Siamo a rischio inondazione Allarme lanciato dall’Enea

di Marcello Festa

Non c’è solo Venezia! I porti di Napoli e Salerno, il tratto costiero della Piana del Sele, il porticciolo di Scario sono a rischio inondazione per l’innalzamento del Mar Mediterraneo e i cambiamenti climatici. L’allarme, lanciato dall’Enea e da numerosi studiosi internazionali, diventa sempre più d’attualità. Ad incidere pesantemente sullo stato di salute, già precario, di vaste zone del Mar Tirreno, oltre all’innalzamento dei mari, provvede anche il peso crescente dei centri urbano, dovuto alle costruzioni massicce. L’emergenza maggiore interessa la provincia di Salerno e in particolare la Costa Sud dove si prevede l’innalzamento del mare da un minimo di 50 centimetri a un massimo di 1,40 metri. Da una parte le previsioni, dall’altra i dati oggettivi: il Mediterraneo si già è innalzato di circa 30 cm negli ultimi 1.000 anni e da precisi calcoli scientifici si prevede un innalzamento più che triplo nei prossimi 100 anni (previsione del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change). Per studiare le variazioni del livello del Mediterraneo, il team di ricerca ha preso in esame 13 siti archeologici sulle coste di Italia, Spagna, Francia, Grecia e Israele, in luoghi dove venivano estratte le mole olearie, cioè le grosse pietre utilizzate per la macinazione delle olive. In Italia l’indagine si è concentrata in tre aree del sud, tra queste il comune di Scario dove il livello del mare si è innalzato di circa 15 cm negli ultimi mille anni. In base ai dati diffusi dall’Agenzia, entro la fine del secolo l’innalzamento del mare lungo le coste italiane è stimato tra 0,94 e 1,035 metri (modello cautelativo) e tra 1,31 metri e 1,45 metri (su base meno prudenziale). Secondo gli esperti dell’Enea, “a questi valori bisogna aggiungere il cosiddetto storm surge, ossia la coesistenza di bassa pressione, onde e vento, variabile da zona a zona, che in particolari condizioni determina un aumento del livello del mare rispetto al litorale di circa 1 metro”. Sommando, così, la superficie delle 15 zone costiere già mappate, si arriva a un’estensione totale a rischio inondazione per le coste italiane di 5.686,4 chilometri quadrati, pari a una regione come la Liguria e la Campania, in particolare la Costa Sud della provincia di Salerno è considerata tra le maggiori indiziate.

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Fratte, Associazione Arcobaleno: «La strada che conduce a “Le Cotoniere” troppo pericolosa»

di Erika Noschese

Il tratto di strada che conduce al centro commerciale Le Cotoniere è un pericolo per l’incolumità dei cittadini. A denunciarlo è Camillo Melchiorre, presidente dell’associazione Arcobaleno che nei giorni scorsi ha scritto all’assessore Mimmo De Maio e all’amministrazione tutta per sollecitare un loro intervento per l’installazione di dossi o semafori, in entrambe le carreggiate. Una problematica che va avanti già da diverso tempo, tanto che un 17enne – lo scorso anno – ha perso la vita. Già nel 2018, i membri dell’associazione Arcobaleno ha presentato una petizione all’amministrazione comunale, poi protocollata il 3 dicembre dello stesso anno. «Il tratto di strada del centro commerciale Le Cotoniere, ancora oggi, minaccia l’incolumità dei cittadini ma soprattutto quella dei ragazzi e delle persone meno agili che quando attraversano da una parte all’altra quella strada rischiano seriamente la vita per colpa degli automobilisti che corrono senza scrupoli – ha dichiarato il presidente Melchiorre – Ricordo con tristezza la morte di un ragazzo di 17 anni che li ci ha rimesso la pelle proprio l’anno scorso è da qui ho deciso, insieme ai cittadini, di impegnarmi a far migliorare quella strada proprio per cercare di evitare brutte sorprese perché, come ben sappiamo su quella strada sfrecciano camion, auto, motociclette, motocicli». La proposta di Melchiorre consiste, semplicemente, nell’installazione di due dossi o due semafori, in entrambe le carreggiate, che avrebbero la funzione di accendersi in sinergia con il rosso, sia per chi scende a Salerno sia per chi è diretto a Baronissi, «così da permettere ai pedoni di attraversare la carreggiata senza rischiare la loro incolumità ma purtroppo ad oggi ancora non abbiamo avuto risposta da parte dell’assessore De Maio», ha dichiarato il presidente dell’associazione Arcobaleno che, tra le altre cose, segnala la scarsa illuminazione e mette ulteriormente a repentaglio l’incolumità dei pedoni. «Come da portavoce dei cittadini chiedo all’amministrazione comunale in particolare all’assessore De Maio di dare un suo contributo al miglioramento di questo tratto stradale che oggi, con la presenza del centro commerciale, è molto frequentato dai ragazzi e ragazze – ha poi detto Melchiorre – Alle volte basta poco per fare la differenza, non credo che sia un costo elevatissimo mettere due semafori altrimenti potrebbero pensare di mettere dei vigili urbani sul posto, in modo efficace come accade al centro di Salerno».

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Il quartiere dimenticato E i cinghiali spaventano i residenti

di Francesco La Monica

“Siamo abbandonati a noi stessi. Il quartiere versa in condizioni di degrado da diverso tempo e, da qualche mese, siamo persino invasi dai cinghiali. Ormai, siamo consapevoli di essere diventati invisibili agli occhi delle istituzioni”. A lanciare l’allarme sono i residenti e i commercianti di Sant’Eustachio, rione della zona orientale di Salerno. Un quartiere dove, a detta di molti, la non curanza delle istituzioni si mischia al degrado e alla povertà. A farla da padrone sono sporcizia, erba incolta, mancanza totale (o quasi) di attività commerciali e, perché no, atti di vandalismo. Non di minore importanza, la mancanza di controlli delle forze dell’ordine, denunciata da più residenti della zona nel corso degli anni. Una zona in cui, nelle ore serali, spesso e volentieri si rimane quasi al buio e in cui, di conseguenza, nessuno ha voglia e “coraggio” di transitare. Le famiglie, a differenza di un tempo, preferiscono spostarsi altrove, allontanandosi dall’atmosfera costantemente cupa del quartiere. Poche persone per strada, mancanza di spazi verdi e, addirittura, di panchine nella piazza centrale. Persino alla pensilina dell’autobus, i residenti hanno piazzato delle sedie per coloro i quali attendono il pullman. “Il quartiere è trascurato. C’è sporcizia un po’ ovunque e la stragrande maggioranza dei tombini sono otturati. In questi giorni di pioggia intensa, di fronte al mio negozio si è creato una specie di torrente. Noi commercianti facciamo il possibile per tenere pulita la zona di nostra competenza, ma più di questo non possiamo fare” – dice il titolare del Bar Tabacchi 138, Danilo Serritiello, che poi aggiunge:”I bambini del quartiere non hanno un posto decente dove poter giocare in tranquillità senza correre il rischio di farsi male. Inoltre, ci sono erbacce ed alberi pericolanti un po’ ovunque. Certamente la situazione è tutt’altro che rosea”. Condizione degradante sottolineata anche da Antonio Mauro, titolare dell’omonimo panificio e alimentari situato nel cuore del quartiere:”Siamo abbandonati a noi stessi. La piazza principale, che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita del quartiere, è uno schifo totale. Panchine divelte, fontane dissestate, erbacce, rifiuti di ogni genere e droga. Queste sono le uniche parole che vengono in mente quando si pensa a Sant’Eustachio. A giorni alterni, si rimane quasi completamente al buio. L’ultima volta, abbiamo dovuto aspettare dieci giorni prima che venisse ripristinata la già carente illuminazione. Di fronte al mio negozio c’è una tombino completamente tappato che spesso emana cattivo odore ed attira, inevitabilmente, topi e animali di ogni genere perché non viene fatta alcuna disinfestazione nei mesi estivi. Ad essere onesti – precisa Mauro – la responsabilità è anche di alcuni residenti incivili. Degli sconsiderati padroni di cani lasciano fare bisogni ai propri animali in ogni luogo senza mai raccoglierli e cestinarli. La raccolta differenziata non la fa quasi nessuno e quei pochi che tentano di farla, la fanno nel modo sbagliato. L’altro giorno, hanno persino rubato il bidone della spazzatura di fronte al mio negozio Noi persone perbene non siamo tutelate. Non abbiamo mai visto una pattuglia di polizia o di carabinieri transitare nella zona. Chiediamo un intervento immediato delle istituzioni, perché ci sentiamo l’ultima ruota del carro della città di Salerno”. Da qualche mese, come se non bastasse, il quartiere è letteralmente invaso dai cinghiali, che tengono in apprensione i residenti di via Quintino di Vona:”Di sera, puntualmente intorno alle 23, scendono dalle colline antistanti decine di cinghiali che si appostano di fronte alle nostre abitazioni in cerca di cibo. A quell’ora scatta il “fuggi fuggi” generale, tra chi è in strada con il proprio cane o chi, semplicemente, rientra nelle proprie case – dice il residente Michele Chirico – che aggiunge:”Per fortuna non sono accaduti, per ora, episodi spiacevoli, ma la paura è tanta. Abbiamo segnalato più volte agli organi preposti questa situazione che, finora, non è stata risolta. Speriamo che, prima o poi, gli le istituzioni si decidano ad intervenire per porre fine a questa assurda situazione”.

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Accoltellò la ex per gelosia Condannato a 9 anni e mezzo

di Pina Ferro

Vide la sua ex amante scambiarsi delle effusioni con un altro uomo, accecato dalla gelosia impugna una lama e la colpisce al cuore. E’ stato condannato a 9 anni e mezzo l’infermiere Giuseppe Ingenito, 63 anni, residente a Pontecagnano già noto alle forze dell’ordine per stalking. L’uomo, difeso da Paolo Toscano, ieri mattina è comparso dinanzi al giudice per le udienze preliminari con l’accusa di tentato omicidio. Ingenito, per il quale il magistrato titolare del fascicolo investigativo, ha scelto di essere processato con il rito dell’abbreviato. Era lo scorso 22 aprile quando Giuseppe Ingenito affondò una lama nel petto della sua ex amante, la 38enne rumena Emilia David. L’uomo per 5 lunghi anni anni aveva avuto una relazione extraconiugale con la straniera, residente anche lei nel comune Picentino. Poi, la donna, che lavora come cameriera, aveva deciso di troncare quel rapporto che non l’avrebbe portata da nessuna parte e stava tentando di ricostruirsi una vita sentimentale. Da qualche tempo usciva con un nuovo compagno. Ma al 63enne, non stava bene. Non si era rassegnato a perdere la giovane amante e probabilmente aveva cominciato anche a seguirla. Il 22 aprile, era tardo pomeriggio, l’ha sorpresa, in via Generale Clark a Salerno, in auto con un altro. Non appena la vide impugnò una lama e dopo essersi avvicinato alla vettura colpì la donna al cuore. Ingenito fu bloccato e disarmato da un carabinieri della tenenza di Melito di Napoli, libero dal lavoro il quale chiese immediatamente l’intervento l’intervento dei colleghi del nucleo operativo della compagnia di Salerno. La donna soccorso fu trasportata al Ruggi dove fu operata e strappata alla morte.

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Breakfast Point, la colazione a portata di smartphone

di Erika Noschese

Un’applicazione per smartphone dedicata alla prima colazione. E’ questa l’idea vincente del salernitano Vittorio Di Cunzolo che ha dato vita ad un start up innovativa, Breakfast Point, nata per rispondere ad una chiara, duplice esigenza nel business della prima colazione: il sempre più diffuso bisogno delle persone di trovare cibi adatti alle proprie esigenze quando si tratta di fare colazione al bar; la necessità di ogni bar/pasticceria di raggiungere nuovi clienti potenziali facendo conoscere la propria offerta e di fidelizzare quelli attuali. L’app Breakfast Point si pone infatti l’obiettivo di aiutare gli esercenti a creare una vera e propria relazione con i propri clienti e di aiutare gli utenti a trovare la colazione ideale per le proprie esigenze, vicino a sé. La start up innovativa è stata fondata dai salernitani Vittorio Di Cunzolo e Daniele Foglia. «Siamo entrambi venditori formati alla cosiddetta “scuola della strada”. Siamo inseriti da diverso tempo nel settore del Bar attraverso la vendita di prodotti da forno surgelati per la prima colazione. Probabilmente l’intuizione è scaturita proprio da questa nostra esperienza quotidiana», hanno spiegato i due soci secondo cui negli ultimi anni il mercato della prima colazione e del bar ha subito un profondo rinnovamento. «Ce ne accorgevamo dai nuovi prodotti realizzati dalle aziende con cui collaboravamo e dalle richieste dei consumatori. Dalle esigenze e dalle difficoltà che i titolari di Bar ci esprimevano. Il quotidiano contatto con questi ultimi ci ha aperto gli occhi ad una nuova lettura delle esigenze e di questo cambiamento: consumatori con maggiore attenzione al benessere e diversificazione dell’offerta per far fronte ad un settore con molta concorrenza», hanno detto Di Cunzolo e Foglia spiegando come nasce quest’applicazione che intende mettere al centro del loro core business la colazione e l’aperitivo, entrambe a portato di smartphone. Tutto funziona attraverso la localizzazione: i gestori degli esercizi commerciali inoltre potranno “sfruttare” questa vetrina digitale per un po’ di sana pubblicità, inserendo tutto ciò che in vetrina. Visitatori e turisti avranno così la possibilità di soddisfare le loro esigenze scegliendo tra una serie di bar o pasticcerie ciò che preferiscono. Si potrà dunque sponsorizzare la colazione vegan piuttosto che l’american breakfast, solo per citare un paio di esempi. L’app è nata il 4 aprile 2018 e, ad oggi, è stata presentata in grandi città quali Milano. Breakfast App farà però il suo esordio anche a Salerno. Nello specifico, il prossimo 27 novembre sarà presentata all’Università degli Studi di Salerno. Il fondatore dell’applicazione sarà infatti ospite di Start Up Grind in cui parlerà della sua start up.

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Navigator, nei prossimi giorni arriverà la contrattualizzazione

di Erika Noschese

I navigator campani possono, finalmente, tirare un sospiro di sollievo. Dopo che la giunta regionale non aveva votato a favore dell’accordo con l’Anpal, i vincitori del concorso nazionale sembravano pronti a nuove iniziative di proteste. Nella giornata di ieri però il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo ha annunciato che nei prossimi giorni si procederà alla contrattualizzazione. «La situazione dei navigator della Campania si è sbloccata, quindi Anpal nei prossimi giorni provvederà alla contrattualizzazione», ha infatti dichiarato il ministro al termine di un incontro tenutosi al Forum Pa di Napoli. I 471 navigator selezionati da Anpal per l’applicazione della seconda fase del reddito di cittadinanza in Campania saranno quindi contrattualizzati dall’Agenzia Nazionale per due anni al termine di una lunga querelle di Anpal con la Regione Campania che non ha voluto sottoscrivere la convenzione che avrebbe previsto un’assunzione da parte della Regione stessa. «Non dimentichiamo – ha aggiunto il ministro Catalfo – che il decreto sul reddito di cittadinanza ha previsto un rafforzamento importante sui centri per l’impiego e so che la Regione Campania sta procedendo a un bando per 650 nuovi assunti, che saranno in tutto 1550 nel giro dei prossimi anni fino al 2021». Intanto, esultano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. A portare avanti la battaglia la capogruppo regionale Valeria Ciarambino: «E’ una battaglia che non avremmo mai dovuto e voluto combattere, ma la cui vittoria è uno dei risultati più belli che abbiamo conseguito in questi anni come Gruppo regionale. Negare il sacrosanto diritto a un’opportunità occupazionale che questi cittadini hanno ottenuto con lo studio e l’impegno che ci hanno messo, sarebbe stata una negazione dei principi di democrazia che sono alla base del nostro vivere quotidiano – ha detto poi la consigliera pentastellata – Siamo contenti che, grazie all’opera del ministro Catalfo e, prima ancora, del ministro Di Maio, ora queste persone potranno finalmente mettersi al servizio degli oltre 200mila percettori di Reddito di Cittadinanza in Campania. Ora può finalmente partire la fase due anche in Campania. Ora può ripartire nella regione con uno dei più alti tassi di disoccupazione al mondo una delle più rivoluzionarie politiche attive del lavoro nella storia del paese». Soddisfatti anche i vincitori di concorso che, attraverso la loro pagina facebook hanno dichiarato: «Quattro mesi interminabili. Fin dal primo giorno, senza mai arrenderci, abbiamo chiesto alle istituzioni di cooperare ispirando la loro azione al principio della leale collaborazione. Oggi accogliamo positivamente il comunicato di Anpal ma esulteremo solo dopo la firma dei contratti».

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Bonavitacola si difende dalle accuse “Accordi affidati dalla Consip”

Le Universiadi dello scorso luglio finicono sotto la lente della Procura di Napoli. Nel mirino il delfino di De Luca, Fulvio Bonavitacola e l’imprenditore Rocco Chechile proprietario del Grand Hotel Salerno.Nel tentativo di fare chiarezza sulla gestione dell’evento, sui rapporti che si sono creati tra pubblico e privato, tra esponenti dello staff regionale e imprenditori in campo nella grande opera di ricezione e di ospitalità offerta durante la manifestazione, gli inquirenti indagano sul vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, e sull’imprenditore alberghiero, Rocco Chechile, amministratore unico della Immobiliare Panoramica srl, proprietario del Grand Hotel Salerno di lungomare Tafuri. La struttura, infatti, ospitò quasi mille persone tra atleti e allenatori nel corso della kermesse sportiva in programma dal 2 al 14 luglio scorsi in tutta la Regione. Entrambi risultano indagati in un’inchiesta relativa all’ospitalità degli atleti. L’accusa è di corruzione su alcuni atti amministrativi e affidamenti che hanno riguardato l’olimpiade universitaria.L’ipotesi investigativa sarebbe che l’hotel sia stato scelto tra i luoghi di accoglienza di atleti e staff delle Universiadi in virtù di un “rapporto privilegiato” tra Bonavitacola e Chechile, a sua volta indagato per corruzione. Altri capitoli dell’inchiesta sulle Universiadi aperta dai pm Henry John Woodcock e Francesco Raffaele riguardano la scelta di ospitare parte degli atleti a bordo di due navi da crociera ormeggiate nel porto di Napoli per l’intera durata della manifestazione, e il servizio di trasporto di atleti, membri delle delegazioni e altre persone accreditate gestito con taxi, vetture a noleggio e minivan tra i villaggi degli atleti e le sedi di gara.Gli investigatori hanno acquisito, oltre ad alcune ricevute di pagamento intestate a una familiare del vicepresidente della Regione, anche le liste dei nominativi dei clienti alloggiati nell’albergo inviate (come previsto dalla legge) alla questura di Salerno in alcuni giorni di giugno e luglio scorso per verificare se, in i p o t e s i , Bonavitacola sia stato ospitato senza che venisse poi data com unicazione della sua presenza. Eppure Bonavitacola respinge tutte le accuse e afferma: «La struttura commissariale si e’ avvalsa di accordi quadro, affidati dalla Consip ad agenzie specializzate del settore». E aggiunge: «L’agenzia aggiudicataria della Consip ha individuato con proprie procedure le strutture alberghiere più’ idonee ad ospitare gli atleti, d’intesa con il comitato organizzaStore dei Giochi. Smentisco in modo categorico alcun nesso fra rapporti personali con il gestore della struttura alberghiera e la scelta di ospitare presso tale struttura gli atleti delle Universiadi. Esprimo» ha aggiunto il vice del governatore Vincenzo De Luca «piena fiducia negli organi inquirenti, convinto che si potra’ accertare in tempi anche rapidi la mia assoluta estraneita’ a qualsiasi condotta illecita».

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Non solo teoria: lo studio dell’informatica tra robotica e nuove applicazioni

di Giovanna Naddeo

Sinergia tra scuola, università e aziende per implementare le competenze dei futuri informatici. Ne sono fermamenti convinti Giuseppina Casazza e Luigi Giovenale, insegnanti di informatica presso l’istituto tecnico tecnologico“Basilio Focaccia” di Salerno. Come si articola il piano di studi dell’indirizzo informatico? «Dopo il primo biennio dedicato alla formazione di base e alle materie di indirizzo, si prosegue con il triennio di specializzazione in informatica dedicato all’approfondimento teorico e pratico. Alcuni docenti provengono dal mondo aziendale: un bel vantaggio per gli studenti, dal momento che l’esperienza in azienda consente di apportare un contributo significativo alle nozioni spiegate in aula. Gli studenti vedono il senso concreto di quello che apprendono». E dopo la maturità? «Possiamo affermare che più della meta dei diplomati si iscrive all’università. Informatica e ingegneria informatica le predilette. Il resto entra nel mondo del lavoro, spesso scegliendo una professione non attinente alle materie studiate. Si tratta di una criticità sulla quale stiamo lavorando. Ci stiamo muovendo su tre filoni: lo sviluppo della robotica, di app e di dispositivo tipo Arduino o schede St electronics, nel rispetto delle indicazioni ministeriali, con l’obiettivo di sviluppare le competenze». Come procedono le iscrizioni femminili? «Registriamo un trend negativo, in linea con quanto già rilevato dalla professoressa Genny Tortora del dipartimento di informatica Unisa. Notoriamente le donne impiegate in questo settore raggiungono ottimi risultati a livello professionale. Occorre superare la “paura” degli studi tecnici. Allo stato attuale le opportunità lavorative sono numerose». Per quanto riguarda, i pcto (ex alternanza scuola lavoro)? «Stiamo in fase di riorganizzazione, con l’obiettivo di intercettare le aziende del territorio che si occupano di informatica. In questo modo i ragazzi potranno svolgere un’esperienza sul campo, mentre le aziende coltiveranno un bacino da cui poter attingere dopo la maturità. A che punto è il dialogo con l’Ateneo? «Ci stiamo lavorando. L’anno scorso abbiamo avuto diversi momenti di incontro. Abbiamo partecipato a diversi incontri promossi dal dipartimento di informatica e prenderemo parte alla RobotCup promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed Elettrica e Matematica Applicata. Puntiamo a coltivare i rapporti contemporaneamente con l’Ateneo e le aziende del territorio, guardando al futuro dei nostri studenti».

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Acquisire gli ordini di vendita “a norma di legge”? Oggi si può

di Giovanna Naddeo

Facilitare il passaggio dal mondo analogico al digitale per imprenditori e aziende, nel rispetto della normativa vigente. E’ la mission di Nicola Savino, giovane ingegnere informatico della “Savino Solution srl”, realtà che oggi impegna 15 dipendenti, per un fatturato pari a 2 milioni. Dopo una breve esperienza in IBM, nel 2009 la svolta con una nuova attività imprenditoriale specializzata nella consulenza e fornitura di servizi e soluzioni in conservazione e fatturazione elettronica, reingegnerizzazione dei processi documentali, gestione elettronica documentale. Nel 2018, l’ingresso nell’albo dei conservatori accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

A proposito di innovazione, lei ha dato il nome a un metodo. Di cosa si tratta?

«Il metodo Savino si caratterizza per l’applicazione di sette regole fondamentali per digitalizzare i processi aziendali. La nostra azione punta a sostenere le aziende nelle problematiche che possono sorgere nel passaggio al digitale, nel rispetto della normativa. Di recente abbiamo lanciato “SecurOrder”, la prima piattaforma digitale per gestire velocemente gli “ordini digitali” in modo legalmente sicuro. Lo scopo è andare incontro alle necessità delle aziende che acquisiscono ogni giorno ordini tramite e-mail, con allegati pdf sottoscritti a penna dal cliente e poi scansionati. Una metodologia che genera un numero sempre maggiore di contenziosi per “disconoscimento”, dal momento che la scansione di un pdf ha un valore probatorio assimilabile a quello di una banale fotocopia. Grazie alla tecnologia “Identity Token”, su SecurOrder le parti possono firmare digitalmente l’accordo in pochi click e l’ordine “firmato” può essere subito indicizzato nei gestionali aziendali attraverso una semplice integrazione».

Le aziende come accolgono queste novità digitali?

«Registriamo una maggior apertura rispetto al passato, complice l’avvento dei social e lo sviluppo del settore dell’informazione. Le aziende stanno accogliendo positivamente le novità, comprendendone le maggiori utilità».

Eppure l’avvento della fatturazione elettronica non è stata vista di buon occhio all’inizio.

«E’ vero, è stata percepita come un strumento per controllare le informazioni delle aziende. Un meccanismo senza alcun dubbio molto complicato che, almeno per i primi tempi, ha spaventato molti ma, ben presto, se ne sono visti i vantaggi». Lei vanta un prestigioso curriculum e attualmente è tra massimi esperti nazionali del settore, nonchè consulente per aziende e pubbliche amministrazioni Di fronte alla fuga di cervelli, perchè restare al sud? «Per dimostrare che anche qui ci sono belle realtà, per dimostrare che anche qui si può fare innovazione. Se andiamo tutti via, sarà la fine per il nostro territorio. Non possiamo permetterlo».

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Sentenze pilotate, nel mirino consulente tributario salernitano

Nel tardo pomeriggio di ieri, ufficiali di Polizia in servizio presso il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura della Repubblica, nell’ambito procedimento relativo al fenomeno corruttivo nelle Commissioni Tributarie, ha eseguito un decreto fermo di indiziato di delitto nei confronti di un consulente tributario di Montoro, con studio in Capaccio, indagato per aver pilotato l’esito favorevole di un ricorso, presso la locale Sezione distaccata della Commissione Tributaria Regionale della Campania. relativo ad un contenzioso di oltre 500.000,00 euro con l’erario.
Con riferimento a detto episodio criminoso il GIP del Tribunale di Salerno aveva già emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nel confronti di un dipendente della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno, il quale in sede di interrogatorio ha chiamato in correità il consulente. sottoposto a fermo indicandolo quale intermediario della corruzione contestata.

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Salerno omaggio Fausto Coppi, il ponte di via Irno dedicato al Campionissimo

Di Erika Noschese 

Salerno omaggia il campione di ciclismo Fausto Coppi. Il ponte sul fiume Irno che collega via Torrione con Corso Garibaldi diventa ponte Fausto Coppi. Lo ha stabilito la commissione Toponomastica che ha voluto così omaggiare il “Campionissimo”. Intanto, domani alle ore 12.30, presso l’Istituto Vicinanza, sarà inaugurata la mostra “Fausto Coppi. 100 anni da campionissimo”.

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Salernitana, parola ai tifosi: Miglioramenti rispetto allo scorso anno ma l’attacco resta un problema: parlano i tifosi

di Antonio Iovino

Dopo dodici giornate di campionato la squadra di mister Ventura si trova al ottavo posto con 18 punti, in zona playoff e a 7 lunghezze dal Benevento, attualmente capolista. Dopo una disastrosa stagione assolutamente da dimenticare, i tifosi chiedevano a gran voce un cambio di rotta, sia per puntare concretamente alla massima serie, sia per riscattare le sofferenze patite sino al rigore decisivo di Di Tacchio in quel di Venezia. La parola va quindi a loro, per fare il punto della situazione dopo quasi tre mesi di campionato. Incominciamo con il pensiero di Matteo Cardamone: “Rispetto agli altri anni la squadra è molto più completa. Se proprio si vuole eccepire una mancanza, essa riguarda l’attacco, sarebbe necessario qualche elemento più prolifico perché il reparto è sterile e lo si è visto anche nella trasferta di Cremona. Tutto sommato però, visto che siamo a ridosso della zona playoff, credo che il campionato disputato fino ad oggi sia soddisfacente. Se la società interviene a gennaio inserendo anche un attaccante più prolifico, penso che la Salernitana possa legittimamente ambire ai playoff e magari, come tutti si augurano, approdare in serie A dato che, una città come Salerno e una tifoseria come quella granata, non possono latitare per anni in serie B, si può ambire legittimamente al salto di categoria e credo che questo, la società, lo abbia capito”. Giovanni La Padula, presidente del club “Amici della Salernitana” del quale si fa portavoce, dichiara: “Se facciamo il raffronto con l’ultima stagione, ci sono tante situazioni che sono completamente diverse. Rispetto allo squallido campionato disputato lo scorso anno, oggi, quantomeno, c’è un’idea. Il problema però è un altro, bisogna vedere fino a che punto arriva questa idea e fino a che punto la volontà; la società, se ha intenzione di provare ad essere competitiva, è normale che a gennaio debba fare i tre acquisti che facciano la differenza, elementi superiori alla categoria. Secondo il mio modestissimo parere, questa squadra ha bisogno di un difensore di esperienza e dai piedi buoni, e almeno di un attaccante forte (ma se ne prendi due, meglio) come ad esempio Torregrossa o Lamantia. Serve qualcuno già mentalmente pronto, che abbia voglia di rivalsa, il gioco di Ventura ti permette di creare diverse palle gol ed è normale che gli interpreti siano fondamentali”. Sempre La Padula prosegue affermando: “Rispetto allo scorso campionato, quindi, stiamo facendo sicuramente molto meglio però, essendo la classifica molto corta e il campionato molto equilibrato, bisogna fare attenzione e bisogna essere organizzati perché con due sconfitte vieni risucchiato nei playout e, dietro di noi, ci sono squadre che, secondo me, sono molto più atterzate della Salernitana. Se andiamo ad analizzare i gol segnati dalla squadra, la maggior parte nasce da palla inattiva, su azione non riusciamo a segnare nonostante i granata, tranne che in un paio di occasioni, abbiano creato almeno tre o quattro palle gol a partita. Il problema, quindi, è di qualità e per fare un campionato competitivo bisogna intervenire nel modo giusto: se la società vuole, sa come farlo; se non vuole, ecco che il problema della multiproprietà diventa determinante. Sulla carta ci sono 8/9 squadre che sono oggettivamente più forti di noi, soprattutto in attacco dato che a centrocampo, nonostante ci manchi il regista, la qualità c’è. Bisogna anche chiarire la posizione di Cerci perché, se è un giocatore che mentalmente ormai è “cotto”, a gennaio è meglio piazzarlo da un’altra parte o rescindere il contratto; credo che sia improponibile che a dicembre non abbia dieci minuti nelle gambe, non posso pensare che ciò sia figlio del fatto che non giochi da un anno perché anche io, se mi allenassi tutti i giorni per quattro mesi, perderei venti chili”. Proseguiamo con le parole di Paolo Santucci: “Penso che la Salernitana sia un cantiere aperto, Ventura sta plasmando un gruppo che sicuramente, nel futuro, farà meglio. Oggi rimaniamo tutti con l’amaro in bocca perché, per esempio, di fronte ad una prestazione come quella di Cremona, restiamo perplessi. Credo che però i giovani come Maistro, Cicerelli, Pinto e Kiyine, siano giocatori di un certo livello che, piano piano, si amalgameranno con il resto del gruppo e non avremo che soddisfazioni. Bisogna avere fiducia nel tecnico e, soprattutto, nella società perché senza soldi non si cantano messe e infatti ci sono tante squadre, anche di grosso blasone, che languono in serie C se non in D”. Per concludere, le parole di Massimo D’Alma: “Fino ad oggi, nonostante una rosa incompleta, la squadra si sta ben comportando, forse grazie alla buona qualità presente in campo (Kiyine, Akpa Akpro, Cicerelli e Maistro). Chiaramente risente della mancanza di una punta d’area, di un bomber e di ricambi all’altezza, con il solo Gondo sorprendente e con Cerci rivelatosi una delusione assoluta. Fin qui si è vista bene la mano dell’allenatore anche se gli avversari iniziano a renderci la vita più difficile in quanto ci conoscono sempre più. Tocca a Ventura provare a trovare qualcosa di nuovo e alla società non fallire l’appuntamento con il mercato di gennaio. Il campionato sembra abbastanza equilibrato e la classifica corta più che mai, non so se perché di basso livello o meno ma, secondo me, possiamo provare a dire la nostra”.

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La nomina di Borrelli diventa un caso: il plenum del Csm rimanda gli atti in Commissione

Torna in Commissione la pratica sulla nomina del nuovo procuratore capo di Salerno. Lo ha deciso ieri il plenum del Csm (consiglio superiore della magistratura) – che ha anche accolto la richiesta di secretazione della seduta, avanzata dal togato di A&I Piercamillo Davigo – che, all’ordine del giorno, aveva la proposta, formulata all’unanimità dalla Quinta Commissione nello scorso luglio e di cui era relatore Davigo, di nominare alla guida dell’ufficio giudiziario campano Giuseppe Borrelli, attuale procuratore aggiunto a Napoli. La trattazione in plenum di questa nomina era già slittata dalla scorsa settimana, quando si era voluto dare tempo a tutti i consiglieri di leggere atti arrivati al Consiglio. Ieri, invece, e’ stato disposto il rinvio che porterà ad un ulteriore vaglio in Commissione. Cosa sia accaduto nel corso dei lavori non è dato saperlo, ché il verbale è stato secretato. Quel che è certo è che l’incartamento è stato rispedito alla quinta Commissione, quella appunto competente gli incarichi direttivi e dalla quale era arrivata l’indicazione di Borrelli come candidato a guidare la procura salernitana. Resta adesso aperto un altro interrogativo. Cosa accadrà con la trasmissione degli atti alla quinta Commissione?

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Niente arresto per D’Onofrio e Ventura Il tribunale rigetta l’appello del pubblico ministero

di Pina Ferro

Nessun arresto per Carmine D’Onofrio e Vincenzo Ventura, figlio e nipote di Ciro D’onofrio, ucciso a Pastena due anni fa. Il Tribunale del Riesame ha respinto l’appello del pubblico ministero Marco Colamonici avverso al provvedimento del Gip Pietro Indinnimeo il quale non aveva confermato il fermo dei due giovani accusati essere gli autori degli spari contro la vettura di Gaetano Sinicalchi (padre del presunto killer di D’Onofrio).A seguito dell’interrogatorio di garanzia, svoltosi nella casa circondariale di Fuorni, dove i due ragazzi furono rinchiusi a seguito del fermo di indiziato di delitto, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo, non convalidò il fermo emesso dal sostituto procuratore Marco Colamonici per assenza di gravi indizi di colpevolezza e nessun riscontro oggettivo. Secondo il capo d’imputazione formulato a seguito della denuncia presentata da Gaetano Siniscalchi, la moglie e la nuora, Carmine D’Onofrio, difeso da Anna Sasano, alla guida di un Piaggio Beverly e Vincenzo Ventura, quale passeggero e autore materiale dell’esplosione del colpo di pistola proferendo la frase “Gaetano salutare a figliate… ” avrebbe esploso un colpo di pistola all’indirizzo di Gaetano Siniscalchi.

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Fonderie, emissioni e decessi Il pm pronto alle riesumazioni

di Pina Ferro

Accertare l’esistenza o meno di nesso causale tra i morti e le emissioni delle Fonderie Pisano. E’ quanto dovranno stabilire gli esperti nominati, ieri, dal sostituto procuratore Roberto Penna titolare dell’inchiesta sulle Pisano e le morti. A tal proposto il magistrato, che ha anche chiesto una proroga delle indagini, ha anche anticipato di essere pronto a disporre la riesumazione dei soggetti deceduti in questi anni a causa, come sostiene la controparte, delle emissioni dell’azienda di Fratte. Il pool di esperti è stato nominato per redigere una nuova Ctu a seguito dell ’ o p p o s i z i o n e all’archiviazione da parte del gup Alofonso Scermino. Il magistrato ha conferito l’incarico della perizia a Cosacci Pisanelli, oncologo presso l’università di Roma; Giuseppe Vacchiano, medico legale università Federico II di Napoli; Francesco Forestiere, epidemiologo, Ibim Cnr; Annibale Biggeri, statistico, medico ed epidemiologo, Cnr; Daniele Grenchi, chimico ambientale, Arpa Toscana. Sulla nomina del pool di esperti è intervenuto anche il comitato Salute e Vita, presieduto da Lorenzo Forte, che da anni sostiene che le emissioni dell’opificio di Fratte sono “velenose”. «Come Associazione Salute e Vita abbiamo attraverso il nostro avvocato Fabio Torluccio, indicato tre periti di parte Luigi Esposito di Napoli – Epidemiologo, Paolo Fierro dirigente medico dell Asl ospedale del Mare di Napoli- vice presidente nazionale dell’Associazione Medicina Democratica – ed un tecnico Ambientale. Marco Caldiroli di Milano, presidente Nazionale dell Associazione Medicina democratica, da sempre accanto alla battaglia per la Vita la Giustizia e la Verità che abbiamo da tempo intrapreso. Pertanto in attesa che si svolgano le indagini esprimiamo piena soddisfazione e la speranza che venga finalmente fuori tutta la verità e finalmente i nostri morti potranno riposare in pace e i nostri ammalati , ottenere giustizia piena».

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Rione allagato dopo le piogge Residenti sul piede di guerra

di Erika Noschese

Le piogge di questi giorni sembrano aver messo in ginocchio Brignano. La situazione più drammatica si è verificata nella giornata di ieri quando il quartiere di Salerno si è risvegliato completamente allagato. «Le fognature andrebbero rifatte, sono state realizzate almeno 50 anni fa, nessuno si occupa del taglio dell’erba nonostante i numerosi solleciti così come la derattizzazione che – nonostante i vari solleciti – non è mai stata fatta», ha denunciato Massimo Ronca, presidente di Lira Società Cooperativa di cui fanno parte circa 480 alloggi. Alla base dei disastri che hanno colpito il rione collinare della città di Salerno le mancate opere di urbanizzazione che hanno visto le 17 cooperative che fanno parte del Consorzio Unico sborsare circa 8 milioni di euro per gli interventi di cui necessitavano gli alloggi. «Si tratta di soldi cacciati in previsione ma in fase di appalto viene sempre effettuato un ribasso del 40% – ha spiegato Ronca – Noi abbiamo sborsato 560mila euro per i nostri 28 alloggi, con una media pro capite di circa 20mila euro» che dovevano essere spesi proprio per i lavori di urbanizzazione. Il problema maggiore, ad oggi, riguarda anche i marciapiedi che sono stati realizzati ma non collaudati. In sostanza «siamo degli abusivi autorizzati», ha tagliato corto il presidente della società cooperativa Lira. Il Comune di Salerno avrebbe infatti concesso il cambio di residenza, mediante accordo tra le parti, «ma oggi viviamo in un tugurio», ha poi attaccato Ronca. Intanto, il prossimo 31 dicembre scadranno i termini. «Siamo disposti ad andare in Procura e far valere le nostre ragioni», ha poi aggiunto Ronca. Nel frattempo, le urbanizzazioni sono state soggette ad alcune varianti.attendiamo i lavori relativi alla realizzazione dell’asfalto e all’illuminazione «che ci darebbero la possibilità di diventare agibili, cosa che ad oggi non siamo», ha spiegato il presidente della società cooperativa. Ma la situazione non cambia e Brignano è completamente allagata con numerosi disagi per i residenti che si sono ritrovati l’acqua anche nel vano ascensori, oltre ad allagamenti vari, oltre ai problemi relativi alla sicurezza e più volte denunciati a chi di competenza. Nei mesi scorsi, di fatti, il rione collinare è stato più volte preso di mira da una manda di malviventi che ha messo in allarme i residenti.

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Stop mezzi inidonei, 60 lettere di contestazione per i dipendenti

di Erika Noschese

Sono in totale 60 le lettere di contestazione che la sede centrale di Busitalia Firenze ha inviato ai dipendenti che nel mese di giugno hanno proclamato i due giorni di stop dovuti all’inutilizzo dei mezzi di trasporto pubblico non idonei a circolare su strada. I vertici nazionali dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma, infatti, sembra essere abbastanza deciso a “punire” chi ha bloccato i mezzi, nonostante i problemi che i pullman avevano e che, almeno in un 20% totale dei casi, erano inutilizzabili. Le 60 lettere di contestazione sono arrivate non solo ai dipendenti in servizio presso il deposito di Salerno ma anche a Pagani. Intanto, i dipendenti intendono chiarire la loro posizione in merito al servizio navetta che il Comune di Salerno mette a disposizione nei fine settimana e nei giorni festivi di Luci d’Artista. «Vogliamo lavorare senza alcun problema ma deve essere chiaro che le navette sottraggono, inevitabilmente, tempo alle nostre famiglie», ha spiegato infatti uno degli “storici” autisti in servizio nel periodo della kermesse natalizia che viene inaugurata nel mese di novembre e si protrae fino a gennaio. Fino allo scorso anno, Busitalia di fatti pagava su otto ore di servizio per le navette tutto lo straordinario mentre quest’anno intende suddividere gli orari lavorativi: oltre la metà sarà classificato come servizio ordinario e solo un’ora e mezza come straordinario. «Se dobbiamo fare dei sacrifici deve valerne la pena altrimenti perché dobbiamo rinunciare, per ben 3 mesi, a trascorrere i nostri fine settimana e i nostri giorni festivi a lavorare?», si chiede ancora il dipendente. Nonostante le polemiche sono circa una ventina gli autisti che hanno già fatto domanda per poter lavorare durante la manifestazione di Luci d’Artista. Come già spiegato, l’azienda – per il servizio navette – intende puntare tutto sui nuovi assunti e su quelli che, a dicembre – lavoreranno part time. Nessun problema, sia chiaro. Chi ha svolto servizio in questi anni ha già idea di come muoversi in una città che, inevitabilmente, diventa caotica e a chi rivolgersi per qualsivoglia informazione o aiuto esterno. Intanto, l’azienda sembra essere sempre più distante dai suoi dipendenti tanto da decidere di bloccare le graduatorie per i nuovi controllori, favorendo – e premiando – solo chi, in quest’ultimo periodo – ha “portato a casa” più multe. Un periodo non facile, a quanto pare, per l’amministratore delegato Antonio Barbarino: dalla sede centrale di Firenze, infatti, sembrano intenzionati – almeno a partire dal prossimo anno – a rimuoverlo dal suo incarico perché, evidentemente, le cose non vanno come dovrebbero.

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Medici pubblici ufficiali? «Contenti, ma non basta»

di Adriano Rescigno

Che venga immediatamente riconosciuto lo status di pubblico ufficiale ai medici in servizio. Questa la vittoria di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati che approva l’ordine del giorno presentato dal partito di Giorgia Meloni ieri mattina. Uno status che potrebbe scoraggiare dunque le solite aggressioni che perpetuano nei pronto soccorso, ma secondo i medici salernitani non basta uno status per fermare l’esasperazione dell’utenza. Ad intervenire sull’ordine del giorno approvato, dal Ruggi d’Aragona, sono Giancarlo Accarino, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia vascolare ed endovascolare e direttore del dipartimento di area critica cardio – toraco – vascolare ed il direttore del pronto soccorso, obi e medicina d’urgenza, Antonio Petrocelli. Il parere è univoco: «Non sarà uno status, una nomina, od un ruolo a cambiare il sistema, bisogna intervenire a monte, sull’esasperazione dell’utenza». «Tutti ritengono di prima urgenza il proprio problema – dice Giancarlo Accarino – quindi bisogna agira prima sull’educazione di chi si presenta al pronto soccorso e poi sul ridurre le difficoltà organizzative e logistiche in cui versano tutti gli ospedali». «Il problema non è riconoscere ai medici lo status di pubblico ufficiale – Accarino – ma bensì non far aspettare tempi biblici ai pazienti ed alle famiglie. Poi ci sono i delinquenti che vengono in ospedale ed al primo “bisogna attendere” sfasciano tutto. In questo caso, è giusto che chi aggredisce un medico, aggredisce un pubblico ufficiale e vada incontro ad una pena più severa». «Come risolvere il problema delle attese infinite? Maggiori filtri – conclude Accarino – tra l’ospedale, medici curanti e strutture intermedie che possano recepire quella marea di codici bianchi e verdi che si riversa al pronto soccorso. Il punto, per concludere, è che anche chi ha un banale mal di denti, arriva al pronto soccorso perchè è sicuro di non pagare, di aspettare il proprio turno dal medico di base, di pagare la ricetta e di non dover premurarsi di trovare chi sappia fargli una siringa. L’ospedale non è la terra di nessuno che deve garantire tutto». «Nei fatti, cosa cambia? – si domanda il direttore del pronto soccorso del Ruggi, Petrocelli – Il problema va risolto a monte. C’è una conflittualità sul come le persone ormai vedonno il medico, una vittima del sistema che deve fornire risposte immediate a tutto». «Le persone che entrano al pronto soccorso – continua – si dividono in due categorie: il delinquente che si pone fuori dal sistema e minacciando ed aggredendo crede di avere ragione e di essere servito, ed allora lì conta essere pubblici ufficiali per una pena severa; gli esasperati. e’ lì che bisogna intervenire recuperando il rapporto alla base tra medico e paziente. Poter dedicare più tempo ad un paziente è fondamentale per creare quel rapporto di fiducia. Troppe emergenze e pochi uomini, è un girone dantesco tra i pazienti che stazionano e quelli che arrivano ed i familiari che perdono le staffe, anche giustamente, perchè attendono risposte. Bisogna cambiare il sistema, ed il sistema di approccio, non dare ruoli. I ruolo vengono dopo».

Antonio Iannone (FdI): «In Campania, nella sanità c’è la restaurazione dello scandalo permanente»

Soddisfatto a metà anche il senatore di Fratelli d’Italia e già presidente della Provincia, Antonio Iannone che commenta l’ordine del giorno approvato alla Camera. «E’ una questione che va avanti da troppo tempo. Le aggressioni al personale medico degli ospedali sono una consuetudine da spezzare ed inconcepibile». «Noi – continua Iannone – capiamo il clima di esasperazione ovviamente non generato dagli operatori sanitari che ogni giorno scendono letteralmente in trincea tra mille difficoltà; la colpa è imputabile solamente ad una amministrazione regionale che in tema di sanità ha fallito sull’intera linea». Duro il commento di Iannone che poi chiosa: «La nostra è una battaglia di civiltà, ma c’è da prendere atto che in Campania, sul tema c’è la restaurazione dello scandalo permanente». Probabilmente non basterà lo status per fermare le criticità ma almeno si spera che l’intervento di FdI possa assicurare maggiore serenità ai medici.

Carmela Rescigno: «Da medico è una conquista ma abbiamo solo arginato la violenza»

«Da medico è una grande conquista, da cittadina, quanto succede negli ospedali campani lo reputo comprensibile, non giustificabile, ma comprensibile». A parlare così, Carmela Rescigno, responsabile nazionale del dipartimento sanità di Fratelli d’Italia e medico, nel reparto di chirurgia d’urgenza al Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. «In Campania – dice la responsabile nazionale – dove il diritto alla salute viene negato, la reazione al front office dell’utenza nei confronti del personale è sanitario è comprensibile. Siamo, medici, operatori ed utenza, in un contesto infuocato, quindi da medico dico che l’ordine del giorno approvato alla Camera dei Deputati è una grande conquista che va quantomeno a tutelare la figura dei medici troppo spesso vittime di aggressioni, dall’altro, so perfettamente che questa non è la soluzione. La soluzione – chiosa la Rescigno – è lavorare ad un sistema che funzioni, che tuteli prestazioni e salute del cittadino, poi possiamo approvare tutti gli ordini del giorno che vogliamo ma il problema va risolto alla radice». «Per il momento abbiamo solo cercato di arginare le violenze», chiosa.

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Vento:«Creiamo prospettive per i neolaureati»

di Giovanna Naddeo

Puntare su ricerca e innovazione, senza dimenticare lo sviluppo del proprio territorio. A crederlo fermamente il nuovo prorettore dell’Università di Salerno, Mario Vento. Già Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed Elettrica e Matematica applicata, il professor Vento è tra i più apprezzati scienziati a livello internazionale. L’impatto della sua ricerca sull’intelligenza artificiale lo colloca al 67000 posto tra i più influenti studiosi al mondo, su una classifica di 12 milioni di scienziati in ogni angolo del globo. Fulgida carriera scientifica, riconoscimenti a livello internazionale, eppure ha deciso di non abbandonare la Campania.

Di fronte alla fuga di cervelli, perché restare in Italia, perché restare al sud?

«Per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. La maggior parte dei nostri laureati in discipline scientifiche, almeno per il settore dell’informazione, vola all’estero, in particolar modo in quei Paesi dove l’istruzione è vista come un costo e, al tempo stesso, come un’opportunità di crescita. Il laureato, al termine del suo percorso di studi, deve essere incoraggiato a restare e a mettere a disposizione del territorio la propria esperienza formativa, in quel territorio che ha investito risorse per la sua formazione. L’Università di Salerno, si sta impegnando molto in questo senso, con l’obiettivo di radicare sul territorio le nuove generazioni di professionisti».

La sua attività di ricerca si concentra molto nel promuovere l’impiego dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni. Come trasmette questo interesse agli studenti?

«Per un futuro ingegnere è importante trasformare le nozioni apprese in competenze operative. Il nostro dipartimento ha inserito il paradigma di apprendimento “learning by doing” : gli studenti sono divisi in gruppi in molti insegnamenti e sono chiamati ad affrontare problemi reali. Un esempio? Agli studenti del corso di visione artificiale è richiesto di costruire delle mini autovetture dotate di telecamere, con l’obiettivo di indagare il campo della guida autonoma e chiamate a sfidarsi in vere e proprie competizioni. Questo può essere un modo trasformare l’approfondimento cognitivo dello studente in capacità di fare innovazione, stimolandone al tempo stesso interesse e passione».

In qualità di nuovo prorettore, come dovrà crescere l’Ateneo nei prossimi sei anni?

«Ho condiviso sin dall’inizio il programma elettorale di Vincenzo Loia, un programma ambizioso e completo. Unisa si muove su tanti fronti, interni ed esterni. Abbiamo raggiunto livelli di qualità della ricerca molto elevati, per non parlare della didattica tradizionale e di eccellenza, altrettanto rilevante. Tra gli obiettivi dell’Ateneo annoveriamo anche la capacità di mettere in campo azioni per la terza missione, promuovendo nuove start-up che possano diventare aziende, e quindi opportunità di lavoro per i nostri laureati. L’internazionalizzazione è un’ulteriore fondamentale linea di azione su cui sviluppare l’Ateneo. Resta da dire che l’elemento più convincente del programma è lo slogan: “Noi siamo Unisa”. E’ la sintesi perfetta. Per ottenere risultati, occorre fare gioco di squadra, tra condivisione e compartecipazione. Ogni attore, sia esso docente, studente, unità di pers o n a l e tecnico-amministrativo, deve sentirsi un pezzo fondamentale della macchina. Aggiungo che sono onorato della scelta di Loia. Sono a disposizione dell’Ateneo e farò del mio meglio per l’attuazione del programma».

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Niente torre dell’Authority Russo presenta il conto

di Andrea Pellegrino

Potrebbe costare oltre 1 milione di euro la mancata realizzazione della Torre T2 del Crescent, tagliata dal progetto dopo l’ultimo parere della Soprintendenza di Salerno. La Torre avrebbe dovuto ospitare la sede dell’Autorità Portuale di Salerno, oggi affittuaria di parte del palazzo di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno. A trascinare Authority e Comune di Salerno in Tribunale è stata la Russo Costruzioni, aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione dell’edificio pubblico di Santa Teresa disegnato da Bofill. Un contratto da quasi 4 milioni e mezzo di euro con un cantiere già avviato, con tanto di posa della prima pietra. Fino alla decisione dell’ex soprintendente di Salerno, Gennaro Miccio, che di fatto – dopo l’annullamento della precedente autorizzazione paesaggistica ad opera del Consiglio di Stato – tagliò nettamente le due torri pubbliche (una delle quali destinata, appunto, all’Autorità Portuale) e abbassò di qualche centimetro l’altezza dell’emiciclo, oggi quasi al completo ad eccezione dal settore affidato alla Sist di Chechile (ex Jolly Hotel). Un conto di oltre 1 milione e 200 mila euro, quello presentato da Russo Costruzioni e portato direttamente all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Un processo già partito che potrebbe fermarsi a seguito della volontà di transazione espressa da tutte le parti. Sul piatto il Comune di Salerno, tirato in ballo a seguito della ridefinizione del progetto, ha messo circa centomila euro che dovrebbero essere destinati all’Autorità Portuale come somma forfettaria per quanto di competenza, relativamente alla mancata realizzazione della Torre a seguito di una variante al Pua di Santa Teresa. Entro febbraio il nodo dovrà essere sciolto. Ad inizio anno, infatti, sono calendarizzate le ultime udienze prima della definizione del giudizio. Transazione o no, la mancata realizzazione della Torre pubblica del Crescent, costerà cara alle casse pubbliche degli enti coinvolti: ossia Comune di Salerno e Autorità Portuale.

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Peppe Ventura: «Attivare ascensori e scale mobili per agevolare residenti e casse»

di Andrea Pellegrino

Apertura non stop di scale mobile ed ascensori in via Monti. E’ la richiesta del consigliere comunale del gruppo Davvero Verdi, Giuseppe Ventura, inviata al sindaco Enzo Napoli e al presidente della Salerno Mobilità, Camillo Amodio. Ventura ha chiesto che ci sia l’attivazione, anche con un controllo a distanza, delle scale mobili e degli ascensori che collegano il centro con via Monti, piazza Principe Amedeo e via Tasso. Questo alla luce anche delle richieste di molti residenti della zona. Inoltre, spiega Ventura: “Oltre a risolvere le problematiche, dovute ad un fatto geografico, dei cittadini che abitano lì potrebbe favorire anche le casse comunali”.

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Noe, la rassegna teatrale ideata e realizzata dalla compagnia Le Ombre

Sei spettacoli, ognuno con al centro un tema di attualità, in scena dal prossimo 16 novembre al 9 maggio 2020. Si chiama NEO ed è la rassegna teatrale ideata e organizzata dalla compagnia teatrale Le Ombre con la direzione artistica di Gianni D’Amato, in programma al Teatro Grimaldi, presso la nuova struttura del Saint Joseph Resort (ex colonia San Giuseppe). Si parte con l’opera di Luigi Pirandello “L’uomo, la bestia e la virtù”. È una rassegna sui generis, NEO, tanto per i temi trattati quanto per il modo in cui sono pensate le serate. È un progetto che non vuole essere una semplice rassegna teatrale, ma un luogo di incontro e confronto. Ogni spettacolo, infatti, è un evento che non si esaurisce sulle tavole del palcoscenico. Non solo, grazie alla partnership de Il Salotto, c’è la possibilità di un aperitivo prima dello spettacolo, ma anche di un dibattito successivo. Uno scambio di idee anch’esso sui generis: niente attori sul palco e pubblico ancora spettatore, ma confronto in sala o in pizzeria mentre si è a cena con lo staff e le compagnie teatrali che di volta in volta si esibiranno. Del resto, i temi trattati ben si prestano alla riflessione: si inizia con il parlare dell’uomo e dell’umanità, della straordinaria e inquietante capacità di metamorfosare, della spersonalizzazione dell’individuo a cui è imposto un ruolo non suo. Al centro delle opere anche temi quali gli anni di piombo, la transessualità di chi vive in un corpo che non accetta, la donazione degli organi, la violenza sulle donne. «Il tutto con leggerezza – assicura il direttore artistico, Gianni D’Amato – Il NEO è piccolissimo e non ha intenzione di diventare grande, gli basta farsi guardare».Tante le novità, dunque, inclusa la struttura del Teatro Grimaldi, che sono ben riassunte nel nome scelto per la rassegna. «Il Neo è un difetto della pelle, una macchia – spiega D’Amato – Eppure, la prima immagine di Neo che mi balza alla mente è il volto di Marylin Monroe, per molti la donna più bella del mondo anche perché il suo neo da difetto diventa particolare di bellezza. NEO – continua – è uno sguardo diverso al mondo e non semplicemente al teatro. Il teatro ha bisogno di novità, non è possibile pensarlo sempre alla stessa maniera». Da qui, il risvolto sociale della rassegna: «Non ci ergiamo a paladini del sociale – afferma D’Amato – ma crediamo fortemente che lo spettacolo abbia una responsabilità, come tutti gli artisti. Siamo chiamati, cioè, a parlare alle persone con dei mezzi inconsueti, emotivi». Si parte il prossimo 16 novembre con una commedia di Luigi Pirandello, “L’uomo, la bestia e la virtù”. A metterla in scena sarà la compagnia Le Ombre con la regia di Gianni D’Amato, che è anche il protagonista della messinscena. «La scoperta più grande di tutte che ci consegna Pirandello in quest’opera – commenta D’Amato – è che l’uomo vive in un bivio tra virtù e bestialità, e in quelle bestie che lo accompagnano, nei meandri bui della sua coscienza, si nasconde egli stesso, come un costante guardarsi allo specchio e riconoscersi solo alla fine». Si torna poi in scena l’11 gennaio con la compagnia I cani sciolti e l’opera di Roberto Nugnes “Bunker. Due brande, quattro mura e un caffè”, regia di Luca Pastore. Il 22 febbraio, invece, sarà la volta della Compagnia del calzino con “Bianca come i finocchi in insalata”, scritto e diretto da Silvia Marchetti. Il 14 marzo il sipario si aprirà sull’opera “Diviso due”, messa in scena, con il patrocinio dell’Aido, dalla compagnia Teatranti Tra Tanti, scritto e diretto da Alessandro Martorelli. Il 4 aprile in scena brani tratti da opere varie di Eduardo De Filippo condensate nello spettacolo, diretto da Antonello Ronga, “Nun m’ piace ‘o presepe”. La rassegna si chiude il 9 maggio 2020 con la compagnia teatrale Le Ombre e l’opera “Negli occhi di Eva”, uno spettacolo contro la violenza sulle donne scritto da Gianni D’Amato, Alice Ryuk, Caterina Mancuso e diretto da Gianni D’Amato. Alla realizzazione della rassegna hanno lavorato, insieme al direttore artistico, Mariapia Corrado, Chiara D’Amato, Alfredo Cartone e Maria Scognamiglio.

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Loia vuole Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico

di Andrea Pellegrino

Inizia sotto il segno della democristianità l’era Loia all’Ateneo di Salerno. Al primo appuntamento c’è un pezzo da 90 della politica italiana e della Democrazia Cristiana: Ciriaco De Mita, uno dei promotori di quel campus a mezza strada tra Salerno e Avellino. In sala non c’è Tommasetti. Ma per un ex rettore assente, ce n’è un altro che presenzia. E’ Raimondo Pasquino, che, forte della vecchia amicizia, fa gli onori di casa al leader di Nusco. Vecchi ritorni a Fisciano dove la politica (universitaria e non) non ha mai abbandonato il campo. D’altronde tutti e tre i predecessori di Loia (Racinaro, Pasquino e Tommasetti) sono stati folgorati sulla strada della politica. Si racconta di un incontro cordiale tra Loia, Pasquino e De Mita, al termine del convegno di lunedì mattina, condotto dal giornalista Marco Damilano. L’obiettivo è, secondo indiscrezioni, avere Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico. Una richiesta di cui si sarebbe fatto carico Pasquino e, per lui, naturalmente Ciriaco De Mita. Loia, dalla sua, vorrebbe partire il suo sessennato con il botto e con un padrino d’eccezione: il presidente della Repubblica Italiana. La diplomazia (quella democristiana), a quanto pare, si sarebbe messa già al lavoro per una missione quasi impossibile. La seconda, sempre secondo voci dal Campus, vorrebbe un cambio di passo rispetto alla precedente gestione. A quanto pare De Mita è solo il primo dei politici che Loia ha intenzione di incontrare. L’agenda, a quanto pare, già segna qualche altro esponente. Dalla sua Tommasetti, svestiti i panni del rettore, ha già avviato la sua campagna elettorale. Obiettivo: Regionali 2020. Naturalmente con la Lega di Matteo Salvini.

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Ancora un’aggressione a bordo dei mezzi Busitalia, senza biglietto inveisce contro un controllore e poi scappa: inseguito da poliziotto fuori servizio

di Erika Noschese

Ancora aggressioni ai danni di un controllore sui mezzi Busitalia. L’ennesimo episodio si è verificato nel pomeriggio di lunedì, a bordo della linea 11 che da Sant’Eustachio era diretto a Salerno centro. Poco prima delle 16, controllore e vigilante salgono a bordo del mezzo Busitalia e iniziano a verificare il titolo di viaggio dei pendolari. Successivamente, si avvicinano ad un uomo che ammette di non avere il biglietto ma di non essere intenzionato a mostrare i documenti di riconoscimento per la sanzione amministrativa prevista per legge. A quel punto inizia un botta e risposta tra l’uomo e i dipendenti Busitalia. Ad intervenire per placare gli animi un poliziotto fuori servizio che chiama immediatamente i colleghi per chiedere l’intervento di una pattuglia che in quel momento non era disponibile. Vano il tentativo anche con i carabinieri che chiedono al poliziotto fuori servizio di accompagnare i tre ( dipendenti e pendolare) alla stazione Ferroviaria. Giunto a destinazione l’uomo tenta la fuga. Inizia così un inseguimento fino alle poste centrali quando dei poliziotti in servizio bloccano l’uomo che potrebbe essere denunciato. Solo pochi giorni fa, la questione sicurezza a bordo dei mezzi Busitalia è stato al centro di un incontro tra il prefetto Francesco Russo e i sindacati. Questi ultimi hanno infatti chiesto ai vertici della prefettura azioni concrete, con l’installazione di telecamere di video sorveglianza a bordo dei bus, l’uso di cani antidroga e vigilantes in borghese. Il prefetto, dal canto suo, ha esposto un protocollo di sicurezza che si sta preparando a livello regionale per poi essere trasferito anche in provincia di Salerno. L’azienda Busitalia, invece ha confermato che a breve – su tutto il territorio salernitano – saranno messi a disposizione 50 nuovi autobus, per il servizio urbano, dotati del sistema di video sorveglianza e che verranno utilizzati prettamente per il servizio di Salerno e Cava de’ Tirreni. I problemi maggiori, infatti, si riscontrano sulle linee 8 che collega Salerno e Battipaglia, la 4 e la 9 dirette a Cava de’ Tirreni, la 10 diretta a Mercato San Severino e la 75 per l’Agro nocerino sarnese.

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Unisa, Vincenzo Loia nomina prorettore Mario Vento

E’ Mario Vento il nuovo prorettore vicario dell’Università degli Studi di Salerno. 

Vincenzo Loia ha firmato, infatti, la nomina del professore, già direttore del dipartimento di ingegneria dell’informazione ed elettrica e matematica applicata (Diem), nell’ambito della definizione della squadra di governo dell’Ateneo per i prossimi sei anni.

Vento succede così al professore Antonio Piccolo, nominato da Aurelio Tommasetti nel 2013.

Tra i compiti del prorettore, la supplenza delle funzioni rettorali in caso di impedimento o di assenza.

Tra i più apprezzati scienziati a livello internazionale, Vento si colloca al 67000 posto tra i più influenti al mondo, su una classifica di 12 milioni di scienziati in ogni angolo del globo, per l’impatto della sua ricerca sull’intelligenza artificiale.

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Navette Busitalia in servizio, gli autisti fanno un passo indietro

di Erika Noschese

Sembra essere ormai tutto pronto per la XIV edizione di Luci d’artista, la kermesse natalizia che ogni anno – e fino alla fine del mese di gennaio – illumina a festa la città di Salerno. L’inaugurazione è infatti prevista per venerdì, alle 17.30, presso la Villa Comunale. Nel frattempo però a tenere banco sono le navette che Busitalia dovrebbe mettere a disposizione dell’amministrazione comunale per garantire il servizio soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi. Ci saranno? Pare che i vertici dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma in provincia di Salerno abbia firmato, nei giorni scorsi, l’accordo con il Comune, mettendo a disposizione mezzi e dipendenti che avranno il compito di portare, da un lato all’altro della città, turisti e visitatori. Le navette percorreranno il medesimo percorso degli anni passati, ossia da piazza della Concordia raggiungeranno la zona dello stadio Arechi dove saranno messi a disposizione i parcheggi per i visitatori. Ma se gli scorsi anni, i dipendenti sembravano propensi a svolgere questo tipo di servizio, quest’anno sono nati i primi malumori e battibecchi. Fino all’anno passato, infatti, l’azienda su otto ore di turno su navetta pagava agli autisti disposti a lavorare in occasione di Luci d’artista, otto ore di straordinario mentre quest’anno, in base all’accordo raggiunto con il Comune, ai dipendenti in servizio sulle navette verrebbero pagati 6.30 euro di ordinario e solo 1.30 euro di straordinario. Una decisione che sembra non piacere agli autisti, molti dei quali avrebbero già deciso di fare un passo indietro, se non dovessero cambiare le condizioni lavorative. L’azienda, qualora si trovasse spalle al muro con gli “storici” dipendenti di Luci d’artista, sembra avere già un asso nella manica. Se quest’anno non dovessero esserci “volontari” (ossia dipendenti che scelgono di farsi la kermesse) i vertici Busitalia metteranno a lavoro i nuovi dipendenti. Inoltre, proprio per il mese di dicembre, l’azienda che gestisce il Tpl ha in programma nuove assunzioni part time. Insomma, le navette anche quest’anno ci saranno, fermo restando che l’azienda dovrà garantire prima il servizio ordinario e poi quello straordinario, nonostante il dietrofront degli autisti che senza il pagamento in toto degli straordinari non sono disposti ad accettare il servizio. E dovrebbero entrare a pieno regime già la settimana successiva all’inaugurazione, nel fine settimana del 23 e 24 novembre.

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Malore in tribunale. Infarto per un medico 69enne Inutile ogni soccorso

di Pina Ferro

Era nella biblioteca della cittadella giudiziaria quando all’improvviso si è sentito male. Malore che si è rivelato fatale per il medico Michele Montuori di 69 anni. A seguito del malore, pare un infarto fulminante, il 69enne si è accasciato al suolo battendo la testa e riportando un trauma cranico. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi in codice rosso. Purtroppo quando il personale del 118 è giunto sul posto per il medico non vi era più nulla da fare, il suo cuore si era già fermato per sempre. Allertati anche i carabinieri che giunti presso il blocco A della cittadella giudiziaria hanno immediatamente transennato tutti gli accessi in attesa che gli uomini della scientifica procedessero i rilievi di rito. A coordinare le operazioni il tenente colonnello del comando provinciale dei carabinieri di Salerno Giancarlo Santagata. Solo dopo alcune ore la salnma del medico è stata rimossa e trasferita presso il vicino cimitero per gli adempimenti di rito. Il decesso di ieri mattina ha scosso non poco quanti si trovavano all’interno della palazzina A della Cittadella giudiziaria.

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Beve, usa stupefacenti e allatta la figlia: a processo

di Pina Ferro

Allattava la figlioletta sotto l’effetto di droga e alcol oltre a causare delle lesioni sul corpicino della piccola di appena 4 mesi. Ora R. D. S. e il compagno F. P. dovranno difendersi dinanzi ai giudici dalle pesanti accuse loro ascritte dal pubblico ministero. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Alfonso Scermino ha rinviato a giudizio la coppia. Nessuna procedura di allontanamento della bimba dalla madre è stato adottato in quanto la donna, pentita, ha intrapreso un percorso di recupero per diventare, come lei stessa ha affermato, una buona madre per la sua bimba. Stando al capo d’imputazione sembra che la donna abituale assuntrice di alcol e di stupefacente allattasse la piccola anche sotto l’effetto delle sostanze assunte. A dimostrazione le tracce di stupefacente trovate nelle urine della piccola. Inoltre, la piccola presentava delle lesioni e lividi sia sul volto che sugli arti. Pare che la donna, quando la bimba piangeva e lei non riusciva a placarla le desse dei pizzicotti sulle guance. Questa la ragione delle ecchimosi. A seguito della denuncia, la magistratura ha aperto un fascicolo investigativo che ha portato poi alla formulazione del capo d’imputazione sia a carico della donna che del compagno di questa. Ora i due dovranno affrontare il processo. Nel frattempo, l’auspicio è che il percorso di recupero intrapreso dalla indagata possa ben presto dare i frutti sperati: donare alla bimba una madre attenta e premurosa. Non è la prima volta che ci si ritrova di fronte ad episodi simili. La scorsa settimana era stato chiesto il processo per una donna che aveva somministrato del metadone alla figlia che aveva difficoltà respirat

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Pugno duro dei carabinieri contro gli abusivi della sosta

di Pina Ferro

Tolleranza zero dei carabinieri contro gli abusivi della sosta. Nonostante i continui controlli, questi continuano ad essere presenti in varie aree della città di Salerno pretendendo l’obolo dai cittadini che lasciano l’auto in sosta. I carabinieri della Compagnia di Salerno hanno posto in essere, negli ultimi tre mesi, un’attenta attività di monitoraggio e controllo dell’attività dei parcheggiatori abusivi. In tale contesto sono state e vengono tutt’ora monitorate con frequenti passaggi le zone maggiormente a rischio, sia per scoraggiare l’attività delinquenziale che per procedere ogniqualvolta possibile nei termini di legge. L’attività dei militari della Compagnia di Salerno, guidata dal maggiore Adriano Fabio Castellari, ha portato i primi risultati. Infatti in questi 90 giorni di attività sono state denunciate 12 persone ai sensi dell’articolo 7 del Codice della Strada (esercizio senza autorizzazione dell’attività di parcheggiatore/guardiamacchi ne); 5 denunce per reiterazione inosservanza divieto di accesso a particolari aree della città; 7 le sanzioni amministrative; richiesto provvedimento di Daspo urbano per 3 soggetti. Le azioni di contrasto e monitoraggio proseguono nell’alveo della quotidiana attività istituzionale. Nei mesi addietro la Procura di Salerno ha coordinato diverse attività investigative a carico degli abusivi della sosta che solitamente sostavano in vari parcheggi cittadini. Ma, gli arresti operati pare non scoraggino altri soggetti che continuano a chiedere l’obolo per la sosta. Alcuni dei parcheggiatori abusi che nei mesi scorsi sono stati coinvolti nei blitz stanno anche affrontando il processo.

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Campi ceduti ad associazioni e società per la riqualificazione

di Erika Noschese

Sono nove, in totale, gli impianti sportivi presenti sul territorio della città di Salerno e che richiedono interventi di riqualificazione ed ammodernamento per diventare, successivamente, punto di riferimento locale per lo svolgimento di attività sportiva agonistica e amatoriale, non solo per il gioco del calcio ma anche per l’utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile e le relative attività motorie e ludicocreative. L’amministrazione comunale ha dunque pubblicato un bando per l’individuazione di un’associazione o società sportiva senza fini di lucro proprio per la rigenerazione e la riqualificazione dei campetti. In particolare, il Comune di Salerno intende intervenire sul campo di calcetto del quartiere Petrosino, il campo di via Vinciprova nel quartiere Gelsi Rossi, il campo di viale del Grecale a Monticelli, il campo di via Piedimonte ad Ogliara, quello di via Spirito a Fratte, il campo polivalente di via Camillo Sorgente e i campi di calcetto di via Volpe, via Picarielli e Brignano. Lo scorso 25 novembre 2015 è stato infatti emanato il decreto legge relativo alle “misure urgenti per intervenire nel territorio” poi convertito in legge nel 2016 e prevede che le associazioni e le società sportive senza fini di lucro possono presentare proposte di riqualificazione, rigenerazione ed ammodernamento degli impianti sportivi, corredati da un piano gestionale con la previsione di utilizzo teso, per l’appunto, a favorire l’aggregazione sociale e giovanile. Il Comune, dal canto suo, potrà affidare la gestione gratuita dell’impianto per una durata non inferiore ai 5 anni e proporzionale al costo dell’intervento. Le associazioni o società sportive che gestiranno l’impianto lo faranno gratuitamente. Dal Comune, infatti, non è previsto alcun finanziamento o contributo e le spese relative alle utenze, la custodia, la manutenzione ordinaria e la pulizia saranno a carico degli interessati così come le attività manutentive necessarie al mantenimento delle condizioni strutturali degli interventi di rigenerazione, riqualificazione e ammodernamento. Inoltre, i campetti di Monticelli, Ogliara, quartiere Petrosino e quartiere Europa – per un 5% – resteranno a disposizione degli istituti scolastici di competenza comunale mentre tutti gli altri campi da calcetto saranno utilizzabili per il 50% delle ore di potenziale utilizzo dell’impianto stesso in quanto per un 20% rimarranno di competenza degli istituti scolastici comunali e il restante 30% saranno destinate alle associazioni sportive. La domanda di partecipazione al bando dovranno essere presentate entro le ore 12 del 31 gennaio 2020 ed entro 5 giorni dalla scadenza sarà possibile effettuare i sopralluoghi per verificare le condizioni in cui versano i campi da calcetto e il campo polivalente.

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