Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Atlantia a “junk”

Nei giorni scorsi anche Fitch e Moody's avevano abbassato la valutazione della holding della famiglia Benetton. Ora alcuni investitori internazionali hanno intenzione di inviare una lettera di protesta alla Ue.

Standard & Poor’s Global ha tagliato il rating di Atlantia a junk (spazzatura). L’agenzia americana ha ridotto il rating da BBB- a BB- con outlook negativo. Nei giorni scorsi già Fitch e Moody’s avevano abbassato il rating della holding della famiglia Benetton sotto l’investment grade, dopo che il decreto Milleproroghe aveva cambiato le regole per la revoca della concessione, tagliando pesantemente l’indennizzo dovuto ai concessionari.

LA LETTERA DEGLI INVESTITORI INTERNAZIONALI ALLA UE

Alcuni investitori internazionali del gruppo Atlantia hanno intenzione di inviare alla Ue una lettera di protesta contro la norma del decreto Milleproroghe che modifica in modo unilaterale le concessioni autostradali. «Questa misura è ragione di seria preoccupazione per noi e per l’intera comunità degli investitori in quanto compromette del tutto la prevedibilità normativa, scoraggiando gli investimenti e restringendo senza giustificazione la libera circolazione dei capitali», recita la lettera. Nel documento si evidenzia che la misura contenuta nel Milleproroghe è a tutti gli effetti simile alla modifica normativa – voluta dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro – che portò nel 2006 la Commissione Ue ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per violazione del principio “pacta sunt servanda”, che impedisce una modifica delle concessioni in essere senza l’accordo dei concessionari. Gli investitori chiedono dunque alla Ue di intervenire contro la norma del decreto Milleproroghe che, modificando unilateralmente le concessioni, si stima ridurrebbe l’indennizzo dovuto ad Autostrade per l’Italia in caso di revoca da 23-25 miliardi (secondo le valutazioni di Mediobanca e Jp Morgan) a circa 7 miliardi di euro. La lettera verrà inviata, tra gli altri, alla Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, al vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis e al commissario Ue per il Mercato Interno, Thierry Breton.

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Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia a BBB

Ma l'outlook è negativo. Promossa la Grecia: da B+ a BB- con prospettive positive. Decisivo il miglioramento dei conti pubblici di Atene.

Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia a BBB ma con outlook negativo. Anche ad aprile 2019 l’agenzia americana aveva lasciato invariato il giudizio sul debito sovrano del nostro Paese, a soli due gradini dal cosiddetto livello “spazzatura”. Il miglioramento dello spread Btp-Bund con l’avvento del governo giallorosso non è dunque bastato a migliorare questa valutazione, sebbene il differenziale sia calato da 260 a 130 punti. In un rapporto sull’Eurozona di fine settembre, del resto, S&P stimava per l’Italia una crescita del Pil dello 0,1% per il 2019 e di appena lo 0,4% per il 2020. Buone notizie invece per la Grecia: il rating passa infatti a BB- da B+, con outlook positivo. Dirimente il miglioramento dei conti pubblici di Atene.

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