Senza Salone del mobile Fiera Milano tira la cinghia

L'attività frena e a quanto risulta a Lettera43.it a breve verrà proposta ai dipendenti la cassa integrazione a rotazione. Ma non si ferma l'iter delle nomine. Decisa la riconferma dell'ad Curci.

«Saremo tutti, dai dipendenti ai dirigenti, chiamati a fare dei sacrifici». La lettera inviata ai dipendenti di Fiera Milano la scorsa settimana, dopo l’annuncio dell’annullamento del Salone del Mobile, ha allertato un po’ tutto l’organigramma dell’ente fieristico controllato dalla Fondazione e quindi anche da Regione Lombardia.

Del resto dopo l’annuncio di venerdì 27 marzo il titolo di Fiera è sceso a 2,5 euro in Borsa.

E a quanto risulta a Lettera43.it nel giro di pochi giorni l’azienda a controllo pubblico inizierà a proporre la cassa integrazione a rotazione.

L’ITER DELLE NOMINE PROCEDE

Ma se i tagli iniziano già a farsi sentire e l’attività frena, quello che non si ferma è l’iter per le nomine. Il consiglio di amministrazione è in scadenza. Ma al contrario delle altre partecipate pubbliche l’assemblea del 20 aprile non è stata rinviata. L’ultimo Dpcm del governo Conte ha infatti dato la possibilità di spostare a luglio gran parte delle assemblee. Fiera ha deciso di non farlo.

DECISA LA RICONFERMA DELL’AD CURCI

Giovedì 26 marzo sono state presentate le liste e tutto prosegue senza contraccolpi. Decisa la riconferma dell’ad Fabrizio Curci, anche se da qualche mese l’Orac, il comitato di vigilanza di Regione Lombardia presieduto da Giovanni Canzio, ex presidente della Corte di appello di Milano, ha avviato approfondimenti sul suo stipendio che, come già riportato da Lettera43.it in un articolo del 17 febbraio, tra compenso di funzione, Mbo, e incentivazione azionaria, supera gli 1,7 milioni annui. Una cifra considerevole per un ente fieristico, ben superiore anche a quella di altri Ceo lombardi di società controllate da enti pubblici. Ma per ora non si va oltre.

L’ADDIO DI CAPRIO E CORBARI

Enrico Pazzali, nominato lo scorso anno alla presidenza della Fondazione, vuole dare continuità al mandato. E per di più la Lega di Matteo Salvini sta subendo nomine di area vicina al Partito democratico. Il Carroccio non riesce a farsi sentire nell’accordo tra il governatore Attilio Fontana e il sindaco Beppe Sala. Quindi il consiglio di amministrazione rimarrà di fatto inalterato. Le uniche novità sono l’addio del presidente Lorenzo Caprio e del consigliere Giampiero Corbari. La presidenza è stata affidata al direttore finanziario di Fondazione Antonio Caorsi. Tra le new entry Anna Gatti, bocconiana, già consigliere di Raiway, molto gradita a Sala.

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