L’associazione Iperion scende in campo: al via “scontrino sospeso” sul territorio

Molto più della spesa sospesa. I cittadini non dovranno scegliere un prodotto tra tanti, lasciato in un carrello da una persona di buon cuore ma potranno comprare ciò di cui hanno bisogno. È questa, in sintesi, l’idea dell’associazione culturale Iperion che ha lanciato “lo scontrino sospeso”. Un’iniziativa necessaria mai come in questo periodo perché l’emergenza sembra aver messo in ginocchio l’economia di una città, già provata da una crisi mai superata davvero. Il presidente Gianluca Cammarano e il suo vice Vittorio Cicalese – ideatore e promotore dell’iniziativa – con l’ausilio del Movimento nazionale di Difesa del Cittadino lanceranno proprio in questi giorni su tutto il territorio di Salerno città, da estendere su tutta la provincia e regione Campania l’iniziativa dello scontrino sospeso. «E’ un po’ diverso dalla concezione della spesa sospesa perché cerchiamo di aiutare le persone non soltanto adesso ma anche in futuro – ha dichiarato il presidente Cammarano – Le persone che vanno al supermercato possono lasciare una piccola donazione e il gestore dell’attività che ritira questa quota può decidere di cumulare fino al raggiungimento dei 20 euro, tetto massimo proposto per una spesa di beni di prima necessità in un nucleo familiare composto da 3 persone». Chi fa la donazione attesterà su una tabella la donazione effettuata, mentre chi usufrirà dello scontrino sospeso dovrà compilare e firmare un’autocertificazione dichiarando di ritirare questo scontrino sospeso. Un primo step, insomma, perché successivamente – e anche una volta terminata l’emergenza Coronavirus – l’aiuto continuerà, grazie ai dati già raccolti durante questa prima fase grazie alla compilazione dell’autocertificazione. «L’associazione Iperion scende in campo perché cerchiamo di dare una mano in questo momento disastroso. Anche un’associazione culturale come la nostra può muoversi per dare una mano concreta in questa fase particolare – ha poi aggiunto Gianluca Cammarano – Per noi la cultura è a 360 gradi e non può non comprendere l’umanità». Vittorio Cicalese – in questa fase – è al lavoro in una duplice veste: vicepresidente di Iperion e delegato del Movimento nazionale di Difesa del Cittadino. Lo scontrino sospeso è «un procedimento semplice, che tutela la privacy del cittadino e consente a chi ne ha bisogno di fare la spesa con un ammontare economico predefinito (20 euro a settimana) frutto delle donazioni effettuate dai clienti che ne hanno volontà – ha spiegato Cicalese – Proprio come accade per il caffè sospeso, infatti, ogni cliente potrà donare una cifra dai due euro in su per poter consentire al punto vendita di avere a disposizione uno o più scontrini sospesi da poter spendere nel medesimo esercizio commerciale». Come funziona? «Ogni cliente potrà donare liberamente, inserendo il suo nome e cognome su una tabella donatori che sarà presente sia per ringraziare il donatore, sia per censirlo e poterlo ringraziare a bocce ferme per il gesto compiuto, sia per avere una più rapida rendicontazione delle donazioni ricevute. Ogni cliente bisognoso potrà usufruire dello scontrino sospeso a due condizioni: 1. che la cifra sia stata già raggiunta dal punto vendita (se non ci sono scontrini sospesi non è possibile effettuare la spesa, altrimenti il punto vendita ci andrebbe a perdere e non è assolutamente nostra intenzione); 2. che compili un modulo di autocertificazione attestante la necessità di utilizzo di tale servizio». A cosa serve l’autocertificazione? «Rispetto al medesimo progetto attivato in altre regioni d’Italia dal Movimento Difesa del Cittadino, noi abbiamo snellito la procedura (si prevedeva la necessità di fornire copia del documento d’identità, copia dello stato di famiglia e liberatoria per la privacy) grazie al fondamentale supporto del responsabile provinciale e vicepresidente nazionale di Mdc, Peppino Nuvoli. Questo documento serve per certificare lo stato di bisogno del cliente e per verificare che non venga utilizzato lo stesso servizio in più punti vendita aderenti sul territorio. Personale addetto delle associazioni di supporto e del Movimento Difesa del Cittadino, avrà cura di verificare eventuali “frodi” e segnalarlo ai punti vendita per evitare che nei giorni successivi si possa verificare nuovamente questo atto d’ingiustizia verso chi ne ha realmente bisogno». Qual è la differenza rispetto alla spesa sospesa? «Ce ne sono molte. La prima è che non c’è un limite ai pezzi prelevabili. C’è un limite di spesa, per beni di prima necessità, che consente alla famiglia di avere un discreto budget a disposizione per provvedere al sostentamento di base del proprio nucleo familiare. La seconda è che c’è il rispetto della privacy: il documento viene rilasciato direttamente in cassa e successivamente viene consegnato un normale scontrino fiscale, come quando si effettua la spesa con denaro proprio. La terza è che si limitano i gesti di furbizia di alcuni: con la spesa sospesa non è possibile prevedere quante volte la stessa persona o una persona del medesimo nucleo familiare si recherà in uno o più punti vendita a prelevare vari articoli dal carrello. Grazie all’autocertificazione, sì». Chi informa del servizio? «Ogni punto vendita aderente avrà dei mini-manifesti affissi alle casse e all’ingresso per spiegare come funziona il servizio. Sul manifesto sono presenti due numeri di telefono: il mio e quello del responsabile provinciale di Salerno del Movimento a Difesa del Cittadino. Ogni cassa avrà a disposizione una tabella compilabile per i donatori, per ogni cliente che intenda effettuare una donazione. Ogni persona potrà scaricare dai siti internet e sui nostri canali social il modulo di autocertificazione, o provvedere alla compilazione dopo averne ritirato uno in copia presso il punto vendita aderente. Stiamo fornendo in prima persona il materiale in formato cartaceo, per evitare di creare ulteriori incombenze ai punti vendita aderenti. Qualora altri punti vendita intendessero aderire, possiamo distribuire noi il cartaceo presso ogni attività commerciale del territorio». Le donazioni vanno “battute” a scontrino? «No, altrimenti non è possibile per il cliente bisognoso avere il suo scontrino. Ogni donazione sarà raccolta in un banale contenitore e, al raggiungimento della cifra, si provvederà a recuperare dal medesimo contenitore la cifra utilizzata per lo scontrino sospeso utilizzato».

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Angri, parla Luigi, l’uomo fermato col pappagallo: “Anche lui ha il diritto di uscire”


"Non mi fermo perché ci tengo al benessere del mio animale di compagnia che tra l'altro è anche il mio partner di lavoro e collabora con un'associazione che fa Pet terapy in case di cura, ospedali, carceri e scuole. Non posso permettere che il mio pappagallo subisca stress psicofisico. Pronto a rivolgermi alla Lipu”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Luigi Grimaldi, l'uomo fermato con il pappagallo al guinzaglio dai carabinieri ad Angri.
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Lutto a Vallo della Lucania, morto Federico Rossi: fu sottosegretario nel governo Dini


Morto all'età di 72 anni il professor Federico Rossi: studente prima e poi docente presso l'Università Federico II, si era poi trasferito all'Università di Cassino, dove era stato anche Rettore fino al 1996, quando fu chiamato da Lambero Dini, allora al governo, per ricoprire la carica di Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.
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Bellizzi, furto in una farmacia. I titolari diffondono il video: “Aiutateci a trovarli”


Tre persone a volto coperto hanno fatto irruzione di notte nella Farmacia Sant'Anna di Bellizzi, a Salerno. Dopo aver forzato l'ingresso, hanno rubato circa duemila euro dalla cassa e sono fuggiti. I farmacisti diffondono il video delle telecamere di sorveglianza su Facebook: "Aiutateci a trovarli". Indagano sul furto i Carabinieri di Battipaglia.
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Angri, va a passeggio col pappagallo al guinzaglio: ai carabinieri dà l’autocertificazione


Va a passeggio col pappagallo al guinzaglio nella Villa Comunale di Angri e quando i carabinieri lo fermano per i controlli, esibisce con nonchalance l'autocertificazione del ministero. Il video è diventato immediatamente virale sui social per i contorni grotteschi, con il cittadino da un lato che indossa la mascherina e il pappagallo all'altro capo del guinzaglio appollaiato su una panchina.
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Buoni-spesa, a Salerno arrivate 4418 richieste: domande anche tramite WhatsApp


Sono 4.418 le domande per i buoni-spesa per il Coronavirus arrivate al Comune di Salerno, non solo in formato cartaceo, ma anche tramite email e messaggi WhatsApp. Si tratta dei voucher, finanziati con i fondi della Protezione Civile, che saranno distribuiti alle famiglie bisognose. Il sindaco Napoli: "Nessuno sarà lasciato solo".
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A Capri e Castellabate mascherine obbligatorie per chi esce di casa


I sindaci dei due Comuni firmano le ordinanze che obbligano ad indossare la mascherina tutti i residenti che escono di casa. A Capri il Comune ha acquistato 30mila mascherine e ne ha già distribuite 5mila. A Castellabate obbligo anche di indossare i guanti, mentre a Pasqua e Pasquetta negozi e supermercati saranno chiusi.
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Chirurgo positivo, reparto chiuso

di Rosa Coppola

 

Il chirurgo risulta positivo al tampone e il reparto nocerino viene chiuso, con relativo trasferimento di pazienti contagiati a Eboli. Che non sarebbero gli unici. All’appello infatti ci sarebbero anche infermieri e un operatore socio sanitario. Dunque, il reparto è da sanificare e, ieri, si è reso momentaneamente off limits. Le procedure da seguire prevedono dei tempi e i pazienti devono essere messi in luoghi idonei. Le direttive hanno indicato il trasferimento presso l’ospedale di Eboli dove c’è la chirurgia Covid. Ma l’attenzione resta alta se si pensa che a Nocera, nell’ospedale Umberto I, il più grande della Asl Salerno, risultano, al momento, circa dieci operatori, a vario ruolo, contagiati dal Covid. Una media ufficiosa che comunque non piace. I test rapidi sono partiti, procedono, e stamani vedranno gli operatori della Rianimazione, Pronto soccorso, Radiologia, Blocco operatorio, Chirurgia d’urgenza, Emodinamica e Utic sottoporsi al prelievo. Un momento particolare, delicato, che vede gli stessi protagonisti del mondo sanitario preoccupati. Non sempre si sentono messi in condizioni di lavorare nel migliore dei modi. La direzione sanitaria ospedaliera, intanto, ha stilato le Linee guida per i Percorsi ad hoc.

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“Vogliamo ripartire, non Morire”, Appello dei commercianti salernitani

di Davide Maddaluno

 

“Io voglio ripartire”. E’ lo slogan lanciato dagli imprenditori salernitani in un video pubblicato sulla pagina Facebook “Imprenditori Italiani – Partita Iva” e divenuto in poche ore virale sui social ed il web. Un manifesto funebre recante gli anni di onorata attività sul suolo cittadino per ciascuno dei commercianti che hanno aderito all’iniziativa e partecipato al brevissimo quanto incisivo filmato. Un messaggio chiaro: “Chiediamo aiuti seri e veloci per il nostro futuro, aziende, famiglie e dipendenti. Vogliamo risposte dallo Stato perchè di questo passo si muore ma la speranza è l’ultima a morire e noi crediamo nella resurrezione: vogliamo ripartire”. Hanno prestato la loro voce e soprattutto la loro immagine i titolari di Tozzabancone, Ingordo Burger, Pane e Pummarò, Salerosa, Black Roses Irish Pub, Punto Freddo, Burger Bar Cargo, Pizza Sotto Pizza, Elite, The Boiler, Funiculì, Seduzione Parrucchiere, Da Nonno Raffaele e Cantina Rebelde, riassumendo il pensiero collettivo. Nei giorni scorsi fu lanciato lo slogan “Mi vergogno di essere un imprenditore italiano” da parte dei gestori dei locali ed altri esercenti commerciali salernitani e di tutta la Campania, attraverso l’Associazione Commercianti per Salerno. “I provvedimenti risultano irrisori, ci costringono a tenere chiusi i battenti e le bollette arrivano anche se i soldi non girano – hanno sottolineato i portavoce dell’Assocazione – I 25 miliardi che hanno mosso possono rappresentare l’inizio di una cura, possono essere un cerotto provvisorio, ma non possono essere risolutivi del problema”. Il dissenso social dell’Acs si è allargato a macchia d’olio all’intera Campania dove ormai quotidianamente viene rincarata la dose di disagio e disapprovazione da parte degli imprenditori che già da inizio Marzo si erano mobilitati chiedendo alla Regione di sospendere le tasse: “Visto il propagarsi e l’accentuarsi della situazione anche nei nostri territori – scriveva l’Associazione Commercianti Salerno – si chiede con ogni urgenza di porre in essere delle proposte che mirino ad azioni di contrasto per riequilibrare tale situazione anche in riguardo alla nostra regione“. E’ stato dunque chiesto di sospendere le imposte e tasse nazionali, regionali e comunali, gli adempimenti, i pagamenti delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere con riferimento alle utenze di energia, acqua, gas e rifiuti, il pagamento di fitti per aziende e famiglie, di mutui ed altre forme di indebitamento bancario, di rateizzazioni con Agenzia delle entrate e riscossione, ma anche di fornire sussidi diretti ai dipendenti e ai datori di lavoro e, al fine di permettere liquidità, avviare tavoli con le Banche per concedere mutui a tasso zero”.

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Roccapiemonte, 17enne preso a sprangate, indagati 12 ragazzi per devastazione


Dodici ragazzi, 6 dei quali minorenni, sono indagati dalla Procura di Nocera Inferiore (Salerno) per devastazione e lesioni: sono accusati del raid dello scorso 22 ottobre, quando un gruppo di giovani seminò il panico a Roccapiemonte distruggendo automobili e picchiando un ragazzo di 17 anni, probabilmente per una spedizione punitiva conseguente a un litigio in un bar.
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«Il collega risultato positivo al Covid era già da oltre 20 giorni lontano dal reparto»

di Marco Califano

Rassicurazioni sono giunte dal reparto di ginecologia e ostetricia dell’azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Dopo le preoccupazioni sollevate dal caso di un medico risultato positivo al corona virus, il primario del reparto di ginecologia e ostetricia Francesco Marino ha rassicurato tutti affermando che il medico in questione non è presente in ospedale da circa 20 giorni. «Il collega ha un figlio che è sceso da Milano – spiega Marino – e così ha deciso preventivamente di mettersi in auto-quarantena, servendosi dei giorni di malattia e così non viene in reparto da una ventina di giorni». Il primario del reparto ha anche spiegato come il collega abbia accusato alcune linee di febbre e, quindi, avrebbe deciso di non presentarsi in ospedale per non mettere a rischio la salute dei pazienti. «E’ dal 13 marzo che non è presente in ospedale» ha continuato Francesco Marino. Inoltre, come ulteriore rassicurazione, il direttore ha dichiarato come al reparto di ginecologia è stata attuata una differenziazione di percorso per le donne gravide che avrebbero potuto contrarre il Covid-19. «Siamo perfettamente attrezzati per fronteggiare un caso di positività nel reparto». Comunque sono stati effettuati test su tutto il personale per rassicurare l’utenza e i quanti lavorano presso il nosocomio salernitano e sono risultati tutti negativi. «Ho sentito il collega questa mattina (ieri mattina ndr) – dice Marino – al momento è in quarantena presso la proprio abitazione e sta bene». Nei prossimi giorni dovranno essere effettuati altri test per tenere sotto controllo l’evolversi della situazione e constatare la possibile guarigione del medico. «Vorrei concludere però – chiude il direttore di ginecologia – dicendo che le misure di restrizione della libertà personale a cui siamo sottoposti sono quanto mai opportune perchè non siamo in grado di far fronte ad una grandissima ondata di contagiati. La strutture del nord sono andate in difficoltà e potrebbe capitare anche a noi. Bisogna restare a casa».

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A Sapri mascherina obbligatoria al supermarket e spesa per alfabeto dopo il medico positivo


“Nessun caso positivo al Coronavirus a Sapri. Ma da oggi obbligo di mascherina nei supermercati e spesa in ordine alfabetico”. Lo annuncia il sindaco di Sapri Antonio Gentile, che rassicura i cittadini sulle conseguenze del primo caso di positività che sta facendo discutere il Golfo di Policastro. Si tratta di un ginecologo di 58 anni, residente a Fortino, nel Comune di Vibonati, ma che in pratica insiste sul territorio del Comune di Sapri, che sarebbe stato positivo da 2 settimane, ma la notizia sarebbe stata ufficializzata solo venerdì scorso.
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A Salerno lo sbarco dei 105 italiani rimasti bloccati in Africa per l’emergenza coronavirus


Sbarcheranno nel porto di Salerno i 105 italiani che erano rimasti bloccati in Africa per l'emergenza coronavirus. Domani, tra le 9 e le 10, arriveranno da Tunisi per poi tornare ognuno a casa propria. Ma prima e dopo lo sbarco verranno effettuati controlli che riducano al minimo ogni possibile rischio, ha spiegato De Luca.
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Vietri, a 17 anni sfida la quarantena per andare dalla fidanzata e si schianta con l’auto


Un 17enne di Vietri sul Mare, in costiera amalfitana, senza patente prende di nascosto la macchina di famiglia, sfida i divieti sugli spostamenti, per correre dalla fidanzata. Non si ferma al posto di blocco dei carabinieri, ma si dà alla fuga a tutta velocità per le strade di Salerno. Perde il controllo dell'auto, si schianta contro un muro e un'altra macchina. Per lui raffica di denunce e sanzioni: resistenza a pubblico ufficiale, violazione delle norme anticontagio, guida senza patente, fuga e alta velocità.
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Mascherine prodotte dai detenuti nel carcere di Fuorni

I detenuti del carcere di Fuorni, a Salerno, insieme con quelli ristretti negli istituti penitenziari di Milano Bollate e Rebibbia, produrranno mascherine per gli agenti della Polizia Penitenziaria e per conto della Protezione Civile. Lo rende noto l’Uspp. I tre istituti, del Nord, del Centro e del Sud del Paese, secondo quanto rende noto il sindacato, sono stati selezionati dall’amministrazione penitenziaria insieme con la Protezione Civile. Dal carcere di Salerno Fuorni prese piede l’ondata di rivolte che investi’ l’Italia il mese scorso, tumulti che causarono ingenti devastazioni, evasioni, feriti e anche morti.”Vivo apprezzamento” per il lavoro svolto dal direttore del carcere di Fuorni, a Salerno, istituto penitenziario scelto per la produzione di mascherine da destinare agli agenti della Polizia Penitenziaria e alla Protezione Civile, e’ stato espresso dal segretario regionale dell’Uspp (Unione del Sindacati di Polizia Penitenziaria) Ciro Auricchio. “A causa della violenta protesta di qualche settimana fa – ricorda Auricchio – che ha visto distrutti alcuni padiglioni detentivi, lodevoli sono stati gli sforzi che il direttore Rita Romano sta ponendo in essere, seguendo in prima linea i lavori per il ripristino della sicurezza e della funzionalita’ delle sezioni detentive coinvolte ripristinando inoltre anche l’illuminazione sia interna che esterna”. Per Auricchio, “E’ motivo di orgoglio, inoltre, per la Regione Campania che il carcere di Salerno sia stato individuato, insieme ad altri due istituti penitenziari- uno al centro e l’altro al Nord d’ Italia – per l’avvio di un laboratorio per la produzione di mascherine da destinare, innanzitutto, al personale di polizia e, non, che opera negli istituti e per la restante parte alla Protezione civile per la successiva distribuzione a gli altri operatori che svolgono un servizio essenziale”

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Coronavirus: ospedale Polla, flash mob pompieri e commozione

Le sirene dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina (SALERNO) accese assieme ai lampeggianti e poi un commovente applauso. Cosi’ questa mattina davanti all’ospedale di Polla si e’ svolto una sorta di flash-mob sia per ringraziare tutti gli operatori sanitari sia per salutare tutti i degenti ricoverati nell’area Covid ospedaliera. Alle finestre del nosocomio tanti i pazienti ed i sanitari che hanno ringraziato i caschi rossi. Un lutto ha colpito anche il distaccamento dei vigili del fuoco di Sala Consilina: il 24 marzo scorso e’ scomparso il comandante Luigi Morello, originario di Teggiano, ucciso dal coronavirus dopo un’agonia di due settimane presso l’ospedale civile di Scafati.

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Coronavirus: nel Salernitano altri tre decessi anziani

Ancora tre morti nel Salernitano tra le persone che avevano contratto il coronavirus. Nel presidio ospedaliero Luigi Curto di Polla, non ce l’ha fatta un 73enne di origini napoletane che risiedeva a Polla da pochi mesi e che era ricoverato nel reparto covid. Questa mattina, nel piazzale dell’ospedale, un breve momento di commozione quando, prima le sirene dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e, poi, un lungo applauso hanno salutato quanti sono in prima linea per combattere contro il virus e anche tutti i degenti. All’ospedale di Polla si registra anche un altro decesso, quello di una donna di 87 anni residente a Sala Consilina. All’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, invece, e’ deceduta una signora anziana che era risultata positiva al Covid

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L’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. Ecco 500 kit

di Rosa Coppola

Test rapidi per contrastare il Coronavirus, l’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. 500 kit, per iniziare, sono stati distribuiti in ogni singolo presidio nosocomiale e saranno eseguiti prioritariamente per gli operatori sanitari maggiormente esposti. Quelli in prima linea. Ieri a Nocera Inferiore, nell’Umberto I, sono stati consegnati circa 100 test ai
quali si sono sottoposti tutti quegli operatori che, a vario titolo e ruolo, hanno lavorato nella sala operatoria del terzo piano, chirurghi, urologi, anestesisti, ortopedici.

Per iniziare. Loro sono stati primi perchè un collega chirurgo è risultato, due giorni fa, positivo al Covid. Lo stesso reparto di Chirurgia d’urgenza è stato sanificato; stesso copione per gli spazi interdivisionali.
Ma cosa sono questi test? Si ratta di esami del sangue che identificano la presenza i anticorpi al virus e,
quindi, se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione. Se l’esito fosse positivo, la per-
sona dovrebbe poi eseguire anche il tampone che dà maggiori garanzie. Test, dicevamo, in tutto gli ospedali anche a Scafati,
all’interno dell’ospedale “Mauro Scarlato” individuato come Centro Covid. Ma non ancora decollato. Ultimato il trasferimento del reparto nocerino di Malattie infettive, si attende ora la conclusione dei lavori nel Pronto soccorso che fungerà da pre triage. Ancora, si attendono i monitor e i ventilatori per il reparto di lungdegenza e l’ok definitivo per la seconda, nuova, terapia intensiva. Il cronoprogramma annunciato dal comunicato ufficiale della Asl Salerno sta registrando delle sbavature; per lunedì, con ogni probabilità, tutto potrebbe essere pronto.

 

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Arresto choc: indagati i 5 carabinieri di Mercatello

Pina Ferro 

Sarà una perizia a stabilire se le lesioni e la frattura alle costola presente sul corpo di L.T. di Castelcivita siano state causate dalla colluttazione avuta con i carabinieri o se le stesse siano precedenti. L.T. è stato ammanettato, nei giorni scorsi dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno dopo che lo stesso era stato sorpreso alla guida di una vettura senza pneumatici. L’uomo fu bloccato, nel corso della notte, in via San Leonardo.

A chiedere la perizia è stato l’avvocato Giovanni Annunziata, difensore dei 5 carabinieri nel Nucleo Radiomobile di Salerno iscritti sul registro degli indagati da parte della Procura di Salerno a cui si è rivolto l’arrestato attraverso l’avvocato Paolo Antico.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti operata, sembra, che i militari in servizio di controllo del territorio, dopo aver notato l’auto procedere senza pneumatici e le scintille che si sprigionavano al contatto con l’asfalto hanno tentato di fermare l’autovettura ma il conducente non ha ottemperato all’alt impostogli. Raggiunto in via San Leonardo, dove l’auto ha avuto un principio d’incendio l’uomo pare abbia tentato di sottrarsi al controllo ed all’identificazione dapprima sputando addosso agli agenti e successivamente dicendo di essere infetto. I militari per cercare di bloccare l’uomo avrebbero utilizzato lo sfollagente (una sorte di bastone) colpendolo alle gambe. Nonostante ciò L.T. ha continuato ad opporre resistenza al punto che i militari hanno avuto non poche difficoltà ad ammanettarlo. 

Mentre accadeva tutto ciò, qualcuno da qualche balcone ha ripreso l’intera scena ed il giorno dopo ha diffuso il video accusando i militari di essere stati violenti e di aver utilizzato metodi non leciti. Si sviluppa un dibattito ed una polemica sul web. Viene aperta un’indagine interna e successivamente un’inchiesta da parte della Procura che ha portato i cinque militari coinvolti ad essere destinatari dell’ avviso di garanzia.

E’ stato l’avvocato Giovanni Annunziata a chiedere che fosse eseguita una perizia sulle lesioni riportate dall’uomo. Ad eseguirla sarà il medico legale Cornetta, nominato dal difensore dei militari. L’esperto dovrà accertare se lesioni e fratture sono da attribuire all’aggressione subita oppure se le stesse l’uomo se le è procurate durante la sua folle corsa lungo le strade salernitane. Corsa che stava effettuando senza pneumatici rappresentando un pericolo per se stesso e per gli altri.

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Alfonso Giugliano ha 18 anni!

Alfonso Giugliano 4.4.2020 18 anni. Eccoli i tuoi 18 anni. Eroici e belli, leggeri e dentro quel mare mosso che chiamiamo vita. Eccolo il tuo andare incontro al mondo con la tua irruenza, la tua ironia, la tua imperiale gioventù. Eccolo giunto il giorno che ti racconta “grande” con la fierezza di tutti i ribelli rossi nati ad aprile. Eccoli i tuoi 18 anni nell’abbraccio di Gianni e Giovanna, di tua sorella Marianna, delle tue nonne e di tutte le persone a te care. Eccolo il forte coro degli auguri nel tuo giorno-compleanno (e se ascolti bene, seppur lontana, ritrovi anche la voce di nonno Nino che sornione ti dice: “auguri Funztiè”)…

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Coronavirus: Salerno, ristorante lusso diventa centro spesa solidale

Da elegante e lussuoso ristorante a centro di raccolta e smistamento di generi alimentari per le famiglie bisognose durante l’emergenza coronavirus, con la collaborazione della Croce Rossa. La riconversione temporanea e’ della storica Sala Varese che affaccia direttamente sul tratto piu’ centrale del lungomare di Salerno e che, negli anni Settanta, e’ stato il regno degli amanti del piano bar. L’idea e’ del titolare del locale, Ottavio Gabriel Sorrentino, che spiega come l’iniziativa sia stata spinta “dal forte sentimento, che accomuna il mondo imprenditoriale salernitano, di essere quanto più vicini possibile a tutti coloro i quali stanno riscontrando enormi difficoltà economiche che si riflettono nella necessita’ di mettere un piatto a tavola con qualcosa da mangiare”. Così, gia’ dal 20 marzo scorso, il locale e’ stato riorganizzato per poter effettuare un’adeguato servizio distribuzione alimentare; il 2 aprile scorso, poi, il gruppo che detiene la proprietà del ristorante ha firmato una convenzione straordinaria con la Croce Rossa. Oggi, spiega Sorrentino, “attraverso gli operatori, inviamo circa cento spese al giorno che diventano il doppio nei fine settimana”. I tavoli in legno che, prima, ospitavano la clientela, ora, sono diventati punti di appoggio di buste, scatole e bottiglie pronte alla distribuzione. “I generi alimentari provengono da donazioni delle aziende prevalentemente salernitane e non solo, e dalle spese solidali di qualsiasi cittadino che si reca da noi e ce le consegna”, aggiunge l’imprenditore. Lo smistamento, invece, “parte da una richiesta che puo’ arrivare da qualcuno che si presenta da noi oppure telefona o, ancora, ci contatta via social; quella richiesta viene valutata e, se ci sono le condizioni, si procede con le consegne che vengono eseguite quotidianamente in tutto il territorio di Salerno, anche se spesso stiamo sconfinando andando in supporto di parroci e amministratori di altri comuni”. Questa nuova provvisoria destinazione della Sala Varese non e’ sfuggita all’attenzione del prefetto di Salerno, Francesco Russo, che ieri, insieme al direttore del comitato di Salerno della Croce Rossa Italiana, Antonio Carucci, ha effettuato un sopralluogo. “E’ rimasto stupito della macchina organizzativa creata, dal nulla, in pochi giorni. Ha mostrato tutto il suo apprezzamento e ci ha invitati a non mollare in un momento così difficile”, rivela Sorrentino che conclude ribadendo il proprio impegno: “Non molliamo, assolutamente. Siamo solo all’inizio”.

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A Salerno muore un carabiniere di 51 anni vittima di Coronavirus: il cordoglio dell’Arma


Deceduto il luogotenente Raffaele Palestra, di 51 anni, in forza al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno, a caiusa del Coronavirus. Il militare si è aggravato nella notte per la polmonite interstiziale indotta dal Covid-19. Lascia una moglie e due figli. Il cordoglio dell'Arma dei Carabinieri: "Vicini alla famiglia".
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Voci dal Serraglio: Luigi Ferullo rubrica a cura di OLGA CHIEFFI

Tanto studio e qualche marachella per il violinista mancato che ebbe nel direttore del Corriere della Sera del tempo, Mario Missiroli, il suo “Papà Gambalunga”

Di Luigi Ferullo

Scrivere qualcosa sui miei ricordi, le sensazioni, aneddoti, della mia adolescenza all’orfanotrofio è difficile per il fatto che sono passati quasi settant’ anni, e non evocherò ricordi comuni a noi tutti, come nomi, condizioni generali e altro, poiché, inevitabilmente incorrerei in errori, omissioni o peggio in confusione anacronistica. Racconterò così, alcuni flash back che, ogni tanto, mi appaiono dinanzi, come scene, da un film che è durato ben 7 anni, dal 1950 al ‘57. In quel Natale del 1950, mia madre annunciò: “Oggi ti porto a vedere un bel posto dove ti porterò dopo le feste”. Detto fatto, da via Mercanti, dove abitavano in un sottoscala, esattamente il portone di Matteo Spirito, partimmo per questa lunga “passeggiata” di approccio  all’istituto. Giunti sotto il grande cortile notai subito i tanti, troppi bambini affacciati e in silenzio, mentre alle loro spalle, lì vicino, tanti altri ragazzi ed ancora, nella parte alta i suoni di vari strumenti musicali che creavano melodie di difficile interpretazione ed il tutto si miscelava nei miei occhi e nella mia mente. Mia mamma chiese: “Ti piace Luigi?”. Non seppi rispondere. Fatto sta che il sette gennaio ero anche io affacciato alla Villetta, dopo il mio ingresso dal lungo scalone, lasciatomi, così, alle spalle, la vita in un sottoscala di sei metri quadrati, insieme a quattro fratelli, Il primo impatto fu, oltre l’ istitutore che mi prese in consegna, i tanti bambini che mi circondavano e le loro tante, troppe domande, ed io come intontito da tutto questo, iniziai il mio vivere questa nuova realtà a soli sei anni e mezzo. Indelebili nella mia mente, il refettorio con i grossi tavoloni, i piatti di alluminio come i bicchieri, quella miscellanea di odori fluttuante dalla candeggina al grasso, la scarsità di cibo e l’accaparramento che ogni bambino faceva a scapito di un altro e, di rimando, si cercava di non farsi fregare la porzione di cibo facendo finta di sputarci sopra, per cercare di salvare il salvabile ma, tante volte, non funzionava. Nel giardino sul retro, dove ora vi è la galleria di san Leo, rinvenimmo un deposito, di derrate alimentari, nascoste dagli alleati. Pensammo fosse ancora commestibile e vista la fame la considerammo  come una vera manna dal cielo che si trasformò in una colossale dissenteria che colpì tutti i 600 alunni, chi più è chi meno. Un giorno  fui accompagnato  in ospedale dal nostro  infermiere Luigi Lambiase, per via di un molare che mi doleva. Lui per tutto il cammino da Canalone a via Vernieri non fece altro che rincuorarmi durante tutto il percorso con fare paterno e mi è rimasto nel cuore. Ho dinanzi agli occhi il “day after” la notte dell’ alluvione del 1954, via De Renzi invasa dal fango, che arrivava fino alle ginocchia e le bare che passavano, con mia madre Antonietta che faceva le scale di corsa per venire a vedere come stavo e se ne ritornava serena dopo avermi salutato. Ricordo ancora con tristezza i piccolini che, come me, piangevano, e le notti insonni per il timore dei bulli, nonostante, alla fine, regnasse comunque, su tutto e tutti, un invitto spirito di fratellanza, ancora oggi rimasta e quella forza interiore d’ appartenenza che ognuno di noi ha conservato. Mi sovviene l’immagine che la Domenica dopo la Santa Messa a Sant’Anna, si attendevano le visite dei nostri familiari e la felicità nel vederli, abbracciarli, stare insieme era immensa, pari alla tristezza per la loro partenza. Finalmente, finì l’epoca dell’alluminio e incominciò quella della ceramica e improvvisamente le stoviglie e i tavoli si trasformarono abbelliti da colori, fiori e brocche dipinte: era arrivato il commendatore  Alfonso Menna che, in poco tempo cambiò tutto, migliorando l’istituto, dalla pulizia al vitto, diede a tutti delle divise, iniziarono le attività che presero un grande slancio: la tipografia, la ceramica, la falegnameria, la sartoria, la meccanica, e finanche un’ azienda agricola a monte d’Eboli, da dove si ricavava buona parte delle derrate alimentari  di cui abbisognava l’istituto. Il vero capolavoro fu quello di convogliare visite di personaggi politici importanti, che potessero supportare l’istituto: ne ricordo alcuni, Giovanni Gronchi, Amintore Fanfani, l’ambasciatrice americana Clara Luce, l’armatore Achille Lauro, poi, la piccola ma grande donna, Mamma Lucia, oltre al direttore del Corriere della Sera Mario Missiroli, in visita all’istituto, che divenne  mio padrino. Avevo, infatti, appena incominciato lo studio del violino  e Missiroli chiese di sostenere per farmi studiare, le spese e acquistoò per me il cosiddetto mezzo che la scuola non possedeva. Durante gli anni successivi, nei periodi festivi mi inviava pacchi dono e somme di denaro. Aveva riposto tanta fiducia in me e purtroppo, è stato mal ripagato: pur avendo fatto qualche concerto con un sestetto d’archi, non volli continuare. Il mio unico pensiero era il congedo dall’istituto, che avvenne nel 1957. Tante le volte a cui ho ripensato a questo errore, una scelta sbagliata, ma tant’è avevo 18 anni e ricordo con affetto il mio grande Maestro di violino Giuseppe Principe, scomparso pochi anni or sono, e tanti amici musicisti diplomatisi a quel magistero che, ancora oggi, danno lustro ed onore alla musica e alla città di Salerno. Rammento la mia ultima venuta a Salerno in occasione della festa dell’Epifania organizzata ogni anno, dall’associazione Ex allievi dell’ Orfanotrofio Umberto I, tenutasi, nella incantevole cornice del nostro teatro, dove mi sono esibito e per l’emozione, sono diventato afono, ma con la benevolenza dei miei ex compagni, sono riuscito a portare a termine una serata, a cui non avrei mai rinunciato, fossi stato anche in barella .

‘A visita

M’arricordo ancora accussì e’ mamma mia
‘A Dummeneca e pressa currenne,
cu ‘a sarza ’ncopp ‘o fuoco,
faceva chell’ centanare ‘e scale
e io, affacciat’ l’aspettavo
nun’ era ‘a primma ca arrivava
erano solo pochi minuti, ‘a casa l’aspettavano tre criature cchiù piccerell’ ancora
e sempre me purtava a’ frolla che dint’a nu mumento scumpareva, poche paroleansiose ed interrogative, me guardava, me girava, me tuccava, poi, tutto ferneva,’a gent’se ne ieva, mamma me baciava e chiangneva, s’alluntanava, se girava, e chiagneva e io affacciat’ a chella ferriata, verevo ‘a mammà semp’ cchiù luntano e ogni tanto si girava e chiagnev’ accussì tutte e dummenec pe’ sett’ ann’.
Luigi Ferullo

SENSI
Guard sta’ foto, ‘a giro co’ pensier’
Sotto a mè’ Saliern,
sent a voce dà città
Pare e sentì pure ‘o mare,
chiurenne ll’uocchie
me trovo a 60 anni fa’ o’ stess balcone
‘ngopp ‘o mare,
arret’a me tanta voci.
Ciente criature corrono appriesse a tante palle e pezz’
A cucina è vicina e se sente
L’addore è chissacchè pe’ ‘nnuie semp’ affamat’
Me pare sentì l’addore e casa
Semp’ affacciate, se sentane e suon’ e decine e strument,
e scal, quanta scale….
Nun solo quelle musicali, cà’ le facimm’ currenne, tutt’o’juorn
Apro l’uocchie’è o’ suonn’ è fernuto
attuorno a me sul’ silenzio ……
sul’ Saliern, sotto, continua a s’ fa sentì.
Luigi Ferullo

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Castiglione, incendio in un’abitazione: perde la vita un anziano

Incendio in un’abitazione perde la vita l’anziano che vi abitava. La tragedia si è consumata oggi pomeriggio a Castiglione del Genovesi. Le fiamme, che hanno avvolto l’intero casolare, sono divampate all’improvviso. A dare l’allarme un ragazzo che si trovava a passare nei pressi dell’abitazione avvolta dalle lingue di fuoco. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e dei volontari della Croce Rossa ma per Raffaele Navarro non vi era più nulla da fare. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica dei fatti.

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CORONAVIRUS. SALERNO, UIL FPL: SERVONO ALLOGGI PER LAVORATORI A RISCHIO

Si mettano a disposizione camere d’albergo o locali della Curia salernitana, con la preghiera di intercedere presso l’Arcivescovo di Salerno, per alleviare le preoccupazioni del personale coinvolto”. È questa la richiesta che i vertici della Uil Fpl provinciale hanno inoltrato al primo cittadino di Salerno. “Siamo preoccupati – scrivono – per l’emergenza in atto e dunque, viste le informazioni raccolte dai lavoratori che stanno fronteggiando il picco di questi giorni, c’e’ la necessita’ di fronteggiare situazioni assistenziali con utenti a rischio”. Per la Uil Fpl, quindi, serve porre in isolamento il personale coinvolto nell’emergenza senza che si metta a repentaglio la salute dei propri cari nelle rispettive abitazioni.

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Pasquetta, il piano Coronavirus: più militari in strada. Nel mirino tuffi, pic-nic e grigliate


Niente scampagnate, niente maxi-feste a casa, niente grigliate nei luoghi pubblici: Pasqua e Pasquetta quest'anno all'insegna di controlli per evitare assembramenti che potrebbero far schizzare in alto la curva del contagio del Coronavirus e allungare la quarantena fino al mese di maggio. La Regione Campania chiede l'invio urgente di altri 300 militari, la Polizia Municipale di Napoli pattuglierà il lungomare e i luoghi d'arte.
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Sarno, muore donna di 48 anni ricoverata al Loreto Mare per Coronavirus


Bruna Pappacena, 48 anni, di Sarno (Salerno), è deceduta nell'ospedale Loreto Mare, dove era stata trasferita dopo un primo ricovero in seguito al contagio da coronavirus. La donna era in ospedale dal 17 marzo scorso. L'annuncio del decesso dal sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, che sui social ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia.
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Voci dal Serraglio: Vincenzo Amodio rubrica a cura di Olga Chieffi

Vincenzo Amodio: dal Serraglio alle Forze Armate

Primi rudimenti di tromba nella classe del M° Antonio Avallone, la banda, poi la carriera militare

 Di Vincenzo Amodio

E’ il momento storico giusto per raccontarvi la storia della mia infanzia durante l’avventura dal 1964 al 1973 presso l’orfanotrofio Umberto I°di Salerno. La mia famiglia viveva in uno stato di assoluta povertà, mancava tutto e mia madre separata con quattro figli, non riuscendo più a gestire tutto da sola, dovendo uscire per procurare ciò da porre sul desco, fu costretta a prendere una decisione molto triste per lei e, soprattutto, per me quella di rinchiudermi nell’orfanotrofio conosciuto come il “serraglio”. Correva l’anno 1964 iniziavano le scuole e mia madre mi accompagnò in questo posto cupo e bruttissimo che sin dalla prima vista, mi fece tanta tristezza. Appena varcata la soglia, lei andò a parlare con un signore, che poi venni a sapere era un istitutore, e per non farmi sentire ciò che si dicevano, ovvero che sarei dovuto rimanere lì, per anni, mi invitò più volte ad allontanarmi, invitandomi ad andare a giocare. Io, naturalmente, ero già in lacrime e non volevo, ma alla fine dovetti cedere dopo tanta insistenza, ero solo a guardare tutti quei ragazzi e bambini nella mitica villetta. Nemmeno il tempo di andare, e quando mi sono voltato non ho più visto mia madre ma solo l’istitutore che si è avvicinato prendendomi per mano e dicendomi che mamma sarebbe venuta a riprendermi più tardi. Quante lacrime versai quella sera, la prima di lunghi nove anni. Non vi nascondo che ho vissuto questa avventura malissimo e nonostante, tutto oggi devo ringraziare due persone magnifiche Vincenzo Sica e Michele Sirico che hanno creato un gruppo su Facebook cercando di organizzare incontri con tantissimi di noi dove ci siamo rivisti con tanta emozione parlando dei nostri ricordi. Condivido i ricordi nel racconto di Michele Sirico che davamo calci a qualsiasi oggetto pur di giocare in tantissimi nella villetta unico posto di svago per circa 600 ragazzi e la domenica chi si era comportato bene veniva premiato per andare allo stadio Vestuti in tribuna a vedere la Salernitana, dove anch’io incontravo mio nonno. Dopo aver frequentato le scuole elementari, sono stato iscritto alle scuole medie ad indirizzo musicale dove ho imparato a suonare la tromba col maestro Antonio Avallone, e ho partecipato anche ai concerti della banda dell’istituto, diretta dal maestro Arturo Amaturo. I ricordi per chi suonava nella banda oltre che uscire e andare a nei paesi tra processioni e piazze, era una colazione speciale prevista per la mattina: le uova sbattute a zabaione e mezzo litro di latte, quello della centrale, nella busta a triangolo. Un altro ricordo era la mitica mortadella che la sera precedente nascondevamo sopra lo sgabello che si riponeva a scomparsa con le guide sotto al tavolo, per evitare di fare colazione con il latte, che non aveva un gran sapore: amara sorpresa la mattina poichè i più grandi e i più furbi avevano sapientemente fatto sparire la mortadella dei più piccoli, cui sarebbe spettato unicamente la tazza di latte. Comunque, mi è servito d’insegnamento perché crescendo capii come avrei dovuto comportarmi in futuro, divorarla la sera e andare a caccia la mattina seguendo chi l’aveva nascosta. Trascorsi gli ultimi anni al conservatorio dovevo prendere una decisione se continuare o lasciare, e decisi di intraprendere un percorso diverso poiché non resistevo più in istituto e, appena uscito, nel giugno del 1973 feci domanda di arruolamento nelle FFAA dove ho prestato servizio per circa quaranta anni e arrivando al pensionamento nel 2012. Oggi mi sento di dire che sicuramente questa esperienza mi ha forgiato, soprattutto, nella mia dedizione alla mia famiglia, composta da mia moglie e tre splendide figlie che mi adorano. Volevo anche nominare un amico con il quale abbiamo avuto la stessa avventura e col quale non ci siamo mai persi di vista, Alberto Galano. Un abbraccio a tutti i serragliuoli sparsi nel mondo.

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Alla Camera di Commercio la priorità sono i rimborsi per gli organi

Ai tempi del Coronavirus si rivedono i rimborsi spesa e i compensi per i revisori dei conti. Capita alla Camera di Commercio di Salerno dove la giunta camerale, riunitasi il 4 marzo – quasi nel pieno dell’emergenza – ha apportato alcune modifiche al regolamento sulla “disciplina dei rimborsi delle spese ai componenti degli organi camerali”. Seduta in cui, tra l’altro, secondo alcune dichiarazioni (a mezzo stampa) dello stesso presidente Andrea Prete si sarebbe dovuta affrontare anche l’emergenza Coronavirus e la conseguente crisi che da lì a poco – come è accaduto – avrebbe travolto in pieno le aziende italiane e quindi anche della provincia di Salerno. Ed invece, a quanto pare, tra le delibere approvate spicca quella sui rimborsi spese che contiene anche un aggiustamento dei compensi dei revisori dei conti. Il presidente avrà 11 mila euro a partire dal 5 febbraio, mentre gli altri componenti 9mila. Ma c’è di più. Con il medesimo atto si disciplinano anche i rimborsi spese per i componenti degli organi camerali. Al presidente, in aggiunta a quanto già previsto, “è riconosciuto il rimborso delle spese di viaggio sostenute all’interno del comune di Salerno necessarie per lo svolgimento dell’incarico”. Al Presidente ed ai componenti del Collegio dei revisori dei conti, invece, si legge nella delibera “tale rimborso è riconosciuto sia per la partecipazione alle riunioni dell’Organo di controllo, sia (se in diversa giornata), per la partecipazione alle riunioni degli altri organi collegiali, disciplinati dal presente regolamento”.

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