«Stanno uccidendo il rione Porto», il grido d’allarme dei residenti

di Erika Noschese

«Stanno uccidendo il rione porto». A lanciare l’allarme il giornalista salernitano Gabriele Bojano che si associa al coro dei residenti della zona. Al centro della questione il trasferimento del capolinea per i mezzi Busitalia da via Ligea a via Vinciprova che dovrebbe avvenire nel mese di marzo, nonostante le rimostranze dei cittadini e di alcuni consiglieri comunali. «È la dimostrazione lampante che ormai a Salerno qualcuno ha deciso di uccidere il rione Porto. Si sta facendo di tutto per isolare quanti risiedono nella zona più antica della città, togliendo invece di aggiungere, e ogni nuova operazione è funzionale a quella precedente in una sequela di coincidenze che diventano indizi», ha poi aggiunto Bojano, spiegando che si tratta di un tentativo che va avanti ormai da diversi anni: già negli anni ’60 – sostiene il salernitano – quando « fu presa la decisione scellerata di cancellare tutte le attività balneari per costruire qui il porto commerciale», tanto da deprezzare l’intero quartiere trasformandolo in uno scalo mercantile in cui inquinamento acustico e ambientale hanno toccato vette da record. Bojano punta poi il dito contro il Crescent, «una colata di cemento con vista mare» che avrebbe dovuto ospitare diverse attività commerciali ma che oggi, a distanza di 10 anni, altro non è che un condominio privato. Nel frattempo, aggiungono anche i residenti del posto, il commercio «boccheggia, qui aprono solo ristoranti e pizzerie. Questa zona della città è la più penalizzata per i parcheggi soprattutto quando c’è Luci d’Artista o qualche evento di richiamo al teatro Verdi. E i poveri residenti sono costretti a restare tappati in casa per non correre il rischio di non trovare posto per l’auto. Prendiamo l’autobus, allora? Magari! Dal mese di marzo manco più questo ci sarà concesso: dopo averci scippato la linea 8 che collegava lavoratori, anziani e studenti con l’ospedale Ruggi, ora si chiude il capolinea alle linee 6, 5, 2, 3 (collegamento con l’ospedale da Procida), 14, 18, 19 e 42 per fare spazio ai tir che devono imbarcarsi e sbarcare dal molo». Da qui la polemica di Bojano: lo spazio di fronte all’ex mercato ittico poteva essere utilizzato come capolinea e invece no, «soluzione troppo semplice. E poi, così facendo non si sarebbe creato un disagio ai residenti. Che qui devono soffrire, sempre e comunque. Avete dimenticato la querelle sui box interrati di piazza Alario che solo grazie alla determinazione di un comitato di residenti non si sono costruiti più? Perché lo stesso comitato, che ha alzato le barricate anche contro il progetto di parco giochi in piazza Alario, non prende posizione e si oppone con forza ad una decisione che limita la libertà di circolazione costituzionalmente tutelata?». Per Bojano, così come per molti residenti della zona, «il futuro del rione porto» sembra essere «un futuro usa e getta, di area di interscambio per quelli che hanno la barca e la domenica vengono a prenderla o per i frequentatori dei Canottieri a caccia della prima tintarella o della serata danzante». Un quartiere dormitorio, dunque? «No, peggio. Un quartiere fantasma dove gli unici a vivere bene saranno i gabbiani, sempre più numerosi e sempre più grandi. Un quartiere fantasma dove pian piano i residenti, messi alle strette, privi dei servizi basilari e costretti a respirare polveri sottili emesse dalle navi che approdano sempre più numerose e sempre più grandi (vedi dragaggio in atto), una vera e propria camera a gas, saranno costretti ad andare via. Un po’ come è successo per colpa della movida in piazza Largo Campo. Vogliamo davvero che vada a finire così? Io no e per questo sono pronto a combattere», ha detto infine Bojano.

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