Gli ultrà della Juve non vanno a Madrid per protesta

Niente trasferta nell'esordio in Champions. La decisione del tifo organizzato contro l'inchiesta per violenze ed estorsioni che aveva portato ad arresti tra i vertici della Curva Sud.

Niente tifo per protesta contro l’inchiesta che fatto scattare gli arresti in Curva. Gli ultrà della Juventus hanno annunciato l’intenzione di disertare gli spalti del Wanda Metropolitano di Madrid, dove la sera di mercoledì 18 settembre la squadra di Maurizio Sarri è attesa dall’Atletico Madrid nella prima gara dei gironi della Champions league 2019/20.

I TIFOSI AVREBBERO RICATTATO LA SOCIETÀ BIANCONERA

Secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari, i pochi che, nonostante i costi elevati della trasferta, avevano deciso di seguire i bianconeri, hanno scelto di restare a casa in segno di disapprovazione per l’indagine “Last Banner” che ha azzerato i vertici della Curva Sud con le accuse di estorsione e violenza: gli ultrà avrebbero ricattato la società di Torino (minacciando per esempio di cantare cori razzisti allo stadio per far piovere sanzioni e squalifiche) dopo essersi visti negati vecchi privilegi in tema di biglietti.

AL VIA GIOVEDÌ 19 GLI INTERROGATORI

Intanto gli interrogatori di garanzia degli ultrà sono stati fissati tra giovedì 19 e venerdì 20 settembre. Molti verranno fatti dal gip Rosanna Croce. L’interrogatorio di Salvatore Cava, “caporale” del leader dei Drughi Dino Mocciola, è in programma nel carcere di Ancona perché l’uomo è stato arrestato in provincia di Macerata. Quello di Christian Fasoli, capo del Nucleo 1985, è stato organizzato a Como. Mocciola si trova invece nel carcere di Ivrea, separato dagli altri arrestati.

DUE CAPI ULTRÀ PRESENTANO ISTANZA AL RIESAME

Invece due dei capi del tifo organizzato bianconero hanno depositato, attraverso i loro legali, istanza al tribunale del Riesame affinché rivaluti le misure cautelari adottate nei loro confronti. Si tratta di Umberto Toia e Beppe Franzo, assistiti dall’avvocato Ennio Galasso. Toia, leader del gruppo Tradizione, si trova in carcere. Franzo, presidente dall’associazione Quelli di via Filadelfia, è invece ai domiciliari.

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La Spagna ha vinto i Mondiali di basket

La squadra del ct italiano Scariolo ha sconfitto l'Argentina 95-75 in finale a Pechino.

La Spagna del ct Sergio Scariolo ha vinto i Mondiali di basket battendo in finale a Pechino l’Argentina per 95-75. Per il tecnico bresciano il 2019 è quindi l’anno d’oro, visto che aveva già vinto, da vice-allenatore, l’anello di campione Nba con i Toronto Raptors, così come il centro della sua squadra Marc Gasol.

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Vittoria di Marquez al Gp di San Marino

Sul circuito di Misano lo spagnolo della Honda ha preceduto Quartararo (Yamaha Petronas) e Vinales (Yamaha). Quarto Valentino Rossi.

Marc Marquez su Honda ha vinto il Gp di San Marino, 13esimo appuntamento del Motomondiale corso il 15 settembre 2019 sul circuito di Misano. Lo spagnolo ha preceduto Fabio Quartararo (Yamaha Petronas) e il connazionale Maverick Vinales (Yamaha). Quarto Valentino Rossi, davanti a Franco Morbidelli (Yamaha Petronas) e Andrea Dovizioso (Ducati).

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L’Inter vola in testa dopo il passo falso della Juventus

I nerazzurri si sbarazzano senza problemi dell'Udinese. Faticano invece i bianconeri che a Firenze non vanno oltre lo 0-0. Bene il Napoli 2-0 sulla Sampdoria.

Inter momentaneamente in testa e a puntaggio pieno al termine degli anticipi della terza giornata di serie A. La squadra di Antonio Conte ha battuto l’Udinese per 1-0 grazie alla rete di Stefano Sensi al 44′ del primo tempo. I nerazzurri approfittano così del passo falso della Juventus a Firenze che pareggia 0-0 con i viola di Montella e allungano a +2 dai campioni d’Italia.

L’ESPULSIONE DI DE PAUL

Contro l’Udinese l’Inter ha sfruttato per quasi un’ora di gioco la superiorità numerica causata dall’espulsione di Rodrigo De Paul e soprattutto una delle poche occasioni offensive capitate. Il centrocampista offensivo dei friulani è stato mandato anzitempo sotto la doccia dal direttore di gara Abisso – su suggerimento del Var – per uno schiaffo in pieno volto ai danni di Candreva. Con l’uomo in più i nerazzurri acquistano fiducia sino a trovare il vantaggio e dilagare nella ripresa.

SI FERMA LA JUVE, BENE IL NAPOLI

Negli altri due anticipi di giornata la Juventus è stata bloccata sullo 0-0 dalla Fiorentina. E se i viola di Montella si mangiano le mani per le tante conclusioni non concretizzate, dalla loro i bianconeri recriminano per due infortuni pesanti che hanno scombussolato i piani di Maurizio Sarri. Nel primo tempo i torinesi infatti hanno perso sia Douglas Costa che Pjanic. Nel mezzo una partita sporca ma condotta dalla Fiorentina incapace comunque di trovare la via del gol. Tutto liscio per il Napoli che grazie a uno strepitoso Mertens supera 2-0 la Sampdoria. Grazie alla doppietta l’attaccante belga ha segnato il suo 113esimo gol con gli azzurri portandosi a -2 da Diego Armando Maradona.

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I cinque protagonisti della finale Argentina-Spagna del Mondiale di basket

L'eterno Scola e la classe di Campazzo da una parte. Lo strapotere di Gasol e la leadership di Rubio dall'altra. Con l'Italia che, forse, farà il tifo per Scariolo. I volti da seguire.

Alla Wukesong Arena di Pechino, domenica 15 settembre, si parlerà solo spagnolo. Alle 14 ora italiana, Argentina e Spagna metteranno piede sul parquet per giocarsi da underdog la finale del Mondiale di basket 2019 che nessuno alla vigilia avrebbe saputo pronosticare. Troppe assenze tra gli iberici, poco profondo e in parte inesperto rispetto alle super favorite il roster dell’Albiceleste: erano queste le sentenze degli addetti ai lavori prima di un’edizione che ha rovesciato tutte le gerarchie, perdendo via via per strada la Grecia di Giannis Antetokounmpo, la super accreditata Serbia del duo Jokic-Bogdanovic e uno dei Team Usa più deludenti di sempre. Tanti i protagonisti della duplice, sorprendente, cavalcata, ma le attenzioni dei meno esperti domenica dovranno necessariamente posarso su questi cinque protagonisti.

1. LUIS SCOLA, IL TRASCINATORE SENZA ETÀ

Trentanove anni e non sentirli. Luis Scola è l’anima e il simbolo della garra argentina. Unico rappresentante della Generacion dorada ancora in campo, 15 anni dopo l’oro olimpico di Atene ha letteralmente trascinato i suoi alla finale. Ventotto i punti messi a referto contro la Francia, 19.1 di media in tutto il torneo. Da due anni a ‘svernare’ in Cina, ha dimostrato che la classe e il QI cestistico posso, in qualche caso, sopperire all’atletismo che non c’è più. Esemplare.

2. MARC GASOL, UN FRATELLO VALE L’ALTRO

Tre mesi dopo essersi laureato campione del mondo coi Toronto Raptors, Marc Gasol vuol fare il bis con la sua Nazionale. C’era incertezza alla vigilia del Mondiale sulle condizioni del centro della Roja , ma quello che da piccolo in troppi avevano frettolosamente etichettato come il fratello scarso di Pau è cresciuto di partita in partita, fino a dominare letteralmente sotto le plance l’infinito match di semifinale contro l’Australia. Rimbalzi, spallate, ma anche tanti punti per un campione sul campo e fuori. Come dimostra il tempo speso sulle navi delle Ong a soccorrere i migranti. Leader.

3. FACUNDO CAMPAZZO, IL GENIO NEL SOLCO DI GINOBILI

Se Scola è l’anima dell’Argentina, molto più di una spalla è Facundo Campazzo, troppo poco reclamizzato nella corsa al Mvp del torneo che per giorni è parsa un testa a testa tra Patty Mills e Bogdan Bogdanovic. Visionarie le giocate sul parquet del play del Real Madrid, leader silenzioso dell’unica squadra tra le magnifiche quattro a non annoverare tra le sua fila nemmeno un giocatore Nba. Assist, punti e percentuali al tiro non comuni per il degno erede, nel ruolo, di Pepe Sanchez, e nell’iconografia biancoceleste di Manu Ginobili. Direttore d’orchestra.

4. RICKY RUBIO, IL TALENTO NON PIÙ INCOMPIUTO

Un primato Ricky Rubio se lo è già regalato ed è quello del miglior assistman della storia del Mondiale. Alla vigilia della sua nuova esperienza ai Phoneix Suns, il regista spagnolo si è caricato la squadra sulle spalle senza tradire la fiducia del coach Sergio Scariolo che gli aveva consegnato i galloni del comando, complici le assenze di Pau, Ibaka, Mirotic e, soprattutto Sergio Rodriguez. Per anni considerato un talento incompiuto, Rubio sembra aver fatto finalmente il salto di qualità, dimostrando una leadership e una serenità finora sconosciute. Realizzato.

5. SERGIO SCARIOLO, IL COACH PIÙ AMATO ALL’ESTERO

Non ce ne voglia Sergio Hernandez, ma una parte d’Italia (quella che non detesta l’a volte irritante strapotere spagnolo) farà il tifo per l’altro Sergio seduto in panchina. Scariolo può finalmente conquistare quell’alloro mondiale che suggellerebbe la carriera di un allenatore che ha sempre goduto di maggior fortuna all’estero che in patria. Dopo tre Europei e un argentino olimpico, il coach delle Furie rosse sogna ad occhi aperti lo stesso bis di Marc Gasol, dopo aver vissuto in prima persona da vice allenatore la conquista dell’anello con i Raptors. Sottovalutato?

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Impresa della Francia al Mondiale di basket: Usa eliminati

I transalpini estromettono dal torneo i campioni in carica, alla prima sconfitta in una competizione internazionale dal 2006. Decisivi gli Nba Gobert e Fournier. In semifinale c'è l'Argentina.

Una vittoria storica. La Francia batte gli Stati Uniti nei quarti di finale del Mondiale di basket in corso in Cina con il punteggio di 89-79, estromettendo – a sorpresa ma non troppo – i campioni in carica allenati da Gregg Popovich. Per gli Usa, che si sono presentati al Mondiale cinese privi delle stelle più luminose – LeBron James, Stephen Curry e James Harden giusto per citare i più noti -, si tratta della prima sconfitta in una competizione internazionale dai tempi della semifinale del Mondiale 2006 contro la Grecia. La selezione a stelle e strisce, reduce dai trionfi di Turchia 2010 e Spagna 2014, resta fuori dal podio per la prima volta dal 2002 e non riesce così a issarsi al primo posto in solitaria del medagliere; continuerà a condividere il primato (cinque titoli iridati) con la Jugoslavia almeno per i prossimi quattro anni.

GLI “AMERICANI” GOBERT E FOURNIER SCHIACCIANO GLI USA

L’eroe di giornata per la Francia è il gigante Rudy Gobert, centro da 215 centimetri che degli Stati Uniti ha fatto ormai una seconda casa, giocando in Nba dal 2013 con gli Utah Jazz. Per Gobert, 22 punti, 16 rimbalzi, tre stoppate e, più in generale, una presenza costante in mezzo all’area. Quella che invece è mancata agli Usa, troppo dipendenti dagli umori offensivi delle sue ali, in particolare di quel Donovan Mitchell autore sì di 29 punti, ma eclissatosi negli ultimi e decisivi minuti. Top scorer per la Francia, Evan Fournier, anche lui di casa in Nba (Orlando Magic), con 22 punti. Diciotto per il solito Nando De Colo. Negli Usa, oltre al già citato Mitchell, in doppia cifra Marcus Smart (11) e un Kemba Walker (10) ben al di sotto dei suoi standard, a tratti deleterio per la squadra di Popovich.

L’AUSTRALIA SI GUADAGNA LA SPAGNA

Ad attendere la Francia, ora, la semifinale con l’Argentina – che ha sconfitto una delle favorite del torneo, la Serbia – e la possibilità di giocarsi una medaglia, magari quell’oro mai conquistato. Dall’altra parte del tabellone l’Australia ha strappato l’ultimo posto tra le migliori quattro superando la Repubblica ceca col punteggio di 82-70. Il successo dei Boomers, trascinati dal solito Patty Mills, è valso il pass per Tokyo 2020 proprio per Spagna e Francia, già sicure di chiudere il Mondiale come le due migliori europee.

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Tennis – LORENZI ELIMINATO DAL TORNEO DI SAN PIETROBURGO , AVANZA IL TEDESCO KOHLSCHREIBER (stefanocalzol)

stefanocalzol scrive nella categoria Tennis che: Al "St. Petersburg Open", torneo Atp 250 dotato di un montepremi di un milione di dollari, che si disputa sul campo veloce indoor di San Pietroburgo, in Russia, Paolo Lorenzi si arrende al...
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Sport – Dopo Zaytsev c’è un problema di gestione nelle federazioni (SporthinkEurope)

Dal sito www.sportdiblog.it, SporthinkEurope scrive nella categoria Sport che: c'è un grosso problema con la modernità nelle federazioni sportive italiane, lo ha evidenziato il caso di Zaytsev questa estate e non può essere ignorato. Un caso che vede le sponsorizzazioni al cen
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MotoGP – MotoGp, Rossi in sella. Aragon vicina? (donnabenesse78)

donnabenesse78 scrive nella categoria MotoGP che: vuoi vedere che valentino rossi vuole bruciare le tappe? si, perche, ieri il pilota pesarese è salito nuovamente in sella a una moto per verificare le sue condizioni di salute. valentino rossi vuole
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