Eboli, a 85 anni fermato due volte con le prostitute: “È colpa del vaccino Covid”


Un 85enne della Costiera Sorrentina è stato sanzionato per due volte in un'ora e mezza dalla Polizia Municipale di Eboli (Salerno), perché sorpreso mentre era appartato in un camper con prostitute. Davanti agli agenti si è giustificato dicendo di avere da poco avuto il vaccino Covid e che il farmaco gli aveva provocato una eccitazione incontrollabile come reazione avversa.
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Zitarosa: “Attività ristorative all’aperto, chiudere lungomare”

di Erika Noschese

“Chiudere il lungomare cittadino, dal teatro Verdi a piazza della Concordia e via Trento per permettere ai bar e alle attività ristorative di poter sistemare all’esterno tavoli e sedie, come prevedono le norme nazionali anti covid per le regioni in zona arancione”. È la proposta avanzata dal consigliere del gruppo misto Giuseppe Zitarosa che, ieri mattina, ha avuto modo di parlarne anche con l’assessore al Commercio Dario Loffredo. Ad oggi, ci sarebbe il codice della strada che vieta iniziative di questo tipo ragion per cui, evidenzia il consigliere Zitarosa, si rende necessaria un’ordinanza del sindaco Vincenzo Napoli. “Salerno è una città turistica, dalla prossima settimana entra nel vivo della sua stagione estiva, avvantaggiata anche dal punto di vista del clima e dovrebbe chiudere – ha dichiarato il consigliere del gruppo misto – Il Comune dovrebbe firmare un’ordinanza che chiude il tratto di lungomare dall’autorità portuale fino a piazza della Concordia per permettere a bar e attività ristorative di poter sistemare i dehors esterni. Solo un’ordinanza del sindaco può superare il codice della strada. Altra cosa, io chiuderei anche via Trento per permettere ai ristoratori di lavorare in serenità”. Per i commercianti, un’operazione simile non dovrebbe prevedere alcun costo, proprio per agevolare la ripresa economica, dopo un mese di zona rossa. “Credo che questa sia l’unica soluzione per permettere si ristoratori di lavorare, per i prossimi tre mesi, in totale sicurezza e all’aperto. L’obiettivo è rendere le due zone in questione isola pedonale, superando il problema traffico incentivando l’utilizzo della metro e dei mezzi di trasporto pubblico. “La soluzione è semplice: dare un coupon ad ogni persona che sfrutta la metropolitana e raggiunti un tot di coupon il Comune di Salerno potrebbe premiare queste persone”, ha detto Zitarosa che, tra le altre cose, propone di rendere via Roma e Corso Garibaldi a doppio senso ma “bisogna limitare il traffico, gli automobilisti non devono lasciare le auto in sosta e la medesima cosa si potrebbe fare con il lungomare, da Pastena che diventerebbe così a doppio senso – ha aggiunto Zitarosa – Salerno diventerebbe una città “all’aperto”, con attività ristorative che lavorano all’aperto con via Roma limitata al traffico”. Sul fronte amministrative, invece, Zitarosa non ha ancora sciolto le riserve: al momento appartiene al gruppo misto e sta sfruttando questi mesi che separano dalle amministrative per decidere se sostenere il sindaco uscente Vincenzo Napoli e dunque passare in maggioranza o restare all’opposizione. “Come persona stimo molto sia Vincenzo Napoli che il governatore De Luca, dall’altra parte (riferendosi al centrodestra ndr) vedo poco e nulla”, ha aggiunto infine.

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Usura, in aumento le richieste di aiuto all’associazione

di Erika Noschese

Dall’inizio della pandemia sono aumentate del 35% le richieste d’aiuto allo sportello Antiusura e anti racket “Emergenza Legalità”. È il bilancio del vicepresidente dell’associazione Ottavio Leo, intervenuto ieri alla puntata di Le Cronache Live, dal titolo “La pandemia e l’accesso al credito: rischio usura”. “Dall’inizio della pandemia, abbiamo avuto un incremento del 35% rispetto agli altri anni. Le persone da noi arrivano disperate, hanno una disperazione fisica, sociale e l’altro giorno proprio si è rivolto a noi un imprenditore che addirittura voleva suicidarsi perché gli avevano messo all’asta l’immobile, comprato da persone note alle forze dell’ordine – ha spiegato Ottavio Leo – Io dico: ma tutto questo qualcuno lo vede? Qualcuno lo reclama? Noi, come associazione, siamo un ammortizzatore sociale perché è giusto che queste persone siano aiutate ma noi abbiamo bisogno che lo Stato ci aiuti”. Uno Stato assente, sotto il profilo giuridico e penale, come ha evidenziato il vice presidente di Emergenza Legalità che, ad oggi, segue 400 casi su tutto il territorio provinciale. Emergenza Legalità ha sede nel comune di Eboli, Campagna, Cava de’ Tirreni, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Pontecagnano Faiano e la sede istituzionale presso il Palazzo della Provincia di Salerno. A fare il punto della situazione sulla richiesta di accesso al credito l’avvocato Mario Manzo, responsabile ufficio legale nazionale associazione “Emergenza Legalità”. “Per impedire l’infiltrazione camorristica è necessario dare soldi veri alla gente, alle aziende serie, con misure economicamente mirate”, ha dichiarato l’avvocato evidenziando che in questo senso c’è stato poco ma, ha aggiunto, “per non finire nella rete della criminalità occorre aiutare le famiglie che sono in serie difficoltà”. Secondo la Confcommercio, prima del Covid le richieste di aiuto provenivano da famiglie e oggi sono calate di circa il 30% le richieste; il resto sono artigiani, commercianti e partite Iva: “se lo Stato non interverrà con ristori adeguati, rischiamo di dare alla criminalità luogo fertile in questo contesto economico sociale, “soprattutto al sud anche se sembra che il nord abbia subito molto di più la pandemia. Da qui la proposta di istituire un registro delle cessioni covid, per verificare in quali condizioni si realizza la cessione e la tracciabilità del denaro, soprattutto da parte di chi acquista”. A chiedere maggiori garanzie per le vittime di usura anche Fiorenzo Pierro avvocato penalista, consulente dell’associazione “Emergenza Legalità” che chiede un maggior intervento da parte dello Stato, “anche in termini di tutela delle vittime perché l’usura è uno dei reati più subdoli, sfruttando i momenti di fragilità economica”. Traccia un bilancio della situazione in provincia di Salerno Gaetano Cerino, commercialista consulente area fiscale dell’associazione “Emergenza Legalità”: “l’usura è un reato che si commette a livello nazionale ma sicuramente nelle regioni del sud è più radicata. All’usura ci si arriva nel momento in cui la ditta, l’imprenditore ha delle difficoltà e non riesce, utilizzando i convenzionali canali, ad avere la necessaria liquidità perché il sistema creditizio è organizzato in maniera tale che l’attenzione che le banche presentano fanno sì che le aziende e gli imprenditori non riescono ad avere finanziamenti anche per piccole vicende del passato”. Ora, sono le medie aziende a poter ottenere un minimo di beneficio in più rispetto alle piccole aziende commerciali e artigianali. “Quando le banche non erogano finanziamenti, le aziende – gioco forza – si ritrovano ad accettare i prestiti degli usurai, anche per importi significativi per poi chiedere tassi così alti da costringere gli imprenditori a non riuscire a pagare; così, chiude o cede l’azienda ai propri strozzini”, ha aggiunto Cerino, sottolineando che l’unica vera possibilità di combattere la camorra è l’intervento dello Stato per “fare concorrenza alla parte sleale e criminale che esiste nel nostro Paese”. “L’usura e il racket oggi si presenta in maniera più massiccia e rischiosa ma è il fenomeno rischioso che si presenta laddove l’azienda ha delle difficoltà economiche e va in crisi”, ha invece dichiarato l’esperto di Economia, nonché ospite fisso di Le Cronache, Nicola Castorino. “E’ necessario intervenire nell’immediato e seriamente per creare liquidità e anche voi come associazione antiracket dovete divulgare una cultura diversa, della legalità perché oggi l’Italia ha bisogno di rivedere il proprio assetto economico”. Castorino lancia poi un messaggio provocatorio: “dovreste dire in giro, anche ai vostri associati e a coloro i quali si rivolgono a voi, che è sempre meglio avere davanti la porta un ufficiale giudiziario piuttosto che un usuraio e quando non c’è la possibilità di pagare, non si paga”. Intanto, 3356112395 è il numero dell’associazione “Emergenza Legalità”: tutti possono rivolgersi per dubbi, richieste di aiuto ma, ha chiarito il vice presidente Leo, “noi i furbetti li riconosciamo subito, abbiamo già avuto richieste di avvicinamento fittizie solo per capire il nostro modus operandi”.

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Francesco Boccia: “Aprire il primo giugno? Le bambine preferiscono il mare”

di Monica De Santis

Francesco Boccia, è un noto ballerino salernitano, docente e direttore artistico della scuola New Space Dance. Anche lui, come i suoi colleghi e colleghe, escludendo le due settimane di ottobre, ha dovuto chiudere la sua scuola causa Covid – 19… “Ci hanno imposto la chiusura paragonandoci alle palestre, ma noi non siamo palestre, siamo delle scuole. Era più giusto applicare per noi lo stesso regolamento delle scuole, lezioni in presenza con la metà degli allievi. Invece no. Ci hanno chiuso senza pensare ai danni che ci provocavano ed ora, dopo mesi e mesi di perdite ci dico che dal primo giugno possiamo riaprire. Assurdo”. Boccia ha il dente avvelenato, in particolar modo con il Governo Draghi e con il sottosegretario Valentina Vezzali, colpevoli di non essere interessati mai realmente del settore sportivo se non del calcio… “Dicendo che le palestre possono riaprire il primo giugno credono di averci fatto un favore. Ma noi siamo scuole di danza solitamente nel mese di giugno effettuiamo i saggi di fine anno. Quindi che senso avrebbe una nostra riapertura”. Francesco Boccia pone poi l’accento sulla mancanza di ristori. “Buona parte delle scuole di danza, sono associazioni, quindi non hanno partita iva. E per questo motivo, nel decreto ristori del Governo Draghi non siamo rientrati, perchè potevano accedere ai ristori solo le attività con partita iva. Gli unici ristori che abbiamo avuto in questi 15 mesi di pandemia sono quelli dati dal Governo Conte, inutile dire che sono stati pochi e sono serviti a pagare solo una minima parte delle spese, che purtroppo non si sono fermate come le nostre attività”. E proprio le spese che le attività hanno dovuto comunque sostenere in questi mesi sono uno dei motivi di rabbia di Boccia… “Luce, acqua, tasse, non sono state sospese, abbiamo dovuto continuare a pagare pur non incassando nulla. Senza contare il fitto dei locali. Ad inizio pandemia con il proprietario sono riuscito a trovare un accordo. Si è offerto di farmi pagare solo il 5% della somma stabilita in contratto e appena ricevuti i ristori del primo governo sono riuscito a pagare delle mensilità. Poi un nuovo blocco e di conseguenza nuovamente incassi zero. Solo che questa volta sono stati zero anche gli aiuti ed i mesi si sono accumulati. Ed ora mi ritrovo con il rischio di essere sfrattato se nel giro di qualche settimana non pago almeno la metà dei fitti. Quindi oltre al danno anche la beffa. Il danno è che potrei ritrovarmi senza la mia scuola di danza e la beffa e che ci dicono che dal primo giugno possiamo riaprire. Ma francamente quale genitore porterebbe una bambina nel mese di giugno a fare danza? Nessun genitore lo farebbe. Dopo un anno trascorso in casa e davanti ad un computer giustamente se è possibile i genitori porteranno le bambine al mare. E fanno anche bene. Quindi per ripartire realmente, noi scuole di danza dobbiamo attendere almeno fino al prossimo mese di settembre. E fino ad allora come dobbiamo andare avanti? Mi piacerebbe che il sottosgretario Valentina Vezzali, donna di sport, risponda a questo mio quesito invece di pensare agli Europei di Calcio”.

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Lorenzo Moscariello: “Pronti per riaprire, ma il Governo poteva aspettare”

di Monica De Santis

Tra le attività che potranno riaprire nelle prossime settimane, rientrano anche gli stabilimenti balneari. Una decisione questa che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti amanti della tintarella che hanno già iniziato a fare il conto alla rovescia per il primo tuffo in acqua. Pronti alla riapertura anche i titolari degli stabilimenti balneari, che dopo le ultime decisioni del Governo Draghi, si stanno riorganizzando per l’estate 2021. Lorenzo Moscariello è il titolare dello stabilimento balneare “Lido Lido” di Salerno, come tanti suoi colleghi sta iniziando ad organizzarsi per l’estate che sta arrivando. Pronto a riaprire, se non vi saranno cambiamenti il prossimo 15 giugno… “Ci stiamo preparando per la riapertura. Adotteremo le stesse misure di controllo e di sicurezza della scorsa estate, però credo che anche per quest’anno saranno ancora in vigore. Altre indicazioni non ci sono state date, però credo che la distanza tra gli ombreloni, l’accesso limitato ad un numero massimo di persone, i controlli, la misurazione della temperatura e la sanificazione costante di sedie, ombrelloni, spiaggia e servizi resterà ancora attiva anche per questa estate. Fortunatamente il grosso delle spese l’abbiamo affrontato lo scorso anno, quindi quest’anno dobbiamo solo allestire la spiaggia ed aprire. Sempre augurandoci che non vi siano modifiche a ciò che è stato stabilito, perchè tempo che questa riapertura dal 26 aprile possa far registrare, e francamente mi auguro di no, un aumento di casi a fine maggio, che ci potrebbe riportare nuovamente in zona rossa. Allora in questo caso il danno sarebbe enorme. Ecco perchè personalmente avrei aspettato altre due settimane prima di riaprire tutto”. Ha parlato di spiaggia, quest’anno lei avrà una spiaggia diversa, molto più grande? “Certo, abbiamo avuto la fortuna che il Comune di Salerno, ha effettuato lavori di ripacimento della spiaggia ed ora sembra di stare a Miami. Questi lavori che sono stati fatti dal Comune non solo ci consentono di posizionare qualche ombrellone in più, ma anche di garantire un maggior distanziamento tra le persone”. Guardando allo scorso anno, avete subito delle perdite economiche per via delle limitazioni che vi sono state imposte? “Guardi noi abbiamo lavorato in linea di massima normalmente, almeno per quanto concerne i servizi offerti in spiaggia. Là dove siamo stati penalizzati è stato sull’offerta serale. Come stabilimento di sera abbiamo negli anni addietro organizzato sempre delle serate danzanti o spettacolini teatrali lavorando con il bar ed il ristorante. Ecco questo lo scorso anno non ci è stato concesso. Speriamo che quest’estate possiamo tornare a lavorare anche di sera. Sicuramente però le nostre perdite sono state molto inferiori rispetto a quelle avute da altre attività commerciali come ristoranti, negozi di abbigliamento, gioiellerie. Negozi che sono stati chiusi ingiustamente visto e considerato che poi basta andare in un supermercato per vedere assembramenti di persone e nessun controllo”. Associazioni di categoria hanno chiesto la priorità nelle vaccinazioni per il suo settore, cosa ne pensa? “Penso che per i vaccini abbiano sbagliato tutto. Assurdo vaccinare i pensionati e non le persone che lavorano. Francamente bisognava dare la precedenza ai lavoratori. Forse così si sarebbe arrestata anche la corsa del virus”.

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Allarme bomba in via Santi Martiri, panico in città

Attimi di panico in via Santi, in pieno centro cittadino. Verso le 10 è stato lanciato un allarme bomba all’interno di un negozio di calzature. Sul posto ci sono ora gli uomini della sezione artificieri della polizia, la squadra dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona e chiuderla al traffico. Proprio in questi minuti dovrebbe giungere sul posto anche il reparto artificieri dei carabinieri di Napoli.

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Loffredo: “Stiamo lavorando ad un app turistica per il rilancio delle attività”

di Monica De Santis

“Sono settimane che stiamo incontrando tutte le associazioni di categorie, i movimenti e le associazioni di commercianti. Incontri necessari perchè come amministrazione comunale dobbiam ascoltare tutti se vogliamo trovare delle soluzioni che accontentino davvero tutti”. Dario Loffredo, assessore alle attività produttive al termine dell’incontro con i responsabili dell’Acs, l’associazione di commercianti salernitani, fa il punto della situazione… “Ci siamo impegnati, ancora fino al prossimo giugno, ma speriamo di arrivare fino a dicembre la Tosap. Stesso discorso con la concessione e ampliamento degli spazi esterni ai locali, che vorremmo concedere fino sempre fino a dicembre 2021. Stiamo ipotizzando con Salerno Sistemi una possibile rateizzazione delle bollette dell’acqua, almeno nel periodo in cui i locali sono stati chiusi. Per quanto riguarda la tari stiamo cercando di fare qualcosa in più rispetto allo scorso anno, ma questo dipende dalle entrate comunali che, purtroppo sono state danneggiate dalla pandemia. Inoltre stiamo lavorando per un app turistica per la promozione delle iniziative e dei locali cittadini, e stiamo ragionando anche su come poter investire una parte dei 350 mila euro di Luci d’Artista, che quest’anno non sono state fatte, per attività culturali che possano fungere da rilancio nei mesi estivi del commercio cittadino”.

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I ristoratori dell’Acs incontrano il sindaco Napoli

di Monica De Santis

Proficua due giorni di incontri istituzionali, per l’associazione di commercianti della ristorazione Acs di Salerno e provincia. Nella mattinata di lunedì infatti i delegati dell’associazioni hanno incontrato il sindaco di Pellezzano Francesco Morra, mentre nella mattinata di ieri si sono incontrati con il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e l’assessore al commercio Dario Loffredo. “Le nostre proposte e le richieste sono state ascoltate e la disponibilità è stata totale. – spiega il responsabile dell’associazione Armando Pistolese – Nell’incontro avuto lunedì mattina al comune di Pellezzano abbiamo avuto dal sindaco la garanzia che applicherà una riduzione della Tari del 30/40% a fronte del 20% dello scorso anno; piena disponibilità a trovare una soluzione alla legge Bersani – Visco, visto che il sindaco si trova in commissione Anci regionale ed intende inviare una proposta alla Regione in merito. Questa mattina (ieri mattina per chi legge, n.d.r.) al comune di Salerno oltre al Sindaco e all’assessore al Commercio Loffredo, ha partecipato anche il Capostaff Luciano. Il sindaco del comune capoluogo ha anch’egli mostrato grande interesse per le nostre numerose proposte, tra cui il blocco delle licenze. La Tosap dovrebbe essere gratuita fino a Dicembre 2021, saranno sospese le tasse per le insegne fisse, e sarà concesso un credito d’imposta per l’ultima rata della Tari. È in fase avanzata l’App per turisti da noi proposta alcuni mesi fa, la rateizzazione delle bollette di Salerno sistemi. Inoltre, se consentito, è previsto un evento a fine estate, per attrarre persone nel comune capoluogo. Questi sono solo i primi due incontri, proseguiremo anche nei prossimi giorni incontrando altri primi cittadini, al fine di fare tutti insieme fronte comune per il rilancio delle attività commerciali su tutto il territorio, ma anche per farci aiutare ad avere una ripartenza che sia finalmente quella definitiva”.

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Chiara Natella: “Fiera del Crocefisso Ritrovato? Forse a settembre”

di Monica De Santis

La scorsa settimana presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato la roadmap delle riaperture in Italia. Riaperture che si avranno dal prossimo 26 aprile e che riguarderanno in particolar modo le regioni a fascia gialla e qualcosina anche per le regioni in fascia arancione. Un “rischio calcolato”, come lo ha definito Draghi durante la presentazione delle date di apertura delle attività fermate dalla pandemia di Covid-19 in questi lunghi 15 mesi. Aperture che riguardano palestre, ristoranti, bar e fiere ed eventi. Queste ultime due categorie potranno ripartire dal prossimo primo luglio. Nel ordine delle riaperturepreviste dal governo il via come detto si avrà nelle zone gialle il 26 aprile, quando i bar e i ristoranti, potranno tornare a far sedere i loro clienti ai tavoli ma soltanto all’aperto, e potranno restare aperti anche la sera, così come teatri, cinema e spettacoli sia in spazi esterni che al chiuso con limite di capienza. Dal primo maggio si ricomincerà anche con gli eventi sportivi agonistici, e dal primo giugno con la riapertura delle palestre fino, come abbiamo detto alle fiere e agli eventi, ed anche ai parchi termali e gli stabilimenti balneari. A Salerno la notizia viene accolta in maniera positiva da Chiara Natella, direttrice artistica della Bottega San Lazzaro, che da 15 mesi attende il momento buono per mettere in atto la trentesima edizione della Fiera del Crocefisso Ritrovato… “Stiamo valutando il da farsi – spiega Chiara Natella – da tempo speravamo di poter fare la trentesima edizione della nostra fiera entro la fine di quest’anno. Ma non sapevamo se fosse possibile. Ora ovviamente abbiamo una piccola certezza in più. Ma non vogliamo farci illusioni, perchè sappiamo bene che la situazione potrebbe modificarsi in qualsiasi momento. Infondo il Governo ha detto che le fiere si potranno fare solo nelle regioni gialli, quindi la prima cosa dobbiamo aspettare che la Campania passi in zona gialla, e poi ovviamente potremmo anche ipotizzare una data. Diciamo che siamo orientati per il mese di settembre, ovviamente stiamo studiando una forma ridotta della fiera, per evitare assembramenti e confusione che comunque anche se in zona gialla non si possono e non di devono verificare fino a quando la campagna di vaccinazione non sarà completata”. Nel frattempo, Chiara Natella è impegnata anche nella programmazione dell’edizione 2021 del Barbuti Teatro Festival… “Al cartellone dei Barbuti stiamo già lavorando, abbiamo tantissime novità in cantiere, qualcuna è stata anticipata nel vostro programma da Antonella Iannone, e riguarda una settimana dedicata alla danza, con tante compagnie che saranno nostre ospiti. Ma poi ci saranno ancora altre novità. Sarà una bella rassegna e speriamo di riuscire così a far distrarre un po’ le persone, che hanno davvero bisogno di staccare dalle brutte notizie che sentiamo ogni giorno”.

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Tre studenti salernitani riciclano PC da donare a chi ne necessita

di Monica De Santis

Si chiamano Alessandro Polverino, anni 19, Antonio Vigorita, anni 19

e Carlo Vincenzo Stanzione anni 18.

Nati e cresciuti a Salerno, si sono conosciuti qualche anno fa tra le mura del Liceo Francesco De Sanctis di Salerno. “Abbiamo partecipato tutti insieme ad una gara di robotica con l’Università, così ci siamo conosciuti”. Racconta Alessandro Polverino. Alessandro e Antonio erano compagni di classe di una delle sezioni di classico, del De Sanctis, Carlo, di un anno più piccolo, attualmente frequenta l’ultimo anno dell’indirizzo scientifico. Oggi Alessandro è iscritto all’Università e frequenta il primo anno del corso di laurea di Ingegneria Informatica, Antonio invece frequenta il primo anno del corso di laurea di Economia e commercio. La loro amicizia oggi va avanti al di là della scuola e delle uscite nei fine settimana. I tre amici infatti, condividono molte passioni e tra queste anche quella per l’informativa. Una passione questa che li ha spinti a mettere su un progetto in favore e a sostegno di tutti quei bambini e ragazzi che non possono permettersi un dispositivo tecnologico per seguire le lezioni a distanza… “L’idea ci è venuta in base all’esperienza che dallo scorso marzo stiamo vivendo – racconta Alessandro Polverino – Abbiamo incontrato tanti studenti che non riuscivano e non riescono a seguire le lezioni perchè non hanno un computer. Così abbiamo pensato di fare qualcosa per riuscire a rendere internet alla portata di tutti”. Una sfida quella di Alessandro, Antonio e Carlo Vincenzo, che va al di là della Dad. Infatti, lo scopo della loro iniziativa benefica è quella di riuscire a far avere ad ogni studente un dispositivo elettronico, non solo per seguire le lezioni in Dad, che si spera presto diventino solo un ricordo, ma che possa aiutarli anche nelle ricerche, nella realizzazioni di power point o altri lavori che vengono assegnati durante le lezioni sia a scuola che all’università. “Abbiamo aperto un sito www.giveabit.it. – spiega ancora Alessandro Polverino – Attraverso questo portale chi vuole può donare computer tablet o cellulari che non funzionano, che sono lenti o vecchi. Noi li sistemiamo, li riportiamo a nuova vita e poi li donerem ad associazioni, parrocchie, enti o anche singole persone che ce ne faranno richiesta. Entrambe le richieste di donazioni o di ricevere può essere effettuata attraverso il nostro portale. Ci vogliono meno di cinque minuti per entrambe le richieste”. Il portale ideato dai tre ragazzi è già attivo, ora si aspetta solo di ricevere le prime donazioni per poi poter fare i primi regali a chi ne ha bisogno. “Uno dei motivi che ci ha convinto ancor di più che quello che vogliamo fare è una cosa importante è stato il racconto che mia madre mi ha fatto alcune settimane fa. Lei è un insegnante di sostegno e mi ha parlato di un suo studente che non può seguire le lezioni perchè in famiglia non hanno e non possono acquistare un computer”. Nei prossimi giorni i tre giovani studenti salernitani inizieranno a promozionare la loro iniziativa anche attraverso i canali social, sperando di poter riuscire ad arrivare al maggior numero di persone e di poter al tempo stesso aiutare il maggior numero di studenti.

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IeS Studio, un’occasione per i giovani e per il Sud Italia

IeS studio finanza agevolata e Architettura, è una studio costituito da due giovani professioniste, l’Architetto Giulia Izzo e il Dott. Commercialista Antonietta Salvato. Lo studio ha sede ad Eboli in provincia di Salerno, in centro, in via Giacomo Matteotti n°6 e in via SS19 n°12. Il loro forte entusiasmo nella rinascita del territorio risulta estremamente coinvolgente, la fusione tra due mondi paralleli, tra due competenze diverse, sembra sia la chiave per sbloccare il sistema in panne. Ci accomodiamo nella sede dello studio in centro, ci accolgono l’Architetto e la Commercialista, alle quali poniamo alcune domande.
Cos’è IeS Studio?
“IeS Studio – Finanziare per Costruire è uno studio di consulenza specializzato in Finanza Agevolata e Architettura e Design fondato da Giulia Izzo e Antonietta Salvato, da cui prende il nome. Si rivolge ai privati e alle imprese con l’obiettivo di aiutarli a dare forma ai loro progetti: dalla progettazione di una casa, alla progettazione di un’attività commerciale. Ci occupiamo di ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero e crediti d’imposta, nonché le necessarie pratiche edilizie”.
Come nasce?
“IeS Studio nasce da un’esigenza: aiutare concretamente i giovani ad investire nel Sud. Molti di loro non avendo i mezzi per aprire attività con le loro economie, chiedono finanziamenti agevolati, in particolare RESTO AL SUD, commettendo, però, alcuni errori di percorso che potrebbero mettere a rischio tutto il progetto. Ė qui, infatti, che subentriamo noi: accogliamo l’idea senza snaturarla, ma gli diamo una rotta, ragionando sin dall’inizio sulla fattibilità, realizzando un business plan dettagliato e cercando di ridurre al massimo il rischio d’impresa”.
Chi si rivolge a voi?
Abbiamo un ampio ventaglio di Committenze: da un lato ci rivolgiamo ad aspiranti imprenditori e/o imprese già attive ottenendo contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero elargiti da Invitalia Spa, dall’altro ci siamo ritrovate nell’affascinante opportunità dettata dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 riguardante il Superbonus 110%. Ed ecco che il ventaglio di Committenze, rivolto prima a Giovani imprenditori, ha spostato lo sguardo su tutte le età, in quanto i beneficiari del Superbonus 110% sono condomini, villette e unifamiliari, con l’opportunità di rendere una casa ecosostenibile, a bassa emissione e ad alto efficientamento energetico, aumentando la qualità della vita e del pianeta dove si vive”.
IeS Studio un volano per il Sud?
“Noi crediamo che il Sud sia una risorsa per l’Italia intera. Io e la Dott.ssa Antonietta Salvato vediamo la nostra terra, come un luogo dalla bellezza disarmante e dall’ alto potenziale. Così ci siamo unite, io come Architetto avrei contribuisco a costruire le idee di chi decide di rimanere o di ritornare e la Dott.ssa Salvato come Commercialista aiuta a ottenere i mezzi finanziari per realizzare i sogni dei visionari. Abbiamo fondato Ies – Studio Finanza Agevolata e Architettura e investiamo nel futuro del Sud, contribuendo ad un cambiamento territoriale che vede molti, come noi, impegnati in un’idea comune di evoluzione.
Inoltre, la pandemia ci ha insegnato a modificare radicalmente la prospettiva e ci ha fatto porre attenzione sul concetto d’appartenenza, sul bisogno di casa. Abbiamo assistito a questo cambiamento, ancora in atto, ce ne siamo rese conto, professionalmente e personalmente. Io sono un Architetto con forte stampo umanistico, sono convinta che gli spazi di casa, del lavoro, della scuola, sono fortemente violentati, hanno bisogno di un’anima dei luoghi. I movimenti, all’interno dello spazio, devono essere pensati e gestiti in armonia con la vocazione del luogo, devono tendere all’autonomia dell’individuo che sia un bambino, un adulto o un anziano. È necessario vivere un luogo chiuso in maniera armonica, ricordando l’importanza della luce, degli arredi, delle distribuzioni interne. Abbiamo dimenticato che le scuole non sono luoghi statici, non può evolversi la didattica e rimanere stazionario lo spazio dell’ambiente in cui la didattica esiste. Bisogna demolire le aule delle classi eccessivamente ristrette e circoscritte, i corridoi delle case senza luce, gli ambienti lavorativi monotoni e opprimenti, per creare luoghi in grado di nutrire, e in particolare parlo della scuola perché è dalle generazioni future che si rinasce”.

 

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Metropark, inaugurato il parcheggio

Un nuovo parcheggio per la città di Salerno. Nella giornata di ieri, infatti, il gruppo Ferrovie dello Stato ha inaugurato il Metropark, il parcheggio alla stazione di Salerno Irno. Realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), si trova in viale Unità d’Italia, in prossimità del lungomare e della Cittadella Giudiziaria, offrendo complessivi 65 posti auto, di cui due dedicati alle persone a ridotta mobilità. Dotato di controllo automatizzato e videosorvegliato degli accessi, assistenza ai clienti in tempo reale e predisposizione per futura ricarica di veicoli elettrici, il parcheggio rappresenta un tassello importante nel progetto di riqualificazione dell’area e di miglioramento dei servizi al cittadino. Aperto tutti i giorni 24 ore su 24 prevede una tariffa oraria di un euro e, per chi sceglierà l’abbonamento, il costo sarà di 50 euro mensili. Con la modalità kiss&ride, con permanenza inferiore a 15 minuti, la sosta è gratuita. Attraverso l’app Metropark, si può verificare in tempo reale la disponibilità del posto auto e presto si potranno prenotare e acquistare biglietti integrati (treno + posto auto) sul portale Trenitalia, mentre con l’app nugo sarà possibile prenotare e pagare la sosta. La realizzazione del nuovo parcheggio si inserisce fra gli obiettivi del Gruppo Fs Italiane che, attraverso infrastrutture e servizi per il potenziamento dello scambio modale, mira al miglioramento della mobilità sostenibile con il trasferimento di quote di traffico dall’auto privata al trasporto collettivo e allo sviluppo di nuove forme di spostamento, tra cui quella condivisa ed elettrica.

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Antonio Ilardi: ““Vogliamo scegliere tra presenza e Dad”

di Monica De Santis

Si sono riaperte le scuole in Campania. Da ieri gli alunni delle seconde e terze medie e quelli delle superiori (solo al 50%) sono ritornati in presenza. E in contemporanea gli Amministratori del Gruppo “Genitori Salerno Sì DAD” Antonio Ilardi e Mary Buono hanno inoltrato al Presidente De Luca e all’Assessore Fortini una istanza urgente, richiedendo che la Regione Campania, in occasione della imminente seduta della Conferenza Unificata, si faccia promotrice di una proposta formale affinché il prossimo Decreto Legge affidi alle famiglie, fino al termine dello stato di emergenza sanitaria, la scelta tra didattica a distanza e in presenza, disponendo l’obbligo di garantire la didattica a distanza in modalità sincrona, per tutti coloro i quali ne facciano richiesta e senza condizioni di sorta, nelle classi di ogni ordine e grado. Nella nota inviata al governatore e all’assessore, Ilardi e la Buono hanno riferimento alle note precedenti nelle quali hanno espresso vivo allarme per i rischi derivanti dalle attività scolastiche in presenza. Il gruppo ha trasmesso innumerevoli proposte operative per la gestione didattica dell’attuale fase emergenziale, e ieri ha rappresentato nuovamente l’enorme preoccupazione di migliaia famiglie campane per le decine di casi di contagio da Covid-19 e le conseguenti quarantene registratesi nell’intera Regione Campania, dopo meno di 10 giorni dalla cessazione della didattica a distanza, tra allievi o docenti delle scuole dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno della secondaria inferiore. “Riteniamo – scrivono Ilardi e la Buono – che vi sia ben noto che tali gravi fenomeni siano diretta conseguenza della prevalenza delle varianti virali, ed in particolare di quella inglese, attestata dall’Indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, pubblicata in data 30 Marzo 2021, nonché della inadeguatezza di tutti i Protocolli di Sicurezza delle Scuole che non hanno accolto la raccomandazione, espressa nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità n. 4/2021 del 13 Marzo 2021, sulla base della quale sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la protezione respiratoria”. Il gruppo dei genitori Si Dad nato sulle pagine Faceboook, esprime pertanto, “profondo sconcerto per l’adozione di disposizioni normative contrastanti con le valutazioni scientifiche espresse dai competenti Istituti Sanitari nazionali e per l’assunzione di decisioni che obbligano studenti e loro familiari ad esporsi al rischio di contagio, provocando, tra l’altro, il collasso delle strutture sanitarie. Alla luce di tali oggettive valutazioni e del grave pericolo indotto dalla ulteriore ripresa delle attività scolastiche in presenza degli studenti del secondo e terzo anno delle scuole secondarie inferiori nonché degli studenti delle scuole secondarie superiori, ecco perchè richiediamo accoratamente che la Regione Campania, in occasione della imminente seduta della Conferenza Unificata, si faccia promotrice di una proposta formale affinché il prossimo Decreto Legge affidi alle famiglie, fino al termine dello stato di emergenza sanitaria, la scelta tra didattica a distanza e in presenza, disponendo l’obbligo di garantire la didattica a distanza in modalità sincrona, per tutti coloro i quali ne facciano richiesta e senza condizioni di sorta, nelle classi di ogni ordine e grado”.

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Operatori sollievo della cooperativa La Meridiana: “Per noi nessuna tutela”

di Erika Noschese

Lavorano a stretto contatto con gli anziani, senza alcuna tutela. Per loro, infatti, non vi è né la possibilità di vaccinarsi né di essere sottoposti a tampone, se non a proprie spese. È quanto denuncia un’operatrice sollievo impegnata nel progetto Hcp del Comune di Salerno, attraverso la cooperativa “La Meridiana”, così ribattezzata dopo il fallimento della Assel. “Dopo un anno e più di pandemia, l’azienda non ha mai concesso a noi dipendenti la possibilità di fare un tampone: sono stata due volte in quarantena, sottoposta a tampone ma tutto a mie spese”, ha raccontato la donna che non ha mai avuto contatti con la cooperativa, se non attraverso una signora in servizio presso la sede distaccata del Comune di Salerno, nei pressi de La Carnale. Si tratta di un progetto dell’Hcp, pagato dall’Inps e la donna lavora per lo sportello di Torrione. “Da marzo dello scorso anno, mai sono stata sottoposta a tampone; ho avuto contatti diretti con un positivo, di recente e sono stata costretta all’isolamento, in attesa dell’esito di ben due tamponi fatti all’Usca – ha raccontato ancora l’operatrice – Non veniamo mai pagate con regolarità, generalmente ogni 2 o 3 mesi ma da gennaio ad oggi non ho ancora ricevuto un solo stipendio”. Gli operatori, infatti, sono a stretto contatto con anziani, persone fragili e le loro famiglie: “Io mi occupo di un signore di 70 anni circa completamente cieco, una signora di 90 anni che era stata contagiata da sua figlia ma era stata sottoposta alla prima dose di vaccino e non ha avuto grosse conseguenze e poi mi occupo di una signora affetta da Alzheimer – ha raccontato ancora – Avevo tanti altri pazienti da seguire ma, vista la situazione, ho dovuto rinunciare anche perchè sono mamma di due bambini, ho bisogno di entrate fisse, non posso permettermi di ricevere lo stipendio ogni due mesi, anche tre, senza alcuna tutela e mettendo a rischio la mia famiglia”. La donna ha più volte chiesto all’addetta vdello sportello in servizio presso La Carnale di inoltrare richiesta all’Asl per vaccinare anche gli operatori sollievo ma, ad oggi, nessuna replica è giunta in merito. L’operatrice, di fatti, la mattina assiste anche una ragazza disabile, risultata positiva al Covid e, nel pomeriggio, si occupa di persone fragili, con gravi patologie. “Mi è stato risposto che non sono operatrice sanitaria e che non assistendo persone minorenni non mi spetta il vaccino – ha detto ancora la donna – Trovo vergognoso e clamoroso questo atteggiamento: ho 2 minori a casa da tutelare, se mi ammalo chi li cura, chi prepara loro da mangiare? Come ho già detto, sono stata costretta alla quarantena cautelativa e i miei figli hanno sofferto per questo allontanamento. Inoltre, posso essere fonte di contagio, provocare ulteriori danni a pazienti con patologie gravi e mettere a rischio la loro vita. Queste cooperative non ci tutelano, ci sottopagano, ci è concesso uno stipendio ogni 2 o 3 mesi. È vergognoso”. L’operatrice, insieme alle sue colleghe, ha più volte chiesto il rispetto dei suoi diritti e di quelli delle sue colleghe ma la replica non è tardata ad arrivare: o si accettano le condizioni poste o sono libere di andar via. “Il diritto alla salute del lavoratore è sacrosanto, questa pandemia ci ha danneggiato molto, anche psicologicamente: diventa sempre più complicato e pesante recarsi al lavoro con la paura che ogni giorno io possa essere contagiata”. Da qui la richiesta di essere sottoposta a vaccinazione, magari nella categoria caregiver, soprattutto considerando che i dipendenti della cooperativa, quelli che lavorano allo sportello informazioni, sono già vaccinati. “E’ inammissibile questa situazione, vaccinano chi non ne ha diritto, lavorando dietro ad uno sportello e non noi, costantemente per strada, tra un paziente all’altro, il Comune si attivi per tutelare i nostri diritti”, ha aggiunto infine la donna.

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Ferita a colpi di pistola dal marito carabiniere, tutta Sarno prega per Annamaria


Sarno si stringe attorno ad Annamaria, ferita da quattro colpi di pistola sparati dal marito Antonio Boccia, 57 anni e carabiniere in servizio nel Lazio. La coppia viveva a Marino, in provincia di Roma, ma era originaria di Sarno. "Nessuna giustificazione possibile, speriamo di riabbracciarti presto", ha scritto il sindaco del comune della provincia di Salerno.
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Scuola Costa, Cammarota: “Nessuna strumentalizzazione per ottenere più voti”

di Monica De Santis

“Leggo una reazione scomposta dell’assessore Eva Avossa, ora parlamentare, sulla vicenda scuola Giacomo Costa”. Così il consigliere comunale e candidato sindaco Antonio Cammarota interviene sulla vicenda sull’istituto scolastico salernitano… “L’assessore e deputata afferma che il presidente della commissione trasparenza poteva andarsi a leggere tutte le carte prima di chiarire il suo pensiero, proiettato a ragioni elettorali. E bene, in primis, non ho nessun pensiero da chiarire tantomeno elettorale perché la commissione trasparenza nella sua unanimità sta svolgendo un’indagine in riferimento alla richiesta autonoma del presidente del consiglio di istituto di essere ascoltato in commissione, dopo averne riferito a organi di stampa, su una vicenda che tra l’altro la commissione aveva già trattato nel 2017 ascoltando l’allora assessora che pure ebbe parole d’elogio per il lavoro profuso. Ed ancora – prosegue Cammarota – l’istruttoria è in corso, tanto che la commissione trasparenza ha deciso all’unanimità di ascoltare mercoledì il dirigente al quale è stato richiesto di produrre tutti gli atti pubblici ed endoprocedimentali, non noti alla commissione, come riferito nella nota stampa. Senza contare – dice il consigliere comunale – Nessun giudizio di merito o di valore è stato espresso da alcun membro della commissione trasparenza, tantomeno dal suo presidente, ancor più perché la vicenda è in fase di indagine per accertare i fatti, raccogliere atti e documenti, e quindi fare chiarezza senza tra l’altro entrare, come pure è stato affermato proprio dal presidente nel corso dell’audizione, nelle scelte di indirizzo politico che non competono all’organo di controllo ma, legittimamente, all’amministrazione comunale. Ed infine – conclude Cammarota – Prendiamo atto che effettivamente, nonostante ogni ragionevole dubbio, la assessora deputata ha tranciato il lucchetto rompendo la catena di un edificio ad uso pubblico”.

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Scuola “Costa”, l’assessore Avossa respinge le accuse

di Monica De Santis

Dopo l’interessamento della Commissione Trasparenza del Comune di Salerno rispetto al progetto inerente la riqualificazione della scuola primaria “Giacomo Costa” di Salerno, l’assessore alla pubblica istruzione Eva Avossa interviene con alcune precisazioni e difendendo il suo lavoro. “Si è sempre parlato dell’l’incapacità del sistema Italia di spendere i soldi dei fondi europei, al punto che addirittura un euro su tre viene restituito per mancanza di progetti. – dichiara la deputata salernitana – Ecco, guardando questo scenario mi sarei aspettata che l’impegno profuso al fine di ottenere oltre un milione di euro per ristrutturare tre scuole salernitane venisse accolto con il favore dei politici e dei cittadini. Si tratta di un progetto di riqualificazione dell’Istituto Comprensivo San Tommaso d’Aquino, del Montalcini e del Giacomo Costa. Invece sono costretta a dover difendere il mio operato, e quello di tanti professionisti, da attacchi strumentali creati ad hoc da qualche personaggio politico in piena campagna elettorale”. L’assessore Avossa parla di strumentalizzazione della vicenda per creare un clima di tensione finalizzato ad ottenere qualche voto in più. La vicenda riguarda la visita presso la scuola primaria “Giacomo Costa” per definire con i tecnici del Comune di Salerno, proprietario dell’edificio scolastico, le ultime pratiche necessarie a far partire i lavori di riqualificazione previsti dal progetto di spesa dell’Unione Europea definito nell’ambito del POR FESR 2014/2020, portato avanti con grande dedizione ed impegno nonostante i numerosi ostacoli. – dice ancora Eva Avossa – Questa azione rientra nel Programma Integrato di Città Sostenibile e comprende una serie di interventi, tra cui quelli alla Scuola “Costa”, per la quale è prevista la spesa di oltre 452mila euro finanziati dall’Unione Europea. Il progetto prevede l’adeguamento funzionale degli spazi interni e degli impianti tecnologici, la sostituzione di infissi interni ed esterni, l’allestimento di una sala per spettacoli proiezioni ed attività teatrali. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda questo tipo di adeguamento e ristrutturazione che si propone di recuperare i suddetti ambienti per consentirne l’utilizzo, anche al di fuori dell’ambito scolastico, come centro di attività di aggregazione aperto al quartiere. Infatti gli spazi recuperati potranno ospitare le attività di uno dei laboratori, scaturiti dal progetto Spazio Multifunzionale Salerno, finanziato dalla Regione Campania e finalizzati a promuovere le attività che avvicinino i giovani dai 16 ai 35 anni alla cultura alla conoscenza dei territori e a dare spazio alle loro propensioni artistiche e creative. Quindi è importante tenere sempre ben presente due cose: innanzitutto che la proprietà dell’edificio scolastico è del Comune di Salerno, quindi della collettività, e poi che questo tipo di intervento non intende sottrarre i locali alle attività della scuola, ma serve a dotare la cittadinanza di punti di riferimento culturale”. L’assessore Eva Avossa precisa anche che i locali interrati, pur non essendo idonei ad essere adibiti ad aule, restano di prevalente utilizzo della scuola che, grazie anche a questi lavori di riqualificazione, potrà meglio gestire, sempre in maniera autonoma, le proprie attività laboratoriali. L’assessore rivendica con forza l’autorizzazione al taglio della catena, che impediva l’accesso ai locali. “Nessuno può permettersi di appropriarsi di locali comunali e, soprattutto, mi auguro che la politica sia sempre unita nella condanna a questo tipo di abuso, pericoloso per la nostra democrazia. Devo inoltre fare una precisazione in merito alla nota della Commissione trasparenza che non chiarisce pienamente il contenuto della Delibera di Giunta del 19 novembre 2019. In quella delibera l’organo esecutivo del Comune decise di trasferire l’associazione “Nuova Officina” dai locali della scuola “Costa” verso la scuola “Conti” di Fratte. Sarebbe bastato che il presidente della Commissione Trasparenza si fosse andato a leggere l’atto per capire che non fu deliberata alcuna consegna dei locali da parte del Comune. Grazie a questa decisione, la Giunta, una volta liberati i locali, ha potuto iniziare l’iter burocratico per il finanziamento di opere di riqualificazione delle attività scolastiche ed extra scolastiche”.

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Loffredo: “Il Governo deve dare la possibilità di riapertura a tutti i locali”

di Monica De Santis

Nel ribadire ancora una volta un grande in bocca al lupo a tutti i commercianti ed artigiani che da domani riapriranno le loro attività, l’assessore alle attività produttive Dario Loffredo lancia anche un appello alla cittadinanza…. “I salernitani hanno già dato grande prova di responsabilità nei mesi scorsi, ora chiedo a tutti di proseguire così, anzì se possibile essere ancora più responsabili per evitare una nuova chiusura e per consentirci di poter far riaprire anche quelle attività che purtroppo devono ancora rimanere chiuse”. L’assessore Loffredo ovviamente sta pensando ai bar e ristoranti e proprio in difesa di queste categorie lancia un appello al Governo… “L’abbiamo detto più volte, ed i giornali l’hanno scritto. Salerno è stato il primo Comune, lo scorso anno, a concedere ai ristoratori e ai bar gli spazi esterni gratuitamente così da non perdere posti a sedere. Questa operazione è ancora in vigore, ma ciò che in questo momento mi preme è chiedere al Governo di rividere la sua decisione. Ci sono molti locali che non hanno la possibilità di sfruttare gli spazi esterni e quindi usufruire dell’occupazione di suolo pubblico gratuitamente. Perchè l’occupazione degli spazi esterni si possono concedere tenendo presente il codice della strada quindi, il Governo o dà delle deroghe particolari, in deroga al codice della strada, oppure mantenendo il giusto distanziamento dia la possibilità ai locali che non hanno spazi esterni o ne hanno pochi di poter far accedere i loro clienti all’interno. Se il Governo non effettuerà questa deroga o modifica al Dpcm si rischierà di penalizzare troppo chi non ha posti a sedere all’esterno”. L’assessore Loffredo torna a parlare anche dei vaccini e sulla necessità di dare la priorità a commercianti, artigiani e operatori turistici… “Appena viene completata la vaccinazione degli ultra ottantenni bisogna iniziare subito con le categorie commerciali e turistiche. Bene ha detto il Governatore De Luca, quando ha annunciato di voler rendere le tre isole campane Covid Free. La sua proposta ha un grande valore, perchè riuscire a rendere subito Covid Free le isole significa un ritorno d’immagine per la nostra Regione senza precedenti, in un periodo come questo. Ma questo lavoro va fatto ora, perchè il comparto turistico deve partire oggi e non domani. E subito dopo, rese le isole Covid Free iniziare la campagna di vaccinazione di tutta la fascia costiera partendo da quella sorrentina, per poi arrivare a quella amalfitana, e poi Salerno e scendere fino al Cilento e al Golfo di Policastro. Questo piano vaccinale è l’unico modo che abbiamo non solo per promozionare il nostro territorio ma anche per far ripartire l’economia”.

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Matteo Zagaria: “Le spiagge salernitane devono essere un bene comune”

di Monica De Santis

Il gruppo Coraggio Salerno, prosegue la sua battagplia per riuscire ad ottenre un progeto di riqualificazione complessima del litorale. Soltanto pochi mesi fa, partiva l’opera di riqualificazione del litorale salernitano, un progetto attualmente ancora in corso. Il ripristino di spiagge pulite e sicure spinge – dico i rappresentanti di Coraggio Salerno – ad interrogarsi su quanto il territorio sia elemento condiviso e condivisibile dai cittadini. Un interrogativo, come detto che Coraggio Salerno continua a porsi e che si concretizza – come si legge nella nota inviata – nella richiesta di un progetto di riqualificazione complessiva del litorale, capace di restituire le spiagge alla loro natura di “bene comune”. Per il gruppo l’iniziativa sulle spiagge libere è decisiva, in quanto “racchiude alcuni dei nostri principi fondanti, come quello della partecipazione cittadina nella gestione dei beni comuni e la garanzia di diritti alla cittadinanza intera piuttosto che le cessioni per i privilegi di pochi”, afferma il portavoce Matteo Zagaria. E’ così che ieri pomeriggio, Coraggio Salerno! è sceso in piazza, impegnandosi in una fitta attività di volantinaggio, con il preciso scopo di sensibilizzare i cittadini sul tema della riqualificazione. Sensibilizzare i cittadini per le spiagge libere aperte, tutelate, ma anche la garanzia e il ripristino di servizi indispensabili per i cittadini, tra cui: pulizia quotidiana delle spiagge, servizi igienici garantiti, passerelle per i portatori di handicap, oltre alla rimozione di elementi artificiali che, oltre ad impedire il naturale godimento della vista paesaggistica al comune cittadino, contribuiscono al rapido deterioramento del territorio naturale. Richieste decise, quelle proposte da Coraggio Salerno!, nelle scelte riguardanti l’uso dei beni comuni. Un’opera di riqualificazione consistente, che vede coinvolte numerose spiagge del territorio salernitano, a partire dalla spiaggia di Mercatello per arrivare fino alle spiagge al confine con Pontecagnano. “Tutela e condivisione, ma anche sicurezza e maggiore controllo sugli sbocchi degli scarichi, indispensabile per poter godere di acque depurate che permettano una balneazione in piena sicurezza: Accogliamo soddisfatti le dichiarazioni del sindaco Napoli che, con le sue parole, si dimostra in linea con le nostre proposte. Ma ora quindi dovrà far seguire le parole ai fatti – afferma Zagaria- coinvolgendo la cittadinanza nella progettazione di spiagge libere accessibili e con servizi, dando risposta alle nostre richieste regolarmente protocollate”. Dunque le richieste avanzate da Coraggio Salerno! hanno lo scopo di porre, il cittadino al centro della scena, affinché possa diventare parte attiva del progetto di riqualificazione delle spiagge salernitane, qui intese non più come “proprietà di pochi”, ma come bene a servizio di tutti. Da qui, l’invito di Matteo Zagaria, diretto ai cittadini ‘ad accompagnarci nell’elaborazione di un nuovo modello di città, veramente inclusivo e che guardi al futuro e che, anche nel piccolo, permetta a tutti di poter accedere a una spiaggia libera e pulita’.

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Luigi Della Greca ieri si è vaccinato a Battipaglia

di Erika Noschese

Si è vaccinato alle 15 di ieri l’assessore al Bilancio del Comune di Salerno, Luigi della Greca. “Vittima” di una serie di disservizi che lo hanno visto protagonista, l’assessore ha ricevuto la prima dose di Pfizer presso il centro vaccinale di Battipaglia, accompagnato dalla moglie e la figlia che hanno atteso all’esterno della struttura. Della Greca appartiene alla categoria “fragili” e le due convocazioni, la prima il 28 marzo presso l’istituto Santa Caterina e la seconda nei giorni scorsi presso l’Hub di Matierno sono andate a vuoto in quanto le dosi di vaccino da somministrare erano solo Astrazeneca, non idonea per persone appartenenti alla categoria fragili. Fin da subito Della Greca aveva chiarito di non voler alimentare polemiche, invitando tutti a mantenere la calma e ad avere pazienza. er.no

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Nonna Maria Francesca, 101 anni, finalmente si è vaccinata

di Monica De Santis

E’ arrivata accompagnata dalla figlia, Maria Francesca Pastore, 101 anni. Con indosso uno scialle rosso e cappello scuro con fiori in testa, è arrivata, camminando lettamente, sottobraccio alla figlia, mentre poco distanti l’attendevano l’altra figlia ed il genero, al polo del teatro Augusteo di Salerno. Finalmente dopo una lunga attesa l’anziana signora è stata sottoposta finalmente alla vaccinazione anti Covid-19. La nonnina, 101 anni, residente a Salerno, una volta raggiunto il centro allestito per l’inoculazione del vaccino è immeditamente entrata, e dopo la somministrazione ha ironicamente detto: “Grazie a Dio è andato tutto bene, non uscivo da un pò, mi è piaciuta questa passegguata. La storia nonna Maria Francesca è salita agli onori della cronaca perchè dopo essersi iscritta alla piattaforma lo scorso 15 febbraio ha atteso in vano la convocazione. Sollecitata l’asl di Salerno per più di una volta e non ricevendo alcuna risposta, i suoi familiari si sono rivolti anche al Codacons che prontamente ha presentato un esposto, appellandosi anche al presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Dopo una lunga attesa di due mesi ieri finalmente la nonna centenaria è riuscita ad ottenere la somministrazione. “Erano due anni che non usciva di casa” racconta la figlia della centenaria che a agosto festegerà il suo 102esimo compleanno.

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Centro vaccinale a Matierno, segnaletica flop e caos: la denuncia di Gigi Vicinanza

di Erika Noschese

“Ho ricevuto alcune foto dalla presidente dell’associazione Help Tutela e Sostegno dei Consumatori, Nadia Bassano, e rappresentano l’emblema della politica che gioca ad improvvisare. Innanzitutto, c’è una grave lacuna nella segnaletica che porta al nuovo hub vaccinale del Centro Polifunzionale di Matierno”. Parla così Gigi Vicinanza, sindacalista della Filp Cisal dopo le segnalazioni in merito ai disservizi che si stanno verificando presso l’Hub di Matierno. Infatti già sulla strada principale della frazione collinare di Salerno, precisamente in via degli Etruschi, inizia il caos di auto, che non sanno dove dirigersi per arrivare in viale Bottiglieri. Le indicazioni ci sono, ma cominciano a metà, con gli automobilisti costretti a fermarsi all’inizio delle prime attività commerciali per chiedere informazioni ai passanti. Così il traffico si paralizza, bloccando un intero quartiere. Ma, la principale problematica, è la mancanza di posti auto. Esiste un parcheggio, realizzato proprio in virtù del nuovo edificio che oggi ospita il centro vaccinale; tuttavia, la segnaletica non lo evidenzia, anche perché la parte nuova dell’area di sosta è ancora chiusa. “In questa parte del parcheggio vi è addirittura una scala di collegamento che porterebbe direttamente all’ingresso dell’hub, agevolando residenti e vaccinandi, ma risulta ancora inspiegabilmente chiusa a diversi giorni dall’inaugurazione. Per concludere, a fare la fila all’esterno del centro vaccinale, ci sono centinaia di persone, la maggior parte anziane, che oltre a subire questi disagi, si ritrovano a dover aspettare per ore il proprio turno -ha aggiunto il sindacalista – Non bastano le rassicurazioni di chi parla di provvedimenti imminenti per limitare i disagi. Chi ha pensato ai locali di Matierno per il nuovo centro vaccinale, doveva giocare d’anticipo sulla logistica, ma purtroppo questa amministrazione comunale ci ha insegnato che sulla sicurezza lascia molto a desiderare”.

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Ottimi risultati per la nuova organizzazione per il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti

Sta sortendo ottimi risultati la nuova organizzazione per il ritiro gratuito degli ingombranti varata da Salerno Pulita, che si avvale anche dell’applicazione junker. Dal 29 marzo scorso, giorno in cui è partito il servizio con le nuove modalità, sono pervenute 560 richieste di prenotazione: di cui ben 107 attraverso l’applicazione Junker e 453 mediante telefonata al numero 089 2882036 e poi caricate sulla piattaforma. I due terzi di queste richieste sono state già lavorate, cioè si è già proceduto ad effettuare il ritiro, mentre per la parte restante le prenotazioni sono contenute in un arco temporale di massimo 12 giorni, a fronte degli oltre 30-45 di prima. Il risultato è oltremodo significativo se si considera che assieme alle nuove prenotazioni si sta gestendo l’arretrato per il quale c’erano 884 richieste di ritiro, con prenotazioni fino al 10 maggio, di cui 494 già eseguite. La nuova organizzazione, che ottimizza il lavoro degli addetti concentrando gli interventi sia per zone che per tipologia di materiale, ha consentito di effettuare molti più interventi quotidiani, raggiungendo punte anche di 75 ritiri giornalieri. Molti utenti che avevano effettuato la prenotazione prima del 29 marzo sono stati richiamati e gli è stato proposto di anticipare anche di 15 giorni la data del ritiro. Salerno Pulita conta di smaltire l’arretrato nel giro di una decina di giorni e, contemporaneamente, di programmare i nuovi ritiri con tempi di attesa che, per alcune tipologie di ingombranti, non dovrebbero superare le 72 ore. Nel caso in cui gli addetti non abbiano trovato gli ingombranti da ritirare, Salerno Pulita richiama gli utenti per capire se si è trattato di furto da parte di raccoglitori abusivi o di una dimenticanza, nel qual caso si invita a fare una nuova prenotazione.

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Scuole superiori, presidi pronti alla ripartenza, qualche dubbio sul ritorno al 100% in presenza

di Monica De Santis

Nel nuovo Dpcm del Governo Draghi si è stabilito che per le zone gialla rafforzata e arancione gli alunni delle scuole superiori torneranno in presenza dal 26 aprile. Mentre dal 3 maggio dovranno tornare in classe tutte le studentesse e gli studenti. E mentre si attende la pubblicazione ufficiale del decreto a Salerno e provincia i dirigenti scolastici sono pronti a riaprire le porte dei loro istituti visto che la Campania è tornata in zona Arancione. Un rientro in classe al 50% e mantenendo lo stesso scaglionamento per gli ingressi e per le uscite messo in atto lo scorso mese di febbraio. A lasciare invariate le cose saranno sicuramente i dirigenti scolastici del Liceo Tasso, del Liceo Da Vinci, del Genovesi, del Liceo De Sanctis e del Profagri. Ma sembra che anche gli altri dirigenti scolastici sono orientati a non portare grosse modifiche in merito gli orari d’ingresso degli studenti. “Noi abbiamo già preparato le circolari per il rientro per informare i genitori” afferma il preside Alessandro Turchi che al tempo stesso critica la scelta del governo di riportare tutti in presenza dal 3 maggio “Scelta assurda, non possono all’improvviso far scomparire le classi pollaio e i distanziamenti. Ci sono diversi istituti che non hanno gli spazi per ospitare tutti ed i trasporti non sono adeguati. Staremo a vedere cosa decideranno realmente e poi ci adegueremo”. “I ragazzi hanno davvero bisogno di rientrare a scuola, soprattutto i ragazzi dell’ultimo anno. – spiega la preside Cinzia Lucia Guida – Mi auguro che non ci siano altri casi e di riuscire a far finire la scuola in pace”. “Attendiamo la pubblicazione del Dpcm per capire bene quali sono le nuove regole. – afferma la preside Carmela Santarcangelo – Noi comunque siamo pronti al rientro. Faremo due turni d’ingresso e di uscita, rispettando gli orari stabili lo scorso mese di febbraio. Sul ritorno in presenza al 100%, bisogna capire bene cosa è stato stabilito ed in base a quello ci organizzeremo”. “Il ritorno in zona arancione finalmente ci permette finalmente di riaprire le scuole. Noi siamo pronti a ricominciare – dichiara il preside Nicola Annunziata – resta solo da sciogliere la questione degli alunni fragili, in caso di ritorno in presenza di tutti gli studenti, perchè le richieste fatte dai genitori sono davvero molte e quindi va capito come ci dobbiamo comportare in questa circostanza”.

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Loffredo: “Continueremo a dare la possibilità di occupare gli spazi esterni a bar e ristoranti”

di Monica De Santis

Un primo segnale per la riapertura di quelle attività commerciali maggiormente colpite dalle restrizioni arriva dal Governo Draghi con la decisione dal 26 aprile, di dare l’opportunità ai ristoranti di rimanere aperti la sera, ma solo con i tavoli esterni e dunque il servizio all’aperto. Questo primo segnale è stato commentato in maniera positiva dall’assessore alle attività produttive del Comune di Salerno, Dario Loffredo, che ha confermato che… “Come abbiamo già fatto e stiamo facendo da un anno, e su questo Salerno è stato un comune capofla, daremo la possibilità a tutti i locali che hanno spazi esterni di poterli utilizzare per posizionare i loro tavolini ed avere così la possibilità di non perdere posti a sedere. Resta indubbiamente il problema per quei locali che non hanno la possibilità di sfruttare gli spazi esterni, però su questo l’amministrazione comunale non può fare molto. Voglio comunque dire che questa apertura data dal governo è un segnale molto positivo e voglio dare un grande in bocca al lupo a tutti i commercianti che da lunedì riapriranno le loro attività, augurandomi di cuore che questa sia una riapertura definitiva”. Positivo anche il commento del presidente del Cna, Lucio Ronca che afferma… “Ottima la calendarizzazione, togliamo il condizionale e diamo alle imprese informazioni precise. Scongiuriamo lo “stop & go” e lavoriamo sul rilancio dell’economia senza trascurare minimamente i sacrifici che sono stati fatti. Chiediamo però che ci siano ricompense per le perdite avute fino ad oggi”. “Valuto questa scelta del governo Draghi molto positivamente. Era il momento di ripartire. – afferma Gianfranco Ferrigno della Claai – Le imprese sono pronte ed hanno bisogno di ripartire. La cosa più importante adesso però è che queste siano riaperture responsabili, quindi è giusto che ci siano maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Se tutti rispettano le norme previste possiamo davvero evitare altre chiusure”. Soddisfatto per la decisione presa dal governo Draghi anche Mario Arciuolo presidente provinciale della Fenail: “Era quasi ora. Dopo le tante restrizioni e chiusure era giunto il momento di far ripartire l’economia ed il commercio. Abbiamo vissuto un anno molto particolare, ci sono categorie che hanno sofferto più di altre, come i ristoratori, le palestre, gli ambulanti e le piscine. Far ripartire anche questi settori è un segnale di speranza per tutti, un segnale che forse stiamo percorrendo la giusta strada”.

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Salerno, addio a Pier Giorgio Turco: l’oculista che curava i bambini in Africa


Morto il medico oculista Pier Giorgio Turco: aveva 91 anni. Per anni era stato missionario in Africa, per salvare e curare i bambini dei paesi più poveri del mondo che sembravano condannati alla cecità. Già primario all'ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania, la sua morte ha suscitato la commozione dell'intera comunità salernitana. "Ci lascia l'oculista dal cuore d'oro", ha detto il sindaco di Salerno.
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Dallo spumone al sorbetto al limone al bar Landi la “Passione e dedizione sono i veri segreti”

di Erika Noschese

Dallo spumone al vero sorbetto a limone. Giulio Lettieri, titolare del bar Landi non ha dubbi: gli ingredienti segreti ci sono, o meglio ci sono segreti relativi alla grammatura ma ciò che conta – tanto nella produzione dello spumone quanto in quello del sorbetto – sono la passione e l’amore. Senza, non si ha il risultato sperato. La Claai Salerno continua il viaggio di Gusto Italiano, l’iniziativa lanciata in collaborazione con Le Cronache per accendere i riflettori sul mondo dell’artigianato locale, particolarmente in crisi a causa della pandemia. E Gusto Italiano, oggi, gioca in casa: in via Volpe numero 50 il bar Landi è, ancora oggi, punto di riferimento per tanti salernitani. Dedito alla produzione del dolce freddo al cucchiaio, al sapore di limone, ha dovuto accantonare l’idea dello spumone: “E’ una prassi lunga, una procedura che sembra semplice ma non lo è: ci vuole tempo, pazienza, prodotto, qualità ma soprattutto ci vuole passione”, ha spiegato Giulio Lettieri, evidenziando che la legge prevede una prassi lunga, con una serie di norme sanitarie da rispettare “e ben vengano per noi, sappiamo come controllare così”. Diverse fasi nella produzione dello spumone ma quello che conta resta sempre il complesso: “se non si amalgamano bene gli ingredienti nella forma quando si va a sformare il prodotto si sfalda: anche il ponce che si fa per bagnare il pan di spagna, se molto alcolico, va a finire che quando si tira fuori la forma dello spumone si fa in due, deve essere calcolato bene. Io non ho mai usato il misurino, ho fatto sempre ad occhio”, ha raccontato il titolare del bar Landi. Per lo spumone due i gusti classi e “veri”: nocciola e cioccolato e cassata e cioccolato. La produzione resta complessa a causa di norme sanitarie particolarmente rigide: “sarebbe necessario un passo indietro per permetterci di lavorare come si deve – ha aggiunto – Solo così passione e norme sanitarie vanno di pari passo e funzionano, insieme”. Oggi la particolarità del bar resta il sorbetto a limone, “il vero sorbetto”, chiarisce Giulio. Non c’è un vero e proprio ingrediente segreto ma piuttosto la giusta misurazione, dopo prove varie, per trovare il giusto equilibrio.

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