Maltempo, quantificati i danni anche per la Calabria Solo in agricoltura l’Italia segna 1,8 miliardi di euro

CATANZARO - Ammontano a circa 1,8 miliardi di euro i danni arrecati dal maltempo a partire dall’ottobre scorso al settore agricolo, forestale, della pesca e acquacoltura. Lo ha reso noto il Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo annunciando che si tratta di «un punto di partenza per far attivare il Fondo di solidarietà europeo».

Il lavoro è stato effettuato - si legge nella nota del Mipaaft - in stretto coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile e in collaborazione con le Regioni e Province autonome interessate (Calabria, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Sardegna, Province Autonome di Trento e Bolzano).

«Abbiamo finalmente quantificato i danni che ha subito tutto il settore a causa del maltempo che ha colpito il nostro Paese a partire dal mese di ottobre. Non è certo un punto di arrivo ma sicuramente un punto di partenza per far attivare il Fondo di solidarietà europeo e permettere così alle attività agricole di poter ripartire», ha commentato il Ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio.

I dati elaborati dal ministero sono stati trasmessi alla Protezione Civile, che sta predisponendo il dossier da inviare alla Commissione europea ai fini dell’attivazione del Fondo di solidarietà europeo di cui al Regolamento (CE) N. 2012/2002 del Consiglio dell’11 novembre 2002.

Scossa sismica in provincia di Reggio Calabria Alle 6:24 registrata una magnitudo pari a 2.4

CARDETO (REGGIO CALABRIA) - Una scossa di magnitudo 2.4 è stata registrata alle 6:24 di questa mattina 17 dicembre a circa 5 chilometri di distanza da Cardeto in provincia di Reggio Calabria.

Secondo quanto evidenziato dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia il terremoto in questione è stato registrato ad una profondità di 9 chilometri ed ha interessato, entro i 15 chilometri dall'epicentro, 13 comuni e in particolare Cardeto, Santo Stefano D'Aspromonte, Sant'Alessio in Aspromonte, Laganadi, Calanna, Bagaladi, San Roberto, Roccaforte del Greco, San Lorenzo, Reggio Calabria, Condofuri, Fiumara e Montebello Ionico.

Non si registrano danni a persone o cose.

Maltempo: in Campania scatta allerta: neve nelle zone montuose

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di criticità meteo di colore 'Giallo' a partire dalla mezzanotte e fino alle 15 di domani sulle seguenti zone di allerta: 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana); 2 (Alto Volturno e Matese); 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini).
    Si prevedono "precipitazioni sparse con rovesci ed isolati temporali, puntualmente di moderata intensità. Possibili raffiche di vento nei temporali". Sono possibili fenomeni quali "ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua, con inondazioni delle aree limitrofe; occasionali fenomeni franosi.

Terra Fuochi, il Ministro Trenta a Caserta annuncia: 200 unità in campo

"Come Ministero della Difesa abbiamo messo a disposizione per la Terra dei Fuochi 200 militari, in particolare 100 carabinieri che saranno usati per le indagini e 100 soldati dell'Esercito che verranno dislocati sul territorio per l'operazione Strade Sicure. Ci sono poi i nostri satelliti e i droni per i controlli dall'alto". Lo ha ricordato il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che oggi ha partecipato a Caserta, presso la caserma Ferrari Orsi sede della Brigata Bersaglieri Garibaldi, ad un incontro con circa 300 studenti degli istituti superiori. L'iniziativa rientra in un ciclo di conferenze organizzate dal ministero della Difesa in diverse scuole del Paese, per raccontare il lavoro delle Forze armate italiane, a cento anni dalla fine della Grande Guerra."Il nostro ministero - ha proseguito - sta lavorando insieme agli altri dicasteri perchè siamo convinti che lo Stato debba vincere sull'illegalità. Spero che voi ragazzi diventiate combattenti per la legalità".

Dissesto idrogeologico, l’allarme di Legambiente Calabria «Aumentano le aree a rischio e manca la programmazione»

COSENZA - Era il 1904 quando il meridionalista Giustino Fortunato definì la Calabria uno «sfasciume pendulo sul mare». A distanza di oltre un secolo la situazione non è mutata di molto e in Calabria si continuano a registrare morti per alluvione come a San Pietro Lametino (LEGGI LA NOTIZIA). Non solo ma ad ogni pioggia sono sempre gli stessi luoghi a subire pesanti conseguenze.

L’ultima esondazione del Crati (LEGGI LA NOTIZIA) ha creato tantissimi danni a Thurio, frazione di Corigliano Rossano, e solo per un caso non si sono registrate vittime. Il presidente regionale di Legambiente, Franco Falcone, sul tema ha inviato una lettera aperta a Mario Oliverio e a tutti i consiglieri regionali che di seguito riportiamo integralmente.

Sarebbe auspicabile un incontro tecnico, sul quale concorda l’Ufficio di presidenza e la struttura del dott. Siviglia, in cui vengano coinvolti tutti i soggetti interessati per fare il punto sul dissesto idrogeologico nel nostro territorio che merita analisi, discussione e proposta. Tre anni fa - sempre nella stessa area della Sibaritide - il Crati esonda distrugge gli scavi archeologici di Sibari (si disse a causa degli argini rotti dalle "nutrie"), si dimentica la nostra denuncia sul Coriglianeto di centinaia di case abusive nell’alveo fluviale e di un immobile in un'area dedita ad una vasca di laminazione, degli agrumeti impiantati negli alvei dei fiumi e le denunce di occupazione illegale nel demanio fluviale dell'allora sovrintendente archeologica.

Si dimentica il disastro di Rossano a causa della deviazione di un corso d'acqua per realizzare immobili, fiumi tombati in pieno centro abitato per realizzare con fondi comunitari palazzi e marciapiedi. Non ci si rende conto, non ci si vuole rendere conto, che il territorio regionale è fuori controllo, non è manutenuto, non vi è nessuna attività di prevenzione (argini e fiumi non ripuliti ma luogo di abbandono di rifiuti, di prelevamento illecito di inerti).

Incendi che hanno devastato molta parte del territorio regionale mentre non vi sono più le attività di manutenzione del bosco, ma tanti tagli e tanti sono abusivi. Rispetto a tutto ciò le istituzioni cosa fanno, come governano il territorio? Allora mi sono confrontato con la Regione Calabria e con il Dirigente U.O.A. Forestazione e Montagna e ho appreso, con sorpresa, che tutto è noto, che tutto è stato monitorato e pianificato e che il problema sono le risorse. Il dottore Siviglia mi ha indicato la Delibera del Comitato Istituzionale n. 2 dell’11 aprile 2016 nella quale si riscontrano tutte le nostre analisi.

Quindi la Regione conosce lo stato della difesa del suolo ed ha una programmazione. Nel documento realizzato dall’Autorità di Bacino della Regione Calabria “Difesa del Suolo. Stima dei costi e stato di attuazione degli interventi di messa in sicurezza”: all’allegato 1 si legge: “l’elevata antropizzazione localizzata proprio in prossimità di zone vincolate a rischio idraulico, l’insufficiente cura manutentiva dei corsi d’acqua, le attività estrattive in alveo spesso abusive, la cementificazione non controllata, concorrono a rendere il territorio particolarmente vulnerabile a tali eventi. La concomitanza di questi fattori, associata alle caratteristiche geomorfologiche del territorio regionale, nonché alla manifestazione di eventi pluviometrici sempre più intensi e frequenti a causa dei cambiamenti climatici su scala mondiale, compromettono il delicato equilibrio idrogeologico del suolo”.

Rispetto a questo da anni denunciamo abusi ed illeciti, chiediamo ad esempio di dare seguito alle ordinanze di demolizione in varie parti della Regione e di de localizzare i manufatti in aree a rischio, ma nulla succede. Nel documento si dice ancora: “si rileva che tali fenomeni, nella gran parte dei casi, si ripetono nelle stesse zone e con caratteristiche sostanzialmente analoghe, interessando prevalentemente bacini idrografici di piccole e medie dimensioni”. Allora se così è ci chiediamo poi perché non si programmano interventi e non si attivano gli Enti come i Consorzi di bonifica e Calabria Verde?

A queste dinamiche geo-antropologiche – prosegue il documento - sono da correlare le esondazioni dei corsi d’acqua, gli elevati volumi solidi trasportati a valle per effetto della franosità dei bacini montani, il sovralluvionamento delle porzioni vallive e la loro crescente pensilità. Ma perchè esonda il Crati? Perchè è un fiume aggredito, devastato. Esiste anche uno strumento il cosiddetto Contratto di fiume, purtroppo anche quello solo sulla carta che non realizza e non raggiunge i suoi obiettivi di difesa e valorizzazione del territorio. In tutte le grandi civiltà i fiumi hanno rappresentato e rappresentano ricchezza (come ad esempio la Senna a Parigi, il Tamigi a Londra ecc.).

Carlo Tansi (Capo della Protezione Civile) aveva parlato del rischio di una carneficina se non si fossero puliti i fiumi

Da noi in Calabria, invece, i fiumi hanno determinato tragedie: solo per fare un esempio ricordiamo la tragedia di Lamezia e del camping “Le Giare” di Soverato del 2000. Tutti questi eventi ed i conseguenti danni sottolineano l’urgenza di un approccio organico alle problematiche di difesa del suolo indirizzato ad un ripensamento complessivo delle strategie regionali che non possono prescindere dall’attuazione di una seria politica di prevenzione. Ancora nel documento citato si riscontra che: “in Calabria è enorme il divario tra i fondi ordinari spesi per la difesa del suolo e quelli per la gestione delle emergenze: si stima che il rapporto fra i primi e i secondi sia pari a 1 su 10, imputabile al permanere in Calabria, ma anche in altre aree del Paese, di un regime di emergenza nel governo dell’uso del suolo e delle acque. Tutto ciò è stato tradotto nell’emissione di numerose ordinanze. Basti al riguardo considerare che la sola Ordinanza di Protezione Civile n° 3081 (ordinanza Soverato) è costata all’erario pubblico 484 milioni di euro e che, se è vero che molte risorse sono state destinate alla prevenzione, è altrettanto vero che è mancata la pianificazione a scala di bacino. Infatti, l’utilizzo dei piani straordinari, unitamente alle ordinanze della Protezione Civile, portano ad interventi di emergenza, basati fondamentalmente su attività di ripristino della situazione precedente all’evento e di riassetto locale del livello di sicurezza.

La tendenza è, quindi, quella di trascurare gli interventi a carattere preventivo che potrebbero, invece, garantire un miglioramento dell’equilibrio idrogeologico del territorio sicuramente non solo temporaneo. Questi dati confermano l’approccio emergenziale che si è avuto negli anni, trascurando interventi strutturali di mitigazione del rischio idrogeologico come la manutenzione delle sponde per mezzo di tagli della vegetazione impropria, una pulizia periodica degli alvei secondo un piano programmato, miglioramenti forestali, provvedimenti antierosivi, riqualificazioni di aree con attraversamenti fluviali.

Tutti interventi che messi a regime costerebbero di meno delle diverse ordinanze. E dal documento si evince che si necessiterebbe di ulteriori 258 interventi per oltre 460 milioni di euro. Nella nostra Regione, purtroppo, non si pone un freno al consumo di suolo ma si continuano a programmare interventi edilizi con colate di cemento da Montepaone a Caraffa, realizzazione di grandi impianti eolici (come per esempio nei comuni di Mongrassano e Cervicati) con interventi che devastano il territorio per realizzare tracciati carrabili, mentre il PAI (Piano Assetto Idrogeologico) della Calabria è in perenne adeguamento e le aree soggette a vincolo passano da 602 Kmq del 2001 a ben 2400 kmq del 2015 e quindi si quadruplica il rischio nonostante gli interventi post emergenza. Nonostante la disciplina legislativa urbanistica si costruisce in ogni dove se è vero come è vero che tanti sono ancora gli abusi edilizi, e le ordinanze di demolizione restano sulla carta (solo il 6% sono diventate esecutive).

Francesco Falcone pres. reg. Legambiente

Scossa di terremoto nel Cosentino A Bisignano registrata magnitudo 3.4

BISIGNANO (COSENZA) - Una scossa sismica di magnitudo pari a 3.4 è stata registrata dai sensori dell'Istituto nazionale di Geofica e Vulcanologia a Bisignano in provincia di Cosenza.

La scossa di terremoto è stata registrata alle 14.08 ad una profondità di 8 chilometri a circa 4 chilometri da Bisignano.

I comuni coinvolti nella scossa entro i 15 chilometri sono Bisignano, Luzzi, Santa Sofia d'Epiro, Torano Castello, Lattarico, Rose, Acri, Cerzeto, Rota Greca, Montalto Uffugo, Cervicati, San Martino di Finita, San Demetrio Corone, Mongrassano, San Benedetto Ullano, San Marco Argentano e Tarsia.

Non si registrano al momento danni a cose persone ferite.

Videosorveglianza a Catanzaro, a dicembre progetto al ministero Abramo: «Messi a punto gli ultimi dettagli»

CATANZARO - Prosegue il cammino del progetto di realizzazione del nuovo impianto di videosorveglianza previsto a Catanzaro (LEGGI LA NOTIZIA), adesso «c'è un altro passaggio fondamentale - sostiene il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo - per la realizzazione del nuovo sistema di videosorveglianza da due milioni di euro, che l’amministrazione comunale ha elaborato con il supporto dell’ufficio tecnico di Polizia di Stato della Questura di Catanzaro».

Il primo cittadino, infatti, ha sottolineato che «lunedì 3 dicembre, Palazzo De Nobili invierà al Ministero dell’Interno il progetto esecutivo del sistema da 150 fra telecamere e lettori di targa, che servirà a monitorare tutte le principali strade del capoluogo, in centro come in periferia».

«Gli ultimi dettagli al progetto esecutivo - è scritto, inoltre, in una nota - sono stati messi a punto questa mattina nel corso di una riunione in Questura, alla quale hanno partecipato gli operatori dell’ufficio tecnico di Polizia, dipendenti e dirigenti dell’amministrazione comunale. Il via libera ministeriale, il dicastero ha finanziato l’opera con 500mila euro, l’altro milione e mezzo dalla Regione, mentre il Comune ha in carico i costi dell’energia, dovrebbe arrivare in via definitiva nel giro di pochi giorni».

Il sindaco ha, altresì, precisato che «siamo ormai giunti ad un punto cruciale prima dell’effettiva installazione e attivazione di un ampio sistema che aiuterà le forze di Polizia locale e tutte le Forze dell’Ordine, coprendo l’intero perimetro del capoluogo di regione. È una buona notizia, Catanzaro sarà una città ancora più sicura. Questo nuovo sistema andrà ad integrarsi con le cento telecamere presenti nel centro storico, in zona stadio, San Leonardo e Santa Maria».

Nel frattempo, «in attesa del semaforo verde del ministero dell’Interno - ha concluso Abramo - non posso non ringraziare il personale dell’ufficio tecnico della Polizia di Stato della Questura, che ha supportato in maniera costante l’amministrazione, lo stesso questore Di Ruocco e il prefetto Ferrandino, che hanno sempre garantito la massima disponibilità dimostrando che la sinergia fra le istituzioni è la strada da seguire per difendere la legalità e la sicurezza sul territorio». 

Maltempo in Calabria, in arrivo freddo e pioggia Nuova allerta arancione per la fascia Tirrenica

CATANZARO - Dopo l'ondata di maltempo che ha causato forti danni nel Crotonese e nel Catanzarese (LEGGI LA NOTIZIA), quello che aspetta la Calabria nelle prossime ore non è certo un cielo sereno, almeno per alcune delle 8 aree in cui la Protezione civile ha ripartito il territorio.

Secondo le previsioni meteorologiche degli esperti de Il meteo.it, infatti, «un ciclone atlantico sta per raggiungere le regioni meridionali portando un’altra ondata di maltempo a partire dadomani, mercoledì, con un clima e delle temperature prettamente invernali. A partire da oggi il tempo andrà peggiorando via via più diffusamente a partire dal pomeriggio con nubi, piogge e temporali dalla Sardegna si porteranno verso Calabria, Campania e Puglia dove si potrebbero verificare dei nubifragi, trombe d’aria e marine».

Sono previsti venti forti di Maestrale, Libeccio e Ponente che ingrosseranno il canale di Sicilia e il mar Tirreno.

Le previsioni climatiche avverse sono anche confermate dalla stessa Protezione Civile Calabrese che ha emanato un bolletino di allerta meteo per la giornata di domani che prevede una allerta di colore giallo generalizzato in tutta la regione con l'esclusione della fascia tirrenica cosentina, catanzarese e vibonese dove il livello di allerta salirà ad arancione.

Maltempo in Calabria, in arrivo freddo e pioggia Nuova allerta arancione per la fascia Tirrenica Smentita ipotesi tromba d’aria nel Crotonese fake news

CATANZARO - Dopo l'ondata di maltempo che ha causato forti danni nel Crotonese e nel Catanzarese (LEGGI LA NOTIZIA) con la conta dei danni ancora in ato (LEGGI), quello che aspetta la Calabria nelle prossime ore non è certo un cielo sereno, almeno per alcune delle 8 aree in cui la Protezione civile ha ripartito il territorio.

Secondo le previsioni meteorologiche degli esperti de Il meteo.it, infatti, «un ciclone atlantico sta per raggiungere le regioni meridionali portando un’altra ondata di maltempo a partire dadomani, mercoledì, con un clima e delle temperature prettamente invernali. A partire da oggi il tempo andrà peggiorando via via più diffusamente a partire dal pomeriggio con nubi, piogge e temporali dalla Sardegna si porteranno verso Calabria, Campania e Puglia dove si potrebbero verificare dei nubifragi, trombe d’aria e marine».

Sono previsti venti forti di Maestrale, Libeccio e Ponente che ingrosseranno il canale di Sicilia e il mar Tirreno.

Le previsioni climatiche avverse sono anche confermate dalla stessa Protezione Civile Calabrese che ha emanato un bolletino di allerta meteo per la giornata di domani che prevede una allerta di colore giallo generalizzato in tutta la regione con l'esclusione della fascia tirrenica cosentina, catanzarese e vibonese dove il livello di allerta salirà ad arancione.

La Protezione civile della Calabria ha smentito categoricamente le voci, diffuse attraverso i social, di una prossima tromba d'aria nella provincia di Crotone: «Si evidenzia che tali fenomeni non sono prevedibili e che pertanto non è possibile stabilire con certezza ora e luogo ove possano verificarsi. Si conferma, in ogni caso, per la giornata di oggi il livello di criticità “giallo” per l’area del crotonese con possibilità di piogge e temporali isolati, oltre che venti e mareggiate. Si invitano i cittadini - evidenzia la Protezione civile - a seguire costantemente le fonti ufficiali (sito internet e pagina Facebook della Protezione Civile) dove saranno pubblicati eventuali aggiornamenti dalla Sala Operativa Regionale che sta costantemente seguendo l’evolversi della situazione in H24».

Campania, è ancora allerta meteo

 La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un Avviso di Allerta meteo con conseguente criticità idrogeologica di colore Giallo valevole a partire dalle 20 di oggi e fino alla stessa ora di domani sull'intero territorio regionale.
    In particolare, si legge in una nota, si prevedono ancora precipitazioni diffuse con rovesci o temporali anche di moderata intensità. Anche i venti saranno forti con possibili raffiche nei temporali e tenderanno ad attenuarsi dal pomeriggio di domani. Possibili mareggiate lungo le coste esposte. La protezione civile raccomanda alle autorità competenti di porre in essere le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti sia in ordine al rischio idrogeologico che a quello derivante dalle sollecitazioni del vento.