La festa della donna non esiste. Ci siamo noi oggi e ci saremo domani: lottatrici, sempre


Abbiamo davvero bisogno di un solo giorno per parlare di donne in lotta? Ci sono date diverse, per donne differenti, che hanno rappresentato il punto di svolta di un'intera vita. Una vita di lotta, di riscatto, di difesa verso le minacce più brutali. Oggi, otto donne ci dimostrano che non basta l'8 marzo, che il coraggio di riscrivere il proprio destino è un lavoro faticoso che si fa ogni giorno. Sono loro le nostre L8ttatrici.
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Bogolo Kenewendo, la più giovane ministra del Botswana e simbolo dell’Africa al femminile


Dopo aver studiato economia e essersi specializzata in Inghilterra, Bogolo Kenewendo torna nel suo Paese, il Botswana e diventa la donna più giovane ad aver ricoperto un ruolo di potere. Sempre attenta all'empowerment femminile, la sua politica tenta di traghettare il Paese africano verso la digitalizzazione delle imprese.
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Feminist Five: le cinque donne ribelli di Pechino che sfidano il regime cinese


Cinque ragazze vengono incarcerate per aver affisso dei manifesti di denuncia contro le molestie sessuali che molte donne subivano sui mezzi pubblici. Proprio la loro detenzione accende la scintilla che porterà migliaia di persone sui social a chiedere a gran voce la liberazione delle Feminist Five, le ragazze che hanno osato sfidare il regime cinese.
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La politica appassionata di Danica Roem, la prima transgender a conquistare il Congresso Usa


Nelle ultime elezioni Usa del 2017 sfida Bob Marshal, candidato conservatore da ben 26 anni. Danica Roem, giornalista di 33 anni dichiaratamente transgender, vince la sfida e porta la difesa dei diritti civili nel Congresso Usa. La sua lotta per l’autodeterminazione rendono Danica Roem una delle otto donne simbolo del prossimo 8 marzo. Una delle nostre L8ttatrici.
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Nadia Murad e la sua fuga verso la libertà. Il simbolo del riscatto dalla disumanità della guerra


L’Isis ha sterminato la sua famiglia, il suo popolo, e ha trasformato lei in una schiava sessuale a disposizione del califfato. Dopo mesi di torture e prigionia, quando ha raggiunto l’Europa, Nadia Murad è diventata ambasciatrice dell’Onu e nel 2018 ha vinto il premio Nobel per la Pace. Ormai in Europa, non smette di lottare per il popolo yazida, mantenendo sempre in tasca il suo sogno.
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Nel Paese in cui essere se stessi è rivoluzionario, abbiamo bisogno della normalità di Elly Schlein


Fa politica dai tempi universitari, conquistando sul campo un seggio al Parlamento europeo. Ora che è campionessa di preferenze in Emilia Romagna viene scelta come vice presidente della Regione. Elly Schlein è il volto di una generazione che non ha paura di scendere in campo, di essere parte attiva e di dire apertamente chi ama.
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L’assunzione di Francesca Colavita allo Spallanzani di Roma è una buona notizia, ma non basta


Fa parte del gruppo di donne che è riuscito a isolare il Coronavirus, dando alla scienza la possibilità di combatterlo. Dopo anni di precariato, Francesca è stata finalmente assunta allo Spallanzani di Roma, eccellenza nello studio delle malattie infettive. Esultiamo pure, ma il mondo della ricerca resta ancora complicato per una donna.
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Diventare genitori in Italia, tra burocrazia e poche tutele. Nasce uno sportello per le neo mamme


In Italia le neo mamme spesso non sono a conoscenza dei bonus e degli sgravi di cui hanno il diritto. Complici le Istituzioni che non mettono a conoscenza i cittadini e gli enti preposti bloccati da una burocrazia esasperante e una digitalizzazione inesistente. Una nuova startup aiuta i genitori a non perdere di vista i propri diritti.
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Giornaliste e madri a Sanremo: Emma D’Aquino e Laura Chimenti raccontano i mille volti di una donna


Le querele temerarie, la vita sotto scorta: Emma D'Aquino misura il polso a una stampa vittima di intimidazioni. Laura Chimenti parla alle sue tre figlie, invitandole ad accettare la propria diversità. Due monologhi che potrebbero essere uno solo, dimostrando all'Italia che essere madre e professionista di successo si può. E si deve.
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Meghan Markle duchessa ribelle: la favola moderna di una donna che vuole essere libera


È arrivata come un ciclone, sconvolgendo le abitudini e l'etichetta della famiglia reale inglese. Meghan Markle, fresca di rinuncia al titolo, non ha mai voluto dire addio alla sua libertà per indossare i panni della duchessa di Sussex e ha rinunciato all'onorificenza di Altezza Reale per poter essere indipendente sia a livello economico che lavorativo. Non è però la prima a rinunciare ai titoli, un precedente esiste proprio nella famiglia Windsor.
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