Pagani, studentessa sequestrata in casa e costretta a vendere droga, arrestato il fidanzato


Un 35enne di Pagani (Salerno) è stato arrestato dai carabinieri per sequestro di persona e maltrattamenti: è accusato di avere sequestrato la fidanzata nella propria abitazione, impedendole di uscire di casa e picchiandola quando aveva provato a reagire. La ragazza si era salvata riuscendo a contattare il 112 col telefono che l'uomo aveva dimenticato in casa.
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Salerno, sequestrati oltre 30mila cosmetici pericolosi e prodotti senza autorizzazione


Oltre trentamila cosmetici potenzialmente pericolosi per la salute e prodotti senza autorizzazione sequestrati a Salerno dai carabinieri del Nas. I prodotti, assieme a dispositivi medici, erano privi di qualsiasi documentazione che ne attestasse la sicurezza, oltre a non essere conformi alle normative vigenti.
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Costiera Amalfitana, cade con l’auto nel burrone: vivo per miracolo


Un uomo di 51 anni è precipitato con la sua automobile in una scarpata in Costiera Amalfitana, tra i comuni di Ravello e Tramonti. Riuscito a uscire dall'abitacolo, ha raggiunto la carreggiata ed è stato soccorso da alcuni automobilisti. Ha riportato traumi alla testa e al torace e diverse fratture, ma non sarebbe in pericolo di vita.
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Battipaglia, scontro tra camion e pulmino, ferite 5 braccianti, una è grave


Cinque donne, braccianti in un campo agricolo della Piana del Sele, sono rimaste ferite in un incidente all'alba di oggi, 20 febbraio: il loro pulmino si è scontrato con un camion. Per quattro di loro, prognosi dai 2 ai 10 giorni. Più grave la quinta: ha riportato fratture multiple, per lei la prognosi è di oltre 30 giorni.
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Pony express della droga, la stangata del Pm

di Pina Ferro

Call center della droga con consegna a domicilio attraverso dei pony express: pugno duro del pubblico ministero Elena Guarino che ha chiesto complessivamente 181 anni di carcere per i pusher del rione Calcedonia e Petrosino coinvolti nel blitz dello scorso mese di settembre. Dodici gli indagati che, ieri mattina, sono comparsi dinanzi al Giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino, dinanzi al quale si sta celebrando il rito dell’abbreviato. Nel dettaglio il Pubblico ministero al termine della requisitoria ha chiesto la condanna a 20 anni per Gerardo Pastore, considerato il vertice del sodalizio. Quindici anni e sei mesi ciascuno, sono stati chiesti per: Marco Russomando, Rosario Santoro, Vincenzo Senatore, Laura Napoletano, Alessandro Maiorano (di Baronissi), Vincenzo Copino (di Sant’Antimo, provincia di Napoli), Vincenzo Pisapia, Virginia Fortunato, Guido Errico (di Nocera Superiore) e Massimo Di Domenico. Sei anni di pena è la richiesta formulata per Libroia. Le intercettazioni e le immagini acquisite dagli uomini della mobile consentirono di sgominare due organizzazioni criminali, composte anche da nuclei familiari. Lo spaccio, oltre che a domicilio attraverso un sistema di pony express artigianale spesso servito da motorini e scooter rubati per l’occasione, avveniva anche davanti al cinema “Apollo”, il liceo classico “Torquato Tasso”, la scuola “Calcedonia” e luoghi di aggregazione come gli spiazzi antistanti il vecchio stadio “Donato Vestuti”. Durante l’attività investigativa, coordinate dal sostituto procuratore Elena Guarino, sono stati contati circa 50mila contatti con l’utenza telefonica.

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Bruscaglin, il Comune dovrà sborsare 200mila euro

di Andrea Pellegrino

Sfiora i 200mila euro la somma che l’amministrazione comunale di Salerno dovrà riconoscere all’ex comandante dei vigili urbani di Salerno, Eduardo Bruscaglin. Il caso è nuovamente approdato in Consiglio comunale con un duro attacco del consigliere comunale Pietro Stasi che da anni ormai denuncia il pericolo di un possibile risarcimento nei confronti dell’ex capo della polizia locale. Pericolo tramutatosi ora in certezza con il giudizio definito dal Tribunale di Salerno che in parte ha accolto il ricorso di Bruscaglin per il riconocimento delle maggiori funzioni svolte quando era al vertice della polizia locale del comune capoluogo. Rispetto alla richiesta di 318mila euro, il giudice del lavoro ha riconosciuto all’ex dipendente comunale la somma di 195mila euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria, condannando il Comune anche al pagamento delle spese processuali. «Nel corso degli anni – spiega Stasi – ho denunciato le continue proroghe concesse all’allora comandante della polizia locale, proprio in virtù di un possibile contenzioso con l’amministrazione comunale. Ora attendo di conoscere le motivazioni della sentenza, poi avvierò una segnalazione alla Corte dei Conti, affinchè vengano individuati i responsabili di questo danno erariale commesso alle casse comunali, quindi alle tasche dei contribuenti della città. Inoltre – prosegue Stasi – attendo che l’ufficio legale si attrezzi per impugnare questa sentenza».

Consiglia

Crisi in maggioranza per Napoli i “fedelissimi” fanno opposizione

di Erika Noschese

Un consiglio comunale dai toni particolarmente accessi quello che si è tenuto ieri mattina a Palazzo di Città. A preoccupare il sindaco Napoli è la sua stessa maggioranza – che ieri in diverse occasioni sembrava la vera opposizione – sempre più critica nei confronti del suo (mancato) operato. E così, ancora una volta, i consiglieri Pietro Stasi, Leonardo Gallo, Nico Mazzeo, Antonio D’Alessio e Claudio Naddeo non hanno risparmiato accuse e, soprattutto, non hanno nascosto il loro malcontento per l’andamento dell’amministrazione Napoli. Particolarmente critico il consigliere Stasi che ha rivolto un appello ai giovani studenti dell’Alfano I, presenti al consiglio comunale (per volontà del consigliere d’opposizione Dante Santoro con il suo Open Comune) affinché imparino a riconoscere il giusto e si rendano conto che «la giustizia non sempre vince» ma «voi almeno avrete la coscienza pulita». Minaccia di lasciare la maggioranza, per aderire al gruppo misto il consigliere Nico Mazzeo che ancora una volta punta l’attenzione sul viadotto Gatto chiedendo all’amministrazione un intervento immediato: «non ci sono ancora risvolti, sui lavori», ha infatti attaccato Mazzeo che chiede chiarezza anche sulla zona Pip e sui terreni della Litoranea per il progetto di recupero del fiume su cui attualmente «vige un caos totale». Punta il dito contro l’assenza del sindaco (giunto in assise solo a consiglio inoltrato a causa di alcuni impegni ndr) il consigliere D’Alessio che parla di «mancanza totale di dialogo». Al centro delle polemiche le mancate riunioni dei capigruppo di maggioranza che, almeno fino a qualche tempo fa, anticipavano il consiglio comunale, utili anche per fare il punto della situazione. Particolarmente polemico anche il consigliere Naddeo che chiede di rendere fruibile l’auditorium e di completare i lavori su corso Vittorio Emanuele per permettere agli imprenditori di investire sulla città capoluogo. Non poche (e tantomeno leggere) le accuse lanciate da Naddeo che parla di lavoratori a nero che girano attorno alla movida, ragion per cui – a suo dire – sarebbe necessario ripristinare il turno notturno 23-2 della polizia municipale anche per assicurare una maggiore sicurezza in città. Polemiche sollevate anche dal consigliere Gallo che si dice pronto a non votare più alcun provvedimento della maggioranza. E sempre l’avvocato salernitano in più occasioni si è scusato con la scolaresca presente per lo show a cui hanno assistito. «Chiedo scusa, scusateci ma io lo avevo preannunciato», ha infatti detto Gallo. E poi la polemica: «Fra un anno quando dovremo dar conto ai nostri elettori cosa diremo? Che è stato necessario l’intervento di De Luca figlio per trovare una soluzione – ha infatti dichiarato l’avvocato a proposito dei problemi relativi ad una scuola, risolti solo con l’intervento del parlamentare salernitano – Bene un intervento da Roma ma si evidenzi anche il nostro lavoro e le nostre continue proposte». A consiglio inoltrato, i consiglieri D’Alessio, Naddeo e lo stesso Gallo hanno abbandonato l’aula senza votare il provvedimento sui dehors, come ferma presa di posizione anche per il mancato riconoscimento del loro operato. Acceso botta e risposta anche tra il primo cittadino e Stasi: quest’ultimo infatti chiedeva un maggiore rispetto delle regole dopo che il consigliere Zitarosa si era accomodato al posto del presidente del consiglio comunale. «Stia al suo posto, consigliere», ha attaccato Napoli che ha ricevuto una pronta risposta: «Io rispetto le regole e pretendo lo facciano anche gli altri, è una questione di rispetto». Intanto, il consigliere nonchè capogruppo di Davvero Verdi Giuseppe Ventura ha chiesto di bloccare la gara per l’affidamento della pulizia del verde all’interno dei parchi cittadini. I dipendenti, stando a quanto emerge dal capitolato d’appalto, passano da 9 a 5 e invece di 30 ore di lavoro ne dovranno svolgere solo 25. «Se non si blocca la gara domani (oggi per chi legge ndr) andrò in Procura – ha infatti detto Ventura – Bisogna fare una gara unica e soprattutto bisogna salvaguardare i posti di lavoro». Ad oggi, per la pulizia del verde all’interno del parco del Seminario, la cooperativa guadagna circa 140mila euro; 480mila per il parco Pinocchio e Ventura chiede maggiore chiarezza nell’affidamento degli incarichi, denunciando di essere stato anche minacciato, nei giorni scorsi.

Consiglia

Abusava sessualmente di 3 ragazzini disabili

di Pina Ferro

Abusando delle condizioni di inferiorità psichica di tre ragazzini, di 13, 16 e 9 anni, li costringeva a subire atti sessuali. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, Claudia D’Alitto ha iscritto nel registro degli indagati un 48enne residente in una cittadina a sud di Salerno. Vittime dell’uomo tre minorenni residenti nella stessa cittadina. Secondo il capo d’imputazione, l’indagato abusando delle condizioni di inferiorità del sedicenne affetto dalla sindrome di “Arnold Chiari” (rara malformazione della fossa cranica posteriore; nei soggetti che ne sono affetti, tale struttura è poco sviluppata, per cui il cervelletto esce dalla sua sede naturale attraverso il foro occipitale, situato alla base del cranio), epilessia e disturbi del comportamento con spettro autistico, con lusinghe e promesse lo induceva a compiere e subire atti sessuali (toccamenti e masturbazioni reciproche). Il tutto in presenza degli altri due ragazzini.

Anche gli altri due ragazzini presentavano problemi psichici, al bimbo di 9 anni era stato diagnosticato un ritardo mentale e disturbo dell’attenzione. Il 48enne pur di raggiungere il proprio scopo, abusando della inferiorità psichica dei ragazzini, offriva loro dolci e di connessione gratuita ad internet presso la propria abitazione. Una volta  che i tre adolescenti erano in casa il 48enne era solito fare con loro il gioco “bugia o verità”. Il pegno per chi perdeva la gioco era quello di denudarsi, di toccarsi e di farsi toccare.
Nei giorni scorsi all’uomo è stato notificato l’avviso di conclusione indagini da parte del magistrato, Ora il 48enne ha a disposizione venti giorni per rendere inter-
rogatorio o presentare memoria difensiva. Successivamente il magistrato inoltrerà al Gup la richiesta di rinvio a giudizio.

A rappresentare i minori saranno i genitori.

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Salerno, rapinano scooter tra la folla della movida, due baby criminali in carcere


Due giovani, minorenni, sono stati arrestati dalla Polizia a Salerno: sono accusati di rapina aggravata, avrebbero sottratto lo scooter a un coetaneo armati di coltello e a volto scoperto, senza paura di venire riconosciuti o essere fermati dai tanti ragazzi che erano nei paraggi. I fatti contestati risalgono agli inizi dello scorso gennaio.
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Mozzarella ripiena di Nutella, il ristoratore di Salerno: ‘L’abbiamo inventata noi’


Negli ultimi giorni è stato attribuito a un caseificio di Martina Franca, in provincia di Taranto in Puglia, l'invenzione della mozzarella ripiena di Nutella. I microfoni di Fanpage.it hanno raggiunto Vincenzo Falcone, imprenditore e ideatore della catena Delicious, nata a Cava De Tirreni (Sa) e che propone la mozzarella ripiena di Nutella da quasi 5 anni.
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Lo skatepark diventa realtà: entro la fine dell’anno l’avvio dei lavori

di Erika Noschese

Sono passati ormai 5 anni dall’inizio di un progetto che sembrava a rischio “dimenticatoio” eppure, ad oggi, sembra quasi essere tutto pronto. Lo skatepark potrebbe diventare realtà a Salerno. Si tratta di un progetto a cui sta lavorando Doddo D’Ambrosio, artista locale, vincitore – ormai 6 anni fa – del concorso di idee “Fabbrica Salerno” bandito dall’amministrazione comunale. Quello che doveva essere un progetto fine a sé stesso ha allargato gli orizzonti, trasformando il capoluogo in una città che – seppur lontana dagli ideali europei – sembra essere intenzionata a donare ai giovani un’area in cui praticare lo skate, divenuto a tutti gli effetti uno sport. Il progetto, che oggi si presenta già nella fase esecutiva, è stato redatto dallo studio Zoo architecture, degli architetti Simona Siddi e Gianluca Voci, seguendo la normativa nazionale di riferimento nonché ascoltando ed interagendo con gli skaters locali, principali fruitori dell’area. Ovviamente non si tratta di un’area nella quale esercitare soltanto la pratica dello skate, ma di un’area polivalente nella quale avviare attività ludico-ricreative disparate e nella quale accogliere bambini, ragazzi ma anche persone agée. Il progetto intende recuperare l’intero invaso creando un parco urbano dedicato allo sport ma non in via esclusiva, uno spazio sottratto all’abbandono che diventa un nuovo attrattore sociale, un generatore di stimoli, un luogo di condivisione. Il progetto prevede, infatti, oltre alle classiche strutture tipiche degli skate park anche due aree verdi appositamente pensate per una moltitudine diversa di fruitori. Due aree dotate di panchine, servizi e verde anche ad alto fusto, tali da consentirne una fruizione sia invernale che estiva. Grazie al lavoro fatto in sinergia con i Consiglieri, l’Assessore al Bilancio e l’Assessore all’Urbanistica il progetto sarà inserito all’interno del piano triennale delle opere pubbliche tramite un aggiornamento allo stesso che sarà successivamente approvato in Consiglio comunale. Lo stesso progetto verrà poi inserito all’interno del Documento Unico di Programmazione.

Doddo a Salerno potrebbe presto nascere uno skatepark…

«E’ da 5 anni che ci lavoro, è arrivato il momento di costruirlo anche perché c’è una necessità cittadina, al di là del fatto che anche i ragazzi ne hanno bisogno perché si sta diffondendo tantissimo questa disciplina, divenuto un vero e proprio sport olimpico. A livello urbanistico, si sta danneggiando tantissimo la città perché questo sport ha bisogno di spazi di cemento e panchine, per compiere questi salti, deturpando l’area e il manto urbano. Ci sono lamentele riconducibili a palazzi interi perché i ragazzi fanno rumore, creando dei veri disagi. Mi sembra giusto e doveroso garantire uno spazio a questi ragazzi».

Poche settimane fa hai consegnato all’amministrazione comunale il progetto di fattibilità tecnico-economica. A che punto siamo adesso?

«Sì. Siamo in una fase abbastanza avanzata soprattutto perché ho avuto un grosso aiuto anche da parte dei consiglieri comunali che mi stanno aiutando molto, essendo convinti del progetto. Per presentarlo bisogna attendere il beneplacito del consiglio comunale che dovrà ritenere valida la mia idea e finanziarla, su input dell’assessore al Bilancio Luigi della Greca e del proponente. Loro dovranno far rientrare questo progetto nel fondo destinato alla realizzazione delle opere nel prossimo triennio. E in queste opere dovrebbe rientrare anche l’H703, dicitura che ho pensato di dare allo skatepark che dovrebbe sorgere all’interno di un’area polifunzionale e polisportiva».

E’ stata già individuata l’area?

«Inizialmente l’assessore all’Urbanistica (Mimmo De Maio ndr) aveva individuato alcune aree che poteva fare contenitore per lo skatepark. Ci è stato proposto il parco del Mercatello, area che fin da subito ho rifiutato ma solo perché così andavamo a dislocare quella che è un’area di sport già creata dal Comune stesso. Da piazza della Concordia in poi, infatti, ci troviamo tutta una serie di strutture quali la piscina comunale, i campi da tennis, il velodromo, la pista ciclabile. Secondo la mia logica, sarebbe doveroso continuare a realizzare sport sulla stessa linea. In particolare, ho individuato l’area nei pressi del bar Marconi, dove era insediato l’ex mercato etnico che poi non si è mai insediato. Neanche a farlo apposta, proprio in questi giorni è stato liberato dai gazebi che erano stati realizzati e mai utilizzati ed è una cosa che si è verificata per caso, non in previsione della realizzazione dello skatepark. Sono anni che punto alla realizzazione in quel posto; sono stato in California quasi 5 mesi e da San Francisco fino a Los Angeles e mi sono fatto un mapping di questi skatepark che ho visto: la maggior parte di questi, infatti, sorgevano, quasi tutti, fronte mare. In particolare, mi sto ispirando a quello di Los Angeles e il progetto si basa proprio su questo, prevedendo uno spazio fronte mare. Inoltre, sono previste una serie di attività: skatepark, basket che è un altro sport fondamentale su cui puntare per dare uno spazio ai giovani. Lo skate non è più una tendenza ma uno sport minore a tutti gli effetti che entrerà a far parte delle Olimpiadi. Il basket, invece, sta diventando una certezza e deve essere premiato. Intorno a quest’area ci sarà tutto corpo libero. Come già detto, l’H703 nasce come area polisportiva e polifunzionale, luogo di aggregazione sia per bambini dai 4 anni sia i ragazzi o gli adulti. All’interno ci sarà lo skate, il basket, aree verdi con un barbecue all’interno così che le famiglie potranno stare all’aperto. Il tutto, a basso costo».

Ritornando allo skate, attualmente è uno sport a tutti gli effetti, come anticipavi anche tu…

«Sì, lo ripeto: è uno sport, non una disciplina o una moda. In Italia sono veramente pochi gli spazi dedicati allo skatepark o per tenere un campionato. Per Salerno questa può essere una grande opportunità perché potrà ospitare dei campionati perché oltre a dare spazio ai giovani, stanchi di dover stare per strada o sotto il Grand Hotel. Tra l’altro si tratta di giovani molto bravi, il livello sta crescendo molto e bisogna tutelarli e offrirgli qualcosa».

Ti stai avvalendo anche della collaborazione di uno studio di architettura…

«Sì, collaboro con Zoo architecture, con gli architetti Simona Siddi e Gianluca Voci; quest’ultimo è il mio tutor e mi sta accompagnando in questo percorso ormai da svariati anni. Con lui ho presentato questo progetto di Fabbrica Salerno: 6 anni fa sono arrivato primo ad un concorso di idee bandito dall’amministrazione comunale e successivamente abbiamo inserito questo progetto in ambito comunale. Così, ho registrato il mio progetto al Comune nel 2017 e ho iniziato a concretizzare la mia idea. Oggi qualcosa si sta muovendo, anche grazie ai consiglieri Donato Pessolano, Fabio Polverino e Veronica Mondany che mi stanno supportando e aiutando a finalizzare la parte tecnica del progetto. Oggi non è facile, ma non parlo di Salerno perché è una questione tutta italiana ma c’è molta burocrazia e le istituzioni sono lente». Tra quanto potrebbero iniziare i lavori per la realizzazione? «Io innanzitutto lancio un appello al consiglio comunale affinché approvino il progetto e far sì che tutti lo sostengano proprio perché l’idea nasce da un cittadino che prova a fare qualcosa di bello per la sua città. Io ipotizzavo di iniziare in estate ma non credo sia fattibile ma al massimo per fine anno intendo iniziare».

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Abusava sessualmente di 3 ragazzini disabili

di Pina Ferro

Abusando delle condizioni di inferiorità psichica di tre ragazzini, di 13, 16 e 9 anni, li costringeva a subire atti sessuali. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, Claudia D’Alitto ha iscritto nel registro degli indagati un 48enne residente in una cittadina a sud di Salerno. Vittime dell’uomo tre minorenni residenti nella stessa cittadina. Secondo il capo d’imputazione, l’indagato abusando delle condizioni di inferiorità del sedicenne affetto dalla sindrome di “Arnold Chiari” (rara malformazione della fossa cranica posteriore; nei soggetti che ne sono affetti, tale struttura è poco sviluppata, per cui il cervelletto esce dalla sua sede naturale attraverso il foro occipitale, situato alla base del cranio), epilessia e disturbi del comportamento con spettro autistico, con lusinghe e promesse lo induceva a compiere e subire atti sessuali (toccamenti e masturbazioni reciproche). Il tutto in presenza degli altri due ragazzini. Anche gli altri due ragazzini presentavano problemi psichici, al bimbo di 9 anni era stato diagnosticato un ritardo mentale e disturbo dell’attenzione. Il 48enne pur di raggiungere il proprio scopo, abusando della inferiorità psichica dei ragazzini, offriva loro dolci e dconnessione gratuita ad internet presso la propria abitazione. Unavote che i tre adolescenti erano in casa il 48enne era solito fare con loro il gioco “bugia o verità”. Il pegno per chi perdeva la gioco era quello di denudarsi, di toccarsi e di farsi toccare. Nei giorni scorsi all’uomo è stato notificato l’avviso di conclusione indagini da partedel magistrato, Ora il 48enne ha a disposizione venti giorni per rendere interrogatorio o presentare memoria difensiva. Successivamente il magistrato inoltrerà al Gup la richiesta di rinvio a giudizio. A rappresentare i minori saranno i genitori.

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Dopo la riunione dicono addio alla Lega diversi esponenti locali

di Erika Noschese

La Lega Salerno continua a perdere consensi e militanti. Nei giorni scorsi, infatti, diversi militanti – anche a mezzo social – hanno annunciato di aver detto “addio” al partito di Matteo Salvini. A suscitare la polemica, la decisione del segretario provinciale Nicholas Esposito di non comunicare al gruppo salernitano l’incontro, tenutosi sabato sera, con il centro destra per la scelta del nome del candidato alla carica di governatore. Al momento, l’unica ipotesi certa sembra essere quella di Stefano Caldoro, fortemente voluta da Forza Italia e dal Cav. Nome che sembra scontrarsi con la Lega che chiede di poter avere la Campania e, di conseguenza, scegliere il nome del candidato che verosimilmente sfiderà il presidente uscente Vincenzo De Luca. Sabato sera il tavolo provinciale organizzato da Fratelli d’Italia a cui hanno preso parte Forza Italia e Lega. Una scelta non condivisa dai militanti che hanno preferito lasciare il partito guidato da Matteo Salvini. Tra questi spicca Giuseppe Vitolo, esponente del Vallo di Diano. “Ho appena comunicato tramite email al partito e al coordinatore che non faccio più parte della lega , nulla contro Matteo Salvini anzi credo ancora in lui ,però il vero problema l’abbiamo a casa nostra vogliono solo pubblicità e poi non accetto lezioni da chi ha votato Mario Monti”, ha infatti dichiarato. E la polemica non sembra fermarsi qui, Vitolo infatti ha annunciato di aver preparato un dossier mirato a “smascherare” il coordinatore provinciale, reo – secondo il militante del Vallo di Diano – di non aver mai condiviso le scelte del partito, per poi fare un passo indietro proprio in virtù della nomina. Ad aver annunciato l’addio al partito anche l’esponente Gabriele Milito, da tempo ormai considerato un dissidente in quanto in aperto contrasto con le logiche e le regole del partito. Intanto, buone notizie in casa Lega: nei giorni scorsi è infatti stato confermato Cristian Santoro in qualità di coordinatore cittadino per Salerno.

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Luca Cascone: «Le priorità: trasporti ed aeroporto di Salerno»

di Adriano Rescigno

Prima della direzione regionale di oggi pomeriggio a fare il punto della situazione su quanto c’è ancora da fare e quanto è stato fatto, c’è il consigliere regionale Luca Cascone, che un pò a tutto tondo traccia la linea. Il perchè del continuare con Vincenzo De Luca alla presidenza della regione è scontanto dunque per il consigliere, che: «Mi sembra scontato che si continui con De Luca alla luce dei tanti risultati raggiunti, il primo tra tutti quello della sanità con la fuoriuscita dal commissariamento», e se gli si chiede dell’allenaza con il Movimento 5 Stelle: «Siamo aperti a chiunque vuole continuare i progetti avviati dal presidente De Luca. Partiamo da due assunti: c’è un programma e c’è un presidente, chi abbraccia questi due dati è il benvenuto, e non parlo solo del Movimento 5 Stelle, ma anche di tutte quelle forze moderate che vogliono avvicinarsi». Ancora tanto da lavorare dunque per la regiona Campania e quindi per una continuità di governo: «C’è ancora tanto da fare, prima tra tutti rendere efficiente il sistema dei trasporti su scala regionale, e poi per quanto riguarda la provincia di Salerno ancor più da vicino, c’è da chiudere la questione dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi». Non si spaventa dell’agone elettorale dunque Cascone che non teme il centrodestra in qualunque sua declinazione di proposte come candidato: «Abbiamo fatto tanto e continueremo a lavorare per la regione, non mi spaventa nè Caldoro, nè Sangiuliano».

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Salerno, 15 tonnellate di carne pericolosa per la salute sequestrata dai Nas


Quindici tonnellate di carne pericolosa per la salute sequestrata a Salerno, all'interno di uno stabilimento di macellazione. La carne fresca è risulta essere di origine suina, importata abusivamente e prima dei requisiti minimi di sicurezza igienico-sanitaria. Gli stessi ambienti di produzione e lavorazione sono risultati essere non idonei e sporchi.
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Sospetto caso di Coronavirus a Battipaglia, paziente verso il Cotugno di Napoli

Ancora un caso sospetto di coronavirus nel salernitano. In questi minuti un’ambulanza dell’Humanitas, la cui associazione è presieduta da Roberto Schiavone, è in viaggio verso l’ospedale Cotugno di Napoli. L’uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, si è recato presso l’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, causa di sintomi influenzali. Il paziente era reduce da un viaggio in Cina, ragion per cui è scattato immediatamente la profilassi. Dal Santa Maria della speranza sono già stati allertati i medici del Cotugno di Napoli.

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Incidente a Pontecagnano, scontro tra auto e scooter, grave un ragazzo


Resta ricoverato in ospedale il giovane che ieri sera, 14 febbraio, è rimasto coinvolti in un incidente nei pressi di via Verdi, a Pontecagnano (Salerno); il suo scooter è stato centrato da un'automobile, lui è stato sbalzato a terra. Indagini in corso dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dello schianto.
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Cancellati i concerti di Niko Pandetta a Eboli e Campagna: ‘Canta per la mafia’


Sono stati cancellati i concerti del cantante neomelodico Niko Pandetta ad Eboli (20 febbraio) e a Campagna (22 febbraio), in provincia di Salerno. Lo stop arrivato dopo l'interessamento dei sindaci. "Chi canta per la mafia non si esibisce nel territorio che amministro", ha detto Cariello, primo cittadino di Eboli.
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Nocera Inferiore, apre i battenti “Beauty Training School”

Inaugurazione col botto per la nuova “Beauty Training School”, in via Lanzara, a Nocera Inferiore.

La festa si è tenuta la scorsa domenica ed è durata tutta la giornata: in mattinata l’inaugurazione della prestigiosa sede che riprende i fasti di una Scuola di Estetica ventennale, quella di Roberto D’Amelia; nel pomeriggio, splendida vetrina del trucco sposa promossa dalla famosa Make Up artist Genny Perla, in questi giorni protagonista della trasmissione di Canale 5 condotta da Maria De Filippi “Uomini e Donne”.

Entrambi gli eventi hanno visto una partecipazione incredibile di addetti ai lavori di autorità di tante persone interessate alle attività di BTS.

Presente il management al completo dell’Ente di Formazione Professionale accreditato dalla Regione Campania, insieme a Luigi Iovino,  Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; Dante Santoro, Consigliere Provinciale e Comunale di Salerno; Flavio Boccia, Presidente Nazionale di PMI Italia; Paolo De Maio, amministratore del Comune di Nocera; Luigi Bisogno, Segretario Provinciale di CISL Giovani.

Presenti anche i protagonisti della Scuola di Europrogettazione, Vito Avallone e Vito Bisogno, insieme a Pasquale Cuofano, Pasquale D’Acunzi e Giuseppe Mascolo.

Beauty Training School già nel suo nome vuole essere una Scuola di Formazione di rilievo e di riferimento nell’ambito delle Qualifiche Professionali Europee per Acconciatori in primis per le Estetiste, i Massaggiatori Estetici, i Tatuatori ed i Truccatori dello Spettacolo.

Una sede ben organizzata, aule ben attrezzate e tecnologicamente all’avanguardia vogliono essere una risposta efficace alle tante richieste che provengono dal ricco e produttivo territorio dell’Agro Nocerino Sarnese.

“Tengo a ringraziare le nostre docenti e collaboratrici Cetty Gambardella (Coordinatrice del Beauty), Maiarosaria Vitiello ed Gabriella Ippolito” affermano dalla scuola.

Come ribadito più volte dai titolari dell’Ente Monica Terracina, Raffaele Mancuso e la Famiglia Bisogno, BTS sarà uno strumento per promuovere in modo serio la Formazione ed il Lavoro ed accompagnare i tanti giovani e meno ad una occupazione con alti livelli qualitativi.

Tanti altri settori saranno attenzionati come quelli del Socio Sanitario, del Mondo Scuola e delle Aziende sempre con l’impegno di fornire strumenti didattici di eccellente fattura.

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Mazzette ai giudici, in due a giudizio

di Pina Ferro

Mazzette ai giudici tributari in cambio di sentenze favorevoli, affronteranno il processo Vincenzo Castellano (di Ariano Irpino) dell’omonimo studio di consulenza societaria e tributaria e Andrea Miranda di San Valentino Torio, della società Esplana srl. I due, ieri mattina, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, Gennaro Mastrangelo. Miranda e Castellano compariranno dinanzi ai giudici per l’avvio del processo il prossimo 1 aprile. Nell’udienza di ieri, il Gup Mastrangelo ha anche ammesso i patteggiamenti richiesti dal battipagliese Cosimo Amodio, amministratore unico dell’azienda autoricambi Autoshop; Claudio Domenico Dusci, presidente Cda di un’azienda nel settore software preimballato con sede a Fisciano; Giuseppe Piscitelli ed Aniello Russo di Tramonti. I quattro non dovranno sborsare, in questa fase penale, nessuna somma di denaro. I quattro patteggiame4nti saranno definiti nell’udienza del prossimo 27 febbraio. E, invece, questa mattina, dinanzi al giudice per le udienze Gennaro Mastrangelo compariranno i primi quattro indagati che hanno scelto di essere processati con il rito dell’abbreviato. Il rito alternativo è stato scelto da: Antonio D’Ambrosi, di Nocera Inferiore, l’ex deputato Teodoro Tascone di Pontecagnano, Angelo Criscuolo, di Cicciano, il giudice tributario Giuseppe De Camillis, di Fragneto Monforte, il giudice tributario Fernando Spanò, di Pomigliano D’Arco, Franco Spanò di Pomigliano D’Arco; Alfonso De Vivo, di Castel San Giorgio e i segretari della commissione Tributaria Giuseppe Napoli, di Salerno, e Salvatore Sammartino, di Sarno.

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Il Tar blocca il maxi concorso della Regione Campania

di Erika Noschese

Non sarebbe stato rispettato il principio dell’anonimato delle prove. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto il Tar Campania a bloccare il maxi concorso fortemente voluto dal governatore De Luca. Dopo la prima prova, infatti, alcuni partecipanti hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale, contestando il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove, che risponde all’esigenza di “salvaguardare” la segretezza degli autori delle prove scritte fino a quando la correzione non sia stata ultimata. La procedura per l’assunzione di 950 unità a tempo indeterminato per la categoria D è dunque sospesa, almeno fino al prossimo 6 ottobre quando ci sarà l’udienza pubblica. Di fatti, i candidati esclusi, assistiti dallo Studio legale Leone Fell & C., avevano fatto ricorso per contestare le modalità operative con cui Formez e Commissione Ripam hanno gestito la selezione. Secondo la sentenza del Tar Campania, infatti, “sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare”. Gli esclusi, difesi da Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno contestato il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove che avrebbe dovuto garantire la parità di trattamento tra i candidati e la valutazione obiettiva degli elaborati. Nello specifico, i candidati, in conformità alle indicazioni contenute nelle istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva, hanno apposto sul foglio “risposte a lettura ottica” e sul “cartoncino anagrafico” due talloncini identici, contenenti lo stesso codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico il codice numero di sei cifre. I fogli relativi alle risposte e i cartoncini contenenti i dati anagrafici, però, rilevano dallo Studio legale, non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’ esterno dai candidati. Il Tar ha rilevato inoltre che nonostante l’utilizzazione di sistemi ottici di correzione, idonei ad assicurare massima rapidità delle operazioni di valutazione, la fase di correzione delle prove preselettive si è immotivatamente protratta per tre mesi. Lo stesso studio legale ha proposto ricorso anche per la selezione parallela, per l’assunzione di 1.225 unità di personale a tempo indeterminato presso diversi enti della Regione Campania. Per il concorso è stata fissata l’udienza cautelare per il prossimo 25 febbraio. «Anche per il concorso per 1.225 unità – ha detto Francesco Leone – abbiamo denunciato la violazione dell’anonimato e, pertanto, immaginiamo che anche quella procedura sarà sospesa dal Tar Campania nei prossimi giorni». «La violazione dell’anonimato – ha evidenziato Ciro Catalano – è avvenuta per tutti i concorsi gestiti dal Formez e dalla Commissione interministeriale Ripam». Intanto, la Regione Campania, rende noto che – in aggiunta ad analoghe iniziative comunicate dal Formez, dalla Funzione Pubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha dato mandato all’Avvocatura di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza della Quinta Sezione del Tar Campania che ha bloccato la procedura Ripam per il cosiddetto “Concorsone”, gestito dal Formez, per l’assunzione di 950 unità Categoria D presso le pubbliche amministrazioni della Campania. L’amministrazione regionale confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato, essendo, la procedura e le modalità di selezione del Concorsone, identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici. LE REAZIONI A chiedere le dimissioni del governatore De Luca il questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli secondo cui è necessario sospendere tutte le prove. «Siamo di fronte all’ennesima figuraccia di Vincenzo De Luca. E’ arrivato il momento che si dimetta per il bene dei campani», ha infatti dichiarato il parlamentare di Fratelli d’Italia. E ancora: «Dov’è, dunque, la trasparenza tanto rivendicata dal governatore pro tempore della Regione? Il concorso – aggiunge il deputato salernitano – venga subito sospeso nel suo complesso. Fare andare avanti le prove, per gli altri profili, sarebbe da irresponsabili. Come al solito quando agisce il Pd ci sono sempre più ombre che luci. E’ evidente, ancora una volta, la responsabilità politica di De Luca che continua a prendere in giro migliaia e migliaia di diplomati e laureati che sperano, invano, di poter essere valutati con meritocrazia e trasparenza. Ora il M5S, che governa insieme al Pd di De Luca la nostra Nazione, dimostri di non essere complice del governatore e ci aiuti a mandarlo a casa il prima possibile». Parla, invece, di «macchina inceppata al primo ostacolo» l’europarlamentare della Lega Lucia Vuolo che etichetta il tutto come «l’ennesima sconfitta politica di Vincenzo De Luca». «Il maxiconcorso elettorale di De Luca presa in giro per decine di migliaia di candidati», ha invece dichiarato capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino. «Le ultime parole famose di celebrazione del maxiconcorso elettorale, già tramutatosi in maxiricorso, De Luca le ha pronunciate anticipando di qualche minuto la sentenza del Tar che sospende le prime procedure di assunzione. E se, come temiamo, le procedure in base alle quali non sarebbe stato garantito l’anomimato fossero state adottate per tutte le prove, rischiamo di trovarci al cospetto di una enorme presa in giro per candidati che hanno realmente creduto nel sogno di un’occupazione – ha poi aggiunto la Ciarambino – De Luca ha oggi il solo e unico dovere di chiedere scusa alle decine di migliaia di candidati che hanno studiato giorno e notte, inseguendo un sogno costruito attorno ad annunci esclusivamente propagandistici. Un piano lavoro fallito in partenza, al pari della becera strategia elettorale messa in piedi dal governatore della Campania».

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Quartiere Porto, le istanze dei residenti ascoltate in Commissione Trasparenza

di Erika Noschese

Trasferimento del capolinea da via Ligea a via Vinciprova, inquinamento atmosferico e acustico e totale assenza di illuminazione pubblica. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati ieri mattina in commissione Trasparenza. Il presidente Antonio Cammarota ha infatti incontrato una delegazione di residenti della zona porto per fare il punto della situazione dopo l’allarme lanciato dal giornalista salernitano Gabriele Bojano che – senza giri di parole – aveva detto: «qualcuno da anni tenta di uccidere il quartiere Porto». A sollecitare l’incontro con il presidente della commissione Trasparenza il consigliere d’opposizione Dante Santoro che già in altre occasioni aveva avuto modo di ascoltare e raccogliere le istanze degli abitanti della zona di via Ligea. «È stato un momento di confronto e di dialogo molto importante e costruttivo in cui sono state passate in rassegna le questioni relative alla mobilità urbana, con i disagi conseguenti al trasferimento del capolinea BusItalia da via Ligea a via Vinciprova, all’inquinamento atmosferico, acustico e luminoso e alla sicurezza», ha dichiarato al termine dell’incontro Bojano. Il verbale trascritto , infatti, sarà portato nella prossima seduta del consiglio comunale per far sì che si possa trovare una soluzione immediata. «Abbiamo “fatto rumore”, come direbbe Diodato, e questa è già una prima conquista. A me tocca ringraziare il consigliere comunale Dante Santoro, che ha voluto farsi interprete dei problemi del rione, e il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota, che ha bene sintetizzato i suddetti problemi, con gli altri componenti presenti Antonio Fiore, Gianpaolo Lambiase, Lucia Mazzotti, Paki Memoli, Massimiliano Natella, Luca Sorrentino, Pietro Damiano Stasi, Veronica Mondany, Giuseppe Zitarosa e i consiglieri comunali Donato Pessolano, Rocco Galdi, Domenico e Giuseppe Ventura». Tra i residenti presenti ieri mattina al terzo piano di Palazzo di Città Eugenio Mottola, Eleonora Manzo, Pippo Della Corte, le signore Mazzella e Parrilli e Francesco D’Ambrosio e Giovanni Capuano dell’associazione Retro Porto. «Il sasso è stato lanciato nello stagno, speriamo che le acque siano state smosse», ha poi aggiunto Gabriele Bojano. Quella che riguarda il rione porto è una problematica che va avanti ormai da diversi mesi: già in occasione di Luci d’Artista, infatti, gli abitanti della zona lamentavano l’impossibilità di trovare parcheggi nei pressi delle loro abitazioni, soprattutto nei fine settimana quando in città si verificava il pienone di turisti e visitatori. A sostenere le battaglie proprio il consigliere Santoro: «purtroppo abbiamo quartieri isolati e devastati da politiche scellerate. L’ultima scelta folle dell’amministrazione sarebbe quella di spostare il terminal degli autobus da via Porto – ha detto il consigliere DeMa – Una decisione che porterebbe la morte di un quartiere e l’isolamento di tantissimi residenti. Noi portiamo la loro voce in commissione trasparenza e insieme al consigliere Cammarota cercheremo di affrontare l’argomento che per noi è cruciale per la sopravvivenza di un rione importante della città, nel tempo già mortificato da tante scelte politiche. Così non si può andare avanti, bisogna ascoltare la voce di queste gente». A preoccupare maggiormente i residenti proprio il trasferimento del capolinea da via Ligea a via Vinciprova in quanto «questo non consentirà più un servizio preciso e puntuale degli autobus e andremo a perdere numerose corse che ad oggi ci consentono e facilitano lo spostamento in varie zone della città», come ha poi aggiunto lo stesso Bojano che si è fatto portavoce delle istanze di tutti i residenti della zona. E secondo il presidente Cammarota, quello del Porto è una delle zone maggiormente dimenticate dall’amministrazione comunale, abbandonata a sé stessa, senza alcuna sicurezza per gli abitanti.

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Banca poco trasparente, condannata a restituire gli interessi al cliente

di Pina Ferro

Banca poco trasparente nei confronti del proprio cliente. Con questa motivazione il giudice della Corte di Appello, Mattia Caputo, di Salerno ha dichiarato nullo un contratto di finanziamento. L’istituto di credito è stato anche condannato a rimborsare al cliente tutti gli interessi pagati sino al momento dell’emissione della sentenza (5 febbraio 2020). Il giudice del Tribunale di Salerno, ha in maniera categorica stabilito che le norme sulla trasparenza parlano chiaro quando stabiliscono che le banche e le finanziarie devono dire ai clienti le cose come stanno, ovvero devono spiegare in maniera chiara e trasparente quale sarà il tasso effettivo globale che verrà pagato per quel finanziamento, considerando tutti i costi e le spese. Nel dettaglio, se la banca comunica che il tasso d’interesse è pari ad 1 e poi, invece, il cliente paga 3 , il finanziamento è parzialmente nullo e la conseguenza – secondo la legge – è la nullità del tasso convenzionale applicando i soli interessi minimi Bot più favorevoli al cliente della banca. La sentenza di appello ha accolto in toto le ragioni del cliente assistito dagli avvocati Mario Manzo e Rosita Magazzeno, del foro di Salerno, consulenti dell’Associazione Antiraket –Antiusura presieduta da Luigi Frezzato, i quali hanno vinto la battaglia giudiziaria sia in primo che secondo grado. Il cliente si era rivolto all’associazione Antiraket – Antiusura di Salerno per verificare se la banca avesse applicato nel proprio finanziamento gli interessi nella giusta misura. Gli avvocati Manzo e Magazzeno, dopo aver predisposto una perizia econometrica, hanno appurato che la Finanziaria aveva applicato un diverso e superiore tasso in danno del cliente e pertanto hanno consigliano di agire in giudizio per ottenere il rimborso degli interessi pagati fino a quel momento . Giudizio che ha visto vittorioso il proprio assistito innanzi al giudice di pace, il quale ha condannato l’Istituto finanziario al rimborso integrale degli interessi. La sentenza è stata appellata dall’istituto di credito. Anche i giudici di secondo grado hanno accolto le ragioni degli avvocati e confermato la sentenza resa dal giudice di pace. Ebbene nella quasi totalità dei casi gli Istituti finanziari non indicano “esattamente” il tasso effettivo globale fatto pagare dall’ignaro correntista – mutuatario . «Ora grazie alla sentenza resa da giudice Mattia Caputo, tutti i consumatori avranno il diritto di pretendere dal proprio Istituto Finanziario il rimborso degli interessi perché applicati in eccesso rispetto a quanto dichiarato nel contratto. – Hanno sottolineato i legali – Il motivo principale perché la banca indica nella quasi totalità dei finanziamenti un tasso effettivo annuo inferiore a quello dichiarato nel contratto è perché non include tutti i costi collegati che vengono posti a carico del cliente quali soprattutto le spese di assicurazione , inducendo il consumatore ignaro a sottoscrivere quel finanziamento perché conveniente rispetto ad altro concorrente , violando così anche le regole della libera concorrenza , il tutto a discapito dei consumatori . Questa vittoria ed il principio enunciato dal Tribunale di Salerno – applicabile a tutti i finanziamenti a partire da € 10.000 ad € 800.000,00 – la dedichiamo a tutti coloro che hanno diritto al rimborso degli interessi perchè hanno stipulato un mutuo e/o semplice finanziamento – cessione del quinto dello stipendio».

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Coronavirus, Lorenzo è risultato negativo al test, è solo influenza

di Pina Ferro

Lorenzo M. non è affetto da coronavirus, ma solo da una banale influenza. Il 43enne di Postiglione è risultato negativo ai test eseguiti presso l’ospedale “Cotugno” di Napoli dove era stato trasferito nel pomeriggio di lunedì a poco meno di un’ora di distanza dal suo arrivo al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il test è stato eseguito nel nosocomio napoletano specializzato in malattie infettive e struttura di riferimento regionale per i casi sospetti di coronavirus. Lorenzo M. attualmente è ancora ricoverato nel nosocomio napoletano in quanto presenta febbre. E, nella tarda mattinata di ieri, non appena è stata diffusa la notizia che Lorenzo era negativo al test del coronavirus a Postiglione tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Sono stati momenti di grande tensione e apprensione, quelli vissuti dai residenti nel piccolo centro degli Alburni. La psicosi si è impossessati di tutti. Ieri mattina presso la scuola materna non vi erano bambini. La scuola materna del paese è frequentata dalla nopotina di Lorenzo e, per questo motivo i genitori hanno preferito tenere a casa i loro figli. Solo con il trascorrere delle ore e con le rassicurazioni giunte dall’ospedale napoletano la situazione è tornata alla normalità. Ora la paura è davvero solo un ricordo. Lorenzo era rientrato a Postiglione venerdì scorso dopo aver trascorso circa due mesi in Cina nazione di origine della fidanzata. La coppia ha trascorso le festività con i genitori di lei. La giovane donna vive e lavora in Italia da diversi anni. Dalla Cina è partito solamente Lorenzo, alla ragazza non è stato possibile. Il 43enne si è imbarcato su un volo diretto a Berlino. Giunto allo scalo aeroportuale tedesco l’uomo, proprio perchè proveniente dalla Cina, è stato sottoposto ad una serie di rigorosi controlli. Successivamente è salito su un volo diretto in Italia. Quando venerdì è giunto a Postiglione, stava bene. Solo domenica è subentrata la febbre. Lunedì pomeriggio, Lorenzo preoccupato ha deciso di recarsi al pronto soccorso del “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Qui al personale del Triage ha raccontato di essere appena rientrato dal Paese asiatico e che da due giorni presentava febbre. Immediatamente, in via precauzionale, è stata attivata la procedura prevista sia per il paziente che per l’intera struttura del reparto di emergenza. Alle 16.30 Lorenzo è stato trasferito al “Cotugno” a bordo di un’ambulanza dell’Humanitas appositamente allestita per l’emergenza coronavirus. Nella tarda mattinata di ieri la notizia che ha fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo: Lorenzo era risultato negativo al test sul coronavirus.

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Mauro Felicori lascia la fondazione Ravello: «Il mio mandato era comunque finito»

di Erika Noschese

«Spero certamente di essere invitato al festival di Ravello per la prossima edizione». Sorride Mauro Felicori, commissario della fondazione Ravello ed ex responsabile della Reggia di Caserta che, da pochi giorni, riveste un nuovo e prestigioso incarico: quello di assessore alla Cultura nella giunta regionale di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. L’ex responsabile della Reggia di Caserta, infatti, dopo la proroga di altri due mesi per il commissariamento della Fondazione Ravello era comunque destinato a lasciare la provincia di Salerno: il suo incarico, infatti, è in scadenza ma lasciare la Campania pronto a dimostrare quanto vale in Emilia Romagna.

Onorevole, lascerà l’incarico di commissario alla Fondazione Ravello ora che è stato eletto nella giunta regionale di Stefano Bonaccini…

«A Ravello sono stati prorogati i due mesi ma in quanto commissario il mio incarico era destinato a durare poco. Finisco l’elaborazione del nuovo statuto, saranno eletti i nuovi organi. Non c’è mai stata una contraddizione tra il mio nuovo ruolo in Emilia Romagna e il mio incarico di commissario».

A che punto è il lavoro che, da commissario, sta portando a termine alla fondazione Ravello?

«Domani (oggi per chi legge ndr)ci sarà una riunione con i soci e il comitato di indirizzo, discuteremo la proposta del nuovo statuto e se lo statuto va bene sarà eletto il nuovo consiglio d’amministrazione e il nuovo presidente».

C’è ancora qualcosa che avrebbe voluto fare prima di lasciare l’incarico di commissario?

«Io direi che abbiamo fatto un ottimo festival, abbiamo già incominciato a lavorare alla nuova edizione del festival del 2020. Il commissario viene nominato quando gli organi non funzionano e se io riesco a far funzionare gli organi, allora abbiamo risolto il problema. Non dipende solo da me, nel senso che è necessario che i soci si mettano d’accordo».

Cosa le mancherà di Ravello e di tutto il lavoro che ha svolto?

«Guardi, sono stato in Campania per 4 anni. E’ una regione meravigliosa che mi ha dato enormi soddisfazioni di lavoro e non sarei un essere umano se non la ricordassi con piacere. La Campania, e Ravello, mi hanno dato moltissimo a livello personale, professionale. Lascio qui tanti amici, colleghi, lavoratori. C’è stato anche tanto da combattere, naturalmente». Tornerà a Ravello? «Spero certamente di essere invitato al festival»

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«La battaglia di De Luca sui rifiuti? Finita nel dimenticatoio» I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle contro il governatore

di Erika Noschese

«Quella dei rifiuti era una battaglia personale di De Luca, con tanto di stretta di mano tra il governatore e Matteo Renzi ma ad oggi se ne sono dimenticati». A parlare così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Muscarà che, ormai da anni, porta avanti la sua battaglia per liberare la Campania dalle balle. Secondo quanto emerge da dati regionali il 30 maggio 2016 è iniziata la rimozione di circa 5.516.689 tonnellate Rsb dei lotti totali. Di questi, il 16% circa (ovvero 881.934) sono lotti aggiudicati per un totale di 132.290.100,00 euro su un totale complessivo di 827.503.350,00. A distanza di 1338 giorni ( e dunque al 28 gennaio 2020) solo 529.078 tonnellate sono state rimosse, pari al 9.6% per un totale di 79.361.700 euro. Dei lotti aggiudicati, invece, solo il 65.7% di balle sono state rimosse. Al 28 gennaio restano ancora 276.086 tonnellate di rifiuti che potrebbero essere smaltite in non meno di 6 anni. Ecoballe che sono destinate a raggiungere anche l’estero. Tra gli impianti che dovrebbero accogliere i rifiuti campani la discarica Lena Ambiente in Portogallo con 367 carichi per circa 10mila tonnellate. C’è poi l’impianto di Serino, in provincia di Avellino con 177 carichi e poco meno di 5mila balle; e ancora: l’impianto Ecosistem Srl di Lamezia Terme; quello di Castiglion delle Stiviere, Hera Ambiente, Macero Maceratese e Deco (tutte in Italia) con 2.271 carichi per un totale di oltre 66mila tonnellate. Di queste balle presenti in Campania più di 5mila carichi sono destinati all’estero per un totale di 150.479 tonnellate; oltre 104mila sono invece i carichi che dovranno raggiungere diverse zone d’Italia per un totale di oltre 138mila tonnellate. Intanto, potrebbe essere proprio il Portogallo a dire stop alle balle di rifiuti provenienti dalla Campania. Nei giorni scorsi, infatti, numerose sono state le proteste da parte dei cittadini, a causa della cattiva gestione delle discariche. Come anticipato da Fanpage, infatti, Il paese lusitano raccoglie 331 mila tonnellate di rifiuti da altri paesi dell’Unione Europea, grazie ai prezzi particolarmente vantaggiosi. L’Italia è il principale paese esportatore di rifiuti verso il Portogallo, ed in particolar modo è la Campania che esporta, tra ecoballe e residui degli Stir, gran parte della quota italiana. A rischio per la Campania, ci sono le quote di rifiuti che vengono inviate all’estero e che consentono la gestione ordinaria dell’intero ciclo.

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