Compostaggio, pochi rifiuti nel sito Alla ricerca dell’umido

di Andrea Pellegrino

AAA cercasi rifiuti per l’impianto di compostaggio. Il Comune di Salerno, o meglio la Salerno Pulita, ha aperto le porte ai comuni della provincia che hanno necessità di smaltire frazione umida. Il sito di compostaggio del capoluogo non è utilizzato al massimo, con evidenti squilibri finanziari nella gestione. Dunque la necessità è quella di aumentare l’ingresso della frazione umida per arrivare a trattare la quantità necessaria a mantenere in equilibrio economico l’impianto, già finito in passato sotto i riflettori dell’Anac di Raffaele Cantone e della Procura di Salerno, seppur sotto il profilo giudiziario non ci sono ancora sviluppi. Stando ai dati, il Comune di Salerno ha una produzione di circa 17.600, 00 tonnellate / anno di frazione organica che vengono conferite presso l’impianto di compostaggio cittadino, in forte riduzione nel corso degli anni. Il sito può ospitare, invece, 23.000,00 tonnellate di frazione organica complessive. Insomma all’appello mancherebbero 6.000 tonnellate circa da ricercare nei comuni della provincia di Salerno, come stabilito da una recente delibera di giunta comunale che ha autorizzato la società “Salerno Pulita” ad un’indagine di mercato. Ma non solo. La crisi del sito di compostaggio ha portato anche ad un abbassamento dei prezzi nei confronti della Gesco ambiente. La tariffa fissata a 168 euro a tonnellata si è ridotta di dieci euro.

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Allo Stir di Battipaglia altre 2000 tonnellate di rifiuti

di Andrea Pellegrino

A Battipaglia arrivano altri rifiuti. Così come annunciato nei giorni scorsi, nuova frazione umida arriverà, durante lo stop del termovalorizzatore di Acerra, nel sito battipagliese. Il presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese ha già firmato l’ordinanza. I rifiuti resteranno provvisoriamente a Battipaglia per poi essere trasferiti in Austria. Stando ai numeri, si tratta di un quantitativo massimo pari a 2.000 tonnellate e per un periodo temporale non superiore a 180 giorni. «La Provincia di Salerno – dichiara il presidente Strianese – in stretta sinergia con la Regione Campania, l’Ente d’Ambito per i Rifiuti e la società provinciale EcoAmbiente Salerno, sta gestendo l’emergenza creata dalla chiusura temporanea dell’impianto di Termovalorizzazione dei rifiuti di Acerra, necessaria per la manutenzione delle tre linee di lavorazione, prevista per un periodo di almeno 6 settimane e iniziata nei giorni scorsi. Per quanto riguarda il nostro territorio, abbiamo quindi affrontato la prioritaria necessità di costante evacuazione dei residui prodotti dallo stabilimento Tmb di Battipaglia, che deve poter accogliere quotidianamente i rifiuti provenienti da tutti i 158 comuni della provincia. La saturazione degli spazi potrebbe portare a un fermo impianto che non possiamo permetterci, nell’interesse di tutto il territorio. Ci siamo da subito fatti carico di evitare accumuli di rifiuti nelle nostre città, davanti alle nostre case, agli ospedali, con problemi igienico sanitari, tra l’altro in piena estate e in alta stagione turistica. Abbiamo messo in campo azioni concrete, in assoluto rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza. EcoAmbiente ha espletato una gara per il trasporto e il recupero di 14.000 tonnellate di Gta destinate a impianti con sede in Austria. Nell’attesa però dei tempi tecnici relativi all’iter di notifica transfrontaliero, abbiamo individuato una soluzione che ci permette di scongiurare il fermo impianto e, conseguentemente, lo stato d’emergenza nella gestione del ciclo rifiuti urbani in Provincia di Salerno». «È stato individuato – prosegue Strianese – un capannone denominato “post raffinazione” all’interno dello stesso Tmb di Battipaglia che presenta volumetrie disponibili e che risulta idoneo allo stoccaggio della Futa, nelle more delle evacuazioni transfrontaliere ad opera della ditta affidataria». Incalza Giovanni Romano, già assessore regionale all’ambiente: «Battipaglia sempre più pattumiera della provincia di Salerno. Questo è l’unico concreto risultato della disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Campania. Una domanda: con tutti questi rifiuti stoccati, lo Stir di Battipaglia è ancora in linea con le norme antincendio e con i limiti autorizzativi dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) considerato che nell’impianto sono già stoccate oltre 15.000 tonnellate di rifiuti trattati e stabilizzati non smaltiti da oltre un anno?».

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