Verde pubblico, chiesta la revoca dell’appalto alle coop

di Andrea Pellegrino

Annullare le procedure di gara per l’affidamento del verde pubblico alle coop e rivedere i capitolati d’appalto. La richiesta del consigliere comunale Peppe Ventura – già avanzata durante l’ultima seduta di Consiglio comunale – è stata formalizzata e inviata all’attenzione del sindaco Vincenzo Napoli e dell’assessore all’ambiente Angelo Caramanno. Ventura accende i riflettori sull’appalto e sui servizi, alcuni dei quali sarebbero veri e propri duplicati, alcuni dei quali effettuati anche dalle medesime persone. Troppe anomalie per il consigliere comunale dei “Davvero Verdi” che porterebbero “ad un spreco di danaro pubblico” di quasi un milione di euro. Nel capitolato alcune voci non troppo trasparenti: come quelle riguardanti le sole aperture e chiusure dei parchi per un costo di 15mila euro circa alla medesima coop che gestirebbe il verde pubblico. Altra procedura sotto la lente d’ingrandimento è quella relativa all’affidamento del parco del Seminario, al cui interno ci sono due campi di calcio e anche un punto ristoro. Tutto da rivedere, insomma, e nell’attesa sospendere le procedure in corso. Parole ed atti di Ventura che sono stati ripresi dai consiglieri comunali d’opposizione Roberto Celano (Forza Italia) e Ciro Russomando (Attiva Salerno) che hanno chiesto la convocazione della commissione trasparenza. «Le dichiarazioni di Peppe Ventura – spiegano Celano e Russomando – sono molto gravi. Il collega consigliere ha evidenziato che alcuni dipendenti di cooperative risulterebbero in servizio contestualmente e negli stessi orari sia per la manutenzione di strade che per i servizi di gestione dei parchi». «Si tratterebbe, se la denuncia fosse fondata – proseguono – di una vera e propria truffa ai danni di una comunità tartassata dai tributi più alti d’Italia, pur dovendo convivere con condizioni di degrado non più tollerabili. Tutto questo merita una approfondimento da parte della commissione trasparenza».

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«Abbandonati dalle istituzioni: ridateci il lavoro e la dignità»

di Erika Noschese

«Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, non è stata rispettata una legge che avrebbe dovuto tutelarci». Parla così Lucia Perfetto, una dei 49 dipendenti del Consorzio di Bacino Salerno due, ad oggi ancora in attesa di una ricollocazione, come prevede la legge 14 del 2016. Lucia, ancora in attesa della ricollocazione.

Qual è, attualmente, la situazione?

«Noi siamo 49 dipendenti, rimasti fuori dal consorzio in quanto in liquidazione; alcuni si sono cantierizzati in quanto erano già sui cantieri e sono stati assunti dai rispettivi Comuni per cui lavoravano; noi che eravamo la parte operativa che lavorava per tutti i Comuni siamo rimasti fuori. Ora siamo in disponibilità, questo significa che non c’è certezza per il futuro e noi chiediamo alle istituzioni regionali, provinciali e comunali di farci capire la nostra situazione lavorativa. Siamo tutelati da una legge, la 14 del 2016, che dice che tutti i lavoratori dei consorzi dovevano essere assunti prima degli altri, nei vari settori di Salerno Pulita, Eco Ambiente e così via, assunti in secondo momento. La legge non è stata rispettata la legge e noi ci siamo trovati senza lavoro; da maggio non prendiamo soldi, dovevamo percepire l’80% della disponibilità e fino ad oggi – da 4 mesi – non abbiamo preso neanche un mese di disponibilità».

Un futuro sempre più incerto per voi. Se potessi lanciare un appello alle istituzioni cosa chiederesti?

«Sì, il nostro futuro è sempre più incerto. Noi dipendenti del consorzio chiediamo rispetto, c’è una legge che ci rispetta e gli organi competenti devono restituirci lavoro e dignità. Noi siamo persone che abbiamo sempre lavorato e dopo 20 anni non esiste questa situazione che ci vede senza lavoro, senza stipendio, senza certezze sul futuro. Personalmente, mi sento abbandonata dalle istituzioni e noi non ci fermiamo, vogliamo il rispetto dei nostri diritti. Tutti devono lavorare, è chiaro, ma a noi il lavoro è stato tolto e non credo sia giusto».

Tante sono le battaglie che hanno visto protagonisti voi esodati. Cosa avete intenzione di fare, ora?

«Noi andremo avanti con le nostre battaglie e abbiamo chiesto aiuto al direttore dell’Eda, al presidente e proprio ieri (mercoledì per chi legge ndr) siamo stati dal sindaco Napoli e dall’assessore Caramanno per chiedere di farci sapere quale sarà il nostro destino. Il sindaco ha assunto la responsabilità di parlare con il vice presidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola per chiedere delucidazioni in merito alla nostra situazione mentre l’assessore Caramanno ci ha assicurato che si sarebbe preoccupato di capire la situazione, in termini economici e chiarire la situazione con il consorzio».

Intanto, dall’incontro con l’assessore all’Ambiente e il sindaco Napoli nulla di nuovo è stato raggiunto: incerti i tempi per la ricollocazione pur avendo, dall’assessore Angelo Caramanno, massimo impegno senza potersi però sbilanciare sui tempi di attesa. «Stiamo parlando di 49 esodati appartenenti ad uno dei settori più importanti, è assurdo», ha dichiarato Angelo Rispoli segretario della Csa Fiadel che chiede l’intervento del vice presidente regionale Fulvio Bonavitacola affinché convochi consorzio di Bacino ed Eda per trovare una soluzione immediata per la ricollocazione.

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