Rocco Acocella, la famiglia cerca di risalire ai messaggi radio inviati durante i giorni del segnale di emergenza

di Erika Noschese

Sono ormai trascorsi 3 mesi dalla scomparsa dello skipper salernitano Rocco Acocella. Ad oggi, di lui non si hanno notizie. La famiglia, nelle scorse settimane, è partita alla volta di Puerto Escondino per battere l’area, con mezzi aerei privati. Dal mese di giugno, di Rocco non si sa nulla solo che il 22 giugno ha inviato un segnale di emergenza durato 19 ore. In quel momento, lo skipper salernitano era a meno di 100 miglia dalle coste colombiane. Ed è proprio da quel segnale di allarme lanciato dal 32enne salernitano che la famiglia si sta attualmente concentrando.«Stiamo cercando di risalire ai messaggi radio inviati durante i giorni del segnale di emergenza e nei giorni successivi», si legge sulla pagina facebook Rocco Acocella Missing, creato dalla famiglia come unico canale ufficiale. Lo skipper, al momento della scomparsa, era a bordo del trimarano bianco, Trinavis, partito da Saint Martin e diretto verso Barranquilla, in Colombia il 17 giugno. Da lì, Rocco avrebbe dovuto raggiungere il suo gruppo di lavoro, impegnato come guida turistica proprio in Colombia. In queste settimane, numerose sono state le immagini diffuse dalla famiglia, per raggiungere quante più persone possibili, anche tra la foreste e la giungla che attraversano il Centro e il Sud America. In queste settimane, infatti, la famiglia di Rocco ha effettuato voli aerei anche sulle isole colombiane di fronte al Nicaragua ma i venti e le correnti indicano che l’impatto possa essere avvenuto più a sud, concentrando le ricerche sulle isole tra Panama e Colombia, molte delle quali disabitate. La speranza degli Acocella è che Rocco possa infatti trovarsi in un luogo fitto di vegetazione, impossibilitato a mettersi in contatto per chiedere aiuto. Intanto, i familiari chiedono ancora massima diffusione, anche e soprattutto attraverso i social affinché la foto del giovane skipper possa davvero fare il giro del mondo e giungere a quante più persone possibili.

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