Francesca Dallapè torna a sorridere: ritrovate le medaglie rubate dai ladri


Dopo il terribile incontro con i due ladri, la tuffatrice trentina è tornata in possesso del cofanetto con le medaglie che le era stato portato via durante il furto. La Polizia lo ha infatti ritrovato abbandonato in un cespuglio poco lontano dalla sua abitazione. "Ringrazio tutti quelli che hanno espresso solidarietà. Lo spavento è stato incredibile", ha postato Francesca Dallapè su Instagram.
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Francesca Dallapè: “Ho protetto mia figlia dai ladri, poi è stata lei a consolarmi”


La tuffatrice azzurra ha raccontato il terrore di trovarsi faccia a faccia con i due ladri: "Eravamo state a cena dai miei genitori e stavo rientrando a casa con la bambina in braccio. È stato terribile e ho avuto una paura devastante. Ho iniziato a gridare fortissimo per farmi sentire e farli anche scappare e sono corsa fuori con la bambina in braccio, finendo per cadere a terra e riportare botte ed escoriazioni. Cosa mi hanno rubato? Tutte le mie medaglie".
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Vanessa Bryant messaggio con dedica al marito Kobe nel giorno di San Valentino: “Mi manchi”


Su Instagram Vanessa Bryant, moglie di Kobe, il leggendario giocatore di basket che ha perso la vita in un incidente in elicottero lo scorso 26 gennaio, nel giorno di San Valentino ha postato una foto che lo ritrae con Kobe e ha scritto un post bello e commovente: "Mi manchi tantissimo in questo giorno che è anche la tua ricorrenza preferita. Baci in cielo per te e Gigi. Buon San Valentino, tesori miei. Con tutto il mio amore".
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Ladri in casa di Francesca Dallapé, la tuffatrice cade e si fa male: “Temo per la mia carriera”


Francesca Dallapé, tuffatrice azzurra che in carriera ha vinto medaglie agli Europei, ai Mondiali e alle Olimpiadi, è stata vittima di una rapina. Rientrando nella propria abitazione ha trovato dei ladri in azione, che quando l'hanno vista sono scappati. In quegli attimi concitati Dallapé è caduta e si è ferita al fianco e alla spalla e ora teme per la sua carriera.
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Fair play finanziario, City escluso dalla Champions League per due stagioni

La Uefa ha deciso di escludere i Citizens dalla massima competizione per aver violato i parametri del Fair play finanziario.

Il Manchester City è stato escluso dall’Uefa dalla Champions League per due stagioni per aver violato le regole del fair play finanziario. Oltre all’esclusione dalle Coppe l’Uefa ha anche comminato una multa di 30 milioni di euro ai Citizens. Ora il club inglese potrà appellarsi al Tas di Losanna. Secondo quanto riporta la Bbc, il club si è detto «deluso ma non sorpreso» e presenterà appello.

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Mauro Abbate racconta il suo triathlon da record: da Oristano a Capo Nord

Settemila chilometri, in bici e a nuoto. Tra ghiaccio, gallerie, piogge insistenti e mancanza di ossigeno. L'intervista.

Il triathleta Mauro Abbate è il protagonista di una impresa straordinaria. Sardo, classe 1987, è la prima persona ad aver raggiunto da Oristano Capo Nord con un triathlon di 7 mila km, nuotando per 230 km sopra il Circolo Polare Artico. Praticamente il triathlon più lungo al mondo, tra condizioni ambientali avverse e percorsi che non perdonano errori di preparazione e pianificazione. Con la consapevolezza, sempre inalterata, di potercela fare.

Nonostante le gelide e turbolente acque delle isole Lofoten e i numerosi branchi di meduse che ne hanno accompagnato il percorso a nuoto tra scogliere a picco. O il labirintico sistema di gallerie norvegesi dove talvolta era problematica la respirazione per mancanza di ossigeno e la difficoltà, in terra lappone, di procurarsi il cibo.

Il coronamento di un sogno e di una sfida vinta con se stesso per dimostrare che non c’è limite che non possa essere superato. Diventato oggi coach professionista e speaker motivazionale, Mauro Abbate si fa portavoce della sua esperienza nelle scuole come nelle aziende.

Mauro Abbate dal profilo Fb.

DOMANDA. Mauro Abbate, otto anni fa l’incontro con il triathlon
RISPOSTA. È iniziato tutto quando, ragazzino, praticavo atletica leggera. Mi dedicavo alle gare di resistenza: mezzofondo, nuoto e ciclismo. Un giorno ho ricevuto da un amico l’invito a partecipare insieme a lui a una gara di triathlon sulla spiaggia di Oristano, la mia città. Per entrambi era una novità. Arrivai prima di lui, nonostante fosse più esperto di me. E così si accese, otto anni fa, la fiamma dell’agonismo.

Quindi sono arrivate le prime competizioni.
Sì, iniziai a fare gare di triathlon, da quelle di sprint al supersprint fino alla distanza olimpica. Con la consapevolezza, ogni volta, che ciò che mi appagava maggiormente era gareggiare sulle lunghe distanze.

C’è una gara in particolare che le è rimasta dentro?
Me ne viene in mente una disputata nel 2014, la Bellagio Triathlon. Una competizione particolarmente impegnativa, caratterizzata dalle ripide salite e dal percorso a nuoto non proprio agevole per via dell’acqua ferma. Resa ancora più difficile, quel giorno, dalla pioggia a dirotto. Ne ricevetti una sensazione nuova. Era partita una sfida contro me stesso e contro la natura, anche se poi è sempre la natura a vincere. E lì mi sono accorto della mia capacità di resilienza, per superare i miei limiti e andare oltre l’agonismo.

E come si va oltre l’agonismo?
Prima ti concentri su te stesso, e superi i tuoi limiti. Poi ti guardi intorno per vedere cosa è stato fatto nel mondo. Continuare a confrontarsi con se stessi per anni e alzare sempre più l’asticella mi ha portato a realizzare qualcosa che non era mai stato realizzato.

Ha abbandonato il suo lavoro da programmatore per dedicarsi a questa sfida.
Era diventato un ostacolo. Così giunsi alla decisione di licenziarmi per dedicarmi alla realizzazione di un grande viaggio in bicicletta per raggiungere i punti più estremi dell’Europa fino a Capo Nord. Una sfida nuova, mai tentata prima.

I risultati non sono però arrivati subito.
Al primo tentativo in solitaria in bicicletta nel 2016, dopo sette mesi e 9 mila km, sono arrivato fino in Olanda senza raggiungere la meta prestabilita. Mentalmente stanco, sono dovuto rientrare a casa. Ma continuavo a pensare all’obiettivo.

Come è uscito da questa impasse?
Ho cominciato a pianificare un nuovo percorso con una particolare attenzione al tratto norvegese dove freddo, pioggia, fiordi e gallerie sono gli ostacoli principali. Non è rara la possibilità di dover affrontare gallerie senza poter passare in bici. Un labirinto nel quale è vietato sbagliare se non vuoi trovarti costretto a stravolgere la pianificazione del percorso.

Al nuovo tentativo è riuscito a realizzare il suo obiettivo.
Sono partito da Oristano con la bici fino a Cagliari. Da lì ho preso il traghetto fino alla Sicilia per risalire tutta la Penisola e proseguire in Austria, Germania, Danimarca. Giunto al Circolo Polare Artico ho abbandonato la bici e ho affrontato un tratto di 230 km a nuoto. Praticamente la lunghezza delle isole Lofoten.

Quando è stato in mare?
Ventiquattro giorni a una media di quasi 10 chilometri al giorno.

Ma era solo?
Mi ha assistito l’amico Lorenzo Barone con un gommone che trasportava viveri, tende e sacchi a pelo. Attracco serale a riva e ripartenza la mattina seguente. Terminato il tratto a nuoto, è iniziato quello a piedi. Altri 1.000 km ed ero finalmente a Capo Nord, sogno realizzato.

Per affrontare una sfida del genere conta più la preparazione mentale o quella fisica?
Preparazione fisica, mentale e logistica sono alla base di una impresa come questa e richiedono almeno un anno di lavoro. Dal punto di vista mentale ti devi preparare al peggio, cosa che è probabile si verifichi. Freddo e pioggia sono pericoli ricorrenti, per abituarmi ho cominciato ad allenarmi sotto la pioggia fino a considerarla una condizione normale e a non temerla più. Dal punto di vista fisico invece mi allenavo tutti i giorni, alternavo nuoto e bici. Per vincere la paura del freddo e di notti da affrontare in condizioni estreme dormivo con le finestre sempre aperte e facevo docce gelate. Ero così riuscito ad allenare simultaneamente il corpo e la mente. La pianificazione poi deve essere rigorosa, nessun particolare può essere trascurato.

Ma non è tutto prevedibile in gare come queste.
Qualcosa che non è pianificabile in maniera assoluta è l’alimentazione. Avevo il mio fornellino da campo, le mie scorte di viveri e ogni tanto facevo un po’ di spesa. Mi cibavo essenzialmente di avena, noci, mandorle, frutta secca e, ogni sera, pasta. La vera scoperta è stato il burro di arachidi, un vero e proprio carburante per l’apporto di proteine e grassi.

Ha mai rischiato di rimanere senza cibo?
Sì, quando non avevo la possibilità di rifornirmi, soprattutto in Lapponia dove i villaggi sono distanti decine di chilometri. Un giorno ne avevo già fatti 30 e il cibo scarseggiava. Per fortuna sulla mia strada ho incrociato una persona che mi ha ospitato in casa e rifocillato. Mi mancavano solo due giorni a Capo Nord ma senza questo aiuto raggiungere il traguardo sarebbe stato molto più arduo. Non è stato comunque il momento peggiore.

Quali altre difficoltà ha dovuto affrontare?
Il primo momento critico l’ho vissuto nel tratto a nuoto. Le temperature, sia dell’aria sia dell’acqua, erano più basse del previsto. A quelle condizioni era impossibile affrontare i 10 chilometri giornalieri che avevo programmato. Non solo, già dal primo giorno mi sono trovato di fronte al pericolo dei banchi di meduse che mi hanno accompagnato per chilometri. Poi c’era la corrente che mi sballottava e mi impediva di mantenere una bracciata regolare, e un calzare bucatosi la sera prima faceva entrare più acqua del dovuto, oltre alla scogliera a picco particolarmente alta.

Ha mai avuto paura di non farcela?
Sì, ma al panico ho risposto con la tecnica della visualizzazione. Immaginavo il momento in cui avrei toccato il ferro di Capo Nord e subito sentivo nuova adrenalina.

Oltre al mare, cos’altro è stato particolarmente difficile da affrontare?
Un altro momento critico c’è stato a poco più di sette chilometri dalla meta. Dovevo affrontare una galleria che scendeva fino a 200 metri sotto il livello del mare: a una discesa di tre chilometri al buio in una galleria enorme, seguiva una salita ripidissima. Nel punto più basso mancava completamente l’ossigeno, le ventole della galleria oltretutto erano ferme. Non nascondo che ne sono rimasto un po’ traumatizzato anche perché si trattava dell’ultimo sforzo. Oggi, ogni volta che affronto una galleria, qualcosa si riaccende in me.

Questa esperienza estrema l’ha cambiata?
Sì, e oggi la trasmetto a tutti coloro che si pongono sfide importanti. Tutti hanno obiettivi da raggiungere, non necessariamente estremi come il mio. Ma il modo di affrontarli è lo stesso. Imporsi una data, lavorare sodo, credere nel raggiungimento dell’obiettivo. E poi tutta una serie di fattori che permettono di raggiungerlo, tra questi il confronto con i tuoi alleati che ti aiutano e ti sostengono per il suo raggiungimento. Nel mio caso sono stati il team, gli sponsor e il mio amico Lorenzo. Per questo faccio oggi il coach professionista e lo speaker motivazionale. Ma una nuova impresa è già nell’aria.

di Francesco Bellini

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Basket, l’Olimpia Milano omaggia Kobe Bryant: giocherà con la maglia viola in Coppa Italia


L'Olimpia Milano ha deciso di omaggiare con una maglia speciale Kobe Bryant, il fenomenale campione di basket morto poche settimane fa in un tragico incidente. Nella Final Eight della Coppa Italia l'Olimpia Milano giocherà con una maglietta viola, la seconda divisa sarà gialla. Chiaro l'omaggio ai Black Mamba e ai Los Angeles Lakers. Il patron Armani: "Kobe ha ispirato il mondo".
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Coronavirus: gli eventi sportivi a rischio e quelli cancellati

Il Gp di F1 in Cina annullato. In forse quello del Vietnam. Dubbi anche sulle Olimpiadi di Tokyo. Decine gli appuntamenti già spostati.

Giorno dopo giorno, l’estendersi del contagio del coronavirus investe sempre di più il mondo di uno sport ormai senza più confini e si moltiplicano i casi di cancellazioni, rinvii e incertezze di vari eventi e competizioni. Ecco quali sono i più importanti eventi a rischio e quelli già cancellati, a partire dal Gp di F1 in Cina.

GLI EVENTI A RISCHIO

1. I GIOCHI DI TOKYO 2020

Sebbene gli organizzatori continuino a dare rassicurazioni, l’evento sportivo più importante dell’anno rischia di saltare. Le rassicurazioni sono arrivate anche dal Cio che ha fatto sapere che «i preparativi per Tokyo 2020 continuano come previsto». Contro gli appelli alla calma il dato più preoccupante: il Giappone con 28 persone infette è il quarto Paese al mondo con più contagi. Inoltre, con l’epidemia ancora in corso l’enorme movimento di persone durante le Olimpiadi potrebbe essere un azzardo.

2. IL GP DI F1 IN VIETNAM

A rischio dopo la Cina anche il terzo appuntamento del mondiale di F1: il Gp del Vietnam al suo esordio nel Circus. Prevista per il 5 aprile, con l’aumentare dei casi nel Paese e nella zona la gara sembra sempre più a rischio. In Vietnam sono stati confermati 15 casi.

3. I MATCH DI QUALIFICAZIONE PER I MONDIALI 2022

La Cina dovrebbe ospitare le Maldive il 26 marzo nel quadro delle eliminatorie per la Coppa del Mondo 2022 in Qatar, per poi recarsi a Guam il 31 marzo. Entrambe le partite sono a rischio.

4. L’HONG KONG SEVENS DI RUGBY

Il torneo annuale di rugby a sette entrato a far parte delle World Rugby Sevens Series sembra essere a rischio, anche se le autorità di Hong Kong continuano a dare rassicurazioni sul suo regolare svolgimento. L’evento è in programma dal 3 al 5 aprile.

GLI EVENTI GIÀ CANCELLATI

1. FORMULA 1

Ora è ufficiale: il Gp di Cina di Formula 1 di Shangai non si correrà il 19 aprile, come previsto. La Fia ha infatti ufficializzato il rinvio della gara accogliendo la richiesta avanzata dalle autorità cinesi. «Ci auguriamo di poter correre in Cina quanto prima possibile, esprimendo i nostri auguri per il meglio alla popolazione locale in questo momento difficile», sottolinea la nota della Fia, confermando che al momento non è stata fissata alcuna data alternativa.

2. ATLETICA LEGGERA

Sono stati rimandati al 2021 i mondiali indoor di Atletica leggera

3. CALCIO

Sospesi tutti i campionati di calcio nazionali e bloccati numerosi match dell’Asian Champions League.

4. FORMULA E

Cancellato il Gp di Formula E di Sanya previsto inizialmente il 21 marzo.

5. SCI

Riassegnato a Saalbach, in Austria, la tappa di coppa del mondo di SuperG e discesa in programma a Yanqing.

6. TENNIS

La International Tennis Federation ha spostato la Fed Cup Asia/Oceania Group I del 2-8 febbraio con partecipanti Cina, Taiwan, Indonesia, South Korea e Uzbekistan in Kazakistan, ma l’evento è stato successivamente rinviato dopo che il Kazakistan si è rifiutato di ospitarlo.

7. GOLF

Il Blue Bay LPGA, torneo del massimo circuito americano femminile di golf, è stato cancellato. Inizialmente in programma dal 5 all’8 marzo ad Hainan, è stato rimosso dal calendario LPGA Tour.

8. BOXE

Le qualificazioni di boxe per le Olimpiadi per la regione Asia-Oceania, che si sarebbe dovuta svolgere proprio a Wuhan (epicentro dell’epidemia), sono state spostate in Giordania.

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La Ferrari ha presentato la nuova monoposto Sf1000

Per la prima volta lontano da Maranello la casa del Cavallino ha lanciato la nuova vettura per il prossimo mondiale. Il nome è un tributo ai 1000 gran premi disputati dalla Scuderia.

Si chiama SF1000 la nuova monoposto della Ferrari per la stagione 2020 di Formula 1. La nuova macchina che sarà guidata dai piloti Sebastian Vettel e Charles Leclerc è stata svelata al Teatro Valli di Reggio Emilia. Il suo nome è un tributo al traguardo dei 1000 Gran Premi disputati dalla Scuderia, un traguardo che verrà raggiunto alla nona gara del campionato.

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Vanessa Bryant: “Sto provando ad accettare la morte di Kobe, non riesco con Gigi”


Vanessa Bryant non dà pace per la morte del marito Kobe, e della figlia Gianna Maria vittime del tragico incidente in elicottero del 26 gennaio scorso. La compagna di Black Mamba cerca consolazione anche sui social, da chi ha già vissuto purtroppo una simile tragedia, chiedendo a tutti di pregare per i suoi familiari. Difficile per la 37enne elaborare contemporaneamente il lutto del marito e della piccola Gigi.
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Derrick Nnadi, campione in campo e fuori: vince il Super Bowl e si prende cura di un canile


Il difensore dei Kansas City Chiefs, dopo la vittoria di Miami contro i San Francisco 49ers, ha deciso di pagare per circa un centinaio di cani la tassa del rifugio 'KC Pet Project di Kansas City': "Per tutta la vita ho sempre desiderato avere un cane, ma i miei genitori non hanno mai voluto. Solamente l’ultimo anno di college, ho adottato il mio primo amico: Rocky. E l’amore per lui mi ha portato ad aiutare anche altri animali", ha spiegato il giocatore dei Chiefs.
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Vanessa Bryant e la figlia Capri: “Somiglia tanto a Gigi e ha gli occhi del suo papà”


A pochi giorni dall'ultimo saluto allo sfortunato giocatore dei Lakers e alla figlia Gianna, Vanessa Bryant ha condiviso con i suoi follower di Instagram un filmato che vede la piccola Capri alzarsi in piedi e mostrare un sorriso identico a quello del padre. Un filmato che ha commosso migliaia di persone e che ha fatti subito il giro del mondo grazie alle condivisioni.
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Sci: Sofia Goggia, il video della spaventosa caduta e del grave infortunio


L’olimpionica azzurra della discesa, Sofia Goggia, è caduta rovinosamente nel superG di Garmisch. Gli accertamenti successivi all'incidente, svolti in ospedale, hanno confermato che la sciatrice azzurra ha riportato la frattura scomposta del radio sinistro. Sottoposta immediatamente ad un intervento chirurgico potrà rientrare solo fra sei settimane. Il Mondiale si conclude il 22 marzo.
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LeBron James schiaccia come Kobe Bryant: “Fratello mio, questa è per te”


Nella partita contro Golden State Warrios LeBron James ha replicato l'azione e la schiacciata di Kobe Bryant. Un momento da brividi, condiviso sui social dai Lakers e dello stesso giocatore con un bel messaggio su Instagram: "Una leggenda non muore mai. Fratello mio, questa è per te". C'è attesa per il 24 febbraio, giorno dei funerali di Black Mamba, della figlia Gianna Maria e delle altre 7 vittime.
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Morte Kobe Bryant, black out tra elicottero e torre di controllo prima della tragedia


Nelle undici pagine dell’aggiornamento delle indagini sull’incidente sulla morte di Kobe Bryant condotte dall’agenzia investigativa americana Ntsb si esclude l’avaria alle turbine e si ipotizza che ci sia stato un black out temporeaneo tra elicottero e torre di controllo nel cambio di turno tra i controllori. Ntsb: "Saremo in grado di determinarne la causa".
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Special Olympics, dalla sedia a rotelle alla medaglia d’oro: la storia di Samuele Tron


A margine dell'evento che ha radunato a Sappada 500 atleti di tutta Italia, il padre di questo ragazzo di 14 anni ha raccontato tutta la sua emozione nel vedere il figlio in gara insieme agli altri ragazzi: "Ho ancora nitido il ricordo di un momento in particolare, quando all’arrivo gli hanno messo il pass di atleta. E’ stata un’emozione incredibile: in Special Olympics Samuele è un atleta".
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Kobe Bryant, nessun guasto al motore dell’elicottero


Sono arrivati i risultati dei primi esami sui rottami dell'elicottero in cui sono morti Kobe Bryant, la figlia Gianna e altre sette persone. Nei frammenti analizzati dal National Transportation Safety Board, ovvero l'ente federale per la sicurezza sui trasporti non ci sono segni che riportano ad eventuali guasti del motore. Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori controlli, per risalire ai motivi dello schianto.
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Kobe Bryant, il memoriale pubblico il 24 febbraio allo Staples Center casa dei Lakers


Il 24 febbraio andrà in scena a Los Angeles il memorial pubblico per ricordare Kobe Bryant e sua figlia Gianna Maria. Non poteva essere che lo Staples Center, ovvero la casa dei Lakers, la location giusta per rendere omaggio alla memoria dello sfortunato campione e della giovane promessa, deceduti nel terribile incidente in elicottero di Calabasas. Non una data banale visto che il 24/2 è composto proprio dai numeri di maglia di Kobe e Gigi.
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Ritirata la maglia di Gianna, figlia di Kobe Bryant. La moglie Vanessa: “Dio quanto mi manchi”


Vanessa Bryant ha postato le immagini della cerimonia di ritiro della maglia della piccola Gianna Maria nella palestra della sua scuola: "Mia Gianna. Dio quanto mi manchi". Dopo la tragica scomparsa di Kobe e della figlia nell’incidente in elicottero dello scorso 26 gennaio la moglie del Black Mamba ha rotto il silenzio sui social qualche giorno fa.
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Kobe Bryant, chiesta la cittadinanza italiana onoraria per l’ex giocatore dei Lakers


Nelle scorse ore l'ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) ha invitato le istituzioni a considerare "l'ipotesi di una concessione 'post mortem' per meriti speciali, già conferita, in vita (ex articolo 9 della legge 91/92) ad atleti che si siano distinti per grandi meriti sportivi. Kobe Bryant aveva tanto di italiano, non nel sangue, ma nel cuore".
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