Pugno duro di Canfora, mascherine sempre

Quattordici casi di positività, ed altri cittadini in attesa di conoscere l’esito del tampone. Sono questi i numeri che hanno fatto prendere al sindaco di Sarno, Canfora, una decisione che proprio non avrebbe voluto prendere, ma che purtroppo si reputa necessaria. Da domani nella cittadina dell’AgroNocerino-Sarnese, infatti sarà obbligatorio sull’intero territorio comunale l’uso di mascherine quali protezione delle vie respiratorie, per l’intero arco della giornata, anche all’aperto e anche se si è da soli. L‘obbligo dell’utilizzo delle mascherine, per tutte le 24 ore, anche nei luoghi all’aperto, si aggiunge alle disposizioni nazionali e regionali che prevedono l’ obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone. Si raccomanda il lavaggio corretto e frequente delle mani. Si comunica inoltre che, a causa dell’aumento di contagi al Covid19 nella nostra città, sono sospese, fino a revoca del provvedimento, tutte le manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune di Sarno. Tra le iniziative sospese, anche la Rassegna “SettembreLibri”#Covid #NuoveDisposizioni “Siamo chiamati ad una importante prova di responsabilità e rigore, di grande rispetto e senza allarmismi. – scrive in un post sui social Canfora – Ancora più di prima. I casi positivi nella nostra città sono 14, siamo in attesa di altri tamponi.Dobbiamo essere attenti, senza “se” e senza “ma”. Dobbiamo invertire questo dato, e lavorare insieme perché non si abbiano ulteriori aumenti. Tutti dobbiamo tenere conto con estrema responsabilità delle norme”

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Sigilli al centro di Salute Mentale su disposizione della Procura

I carabinieri del Nas del Comando provinciale di Salerno hanno sequestrato, ieri, il Centro di Salute mentale di Sarno. I militari, guidati dal capitano Francesco Zaccaria, hanno eseguito il provvedimento d’urgenza disposto dalla Procura di Nocera Inferiore (sostituto procuratore Anna Chiara Fasano) chiudendo il Centro per molteplici mancanze. Così come evidenziato dalle stesse indagini svolte dai carabinieri, la struttura dell’Asl Salerno era priva di autorizzazione sanitaria, del necessario certificato di agibilità – mettendo a rischio la incolumità dei pazienti presenti. Insomma, non una mera formalità ma qualcosina di più serio che metteva a rischio la incolumità dei pazienti a causa della mancanza di sicurezza statica del plesso. Che, ancora, presentava criticità legate all’antincendio e alla sicurezza più in generale (fili volanti, mobili accatastati, scale interne non a norma). Dulcis in fundo, il Centro aveva come destinazione d’uso quella di una villetta privata e non di un Centro medico. Insomma, una nota curiosa, alla luce dei fatti, che strappa un sorriso amaro: l’Azienda sanitaria pagava da anni un fitto per un immobile privi di certificazione necessaria all’uso. I pazienti, al momento circa sette, sono stati trasferiti in altra sede per essere seguiti nella cura e terapia mentre i vertici aziendali sarebbero chiamati a spiegare la situazione. Quella della salute mentale è un settore su cui l’Asl Salerno punta molto avendo una decisa articolazione territoriale. Il Dipartimento, infatti, come ufficialmente spiega l’Azienda, è composto, tra le altre cose, in 10 unità operative complesse con ambulatori, centri diurni, comunità residenziali e semiresidenziali; servizi ospedalieri psichiatrici di diagnosi e cura; Centro per Trattamento dei comportamenti violenti. Insomma, una ramificazione notevole. La notizia del sequestro subito si è diffusa, non solo a Sarno, creando scalpore e meraviglia. Il primo pensiero è andato ai pazienti, alla loro sorte. La notizia del sequestro subito si è diffusa, non solo a Sarno, creando scalpore e meraviglia. Il primo pensiero è andato ai pazienti, alla loro sorte. E poi la domanda: “Perchè?” si è giunti ad un decreto persino d’urgenza, voluto dalla Procura, che la dice lunga sulle condizioni dell’immobile, dove, ricordiamo, vi erano pazienti. Quelli considerati fragili. E bisognosi di particolare attenzione. L’Asl dal canto suo spiegherà come sono andati i fatti magari impugnando il decreto di sequestro, se lo riterrà opportuno.

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