Fadil disse al suo legale: «Volevano farmi fuori»

Lo ha rivelato la procura di Milano, parlando della perizia sulla morte della 34enne addebitata ad aplasia midollare. Anche se restano ignote le cause della patologia. Chiesta l'archiviazione.

«Sentivo che volevano avvelenarmi e farmi fuori»: sono queste le parole di Imane Fadil, una teste chiave dei processi Ruby, pronunciate al telefono con il suo legale poco prima della sua morte avvenuta in ospedale. Il file audio della telefonata è stato fatto sentire ai giornalisti durante la conferenza stampa in cui la procura di Milano ha dato conto dei risultati del lavoro dei periti sul decesso della 34enne marocchina, addebitata ad aplasia midollare.

ALL’INIZIO FU CONSIDERATA L’IPOTESI AVVELENAMENTO

Il procuratore di Milano, Francesco Greco, ha detto che la consulenza medico-legale sulla morte dela ragazza «ha dato un esito piuttosto sicuro» su un decesso «per malattia», anche se restano ancora ignote «le cause che hanno generato la patologia, possono essere molteplici, da un’infezione ad altre». Greco ha aggiunto che mesi fa di fronte a vari allarmi sulla vicenda, tra cui la telefonata della giovane e gli esiti sulla presenza di metalli pesanti e radioattività, venne presa in considerazione anche l’ipotesi «dell’avvelenamento da cianuro».

LA FAMIGLIA VUOLE UNA NUOVA PERIZIA

Imane Fadil è morta più di sei mesi fa, lo scorso primo marzo. Nei giorni scorsi, i familiari della modella marocchina hanno preso posizione contro la procura chiedendo a gran voce una nuova perizia perché non sono «assolutamente soddisfatti degli esiti trapelati». E proprio nella speranza di altri esami sul corpo, hanno deciso per ora di non celebrare il funerale e di non seppellire la giovane. Poco più di una settimana prima, i pm milanesi avevano dato il nullaosta alla restituzione della salma per poter consentire alla famiglia di celebrare le esequie della 34enne. Famiglia che potrebbe dunque opporsi alla richiesta di archiviazione formulata dai pm di Milano Tiziana Siciliano, Antonia Pavan e Luca Gaio: «Vogliamo una risposta chiara», ha spiegato il fratello di Imane, Tarek, «vogliamo capire bene come è morta, questa non è una risposta, non è possibile che in poco tempo se ne sia andata cosi».

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