India e New York vietano le e-cig dopo i casi di morte

Negli Stati Uniti 450 ricoveri e 7 morti per malattie legate alla sigaretta elettronica. In Italia? Le regole sono severe e i veri rischi si corrono con il fai da te. Il punto sullo "svapo".

L’India, secondo Paese al mondo per numero di fumatori, ha deciso di adottare la linea dura contro la sigaretta elettronica: vietato produrre, importare, esportare e distribuire e-cig. E tra le pene per chi viola la legge sono previsti fino a tre anni di reclusione. Anche lo stato di New York è passato alla tolleranza zero, diventando il secondo negli Stati Uniti – dopo il Michigan – a mettere al bando le sigarette elettroniche, con l’eccezione di quelle al mentolo o al tabacco.

MARYLAND E WASHINGTON PRONTI ALLA STRETTA. E TRUMP?

La ministra delle Finanze indiana Nirmala Sitharaman ha spiegato: «La decisione del governo indiano è stata presa tenendo a mente l’impatto che le sigarette elettroniche hanno sui giovani oggi». Il bando non interessa i prodotti da tabacco tradizionale, ma non è ancora chiaro se il divieto riguarderà anche l’utilizzo di apparecchiature per lo “svapo“. Negli Stati Uniti, invece, diventa sempre più forte la richiesta di provvedimenti da parte dell’amministrazione guidata da Donald Trump. I numeri parlano di sette morti e almeno 450 casi di malattia polmonare legata allo “svapo” di sostanze aromatizzate. L’ultima vittima è stato un 40enne della California morto il 17 settembre 2019 per un’insufficienza polmonare legata all’uso di e-cig. Anche il Maryland e il District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, stanno valutando misure per frenare la diffusione delle sigarette elettroniche, in particolare tra i giovani, come una prescrizione medica per l’acquisto di prodotti da fumo non tradizionali.

IN ITALIA NORME RIGIDE: EVITARE A TUTTI I COSTI IL FAI DA TE

Ci sono rischi di una stretta sulle sigarette elettroniche anche in Italia? Lo aveva escluso ad agosto 2019 Umberto Roccatti, presidente di Anafe, l’Associazione nazionale produttori fumo elettronico aderente a Confindustria: «Nel nostro Paese le regole sono rigide e ogni prodotto immesso sul mercato è sottoposto ad analisi estremamente approfondite. Ma soprattutto, il consumatore finale è sempre ben informato sui rischi del fai da te, pratica pericolosa che scoraggiamo con forza. Per questo motivo, ribadiamo l’importanza per i consumatori di rivolgersi solo ai punti vendita autorizzati dove è possibile acquistare prodotti sicuri e certificati». E instillare dubbi, secondo Roccatti, non voleva dire criminalizzare una pratica che era del 95% meno dannosa delle sigarette tradizionali: «Di tabagismo muoiono circa 8 milioni di persone al mondo ogni anno ed è questo il vero allarme di cui si parla sempre troppo poco».

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