«Polanco mi disse che Ruby prese 6 milioni da Berlusconi»

Lo ha raccontato in aula la giornalista inglese Hannah Roberts, che nel 2013 ebbe due incontri con l'ex showgirl.

Marysthell Polanco «mi disse che Ruby aveva preso 6 milioni di euro da Berlusconi, che le aveva comprato anche una casa in Messico». Lo ha raccontato in aula la giornalista inglese Hannah Roberts, che nel 2013 ebbe due incontri con l’ex showgirl dominicana e poi pubblicò un articolo sul MailOnline, e che oggi è stata sentita come teste nel processo Ruby ter. Il dibattimento vede tra i 29 imputati Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari. La teste, sempre riferendo i racconti di Polanco, ha detto che Nicole Minetti avrebbe ricevuto da Berlusconi «1 milione di dollari».

IL TESTE: «SOLDI DALL’AVVOCATO A RUBY»

In precedenza è stato sentito anche un custode di un palazzo a Milano, che ospita lo studio dell’avvocato Luca Giuliante, ex legale di Ruby e tra gli imputati nel processo. Il teste ha parlato di buste con soldi che sarebbero passate da Giuliante alla stessa Karima El Mahroug, alias Ruby. Il teste ha raccontato, rispondendo alle domande dell’aggiunto Tiziana Siciliano, di aver portato queste «buste», che gli aveva affidato l’avvocato Giuliante, due volte nel 2014, una volta alla stessa Karima e un’altra ad un amico di lei, sempre su indicazione di Ruby. «Una volta», ha spiegato, «mi sembra che Giuliante mi abbia detto ‘fai attenzione che ci sono soldi’». Ha detto anche di essere stato pagato per questo servizio «150 euro» e che in una delle due volte non gli era stato detto che ci fosse denaro dentro.

L’avvocato mi consegnava la busta e io non mi sono mai permesso di chiedere cosa ci fosse dentro

Testimone

Il teste ha detto: «Prima mi chiamava lei, Ruby, e mi diceva di andare da Luca (Giuliante, ndr) a prendere delle buste per portarle a Genova da lei. L’avvocato mi consegnava la busta e io non mi sono mai permesso di chiedere cosa ci fosse dentro». Il procuratore aggiunto Siciliano ha letto, però, alcuni messaggi WhatsApp dell’ottobre 2014 nei quali il portinaio parlava con Ruby, per tre giorni consecutivi, ed entrambi facevano riferimento ad una busta con «soldi». «Lei era diventata un po’ pesante, perché pensava che io lavorassi per lei», ha aggiunto l’uomo, che ha spiegato, invece, di essere amico dell’avvocato Giuliante, perché avrebbe fatto, secondo l’accusa, da intermediario nelle consegne di denaro da Berlusconi alla ragazza, il cui silenzio sulle serate ad Arcore sarebbe stato pagato dal leader di Forza Italia, così come quello di altre “olgettine”.

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Cosa dicono le nuove testimonianze nel processo Ruby ter

L'architetto Redaelli ha testimoniato che due ospiti di Berlusconi vivevano in ville a Bernareggio senza pagare affitti e utente. E una di loro minacciava il Cav di parlare coi giornalisti.

Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli, due delle giovani ospiti alle serate a luci rosse nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, anni fa andarono a vivere «in comodato d’uso» e senza nemmeno «pagare le utenze» in due ville realizzate dall”archistar’ Mario Botta a Bernareggio, nel Monzese, comprate dal leader di FI «per circa 800mila euro l’una, per un totale di 1,6 milioni».

Lo ha raccontato, testimoniando nel processo milanese sul caso ‘Ruby ter‘, a carico tra gli altri dello stesso ex premier, l’architetto Ivo Redaelli spiegando che Guerra «dava in escandescenze» in quel periodo e che gli disse che se l’ex Cavaliere «non le dava i soldi che chiedeva lo minacciava di andare dai giornalisti con dei video».

Berlusconi, stando alla testimonianza di Redaelli (il caso delle ville era emerso nelle indagini) che ha spiegato di essere “amico” dell’ex premier, «si sentiva molto triste, è una persona sensibile, aiuterebbe chiunque, le vedeva in mezzo alla strada, senza lavoro dopo lo scandalo, sperava si rifacessero una vita».

VILLE ACQUISTATE NEL 2010

Redaelli ha spiegato, infatti, che Berlusconi nel 2010 «mi chiese di selezionare degli immobili, perché voleva fare un investimento immobiliare» e «io gli proposi quelle due ville di Botta». Dopo che lui le acquistò, «seppi che in una era andata ad abitare Guerra e nell’altra Sorcinelli». Redaelli ha raccontato anche che Guerra «mi telefonava per dirmi che non funzionavano le cose, per me era una fatica, perché era successo questo scandalo (delle serate ad Arcore, ndr) che l’aveva innervosita, dava in escandescenze anche per la rottura di una lampadina». E ancora: «Da un parte c’era una persona che stimo, Berlusconi, dall’altra queste persone che facevano scene da pazze per qualsiasi cosa, forse perché non avevano più un lavoro, avevano sbalzi d’umore».

«BERLUSCONI SI SENTIVA MORALMENTE IN DEBITO»

Il testimone, ha poi aggiunto, che fu lui a proporre per loro la formula del comodato d’uso «per regolarizzare e dare forma giuridica» alla presenza delle ragazze nelle ville. Ha detto ancora che lui pagava le utenze e poi si faceva rimborsare dal ragioniere di fiducia di Berlusconi, Giuseppe Spinelli. Berlusconi, ha aggiunto il teste, «mi disse che si sentiva moralmente in debito con loro, sperava che potessero ricominciare una vita normale, io davo consigli per tutelare tutti».

PRESSIONI PER OTTENERE SOLDI DAL CAV

Già in un verbale in fase di indagini Redaelli aveva parlato di «forti pressioni da Guerra a Berlusconi» per ottenere soldi e delle sue reazioni di “rabbia” se non li otteneva. Ha spiegato, poi, di non sapere cosa contenessero i «video» di cui parlava Guerra, che gli diceva che avrebbe “cantato” coi giornalisti. Prima aveva testimoniato anche il titolare di un’agenzia investigativa che ha raccontato di aver incassato soldi in contanti da Karima El Mahroug, anche lei imputata per corruzione in atti giudiziari, per spiare anni fa il suo allora compagno Luca Risso, perché era «gelosa».

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Ruby ter, una teste: «Pagò più di 50 mila euro per una vacanza alle Maldive»

Secondo la titolare di un'agenzia viaggi Karima El Mahrough versò la cifra in contanti chiedendo tutti i comfort. Per il suo compleanno in un locale di Milano «spesi 6 mila euro».

Vacanze extra lusso alle Maldive e spese faraoniche in ristoranti. Tutto pagato da Karima El Mahroug, detta Ruby Rubacuori, «in contanti». Denaro che, secondo i pm, sarebbe stato fornito alla donna da Silvio Berlusconi, tra gli imputati per corruzione in atti giudiziari nel processo Ruby ter. È quello che emerge dalle ultime testimonianze della titolare di un’agenzia di viaggi e di una ristoratrice.

QUEI «50 MILA EURO PAGATI IN CONTANTI»

«È stata sicuramente una situazione unica per me, ha pagato tutto in contanti, era un viaggio che costava molto, oltre 50 mila euro, mi pare», ha detto la prima testimone parlando di una vacanza fatta cinque anni fa da El Mahroug. Già a verbale nelle indagini nel 2015 la testimone aveva raccontato del viaggio organizzato per Ruby, sua figlia, la baby sitter e il compagno dell’epoca Luca Risso e pagato «tra i 55 mila e i 60 mila euro». Lunedì 11 novembre ha aggiunto: «Volevano avere tutti i comfort». «Voleva una bella struttura alle Maldive, le ho proposte soluzioni decisamente costose, lei mi ha chiesto di viaggiare in business assieme al compagno e l’economy per la tata e la bimba». Di certo, ha proseguito, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano in aula col collega Luca Gaglio, non era una «modalità normale pagare in contanti, io ho portato la busta coi soldi al tour operator».

LA FESTA DI COMPLEANNO DA 6 MILA EURO

Un’altra teste, titolare di un ristorante a Milano, ha raccontato che la giovane marocchina pagò «6 mila euro in contanti» per la sua festa di compleanno nel locale. Il preventivo per «75 coperti, una torta da 750 euro» era di 8.800 euro, ma poi Ruby alla fine verso in tutto «6 mila euro in contanti». La ristoratrice, poi, ha raccontato di essere diventata all’epoca «amica» di Ruby che frequentava spesso il suo locale in centro. Ai pm che le hanno chiesto se le risultasse che Karima «facesse qualche lavoro», la teste ha risposto: «No, mai saputo. Si occupava della bimba. Diceva che le sarebbe piaciuto aprire un ristorante».

SECONDO I PM RUBY AVREBBE INCASSATO DA BERLUSCONI TRA I 5 E I 7 MILIONI

Dalle indagini, sempre sul capitolo ‘spese’, erano emersi già diversi dettagli, tra cui i casi delle «banconote da 500 euro» tirate fuori in discoteca da Ruby e date a un dj «per fargli mettere una canzone a fine serata», degli «abiti su misura» per Daniele Leo, altro suo compagno, fino al «personale di servizio» per sbrigare le faccende domestiche in casa e al «noleggio auto con conducente». Ruby, secondo le indagini dei pm, avrebbe incassato tra i 5 e i 7 milioni di euro da Berlusconi, parte dei quali sarebbero serviti anche per l’acquisto di un ristorante con annesso pastificio e due edifici con mini-alloggi per operatori del settore turistico a Playa del Carmen, in Messico.

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Ruby Ter, Chiara Danese: «Io minacciata da un collaboratore di Lele Mora»

La rivelazione di una delle test chiave durante una udienza del dibattimento contro Silvio Berlusconi. La concorrente di Miss Italia ha raccontato del bunga bunga: «Io ero destinata a Emilio Fede». E denunciato la violenza «fisica e psicologica».

Una nuova rivelazione sul processo Ruby Ter da una delle test chiave del procedimento contro l’ex premier Silvio Berlusconi. Chiara Danese, una delle ragazze che hanno partecipato alle cene di Arcore ha infatti rivelato ai cronisti: «In passato sono stata minacciata da persone che conoscevano quello che era successo, ho avuto tanta paura, le ho ricevute da personaggi che fanno parte di questo processo, mi dicevano ‘stai attenta, guardati le spalle». Danese è una delle testi ‘chiave’ del caso Ruby e sta deponendo nel processo ‘Ruby ter’ a carico di Berlusconi e altri. In aula ha parlato di “minacce” da un ex collaboratore di Lele Mora.

«VITTIMA DI VIOLENZA PSICOLOGICA E FISICA, ARCORE MI HA ROVINATO LA VITA»

Danese ha spiegato che in quella serata “ad Arcore” nel 2010 «ho visto e subito una violenza psicologica e fisica» e poi dopo «ho sofferto tanto, anche ora sono in cura e prendo dei farmaci». «Questa situazione mi ha rovinato la vita, sono stata vittima di bullismo, non potevo più uscire di casa dopo che il mio nome era finito su tutti i giornali, ho sofferto di depressione, di anoressia, e ancora oggi sono in cura, vivo in una realtà piccola e mi hanno affibbiato un’etichetta». E ancora: «Ho ricominciato a studiare per trovarmi un lavoro e la mia famiglia mi sta aiutando». Prima l’ex concorrente di Miss Italia aveva ricostruito come era finita ad Arcore nove anni fa, portata da Emilio Fede, che le aveva promesso che avrebbe fatto «la ‘meteorina’ a 5mila euro a settimana». Tra l’altro, ha detto, «a 18 anni purtroppo non conoscevo Berlusconi, ero un po’ ignorante, a me all’inizio Arcore sembrava solo un locale esclusivo di Milano».

«SIETE PRONTE PER IL BUNGA- BUNGA?»

Ha parlato delle “barzellette sconce” che l’allora premier avrebbe raccontato a cena e poi ancora della famosa “statuetta di Priapo” con la quale le altre ragazze «simulavano rapporti orali», con Berlusconi che poi diceva: «siete pronte per il bunga-bunga?». E ancora: «Lo baciavano in bocca, le ragazze lo chiamavano ‘papi’, lui mentre ci accompagnava ci toccava dietro, a me e ad Ambra, io avevo paura». Poi, la descrizione di ciò che accadde nella sala del ‘bunga-bunga’: «C’erano balletti erotici davanti al palo, per le altre ragazze sembrava la normalità, arrivò la Minetti, ballò attorno al palo e si spogliò tutta e poi si fece baciare i seni da Berlusconi». Dunque, Danese decise di chiedere a Fede di andare via«perché mi sentivo male, mi sentivo a disagio». E se ne andò assieme ad Ambra, mentre Fede «era infastidito».

«ERO DESTINATA A EMILIO FEDE»

In aula, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio, la 27enne ha raccontato che l’ex collaboratore di Mora, Daniele Salemi, dopo la serata ad Arcore, «voleva farmi prostituire, voleva farmi diventare una escort, mi minacciava anche». Sempre davanti ai giudici della settima penale (presidente del collegio Marco Tremolada), Danese sulla serata a villa San Martino del 2010, dalla quale se ne andò, ha aggiunto: «Io ero destinata a Emilio Fede e Ambra Battilana a Berlusconi, così avevo capito».

«DECIDI DI ANDARTENETE: NON LAVORERAI NELLO SPETTACOLO»

Il pm Gaglio ha mostrato alla giovane un album fotografico e lei ha riconosciuto tra le partecipanti alla serata Roberta Bonasia («lei mi disse di non dire ad altri ciò che avevo visto, che non mi dovevo azzardare»), le gemelle De Vivo e Marysthell Polanco. Danese ha parlato, come aveva già fatto in passato, di “toccamenti” tra Berlusconi e le altre ragazze, di «baci sui seni», e di ragazze che «toccavano le parti intime di Berlusconi, come per gioco» Minetti, poi, «si strusciava su Fede e Berlusconi» e le «altre ragazze ci provavano a coinvolgermi, a far spogliare me e Ambra». E quando decise di andarsene con Ambra, Fede «mi disse ‘decidi tu di andartene, ma sappi che non lavorerai nel mondo dello spettacolo’». Quando «uscì il primo articolo, chiamai Fede e lui mi rispose chiedendomi se volevo dei ‘soldini’ da lui, ossia da Berlusconi».

ANCHE L’AMICA DELLA MINETTI TESTIMONE DELL’ACCUSA

Ha parlato anche del “memoriale” che con Ambra depositò in Procura nell’aprile 2011, mentre il difensore di Berlusconi, l’avvocato Federico Cecconi, nel controesame, ancora in corso, sta provando ad evidenziare incongruenze nei racconti della testimone. Il 28 ottobre dovrebbe deporre anche Melania Tumini, ex amica di Nicole Minetti, e anche lei tra le testi principali dell’accusa.

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