Le meraviglie del nostro cervello spiegate da Giulio Maira

A Roma InConTra il celebre neurochirurgo illustra il funzionamento di questo organo affascinante e misterioso. E le nuove frontiere della ricerca: le origini della coscienza e la genesi dei sogni.

Usate il cervello! Suona come un semplice consiglio, perfino banale. Eppure in un’epoca in cui ci lasciamo sempre più condurre dalle macchine e non ci fermiamo a riflettere nemmeno prima di condividere un post sui social ripeterlo e ripeterselo potrebbe tornare utile. Del resto è dal nostro cervello che si genera ogni movimento, ogni decisione e persino ogni emozione. Scoprire un organo complesso e ancora misterioso è un viaggio affascinante, specie se accompagnati da un neurochirurgo di fama internazionale come Giulio Maira, ospite di Enrico Cisnetto a Roma InConTra dove ha presentato il suo ultimo libro Il cervello è più grande del cielo edito da Solferino.

Giulio Maira ospite a Roma InContra.

COME STIMOLARE IL CERVELLO

Il professor Maira spiega come il cervello sia un organo meraviglioso ma fragile, pigro, ma che si annoia facilmente. Per questo ha la necessità di essere costantemente incuriosito per funzionare bene. E questo vale per tutte le età: da quella dello sviluppo, durante la quale matura progressivamente fino a 21 anni – altro che voto ai 16enni! – alla curva discendente che parte dai 40 anni, oltre la quale l’encefalo continua ancora a crescere, ma perde neuroni. Il cervello (per forza di cose) non riposa. Anche durante il sonno, attività preziosa che occupa circa un terzo della nostra vita, viene pulito, si eliminano le “scorie” per rigenerarsi. Insomma è una straordinaria macchina sempre accesa che va fatta funzionare bene, tramite l’esercizio fisico, il buon riposo, la corretta alimentazione e i continui stimoli che derivano da lettura, socializzazione, curiosità e risate.

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VIAGGIO ALLE ORIGINI DELLA COSCIENZA

Quel che stupisce è la semplicità con cui Maira affronta la complessità di questi argomenti, alternando esempi comprensibili a tutti a citazioni come quella di Oscar Wilde: «È nel cervello che il
papavero diventa rosso e la mela odora e l’allodola canta». In effetti, è proprio l’encefalo lo scrigno che custodisce l’intelligenza, ma anche la stupidità, l’emozione, la ragione, la coscienza e la memoria, il filo che tiene insieme la nostra vita consentendoci di progettare il futuro sulla base del passato. Eppure ci sono parti del cervello che sono insondabili e oggetto di studi sempre più sofisticati, come quelli sull’origine della coscienza, «la bussola dell’ignoto» come la chiamava Victor Hugo, o sulla genesi dei sogni, spiragli di libertà assoluta non affatto secondari se si pensa che mediamente passiamo sei anni della nostra vita a sognare.

Il neurochirurgo Giulio Maira autore de “Il cervello è più grande del cielo”.

LE DIFFERENZE TRA DONNE E UOMINI

Non solo. Il cervello della donna differisce da quello dell’uomo nonostante il 99% dei geni in comune. A questo argomento il professor Maira dedica un capitolo intero del libro, confermando con evidenze scientifiche quelle caratteristiche già intuibili nell’esperienza quotidiana. Si scopre quindi che il cervello delle donne ha meno neuroni ma più connessioni, cosa che le rende più brave a far funzionare insieme i due emisferi. Per non parlare della loro proverbiale capacità intuitiva contrapposta a quella più razionale maschile, o al maggior numero di neuroni che vantano nell’area del linguaggio, che le rende “razionalmente chiacchierone“, o infine alla loro memoria nettamente più sviluppata di quella maschile, merito dell’area dell’ippocampo più grande in cui, evidentemente, finiscono le date degli anniversari, dei compleanni, o delle ricorrenze sbadatamente dimenticate dall’uomo.

GLI ANEDDOTI DI UNA VITA

Scienza e vita reale si alternano nelle parole del professor Maira che intreccia le ultime scoperte neurologiche con la sua lunga esperienza da chirurgo, con oltre 15 mila interventi all’attivo, e ricca di aneddoti e pazienti celebri come Francesco Cossiga e Giulio Andreotti. Proprio il Divo Giulio dopo un’operazione regalò a Maira una delle sue battute più riuscite: «Professore, adesso può testimoniare che io ho un cervello!». La verità è che ce lo abbiamo tutti, anche se troppo spesso ci dimentichiamo di usarlo.

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