Fatture false e riciclaggio, a Roma scoperto un giro da oltre 100 milioni di euro

Complessivamente sono 21 le misure interdittive emesse, mentre sono in corso sequestri preventivi di beni per un valore di circa 20 milioni.

Oltre 100 milioni di evasione fiscale realizzati attraverso fatture false. È quanto hanno accertato gli uomini del Nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma. Complessivamente sono 21 le misure interdittive emesse mentre sono in corso sequestri preventivi di beni nelle province di Roma e Latina per un valore di circa 20 milioni.

L’indagine riguarda una serie di soggetti che, secondo investigatori ed inquirenti, avrebbero fatto parte di un’organizzazione dedita all’emissione di fatture false, al riciclaggio e all’autoriciclaggio. I finanzieri avrebbero anche accertato operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi illeciti per oltre 55 milioni. I dettagli dell’indagine saranno resi noti in un incontro con il procuratore facente funzioni Michele Prestipino e con il procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli alle ore 11 in Procura a Roma.

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Il governo dà il via libera alla direttiva Ue sull’antiriciclaggio

Il cdm ha approvato un decreto che punta a stringere le maglie sull'uso della finanza per il riciclaggio.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo in attuazione della direttiva Ue relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Il testo mira, tra l’altro, a puntualizzare le categorie di soggetti tenuti all’osservanza degli obblighi antiriciclaggio, ricomprendendo, tra l’altro, le succursali “insediate” degli intermediari assicurativi (ossia le succursali insediate in Italia di agenti e broker aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo).

VERIFICHE RICHIESTE AGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Il decreto punta anche a individuare misure di adeguata verifica rafforzata che gli intermediari bancari o finanziari devono attuare in relazione alla clientela che opera con Paesi ad alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, tra cui specifici obblighi di segnalazione periodica per le transazioni effettuate con soggetti operanti in questi Paesi; introdurre una serie di strumenti che le autorità di vigilanza possono utilizzare per mitigare il rischio connesso ai Paesi terzi, quali, per esempio, il diniego all’autorizzazione all’attività per intermediari bancari o finanziari esteri o all’apertura di succursali in Paesi ad alto rischio per gli intermediari italiani.

MAGGIORI POTERI ALLA DNA

Il testo consente anche alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di disporre del Nucleo speciale di polizia valutaria; stabilire, coerentemente con il vigente divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia, il divieto di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi; apportare modifiche riguardo alle sanzioni, e alle relative procedure di irrogazione, per la violazione delle norme dei due decreti modificati.

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