Vettel lascia la Ferrari: «Decisione non facile ma condivisa»

Il pilota tedesco e la scuderia di Maranello hanno ufficializzato il divorzio. La collaborazione non andrà oltre la naturale scadenza del 2020.

La Ferrari e Sebastian Vettel hanno ufficializzato comunicano la decisione «di non prolungare il rapporto di collaborazione tecnico-sportiva oltre la sua naturale scadenza, prevista al termine della stagione sportiva 2020».

«Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian», ha affermato in una nota Mattia Binotto, il team principal della Ferrari, subito dopo aver ufficializzato il divorzio fra la scuderia di Maranello e il pilota tedesco. «Riteniamo», ha aggiunto Binotto, «che sia la miglior soluzione per entrambe le parti. Non è stato un passo facile da compiere, considerato il valore di Sebastian, come pilota e come persona. Non c’è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi». Secondo Binotto «Sebastian è già entrato nella storia della Scuderia – con 14 Gp conquistati è il terzo pilota più vittorioso ed è già quello che ha ottenuto il maggior numero di punti iridati – e nelle cinque stagioni fin qui disputate con noi è salito tre volte sul podio del Campionato Piloti, contribuendo in maniera decisiva alla costante presenza della squadra tra le prime tre della classifica Costruttori». Insieme, ha aggiunto Binotto, «non siamo ancora riusciti a vincere un titolo iridato che per lui sarebbe il quinto ma siamo convinti che in questa anomala stagione 2020 riusciremo a toglierci ancora tante soddisfazioni»

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Scaroni: «Il campionato deve ripartire, ne va del calcio italiano»

Il presidente del Milan assicura: «Tutti i club vogliono tornare a giocare». Naturalmente garantendo la sicurezza sul modello tedesco. Se così non fosse, mette in guardia, «Si innescherebbe una spirale negativa che ci vedrebbe soccombere a livello internazionale». L'intervista.

«Il Milan vuole finire il campionato, e sono ottimista che si possa presto riprendere a giocare».

Posizione chiara e affatto scontata, quella del presidente rossonero Paolo Scaroni, intervenuto nella War Room di Enrico Cisnetto insieme a Marco Tardelli e Marco Bellinazzo del Sole 24 Ore. «Sono sicuro», dice a Lettera43.it, «che il governo e il comitato tecnico-scientifico troveranno una formula che consentirà di riprendere il campionato salvaguardando la salute di tutti, in primis dei calciatori»

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni (Ansa).

DOMANDA. Presidente Scaroni, tutte le società vogliono riprendere il campionato? In queste settimane sono emerse delle divisioni all’interno della Lega
RISPOSTA. Il fronte delle società non è diviso. Venti società su 20, per ben due volte, hanno votato a favore della ripartenza del campionato. Naturalmente vogliamo una ripartenza in sicurezza, con regole chiare, ma l’obiettivo è assolutamente ripartire. Al di là di quello che si dice nei corridoi, il voto ufficiale certifica la volontà unanime dei club di ripartire. Non esiste alcun dissenso da questo punto di vista. 

Quindi attendete solo l’autorizzazione del governo?
Sono sicuro che il governo e il comitato tecnico-scientifico troveranno una formula che consentirà di riprendere il campionato salvaguardando la salute di tutti, in primis dei calciatori. Ma non ci sono dubbi sulla volontà da parte dei club di ricominciare. Abbiamo già iniziato gli allenamenti in modalità individuale, Milanello è aperto, ci stiamo incamminando verso una ripresa del campionato.

Fiorentina e Sampdoria hanno comunicato in questi giorni la positività al Covid-19 di alcuni giocatori. Se si dovessero verificare altri casi a campionato ripreso si dovrebbe fermare di nuovo tutto?
No, dobbiamo seguire l’esempio della Germania. La loro formula prevede che si continui anche in caso di positività dei calciatori, ovviamente con tutte le tutele sanitarie del caso. Questo punto dipende dalla valutazione che farà il comitato tecnico-scientifico. In generale dico che il calcio, come tutta la società, deve abituarsi a convivere con il virus, nei prossimi mesi avremo certamente nuovi contagi, è impensabile immaginare di sospendere qualsiasi tipo di attività ogni volta che si scopre un caso nuovo. Questo principio deve valere anche per il calcio.

Avete avuto casi di positività al Covid al Milan?
Sì, abbiamo qualche giocatore contagiato, in via di guarigione. Altri, come Maldini, sia padre che figlio, sono stati contagiati e ora stanno bene.

Lei è uomo di business, se si dovesse fermare il campionato quali sarebbero i danni economici per il Milan?
Il tema riguarda tutto il calcio italiano, non solo il Milan. 15 anni fa la Serie A era al top del calcio mondiale, da allora non abbiamo fatto altro che perdere posizioni su posizioni in favore di Inghilterra, Germania e Spagna. Inutile elencare le ragioni, ma tra queste ci sono certamente gli stadi, che in Italia sono vecchi e obsoleti. Se non riparte il campionato avremo meno soldi per comprare e pagare i giocatori, e le nostre squadre saranno meno competitive in Champions, che è la vera vetrina mondiale del calcio. Si innescherebbe, quindi, una spirale negativa che vedrebbe il nostro campionato soccombere a livello internazionale. 

C’è il rischio che gli investitori internazionali escano dalle nostre squadre?
Per uscire bisogna avere chi compra. Certamente potrebbero emergere delle titubanze su potenziali nuovi investitori esteri interessati alle squadre italiane. Già il nostro calcio ha tanti problemi, se non riprendessimo il campionato i problemi rischierebbero di aggravarsi ulteriormente.

Specie nelle casse dei club…
La benzina del divertimento del calcio è il denaro. Per vedere le nostre squadre primeggiare nelle grandi partite di Champions servono i campioni, che costano e hanno ingaggi alti.

A proposito di campioni. Ibra l’ha sentito? 
No, ma credo che anche lui voglia ritornare a giocare.

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Le nuove date ufficiali delle Olimpiadi di Tokyo

I Giochi, rinviati a causa della pandemia, si terranno dal 23 luglio all'8 agosto 2021.

Il Cio e il comitato organizzatore hanno ufficializzato le nuove date delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che si terranno a un anno esatto di distanza da quelle rinviate a causa della pandemia di coronavirus.

LEGGI ANCHE: Cosa rischia il Giappone se il coronavirus fa saltare le Olimpiadi

Le nuove date dei Giochi sono dal 23 luglio all’8 agosto 2021, mentre dal 24 agosto al 5 settembre si terranno i Giochi paralimpici. La decisione è stata presa in una conference call che ha coinvolto il presidente del Cio Thomas Bach, quello di Tokyo 2020 Mori Yoshirō, il governatore di Tokyo Koike Yuriko e il ministro Olimpico e paralimpico Hashimoto Seiko, che hanno concordato il nuovo programma.

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Il rugby è il primo sport a chiudere la stagione per coronavirus

La federazione ha comunicato che tutti i campionati si devono considerare conclusi. Niente assegnazione del titolo di campione d'Italia e zero promozioni e retrocessioni. Se lo facesse anche il calcio?

Caduto anche l’ultimo tabù nello sport: rompete le righe, la stagione è finita causa coronavirus. A prendere la traumatica decisione è stato il rugby italiano, primo ad arrendersi definitivamente all’epidemia scoppiata.

DECISA LA SOSPENSIONE DEFINITIVA

La federazione ha infatti deliberato la sospensione definitiva dei campionati 2019-2020 stabilendo anche la mancata assegnazione del titolo di campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione.

TUTELA DELLA SALUTE DEI GIOCATORI

E se lo facesse anche il calcio? I tifosi si interrogano. Intanto si sta muovendo il rugby. La Fir ha stabilito che la ripresa dell’attività domestica per la stagione 2020/21 sarà successivamente disciplinata dal Consiglio federale. In una nota si legge: «Nell’assumere una decisione che non ha precedenti, il Consiglio ha tenuto in massima considerazione i valori fondanti del rugby italiano e il loro attivo impatto sulla società civile e sui club, nell’intento di tutelare la salute e il futuro dei giocatori di rugby di ogni età e livello del nostro Paese, delle loro famiglie e delle loro comunità; mostrare come il rugby sia pronto a rispondere eticamente alle condizioni complessive del Paese, duramente sfidato sul piano sanitario ed economico dalle vicende epidemiche; consentire ai club di ogni livello di operare in regime di chiarezza rispetto alle attività previste nei prossimi mesi».

CHIESTE MISURE DI SOSTEGNO

Il comunicato ha sottolineato che «l’attenzione della Fir è rivolta a società, giocatori, tecnici e staff, dirigenti, direttori di gara e, più in generale, a tutte le componenti del nostro movimento e che, nella prospettiva di una loro tutela, nelle prossime settimane saranno varate misure di sostegno straordinarie, in coerenza con le indicazioni di governo, Coni, organi internazionali, con l’esigenza del mantenimento di una sostenibilità complessiva del bilancio federale». Una nuova riunione del consiglio federale della Fir è stata già convocata per mercoledì primo aprile 2020.

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La Figc dice no all’ipotesi di un campionato a 22 squadre

Uno dei possibili scenari per la stagione a venire scongiurato dal presidente Gravina: «Sarebbe ingestibile».

Una Serie A a 22 squadre? «Sarebbe un campionato ingestibile»: lo dice il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina,intervenuto a SkySport. «Di ipotesi ne sono state fatte tantissime, ma la stella polare sono le nostre norme, e non è facile modificare il format dei campionati», ha aggiunto parlando dello stop ai campionati per l‘emergenza coronavirus e degli scenari per la ripresa, tra i quali c’è chi pensa anche a uno stop alle retrocessioni. «L’ipotesi di passare ad una serie A a 22 squadre» – ha proseguito Gravina – «dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l’Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l’esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre».

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Luca Dotto: “Atleti distrutti per il rinvio delle Olimpiadi? Il vero dramma lo vive chi è malato”


Le Olimpiadi di Tokyo sono state rinviate al 2021. Tanti atleti si sono detti molto rammaricati per lo spostamento dei Giochi. Il nuotatore Luca Dotto ha polemizzato con quelli che si sono lamentati per il rinvio: "Leggo post di atleti, disperati, con didascalie strappa-lacrime perché dicono di essere sconvolti, ma stiamo dando i numeri? Il vero dramma lo sta vivendo chi è malato o chi alla fine di questo periodo perderà il lavoro",
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Tokyo 2020 nel 2021, l’ironia di Alex Zanardi: “Notizia che mi taglia le gambe… sarò pronto!”


Alex Zanardi era matematicamente già qualificato per Tokyo 2020 ma alla notizia del rinvio dei Giochi olimpici all'estate 2021 non si è abbattuto d'animo, anzi: "Perdonatemi la battuta ma chissenefrega, avremo un anno in più per divertirci. Mi farò trovare pronto, potete scommetterci. La decisione? Giusta, anche se è mancata l'unità d'intenti"
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Olimpiadi Tokyo 2020 rinviate al 2021: c’è l’annuncio ufficiale


Le Olimpiadi di Tokyo sono state rinviate. Il CIO, di concerto con il Premier giapponese, il governatore di Tokyo e il presidente del Comitato organizzatore, ha deciso di spostare i Giochi Olimpici. Le Olimpiadi non si disputeranno dal 24 luglio al 9 agosto 2020, ma si terranno nell'estate del 2021. La denominazione sarà la stessa. Saranno Olimpiadi di Tokyo 2020 anche se si disputeranno nel 2021.
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Il rinvio dei Giochi olimpici sembra sempre più vicino

Tra le ipotesi sul tavolo lo spostamento dell'edizione al 2021 o il rinvio solo di pochi mesi. Anche Usa e Iran favorevoli allo slittamento. Colloquio tra Bach e Abe.

Il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 è un’ipotesi sempre più concreta. Malgrado le resistenze iniziali del Cio, sembra ormai che si debba soltanto decidere se provare a posticiparle al 2021 o tentare di mantenerle entro l’anno solare. Il premier giapponese Shinzo Abe ha in programma oggi un colloquio telefonico con il presidente del Cio Thomas Bach, dopo che il numero uno del Comitato olimpico si è concesso quattro settimane per decidere del eventuale rinvio dei Giochi. Alla telefonata parteciperanno anche il governatore di Tokyo, Yuriko Koike, il capo del Comitato organizzatore Yoshiro Mori e il ministro per le Olimpiadi Seiko Hashimo.

ANCHE USA E IRAN SI SCHIERANO PER IL RINVIO

Intanto, Il Comitato olimpico e paralimpico Usa (Usopc) si è detto favorevole a uno slittamento dopo che due terzi degli atleti americani, interpellati tramite un sondaggio, si sono espressi in questo senso. «Incoraggiamo il Comitato olimpico internazionale a prendere tutte le misure necessarie per garantire che i Giochi possano svolgersi in sicurezza», ha detto il comitato americano. E anche l’Iran, attraverso il presidente del Comitato olimpico Reza Salehi Amiri, ha inviato una lettera scritta per domandare ufficialmente il rinvio dei Giochi.

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Federica Brignone e Banca Generali, una partnership vincente

Insieme da quando la sciatrice era ancora una giovane promessa, atleta e sponsor celebrano il successo in Coppa del Mondo.

Nessuna italiana, prima di lei, aveva vinto la Coppa del Mondo di sci alpino. Federica Brignone ha compiuto un’impresa grazie a una stagione straordinaria, conquistando quei 1378 punti che sono record nazionale assoluto e che, soprattutto, le hanno permesso di battere la concorrenza agguerritissima di avversarie come Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova. Federica ha avuto bisogno della sua classe, per riuscirci, di allenamenti specifici, di una grande ecletticità tra le diverse specialità veloci e tecniche testimoniata anche dai successi nelle Coppe del Mondo di Combinata e Slalom gigante, di una grande capacità di reagire alle sfortune e agli infortuni che ne hanno costellato la carriera.

UN TEAM VINCENTE

Accanto, in questo percorso, Federica ha avuto la sua famiglia, la sua manager Giulia Mancini, e il suo sponsor personale Banca Generali, che aveva deciso di puntare su di lei quando aveva appena da poco superato la maggiore età. «Il nostro Gruppo ha una storica presenza nello sci come sponsor di Coppa del Mondo ma come Banca Private non avevamo un piano preciso per indirizzarci nella medesima direzione, finché non abbiamo conosciuto Federica», spiega Michele Seghizzi, direttore marketing e relazioni esterne di Banca Generali. «Il nostro focus è sempre stato sul talento e l’impegno valoriale che esprimono determinati profili, lo stesso abbiamo fatto con le scelte successive di altri personaggi al nostro fianco, e con Fede abbiamo subito trovato al tempo questo mix straordinario di qualità. Nel corso degli anni abbiamo attraversato insieme tante gioie, con i risultati favolosi che ha raggiunto, ma anche le difficoltà degli infortuni e delle situazioni meno agevoli, ma per noi la fiducia nel rapporto e questa condivisione di valore sono sempre state al di sopra di tutto».

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Michele Seghizzi, direttore marketing e relazioni esterne di Banca Generali, accanto a Federica Brignone.

UN TALENTO NATURALE

Una scommessa vincente, quella di Banca Generali, visto che il talento di Federica Brignone ha iniziato a brillare decisamente presto. A soli 21 anni aveva già conquistato un argento mondiale in Slalom gigante a Garmish. E dopo aver subito un grave infortunio nel 2012, si era ripresa più forte di prima, arrivando a vincere il bronzo alle Olimpiadi di PyeongChang 2018, e conquistare 15 vittorie nelle gare di Coppa del Mondo, 13 secondi posti, 11 terzi per 39 podi complessivi divisi in tutte le specialità.

L’INTERESSE PER L’AMBIENTE

Fuori dalla pista, invece, Federica Brignone è impegnata sul fronte ambientalista, con un progetto contro l’inquinamento delle acque, argomento sul quale cerca di sensibilizzare non solo i suoi fan ma anche i ragazzi più giovani. Da questa sensibilità è nato il progetto-mostra fotografica itinerante dal nome Traiettorie Liquide con il quale denuncia il grave stato di inquinamento da plastica dei nostri mari e dei corsi d’acqua.

ATTENTI ALLA CRESCITA SOSTENIBILE

«Anche questa attitudine di Federica ci è sempre piaciuta, tanto che -come Banca Generali – abbiamo deciso di sposare il progetto Traiettorie Liquide realizzato in collaborazione con il fotografo Giuseppe La Spada e abbiamo portato la mostra nelle nostre filiali riscuotendo un grande successo», continua a raccontare Seghizzi. «Del resto questo suo impegno si concilia alla perfezione con quella che è una delle più importanti mission del nostro istituto che da tempo ha scelto di puntare sugli investimenti Esg, strumenti che guidano i clienti a preferire prodotti legati alla crescita sostenibile, nel rispetto di valori ambientali, sociali e di governance».

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Coronavirus, Malagò e il possibile rinvio di Tokyo 2020: “Stanno vagliando tutte le ipotesi”


Giovanni Malagò, presidente del CONI, è intervenuto nella trasmissione radiofonica Deejay Football Club, e non ha escluso nessuna ipotesi in merito alle Olimpiadi di Tokyo 2020: "Mi sento di dire che ad oggi nulla è da escludere. Solo due soggetti devono prendere questa decisione: il CIO, quindi Bach, e il governo giapponese con il primo ministro Abe".
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Mike Tyson shock: “Aspetto solo di morire, la vita può essere più difficile”


Mike Tyson nella sua ultima intervista ha dichiarato di aspettare solo la morte. Parole pesantissime quelle dell'ex pugile che si è stancato di vivere e lottare: "Dalla mia esperienza, da ciò in cui credo, più so di non esistere, più sono disposto a morire. Se non vedo l'ora di morire? Sì, non ho paura. Vivere potrebbe essere più complicato che morire per me"
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Coronavirus, Wimbledon non si ferma: “Il torneo si svolgerà come da programma”


L'amministratore delegato dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club ha per ora smentito l'ipotesi di un rinvio: "Continuiamo a pianificare il torneo di Wimbledon, anche se rimane una situazione in continua evoluzione. Agiremo in modo responsabile per la salute e la sicurezza dei nostri membri, del personale e del pubblico e nell'interesse del torneo".
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