Pietro Anastasi aveva Sla e ha chiesto la sedazione assistita

Il figlio del calciatore morto il 17 gennaio ha raccontato la malattia del padre: «Ha scelto lui di andarsene».

Il calcio italiano dice addio ad una sua leggenda, Pietro Anastasi, campione d’Europa in maglia azzurra nel 1968 e indimenticato attaccante della Juventus e dell’Inter. L’ultimo saluto a ‘Pietruzzu‘ è previsto nella sua Varese, dove si è spento il 17 gennaio a 71 anni dopo una lunga malattia: la Sla, come ha fatto sapere all’Ansa il primogenito Gianluca. «Gli era stata diagnosticata nel 2017 dopo essere stato operato di un tumore all’intestino. Gli ultimi mesi sono stati davvero devastanti e lui giovedì sera ha chiesto la sedazione assistita per poter morire serenamente». Una scelta che Anastasi, che ha saputo della Sla solo nel 2019, ha fatto da solo: «Ha chiamato mia mamma e ci ha detto di volerla subito». L’apertura della camera ardente, organizzata all’interno della sala comunale Estense, è prevista per le 10 del 19 gennaio, i funerali nella basilica di San Vittore il giorno successivo.

IL 19 GENNAIO UN MINUTO DI SILENZIO PRIMA DELLA PARTITA DELLA JUVE

Domenica 19 la Juventus ha deciso di ricordarlo osservando un minuto di silenzio all‘Allianz Stadium e scendendo in campo col lutto al braccio. La Figc ha deciso invece che la Nazionale porterà il lutto al braccio nell’amichevole del 27 marzo a Wembley, contro l’Inghilterra e ad Anastasi sarà dedicata la prossima partita delle Leggende Azzurre. «Salutiamo una leggenda del calcio italiano, un giocatore straordinario, ma soprattutto una persona di grande spessore stimata e apprezzata da tutti. I suoi valori morali e tecnici eccezionali siano viva testimonianza per le future generazioni», ha detto il presidente federale, Gabriele Gravina.

IL RICORDO DI FIORELLO

E proprio le doti umane straordinarie fanno il paio con le sue doti di grande attaccante nei messaggi di ricordo e cordoglio di tanti ex campioni e uomini di calcio, che lo hanno conosciuto ed ammirato, da Dino Zoff a Sandro Mazzola, a Giuseppe Marotta, suo amico da mezzo secolo, a Maurizio Sarri. Anastasi era anche l’idolo di tanti tifosi siciliani e meridionali, anche se non juventini o interisti, come ricorda in un messaggio Fiorello: «Grazie Pietro. Eravamo fieri di essere tuoi corregionali. In un tempo non facile per i meridionali che arrivavano nel Nord Italia». A Varese era molto amato, come sottolineano il sindaco e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Con la maglia biancorossa della mia città, lui giovane siciliano catanese, ha iniziato una brillante carriera. Per chi ha vissuto il calcio della fine degli Anni ’60 e ’70 è stato un ottimo attaccante. Per me, varesino, è stato un ‘grande’».

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Rai: le spine di Salini sono le nomine tigì, Fiorello e Mn

L'ad di Viale Mazzini sotto pressione per il cambio dei direttori dei telegiornali. Ma a preoccupare sono anche il presunto conflitto di interessi del capo comunicazione Giannotti e il costo dell'operazione Viva RaiPlay.

Il 26 novembre Fabrizio Salini è pronto a essere ascoltato in Commissione di vigilanza Rai. Per l’amministratore delegato della tivù di Stato si annunciano giorni di passione, cosa che lui, che soffre la troppa pressione, sicuramente vorrebbe evitarsi. Ma oramai la partita Rai non è più rinviabile. Ovvero non è più procrastinabile intervenire su una situazione che è ancora figlia del Conte Uno e dell’alleanza giallo-verde.

Ora, se Giuseppe Conte (bis) e i grillini sono rimasti, sono il Pd e Matteo Renzi che, entrati nella nuova compagine di governo, reclamano a gran voce che il tormentato universo della tivù pubblica ne prenda atto. Come fatto trapelare senza troppi paludamenti, il partito di Nicola Zingaretti punta al Tg1, guidato ora da Giuseppe Carboni in quota M5s. Il suo candidato è il sempreverde (il colore non allude ovviamente a simpatie leghiste) Antonio Di Bella, attualmente alla guida di Rai News.

Di Bella è il candidato più forte, ma non l’unico: c’è il vecchio direttore della testata ammiraglia nonché ex direttore generale dell’ente Mario Orfeo che chiede di essere valorizzato. Momentaneamente parcheggiato a Rai Way, Orfeo vuole tornare a pieno titolo nell’agone delle news. Sconta però un certo ostracismo dei pentastellati, che gli preferiscono di gran lunga Franco Di Mare, da luglio vicedirettore di RaiUno con delega agli approfondimenti e alle inchieste.

ANCORA NESSUNA CERTEZZA PER LE NOMINE DEI TELEGIORNALI

Ma che i telegiornali vengano toccati dall’ondata delle future nomine è ancora tutto da vedere. Salini sa che la materia è incandescente, e nel tentativo di limitare i danni vorrebbe offrire in pasto alla politica solo il rinnovo dei direttori di rete. I corridoi di viale Mazzini segnalano, ma con la dovuta aleatorietà di una situazione che cambia da un giorno all’altro, il seguente organigramma: Stefano Coletta a RaiUno, Marcello Ciannamea alla Seconda Rete, e l’onniprensente Di Mare, sempre non vada al Tg1, al vertice di RaiTre.

A viale Mazzini quasi sempre chi entra papa rimane cardinale

Ma si sa, a viale Mazzini quasi sempre chi entra papa rimane cardinale, e dunque la prudenza è d’obbligo. Un puzzle che è ulteriormente complicato dal fatto che Salini, forte dell’approvazione del suo piano industriale da parte del Mise, deve procedere alla nomina dei responsabili delle divisioni trasversali. Lo farà o tergiverserà ancora? Qualcosa forse si saprà nel cda Rai che si terrà due giorni dopo l’audizione dell’ad in Commissione di vigilanza.

Foto di Stefano Colarieti / LaPresse.

E poi c’è una ulteriore grana che non promette nulla di buono. Complice Striscia la notizia, è deflagrato il caso della società di comunicazione Mn, dove Fabrizio Giannotti ha lavorato dal 2015 al 2018 prima di essere chiamato da Salini a guidare la comunicazione Rai. Quasi sicuro che il cda chiederà a Salini spiegazioni su quello che alcuni giudicano un conflitto di interessi, altri come minimo una evidente caduta di stile. Mn, in trattativa per Sanremo (anche se la società smentisce), segue la comunicazione di Fiorello e della nuova serie I Medici, pagata da Lux Vide ma nell’ambito di una coproduzione Rai.

I DETTAGLI ECONOMICI SUL PROGRAMMA DI FIORELLO RIMANGONO UN MISTERO

Sempre nei corridoi di viale Mazzini si sussurra anche di un altro capitolo che chiamerebbe in causa Giannotti, ovvero una serie di contatti che la Comunicazione avrebbe sottoscritto con alcune testate online per ospitare una serie di redazionali sull’attività della Rai e del suo ad. E poi c’è il caso Fiorello, l’operazione su cui Salini ha puntato, ma i cui contorni sono ancora avvolti nel mistero. Per quello che è stato venduto come l’appuntamento televisivo dell’anno, il ritorno dello showman sulla piattaforma di Rai Play, non sono mai stati comunicati i dettagli economici.

Indiscrezioni in possesso di Lettera43 parlano di un costo complessivo dell’operazione Fiorello di circa 10 milioni di euro

Sarà il prossimo cda l’occasione per fare chiarezza? Indiscrezioni in possesso di Lettera43 parlano di un costo complessivo dell’operazione di circa 10 milioni di euro. Una cifra che comprende l’ingaggio di Fiorello, quello dei suoi autori, la campagna di marketing che ha accompagnato il ritorno dello showman sul piccolo schermo, e la realizzazione di tre set volanti destinati a essere smontati il prossimo dicembre alla fine del programma.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Chi è Enrico Cremonesi, il “maestro” di Viva Raiplay

Ha esordito nel mondo musicale collaborando con Enrico Ruggeri. Dal 1994 in poi è stato uno dei più intimi collaboratori di Rosario Fiorello nei suoi programmi televisivi e radiofonici. Ultimamente ha rivelato di essere vegano.

Il 4 novembre 2019 è cominciato Viva Raiplay!, il nuovo e attesissimo varietà di Fiorello che ha esordito in versione ridotta su Rai1 ma che dal 13 novembre sarà disponibile in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai. A fare compagnia al comico siciliano sul palco dello Show c’è quest’anno un cast composto da vecchie e nuove conoscenze, tra cui il rapper e cantautore Danti, i ballerini del gruppo Urban Theory, il trio di cantanti e intrattenitori Gemelli di Guidonia e il giornalista e scrittore Vincenzo Mollica, che per l’occasione presta la voce al pupazzo di se stesso. Infine, l’immancabile maestro Enrico Cremonesi, che collabora con Fiorello dal ’94.

IL MAESTRO ENRICO CREMONESI

Enrico Cremonesi, anche noto come “Maestro Cremonesi”, è uno dei più vecchi collaboratori dello showman catanese. Nato a Milano il 28 maggio del 1969, il compositore ha scoperto la passione per la musica a quattro anni, subito dopo essere stato iscritto dai genitori a un corso di pianoforte. A 11 anni ha cominciato a suonare come organista nella sua parrocchia, mentre a 12 ha cominciato a esibirsi con dei piccoli gruppi. A livello professionale ha debuttato a 20 anni, cominciando a suonare in tournée con il cantautore Enrico Ruggeri.

LA COLLABORAZIONE CON FIORELLO

Il sodalizio di Cremonesi con Fiorello è iniziato nel 1994, continuando poi a livello televisivo e radiofonico in programmi di successo come Non dimenticate lo spazzolino da denti, La febbre del venerdì sera, Buona domenica, Superboll, Stasera pago io, Viva Radio 2 e il Fiorello Show. Tuttavia, la sua carriera non si limita alle collaborazioni con il comico: egli ha infatti curato le musiche per il film di Carlo Vanzina In questo mondo di ladri, nel 2004, e firmato, due anni più tardi, la colonna sonora dei Giochi paralimpici invernali di Torino 2006.

ENRICO CREMONESI È VEGANO

Come specificato da Fiorello durante la seconda puntata di Viva Raiplay! Enrico Cremonesi è vegano. Ad ammetterlo, però, era stato lui stesso nel 2018, in un’intervista a Vegolosi.it, nella quale raccontava di aver cambiato alimentazione da un giorno all’altro, optando per una dieta a base di soli alimenti vegetali. «Non ostento mai il mio stile di vita e soprattutto non lo uso come metro di giudizio per le scelte altrui», aveva detto in quell’occasione il compositore, aggiungendo poi: «sono sempre contento di condividere la mia esperienza con chi è interessato a saperne di più ma non voglio convincere nessuno ad adottare uno stile di vita simile al mio».

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Fiorello con VivaRaiPlay! ha fatto 6,5 milioni di telespettatori

Il primo appuntamento su RaiUno ha totalizzato il 25,1% di share. Tra musica e satira sul Pd. Altre quattro puntate fino all'8 novembre, poi lo show passa sulla piattaforma online.

Fiorello è partito col 25,1% di share. Sono stati 6 milioni 532 mila i telespettatori che hanno seguito il suo primo appuntamento di Viva RaiPlay!, collegandosi con il Tg1.

CON RAFFAELLA CARRÀ E ACHILLE LAURO

È stata una puntata con tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman: Fiorello è arrivato agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si è allontanata sgommando, e Achille Lauro.

ANTEPRIMA DELLO SHOW DI 50 MINUTI

La striscia quotidiana di 15 minuti va in onda su RaiUno e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre, in un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si può vedere in esclusiva sulla rinnovata piattaforma RaiPlay ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30.

Lo so avevo detto che mi sarei ritirato, ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai


Fiorello

Prima del via è stato Pippo Baudo, «monarca della Rai», a dare il lasciapassare a Fiorello. Poi microfono a Giorgia che ha introdotto lo showman. Fiorello ha detto: «Lo so avevo detto che mi sarei ritirato, ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai». Dopo ha letto un finto titolo di giornale che recitava “Fiorello: tutto qua?” e un articolo fortemente critico con il programma. In seguito un duetto con la voce fuori campo che lo invitava a un intermezzo di satira. «Satira io? Non voglio rovinarmi la mia immagine di comico qualunquista», ha replicato Fiorello.

«FARE BATTUTE SUL PD È COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA»

Una frecciatina per la politica: «Fare battute sul Partito democratico è come sparare sulla Croce rossa. Lo sai che quelli della Croce rossa dicono: è come sparare sul Pd?». Fiorello ha anche intonato Rose rosse di Massimo Ranieri, ma un direttore di RaiPlay ragazzo lo ha invitato a suonare con l’auto-tune prima che la trap vada fuori moda. Ed ecco che è partita una versione trap di Rose rosse.

OSPITI MOLLICA, CALCUTTA, MENGONI E AMADEUS

Nel finale è arrivato Vincenzo Mollica in versione Muppet, ancora musica con Anna e Marco di Lucio Dalla cantata con Calcutta e Marco Mengoni. Conclusione in compagnia di Amadeus: Fiorello si è vestito esattamente come il conduttore di Tale e quale show e del Festival di Sanremo 2020, che lo vede tra gli ospiti.

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La Rai in crisi si aggrappa alla verve di Fiorello

La nuova striscia del comico siciliano è attesa dai dirigenti Rai come una speranza a cui aggrapparsi in un momento di crisi. Tra calo di ascolti e polemiche interne che mettono in discussione i vertici di tivù e radio di Stato.

Lunedì 28 ci sarà la tanto attesa presentazione del progetto Fiorello – con lo showman presente a viale Mazzini – che abbraccia RaiPlay e Radio 2 fino a Natale e per un poco anche Rai1. Infatti lunedì 4 novembre si comincia proprio con la prima delle cinque (solo cinque) pillole di 15 minuti su Rai1. Tutti aspettano Rosario e la sua carica esplosiva per risolvere una parte dei propri problemi. Insomma, una sorta di salvatore, la possibile panacea di tutte le magagne. E ognuno ha validi motivi per sperarlo.

OCCHIO AL CONTRATTO

L’ad Fabrizio Salini cerca di respirare un po’ dopo 15 mesi tutt’altro che facili (anche se le cifre del contratto ancora non firmato da Fiorello non dovrebbero fargli dormire sonni tranquilli, la Corte dei conti è già allertata). Teresa De Santis, che sta trattando l’ingaggio di Nunzia De Girolamo, moglie del ministro piddino Francesco Boccia, come inviato di Linea Bianca, spera di alzare un po’ gli ascolti depressi della rete ammiraglia (anche se 15 minuti sono pochini).

RADIO RAI IN CALO DI ASCOLTI

La direttrice del digitale Elena Capparelli, vicina al consigliere Giampaolo Rossi (Fratelli d’Italia), che in cantiere al momento non ha altri progetti, nonostante RaiPlay fosse destinata ad essere la piattaforma fiore all’occhiello della nuova Rai. E infine soprattutto Roberto Sergio, il direttore di Radio Rai, che con la scusa di Fiorello si è rifatto tutti gli studi di via Asiago ma che raccontano ugualmente in ambasce per la imminente uscita degli ascolti delle radio. Da quando c’è lui – ed è tutto un Cencelli di conduttori e programmi – gli ascolti sono in forte discesa.

POLEMICA SUGLI INVITI ALLA CONFERENZA STAMPA

Intanto, a riprova che attorno all’operazione Fiorello c’è una fortissima tensione emotiva, si è aggiunta la polemica sugli inviti alla conferenza stampa, con il numero dei giornalisti limitato a 50. In più ci si sono messi i consiglieri d’amministrazione, che l’invito lo hanno ricevuto solo la sera venerdì 25 ottobre, suscitando le vibrate lamentele di Beatrice Coletti, che nel cda è in quota 5 Stelle.

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