Chiuse le indagini sul disastro ferroviario di Pioltello

La procura di Milano si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per Rete ferroviaria italiana e 11 persone. Il deragliamento del treno regionale Trenord 10452 provocò la morte di tre persone.

La procura di Milano ha chiuso le indagini sul disastro ferroviario di Pioltello. Sotto inchiesta, oltre a Rete ferroviaria italiana, ci sono 11 persone: due manager e sette tra dipendenti e tecnici di Rfi, e due ex dirigenti dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Il 25 gennaio 2018 il treno regionale Trenord 10452, proveniente da Cremona e diretto alla stazione Porta Garibaldi di Milano, uscì dai binari a Pioltello provocando la morte di tre persone e decine di feriti. La posizione di due manager Trenord e della stessa società è stata stralciata in vista dell’archiviazione.

CONTESTATO L’OMICIDIO COLPOSO PLURIMO

I dirigenti di Rfi indagati, secondo l’accusa, avrebbero «omesso di mettere a disposizione dei lavoratori di Trenord e di tutti i viaggiatori dei treni percorrenti» la linea interessata «attrezzature idonee ai fini della sicurezza», senza garantire così che «l’infrastruttura fosse mantenuta in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni». I reati contestati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, mentre Rfi è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Per tutti gli indagati si profila la richiesta di rinvio a giudizio.

LA CAUSA DEL DISASTRO SECONDO L’ACCUSA

Secondo la relazione finale dei consulenti tecnici nominati dai pm, il disastro è stato causato da uno spezzone di rotaia di 23 centimetri che si è fratturato per un «danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione». L’assenza di controlli con ultrasuoni non avrebbe consentito di monitorare «la progressione irreversibile del danneggiamento del giunto in cattive condizioni», anzi ci sarebbero stati dei ritardi nella sua sostituzione. Sempre per i periti dell’accusa, la causa del deragliamento fu «la sopraelevazione della ruota destra» del terzo vagone del convoglio, provocata da quei 23 centimetri di rotaia che dopo essersi staccati andarono a finire tra il binario e la ruota stessa. I ritardi nella programmazione delle attività di sostituzione, per i pm, hanno permesso «all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it