E’ salernitano l’adolescente abusato dal sacerdote arrestato ieri ad Avellino

di Pina Ferro

E’ residente in un comune della provincia di Salerno il 13enne che sarebbe stato vittima di atti sessuali da parte del sacerdote Livio Graziano, 50 anni residente a San Potito Ultra nell’Avellinese. Il religioso, fondatore di una cooperativa sociale per l’assistenza alle persone, soprattutto giovani, con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione è stato ammanettato ieri mattina.
Il provvedimento è stato firmato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino su richiesta del Procuratore capo, Domenico Airoma. L’arresto è arrivato a conclusione di una attività investigativa avviata dopo la denuncia presentata dal padre di un ragazzo di tredici anni (difeso dagli avvocati Giovanni Falci e Sergio Maria Manzione), ospite della cooperativa da giugno a settembre scorsi, avrebbero accertato gli abusi. Nella denuncia i legali della famiglia del ragazzo ha presentato anche una folta documentazione ed elementi di prova a sostegno della gravissima accusa. regali, messaggi e tanto altro che il sacerdote avrebbe inviato al ragazzino. Il sacerdote, don Livio Graziano, 50 anni, non è alle dipendenze della Diocesi di Avellino ma e’ incardinato in quella di Aversa (Caserta). Dopo aver trascorso alcuni anni in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine (Avellino), don Livio aprì ad Avellino un ufficio di consulenza nutrizionista e successivamente ha fondato la cooperativa sociale “Effatà, Apriti” con sedi in due comuni a pochi chilometri da Avellino. Tantissimi i giovani aiutati in questi anni, molti dei quali colpiti da disturbi alimentari anche gravi come obesità, anoressia e bulimia nervosa. La sua permanenza nella Diocesi irpina, come ricordano le cronache, e’ stata “contestata” a più riprese dall’allora Vescovo di Avellino, monsignor Francesco Marino, originario di Caserta come il sacerdote arrestato. Per la sua “intensa attività sociale e umanitaria” a don Livio è stato assegnato nel 2014 a Benevento il premio “Padre Pio da Pietrelcina”. Sconcerto anche in Rete, dove in molti conoscono don Livio Graziano e si sono detti attoniti dalla notizia. “Sebbene incardinato in questa Diocesi, da ormai molti anni, il sacerdote don Livio Graziano aveva intrapreso un suo percorso di attività personali che esulavano dalla vita e dalla pastorale di questa comunità ecclesiale”. Così in una nota la Diocesi di Aversa chiarisce la posizione del prete arrestato per abusi su minore nell’ambito di un’indagine della Procura di Avellino. “Esprimendo grande solidarietà e vicinanza a chi è stato vittima della violenza, la Diocesi attende con fiducia che l’azione investigativa dei competenti organi giudiziari faccia il suo corso e nella preghiera affida ogni fratello e sorella alla carità di Dio”, conclude il comunicato della Diocesi guidata da Angelo Spinillo.

Consiglia

Dipendenti delle cooperative a rischio licenziamento: sospesi tutti i servizi

di Erika Noschese

Dipendenti delle cooperative sociali a rischio licenziamento. Da ieri, infatti, sono stati bloccati tutti i servizi gestiti dalle coop, finite sotto la lente della Procura di Salerno per lo scandalo degli appalti truccati. Ad interessarsi alla questione, dopo le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali la Prefettura di Salerno che ha sollecitato la convocazione imminente dei sindacati da parte del Comune. Intanto, ieri mattina, Angelo Rispoli, segretario della Csa Fiadel ha incontrato i dipendenti delle otto cooperative, attualmente ferme, lanciando un appello al sindaco Napoli, dopo il fermo dei servizi. “Abbiamo chiesto un incontro al signor sindaco, la cosa drammatica è che, ad oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta e questo non aiuta. I lavoratori delle cooperative sono non sono dipendenti ma anche e soprattutto cittadini di Salerno – ha dichiarato Rispoli – Possiamo anche accettare di stare qualche altro giorno senza stipendio, come sta già avvenendo ma solo se avessimo prospettive che oggi mancano. Davanti alla mancanza di prospettive prevale la disperazione, non penso convenga spingere le persone alla disperazione”. Rispoli rinnova l’invito all’amministrazione comunale ad avere un confronto immediato sul futuro delle cooperative: “Questi dipendenti fanno lavori produttivi, oggi mantenere fermo il verde significa mettere in pericolo la sicurezza dei bambini, in molte scuole; significa creare elementi di pericolo nei parchi, molti di essi già fatiscenti e io non credo si possa decidere per la chiusura dei luoghi aperti al pubblico perché manca la manutenzione degli stessi – ha aggiunto il segretario della Csa Fiadel – Queste sono persone che lavorano, svolgono lavori manuali”. Si tratta all’incirca di 90 lavoratori, molti dei quali stipendiati part time, “a livello di sopravvivenza, con lavori da fame. Siamo a disposizione, vogliono solo lavorare”. Il segretario ricorda poi il “gesto coraggioso” dell’attuale governatore Vincenzo De Luca che, quando guidava la città, e visse una storia simile, con le cooperative di pulizia e parcheggiatori: “De Luca fece un grande gesto di coraggio, decise di costituire un soggetto unico che seguisse questa cosa, nacque Salerno Pulita, oggi azienda importante nel settore della differenziata e dello spazzamento e nacque Salerno Mobilità, dalla fusione di varie cooperative”. Da qui l’appello alla maggioranza Napoli: “La norma è la stessa, chiediamo di sederci al tavolo, esplorare le tante possibilità per dare stabilità alle persone perché anche all’epoca c’era un’inchiesta giudiziaria ma le due cose vanno separate: l’inchiesta punta a verificare le varie situazioni, sotto l’aspetto giudiziario e da cittadini siamo ben lieti di sapere che si faccia ciò che occorre ma a noi interessa applicare la clausola sociale, ovvero chi si prende il lavoro dovrà prendere anche i dipendenti rimasti fuori”. Intanto, cChiedono la convocazione del tavolo prefettizio il segretario generale della Cgil, Arturo Sessa e della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto che esprimono preoccupazione per il disagio vissuto in queste ore da numerosi lavoratori dipendenti, a seguito della sospensione dei servizi affidati alle Cooperative Sociali operanti sul territorio della città di Salerno. “Considerate le diverse notizie apprese dagli organi di stampa, il mancato confronto tra le parti, ma soprattutto preoccupati per le ripercussioni nell’immediato sulla continuità lavorativa e reddituale delle maestranze, le scriventi chiedono un incontro prefettizio al fine di discutere e individuare ogni utile soluzione a tutela delle stesse”, hanno dichiarato Sessa e Capezzuto chiedendo la convocazione di un tavolo prefettizio. Intanto, questo pomeriggio, alle 18, presso la sede della Cgil di via Manzo, l’organizzazione sindacale incontrerà i lavoratori interessati.

Consiglia

Rissa e tentato omicidio in pieno centro: quindici adolescenti sono finiti nei guai

di Pina Ferro

Gang di ragazzini da tempo si affrontavano per affermare il proprio predominio sul territorio. Due baby gang formatesi in due zone diverse della città: una della zona orientale e l’altra del centro storico. Tra di loro anche appartenenti a personaggi noti alle forze dell’ordine e il nipote di un boss del centro storico. Una “guerra di potere” che ha portato la Procura per i minorenni di Salerno all’emissione di 15 misure cautelari per rissa aggravata, dopo una inchiesta delegata alla polizia. Di questi, dieci, cui viene contestato anche il tentativo di omicidio, vanno in un istituto penitenziario minorile; per gli altri cinque, il gip ha disposto il collocamento in comunità.
Il lavoro degli investigatori della Squadra mobile e dei poliziotti della sezione di Polizia giudiziaria della Procura si è concentrato sulle immagini della videosorveglianza cittadina e dei filmati amatoriali che ritraevano una violenta rissa, scoppiata il 15 maggio scorso, un sabato sera, nel centro di Salerno, tra le due gruppi che si erano affrontate a colpi di bastoni, mazze, tirapugni e coltelli. Due dei partecipanti erano rimasti feriti da fendenti in prossimità di organi vitali. “I fatti – sottolinea il procuratore capo dei Minori, Patrizia Imperato – per la loro ampiezza e gravità mettevano a repentaglio l’incolumità di chi quel giorno, pacificamente, affollava le strade cittadine”. Per gli investigatori, “era doveroso un intervento da parte delle istituzioni” perche’ i due gruppi non avevano intenzione di fermare le violenze.ù
“Si tratta di due gruppi che si fronteggiano per un mero predominio sul territorio. Predominio che significa ‘qua ci sto io, quindi non ci puoi stare tu'”. Parole del procuratore presso il tribunale per i Minorenni di Salerno, Patrizia Imperato, che ha raccontato i dettagli dell’operazione che ha portato all’esecuzione di quindici misure cautelari nei confronti di altrettanti under 18 per una violenta rissa scoppiata durante un sabato della ‘movida’ salernitana. Per Imperato, l’atteggiamento “e’ particolarmente allarmante. C’e’ un aspetto radicato di contrapposizione e la volontà di tutti nei due gruppi era di andare avanti con nuove reazioni, con nuove aggressioni nei confronti dell’avversario, reo di appartenere a un gruppo di una zona diversa dalla propria”. Le indagini affidate alla Squadra mobile di Salerno, diretta dal vicequestore Marcello Castello, hanno messo in luce la volontà di vendetta da parte di alcuni dei partecipanti alla rissa finita con due accoltellati a maggio scorso. Dunque, il movente e’ “quello che rende particolarmente allarmante questa situazione”, ribadisce il procuratore minorile, definendo “strutturato” l’antagonismo tra le due opposte fazioni, dato “che si fronteggiano da anni”. “Dieci indagati per tentato omicidio sono tutti coinvolti nella rissa, erano con l’esecutore materiale degli accoltellamenti. La rissa è poi aggravata dalla presenza, non soltanto dei coltelli, ma di sfollagente, mazze, tirapugni, come è emerso dalle immagini e, anche successivamente, dalle attività tecniche che sono state fatte all’esito delle perquisizioni domiciliari”, spiega Imperato. Le immagini sono quelle videoregistrate da telecamere installate da alcuni esercizi commerciali dell’area in cui si sono verificati i fatti, e hanno permesso di risalire all’identita’ di alcuni dei ragazzi oggi arrestati. Nelle contestuali perquisizioni domiciliari, trovati e sequestrati sia alcuni indumenti che coinciderebbero con quelli visibili dai filmati che riprendevano alcune fasi della rissa, sia alcuni strumenti atti a offendere. Inoltre, a questi minorenni sono stati sequestrati i cellulari, quelli stessi telefonini la cui analisi ha e’permesso di identificare quasi tutti i rissanti. “Ne abbiamo visti tanti di arrestati adulti, che hanno un atteggiamento dimesso in quelle circostanze. Stamattina, vedere questi ragazzi che incedevano con andamento quasi di orgoglio ci ha ferito molto, ci e’ dispiaciuto molto e ci porta tantissima amarezza”, sottolinea il questore di Salerno, Maurizio Ficarra.
Dalle indagini effettuate e dall’analisi delle chat da parte degli investigatori è venuto fuori che la rissa è stata programmata con la consapevolezza che vi sarebbero state gravi conseguenze. Inoltre, è emerso che ben noto il fatto che uno dei coinvolti era in possesso di un coltello.
Sulla chat di gruppo denominata “centro storico”
xx: e ditt ca vo scenn pi pistol? E apoost fa u scenn comm vo iss ( ha detto
che vuole scendere con le pistole? E va bene fallo scendere come vuole lui)
YY: ma ij song u prim (ma io sono il primo)
YY: pero a me n ata fa chiccr (però con me non dovete fare chiacchiere)
XX: ma ca nisciun s tir aret ( ma qua nessuno si tira indietro)
XX: si gia e parlat p me tu cira ric e parlat gia p limon (se già ha parlato con me avresti dovuto dirgli hai già parlato con limone XX: quand vuo scenn pi pistol sai aro stamm (quando vuoi scendere con le pistole sai dove stiamo )
YY: pke ceg ritt mannm a chi vuo tu (gli ho detto mandami chi vuoi)
XX: waglii ca iamma a fni a pisc ftient( ragazzi qua finisce male )
XX: emma vatt our i gruoss ( dobbiamo picchiare anche i grandi)

Conversazione sulla chat di gruppo denominata “centro storico”
XY: .. simm sciem nuj mo che c lamntam a fa u sapevm già prim ca sucrev ca fnev a cussi ( ..siamo stupidi noi, ora di cosa ci lamentiamo a fare lo sapevamo già

prima che succedeva che andava a finire cosi)
YX: nun e over pke stevm pi man no p mezz i nu scem ca p s fa vre ca men curtllat iamm tutt quand p sott (non è vero perché stavamo con le mani non è che per colpa di uno scemo che per farsi vedere lancia coltellate andiamo tutti quanti per sotto)
XY: em sbagliat pur nuj pk u sapevm ca u ten nguol u cos erama ess pur nuj a c ric iet stu cos (abbiamo sbagliato anche noi perché sapevamo che tiene addosso il coso e dovevamo essere anche noi a dirgli butta sto coso)
XY: ..u frat u sapevm ca chill u tnev u cos ngul erama ess nuj a ciu liva (fratello lo sapevamo che quello aveva il coso addosso dovevamo essere noi a toglierglielo)
XX: Eh e pccio pigliammc e conseguenze emm stat assieme nel bene mo c distaccam nel male? (Eh e perciò prendiamoci le conseguenze, siamo stati insieme nel bene e ora ci distacchiamo nel male?)

Consiglia

Corruzione: Salerno, presidente Coop dal carcere ai domiciliari

E’ uscito oggi dal carcere di Salerno-Fuorni per andare ai domiciliari, Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, arrestato l’11 ottobre scorso nell’ambito di un’inchiesta della procura di Salerno che mira a far luce sui rapporti tra le cooperative sociali e il Comune di Salerno. Zoccola, presidente di una cooperativa sociale e di fatto con ruoli apicali in altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno, era anche per i pm uno dei perni di un sistema di malaffare. Durante la scorsa settimana, Zoccola e’ stato sottoposto a due lunghi interrogatori durati in totale circa 15 ore nei quali ha confermato alcune parti della ricostruzione degli inquirenti tirando in ballo anche il nome del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Il giudice ha accolto la richiesta del suo legale di fiducia, Michele Sarno, che aveva chiesto, per Zoccola, l’applicazione dei domiciliari. Sarno all’AGI si dice “felice per lui e per la sua famiglia che sia tornato a casa ai domiciliari. Ma, i provvedimenti non devono essere commentati, ma vanno letti”. Con zoccola, coinvolte nell’indagine 29 persone, tra cui il consigliere regionale Nino Savastano, ai domiciliari. Indagato anche il sindaco di Salerno, appena rieletto, Vincenzo Napoli.

Consiglia

Indicazioni di De Luca “il 70% per Savastano e il 30% per Picarone”

di Erika Noschese

Le cooperative sociali principale fonte di voti alle elezioni comunali e regionali. Una certezza, da sempre, ma ora Vittorio Zoccola chiarisce il suo ruolo alle scorse elezioni regionali e alle recenti elezioni comunali che hanno visto il dominus delle coop sostenere il centro destra e il candidato sindaco Michele Sarno. Un appoggio quasi improvviso, considerando che alle regionali del 2020 – che hanno visto la netta riconferma di Vincenzo De Luca – Zoccola era parte attiva di questa macchina di voti. A dare indicazioni, in quell’occasione, fu proprio il governatore che divise i voti tra Nino Savastano e Franco Picarone. “L’indicazione 70-30% (il 70 a Savastano e il 30 a Picarone ndr) la ricevetti a giugno direttamente da Vincenzo De Luca che incontrai casualmente. In quella circostanza dissi al presidente che mi ero rappacificato con Nino Savastano e per tanto gli chiesi come dovevo comportarmi”, ha infatti detto Zoccola ai pm, spiegando che De Luca gli disse “di fare la campagna elettorale per Savastano, anche a prescindere da tale indicazione in quanto Savastano, in precedenza, in un convegno pubblico aveva preso le difese delle cooperative”. A giugno del 2020 ci fu una riunione, presso il lido Siulp, tesa a garantire all’attuale consigliere regionale “il mio appoggio nella sua campagna elettorale”, ha aggiunto spiegando che in quel periodo si era in regime di proroga degli appalti e già erano state presentate le gare, annullate a seguito del decreto di perquisizione. “La situazione era quindi piuttosto critica al momento dell’incontro con Savastano perché noi avevamo un interesse ad evitare ogni soluzione di continuità nello svolgimento dell’attività lavorativa. Di tutto ciò parlai con Savastano, gli dissi che era essenziale che prima della scadenza delle proroghe venisse approvato un nuovo bando e fosse aggiudicato l’appalto. Egli garantì che si sarebbe interessato della cosa con l’amministrazione comunale in quanto faceva parte della giunta, quale assessore alle Politiche sociali – ha svelato ancora il ras – Garantii il mio appoggio elettorale a Savastano, a fronte della rinnovazione del bando anche se successivamente non gli ho mai detto che se non fossero arrivati i provvedimenti non gli avrei assicurato i voti promessigli, benché con lo stesso io abbia avuto rapporti durante l’iter, egli era rimasto il mio unico punto di riferimento nel Comune”. Savastano, secondo quanto riferisce Zoccola, sapeva che per poter ottenere l’aggiudicazione del bando occorreva chiudere il consorzio e cambiare i presidenti e le cooperative e sapeva anche che le coop erano in realtà delle imprese che facevano capo ai loro presidenti o a me per quanto riguarda “quelle riferibili a mia moglie e a mia nuora”. Un sistema ben delineato, in cui tutti sapevano tutto, presidente della Regione Campania in primis che – come emerge proprio dalle rivelazioni di Vittorio Zoccola – dettava la linea da seguire, sia a livello regionale che comunale, dando indicazioni precise sui candidati da sostenere con i dipendenti delle coop.

Coinvolti anche alle elezioni comunali recenti: I voti dirottati su un candidato, oggi è stato nominato assessore 

Indicazioni di voto alle regionali ma anche e soprattutto alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre scorso. E non è solo il caso di Gianluca Izzo, moglie di Alessandra Francese che ha spinto i dipendenti della cooperativa San Matteo a votare la moglie e Dario Loffredo.
Di fatti, dal cerchio magico di questo sistema Salerno indicazioni di voto sarebbero andate anche verso un neo assessore comunale. I dipendenti di una cooperativa avrebbero di fatti sostenuto in massa il candidato. Risultata tra i più eletti, in una delle liste a sostegno del sindaco Vincenzo Napoli, è poi entrato in giunta, con una delega di tutto rispetto. Al momento, la magistratura sta approfondendo questo aspetto per capire se – da parte del candidato – possa esistere o meno un suo diretto coinvolgimento.

Consiglia

Amicizia lunga 40 anni con Savastano che per due volte ha visto fase di stop

di Pina Ferro

Un rapporto di lunga data quello tra il consigliere regionale Nino Savastano e Fiorenzo Zoccola. Un rapporto che risale a 40 anni fa e che, come lo stesso Zoccola sottolinea ai giudici, ad un tratto si è interrotto. Un black out durato 15 anni. “Poi ci siamo riavvicinati e l’ho aiutato nella campagna elettorale. Poi Zoccola al Gup, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto a seguito dell’arresti, dice “A Salerno, il sindaco è manovrato da certi personaggi”. Subito dopo torna a parlare del consigliere Savastano “… A giugno del 2020 mi sono rappacificato con Savastano; una settimana dopo le elezioni buttarono fuori mio fratello a favore di un altro del “cerchio magico”: Da questo sgarbo ho deciso di tirarmi fuori da questa parete politica. Salassano mi ha dato una mano a sollecitare i bandi e proprio per questo gli abbiamo fatto la campana elettorale.
Io mi sono sempre preoccupato per il lavoro mio e della mia famiglia. Con Savastano ho chiuso i rapporti tanto che mi sono spostato verso il centro destra. Alle mie cooperative io davo indicazioni di voto. dopo l’elezione di Savastano abbiamo fatto una cena a cui sono intervenute anche Socofasa, Landi e Meo”. Poi Zoccola spiega anche di essere stato aiutato da Savastano sia prima che dopo il voto. Ma ha anche sottolineato che egli non era per nulla favorevole alle proroghe: “Io volevo i bandi. Le proroghe dipendevano dalla cattiva gestione del comune, dall’errore di De Luca che ha dato la gestione al figlio Piero e al sui “cerchio magico”. E’ ricco di particolari il racconto che Fiorenzo Vittorio Zoccola rende alla al giudice per le indagini preliminari, così ricco che gli atti sono stati secretati e quelli resi noti, ancora oggi contengono numerosi omissis. Zoccola vuota il sacco facendo riferimento non solo a Savastano manche a dirigenti del Comune e, ad altri consiglieri comunali. “Ventura in campagna elettorale ha chiamato tutti i dipendenti delle cooperative prospettando che sarebbero passati a “Salerno Pulita”. Balzano era un intimo amico mio e di Savastano, era presidente di quartiere a Mariconda. Balzano ha sostenuto Savastano e Picarone: si metteva davanti ai seggio e andava nelle case. Picarone quando parla delle 7 proroghe si riferisce al presidente della Socofasa, il patto di sangue a cui si riferisce è l’aiuto che gli doveva dare alle elezioni, gli ho fatto 25 anni di campagna elettorale, siamo amici d’infanzia”E ancora Zoccola delinea anche inquadro di riferimento di ogni singola cooperativa. “Il 70% delle persone che ho assunto mi sono state mandate da politici. “Lavoro vero” si riferisce a Loffredo; la “San Matteo” a Francese; la Socofasa a Savastano oppure a chi indicava il governatore . Io venivo ricevuto da lui al Genio Civile, l’ultima volta, 15 giorni prima delle elezioni. Noi siamo amici dal1989. Per le regionali avevo circa 1000 voti, mi sono fatto dare da Savastano un altro nome e lui mi ha dato Fogliame: questa accoppiata consentiva di controllare i voti miei.

Mimmo Ventura indicava i nomi delle persone da assumere nelle cooperative sociali

Fratelli d’Italia, seppur indirettamente, cade nella trappola del Sistema delle cooperative sociali e degli appalti truccati. A svolgere un ruolo da protagonista è infatti Mimmo Ventura, consigliere d’opposizione che – in questa tornata elettorale – ha aderito al partito guidato, a livello nazionale, da Giorgia Meloni, risultando il primo degli eletti. A tirare in ballo Ventura è Vittorio Zoccola che durante i due interrogatori svela i retroscena di quel sistema che ha portato lui in carcere, l’assessore Nino Savastano e il dirigente comunale Luca Caselli in carcere. Dopo una lunga serie di omissis, infatti, emerge il nome del consigliere comunale: “gli svantaggiati con precedenti giudiziari e/o altri soggetti mi venivano segnalati dal consigliere Mimmo Ventura o da altri soggetti e/o consiglieri comunali”, ha detto Zoccola che non chiarisce però chi sono gli altri amministratori coinvolti nella vicenda. “Uno dei fratelli Palumo è stato assunto, su indicazione di Ventura, nella cooperativa di Minelli”, ha detto ancora il dominus delle coop. Zoccola tira in gioco i fratelli Ventura in più occasioni, nel corso dei due interrogatori, chiarendo sia il ruolo di Mimmo che di Giosuè.

Consiglia

“Esiste un accordo tra le cooperative e la politica”: ecco i rappresentanti

di Erika Noschese

Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire, alle prime, la continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci ma che in realtà sono loro dipendenti. Vittorio Zoccola, ras delle cooperative sociali, vuota il sacco e ammette il coinvolgimento attivo della politica locale nella vicenda degli appalti truccati. Gli atti, nei giorni scorsi, sono stati disecretati, dopo oltre 15 ore di interrogatorio al quale è stato sottoposto lo stesso Zoccola, attualmente in carcere a Fuorni, assistito dall’avvocato penalista Michele Sarno. Il Ras delle coop svela dunque il Sistema Salerno, raccontando e facendo nomi dei consiglieri coinvolti. “Per meglio precisare voglio dire che sono normalmente i politici, ed in particolare i referenti delle cooperative in consiglio comunale ad indicare le persone da assumere quando vi è necessità di procedere ad assunzioni – ha detto Zoccola dinanzi al Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli e ai sostituti procuratori Elena Cosentino e Guglielmo Valenti – Le cooperative, dal canto loro, proprio per garantire il mantenimento dei posti di lavoro devono lavorare con continuità”. Dunque ad ogni tornata elettorale ogni cooperativa sostiene il consigliere di riferimento, con un’indicazione di voto che viene data a tutti i dipendenti. Ed è proprio sulla base di questo patto con la politica che entra in gioco Gianluca Izzo e l’audio diffuso su whatsapp pochi giorni prima del voto per le elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. A confermarlo è Vittorio, all’anagrafe Fiorenzo, Zoccola che tira in ballo il marito di Alessandra Francese, candidata al consiglio comunale con la lista Progressisti per Salerno e prima dei non eletti. Izzo è infatti amministratore di fatto della cooperativa San Matteo: ai suoi dipendenti aveva chiesto di votare per la moglie, Francese e chiarisce anche la frase “noi per voi ci siamo sempre stati, stateci vicino”: “si riferisce a questo meccanismo”, dice il presidente delle cooperative sociali che fa i nomi dei rappresentati in consiglio comunale: Il Leccio è stata fatta costituire da Dario Barbirotti, allora presidente di Bacino Salerno 2, in precedenza era stato assessore comunale e consigliere regionale. “E’ stato Barbirotti che ha fatto costituire la cooperative e che le ha affidato i lavori alla discarica di Sardone”, ha chiarito Zoccola. La cooperativa Lavoro Vero fa capo a Dario Loffredo, ex assessore al Commercio del Comune di Salerno, tagliato fuori dalla rosa della giunta, dopo lo scandalo degli appalti truccati. “I rapporti con Loffredo si sono instaurati successivamente alla costituzione e si sostanziano nella tutela che questi garantisce alla cooperativa per la continuità del lavoro – ha detto ancora il dominus – Il presidente delle cooperative ha avuto un incarico in un’azienda pubblica anche se non ricordo quale, ha rapporti per altro sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli che sottoscrive la delibera con conferimento di consulenza”. Zoccola chiarisce che “tutelare la continuità significa che Loffredo è l’interlocutore della cooperativa ogni qual volta deve sollecitarsi una delibera che possa favorirla”. Nella cooperativa San Matteo il capo era Gianluca Izzo, cognato del presidente Davide Francese. Il referente di Izzo in consiglio comunale era Dario Loffredo dopo la rottura con i fratelli Ventura. “Nell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali, la cooperativa San Matteo ha sostenuto la Francese, in particolare l’abbinamento Francese Alessandra/Dario Loffredo”, ha detto ancora il dominus delle coop.

 

La posizione dell’ingegnere Luca Caselli rischia di aggravarsi? “Lui era a conoscenza di tutto”

“Caselli era perfettamente a conoscenza del fatto che la forma cooperativa mascherava in realtà un’impresa individuale”. La posizione del dirigente comunale, ora agli arresti domiciliari, Luca Caselli potrebbe aggravarsi ulteriormente dopo le parole di Vittorio Zoccola. Dinanzi al Pm il dominus delle coop spiega dettagliatamente il ruolo dell’ingegnere e il suo ruolo all’interno delle cooperative sociali, smentendo che avessero un unico capo di interesse facente capo a lui. Ciascuna cooperativa rispondeva ad un presidente: Terza Dimensione era guidata da Mariagrazia Mosca che aveva sostituito il marito; Tre SSS era guidata da Lucia Giorgio, moglie di Zoccola ma di entrambe lui era consulente, dal 2017 quando – per motivi fiscali – “mi conveniva poter emettere fattura per le mie prestazioni”, ha chiarito il ras. Il consorzio Solidarietà Salernitana, costituito sette anni fa, era finalizzato infatti unicamente a consentire alle cooperative di partecipare a gare più importanti: la forma giuridica consentiva infatti di tenere conto della somma dei fatturati di tutte le singole cooperative ma il consorzio viene sciolto a fine giugno 2020, dopo che nel decreto di perquisizione veniva fatto riferimento allo stesso come elemento dimostrativo dell’esistenza di un unico centro di interessi. E qui entra in gioco il Comune di Salerno: dopo le prime perquisizioni furono infatti cambiati i rappresentanti legali delle cooperative, quelli che risultavano indagati, perché “non avremmo potuto ottenere nessun appalto. Il Comune non parlò esclusivamente con me in qualità di rappresentante di tutti gli interessati ma ebbe una separata interlocuzione con ciascuno di essi. Personalmente questa necessità mi fu rappresentata da Caselli e dal direttore dei Lavori Ugo Ciaparrone”. Ed è qui che Zoccola conferma che Caselli era a conoscenza di tutto ciò che girava attorno al sistema, messo in piedi proprio dall’uomo, vicino all’amministrazione e a De Luca.

 

Giosué Ventura licenziato dopo 10 anni per colpa del fratello

Nel sistema delle cooperative sociali, i fratelli Ventura Mimmo e Giosuè sembrano giocare un ruolo strategico. Di fatti, la cooperativa San Matteo venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura: la moglie di Domenico Ventura, attuale consigliere d’opposizione in quota Fratelli d’Italia, ha lavorato per 16-18 mesi nella cooperativa ed il fratello Giosué ha svolto nella stessa, per dieci anni, le mansioni di caposquadra fino a quando venne licenziato a seguito dell’intervento di Giuseppe Ventura in consiglio comunale, nel corso del quale si censuravano le modalità di affidamento degli appalti da parte del Comune. Episodio, questo, per il quale Vittorio Zoccola ha sporto querela. Dall’interrogatorio di Vittorio Zoccola emerge anche il “ruolo” chiave di Giuseppe, ex consigliere d’opposizione. A lui si deve infatti il licenziamento di Giosué, impegnato nella cooperativa da 10 anni e cacciato dopo l’intervento in consiglio comunale.

Consiglia

Rissa e tentato omicidio, 15 misure cautelari per minori Salerno

Rissa e tentato omicidio. Sono i reti contestati a 15 under 18 destinatari di un provvedimento restrittivo del gip presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno notificato dalla polizia salernitana. Per 10 indagati misura cautelare in carcere, con il collocamento in un istituto penitenziario minorile, e per altri 5 collocamento in comunita’. Alle 11 il procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno, Patrizia Imperato, terra’ conferenza stampa presso il proprio ufficio.  L’operazione della polizia si inserisce nelle indagini su uno scontro violento in corso tra baby gang di due zone di Salerno, una nel centro storico, l’altra nell’ala orientale. Tra gli episodi sotto i riflettori degli inquirenti, anche quanto accaduto nella serata del 15 maggio scorso. Nella zona del lungomare, all’altezza della spiaggia di Santa Teresa, molto frequentata dal popolo della movida, due gruppi di giovanissimi, circa una ventina in tutto, vennero alle mani sul lungomare; la rissa prosegui’ nei pressi di un noto fast food della zona. Spunto’ anche un coltello, e due feriti non gravi vennero trasportati all’ospedale di Salerno

Consiglia

Traffico di stupefacenti: 16 anni a Raffaele Iavarone

di Pina Ferro

 

Gestiva il traffico di stupefacenti a Salerno, inflitti 16 anni, 10 mesi e 40 giorni a Raffaele Iavarone. L’uomo fu arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Salerno nel mese di luglio 2020, nell’ambito dell’operazione “Patriot”. Insieme a lui finirono in manette altre 25 persone.

Raffaele Iavarone, insieme ad altri 19 indagati è stato processato con il rito dell’abbreviato (Gup D’Agostino, Pm Colamonici)  che prevede uno sconto di pena di un terzo.

Il Gup ha poi inflitto la pena di: 12 anni, 4 mesi e 40 giorni a Giuseppe Russo; 3 anni, 6 mesi e 20 giorni a Hicham Oisfi, alias Emilio; 1 anno e 4 mesi a Giuseppe Aquino; 2 anni e 8 mesi a Guglielmo Sirica di Sarno; 1 anno e 8 mesi a Domenico Pasquale Sirica di Sarno; 1 anno e 4 mesi a Emilio Squillante di Sarno; 6 anni e 8 mesi a Claudio Tufano di Pontecagnano Faiano; 8 anni, 2 mesi e 20 giorni a Nicola Attianese di Pontecagnano; 7 anni e 2 mesi a Antonio Cosentino di Baronissi; 8 anni e 40 giorni a Mario Noschese;  7 anni, 6 mesi e 20 giorni a Luca Vitale; 4 anni, 2 mesi ee 20 giorni a Gianluca Vicinanza; 1 anno, 6 mesi e 20 giorni a Antonio Pierro; 1 anno, 6 mesi e 20 giorni a Gerardo Iannone;  4 anni, 4 mesi e 40 giorni ad Aniello Romano di Baronissi; 1 anno, 6 mesi e 20 giorni a Giuseppe Pierino; 1 anno e 4 mesi a Ciro Romano; 2 anni, 2 mesi e 20 giorni a Vincenzo Rocco; 10 mesi e 20 giorni a Marianna Minelli. Nel collegio difensivo tra gli altri gli avvocati Giovanni Fava, Bianca De Concilio, Pierluigi Spadafora e Antonietta Cennamo.

“Iavarone, – scrivevano gli investigatori nell’ordinanza – ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili. Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite”. Le forniture di cocaina  erano assicurate  da Hicham Oisfi alias Emilio e Giuseppe Aquino, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente  rifornivano il gruppo di Iavarone anche con ingenti quantitativi

L’hashish veniva acquistato nella cittadina di Sarno dal gruppo facente capo a Guglielmo Sirica, con la collaborazione di Emilio Squillante e Domenico Pasquale Sirica.

Il sodalizio criminale aveva creato una stabile rete di rapporti con numerosi spacciatori collegati a diverse piazze di spaccio di stupefacenti in diverse zone cittadine di Salerno: cosiddetto “centro storico”, Sant’Eustacchio, Canalone, cosiddetto “Villaggio dei Puffi”, Pastena, Torrione, Mercatello, Mariconda.

Consiglia

Gianluca Izzo torna libero, revocata ‘ordinanza dal Riesame

Revocata l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di Gianluca Izzo, amministratore di fatto della cooperativa San Matteo. La revoca è stata effettuata dai giudici del Tribunale del Riesame al quale si erano rivolti gli avvocati di Izzo, Danilo Laurino e Vincenzo FaIella. Gianluca Izzo arrestato dopo il voto amministrativo già nel pomeriggio di ieri è stato rimesso in libertà. Stessa sorte era toccata a Giovanni Coscia scarcerato dopo l’interrogatorio di garanzia da parte del Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno che aveva firmato l’ordinanza. Ora bisognerà attendere 45 giorni per conoscere le motivazioni che hanno portato i giudici del Riesame ad accogliere l’istanza dei difensori di Rizzo.

Nel corso dell’udienza di ieri mattina, agli atti sono state depositate anche le dichiarazioni di Fiorenzo Vittorio Zoccola inerenti la figura di Gianluca Izzo. Zoccola ai magistrati ha raccontato che Izzo era colui che si occupava della cooperativa San Matteo. Nessuna rivelazione scottante, almeno sembra da quanto trapelato, sulla figura di Gianluca Izzo.

La vicenda è quella dell’audio circolato a Salerno nel giorno del voto del 3 e 4 ottobre scorsi per il rinnovo del Consiglio comunale. In quel vocale, pubblicato e denunciato sui social dall’opposizione, si sentiva la voce di un uomo che, con accento campano, si rivolgeva a dei “ragazzi” ai quali ricorda che “domenica e lunedì si vota”, senza pronunciare mai “Salerno”. “Per noi  è una cosa importante, ci stiamo giocando quasi tutto. Io non vi sto dicendo che voi siete obbligati a votarci. Naturalmente mi aspetto che andate a votarci, che voi ci siete per noi come noi ci siamo sempre stati per voi” . Dice l’audio finito nel mirino della procura dopo che era stato pubblicato sui profili Facebook da Tofalo e dal consigliere comunale di minoranza Roberto Celano.

Consiglia

Dai ieri, Massimo Cariello è di nuovo un uomo libero

di Pina Ferro

Massimo Cariello, ex sindaco di Eboli non è più ai domiciliari. A distanza di un anno dall’arresto Cariello dalla tarda mattinata di ieri è un uomo libero. I giudici hanno accolto l’istanza presentata dai difensori Cecchino Cacciatore e Costantino Cardiello. I legali nella richiesta di scarcerazione avevano evidenziato tre aspetti: il tempo di detenzione ai domiciliari, lo stato di salute e fisico determinato dalla lunga permanenza in casa e infine, forse il più importante il fatto che non vi era più alcun pericolo di reiterazione del reato in quanto ora ad Eboli, all’indomani del voto, si è insediata la neo eletta amministrazione comunale. Ora Massimo Cariello potrà affrontare il processo di Appello da uomo libero. In primo grado, l’ex primo cittadino, era stato condannato, con giudizio immediato, a 6 anni e 4 mesi di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Al termine della propria requisitoria, il pubblico ministero Francesco aveva chiesto, invece, una condanna a 9 anni. Cariello fu arrestato, poche ore prima della prima giunta dopo la sua rielezione a sindaco, nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità in concorsi pubblici, che avevano portato all’assunzione di persone vicine all’allora sindaco, e a una delibera per l’aumento di edificabilità di un terreno di proprietà di un imprenditore caseario. Cariello, nel corso della tornata elettorale del 20 e 21 settembre 2020, aveva stravinto: 16.286 voti al primo turno, pari all’80,81% delle preferenze dei 21.295 cittadini di Eboli che si erano presentati a votare (pari al 70,14% degli aventi diritto).

Consiglia

Assalto dei tifosi della Paganese ad Avellino, la Lega Pro chiederà danni di immagine


All'indomani dell'assalto dei tifosi della Paganese alle automobili di passaggio sul raccordo Avellino-Salerno, Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha commentato l'accaduto affermando: «Oggi chiederò ai legali di esaminare la possibilità di costituirci come parte civile e chiedere i danni di reputazione e di immagine che ci hanno creato».
Continua a leggere

Fiaccolata per Fernanda Marino, 17enne morta in un incidente. Domani i funerali


Gli studenti del Liceo Salvemini di Sorrento hanno ricordato con una fiaccolata la loro compagna di scuola Fernanda Marino, la 17enne morta in un incidente stradale a Positano lo scorso 21 ottobre. Decine e decine di ragazzi hanno sfilato, tenendo in mano una candela bianca, per le strade di Sorrento. Domani, 24 ottobre, si svolgeranno i funerali.
Continua a leggere

Lo chef salernitano Raul Forte in cattedra a HostMilano

Non si sciacqua e non va squamato sotto la fontana: Salerno, città di mare, in cui sono radicati metodi e concetti legati alla cucina del pesce, scopre un altro universo che sfata miti e tabù. Qualche esempio? Ad eccezione di quella di mare, il pesce è innanzitutto nemico dell’acqua, che moltiplica la carica batterica e accelera la deperibilità. La rivoluzione in cucina è quella di frollarlo come la carne. In passato sembrava impensabile, e invece… Negli ultimi tempi questa tecnica di conservazione ha trovato margini di utilizzo anche nel settore ittico e uno dei primi in Italia a utilizzare e sperimentare la frollatura sul pesce, è Raul Forte, chef salernitano anticonformista che riesce a mettere l’alice nel crumble e a realizzare un garum con le interiora scatenando la goduria delle papille gustative e i complimenti di chi siede alla sua tavola. Perché secondo lui del pesce non si butta via niente o almeno bisogna tentarle tutte per recuperare anche lo scarto di lische, teste e frattaglie. E il suo tagliere diventa quasi una lezione di anatomia. «Alla fine degli anni ’90 a Londra usavamo la sorbite per estrarre l’umidità e prolungare la conserva. Oggi lo si fa con i Dry Ager, attrezzature che, con il controllo della temperatura, umidità e ventilazione, creano il giusto ambiente per la conservazione/frollatura del pesce», spiega lo chef che non ha ancora compiuto 50 anni ma che fa questo mestiere da 30. Forte cavalca da tempo quest’onda sperimentale nella sua cucina, grazie anche a una maturata preparazione sul campo avvalorata da esperienze all’etero, continui studi e verifiche. Anche se a oggi non c’è un’analisi scritta sulla materia, ricerche approfondite, con tanto di dati empirici, confermano che il metodo rende il pesce più buono e non solo. Test di laboratorio e varie campionature su diversi tipi di stagionatura dimostrano che la tecnica di frollatura applicata al pesce è un metodo sicuro che non altera le caratteristiche microbiologiche e la salubrità del prodotto per il consumo umano. Il processo, in sostanza, cambia nel risultato gustativo e percettivo di mangiare il pesce fresco, il cui profumo resta invariato, sia se gustato cotto che crudo. Tecnicamente per frollatura del pesce, fish aging (pioniere del metodo lo chef australiano Josh Niland) s’intende la sua pulizia maniacale e il mantenimento a bassa temperatura con un tasso di umidità controllato: grazie alla riduzione dell’umidità e alla scomposizione degli enzimi delle proteine si esaltano sia il gusto sia la consistenza delle carni. Nel caso del pesce la volontà non è quella di scomporne il tessuto connettivo per intenerire la carne ma solo ridurre il livello di umidità per esaltarne il sapore e concentrarne i nutrienti. Si asciuga ma non si secca seppur appeso a testa in giù come “il vecchio” baccalà. La sua shelf life, ovvero il tempo del suo utilizzo, non può superare i 20 giorni. Accreditato dai leader del mercato, Raul Forte ne parlerà a HostMilano 2021, la fiera mondiale dedicata al mondo della ristorazione e dell’accoglienza, protagonista di un seminario sul tema accanto alla tecnologa alimentare Colette Fischer. «Salirò in cattedra per raccontare quello che in realtà è il mio progetto di neo ristorazione (che già ho messo in pratica con Barriofino macelleria di mare). Nello specifico applichiamo le tecniche di macelleria classica al mondo ittico. Produzione di norcineria di mare e la frollatura. L’incremento dei nutrienti durante il processo è uno dei benefici che si ottiene da questa tecnica. La ricerca, gli studi e l’impegno per affinare e scrivere la scienza su questa procedura è il nostro obiettivo», conclude lo chef salernitano.

Consiglia

DROGA AL PORTO, 4 SCARCERAZIONI

Droga nel Porto di Salerno: 4 scarcerazioni e un presunto responsabile (lo scafatese Federico) dal carcere va ai domiciliari. E’ quanto deciso dal Tribunale del Riesame di Salerno a quattro giorni dall’udienza sull’istanza presentata dai legali dei 18 indagati coinvolti nel blitz di fine settembre per il traffico di cocaina nello scalo commerciale di Salerno. Tornano in libertà Salvatore Somma,  Alfonso Masullo,  Biagio Rilevo e Massimo Leoni. Mentre per Federico, in cella dal fine settembre, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Lo ha deciso ieri mattina il Tribunale della Libertà di Salerno, presidente Gaetano Sgroia, accogliendo cinque istanze e rigettandone altre 13. Secondo quanto emerso dalle indagini delle fiamme gialle coordinate dalla procura salernitana   al vertice dell’organizzazione ci sarebbe stato un capo sudamericano, cognato di Andrea Mauro, che intratteneva rapporti con i fornitori e provvedeva a impartire disposizioni agli affiliati. A lui era affidata la gestione operativa attraverso il raccordo dei vari faccendieri dediti alla ricerca di contatti all’interno del porto  di Salerno o comunque in grado di pianificare le modalità per consentire l’uscita della droga dagli spazi doganali. Durante la indagini è stato accertato che l’associazione si è occupata del recupero e l’importazione di droga in diverse occasioni.  La banda, è stato ricostruito dagli inquirenti, aveva messo in piedi un tentativo di importazione di quasi due chili di cocaina dal Sud America da recuperare sul territorio spagnolo. Quell’accordo saltò a causa di un autotrasportatore che non se la sentì di fare da corriere, un altro invece andò in porto con consegna della droga a Torre Annunziata Sud dietro compenso di 5mila euro per il trasporto di quasi due chili di cocaina dalla Spagna.  Nel corso delle complesse investigazioni era ricostruita la cessione di 2 chili di cocaina, su impulso di due intermediari da soggetti del gruppo criminale ad uno  di origini salentine (Di Napoli), dietro pagamento del corrispettivo di 69mila euro. Nel collegio difensivo gli avvocati Annalisa Califano,  Francesco Rizzo, Sabato Romano, Giuseppe Russo e Pierluigi Spadafora.

 

Consiglia

DANNI A UNA NEONATA, ALLA SBARRA MEDICO E OSTETRICA

Lesioni personali e permanenti ai danni di una neonata: rinviati a giudizio due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Si tratta di S. G. e P. G., rispettivamente medico-ginecologo e ostetrica del reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio di via San Leonardo. E quanto deciso dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno accogliendo la richiesta del pubblico ministero. Scrive la Procura. “Per negligenza, imprudenza ed imperizia e comunque per colpa consistita nel mancato rispetto le raccomandazione previste dalle linee guida o dalle buone pratiche clinico assistenziali, intervenendo con incongrua manovra e cagionando gravi e perenni lesioni “paralisi ostetrica del plesso brachiale destro” a discapito della piccola Tiffany G”. I genitori della neonata, assistiti
dall’avvocato Francesco Palumbo del foro di Salerno, si erano rivolti alla magistratura chiedendo che venisse fatta piena luce sull’accaduto e che venissero valutate eventuali responsabilità sanitarie da parte del personale che aveva assistito la mamma e la piccola in quei drammatici momenti. Grazie alla documentazione prodotta dalla difesa che assiste la famiglia, arricchita dalla consulenza tecnica di parte del membro del Team dello studio legale – specialista medico-legale Marco Gaito – si è deciso per il rinvio a giudizio dei Medici che non sarebbero intervenuti dinanzi alla chiara criticità della bambina. Quel che accadde ora, potrà essere stabilito durante il processo con l’inizio del dibattimento a carico dei medici previsto per fine Gennaio dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Salerno, Bosone

Consiglia

Riparte “Panthakù. Educare dappertutto”

Ripartono il 25 ottobre – in presenza e fino alla fine dell’anno scolastico – le attività di “Panthakù. Educare dappertutto”, il progetto selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Capofila è Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini e 25 sono le realtà pubbliche e private partner di un’idea selezionata insieme ad altre 85 tra le oltre 800 presentate sul Bando Adolescenza in tutta Italia. Sono quattro le scuole secondarie di I° grado coinvolte: Montalcini e Calcedonia di Salerno, Principe di Piemonte di Santa Maria Capua Vetere e Denza di Castellammare di Stabia. Ancora una volta, teatro, danza, musica, sport, gamification, scoperta del sé, webradio ed artigianato, saranno le “materie” fuori aula che i ragazzi studieranno in modo alternativo. A salire in cattedra, nelle ore pomeridiane, gli esperti dei singoli settori: un vero e proprio team di professionisti con i quali gli studenti potranno mettersi in gioco per scoprire i loro talenti e sperimentare fino in fondo le dinamiche del gruppo come occasione di crescita. Dopo una fase in cui i laboratori si sono tenuti in modalità digitale, si ricomincia con una ricca e qualificata offerta di attività che da settembre 2018 seguono di pari passo il percorso formativo degli studenti. Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini curerà la gestione di un’aula studio all’interno delle scuole dove gli alunni, con la supervisione di due esperti tutor, verranno seguiti nell’esecuzione dei compiti, stimolando non solo l’apprendimento ma anche la collaborazione reciproca e l’acquisizione di un metodo di studio da attuare anche in maniera individuale a casa. Saranno ammessi 12 alunni per ogni scuola. Sempre Ai.Bi. curerà la web radio: gli studenti lavoreranno insieme creando una vera redazione che ogni mese andrà on air sulle frequenze della piattaforma nazionale Spreaker. Il diario di bordo degli aspiranti giornalisti riguarderà rubriche, selezioni musicali, interviste a personaggi della scuola e della città e magari anche a qualche personalità di rilievo nazionale e il racconto del progetto Panthakù, imparando contestualmente l’utilizzo di programmi digitali per il taglio e il montaggio delle interviste. Il laboratorio coinvolgerà 10 alunni per ogni scuola. Il CSI, Centro Sportivo Italiano, accompagnerà gli studenti nella conoscenza di due sport: le arti marziali, e la ginnastica ritmica. I tutor lavoreranno molto sull’idea di gruppo come forza, sul rispetto delle regole e sull’impegno per il raggiungimento degli obiettivi. Il laboratorio riguarderà 12 alunni per ogni sport, fatta eccezione per la scuola Principe di Piemonte. Sempre il CSI accompagnerà gli studenti nella conoscenza della gamification, una strategia di insegnamento ed apprendimento che prende spunto dal videogioco. Gli alunni, affiancati da operatori esperti, inizieranno il loro anno di gaming scoprendo, attraverso Minecraft, siti archeologici da esplorare e nei quali scavare, riportando alla luce manufatti di diverso genere per ricostruire le antiche città. Sarà a tutti gli effetti un incontro tra archeologia e gaming: sfruttare il mondo virtuale per ricostruire siti archeologici o aree di scavo. “Minecraft: Education Edition” è infatti un gioco che consente di conoscere ed esplorare nuovi mondi in un ambiente immersivo e coinvolgente, aiutando gli studenti ad acquisire competenze digitali e contribuendo allo sviluppo della loro creatività e di capacità come la collaborazione e il problem-solving, competenze sempre più richieste nel mercato del lavoro. Il laboratorio, in esclusiva per la scuola Principe di Piemonte, coinvolgerà 15 alunni. La Rari Nantes Nuoto Salerno porterà i ragazzi dell’IC Calcedonia e Montalcini di Salerno in acqua nella piscina Nicodemi con un corso di avviamento alla pallanuoto rivolto a 14 alunni che tra tuffi, bracciate, goal e parate si affacceranno a questo sport con l’auspicio di arrivare ad indossare la maglia della serie A come i loro campioni. La Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e la Piccola e Media Impresa, terrà il laboratorio “Orientamoci”. Gli artigiani faranno conoscere il mondo dei mestieri ai ragazzi lavorando insieme. Due saranno gli stage che si potranno scegliere: “Creazione di bijoux e gioielli” e “Moda: disegno, taglio e cucito” per la scuola Calcedonia; “Creazione di borse” e “Creazione di bijoux e gioielli” per la scuola Principe di Piemonte; “Beauty ed estetica” e “Capelli e acconciature” per la scuola Montalcini e “Beauty ed estetica” e “Capelli e acconciature” per la scuola Denza. Mettersi alla prova, seguiti da un tutor artigiano, è il miglior modo per capire le proprie inclinazioni e potenzialità. In cinque giornate gli alunni partecipanti diventeranno dei piccoli artigiani. Sei gli studenti coinvolti per ogni stage. Il Teatro del Giullare e Campania Danza per le scuole Calcedonia e Montalcini, Casa Babylon per la scuola Principe di Piemonte e Funneco per la scuola Denza terranno un laboratorio di teatro. La fase iniziale vede i ragazzi alle prese con lo studio della sceneggiatura e l’individuazione dei personaggi. I ragazzi potranno infine interpretare, preparare le scene e partecipare all’evento finale che si terrà a giugno 2022. I laboratori sono aperti a dodici alunni per ogni scuola. La RETE. Sono partner di progetto, insieme ad Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini capofila: Comune di Salerno, Comune di Castellammare di Stabia (NA), Comune di S.Maria Capua Vetere (CE), IC Calcedonia e IC Rita Levi Montalcini di Salerno, IC Denza di Castellammare di Stabia, IC Principe di Piemonte di S.Maria Capua Vetere, Human Foundation, Fondazione Carisal – Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani di Salerno, Associazione Vela Centro Servizi Sociali, Acli Service Salerno, Associazione Campania Danza, Associazione Culturale Saremo Alberi – Libroteca, Società cooperativa sociale Saremo Alberi, Associazione Compagnia del Giullare, Associazione Culturale Funneco – Culture Hub, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Salerno, CNA Campania Nord (sedi di Napoli e Caserta), ASD Rari Nantes Nuoto Salerno, CSI – Centro Sportivo Italiano Comitati Provinciali di Salerno, Napoli e Caserta, Associazione Agape Fraterna Onlus, Associazione Casa Babylon Teatro.

Consiglia

Elezioni Salerno 2021, esposto in Procura: “Preferenze e voti in meno, ricontate le schede”


Presentato un esposto in Procura contro i risultati elettorali delle elezioni comunali a Salerno, che hanno visto la riconferma del sindaco Enzo Napoli. Dai riconteggi, infatti, andrebbe assegnato un seggio extra ad un'altra lista, mentre si chiedono ulteriori verifiche sul numero "anomalo" di schede nulle, nonché su "un numero superiore di voti espressi rispetto ai votanti nelle relative sezioni".
Continua a leggere

Tre turisti stranieri si perdono sui monti nel Salernitano: salvati dall’elisoccorso


Tre turisti in difficoltà sui monti nel Salernitano oggi. Per soccorrerli è stato necessario l'intervento degli Alpini della Campania e dei Vigili del Fuoco con l'elicottero. Si tratta di un doppio intervento di salvataggio, per il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania CNSAS, il primo per una turista americana sul Sentiero degli Dei, il secondo per 2 turisti tedeschi a Badia di Cava.
Continua a leggere

Tappa a Salerno per “Non vedo, non sento e non parlo”

“Non vedo, non sento e non parlo”, fa tappa a Salerno. La presentazione dell’iniziativa si terra giovedì mattina presso la sala Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino alle ore 10:00. Il progetto è selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e promosso dalla cooperativa sociale La Goccia di Avellino in qualità di soggetto capofila, nel bando Ricucire i Sogni – Iniziativa a favore dei minori vittime di maltrattamento. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Tarita di Sant’Egidio del M. Albino e dalla cooperativa sociale Il Sollievo di Angri, partner locali del progetto che coinvolge tutte le province campane, attraverso un vasto partenariato composto anche dalle cooperative sociali La Piccola Perla di Apice, La Libellula di Sant’Antimo e Uomo di Trentola Ducenta; dagli Ambiti Sociali A04 – comune capofila Avellino, A02 – comune capofila Mercogliano, S01 – comune capofila Nocera Inferiore; dagli Istituti Comprensivi “Aurigemma” di Monteforte Irpino, di Mercogliano, “Vassalluzzo” di Roccapiemonte, I e V I.C. Nocera Inferiore, “R. Cammisa” e “Giovanni XXIII” di Sant’Antimo, e l’IPSEOA “Manlio Rossi-Doria” di Avellino. E con la supervisione dell’Istituto Italiano di Valutazione di Milano, in qualità di partner valutatore, e Save the Children Italia Onlus come Child safeguarding expert. Il progetto, che ha l’obiettivo di fornire risposte e interventi completi ai minori vittime di abusi e maltrattamenti, promuovendo una rete integrata con i vari soggetti operanti nel settore, sarà presentato da: Orlando Morra, Sociologo e Referente della Cooperativa Sociale il Sollievo – Angri, Laura D’Aniello, Psicoterapeuta Sistemico- Relazionale, Psicodiagnosta, Terapeuta EMDR. Interverranno inoltre:Giuseppe Scialla, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, Antonio Pagano, Pediatra ASL Napoli 3 Sud- C.I.Pe Vicepresidente Nazionale e Segretario Regionale Campania, Giuliana Postiglione, Vicequestore della Polizia di Stato – Dirigente Commissariato Distaccato di Sarno, Rosetta Cappelluccio, Psicoterapeuta Cognitivo – Comportamentale e Traumatologa – Docente e Supervisore Istituto A.T Beck Roma Caserta, Rosamaria Zampetti, Dirigente Responsabile UOSD. Promozione della Salute, Luigi D’Alessio, Psicopedagogista Referente U.O.S.D. Promozione della Salute Progetto Ben…Essere in Amore Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, Anna De Simone, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo “Vassalluzzo” Roccapiemonte. Ed ancora Michele Strianese, Presidente della Provincia di Salerno, Carmine Pagano, Sindaco del Comune di Roccapiemonte, Maria D’Aniello, Assessore alle Politiche Sociali e Giovanili – Comune di Angri Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud. www.conibambini.org.

Consiglia

C’era una volta il Palazzo di Vetro…al Comune impedito l’accesso alla stampa

Doveva essere il Palazzo Trasparente, accessibile a tutti. L’amministrazione comunale guidato dal sindaco Vincenzo Napoli ha impiegato pochi giorni a smentire Claudio Tringali, assessore alla Sicurezza e alla Trasparenza del comune di Salerno. Questa mattina vietato l’accesso ai giornalisti: il motivo e poco chiaro: dopo la firma delle delega i neo assessori si sono riuniti nella stanza del sindaco, verosimilmente per fare il punto della situazione sullo scandalo delle cooperative sociali. “Porte chiuse al Comune di Salerno,
stamattina i giornalisti hanno avuto la sorpresa di trovare chiuso il portone di Palazzo di Città a Salerno in occasione dell’insediamento della giunta comunale. Una scelta inspiegabile – ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli – “Ordini superiori”.  Il Municipio di Salerno è stato infatti sempre aperto ai giornalisti. Qual è il motivo di questo dietrofront che penalizza la stampa e l’opinione pubblica ?’ Inevitabile il collegamento con l’inchiesta che vede coinvolti il Comune e le cooperative sociali. Ma il problema non si risolve sbarrando il portone”.

Consiglia