Le cinque cose che (forse) non sapete su Oskar Schindler

È noto per aver salvato oltre mille ebrei durante il nazismo. Ma l'imprenditore fu anche un amante delle donne e delle motociclette, oltre che una spia nazista durante la prima parte della sua vita.

Il 9 ottobre 2019 è il 45esimo anniversario della morte di Oskar Schindler, l’imprenditore tedesco ricordato per aver salvato più di mille ebrei dallo sterminio della Shoah con il pretesto di impiegarli come manodopera necessaria allo sforzo bellico. L’intera vicenda della sua vita fu svelata al grande pubblico grazie all’incontro tra lo scrittore australiano Thomas Keneally e il commerciante Leopold Pfefferberg, uno dei sopravvissuti all’olocausto per merito dell’industriale. Sentita la sua storia, Keneally ne rimase così impressionato che decise di ricavarne un libro, Schindler’s List, dal quale successivamente fu tratto il film di Steven Spielberg. Ecco adesso cinque curiosità su Oskar Schindler.

VENNE ESPULSO DA SCUOLA PER AVER FALSIFICATO UNA PAGELLA

Da ragazzo, Schindler intraprese gli studi tecnici ma fu espulso da scuola per aver falsificato una delle sue pagelle. Nonostante il carattere scapestrato, che lo accompagnerà nel corso di tutta la vita, riuscì comunque a conseguire il diploma qualche anno più tardi.

UN GRANDE AMANTE DELLE MOTOCICLETTE

Appassionato sin da ragazzo di donne e motociclette, Schindler acquistò nel 1927 una Moto Guzzi 250, con la quale si cimentò anche in piccole gare locali. A quell’epoca l’azienda di Mandello aveva da poco esordito nel mondo delle competizioni motociclistiche, affermandosi nel corso degli anni come una delle migliori in circolazione. La decisiva consacrazione avvenne al Campionato Europeo del 1924, nel quale la Guzzi 500 C4V conquistò il primo, il secondo e il quinto posto.

UNA PASSIONE PER LE DONNE

Oskar Schindler sposò il 6 marzo del 1928 la connazionale Emilie Pelzi, ma la loro non fu mai un’unione felice. A causa delle continue infedeltà di lui, i due non ebbero mai dei figli. Nel 1932 poi, il futuro imprenditore intraprese una relazione extraconiugale con Aurelie Schlegel, dalla quale ebbe due figli, Emily, nel 1933 e Oskar Jr, nel 1935. Nello stesso periodo fu anche arrestato più volte per ubriachezza e scelse di non riconoscere il suo secondogenito.

QUASI CONDANNATO A MORTE PER ESSERE UNA SPIA DEI NAZISTI

Nel 1935 Schindler entrò a far parte dell’Abwehr, il servizio segreto militare del partito nazista. Il suo compito era quello di spiare le ferrovie e le industrie cecoslovacche in vista dell’occupazione tedesca della zona, che infatti avvenne nel settembre del 1938. Proprio a causa di ciò, fu arrestato dal governo ceco e quasi condannato a morte. Si salvò grazie all’entrata in vigore del trattato di Monaco, che sanciva l’annessione della Cecoslovacchia alla Germania. Nel 1939 divenne poi ufficialmente membro del Partito Nazista e coltivò amicizie influenti alla Gestapo e in tutto l’ambiente industriale, economico e politico tedesco, grazie alle quali intraprese una rapida ascesa economica. Motivo per cui, a guerra conclusa dovette fuggire dalla Germania, per tornarvi soltanto nel 1958.

COMINCIÒ AD ASSUMERE OPERAI EBREI PERCHÉ COSTAVANO POCO

Una volta stabilitosi insieme alla moglie a Cracovia, rilevò a basso prezzo dalla comunità ebraica una fabbrica di utensili da cucina, che ribattezzò Deutsche Emaillewaren-Fabrik. Nel periodo 1940-1941 smise di assumere manodopera polacca e cominciò ad assumere operai ebrei a basso costo, i quali, nel frattempo, furono confinati nel ghetto della città.

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