Sparatoria in Germania nella cittadina di Rot am See

Almeno sei morti. Fermato il killer. Dietro la strage ci sarebbe un dramma familiare.

Sparatoria in Germania, nella cittadina di Rot am See. I morti sono almeno sei. Il presunto responsabile è stato fermato dalla polizia, ma la sua identità non è stata ancora rivelata.

UN DRAMMA FAMILIARE DIETRO LA STRAGE

Dietro la strage, in base alle prime verifiche degli inquirenti, ci sarebbe un dramma familiare. Rot am See conta poco più di 5 mila abitanti e si trova tra Stoccarda e Norimberga, nello Stato federale del Baden-Wuerttemberg, nel Sud della Germania. La sparatoria è avvenuta in un ristorante vicino alla stazione ferroviaria e all’interno del locale ci sarebbero ancora alcune persone ferite. Le sei vittime, in ogni caso, sarebbero parenti fra di loro: «Il sospettato le conosceva», ha detto ai media locali il capo della polizia, Holger Binert.


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Un uomo ha ucciso due poliziotti in una sparatoria a Honolulu

Armato di coltello ha attaccato diverse persone nell'area di Waikiki. Poi ha aperto il fuoco sugli agenti.

Un uomo armato ha accoltellato dei passanti e aperto il fuoco sulla polizia, uccidendo almeno due agenti, a Honolulu, nello Stato americano delle Hawaii. Il Fbi è entrato in azione nella popolare area di Waikiki per fermarlo. I fatti sono riportati dalla Cnn. Prima di uccidere i poliziotti, l’uomo avrebbe dato fuoco anche ad almeno un’abitazione nell’area.

ARMATO DI COLTELLO

L’aggressore avrebbe un’arma da fuoco ma anche un coltello, con il quale avrebbe attaccato diverse persone. Proprio l’allarme causato dagli accoltellamenti avrebbe spinto la polizia a intervenire. Davanti agli agenti l’uomo avrebbe aperto il fuoco, uccidendone due. Sono le ricostruzioni iniziali dei media americani sull’incidente nell’area di Waikiki.

A FUOCO DIVERSE ABITAZIONI

Le fiamme divampate da una casa si sarebbero estese e avrebbero mandato a fuoco almeno altre quattro o cinque abitazioni. Lo hanno riportato i media americani, secondo i quali non è escluso che l’aggressore si trovasse nella prima casa divorata dalle fiamme. Gli agenti, infatti, al momento non sembrerebbero impegnati in una caccia all’uomo.

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Cosa sappiamo della sparatoria nella base di Pensacola

Mohammed Saeed Alshamrani, sottotenente dell'aviazione saudita, era ospite della Naval Air Station in Florida per un programma di addestramento. Ha ucciso tre persone prima di essere neutralizzato.

Ha puntato la sua pistola e aperto il fuoco all’interno della Naval Air Station di Pensacola, in Florida, nella quale era ospitato per degli addestramenti speciali. A compiere l’attentato è stato uno studente di aviazione saudita, membro dell’esercito del Paese arabo, che è stato ucciso durante la sparatoria. L’uomo ha colpito a morte tre persone e ne ha ferite altre sette, tra cui i due agenti (non in pericolo di vita) che lo hanno neutralizzato. Ecco cosa sappiamo del fatto.

UN MEMBRO DELL’ESERCITO SAUDITA

L’autore della sparatoria, identiticato dai media Usa come sottotenente Mohammed Saeed Alshamrani, era un ufficiale dell’aviazione saudita che frequentava la scuola di volo alla base, uno delle centinaia di soldati stranieri che ricevono qui l’addestramento. Lo ha riportato la Cnn citando diverse fonti militari. Le autorità stanno indagando per accertare se si tratti di un fatto di terrorismo, ha riferito l’Ap. Sempre secondo la stessa agenzia era sotto terapia psicologica ed era scontento dei suoi comandanti.

HA USATO UNA PISTOLA

L’uomo, che ha usato una pistola, era in addestramento alla base da due anni e avrebbe dovuto concluderlo nell’agosto 2020. Il suo programma prevedeva l’inglese, le basi dell’aviazione e la fase iniziale del pilotaggio. L’addestramento era pagato da Riad.

AVEVA PUBBLICATO UN MANIFESTO ANTI-USA

Poco prima di aprire il fuoco, l’ufficiale aveva pubblicato su Twitter un breve manifesto in cui definiva gli Stati Uniti «la nazione del male». Lo ha riferito il Site, sito di monitoraggio del jihadismo online. «Sono contro il male e l’America nel suo insieme si è trasformata in una nazione malvagia», ha scritto il killer.

ARRESTATI SEI SAUDITI

Sei sauditi sono stati arrestati per essere interrogati. Lo riferisce il New York Times. In base a quanto scrive il quotidiano, tre dei sei fermati avrebbe filmato la sparatoria, ha riferito una persona informata sulle fasi iniziali dell’inchiesta.

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Sparatoria nella base Usa di Pearl Harbour: due morti

Un marinaio della Us Navy ha aperto il fuoco contro dei colleghi uccidendo due persone per poi togliersi la vita. L'episodio avvenuto a pochi giorni dalle commemorazioni per l'attacco giapponese durante la Seconda guerra mondiale.

Paura a Pearl Harbour, la storica base navale a 13 chilometri da Honolulu, nelle Hawaii, che ospita la flotta statunitense nel Pacifico. Nel primo pomeriggio un militare ha aperto improvvisamente il fuoco uccidendo due persone e ferendone una terza prima di togliersi la vita sparandosi alla testa.

Si sa ancora poco della dinamica e del movente dell’episodio, che è caduto tre giorni prima del 78/mo anniversario dell’attacco aereo giapponese alla base: quel 7 dicembre 1941 in cui morirono oltre 2.300 americani e che segnò l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale.

Proprio in queste ore, come ogni anno, erano già in corso i preparativi per le celebrazioni che coinvolgono gran parte delle migliaia di militari e civili che operano e vivono nella base con le loro famiglie. Secondo i testimoni a sparare, nei pressi dell’ingresso sud dell’enorme area militare, è stata una persona che indossava la divisa della Us Navy, la marina militare statunitense.

SITO IN LOCKDOWN PER DIVERSE ORE

Una versione poi confermata dalle autorità militari che però non hanno ancora identificato l’uomo. Le due vittime e il ferito sono tre dipendenti civili del dipartimento alla Difesa. Nulla si sa per ora sulle loro generalità e se fossero persone legate all’uomo che ha sparato. Il sito di Pearl Harbour – che ospita sia la Us Navy che l’Air Force con 10 navi da guerra e 15 sottomarini – è stato per quasi due ore in lockdown, con tutti gli accessi e le vie di uscita bloccati.

PAURA ANCHE PER I TURISTI NELL’AREA

Sul posto sono intervenuti centinaia tra vigili del fuoco, soccorritori e uomini della polizia militare e delle forze speciali. Momenti di terrore e di angoscia anche tra i tanti turisti in visita, la maggior parte nell’area dove si trova il Pearl Harbour National Monument: a tutti è stato detto di mettersi immediatamente al riparo, così come è stato ordinato al personale della base. Il presidente americano Donald Trump, di ritorno in quelle ore a Washington da Londra dove ha partecipato al vertice dei leader della Nato, è stato immediatamente informato dell’accaduto. E il governatore delle Hawaii David Ige ha reso noto come la Casa Bianca ha offerto la sua assistenza attraverso le agenzie federali.

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Sparatoria durante una festa a Fresno, in California: quattro morti

Uno o più uomini ha fatto irruzione in un giardino privato aprendo il fuoco sui presenti. Ancora ignoti i motivi del gesto. Killer ancora in fuga.

Almeno quattro persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite a Fresno, in California, dove qualcuno in serata, forse più di un killer, è entrato in un giardino di casa dove era in corso un party privato e ha aperto il fuoco sulla gente, che stava guardando insieme una partita di football. Lo rendono noto i media statunitensi, fra cui il New York Times. Non è ancora chiaro il motivo del gesto, né chi siano gli autori dell’agguato. Alcuni dei feriti sono stati portati in ospedale in condizioni critiche.

Michael Reid, vicecapo della polizia di Fresno, ha spiegato che nel giardino privato erano radunate 35 persone quando i killer si sono introdotti aprendo il fuoco. I quattro morti – ha aggiunto il funzionario di polizia – sono tutti uomini fra i 25 e i 30 anni e non ci sono indicazioni sul fatto che chi ha sparato conoscesse le vittime. La polizia ha ricevuto numerose chiamate di vicini che hanno udito gli spari e all’arrivo di polizia e ambulanze tre delle vittime erano già decedute mentre una quarta è morta in seguito, in ospedale.

Nessuno ha visto i killer né ha descritto la presenza di veicoli sospetti nei paraggi. La polizia sta ora esaminando i filmati delle telecamere di sicurezza. «Il mio cuore è con le famiglie delle vittime di questa violenza insensata», ha detto Reid, aggiungendo che sarà fatto tutto il possibile per assicurare i responsabili alla giustizia.

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