Appello Crescent: chiesta annullamento data 21 aprile

Depositata, ovviamente per via telematica, dagli Avv.ti Sergio Perongini e Giovanni Falci, una istanza per annullare il decreto per il giudizio di appello notificato nei giorni scorsi agli imputati e ai difensori del c.d. “processo Crescent”.

I due avvocati si lamentano del fatto che il 30 marzo, il Presidente della Corte di Appello abbia emesso il decreto con il quale fissava il processo per l’udienza del 21 aprile. In questo periodo, e fino al 15 aprile, è in vigore il il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto “Cura Italia”) che all’art. 83, nel disciplinare la materia di termini processuali stabilisce, al comma 2 che “Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali”.

Ora, poiché il codice di procedura penale stabilisce che tra l’avviso della causa e la sua celebrazione debbano intercorrere 20 giorni liberi, è chiaro che nel caso in oggetto ciò non può avvenire perché i termini iniziano a decorrere dal 15 aprile e quindi residuano solo 5 giorni liberi anziché 20. Il mancato rispetto di questo termine è sanzionato processualmente con nullità relativa.

Nel caso in esame gli avvocati Falci e Perongini chiedono, perciò, allo stesso Presidente, di revocare quel suo decreto e emetterne un altro che tenga conto di quello che il Covid 19 sta causando anche alla vita giudiziaria.

In ogni caso sembra poco opportuna la celebrazione di un processo che vede 22 imputati, oltre 30 avvocati difensori, 2 parti civili con relativi difensori, il P.G., la Corte e il cancelliere che sicuramente possono essere definiti, tutti insieme e nello stesso luogo, un assembramento in controtendenza con quanto si sta predicando da tutte le parti e con quanto è sanzionato per lo meno fino al 15 aprile.

Fissare il 21 aprile una causa nella certezza di doverla rinviare, non sembra in linea con i principi costituzionali del giusto processo e della celebrazione degli stessi in tempi ragionevoli.

La vicenda è nota, in primo grado, dopo un articolato, lungo, e sofferto da tutte le parti, dibattimento, la II Sezione penale del Tribunale di Salerno (Presidente Vincenzo Siani, a latere i giudici Ennio Trivelli e Antonio Cantillo, ha assolto tutti i 22 imputati.

Avverso la decisione era stato proposto appello dalla Procura della Repubblica di Salerno, dalle parti civili, “Italia Nostra” e comitato “No Crescent”, oltre che dagli imputati De Luca e Villani avverso la dichiarata prescrizione di un reato contestato a loro carico.

La singolarità del caso segnalato dai difensori riguarda la nullità di un atto che nasce tale e non diviene tale per vicende legate alla sua notifica.

Staremo a vedere come andrà a finire.

 

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De Luca: “Restrizioni? Mi inviano filmati dove gridano vendetta”

Non ho voluto mettere in rete alcuni filmati che mi sono arrivati, di comportamenti che gridano vendetta. Ora arriva Pasqua, è un periodo delicato. Nessuno pensi di rilassarsi perché rischiamo di perdere tutto”. Lo ha ribadito in diretta streaming, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. in merito al fatto che in diverse città si registra un aumento di cittadini in giro per le strade. “Siamo una grande famiglia – ha aggiunto De Luca – ci deve essere qualcuno che si assume la responsabilità di prendere decisioni e se si decide per un no non è per uno sfizio personale ma per tutelare i nostri cari, i nostri figli, anziani. Vi rivolgo un appello accorato ad essere responsabili e di restare a casa. Un altro po’ di sacrificio ci aiuterà”.

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Coronavirus, morto il maresciallo Palestra di Cava

Si è  appreso dall’ospedale Vecchio Policlinico di Napoli che il Lgt. Raffaele Palestra, 52enne di Cava, effettivo al Nucleo Investigativo di Salerno, ivi ricoverato dal 1^ aprile  , è deceduto alle ore 21.15 circa a causa di complicazioni respiratorie e renali. L’Ispettore era stato trasferito dall’ospedale II Policlinico di Napoli dove era stato ricoverato il 17 marzo u.s., poiché risultato positivo al Covid-19.

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Covid-19. Maraio a De Luca, ora battere pugni sul tavolo

“Un’iniziativa non solo importante ma necessaria. Non tutti hanno compreso che nessuno si salva da solo e che se non metteremo insieme le energie e le competenze difficilmente riusciremo a rialzarci”. E’ quanto hanno scritto Enzo Maraio, segretario del Psi e consigliere regionale della Campania e Michele Tarantino, segretario regionale del Psi, in una lettera di risposta destinata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aveva sollecitato tutte le forze politiche, sindacali e le organizzazioni sociali a sottoporre delle proposte urgenti per uscire dalla crisi sanitaria. “Ora più che mai bisogna battere i pugni sul tavolo del governo. Non è irresponsabilità, ma necessità”- si legge nella lettera.  “Non vogliamo restare impotenti di fronte a nostri concittadini che saccheggiano i supermercati perché non hanno nulla da mettere a tavola. Non è il momento di allargare le braccia ma di rimboccarsi le maniche. Dunque il cibo, il sostentamento, gli aiuti: devono arrivare immediatamente. E poi – si legge nella lettera dove sono apposte proposte per ripartire – il governo regionale deve puntare sul rilancio dell’economia locale e del settore formativo attraverso voucher di formazione per il personale delle imprese; iniziative a sostegno dei lavori pubblici attraverso un sistema di sburocratizzazione dei procedimenti; rilancio del sistema turistico campano con la sospensione di tutti i tributi per gli albergatori e l’istituzione di un fondo di salvaguardia fino a 300mila euro per gli operatori turistici; misure di sostegno agli studenti delle scuole e delle università con la sospensione delle relative tasse regionali per il diritto allo studio; un contributo per gli affitti dei locali commerciali, da erogare attraverso un accordo con i principali istituti di credito campani.Senza dimenticare – concludono Maraio e Tarantino nella lettera –  la sanità, un settore che oggi ha presentato il conto salatissimo, con la vita di nostri connazionali, a chi negli anni ha deciso di tagliare invece che investire”

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Coronavirus: De Luca, no attracco nave da Mauritius a Napoli

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, cita tra le criticita’ una “nave da crociera che proviene dalle Mauritius, dopo una sosta in India, e che vorrebbe attraccare nel porto Napoli”. “Tenete conto che abbaiamo gia’ accettato di far sbarcare nel porto di Salerno, credo lunedi’, una nave che proviene da Tunisi e che riporta 105 nostri connazionali – ha spiegato in diretta Fb – era doveroso riportarli in patria. Faremo controlli doverosi per tutti i cittadini sia sulla nave, sia quando sbarcano. Cercheremo di fare kit rapidi per avere un minimo di tranquillita’”. “Adesso pero’ c’e’ questa nave con 781 membri di equipaggio dei quali solo 113 italiani – aggiunge – Gli italiani possono e devono sbarcare ma abbiamo altri cittadini, ad iniziare dai filippini, per i quali lo stesso governo filippino ha chiuso le frontiere. L’armatore vorrebbe restare in porto per 15 giorni, noi da giorni stiamo dicendo che questa cosa non e’ possibile perche’ il porto di Napoli e’ nel cuore della citta’ e non possiamo consentirci di avere movimenti che rischiano di portarci altri focolai”.

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Ristoranti e alberghi in ginocchio, nel 2020 in Campania il fatturato crolla

l lock-down disposto per contenere i contagi da Covid19 porterà nel 2020 ad un crollo del fatturato per le srl del settore Ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro), di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%.

In particolare, il comparto della ricettività alberghiera è colpito da una perdita di 7,9 miliardi di euro, pari a -53,8%, mentre la ristorazione da una contrazione di 8,8 miliardi di euro pari a -37,9%. Nel 2020 in Campania il fatturato crolla di -1.2miliardi  di euro (-527.011 milioni di euro alloggio e -724.818 milioni di euro ristorazione).

A livello regionale la più colpita la Lombardia con un calo di 3,5 miliardi di euro (-1,4 miliardi di euro alloggio e 2,1 miliardi di euro ristorazione), seguita dal Lazio con -2,7 miliardi di euro e dal Veneto con -1,6 miliardi di euro. 

Sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui bilanci 2018 delle SRL del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.  L’impatto è dovuto sia al calo della domanda che ha colpito il settore ancora prima che scattasse l’emergenza in Italia, sia al blocco delle attività imposto per decreto, al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria. 

 La stima è stata condotta su un campione di società includendo tutte le Srl che hanno presentato almeno un bilancio nell’ultimo triennio disponibile(2016-2018). Si tratta, in questo caso, di 72.748 società (53.145 operanti nel settore della ristorazione e 19.063 operanti nel settore ricettivo) alle quali è imputabile un volume complessivo di ricavi pari a 37,8 miliardi di euro nel 2019.

Si precisa, inoltre, che le stime qui presentate sono relative ai soli bilanci delle Srl del settore Ristorante e alberghi e non sono, pertanto, riferibili all’intero settore che, sulla base di dati Istat 2017 è costituito da circa 328 mila imprese, tra cui circa 160 mila ditte individuali e 90 mila società di persone oltre a quasi 3 mila cooperative.

Le quantificazioni sono state condotte sulla base di alcune ipotesi relative all’impatto della crisi provocata dall’emergenza coronavirus separatamente per le Srl del comparto “Alloggio” e per quelle del comparto “Ristorazione”. In particolare, per il primo si è tenuto conto della forte stagionalità dell’attività produttiva, adoperando i dati Istat sui flussi turistici 2019 stagionalizzati per trimestre.

Per ottenere le stime finali sui bilanci annuali, sono state utilizzate due differenti misure di impatto mensili per i comparti di cui sopra, costruite tenendo conto del blocco delle attività nei mesi di marzo e aprile e della graduale ripresa dell’attività nei mesi successivi. Le ipotesi impiegate hanno previsto cali di attività sin dal mese di gennaio 2020.

Si è tenuto conto, in particolare per il settore della ristorazione, di attività in continuità anche nei mesi di lockdown (ad esempio per cibi da asporto o per particolari servizi di catering e mense), e, in ogni caso, di una non completa ripresa dell’attività produttiva fino a dicembre 2020. 

Una crisi improvvisa per un settore in crescita

Nell’Osservatorio infatti emerge come nel 2018 in Italia, gli addetti e i ricavi aumentavano rispettivamente del +5,9% e del +5,7% rispetto all’anno precedente seguendo una tendenza positiva dell’ultimo periodo. Tra i singoli comparti produttivi spiccava la performance di ristoranti e attività di ristorazione mobile mentre l’andamento per macroaree territoriali registrava la più alta crescita di fatturato nel Sud (+6,4%) e nel Nord Ovest per quanto riguarda il valore aggiunto(+7,9%).

A livello regionale sul podio si posizionava la Basilicata con la crescita più elevata del fatturato del settore Ristoranti e Alberghi nel 2018 (+9,4%), seguita dalla Sicilia (+7,1%), dall’Emilia Romagna (7%) e dalla Campania (+7%).

Le regioni che invece mostravano i cali più significativi dei tassi di crescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 l’Abruzzo (-5,7%), il Molise (-3,7%), la Lombardia (-3,2%) e la Sardegna (-3,2%), pur rimanendo comunque in territorio positivo. Tra tutte, si segnala il Molise, unica regione a presentare una decrescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 (- 0,4%).

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Coronavirus in Campania: salgono a 2677 i contagiati, 221 i positivi

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:

– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati  485 tamponi di cui 51 positivi;

– OspedaleRuggi di Salerno:  sono stati esaminati 282 tamponi di cui 28 positivi;

– Ospedale Sant’Anna di Caserta: sono stati esaminati 179 tamponi di cui 2 positivi;

– ASL di Caserta presidi di Aversa e Marcianise: sono stati esaminati   202 tamponi di cui 33 positivi;

– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati  144 tamponi di cui 26 positivi;

– Azienda Universitaria Federico II: sono stati esaminati 25 tamponi di cui 1 positivo;

– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati  488 tamponi di cui 77 positivi;

– Ospedale San Pio di Benevento: sono stati esaminati 28 tamponi di cui 3 positivi

 

Positivi di oggi: 221

Tamponi di oggi: 1.833

Totale complessivo positivi Campania: 2.677

Totale complessivo tamponi Campania: 19.237

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Mons. Bellandi: “Decisione dolorosa ma proroga chiusura chiese fino al 14 aprile”

Dopo ponderata riflessione ritengo di dover prendere la sofferta decisione di chiudere l’accesso alle chiese della nostra diocesi anche se siamo nella settimana santa che ci porta alla Pasqua. Ciò per evitare qualsiasi ulteriore possibilità di contagio, in quanto sarebbe impossibile la sanificazione continua e permanente degli ambienti, e anche per dare un segnale forte, pur se doloroso, a tutte le persone, affinché rispettino strettamente le limitazioni imposte dall’autorità  per il bene comune». Lo scrive l’arcivescovo Andrea Bellandi in una lettera rivolta a sacerdoti, diaconi, religiosi e a tutti i fedeli di Salerno-Campagna-Acerno.La decisione, avrà validità fino almeno  al 14 aprile con la sospensione totale delle celebrazioni. Fino ad allora i sacerdoti, «uniti a tutta la comunità, sapranno trovare le modalità più diverse per accompagnare tutti i fedeli a vivere nella fede, nella preghiera e spiritualmente uniti questo momento di prova. Questa decisione verrà favorevoli e contrari. L’unico obbligo di tutti noi è di pregare per scacciare via questa dolorosa pandemia

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“Sono scappata dal Pronto soccorso con mia figlia che aveva la febbre”

Una storia che racconta la disperazione di una madre che sta lottando per la vita di sua figlia, di una sanità che non sta funzionando, come nel caso di G., una bambina di 10 anni che ha sperimentato sulla sua pelle quanto sia difficile in questi giorni ricevere cure adeguate. Laura Genovese, la mamma della piccola, è distrutta dopo una notte, la più lunga e terribile della sua vita . Da venerdì scoso la piccola, 10 anni, affetta da tetraparesi, ha iniziato a stare male, prima la febbre, altissima, anche 39 e mezzo nonostante la tachipirina, poi scariche di diarrea iniziate domenica mattina ed il rischio di disidratazione, la famiglia chiede aiuto, ma servizi territoriali assenti solo contatti telefonici con la pediatra di base che dice alla famiglia di non poter andare a casa, gli mancano i presidi necessari per una visita domiciliare..”io e mio marito siamo stati nel panico totale, completamente abbandonati a casa”.. Giorgia in pratica non riusciva a mangiare e ad assumere liquidi di qui la scelta disperata, dopo cinque giorni, di andare in ospedale martedì sera. Da Fisciano, dove abitano, la coppia con la bambina arriva al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno.. “Avevamo tanta paura di andare al pronto soccorso per la paura del coronavirus, abbiamo tentennato fino all’ultimo, ma non abbiamo avuto scelta…la coppia con la piccola arriva nella stanza dedicata ai sospetti covid pediatrici e qui a parte l’umanità di medico ed infermiera non sono pochi i problemi che si trovano ad affrontare..”ringrazio l’infermiera Milena e la dottoressa Sara, con gentilezza e professionalità hanno visitato la bambina, era disidradata, è stato necessario un lavaggio. Ma alla capacità dei sanitari si sono contrapèposti moltissimi disagi. Eravamo in una stanza piccolissima, non c’era un lettino per appoggiare la bambina che abbiamo tenuto in braccio a turno io e mio marito, e poi, in quei pochi metri quadrati eravamo in cinque e se non bastasse è arrivato un altro bambino piccolissimo sospetto covid ed una sola è stanza a disposizione per questi casi….intanto nostra figlia era molta agitata, faceva freddissimo e la bambina tremava, dovevamo tenerle il braccino bloccato per la flebo, alle 4 del mattino non ce l’abbiamo fatta più e siamo andati via con mia figlia che aveva ancora la febbre a 39. Aveva davvero tanta paura. Ho vissuto ore di panico”. Ora stanno a casa da soli, aspettando che qualcuno risponda alle loro richieste d’aiuto…”io ho deciso di parlare per fare si che nessuno viva più quello che io ho vissuto. Cose del genere non dobrebbero mai accadere dice Laura Genovese, speriamo che la mia testimonianza serva a qualcosa”.

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Campania: 225 positivi in Campania, in totale 2456

Sui 1676 tamponi analizzati oggi 225 sono risultati positivi al coronavirus. Lo rende noto l’Unita’ di Crisi della Regione Campania. Nell’ospedale Cotugno di Napoli sono stati esaminati 465 tamponi (43 positivi); nell’ospedale Ruggi di Salerno sono stati esaminati 117 tamponi (14 positivi); nell’ospedale Sant’Anna di Caserta sono stati esaminati 89 tamponi (5 positivi); all’ASL di Caserta, presidi di Aversa e Marcianise, sono stati esaminati 42 tamponi (8 positivi); nell’ospedale Moscati di Avellino sono stati esaminati 93 tamponi (16 positivi); nell’Azienda Universitaria Federico II sono stati esaminati 102 tamponi (6 positivi); nell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno sono stati esaminati 723 tamponi (132 positivi) e, infine, nell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli sono stati esaminati 45 tamponi (un positivo). Il totale complessivo dei positivi in Campania ammonta ora a 2.456. Complessivamente sono stati analizzati 17.404 tamponi.

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Coronavirus: video su malati al campolongo Hospital

Un procedimento disciplinare avviato nei confronti di un dipendente del Campolongo Hospital di Eboli, nel Salernitano, perche’ avrebbe realizzato un filmato nel quale si denunciano condizioni precarie nelle quali hanno vissuto gli ospiti di una casa di riposo di Sala Consilina risultati positivi al Covid-19 e trasferiti nella struttura sanitaria privata ebolitana. In una lettera inviata al presidente della fondazione che gestisce la casa di riposo, resa pubblica attraverso la pagina Facebook della struttura, il direttore generale del Campolongo Hospital, Gianfranco Camisa prende le distanze “dai contenuti emersi nelle inappropriate conversazioni private intercorse tra un nostro dipendente e un gruppo di suoi conoscenti”. “Totale disapprovazione” esprime poi “di tale comportamento e delle errate e non veritiere valutazioni espresse”. Anzi, spiega che “gli ospiti, come giusto che sia, erano stati in precedenza ben accuditi e seguiti”. Conclude, quindi, sottolineando di aver “gia’ individuato il nostro dipendente” e di aver “aperto un procedimento disciplinare” nei suoi confronti.

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Restrizioni fino a dopo Pasqua, Speranza: “L’allarme non è cessato”

Le misure restrittive adottate per il contenimento della diffusione del coronavirus saranno prorogate fino a dopo Pasqua su tutto il territorio nazionale. Lo ha confermato, durante l’informativa al Senato – come riporta il sito web repubblica.it – Il ministro della Salute Roberto Speranza: “I dati migliorano ma sarebbe un errore cadere in facili ottimismi. L’allarme non è cessato e per questo è importante mantenere fino al 13 aprile tutte le misure di limitazioni economiche e sociali e degli spostamenti individuali”. Per il ministro della Salute ora è essenziale non abbassare la guardia: “Gli italiani hanno dato una grandissima prova di maturità. Gli esperti dicono che siamo sulla strada giusta, e che le misure drastiche adottate iniziano a dare risultati. Ma sarebbe un errore imperdonabile scambiare questo primo risultato per una sconfitta definitiva del covid, è una battaglia lunga, e non dobbiamo abbassare la guardia”. La ripresa – precisa – “sarà prudente e graduale”. Sulle modalità “sono al lavoro gli scienziati”.

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Salerno “spiata” col drone dei carabinieri: controlli da Mercatello al centro

Salerno “spiata” con il drone in dotazione ai carabinieri. Da Mercatello a Piazza della Concordia si cercherà anche con l’ausilio della strumentazione tecnologica di controllare il rispetto delle normative ministeriali per il contenimento del contagio da coronavirus anche sulle principali strade di Salerno. L’avvio del monitoraggio – come riporta il sito web anteprima24.it – è partito questa mattina. A gestire le operazioni sono gli uomini del Tenente colonnello Andrea Sirica, comandate settimo nucleo elicottero di Pontecagnano. Il drone ha sorvolato la parte orientale della città per un primo intervento. I controlli proseguiranno anche in altre parti della città.

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In Campania zero contagi il 20 Aprile, le previsioni regione per regione

avvicinando a quel famoso picco di contagi da coronavirus. E’ quanto sostengono i fisici che curano la pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’, che ipotizzano un inizio della fase di discesa già nei prossimi giorni. Una tesi sostenuta anche dal viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri – positivo al Covid-19, ndr – che precisa anche quando dovrebbe avvenire il raggiungimento del picco.

“Nel giro di 7-10 giorni – scrive Sileri sul Blog delle Stelle – in seguito dovremmo assistere ad una diminuzione del contagio”.

LA RICERCA

Una ricerca dell’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma sostenuto dalla Banca d’Italia ma del tutto indipendente, va ancora più nel dettaglio, fornendo un pronostico del periodo in cui non si avranno più diagnosi di contagio in ogni Regione.

L’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma sostenuto dalla Banca d’Italia ma del tutto indipendente, avvia in questi giorni un lavoro di ricerca che mancava.

L’argomento interessa moltissimo l’intero Paese ma non solo. L’obiettivo è formulare le prime proiezioni attendibili sulla data alla quale l’Italia arriverà alla frontiera di quota zero nei nuovi contagi registrati. I parametri statistici sono costituiti dai dati forniti ogni giorno alle 18 dalla Protezione civile stimando le variazioni quotidiane e la loro evoluzione nel tempo.

Su queste basi  l’Eief formula le proprie estrapolazioni.

Il lavoro è affidato a Franco Peracchi (affiliato anche alla Georgetown University e all’Università di Tor Vergata) e verrà rivisto e ripubblicato ogni sera sul sito dell’Eief dopo gli aggiornamenti della Protezione civile.

I risultati sono stati diffusi oggi anche sul Corriere della Sera che spiega anche come per la prima volta venga indicato un orizzonte chiaro: le nuove diagnosi di Covid-19 si azzerano fra il 5 e il 16 maggio anche in Toscana, la regione che oggi sembra più indietro nel piegare la curva.

L’intervallo di oltre dieci giorni fra l’ipotesi più ottimistica (5 maggio) e quella più lontana nel tempo (16 maggio) dipende dai metodi di calcolo prescelti: nel primo caso si valutano i valori mediani – quelli al centro della distribuzione delle probabilità fra le evenienze peggiori e migliori – mentre nel secondo caso si prendono in considerazione anche eventuali valori estremi e fuori dalla norma delle prossime settimane.

Covid: in Campania zero contagi il 20 aprile

Già entro la prima metà di aprile alcune Regioni italiane potrebbero registrare uno “stop” di nuovi contagi. Abruzzo e Basilicata, ad esempio, ma anche Friuli Venezia Giulia, Veneto e Piemonte dovrebbero arrivare a “zero nuovi contagi” entro il 15 aprile. La martoriata Lombardia dovrebbe vedere la luce in fondo al tunnel verso l’ultima decade del mese di aprile, mentre per la Campania dovrà attendere il 20 Aprile.

 

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Coronavirus: ancora due morti nel Salernitano

Ancora due morti salernitani, tra le persone che avevano contratto il Covid-19. Durante la scorsa notte, all’ospedale di Salerno, non ce l’ha fatta un 38enne di Sarno, ricoverato dal 17 marzo scorso. Il sindaco del comune dell’agro, Giuseppe Canfora, nell’esprimere il dolore per la perdita del concittadino, spiega che “le sue condizioni erano preoccupanti e negli ultimi giorni la situazione clinica e’ peggiorata e precipitata”. Al Cotugno di Napoli, invece, e’ morto un uomo di Agropoli che, inizialmente, era stato ricoverato a Vallo della Lucania.

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Campania, proroga stop ristorazione e mercati

Proroga fino al 14 aprile in Campania dello stop ad attivita’ e servizi di ristorazione, fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, anche con riferimento alla consegna a domicilio: lo prevede una nuova ordinanza firmata oggi dal governatore Vincenzo De Luca. “I supermercati e gli altri esercizi di vendita di beni di prima necessita’ – si legge nell’ordinanza – possono effettuare consegne a domicilio soltanto di prodotti confezionati e da parte di personale protetto con appositi DPI (Dispositivi di Protezione Individuale); e’ vietato lo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, anche relativi ai generi alimentari. Sono esclusi dal divieto i negozi che si trovano nelle aree mercatali”.

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Battipaglia, accoltella il padre e scappa

Accoltella il padre durante una lite. é accaduto ieri pomeriggio i un appartamento del Quartiere Sant’Anna a Battipaglia.il ragazzo che dopo il fatto si è allontanato a piedi facendo perdere le proprie tracce

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Rifiuti di positivi e in quarantena, raccolta a domicilio di Salerno Pulita

artirà lunedì, 30 marzo, la raccolta a domicilio dei rifiuti prodotti dalle persone risultate positive al coronavirus e/o in quarantena obbligatoria. Salerno Pulita ha destinato, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, un veicolo e una squadra dedicata di operatori per effettuare questo servizio che rientra tra le misure mirate al contenimento della diffusione del coronavirus.
Ricevuto l’elenco dalle autorità, già ieri Salerno Pulita ha contattato le famiglie interessate e oggi provvederà alla distribuzione del kit, contenente sacchetti di due colori diversi per la raccolta e nastro adesivo. Il servizio verrà effettuato due volte a settimana, il mercoledì e il sabato, dalle ore 10 alle 16, e solo per la settimana di avvio anche lunedì 30 marzo.
Modalità di raccolta
Le persone al coronavirus e/o in quarantena obbligatoria presso la propria abitazione:
– non dovranno più differenziare i rifiuti;
– dovranno utilizzare per la raccolta il sacchetto nero (fornito con il kit) da inserire all’interno del contenitore domestico, possibilmente a pedale, dove getteranno qualsiasi tipo di rifiuto, compresi fazzoletti, guanti e mascherine;
– il sacchetto nero va chiuso bene, con il nastro adesivo fornito con il kit, evitando di schiacciare i rifiuti;- Infine, bisognerà mettere il sacchetto nero in quello rosa “covid 19” e tirare i lacci di colore giallo.
Tutte queste operazioni vanno fatte indossando guanti monouso.
Modalità di conferimento
– Le persone interessate, nei giorni di raccolta, saranno contattate dagli operatori di Salerno Pulita all’arrivo preso il domicilio;
– l’utente posizionerà il sacchetto davanti alla porta e solo quando questa sarà richiusa gli operatori si avvicineranno per ritirare il sacchetto rosa.
Questa procedura viene adottata affinché il servizio sia espletato in condizioni di massima sicurezza evitando contatti tra gli utenti e gli operatori. I rifiuti così raccolti saranno inviati al termovalorizzatore di Acerra per essere bruciati.

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De Luca: “Prevediamo il picco in Campania a fine prima settimana di aprile”. Il video

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha informato i cittadini sul resoconto dell’attività in relazione all’epidemia da Coronavirus. Il Governatore ha iniziato con alcune considerazioni, parlando di “una guerra in cui si registra l’emergere di tutto il negativo e il positivo legato alla natura umana, tra cui il mercato nero dei beni, la speculazione sui prezzi, l’accaparramento e l’assalto ad alcune forniture che dovevano arrivare nella nostra regione“.

Ci teniamo tutti alla libertà – ha esordito – ma la prima libertà da garantire è quella di vivere e tante misure severe prese hanno questo obiettivo. Questo comprime i problemi di autonomia della persona o della privacy, ma se serve ad evitare il contagio, è evidente che bisogna limitare questa libertà“.

De Luca ha posto poi l’accento sul volontariato, sull’opera del personale medico e sanitario e su chi garantisce i servizi essenziali.

Dobbiamo tenere i nervi saldi e sapere che il problema è drammatico fin quando non saremo arrivati alla conclusione del cammino – ha continuato De Luca -. Il Governo sta facendo un lavoro importante, ma io ho una sola riserva. Abbiamo adottato in Campania misure più rigorose, prima delle regioni del Nord. Credo che sarebbe stato più efficace prendere da subito queste misure, perchè forse avremmo avuto un effetto più tempestivo. 

Noi in Campania abbiamo fatto quello che abbiamo ritenuto più utile per la tutela dei nostri cittadini. So che la vita è diventata pesante, che siamo tutti sballottati. Adesso a scandire le nostre giornate ci sono solo il pranzo e la cena e a un momento iniziale di paura si sostituisce l’assuefazione. Bisogna stringere i denti ed avere fiducia. La battaglia non si vincerà a brevissimo, ma sarà vinta prima se faremo tutti i sacrifici che ci vengono richiesti“.

De Luca: “Governo fa lavoro importante, nessun conflitto”

“Il Governo sta facendo un lavoro importante, ha preso misure rigorose che condivido, sanzioni pesanti, ma sarebbe stato più efficace prenderle da subito queste misure. Avremmo impiegato meno tempo e avremmo stressato di meno i cittadini raggiungendo un effetto più tempestivo”. Così il governatore campano, che ha affermato di aver anticipato i tempi nell’aver assunto misure più severe, come chiusura parchi e stop dell’attività sportiva all’aria aperta.

De Luca ha sottolineato: “Nessun conflitto con il Governo, io parlo chiaro e ho alzato i toni per aiutare i cittadini ma in spirito di collaborazione. Noi siamo solidali con il Governo”. Il governatore fa riferimento alla lettera inviata al premier Giuseppe Conte e a diversi ministri in merito all’assenza di invio di dispositivi di sicurezza. “A me basta che mi si dicano cose chiare, mi si dica con sincerità in tempo utile ‘guarda che non ce la facciamo’ bisogna che qualcuno parli e ci informi”, ha spiegato.

“Lunedì sera eravamo arrivati ad un livello tale di criticità che mancavano le mascherine da destinare agli operatori del 118 e abbiamo parlato per questo chiaro e forte consapevoli che non è un problema della Campania ma nazionale. Lo abbiamo fatto con spirito di collaborazione ma non siamo interessati a dare i voti, non siamo legittimati a farlo, ma siamo interessati a risolvere i problemi”.

Il governatore: “In Campania due nemici, i ‘porta seccia’ e il virus”

Il governatore campano ha riferito: “Qui in Campania dobbiamo combattere due nemici. Il primo è il virus. Il secondo sono i ‘porta seccia’ (jella, ndr). Dicansi porta seccia i soggetti dotati di poteri oscuri che hanno ereditato, gente che sta male se le cose vanno bene. Avete un tale buco nero tra le vostre orecchie che non consente l’uscita del pensiero. Io ho detto che senza forniture eravamo vicino al collasso, loro hanno detto che la Campania è al collasso, non è arrivato alcun collasso”.

Il presidente campano: “Picco emergenza a inizio aprile”

Secondo De Luca, il picco dell’emergenza arriverà “alla fine della prima settimana di aprile con più di 3mila contagi”. “Ce la possiamo fare – ha poi ribadito – a condizione che ogni livello faccia la sua parte. Per quello che riguarda la Campana garantisco che ce la facciamo al netto delle forniture che devono arrivare”.

Il presidente della Regione ha poi aggiunto: “La battaglia non si vincerà a brevissimo ma sarà vinta se faremo i sacrifici che ci vengono richiesti. Nessuno di noi e men che meno chi ha responsabilità istituzionali ha una vita tranquilla. Dobbiamo stringere i denti ma credetemi che ce la faremo”.

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Coronavirus: Iss, non abbiamo raggiunto picco, non siamo in fase calante

“Non abbiamo raggiunto il picco e non lo abbiamo superato. Abbiamo segnali di rallentamento che ci fanno pensare di essere vicini. Non siamo in fase calante ma di rallentamento”. Lo ha affermato il direttore dell’Istituto superiore di sanita’, Silvio Brusaferro, nel corso di un punto stampa sul coronavirus. “Quando arriveremo al picco – ha aggiunto – la discesa, quando ci sara’, sara’ costruita sui nostri comportamenti”

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Aya in tackle sul virus: “Battiamolo. Sono a tutti gli effetti della Salernitana”

di Marco De Martino

Sette presenze su otto e nessun cartellino giallo da quando veste il granata. Con lui in campo la Salernitana ha avuto una media di 1,86 punti a partita, da play off. Ramzi Aya ha letteralmente salvato il mercato di gennaio granata, imponendosi prepotentemente nella sua nuova realtà a suon di prestazioni convincenti. Il difensore romano, ingaggiato durante la campagna trasferimenti invernale dal Pisa, sta vivendo giorni di grande preoccupazione per ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo a causa della pandemia di Covid-19. In esclusiva per “Le Cronache”, Aya ha raccontato il suo isolamento, toccando anche punti importanti come il taglio degli stipendi, la sospensione dei campionati ed il suo futuro in maglia granata.

Dev’essere dura per un calciatore, abituato a girare ogni settimana per lo Stivale, vivere in isolamento per tutti questi giorni. Come sta andando a Ramzi Aya:

“Abbastanza bene, ci chiedono di stare a casa, non di fare la guerra. Non sono abituato a restare in casa 24 ore su 24, ma non è affatto un sacrificio per me anche perché la famiglia ce la godiamo sempre troppo poco”.

Netflix, social e… Fifa 20 come tanti tuoi colleghi calciatori?

“Gioco a Fifa ma quando ho fatto il trasloco da Pisa la Playstation l’ho messa in uno scatolone che è andato a Roma e quindi ne sono sprovvisto. 24 ore, quindi, tutte dedicate a mia moglie Francesca e mia figlia Beatrice”.

L’angoscia aumenta ed il calcio, così come tutto il resto, sembra ormai essere passato in secondo piano:

“Ormai il mio pensiero non va più al calcio, nonostante sia il mio lavoro. Ci sono 700 morti al giorno e la prima sfida da vincere è questa contro il virus. Parlare di calcio sarebbe una mancanza di rispetto verso tutte le persone che muoiono e che soffrono. Non riesco a concentrarmi più di tanto sul calcio. Pensa che ogni giorno aspetto le 18 per conoscere i dati ufficiali della Protezione Civile. Si farà fatica a ritrovare la normalità anche dopo, io per primo porterò sempre la mascherina anche quando si allenterà la morsa perché si avrà sempre il timore che l’epidemia possa ritornare. Poi è chiaro che una volta che si tornerà ad uscire ci sarà più serenità perché vorrà dire che la situazione è migliorata”.

Sei in contatto con i tuoi compagni di squadra e con mister Ventura?

“Abbiamo un gruppo whatsapp con i compagni, dove ci aggiorniamo, ci sentiamo, stemperiamo la tensione con qualche video. Vivo la giornata in modo sereno, sto con la famiglia, mi rilasso, faccio allenamento, mi metto a cucinare con mia moglie, a giocare con mia figlia, ma poi quando arrivano le 18 è depressione. Senti che in un giorno ci sono stati 793 morti, 4mila contagiati, è terribile. E’ una cosa che mi fa rimanere sbalordito, pensa se dovesse venire a qualcuno dei tuoi cari o dei tuoi amici. Non puoi andare a trovarlo, se succede qualcosa lo prendono e lo portano via. Tu non puoi fare niente, si muore da soli. Io, naturalmente, ho pensato anche a me stesso. Se, toccando ferro, venisse a me non potrei stare a casa, anche perché se lo attacco a mia moglie poi chi prende in carico la mia bambina? E’ una situazione incredibile”.

La preoccupazione, anche tra gli sportivi, è tanta. Da Rugani a Dybala, da Maldini a Sportiello, sono sempre più frequenti i casi che coinvolgono i calciatori:

“Si diceva che fosse solo una febbre forte, ma non è stato così. Ho un amico che ci sta dentro. Si è svegliato una mattina che aveva male ai polmoni ed ora è in terapia intensiva. Così, dal nulla. Può prendere chiunque e bisogna stare attenti”.

Stemperiamo. Come va con gli allenamenti fai da te?

“Bene, la società ci ha inviato un programma di allenamento da svolgere a casa. Ovviamente non possiamo fare capriole, ma con questo programma in teoria dovremmo rimanere in una buona forma fisica. Come lavoratori, per noi calciatori è un obbligo tenerci in forma nel caso ricominciasse tutto. Non credo che gli allenamenti possano riprendere prima che la situazione migliori. Le società sono nelle mani del governo, non hanno la facoltà di dire ‘oggi facciamo così’ anche perché l’ultimo Decreto è ancora più restrittivo. Siamo bloccati da una pandemia decretata dall’Oms, evidentemente la situazione è gravissima e può colpire chiunque”.

Eppure il calcio italiano, quello del Palazzo, sta cercando soluzioni per tamponare l’emergenza. Una di queste è il possibile taglio degli stipendi ai calciatori. Cosa ne pensi?

“Il problema ora non me lo sto ponendo. Penso che se non dovesse riprendere il campionato, sicuramente ci sarà da discutere coi diretti interessati per trovare una soluzione riguardo questi tre o quattro mesi passati senza giocare. Non so bene come funzioni dal punto di vista legale, ma se il campionato ricominciasse e si sforasse dopo il 30 giugno, con venti partite da fare nell’arco di due mesi, in estate, mi sembra difficile che gli emolumenti possano essere tagliati. Se la stagione dovesse ricominciare, ci stiamo giocando le vacanze ora, visto che subito dopo ci sarebbe da disputare la nuova. Non sono un esperto ed a parlare dovranno essere i rappresentanti dell’Assocalciatori, ma da persona normale ti dico che se si ferma il campionato il taglio ci può anche stare, se non si ferma mi sembra una fesseria. Anche perché noi siamo obbligati a rimanere a Salerno, nel luogo dove lavoriamo, perché c’è un contratto e non possiamo tornare nelle nostre città d’origine”.

Un altro problema, se si dovesse riprendere a giocare in estate, riguarda i calciatori con i contratti in scadenza il 30 giugno oppure in prestito. Per te, che sei in prestito, la Salernitana ha l’obbligo di riscatto:

“Ti do una notizia, sono a tutti gli effetti della Salernitana. L’obbligo di riscatto era in base ad una condizione che è già stata evasa ed ormai sono un calciatore granata con altri due anni di contratto. Per quanto riguarda i prestiti ed i contratti in scadenza, credo ci sarà una proroga. Proprio per questo mi chiedo: come può un calciatore con il contratto in scadenza il 30 giugno accettare sia la proroga oltre quel termine che il taglio dello stipendio?”.

Il tuo futuro dunque è la Salernitana. Hai disputato solo sette partite in granata, che però ti hanno subito fatto apprezzare dal pubblico salernitano:

“Peccato, questa emergenza mi ha interrotto sul più bello. Ogni allenatore ha il suo modo di interpretare il calcio, a Ventura piace partire dal basso ed io, essendo arrivato in corsa a gennaio, ero più svantaggiato perché mi dovevo far trovare subito pronto. Ho lavorato il doppio per farlo ma, a parte l’ultima gara di Perugia, devo dire che le cose stavano andando bene”.

Per chiudere, una curiosità. Sei romano, di fede romanista o laziale?

“Io tifo per la Roma, fortemente per la Roma”.

Sarà contento Lotito…

Ramzi Aya ride di gusto. La medicina migliore in un momento di angoscia, incertezza e paura come questo.

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Cronache direttamente a casa tua: campagna mini abbonamento

Restate a casa ma non perdete il gusto di leggere Cronache. Al via una mini campagna abbonamenti da Sabato 28 marzo a giovedì 16 aprile: basta versare 7 euro e il nostro quotidiano ti arriverà direttamente a casa tua via email. Paga con bonifico al seguente Iban: IT73H0760105138950211750214 intestato a Le Cronache di Tommaso D’Angelo e invia una email: tommaso.tom62@gmail.com indicando l’indirizzo dove vuoi essere recapitato il quotidiano e l’avvenuto pagamento. Continua a seguirci e resta a casa tranquillamente.

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Salerno, primo morto di coronavirus: è un anziano di Torrione

Anche Salerno città è costretta a piangere il primo morto di coronavirus. Si tratta –   di un anziano di Torrione. Era risultato positivo al tampone effettuato alcuni giorni fa. L’uomo è deceduto all’ospedale San Leonardo.

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Ordinanza di De Luca: divieto di circolazione fino al 14 aprile

Con decorrenza dalla data del 26 marzo 2020 e fino al 14 aprile 2020 su tutto il territorio regionale è

prorogato il divieto di uscire dalla abitazione, ovvero residenza, domicilio o dimora nella quale ci si

trovi, ai sensi e per gli effetti dell’Ordinanza del Ministro della Salute e del Ministro dell’Interno 22

marzo 2020 e del DPCM 22 marzo 2020. Sono ammessi esclusivamente spostamenti temporanei ed

individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative per le attività consentite, ovvero per situazioni

di necessità o motivi di salute.

2. E’ consentita la presenza di un accompagnatore esclusivamente nei seguenti casi:

– nel caso di spostamento per motivi di salute, ove lo stato di salute del paziente ne imponga la

necessità;

– nel caso di spostamento per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso

nucleo familiare e in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di essi.

3. Ai sensi della presente ordinanza, sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad

esigenze primarie delle persone, per il tempo strettamente indispensabile, e degli animali d’affezione,

per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio

o dimora. Non è consentita l’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al

pubblico.

4. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente

provvedimento e’ punito, ai sensi dell’art.650 del codice penale, con l’arresto fino a tre mesi o con

l’ammenda fino a duecentosei euro, secondo quanto previsto d

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Covid19, nuovo caso al Campolongo Hospital

In seguito della notizia che vede coinvolta una quinta persona risultata positiva al tampone presso il Campolongo Hospital, la Fp Cgil di Salerno con una nota a firma del Segretario Generale Antonio Capezzuto, ha chiesto al Sindaco di Eboli, al Direttore Generale dell’ASL, alla Direzione Generale del Campolongo e alla task force della Regione Campania, di attuare tutte le misure di prevenzione a garanzia della salute dei lavoratori e dei pazienti della struttura ebolitana. La Fp Cgil ha chiesto di sottoporre a tampone tutto il personale al fine di verificare il reale stato di salute dei lavoratori al fine di evitare ulteriori contagi, così da interrompere l’effetto domino scaturitosi nelle ultime settimane.

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Coronavirus: in Campania 74 decessi, 53 guariti

Sale a 74 il numero delle vittime in Campania di pazienti affetti da coronavirus. Attualmente i guariti sono 53, tra totalmente guariti e clinicamente guariti. Sono i numeri forniti dall’Unita’ di Crisi della Regione Campania. Al momento il numero totale di postivi al coronavirus e’ di 1072 persone, mentre dall’inizio dell’epidemia sono stati complessivamente 1199 i positivi al Covid-19. Nella tarda serata di ieri sono pervenuti i risultati dei tamponi dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta che ha effettuato altri 47 test , di cui 5 risultati positivi. Il numero complessivo dei positivi in Campania e’ di 1199 cosi’ ripartito su base provinciale: provincia di Napoli 626 casi, di cui 322 Napoli citta’ e 304 in provincia; provincia di Salerno 220 casi; provincia di Avellino 172 positivi; provincia di Caserta 165, provincia di Benevento 14 casi. Altri due casi sono invece in fase di verifica.

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il Sindaco di Salerno sospende la ZTL in tutta la città

Il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli ha disposto, fino al termine dell’emergenza Coronavirus, la sospensione con effetto immediato delle limitazioni al transito nelle Zone a Traffico Limitato della città.

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Bilancio pesante per il Salernitano: tragico aumento di morti e contagiati

Un bilancio drammatico di morti e contagiati: quello di ieri  è stato davvero un martedì nero per il Salernitano. In provincia si registrano cinque decessi, due a Scafati, uno a Oliveto Citra, uno a Cava de’ Tirreni e l’ultimo, ieri in tarda serata, a Sala Consilina (un 74enne ospite della casa di riposo Juventus). Sono stati 196, complessivamente, i tamponi analizzati ieri nel laboratorio di via San Leonardo.

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Coronavirus: la Campbell posta De Luca ‘mando lanciafiamme’

“Listen, America, listen”. Ossia “Ascolta, America, ascolta”. Naomi Campbell, su Instagram, posta un video con Vincenzo De Luca, riprendendo un passaggio di uno dei suoi video su Facebook, del governatore della Campania in cui minaccia di mandare “i carabinieri con il lanciafiamme” a eventuali feste di laurea durante il periodo di isolamento per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus. La Campbell utilizza l’invettiva di De Luca contro i ‘trasgressori’ delle sue ordinanze anti-coronavirus come esortazione per gli statunitensi a restare a casa. La top model, assieme al presidente della Regione Campania, inserisce nello stesso post, gli interventi di alcuni sindaci italiani che stanno adottando misure molto rigide per evitare il diffondersi del contagio. Ci sono il sindaco di Messina, Cateno De Luca, il primo cittadino di Bari, Antonio De Caro, quello di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, tutti alle prese con cittadini che non rispettano le ordinanze emanate.

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