Un nuovo test del sangue rivoluzionario può rilevare fino a 50 tumori


Un team di oncologi e informatici americani ha messo a punto un rivoluzionario test del sangue in grado di rilevare 50 tipologie differenti di tumori. Fra essi, una decina sono molto aggressivi e difficili da diagnosticare. L'esame si basa su un'intelligenza artificiale e presenta una notevole specificità, dato che nel 99,3% dei casi positivi individua correttamente il tipo di cancro. Deve tuttavia essere ancora affinato.
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Il coronavirus ha fatto crollare in Italia il rumore ambientale prodotto dall’uomo


Le stazioni della Rete Sismica Nazionale gestite dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno rilevato una riduzione significativa del rumore ambientale prodotto dalle attività umane, in concomitanza con l'entrata in vigore delle misure di contenimento per contrastare il coronavirus. Gli effetti più evidenti sono stati rilevati a partire dal 22 marzo, con la chiusura delle attività produttive non essenziali.
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Drammatico aumento dei decessi tra anziani per il coronavirus: grafici mostrano confronto col 2019


Nell'ultimo report del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG), che mostra i decessi fra la popolazione anziana settimana dopo settimana facendo riferimento a 19 città campione, si osserva una brusca impennata nei grafici a partire dall'inizio di marzo. Il tracciato evidenzia chiaramente l'impatto della diffusione del coronavirus, soprattutto in relazione a quanto registrato nel 2019.
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Quant’è letale il coronavirus rispetto a un’influenza aggressiva


In base ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), mediamente in Italia l'influenza e le complicazioni ad essa associate provocano la morte di circa 8mila persone ogni anno. La COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus SARS-CoV-2, in base ai dati preliminari sembra essere decisamente più letale di un'influenza, anche rispetto a quella di stagioni particolarmente aggressive, ciò nonostante mancano ancora dati certi per poter fare un confronto accurato.
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Coronavirus, le misure di contenimento hanno salvato la vita a 38mila italiani: lo studio


Gli epidemiologi dell'Imperial College di Londra, in prima linea nell'analisi della diffusione della COVID-19 in Europa, hanno determinato che al 31 marzo le misure di contenimento introdotte in Italia per fermare la catena dei contagi da coronavirus hanno salvato la vita a circa 40mila. Nel nostro Paese, secondo gli scienziati britannici, potrebbe essere stato infettato il 10 percento della popolazione.
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Coronavirus, in Italia grande sottostima di contagi e decessi: i dati spiegati dall’esperto


La comprensione dei dati sull'impatto del coronavirus in Italia pubblicati dalla Protezione Civile non è agevole, anche alla luce del fatto che molti esperti li ritengono poco chiari e soprattutto pertinenti alla realtà. Per comprendere meglio la situazione abbiamo intervistato il professor Federico Ricci-Tersegni, docente di Fisica Teorica e Computazionale presso il Dipartimento di Fisica dell'Università Sapienza di Roma. Lo scienziato pubblica post su Facebook con grafici e altre indicazioni che aiutano molto nella "lettura" di questi dati. Ecco cosa ci ha raccontato.
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Quando saranno azzerati i contagi da coronavirus in Italia: la previsione per ogni regione


Grazie a un sofisticato modello matematico e ai dati diffusi dalla Protezione Civile sulla COVID-19 in Italia, il professor Franco Peracchi dell'Einaudi Institute for Economics and Finance (EIEF) ha fatto una previsione sulle date in cui i contagi saranno azzerati in ogni regione. La prima a liberarsi del coronavirus dovrebbe essere il Trentino Alto Adige il 6 aprile, l'ultima la Toscana, il 5 maggio. Nell'ipotesi più pessimistica, la data ultima dovrebbe essere il 16 maggio.
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Coronavirus, sintomi più gravi con una carica virale maggiore? Cos’è e cosa dicono gli esperti


Una maggiore carica virale del coronavirus SARS-CoV-2, ovvero la concentrazione di particelle trasportate e rilasciate nell'ambiente da un individuo infettato dalla COVID-19, potrebbe essere associata a una sintomatologia più grave nei pazienti affetti dalla patologia. Gli scienziati, tuttavia, hanno rilevato risultati contrastanti nei loro studi. Ecco cosa dicono.
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Il coronavirus forse circola fra noi da decenni: lo suggerisce uno studio


Un autorevole team di ricerca internazionale ipotizza che il coronavirus possa aver compiuto il salto di specie da animale a uomo (spillover) da anni o addirittura decenni, circolando in piccoli gruppi di persone. Solo di recente, tuttavia, avrebbe sviluppato la mutazione che l'ha trasformato nel patogeno "killer" che, nel momento in cui stiamo scrivendo, ha contagiato oltre 700mila persone e ne ha uccise 34mila.
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Virus molto simili al coronavirus scoperti in pangolini contrabbandati in Cina


Il sequenziamento genomico di campioni biologici estratti da pangolini sequestrati in Cina dopo operazioni anti contrabbando, hanno rilevato la presenza di coronavirus molto simili al SARS-CoV-2, il patogeno responsabile della COVID-19. I dati non sono sufficienti per confermare che possa trattarsi della specie serbatoio intermedia che ha permesso lo spillover. Gli scienziati raccomandano di non catturare e manipolare la fauna selvatica; solo così si eviterà una nuova, catastrofica pandemia come quella attuale.
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Vaccino anti tubercolosi contro il coronavirus: in Australia test su 4mila medici e infermieri


In Australia 4mila tra medici, infermieri e altri operatori sanitari saranno sottoposti alla vaccinazione con il “bacillo di Calmette e Guérin” o BCG, una vecchia preparazione utilizzata nella prevenzione della tubercolosi. Studi clinici hanno dimostrato che il vaccino potenzia l'immunità e protegge dai virus respiratori; la speranza è di contrastare le complicazioni della COVID-19, nel caso in cui i professionisti fossero infettati dal coronavirus.
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Le mutazioni frequenti del coronavirus possono favorirne la diffusione


Dopo aver analizzato circa 500 sequenze geniche del coronavirus SARS-CoV-2, un matematico dell'Università dell'Illinois di Chicago (Stati Uniti) ha determinato che il patogeno presenta poche mutazioni ma frequenti in quattro proteine chiave, legate all'aggressione alle cellule umane e alla replicazione all'interno di esse. Questo tasso di mutazione accelerato potrebbe essere alla base della rapida diffusione globale.
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Perché la Vitamina D potrebbe proteggerti dal coronavirus: lo studio italiano


Due scienziati dell'Università degli Studi di Torino hanno determinato che la carenza di Vitamina D potrebbe rappresentare un fattore di rischio per la COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus. Studi preliminari hanno rilevato che tra i pazienti ricoverati a Torino c'è un'elevatissima prevalenza di ipovitaminosi D. Ecco come e perché potremmo beneficiare da questa vitamina.
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Il coronavirus potrebbe avere ondate stagionali: quarantena “intermittente” fino al 2021


Attraverso un modello matematico un team di ricerca svedese e svizzero ha determinato che il coronavirus possa diffondersi a ondate stagionali, con una flessione nel periodo estivo e un picco maggiore durante quello autunnale-invernale. Ciò significa che potrebbe essere necessario introdurre misure di quarantena a intermittenza fino a quando non sarà disponibile un vaccino, se il patogeno non verrà eradicato in altro modo.
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Cos’è e a cosa serve l’epidemiologia


L'epidemiologia è una specialità medica trasversale che abbraccia numerose discipline, dalla demografia alla sociologia, passando per la statistica. Ha come oggetto di studio la popolazione e non il singolo individuo, ed è fondamentale nel monitoraggio delle malattie e nella pianificazione di interventi di sanità pubblica. Il decreto "Io Resto a Casa" necessario per contrastare la diffusione del coronavirus è nato proprio sulla base degli studi epidemiologici.
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Coronavirus, Burioni ottimista: “Stiamo sperimentando farmaci molto promettenti”


In un video pubblicato su youtube il medico e divulgatore scientifico Roberto Burioni ha annunciato che stanno sperimentando dei farmaci molto promettenti contro la COVID-19, l'infezione scatenata dal nuovo coronavirus emerso in Cina SARS-CoV-2. È ancora troppo presto per dare indicazioni precise, ma lo scienziato ha detto che non si stupirebbe se uscissero buone notizie nelle prossime settimane.
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Perché l’antimalarico idrossiclorochina potrebbe aiutare contro il coronavirus


In Cina il trattamento a base di idrossiclorochina è considerato "raccomandato" nel contrasto alla COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus SARS-CoV-2. Si tratta di un farmaco antimalarico e contro alcune condizioni infiammatorie che sta dando buoni risultati negli studi preliminari in laboratorio e sui pazienti, ma dovranno essere confermati da approfonditi studi clinici.
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