Ryanair non è interessata a comprare Air Italy

Nessun interesse da parte della compagnia irlandese a rilevare la società in liquidazione.

«Non c’è nessun interesse di Ryanair a comprare Air Italy». Il giudizio di David O’Brien, Chief commercial officer della compagnia low cost, è chiaro e netto: «Air Italy non ha slot interessanti o che ci possono interessare. Credo che Qatar Airways, quando ha investito nella compagnia, non pensava che Alitalia avrebbe resistito così a lungo».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Ryanair ha ritirato tre Boeing 737 per crepe

Aerei messi fuori servizio dopo i problemi strutturali sulla forcella che collega le ali alla fusoliera. Rivelazione arrivata dal Guardian: la compagnia low cost non aveva reso pubblica la notizia.

Paura di volare? Siamo in tanti ad averla in Italia, almeno secondo l’analisi dei Google trend sulle 40 peggiori ansie-fobie-preoccupazioni che spuntano sulla barra di ricerca stando a ciò che cerchiamo su internet. Allora meglio non leggere quanto segue: la compagnia aerea low cost Ryanair ha messo fuori servizio tre dei suoi Boeing 737. Il motivo? La scoperta di crepe strutturali sulla forcella che collega le ali alla fusoliera.

DIFETTO RISCONTRATO A LIVELLO MONDIALE

La rivelazione è arrivata dal Guardian, che ha sottolineando come la società non abbia reso pubblica la notizia. Ryanair – che aveva cambiato i nomi dei 737 Max protagonisti delle sciagure per i problemi ai software di altre compagnie – si aggiunge così alla lista di vettori a livello mondiale che hanno riscontrato questo difetto sui propri Boeing 737: tra questi ci sono l’australiana Qantas e l’americana Southwest.

COINVOLTI AEREI CON PIÙ DI 15 ANNI

Tutti e tre gli aerei coinvolti sono in servizio da più di 15 anni, ha spiegato il giornale, indicando che due si trovano in California per le necessarie riparazioni, mentre il terzo è parcheggiato in un hangar nell’aeroporto londinese di Stansted.

TERZO HANGAR ALLO SCALO DI ORIO AL SERIO

A fine ottobre tra l’altro Ryanair ha inaugurato il terzo hangar per la manutenzione dei suoi velivoli all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), investendo per il progetto 2 milioni e mezzo di euro. Sono 20 i nuovi posti di lavoro allo scalo nel segmento high-tech e che comprendono ingegneri certificati, meccanici e personale di supporto. La stazione di manutenzione di Orio, una delle oltre 70 in Europa, conta ora tre hangar e oltre 100 ingegneri e tirocinanti: è la terza più grande struttura di questo tipo per Ryanair in Europa.

ANNULLATA LA MULTA PER IL BAGAGLIO A MANO GRANDE

Dall’Italia è poi arrivata un’altra buona notizia per la compagnia aerea: sono state annullate le sanzioni di tre milioni e un milione di euro inflitte nel febbraio 2019 dall’Antitrust proprio a Ryanair e a Wizz Air Hungary Airlines Ltd, per pratica commerciale scorretta in relazione alle modifiche apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande. L’ha deciso il Tar del Lazio con due sentenze che hanno accolto i ricorsi proposti, nelle parti in cui contestavano il provvedimento sanzionatorio, la cui istruttoria nacque sulla base di segnalazioni delle associazioni di consumatori e di singoli utenti.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il Tar ha annullato le multe a Ryanair e Wizz per le regole sul bagaglio a mano

Il tribunale amministrativo ha ribaltato la decisione dell'Antitrust che aveva inflitto sanzioni da oltre 3 milioni di euro contro le due compagnie.

Sono annullate le multe di tre milioni e un milione di euro inflitte nel febbraio scorso dall’Antitrust a Ryanair D.A.C. e Wizz Air Hungary Airlines Ltd, per pratica commerciale scorretta in relazione alle modifiche apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande. L’ha deciso il Tar del Lazio con due sentenze con le quali ha accolti i ricorsi proposti, nelle parti in cui contestavano il provvedimento sanzionatorio, la cui istruttoria nacque sulla base di segnalazioni delle associazioni di consumatori e di singoli utenti.

LA BATTGLIA SUL TROLLEY IN CABINA

La ‘policy’ sui bagagli a mano adottata prevedeva, per le prenotazioni effettuate a partire del primo settembre 2018 e per voli da effettuarsi dopo l’1 novembre 2018, l’inclusione nella tariffa ‘standard’ di una sola ‘borsa piccola’, mentre, per il ‘bagaglio a mano grande’ (trolley) sarebbe stato richiesto sempre il pagamento di un supplemento. Nelle due sentenze, il Tar ha innanzitutto sostenuto la non irragionevolezza delle dimensioni imposte dai vettori aerei per il bagaglio ‘a mano’. «Non si individua», si legge, «quale normativa impedisca al consumatore la libera scelta tra pagare un biglietto ‘standard’ di costo leggermente maggiore, per consentirsi la ‘comodità’ di uscire dall’aeroporto subito dopo lo sbarco al Terminal e non attendere le inevitabili e più complesse operazioni di scarico dei bagagli dalla stiva, e quella di pagare un biglietto di costo minore, adeguandosi ad attendere qualche in minuto in più nei pressi del ‘nastro trasportatore’ per attendere il secondo bagaglio ‘grande’».

PER I GIUDICI LE PROCEDURE DI ACQUISTO SONO TRASPARENTI

Alla luce di tutti gli elementi raccolti, per il Tar «non si riscontra la carenza di diligenza professionale contestata dall’Agcm, in quanto le offerte appaiono chiare nell’indicare fin dal ‘primo contatto’ con il consumatore le dimensioni del bagaglio ‘a mano’ consentito», né «si rileva che il consumatore sia stato costretto a complesse operazioni ‘logico-matematiche’ per individuare il corretto prezzo finale del suo biglietto, risultando pienamente illustrate tutte le (semplici) modalità di calcolo del medesimo in relazione all’imbarco anche di un secondo bagaglio ‘grande’, al momento stesso della prenotazione, successivamente o al momento dell’imbarco».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it