci sono più assembramenti nei mercati”

Emanuela Scoppetta di Salerno, vende, insieme al marito, al mercato di via Piave abbigliamento per bambini, corredino per neonato e pigiameria. Come i suoi colleghi anche lei non ha la possibilità di lavorare… “Noi che abbiamo attività all’aperto siamo chiusi, mentre chi ha attività al chiuso sta aperto. Credo che tutto questo sia molto contraddittorio. Senza contare che qui da noi gli assembramenti non vi sono da anni. In questo periodo poi ci sono sempre meno clienti. Siamo un mercato giornaliero, non settimanale, le persone vengono da noi quando realmente hanno bisogno di acquistare qualcosa perchè sanno che siamo sempre qui. Ma nonostante tutto questo, noi siamo stati chiusi e non abbiamo neanche dei ristori che ci possano permettere di acquistare la merce che ci servirà quando ci faranno riaprire”

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Michelangelo Russo: “Nella città del degrado, soldi per spiagge e non per cultura”

di Erika Noschese

Un fiume in piena. Michelangelo Russo, ex procuratore di Salerno non risparmia attacchi a nessuno, dalla magistratura all’amministrazione comunale di Salerno, fino al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Ospite del format di approfondimento Le Cronache Live l’ex procuratore ha attenzionato l’ex Palazzo di Giustizia, definendolo “uno degli esempi più belli dell’architettura di Salerno. La città, quanto ad architettura, fa abbastanza schifo: in una città modesta, povera, l’architettura degli anni 50-60 è pessima, in una città che se ne cade a pezzi”, ha dichiarato Russo, ricordando che il Palazzo è stato abitato da giudici ed avvocati fin dalla sua nascita e, ha aggiunto, “se c’è stato un primo assassinio del Palazzo di Giustizia è stato per merito di magistrati e avvocati perché nell’81, grazie alle volontà di grandezza, di cui la classe forense e quella giudiziaria sono piuttosto ammantate, l’armonia dell’edificio viene guastata da un prefabbricato terribile e pericoloso con travi di acciaio che, in caso di scossa di terremoto, avrebbero fatto da martello. Questo per dire la visione della cultura e dell’estetica da parte dei magistrati: nessuno si ribellò in quel momento”. Attacchi anche alla Cittadella Giudiziaria: Russo, senza mezzi termini, ammette che “non mi piace la sua architettura, piuttosto modesta: le solite archistar che vengono e vendono un prodotto buono per i grandi magazzini dell’architettura. Oggi, al nuovo Palazzo di Giustizia non è appeso né un calendario né una stampa, un quadro, nulla. Il senso estetico manca”. L’ex procuratore ha inoltre ricordato che “in città e un territorio come il nostro, dove c’è stata tantissima cultura, sono passati migliaia di artisti, non ha un contenitore dove poterli raccogliere. Le nuove generazioni non sanno niente, neanche la movida divenuta squallida; abbiamo una disgraziata gioventù che non solo pagherà il prezzo del covid e della solitudine ma pagherà anche la solitudine dal tempo passato”. Da qui la proposta di sfruttare i fondi del Recovery Plan per realizzare un polo museale: “Per Giove, non si ha la capacità di trovare quattro soldi per dare una dignità alla terra perduta e squallida come questa. I soldi per andare a ripascere, con un disastro ambientale, la spiaggia finta che viene dalle cave si trovano e quattro soldi per dipingere e attrezzare il tribunale no – ha aggiunto – Si potrebbe fare una mostra con pochi soldi, il problema è la cultura”. Da qui l’attacco al presidente di Palazzo Santa Lucia: “De Luca è il governatore della Regione Campania ma la vogliamo finire di inchinarci, qua il sindaco deve parlare, chi se ne frega di De Luca, facesse il suo mestiere. Siamo noi che andiamo a buttarci ai suoi piedi, ma la vogliamo finire salernitani; vediamo cosa dice un sindaco, gli assessori e soprattutto vediamo se esiste una città che ricordi quello che è stato”.

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Lavoratori del Trasporto Pubblico Locale, pronta la campagna vaccinazione

Nel rispetto del Piano vaccinale nazionale e delle priorità stabilite per fragili e anziani, con la speranza che le forniture saranno sufficienti ad accelerare al massimo la somministrazione a tutti i cittadini, su indicazione del Presidente Vincenzo De Luca stiamo organizzando presso la sede di EAV a Porta Nolana un grande centro vaccinale, con una capacità di somministrazione di centinaia di dosi al giorno, al servizio dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale. Lo scrive il Presidente della Quarta Commissione regionale Luca Cascone

Una volta conclusa la campagna vaccinale per i soggetti prioritari, questa scelta – in linea con il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”. siglato da Ministero del Lavoro e Ministero della Salute con le Parti Sociali – consentirà di vaccinare i lavoratori del settore del TPL senza rallentare la pianificazione vaccinale delle ASL, in quanto il centro sarà autonomo, con personale a carico dell’azienda e formato specificatamente, e vi si potranno vaccinare, oltre i dipendenti dell’EAV, tutti i dipendenti delle altre aziende di trasporto che vorranno aderire al progetto.

Un ringraziamento al Presidente Umberto de Gregorio che si sta impegnando per far trovare la struttura pronta già per la fine del mese di aprile, in modo da poter avviare le procedure di accreditamento e registrazione in attesa che le forniture di vaccini siano sufficienti a far partire questo importante progetto che darà risposta ad un segmento di lavoratori sempre in prima linea e che durante tutta la pandemia ha continuato ad effettuare il proprio lavoro a contatto con tanti utenti quotidianamente.

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Negozi aperti e bollette in vetrina poche adesioni alla protesta di ieri

di Monica De Santis

Pochi negozi ieri mattina hanno aderito alla manifestazione di protesta “Io Apro” organizzata in maniera spontanea da un gruppo di commercianti riunitosi la scorsa settimana a piazza Sant’Agostino. Ma di quel gruppo, molti alla fine si sono tirati indietro per paura di sanzioni da parte di vigili urbani e polizia. E così ieri mattina sul corso principale, in via Dei Mercanti e via Dei Principati poco più di una decina di commercianti hanno esposto il cartello “Io apro” ed hanno rischiato, gli altri che sono rimasti aperti sono quelli che hanno modificato i loro codici ateco iniziando a vendere pigiami oppure abbigliamento sportivo. Alcuni di quelli che hanno rischiato in segno di protesta, ma anche di contestazione nei confronti dei colleghi che hanno cambiato i loro codici ateco, hanno esposto in vetrina le bollette della luce e dell’acqua. Bollette esposte per far capire ai clienti, ma anche alle forze dell’ordine che il riaprire le loro attività non è un affronto allo Stato, alla Regione o al Comune, ma una necessità visto che le tasse, le bollette, il fitto ed i contributi non sono stati sospesi, ma al contrario arrivano ogni mese e senza nessun tipo di sconto. Il dito, comunque, resta puntato contro i supermercati, diventati per tutti i commercianti i veri luoghi di assembramento, dove nessuno controlla e vigila sugli ingressi e dove neanche le forze dell’ordine sono mai andati a controllare il numero di persone che vi sono all’interno ad ogni ora del giorno. Intanto oggi dalle ore 8 alle ore 12 gli operatori ambulanti occuperanno, in segno di protesta, i posteggi nei seguenti mercati della Campania: Casavatore; Giugliano; Caivano; Santa Maria Capua Vetere; Benevento via Bonazzi; Pomigliano d’Arco; Sarno; Nocera Inferiore, Battipaglia; Salerno Pastena; Salerno Torrione; Salerno via Piave (a coordinare su Salerno: Ciro Pietrofesa) Per vedere le interviste cliccare sul link: https://www.youtube.com/watch?v=9D0_8zDSzOI

“Chiediamo delle regole per poter stare tutti aperti”

“Questa è una protesta e una provocazione – spiega Beniamino Brancaccio, titolare dell’omonima attività – perchè siamo convinti che le nostre attività non siano differenzabili in base alla tipologia di prodotto che vendiamo ma lo devono essere semplicemente in base alla superficie del negozio. Non siamo abituati ad aspettare ristori, che non arrivano e se arrivano sono irrosori. Vogliamo e chiediamo di essere immediatamente riaperti, magari con delle regole, magari alternando le aperture, che possono essere anche delle mezze giornate. Chiediamo delle regole e la riapertura e chi sbaglia venga chiuso. Assurdo, lo ripeto, non è possibile differenziare le attività in base al codice di quello che vendono. Per questo avendo degli articoli che rientrano nei codici di apertura noi apriamo e vendiamo solo quello, ma è sbagliato. Speriamo che tutto questo venga cambiato ma purtroppo credo che andremo ancora avanti per un po’ con questo discorso dei colori e delle zone”.

“Abbiamo merce in magazzino da pagare, dobbiamo lavorare”

Paola Ragone, titolare del negozio di abbiagliamento donna “Antonello Serio”, ha aderito all’iniziativa Io Apro… “Il simbolo di questa protesta è di mettere in vetrina un articolo di intimo o sportivo e allora ecco, vendo anche io pigiami e tute. Oramai non si ragiona più in merito alla sicurezza che un locale può offrire ai suoi clienti, bensì sui prodotti. Se si vendono determinati tipi di articoli allora possiamo sare aperti altrimenti chiusi. Siamo qui per dire basta con questo lockdown discriminante, è il momento di valutare anche altre proposte. Siamo disposti anche ad avere delle altre regole, magari a lavorare su appuntamento, magari a subire controlli periodici ma basta con le chiusure. Non possiamo più permettercele. Abbiamo merce da pagare, i magazzini sono pieni degli acquisti della primavera scorsa, adesso abbamo gli arrivi della nuova primavera, abbiamo speso i soldi e di conseguenza abbiamo la necessità di incassare subito per non fallire”.

“Non ho mai chiuso e sono fiero di essere un illegale”

“Non ho ma smesso di stare aperto, in modo illegale lo so, ma di questo ne vado fiero, perchè per me il mio negozio ed i miei clienti vengono prima di tutto. Io apro e resto aperto, nel pieno rispetto delle norme sanitarie e non per andare contro allo Stato ma perchè sono stufo, anzi siamo stufi di come ci stanno trattando. A differenza di molti miei colleghi vado anche controcorrente, in vetrina non ho messo intimo e tute, non ho modificato il mio codice ateco per poter aprire nella legalità, ma ho esposto le bollette che sono la realtà che accomuna tutti noi ogni giorno. Ci hanno chiusi per settimane, per mesi, ma le bollette sono arrivate e arrivano e sono altissime e non possiamo andare avanti così. Noi del settore dell’abbigliamento abbiamo la merce già comprata e dobbiamo pagarla perchè i fornitori possono aspettare ma non molto ecco perchè non possiamo più rimanere chiusi e poi c’è una domanda che vorrei fare che differenza c’è tra un negozio di bambini ed uno di abbigliamento uomo mi spiegate la differenza”.

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Manifestazione pacifica di Confesercenti davanti alla prefettura

di Monica De Santis

Si è tenuta questa mattina a Salerno, la manifestazione di protesta organizzata da Confesercenti: in piazza Amendola si sono ritrovati i commercianti iscritti all’associazione di categoria che hanno manifestato per chiedere un’immediata ripartenza del comparto. E mentre era in corso il sit-in, il presidente Raffaele Esposito ha incontro il Prefetto di Salerno al quale ha consegnato un documento con le proposte sui sostegni alle imprese. Dall’Iva alle pressioni dell’Agenzia delle Entrate, dall’Irap, Imu,Tari, Ires, Irpef alle cartelle esattoriali, dai fitti e dalle utenze alle altre gravose tasse, dalle esposizioni con le banche allo spettro della malavita, sono questi i 15 punti trattanti nel documento presentato ieri mattina. Al termine della manifestazione, il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha incontrato, presso il Palazzo del Governo, il direttore e il presidente provinciale di Confesercenti in qualità di sottoscrittori del documento “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia“, contenente le proposte sui sostegni alle imprese, sulla fiscalità e sul credito alle imprese. I referenti provinciali delle associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per la crisi economica legata al protrarsi delle misure restrittive connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ancora in atto, auspicando una mitigazione delle stesse e un’accelerazione della campagna vaccinale. Nello specifico, è stato chiesto al Prefetto di Salerno un supporto per portare avanti le proposte presentate nel documento operativo, con particolare riguardo alla riapertura, pur nel rispetto di rigidi protocolli anti-contagio, delle attività economiche. I rappresentanti di Confesercenti Salerno hanno, inoltre, sottoposto a11’attenzione del Prefetto l’importanza di semplificare, attraverso lo snellimento delle procedure, l’iter burocratico delle pratiche amministrative relative alle piccole imprese, gestite dagli enti locali. Per vedere le interviste: https://youtu.be/DOZwWPZmUJs

“Sono 14 mesi che viviamo alla giornata non possiamo più andare avanti”

Maurizio Renna, titolare del London Tavern di Battipaglia è stato uno dei commercianti sceso in piazza, ieri mattina, a Salerno, per protestare con Confesercenti e per “chiedere di farci riaprire o darci una prospettiva di riapertura. Chiediamo una data verosimile, per far ripartire le nostre attività una volta per tutte. Oramai viaggiamo alla giornata da 14 mesi e non sappiamo più come andare avanti, le spese sono tante e le perdite molte di più. Stando ai dati del mio commercialista, che si sta occupando della domanda per i ristori, nell’anno 2019/2020 ho subito circa il 70% delle perdite. In termini economici stiamo parlando di una perdita di circa 100mila euro. Capite bene che con queste cifre perse è difficile far ripartire un’azienda e che i problemi si prolungheranno anche negli anni futuri”.

“Pretendiamo l’immediata riapertura, i ristori non servono a nulla”

Vitale Torsiello, è il direttore della Confesercenti di Battipaglia e titolare del ristorante – pizzeria di Battipaglia. Come i suoi colleghi è sceso in campo per chiedere o meglio per “Pretendere la riapertura immediata delle nostre attività che sono state messe in sicurezza, al termine del primo lockdown e che possono accogliere tranquillamente le persone e controllarle una ad una senza alcun problema, e senza creare assembramenti. Siamo stanchi delle balle dette fino ad oggi dallo Stato, perchè gli aiuti tanto decantati sono esigui e non servono a niente, di certo non servono a farci sopravvivere. Per chi ha bisogno di andare avanti in questo momento chiede allo Stato un aiuto ulteriore alla fine siamo ridotti all’osso e manca davvero poco alla bancarotta di molte attività della provincia di Salerno”

“Siamo stanchi dell’elemosina vogliamo solamente lavorare”

La signora Rossella è la titolare del centro estico “Eden”, anche lei è venuta ieri mattina da Battipaglia a protestare in piazza a Salerno… “Per una categoria quella delle estetiste e dei parrucchieri per la quale non si fa più nulla. Non arrivano ristori e ci costringono alla chiusura, dopo che abbiamo investito tanto per mettere i nostri locali. E’ assurdo pensare che da noi si verifichino assembramenti quando lavoriamo per appuntamenti. Siamo persone serie e ci siamo affidate ad aziende serie per la sanificazione. Quindi la motivazione per la quale ci fanno stare chiusi è assurda. Da noi tre persone insieme non si trovano mai, abbiamo creato cabine per ogni servizio che offriamo, siamo tutte divise, per cui ognuno postazione facciamo la sanificazione prima di far accedere il cliente e poi siamo stanchi dell’elemosina vogliamo lavorare”.

“Facile parlare quando si ha lo stipendio fisso”

Rita Catapano, è la titolare di pizza fritta Mondì e Frutteria Mondì… “Con la nostra delegazione di Confersercenti abbiamo partecipato a questa protesta perchè siamo stanchi delle promesse inutili. I nostri politici sono stupiti di queste manifestazioni che si stanno svolgendo in tutt’Italia, certo loro prendono lo stipendio ogni mese, non hanno problemi. Ma a noi che non si è fermato nulla, dalle utenze, ai fitti, al dover mangiare tutti i giorni, non si è fermato nulla. Siamo commercianti che vivono di cassa e il problema economico lo abbiamo tutti i giorni. La gente è stanca del non far niente, di questi ristori che arriveranno e che a detta dei nostri commercialisti saranno una miseria, quindi ci trovassero una soluzione, anche a noi piacerebbe stare a casa e salvaguardare la nostra salute, ma non possiamo farlo”

“Dicono che le perdite sono del 30%, non è vero”

Vincenza Cantalicio è la titolare dell’attività commerciale “Arte regalo” sita a Battipaglia. Un’attività nella quale si vende prevalentemente bomboniere per le cerimonie… “E’ una tragedia è tutto fermo. Senza comunioni, feste di laurea, matrimoni, non stiamo lavorando. Molte coppie stanno annullando proprio le nozze, nel senso che non hanno più intenzione di sposarsi e anche questo è un segnale molto negativo. Hanno detto che le attività commerciali in questi 14 mesi hanno avuto perdite del 30%, ma non è vero. Personalmente ho avuto perdite che superano il 70% e il commercialista mi ha detto che rientro nelle categorie dei ristori, ma che non sa che cifra mi arriverà e soprattutto quando questi soldi ci arriveranno. Non si può davvero più andare avanti con queste incertezze, abbiamo bisogno di lavorare”

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Cavese 17enne morì al Ruggi: chiesto rinvio a giudizio per Enrico Coscioni

Enrico Coscioni rischia il processo per la morta della 17enne cavese deceduta dopo un intervento chirurgico all’ospedale Ruggi di Salerno nel settembre del 2019. Il primario di Cardiochirurgia – nonchè consigliere per la Sanità del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e presidente dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali   insieme al collega chirurgo Antonio Longobardi, è imputato in concorso di omicidio per colpa medica. Per il pm i due camici bianchi contribuirono alla morte della paziente per negligenza, imperizia ed imprudenza.

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Interrotta dalla polizia la cena di protesta dei ristoratori al Macina Pietra

di Monica De Santis

Quaranta ristoratori, di cui cinque provenienti da Napoli, ieri sera si sono ritrovati presso il ristorante pizzeria “Macina Pietra” a corso Garibaldi, per una manifestazione di protesta pacifica contro la decisione del governo di lasciare la Campania in zona rossa ancora per 15 giorni. I ristoratori che hanno anche annunciato la riapertura dei loro locali al pubblico, a partire da oggi, si sono seduti a tavola per consumare una cena, seduti a tavola distanziati tra di loro, a base di pizza e bibita indossando le maschere di Draghi, Speranza e De Luca.

A metà della cena l’arrivo della polizia che dopo aver colloquiato con il titolare dell’attività ha chiesto i documenti a tutti i presenti in sala. A questo punto c’è stato un diverbio tra i presenti e le forze dell’ordine. I ristoratori hanno chiesto di essere lasciati in pace. Che la loro protesta era dovuta perchè oramai ridotti allo stremo. Un appello da molti di loro è stato rivolto proprio ai poliziotti “Dovete diffendere noi, non il Governo”. Fortunatamente gli animi si sono placati nel giro di una ventina di minuti, con un accordo tra forze dell’ordine e ristoratori.

Tutti identificati i partecipanti, ma nessun multato. Sul posto anche l’avvocato Michele Sarno, che difende gratuitamente i ristoratori… “Sono al loro fianco, ma anche al fianco delle forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Questa manifestazione è l’esempio di come oramai i ristoratori sono esasperati e non possono tollerare oltre queste chiusure assurde, quando poi ovunque ci sono persone che escono senza nessun rispetto delle regole”. (Foto di Laura De Santis)

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Saracinesche a metà e manifesti a lutto la protesta silenziosa dei parrucchieri

di Monica De Santis

Saracinesche a metà ieri mattina per parrucchieri e barbieri a Salerno e in provincia. Una manifestazione di protesta silenziosa e pacifica promossa dalla Cna di Salerno contro la decisione di lasciare ancora chiusi parrucchieri e centri estetici per altri 15 giorni in Campania. Così ieri mattina, l’apertura simbolica delle attività con le saracinesche alzate a metà e l’affissione di una locandina a lutto per segnalare con un gesto forte la difficoltà e la disperazione delle aziende e dei lavoratori fermi da settimane, nonostante investimenti ingenti per garantire sicurezza ai clienti e alle attività svolte in generale. Tante tantissime le adesioni soprattutto a Salerno città dove hanno aderito quasi tutti i parrucchieri e i barbieri… “Per noi è una condanna a morte, una decisione che uccide un settore e alimenta l’abusivismo. Per questo abbiamo scelto di attuare una protesta che ancora una volta rispetta le regole e non trasgredisce quanto ci viene imposto- ha dichiarato Sergio Casola, presidente regionale dell’Unione Benessere e Sanità- in coerenza con un percorso che, dal primo giorno di emergenza, ha visto l’intera categoria rispettosa della priorità di garantire prima di tutto la sicurezza, ma davanti a quello che stiamo vedendo in giro, oggi abbiamo difficoltà a gestire la disperazione delle imprese”. Ha aderito alla manifestazione anche Lello Fortunato, titolare di uno dei saloni per signora più grandi della città, sito in via Silvio Baratta: “La protesta di questa mattina (ieri per chi legge, n.d.r.) è stata fatta per far capire alle persone, ma soprattutto a chi ci governa l’incoerenza delle loro decisioni. Assurdo che noi, come le gioiellerie e i negozi di abbigliamento dobbiamo continuare a rimanere chusi, mentre supermercati e i negozi dei cinesi possono rimanere aperti e far entrare le persone senza alcun controllo e senza alcun distanziamento. Posso parlare per la mia categoria. Abbiamo tutti fatto investimenti per adeguarci alle nuove disposizioni. Abbiamo investito anche di più, rispetto a ciò che ci chiedevano per garantire maggiore sicurezza ai clienti, ed invece ci tengono ancora chiusi. E’ una cosa che non ha senso, che non si può accettare”. Intanto, il presidente provinciale della Cna di Salerno, Lucio Ronca ha avviato un confronto con il prefetto di Salerno per far arrivare, anche in maniera formale, la richiesta delle attività che rappresentano il settore dei centri estetici ed i Saloni di acconciatura, come, in maniera analoga, sta facendo anche la Cna a livello nazionale con il Governo. “Come associazione di categoria siamo preoccupati dal malcontento registrato nella categoria e chiediamo l’attenzione delle istituzioni per ricordare che parliamo di artigiani che hanno sempre rispettato le regole- ha dichiarato il presidente provinciale Lucio Ronca- ma sono mesi che parrucchieri e centri estetici vivono con una sorta di spada di Damocle tra capo e collo, concretizzata nell’incubo dell’ennesima chiusura, a fronte di spese da sostenere quasi quotidiane, a prescindere che la saracinesca sia alzata o abbassata”.

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De Luca nominato vice presidente della Camera

Su proposta della presidente Debora Serracchiani, l’assemblea dei deputati democratici ha approvato la nuova presidenza del Gruppo, che sara’ composta da: vice presidenti Piero De Luca con delega a Coordinamento dell’attivita’ dell’area internazionale, Affari Esteri, Politiche dell’Unione Eu, Difesa, Agricoltura, Coordinamento dell’attivita’ legislativa e di indirizzo con il Gruppo Pd del Senato e con il Gruppo S&D al Parlamento Europeo; Roberto Morassut con delega a coordinamento delle attivita’ dell’area Territorio, Ambiente e lavori Pubblici Trasporti e Telecomunicazioni, Giustizia; Marina Berlinghieri con delega all’attivita’ di indirizzo (mozioni, risoluzioni), di controllo (QT, interpellanze, interrogazioni). Dai segretari di Aula Emanuele Fiano e Beatrice Lorenzin. Dai segretari di presidenza Flavia Piccoli Nardelli – Coordinamento dell’attivita’ dell’area cultura, scienza, istruzione, sport e turismo; Stefania Pezzopane – Delega alle attivita’ delle Commissioni bicamerali e delle Giunte e in materia di ricostruzione delle aree del terremoto; Barbara Pollastrini – Coordinamento dell’area Diritti; Diego Zardini – Coordinamento dell’area delle attivita’ produttive e commercio, lavoro pubblico e privato, affari sociali. E dal tesoriere Andrea De Maria.

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Udc, basta chiacchiere, centrodestra si organizzi per amministrative

“I tempi ormai sono maturi perche’ il centrodestra si sieda attorno ad un tavolo per individuare ed indicare il nome del prossimo candidato a sindaco nella citta’ di Salerno”. Cosi’ Mario Polichetti, coordinatore provinciale dell’Udc, e Aniello Salzano, coordinatore cittadino dell’Udc, fanno il punto sulla situazione politica attuale nella citta’ d’Arechi ma non solo: “Riteniamo che sia proprio del tutto inutile cincischiare ancora quando e’ chiaro che ulteriori perdite di tempo rendono piu’ complicato organizzare una campagna elettorale che presuppone non solo un’aggregazione solida, uno schieramento forte e con rappresentanti importanti dei vari segmenti della nostra realta’, ma anche la redazione di un programma innovativo capace di risollevare le sorti di una citta’ in ginocchio con un’economia in grande affanno”. Gli esponenti Udc hanno detto: “E’ del tutto superfluo continuare la litania che a Salerno si puo’ decidere solo dopo che anche a Napoli siano stati individuati il percorso, le aggregazioni, le alleanze ed il candidato”.   E ancora: “Tutti ormai hanno capito che ogni realta’ ha le proprie specificita’. Cosi’, come occorre rendersi conto che a Battipaglia, Eboli e in altre parti della provincia non e’ possibile trasferire lo schema di coalizione di Salerno. E’ aria fritta continuare a parlarne. Poi, naturalmente, non manca lo statista di turno che gia’ sa come andra’ a finire. Anche noi immaginiamo come andra’ a finire”. Infine gli esponenti salernitani dell’Unione di Centro hanno aggiunto: “Soprattutto se chi piu’ di tutti dovrebbe interessarsi delle sorti politiche ed elettorali della citta’, se ne astiene e se ne sta a fare l’unica cosa che pensa di saper fare: pontificare. Pertanto, suggeriamo ai responsabili del centrodestra salernitano una urgente riunione perche’ si giunga con una forte accelerazione a far conoscere alla citta’ il nome del futuro candidato sindaco, che ormai non e’ piu’ un mistero e corre gia’ da giorni sulla bocca di tutti”.

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Figli delle Chiancarelle ospiti del format Tribuna Politica: boom di visualizzazioni

Un vero e proprio boom di visualizzazioni, una delle puntate più attese e seguite. Ancora un successo per Tribuna Politica, il format di approfondimento politico condotto dal direttore Tommaso D’Angelo ed Erika Noschese. Ospiti della terza puntata I Figli delle Chiancarelle, con il fondatore Edy Piro e Mimmo Florio. Tanti gli argomenti attenzionati, dalla candidatura al consiglio comunale di Salerno fino al teatro, oggetto di discussione per la poca trasparenza, a detta di Florio, da parte dell’amministrazione comunale di Salerno. Un dibattito civile, senza esclusione di colpi, dal primo all’ultimo minuto. “Siamo pronti al dialogo con tutti, anche con i pentiti”, ha dichiarato Mimmo Florio. Incalzato, Edy Piro ha confermato, aprendo anche al Movimento 5 Stelle, senza però risparmiare frecciatine: “Ma perchè esistono ancora i 5 Stelle”, ha dichiarato il fondatore del gruppo facebook che, dopo nove anni di battaglie, è al lavoro per mettere in campo una lista forte, competitiva ma, soprattutto, alternativa all’amministrazione uscente e al potere deluchiano che da sempre contestano. “La nostra non è una battaglia, non vogliamo fare chiarezza ed è ciò che fa il nostro gruppo”, ha ribadito Piro, ribadendo che “dalle Chiancarelle mi aspetto che qualcuno di loro riesca ad entrare al Palazzo per riuscire a dare voce a queste persone stanche di questa monotonia, cambiano le facce ma sappiamo sempre chi c’è dietro”. Nel ruolo di disturbatori, il consigliere uscente Massimiliano Natella, capogruppo al Comune per il Psi: “Io in questi anni ho seguito il lavoro dei Figli delle Chiancarelle, a capire le ragioni di un impegno e le motivazioni – ha dichiarato il socialista – Apprezzo il loro essere presenti sulle news cittadine, la satira ma devo dire che, secondo me, nell’opinione pubblica questo è considerato un gruppo di contestatori, in un’unica direzione e diventa un limite rispetto a tante istanze portate avanti”. Il consigliere Natella rivendica però l’impegno in questi 10 anni, “merita rispetto chi ci ha messo la faccia, chi cura questo aspetto comunicativo ma per diventare un gruppo politico non pensate si debba cercare di aprire un dialogo e una coalizione che vi aiuterebbe nella migrazione da gruppo di protesta a gruppo di proposta”. Una risposta secca ma dettagliata, tanto da Edy Piro che da Mimmo Florio che hanno apprezzato proprio il savoir faire del consigliere socialista. E proprio da Natella l’invito e l’appello ad aprire i consigli comunali alle dirette streaming. Ad attenzionare il settore del commercio Giovanni Lamberti che ha apprezzato la scelta di Piro di lasciare l’Italia e trasferirsi a Londra per portare avanti le sue attività. Lamberti ha poi attaccato le scelte dell’amministrazione comunale, sia in piena pandemia che quelle prese nel tempo. Particolarmente sentito il tema della cultura e, nello specifico, il teatro con il “disturbatore” Antonio La Monica, noto attore teatrale. A rivendica l’importanza della trasparenza della trasparenza proprio Florio che ha avuto un accesso ma civile scambio di battute con La Monica. “Il problema è la gestione del budget”, ha ribadito a gran voce Florio. “Non esiste procedura trasparente che permette agli artisti di entrare in meccanismi trasparenti per presentare il progetto ma, da sempre, esiste il sistema della raccomandazione”, ha poi aggiunto uno dei membri di spicco de I Figli delle Chiancarelle che rilancia la proposta di idee nuove, “una vergogna tutti quei soldi per delle luci da catalogo”. La Monica, dal canto suo, si è detto per niente soddisfatto dell’intervento delle Chiancarelle. La puntata è visibile sul canale youtube del quotidiano Le Cronache, al link https://youtu.be/ZoIezN-f_Dc

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Tranquillo lunedì di Pasquetta ma “troppe persone in giro”

di Erika Noschese

Nel lunedì di Pasquetta troppe persone in giro senza una valida giustificazione. A dirlo il comandante della polizia municipale di Salerno, Rosario Battipaglia in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telecolore per fare il punto della situazione sui controlli nella giornata del 4 e 5 aprile. “E’ difficile contenere una marea di persone in questa giornata particolare di bel tempo – ha dichiarato il comandante Battipaglia – Come è stato notato gli arenili sono completamente liberi ma c’è un dispendio di forze nostre per far sì che avvenga tutto questo per cui non è possibile monitorare tutto in città, sarebbe impossibile in relazione anche all’unità che abbiamo; c’è una bella sinergia con le altre forze dell’ordine, l’arma dei carabinieri, la polizia di stato, la guardia di finanza e la provinciale ma più di questo noi non riusciamo a fare”. Nella giornata di ieri, era possibile fare attività motoria nei pressi dell’abitazione e, ha ribadito il numero uno dei caschi bianchi, “sugli arenili oggi non c’è nessuno perché c’è la nostra presenza. Noi stiamo facendo molti verbali, in base al dpcm e all’ordinanza di De Luca, stamane (ieri per chi legge ndr) in piazza della Concordia 4 verbali nel giro di un’ora di persone che provenivano fuori comune senza un’urgente necessità o una valida motivazione”. Per tutta la giornata di ieri, infatti, diverse pattuglie delle forze dell’ordine hanno monitorato il corso Vittorio Emanuele mentre l’auto della polizia municipale ripeteva l’avvertimento e l’invito ad evitare assembramenti, nel rispetto delle norme anti contagio disposte dal governo centrale e l’ultima ordinanza firmata dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Presidiate anche le piazze ed il corso principale, mentre non sono mancati controlli anche nella zona orientale della città. I militari dei carabinieri hanno sorvegliato Piazza San Francenso, mentre gli agenti di polizia piazza della Concordia, con posti di blocco. Militari ed agenti anche sul lungomare in centro, chiuso, e su corso Vittorio Emanuele. A Mercatello, gli uomini della polizia municipale hanno tenuto sotto controlli gli accessi alle spiagge dove, nei giorni scorsi, era stata segnalata la presenza di troppe persone. Controlli anche al porticciolo di Pastena. Intanto, nella giornata di ieri il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha personalmente effettuato dei sopralluoghi per controllare la situazione, in occasione della Pasquetta: “Grazie Salerno. Siamo orgogliosi di esser salernitani. Con il sacrificio di tutti abbiamo vissuto una Pasquetta sicura. Uniti, vinceremo il Covid-19 e ci riprenderemo la nostra vita”, ha dichiarato il primo cittadino. Gli arenili, infatti, come confermato anche dal comandante della municipale sono stati lasciati liberi, grazie anche alla presenza delle forze dell’ordine che di fatti, hanno reso inaccessibile le spiagge. A Tramonti. Nel tentativo di allontanarsi velocemente da un incendio divampato tra le montagne di Tramonti, una 50enne si è infortunata, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco. I caschi rossi, già attivati per sedare il rogo, hanno inviato l’elicottero Drago 61 con elisoccorritori a bordo che hanno recuperato l’escursionista. La donna è stata trasportata fino al posto medico più vicino ed è stata, poi, soccorsa da un’autoambulanza che stazionava al cimitero di Tramonti. Contestualmente sono proseguite le operazioni di spegnimento delle fiamme. L’allarme era scattato intorno alle 12.35 per un incendio sviluppatosi a ridosso dell’area antropizzata nella località Paterno Sant’Arcangelo nel comune di Tramonti. Il comando provinciale ha, quindi, inviato le squadre terresti del distaccamento di Maiori e un direttore delle operazioni di spegnimento aereo per coordinare l’intervento dall’alto. Poco dopo i vigili del fuoco hanno ricevuto anche la richiesta d’intervento per il ferimento della donna che si trovava insieme ad altri escursionisti su di un sentiero a monte dell’incendio. Al momento le operazioni di spegnimento vedono impegnati due Canadair e un elicottero della Regione.

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In via Generale Clark spuntano ora 14 croci, “una per ogni platano abbattuto”

di Erika Noschese

Continua la battaglia degli attivisti salernitani contro i platani abbattuti in via Generale Clark. Nella giornata di domenica, infatti, Coraggio Salerno ha tenuto un flash mob, una manifestazione di protesta pacifica, per deporre 14 croci, una per ogni stazione della via crucis, “una per ogni platano ingiustamente tagliato per consentire l’ennesima colata di cemento, dinanzi al cantiere Porta di Mare in via generale Clark”, ha dichiarato il portavoce Matteo Zagaria. “Siamo qui per chiedere all’amministrazione se questa colata di cemento è proprio necessaria”, ha invece chiarito Lucia Capriglione, rivendicando l’importanza del verde pubblico. “La città decresce demograficamente, ci sono 6000 appartamenti sfitti, e invece di riutilizzare l’architettura post industriale per scopi culturali e sociali, come al solito si costruiscono abitazioni per ricchi in un maldestro tentativo di gentrificazione – hanno dichiarato gli attivisti di Coraggio Salerno – La riqualificazione dei territori degradati non si fa con il cemento, ma con la costruzione di spazi aperti e verdi: questa è una delle tante lezioni che la pandemia dovrebbe averci insegnato. L’abbattimento dei platani di via Clark è un affronto alla comunità e un danno ecologico sensibile. Un altro centro commerciale servirà solo a deprimere ulteriormente il commercio di quartiere, dando un ulteriore colpo ad uno dei settori più danneggiati da questi 14 mesi di emergenza sanitaria. Coraggio Salerno non ci sta, e lo urla forte e chiaro: “Non ci serve”. La vicenda ha indignato la popolazione e il caso è finito in commissione Trasparenza per volontà del presidente Antonio Cammarota che ha chiesto spiegazioni ai tecnici incaricati dal Comune di Salerno e al settore Verde Pubblico.

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