Da Boeri a Puglisi: gli economisti critici verso la manovra

L'ex presidente dell'Inps boccia la Nadef: «Crea debito e danneggia i giovani». Meno duro Cottarelli, che però avverte: «Continua la politica di rinvio nel risanamento dei conti». Le voci dei tecnici.

All’indomani della presentazione della Nota di aggiornamento al Def (Nadef) si levano critiche eccellenti alla manovra finanziaria che si prospetta all’orizzonte.

Secondo l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri, intervistato da Repubblica, lo stop agli aumenti dell’Iva «la chiamano sterilizzazione ma in realtà è solo procrastinazione, rinvio ai posteri del fardello». La Nota di aggiornamento, continua Boeri, «si limita a fissare l’entità del disavanzo, ma comparando le previsioni con e senza la manovra se ne intuiscono i contenuti principali. Dei 23 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’ Iva, ben 14 provengono dall’incremento del deficit». Si tratta, dice Boeri, «di nuovo debito pubblico che graverà sulle generazioni future. I giovani ne escono doppiamente beffati». E chiarisce: «Primo perché spetterà a loro pagare il conto; secondo perché in nome della difesa dell’Iva si è rinviato e ridimensionato il taglio del cuneo fiscale che serviva per creare lavoro soprattutto per loro, per valorizzare il loro capitale umano e per convincerli a rimanere in Italia anziché continuare a cercare fortuna all’estero».

COTTARELLI: «NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE»

Meno tranchant, ma comunque non del tutto convinto dal documento presentato dal governo M5s-Pd, è Carlo Cottarelli. Secondo il direttore dell’osservatorio dei conti pubblici italiani, intervistato da La Stampa, la Nadef non comporta «niente di nuovo sul fronte occidentale, si potrebbe dire. Continua la politica di rinvio nel risanamento dei nostri conti che ha caratterizzato l’ultimo quinquennio». Tuttavia, ammette Cottarelli, «si deve riconoscere un merito al governo: aver abbandonato le politiche di finanza pubblica avventate che avevano caratterizzato i primi mesi del governo precedente, e che Salvini sembrava orientato a seguire se fosse diventato presidente del Consiglio». In questo modo, l’attuale governo, spiega Cottarelli, «ha rimosso per il momento il rischio di una crisi di fiducia verso l’Italia, crisi che certo avrebbe avuto effetti negativi per la crescita». L’economista fa comunque notare che «in assenza di profonde riforme strutturali che migliorino l’efficienza della nostra economia, dovremo contare sulla ripresa dell’economia europea anche per raggiungere i modesti tassi di crescita previsti nella Nadef».

Sono arrivate invece a mezzo Twitter, e non a mezzo stampa, le critiche di Riccardo Puglisi alle prime indiscrezioni sulla Nadef uscite nella giornata dell’1 ottobre. «Leggo cose agghiaccianti sulla Nota di aggiornamento al Def», ha spiegato l’economista. «Quota100 deve essere ridotta perché è iniqua e incasina il sistema previdenziale italiano. Male che la vogliano mantenere». «Pessimo errore», ha aggiunto Puglisi, «se il governo Conte pensa di ottenere risorse tassando maggiormente il settore immobiliare con una riforma del catasto che alla fine aumenta il conto dell’Imu».

A chiedere di correggere la dinamica del debito non è l’Europa ma gli italiani del futuro

lavoce.info

Sul sito lavoce.info, testata economica online fondata tra gli altri da Boeri e che annovera lo stesso Puglisi tra i redattori, si legge: «Il governo approva la Nota di aggiornamento al Def e rinvia a domani e dopodomani (2021 e 2022) tutte le decisioni difficili sui conti pubblici. A chiedere di correggere la dinamica del debito non è l’Europa ma gli italiani del futuro».

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