Rai, che la festa delle nomine cominci

Dopo il via libera del Mise al nuovo piano industriale, nuovo giro di valzer a viale Mazzini: Colletta verso la direzione di RaiUno, Maggioni al Tg1, Paterniti a Rai news e Carboni al Tg3. Non ancora chiuso il contratto con Fiorello. Le novità sul tavolo di Salini.

Grandi manovre in Rai dopo che il Mise ha dato via libera al piano industriale pensato dalla Boston Consulting, sulla falsariga del modello di France Television, e fatto proprio dall’ad Fabrizio Salini. Resta ora da vedere se in attesa delle nomine ai vertici delle direzioni di genere si procederà nel frattempo a quelle di rete e dell’informazione. Teresa de Santis, direttrice della rete ammiraglia, è data in uscita e sulla sua poltrona dovrebbe sedersi Stefano Coletta, attuale direttore di RaiTre. Per la direzione della seconda rete (l’attuale numero uno Carlo Freccero è in uscita a novembre), il favorito è Ludovico Di Meo. Al posto di Coletta, invece, è pressoché sicuro l’arrivo di Maria Pia Ammirati, ora direttrice di Rai Teche.

L’amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini (foto Fabio Cimaglia / LaPresse).

Novità in arrivo anche per Monica Maggioni. L’ex presidente della tivù di Stato avrebbe chiesto di lasciare Rai Com perché il progetto del canale in inglese non presenta quelle caratteristiche che lei desiderava. Se venisse accontentata, potrebbe andare al Tg1 al posto dell’attuale direttore Giuseppe Carboni, innescando però un effetto domino con almeno due cambi di poltrone: Giuseppina Paterniti dal Tg3 che ora dirige a Rai News 24, lasciando il posto ad Andrea Montanari, ora all’Ufficio studi. Antonio Di Bella sarebbe invece il candidato per la nuova Direzione approfondimento.

CAMBI DELICATI IN UN MOMENTO COMPLICATO DEL MERCATO TELEVISIVO

In questo quadro resta da capire che fine faranno Alberto Matassino e Fabrizio Ferragni. Il primo, delegato dall’ad Salini a seguire l’attuazione del piano industriale di fatto è ancora senza alcuna procura. Il secondo, che nell’organigramma Rai risulta direttore (o funzione equivalente) del costituendo Canale tematico istituzionale non sa ancora se avrà sotto di sé anche Rai Parlamento, e quindi il suo direttore Antonio Preziosi, o viceversa se ne diventerà una specie di concorrente.

Questa è la settimana nella quale si dovrebbe firmare il contratto con Fiorello

Il tutto in attesa del parere , non vincolante, che la Commissione parlamentare di Vigilanza dovrà esprimere sul piano industriale anche alla luce della crisi di ascolti che ha colpito tutto il gruppo Rai, radio inclusa, e il calo della pubblicità in un mercato sempre più complicato, diversificato e competitivo. Vedi gli accordi di Netflix prima con Sky e poi con Mediaset, una partita destinata a rivoluzionare il panorama televisivo da cui viale Mazzini al momento è esclusa. Infine, questa è la settimana nella quale si dovrebbe firmare il contratto con Fiorello, che nonostante una imponente campagna promozionale del nuovo programma (lo showman vorrebbe chiamarlo Viva la Rai, ma magari dopo al nascita di Italia Viva di Matteo Renzi cambierà idea) su tutte le reti, non è ancora chiuso. Top secret la cifra, su cui si sono fatte nei mesi scorsi molte indiscrezioni che il protagonista ha sempre respinto con sarcasmo.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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