Savastano chiude ai campi di tennis a Torrione con il sindaco Napoli e il deputato Piero De Luca

Ha scelto i campi di tennis di Torrione per chiudere la sua battaglia elettorale per un posto di consigliere regionale, con la lista Campania Libera, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Salerno Nino Savastano. Savastano ha chiuso dove in pratica ha iniziato la sua battaglia, a Torrione ed ha riunito i suoi fedelissimi che hanno risposto presente. La presenza del sindaco Napoli lascia anche intuire l’appoggio che l’attuale amministrazione darà al proprio assessore che dopo tanti anni di politiche sociali intende portare alla Regione i problemi del terzo settore. “E’ una battaglia durissima ma ce la faremo – ha dichiarato Savastano – sia per la riconferma del Presidente De Luca, meritatissima dopo 5 anni di duro lavoro dove si è dovuto riparare ai guasti del suo prdecessore Caldoro, sia per la mia elezione e per questo vi chiedo un ultimo sforzo”. tra i presenti anche il deputato Piero De Luca, il presidente della carisal Mimmo Credentino, amministratori e soprattutto tanti amici che gli sono stati vicino in queste durissime settimane. “Una belal risposta da voi questa sera – ha continuato Savastano – frutto che si è lavorato bene e lo avete apprezzato. Abbiamo fatto l’impossibile per aiutare tutti, non è stato facile soprattutto nel periodo più caldo della pandemia ma ce l’abbiamo fatta. Anche grazie al Presidente De Luca che ha profuso ogni s forzo per gestire questa difficile situaizone di emergenza. Ora ci attendono altre sfide, non meno importanti, per un futuro migliore e di ripresa della nostra comunità. Abbiamo le idee chiare e siamo pronti a raccogliere l’ennesima sfida”.

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“La mia gente mi ha commosso Ora chiedo a loro un ultimo sforzo: riconfermare me e il presidente De Luca”

Ha chiuso la campagna elettorale, ieri sera, al Dolce Vita il consigliere regionale uscente Franco Picarone, ricandidato al consiglio regionale della Campania con il Pd. Picarone, nei giorni scorsi, ha incontrato gli elettori della zona orientale ma, come lui stesso ha confermato, la vera sorpresa è stata Mariconda: “la mia gente mi ha veramente commosso – ha dichiarato Picarone – Il senso ultimo dell’impegno politico sta in questi volti, in quelle mani e nell’affetto che le persone del mio quartiere ogni volta che mi dimostrano, nonostante fisicamente riesca a trovare in quelle strade e tra quei palazzi, pochissime volte”. Quella di ieri sera è stata, per il consigliere uscente, l’occasione per fare un bilancio di questa campagna elettorale, scandita dalle difficoltà del caldo e dall’emergenza Coronavirus: “E’ stata una campagna elettorale molto faticosa perchè la provincia di Salerno è lunga ma molto entusiasmante perchè abbiamo potuto raccogliere un grande favore nei confronti della Regione e del lavoro che è stato fatto: la Regione è stata avvertita, in questi 5 anni, presente un po’ in tutti i settori, una Regione amica, laboriosa sui problemi. Questo ci fa ben sperare sul risultato”, ha dichiarato Picarone che sottolinea come l’affetto dei cittadini di Mariconda sia il ricordo più bello di questa campagna elettorale perchè, pur essendo stato molto presente nelle istituzioni “sono stato più raramente presente sul quartiere rispetto al passato ma questo tributo ricevuto dal mio quartiere mi fa capire che la gente si avvicina, capisce il lavoro che si fa, che è stato fatto ma c’è anche un legame affettivo e di stima che mi è stato manifestato e mi ha emozionato”. Nonostante i forti attestati di stima si teme comunque una forte astensione dal voto a causa dell’emergenza Coronavirus ed è per questo che il consigliere dem, fortemente in cerca di una riconferma per portare avanti il lavoro svolto a Palazzo Santa Lucia in questi 5 anni di amministrazione deluchiana, lancia un appello al voto: “Dobbiamo votare, alla Campania serve grande forza, ci saranno grandi opportunità e tavoli nazionale in cui le Regioni giocheranno un ruolo forte, soprattutto sul recovery found – ha dichiarato – Noi dobbiamo far sì che la Regione Campania possa avere la parte che gli spetta ma per far sì che questo accada occorre che sia forte il consenso su De Luca e forte il consenso sul partito democratica, che ha una forte influenza in Europa e spero che questo voto al partito si connotti anche come un voto forte a Franco Picarone, uomo che gode della fiducia del nostro governatore all’interno del Pd”. Picarone rivendica la necessità di dare alla Regione Campania una continuità, per il lavoro svolto, per gli obiettivi portati al termine.

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“C’è necessità realizzare un vero e proprio “patto” fra istituzioni e cittadini per un futuro migliore”

Chiusura di campagna elettorale col botto per Simone Valiante, che ha deciso di concludere il suo lungo tour nella Provincia: a Vallo Della Lucania ed in piazza Antonio Valiante a Cuccaro Vetere, accompagnato da Alfonso Andria e Federico Conte. Tra i presenti anche Stanziola, vice presidente della Provincia. Un finale di campagna elettorale emozionante proprio per ricordare il padre Antonio che è stato una colonna della nostra politica. Un lungo viaggio che ha portato Valiante a toccare tutto il territorio della Provincia di Salerno e ad incontrare tantissime persone, in un’ottica continua di scambio di opinione ed esperienze nel segno di una rinnovata partecipazione democratica. “E’ stato un tour entusiasmante – ha detto Simone Valiante – ho incontrato tante persone e ricevuto tanti incitamenti. Ragionamenti legati a filo doppio al progetto Interconnessione Democratica, ideato con il deputato Federico Conte e basato su sei punti programmatici, nato con il fine di fornire un nuovo spazio di conforto e partecipazione a chi si è allontanato dalla politica e dalle istituzioni”. Federico Conte natuaralmente era in prima linea ieri sera per confermare l’appoggio a Simone Valiante e rafforzare il progetto che è stato lanciato nei giorni scorsi. «L’obiettivo – ha ribadito Valiante – deve necessariamente essere quello di realizzare un vero e proprio “patto” fra istituzioni e cittadini. La buona politica deve riappropriarsi del ruolo che le compete: dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e, soprattutto, aiutare chi è rimasto indietro».

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“I punti principali del mio programma elettorale, lo ribadisco, sono basati sull’agricoltura e l’agro alimentare ed è da qui che bisogna ripartire”

Ha scelto di chiudere la campagna elettorale, ieri sera, a aSan Cipriano Picentino Corrado Martinangelo, candidato al consiglio regionale della Campania con la lista Democratici e Progressisti, a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. “Ho scelto di essere qui stasera, nel luogo in cui sono nato, dove vivo e dove virò perchè San Cipriano è la mia terra, la mia comunità”, ha esordito Martinangelo, presidente nazionale di Agrocepi, nell’ultimo appuntamento con gli elettori prima del voto del 20 e 21 settembre nel rispetto di quel senso di appartenenza alla sua terra che lo ha sempre accompagnato in questi anni. Agli elettori, il candidato consigliere regionale ha ribadito le motivazioni che lo hanno spinto a scendere in campo e a sostenere il governatore uscente Vincenzo De Luca, sottolineando ancora una volta la necessità di puntare su progetti di svilupo, sfruttando le risorse messe a disposizione dall’Europa. Agricoltura e agro alimentare sono i punti cardini della sua campagna elettorale, “ambiti essenziali, strategici” per uno sviluppo della provincia di Salerno basato su due settori da sempre trascurati dalla politica, l’agricoltura e l’agro alimentare per l’appunto. Martinangelo ha ribadito inoltre che vorrebbe poter sottoporre all’attenzione della Regione Campania una legge che annulli la burocrazia e semplifichi le procedue per le imprese, soprattutto nell’utilizzo dei fondi europei. Da qui poi l’appello al voto, l’ultimo prima del silenzio elettorale scattato alla mezzanotte: “Votare Democratici e Progressisti perchè noi siamo la novità di questa campagna elettorale, pur rimandendo sempre fedeli alla nostra storia – ha dichiarato il presidente nazionale di Agrocepi – Noi siamo la sinistra che vuole cambiare le cose che non sono andate come dovevano in questi 5 anni e votare per me perchè sono sempre stato coerente alla mia storia politica che va avanti da 30 anni: sono sempre stato dalla stessa parte ma, soprattutto, sono sempre stato presente sui territori della nostra provincia”, per ascoltare le istanze dei cittadini e portarle nelle sedi opportune affinchè trovassero risposte.

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“Non saremo la stampella di nessun governo, nè a livello nazionale nè a livello regionale. Noi non siamo trasformisti”

“Un voto dato alla Lega significa votare la destra e quel voto resterà lì perchè noi non siamo trasformisti, non saremo la stampella di nessun governo, nè a livello regionale nè a livello nazionale che non sia di stampo Lega. Votare Tommasetti perchè le tante esperienze e lo spirito di militanza, l’impegno messo oggi deve essere messo a disposizione del mio territorio per promuovere i giovani e il merito e, allo stesso tempo, difendere le categorie più esposte dal punto di vista sociale ed economico”. E’ l’ultimo appello al voto lanciato, ieri sera, da Aurelio Tommasetti, candidato come capolista al consiglio regionale della Campania con la Lega. Tommasetti, ieri ha incontrato per l’ultima volta gli elettori e lo ha fatto con un tour itinerante che ha toccato prima San Marzano sul Sarno e poi Cava de’ Tirreni e San Valentino Torio per gli ultimi due incontri pubblici. La Lega è la prima vera novità di questa competizione elettorale: il simbolo del partito guidato da Matteo Salvini, infatti, per la prima volta nella storia compare sulle schede elettorali in Campania. Una bella responsabilità per Tommasetti che, da capolista, sente il dovere e l’esigenza di portare in alto il nome della Lega: “La mia è una grande responsabilità, ne sono consapevole, ma sono convinto che saremo la vera sorpresa sia in provincia di Salerno sia su tutto il territorio regionale. Ha pagato la scelta di aver fatto liste pulite, un progetto di qualità – ha dichiarato l’ex rettore dell’Università degli Studi di Salerno – Mi è stato chiesto di esser capolista e ne sono stato orgoglioso, sono convinto che abbiamo dato una grande forza e slancio al centro destra e daremo un grande contributo alla crescita della provincia, della regione una volta che saremo in consiglio regionale”. Per Tommasetti, l’ultimo incontro con i cittadini è stata l’occasione per ripercorrere le tappe di questa campagna elettorale, sicuramente atipica ma ricca di grandi soddisfazioni per tutti i candidati al consiglio regionale. “E’ stata una campagna elettorale complicata per il periodo, per le preoccupazioni di tipo sanitario e collegate alla riapertura delle scuole che non c’è stata, per le attività economiche ma, allo stesso tempo, esaltante perchè sono stato tra la gente, girando tutti i comuni della provincia di Salerno, portando avanti il simbolo di partito”. Il dirigente nazionale, responsabile del dipartimento Università per la Lega ha colto l’occasione anche per ribadire i punti principali del suo programma elettorale: garantire eguale trattamento per quanto riguarda la sanità pubblica a tutti i cittadini campani; rifiuti, per contribuire alla realizzazione di un piano serio per lo smaltimento dei rifiuti, con iniziative a livello nazionale e internazionale da imitare perchè, ha detto, “altrove i rifiuti sono una risorsa, per noi invece sono attrattore per quanto riguarda la criminalità”; sicurezza perchè “per noi la logica fondamentale è che dalle navi devono sbarcare i turisti, forza per la nostra regione e non i clandestini. Abbiamo bisogno di persone che paghino per stare nella nostra provincia e non che noi paghiamo per sostenerli e alimentare il business del malaffare – ha dichiarato Tommasetti – Secondo me queste potrebbero essere tre linee d’azione concreta su cui la Lega lavorerà fin da subito in consiglio regionale per dare risposte su temi della sanità, ambiente e sicurezza per dare chiare indicazioni su dove bisogna andare”.

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Scotillo: “Elezioni, il vero rischio Assenteismo e corruzione”

L’appello finale di Rolando Scotillo, candidato alle Regionali con la lista Caldoro Presidente è un vero atto di accusa. “Uno dei rischi maggiori di queste elezioni, che incrociano in diverse città anche il rinnovo di alcuni Consigli Comunali e le conseguenti elezioni a Sindaco, è l’assenteismo proveniente dagli ultra settantacinquenni ed i cittadini a rischio infezione. Infatti le procedure vogliono che fino al 31 agosto era possibile recarsi in comune per richiedere il voto domiciliare, ed in una campagna elettorale già fuori da ogni schema per i ritardi accumulatesi, questa limitazione produrrà assenteismo ed impedirà il diritto al voto per i cittadini a rischio e per gli anziani. Era giusto consentire, essendo in stato di emergenza, e favorire fino all’ultimo giorno la prassi domiciliare del voto, in mancanza stiamo limitando un diritto. A qualcuno, forse, va bene che queste persone non votino, ma non è giusto. Se a ciò aggiungiamo che a capo di Enti strumentali della regione vi sono politici già orientati che tra assunzioni a tempo determinato e artifici vari orientano ulteriormente il voto, che nelle stazioni appaltate di Comuni ed ASL – i cui vertici sono sempre di nomina politica – tra addetti di pulizia ed ausiliariato vi è la corsa “al posto di lavoro” nel mentre a dipendenti di Consorzi (Enti pubblici economici con a capo dirigenti sempre di nomina politica) vengono concessi trasferimenti negli Enti Pubblici con lauti aumenti di paga (vedi Consorzio di Bonifica Paestum) con buona pace della Magistratura di Salerno a cui arrivano segnalazioni copiose che vengono sistematicamente ignorate dimostrando che la corruzione e la corruttela e che le cattive prassi oramai sono polverizzate in un sistema ed una società in cui anche la Magistratura è nominata da “clan” di potere masso – mafioso come dimostra clamorosamente Palamara che, anche nel salernitano, ha fatto incetta di nomine orientate verso la sinistra e i cui massimi ed ultimi rappresentanti a Capo della Procura hanno pagato il loro dazio con candidature e conseguente elezioni nel P.D. (vedi Franco Roberti) . A Salerno basta essere inquadrato in una determinata area politica e la legge “si interpreta” mentre, inesorabilmente, “si applica” ai nemici. In questo si stema, pensato ad arte, è difficile parlare di democrazia ed è difficile parlare di voto libero. Il mio invito al voto, quindi, è rivolto a tutti coloro che sono stanchi di questo sistema e non credono più nella politica o semplicemente si sono distaccati da un mondo che non gli appartiene: il 20 ed il 21 settembre tutte le persone perbene debbono andare al voto per scegliere persone serie e che tutelino gli interessi di tutti sulla sanità, sulla scuola, sull’ambiente e sul lavoro. Se non andiamo a votare perdiamo un diritto e chi, invece, andrà a votare perché deve ringraziare qualcuno per un posto di lavoro precario o per il buono spesa o per qualunque altro motivo legato a questo sistema, sceglierà per noi. Se vogliamo CAMBIARE dobbiamo VOTARE il cambiamento.

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“Aiutateci a portare i temi dell’ambiente e della tutela degli animali in Regione”

Un appello a chi, in questo momento, è sfiduciato dalla politica affinchè, in Regione Campania si possano portare temi quali l’ambiente, l’ecologia e i diritti degli animali. E’ questo, in sintesi, l’appello lanciato da Michele Ragosta, leader della lista Davvero-Animalista che, dopo l’esperienza di questi 5 anni, mira ad una riconferma con la sua lista e portare a Palazzo Santa Lucia ben due consiglieri. Ragosta, sono le ultime ore di campagna elettorale. Siamo ad un passo dal voto, che campagna elettorale è stata la sua, per non essendo tra i candidati? “Io mi sento comunque protagonista perchè, per l’ennesima volta, sono promotore di una lista ecologista, Davvero, come accaduto 5 anni e oggi si ripresenta alle regionali. Cinque anni fa prendemmo un consigliere regionale, questa volta puntiamo ad eleggerne due. Sono in prima persona candidato perchè sono il promotore della lista Davvero in tutte e cinque le province della Regione Campania. La nostra è una lista circoscritta, tematica, interessata a specifici temi che riguardano l’ambiente, l’ecologia, il benessere e la tutela degli animali, abbiamo un programma ben preciso e speriamo che l’elettore ci dia fiducia e sostegno per portare all’interno del consiglio regionale queste problematiche che a noi stanno a cuore”. Si sente fiducioso rispetto al rapporto costruito, in questi mesi, con i cittadini e l’elettore? “Sì, sui nostri temi c’è molta disponibilità e quindi ci aspettiamo una buona percentuale di voti di lista, ovvero persone che scelgono di votare per i temi che noi rappresentiamo al di là dei candidati e quindi in questo sono fiducioso. Credo che saremo una vera sorpresa rispetto al risultato elettorale perchè, ripeto, il mio obiettivo è quello di portare due consiglieri regionali e avere una presenza nel governo della Regione Campania sui temi dell’ambiente, del mondo degli animali per portare le nostre battaglie nell’istituzione massima della Regione Campania”. Se potesse tornare indietro vorrebbe cambiare qualcosa di questa campagna elettorale? “Diciamo che tutto è nato in un contesto di Coronavirus, regole restrittive; è stata una campagna un po’ anomala e non sappiamo neanche la percentuale dei cittadini che domenica e lunedì si recheranno al voto. Siamo tutti un po’ curiosi di sapere come andrà a finire ma purtroppo credo ci sarà una scarsa partecipazione e i numeri che noi immaginiamo possono essere totalmente diversi. In questa situazione che riguarda la Campania e non solo, noi siamo fiduciosi perchè purtroppo questa epidemia ci ha fatto stare un anno in campagna elettorale ma il tempo di fare campagna elettorale è finito e bisogna dare risposte ai problemi che ci sono, a partire dal lavoro e l’ambiente”. Un ultimo appello agli elettori… “Il mio appello è rivolto soprattutto a chi è sfiduciato dalla politica, chiedo loro di recarsi a votare, scegliendo la lista Davvero animalista, lista tematica che sicuramente si farà promotrice di alcune proposte di legge regionale per dare risposte su questi temi. Noi siamo una regione che ancora non ha un’impiantistica adeguata sul ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti, dobbiamo impegnarci a chiudere gli allevamenti intensivi e creare dei rifugi per cani e non canili lager come esistono ora. Chiedo un voto per portare nelle istituzioni un impegno per fare un passo avanti rispetto a questi temi e mi appello a chi è sfiduciato dalla politica per aiutarci a portare avanti queste battaglie”.

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Antimafia, 5 impresentabili a sostegno di De Luca, 4 nelle liste di Caldoro

A poche ore dalle elezioni regionali, come un fulmine a ciel sereno, su alcuni candidati al consiglio regionale della Campania si abbatte l’ombra dell’antimafia. Di fatti, nella tarda serata di ieri la commissione presieduta dal presidente Nicola Morra ha diffuso i 13 nomi dei candidati ritenuti “impresentabili” su 15 segnalazioni pervenute dalla direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, a causa di processi giudiziari che pendono sulle loro spalle. Move sono gli “impresentabili” per la Regione Campania: 5 nelle liste di De Luca e 4 nelle liste di Caldoro. Nella liste a sostegno del presidente uscente, infatti, l’antimafia ha segnalato Sabino Basso candidato con Campania Libera, imputato per riciclaggio dal Tribunale di Avellino; Aureliano Iovine candidato con Liberaldemocratici e Moderati, imputato di plurimi reati tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso; Michele Langella di +Campania in Europa, imputato di riciclaggio; Francesco Plaitano di Lega per l’Italia – Partito repubblicano; Carlo Iannace di De Luca presidente, già consigliere regionale uscente, sotto la scure della Severino. Per quanto riguarda Caldoro, invece, ci sono Orsola De Stefano della Lega, imputata di concussione; Maria Grazia Di Scala di Forza Italia, imputata di concussione; Monica Paolino di Forza Italia imputata di scambio elettorale politico-mafioso e Francesco Silvestro di Forza Italia imputato di concussione. Un vero e proprio record negativo per la regione Campania che ancora una volta sembra rinunciare alla ormai famosa “lista pulita”, in nome di un consenso che potrebbero portare proprio gli impresentabili. La commissione di Palazzo San Mancuto ha decretato “impresentabili”, inoltre, tre candidati in Puglia e uno in Val d’Aosta. Intanto, proprio Francesco Plaitano si difende dalle accuse dell’antimafia. Il segretario provinciale del Pri a Salerno, tra gli “impresentabili” in Campania, come annunciato da Nicola Morra, presidente dell’organismo bicamerale, che ha esaminato le liste elettorali in vista del voto del prossimo fine settimana. “Io un impresentabile? E’ una persecuzione” – ha dichiarato – Ma vado avanti. Io sono sposato da 30 anni con il Pri, e sono già abituato a queste insinuazioni”. Poi ricorda come “mi hanno pure fatto un blitz nel 2008, mi hanno arrestato, proprio alla vigilia delle elezioni, per voto di scambio”. Plaitano spiega che tutto fu superato: “Sono stato pure assolto, perché il fatto non sussiste, e ora il mio caso è di fronte alla corte europea”, assicura ancora.

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“Votare è sicuro, non si corre nessun pericolo. Il rischio zero non esiste”

Durante una serata con amici e sostenitori che ha visto la presenza dell’Onorevole Piero De Luca, la candidata del Partito Democratico dottoressa Gina Sabia ha risposto alle domande di chi pensa che recarsi al seggio sia pericoloso in tempi di Corona Virus. “Il rischio zero non esiste, ma penso che, osservando le adeguate profilassi, il rischio di contrarre il virus è davvero minimo. Bisogna soltanto armarsi di pazienza”. Molti si chiedono se è rischioso impugnare la matita che serve a votare, matita che verrà toccata da tutti gli elettori del seggio. “Secondo le prescrizioni dettate dal ministero degli Interni e della Salute, da Lamorgese – Speranza, si dovrà utilizzare il gel prima e dopo l’uso della matita, come se l’elettore fosse un medico e la matita il suo bisturi, non credo che rispettando queste prescrizioni ci possano essere problemi, è ovvio che poi, per un eccesso di tranquillità, chi vuole andare al seggio con i guanti, naturalmente, potrà farlo. L’importante è andare a votare in una competizione elettorale che è a mio parere storica, abbiamo il referendum costituzionale, poi si vota in sei regioni e in una moltitudine di Comuni. Questi amministratori, tra i quali ci sarà sicuramente Vincenzo De Luca, dovranno gestire i fondi del Recovery Fund, un passaggio importantissimo, per questo motivo invito tutti ad armarsi di pazienza per le attese ed andare a votare senza paura di coronavirus, tra l’altro avere paura di una malattia non è consigliabile.” La dottoressa Sabia continua parlando del futuro della regione. “Il futuro sta arrivando, sono emozionata perché nelle prossime settimane inizierà una nuova fase per la nostra Regione, una fase dove finalmente usciremo dal pantano amministrativo, con la professionalità e il lavoro del Presidente De Luca e di Franco Picarone: Sburocratizzazione, un servizio sanitario di facile fruizione e di altissimo livello. Potremmo finalmente essere di nuovo orgogliosi di essere cittadini campani”

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“A questa città mi lega un sentimento profondo e un amore che va oltre il consenso”

“E’ uno dei discorsi più importanti della mia vita”. Ha esordito così Ernesto Sica, candidato al consiglio regionale della Campania nella lista di Italia Viva per Vincenzo De Luca Presidente, nel corso della serata di mercoledì quando ha incontrato i cittadini e gli elettori nei Giardini di Palazzo Sabbato, a Pontecagnano Faiano. Per Sica, quella di mercoledì, è stato un viaggio tra le emezioni, i ricordi, le tappe, gli impegni ma anche l’occasione per trarre un primo bilancio dei risultati raggiunti e gli obiettivi ancora da raggiungere, in una location davvero suggestiva e gremita, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio. “Parlare alla mia comunità è sempre un’emozione forte. Perché a questa Città mi lega un sentimento profondo e un amore immenso che va oltre il consenso. E questo legame è il mio più grande motivo di orgoglio. Oggi ho la forza e la voglia di riaffermarlo. Ho la forza di portare avanti un percorso che è iniziato qui, con la formazione delle sezioni dei partiti – ha dichiarato il candidato di Italia Viva – Un percorso che ci ha visto protagonisti, sempre impegnati ad esaltare il nostro senso di appartenenza. Da Sindaco più giovane d’Italia ho lavorato dal primo giorno per garantire stabilità, per affrontare e vincere la competizione territoriale, per sentirci comunità e orgogliosamente cittadini di Pontecagnano Faiano”. Sica ha ribadito di aver “sempre difeso questa terra anche a rischio di mettere in discussione la mia carriera politica. I risultati raggiunti, come il trasporto urbano gratuito, i servizi efficienti e innovativi, le scuole di eccellenza e la straordinaria trasformazione urbanistica, sono stati un vanto per me e per noi. Perché venticinque anni di esperienza significano conoscere la nostra Città, la nostra provincia, le vittorie conseguite e gli errori commessi. Significano comprendere appieno i processi amministrativi e le linee guida da mettere in campo soprattutto in questa fase di emergenza nazionale – ha aggiunto – Questo filo che ci lega non lo spezza nessuno. Nessun odio ci può fermare. Andiamo avanti con l’obiettivo di tenere vivo il rapporto tra eletti ed elettori, di ridurre le distanze tra rappresentanti e rappresentati. E con questo spirito ci avviamo verso una grandissima vittoria, la vittoria di tutti noi. Una vittoria delle competenze contro ogni improvvisazione che vuole rendere questa comunità e questa Città ancora più forti. Una vittoria per una Provincia bella e protagonista”.

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“Aiutatemi a portare alla Regione la forza di questa storia e la credibilità di questo impegno”

“Ai cittadini chiediamo di premiare la concretezza e la competenza”. A lanciare l’appello ai cittadini salernitani è Lello Ciccone, candidato al consiglio regionale della Campania con Forza Italia. Mancano ormai poche ore al silenzio elettorale e per i candidati è necessario lo sprint finale per assicurarsi il sostegno degli elettori ma soprattutto per spiegare, nel dettaglio, il loro programma elettorale che potrebbe portarli direttamente a Palazzo Santa Lucia. Avvocato Ciccone, siamo ormai agli ultimi giorni prima del voto del 20 e 21 settembre. Ci dica innanzitutto che campagna elettorale è stata. “Certamente bella, come sempre. Ma anche strana, non semplice. L’emergenza sanitaria, dalla quale purtroppo non siamo ancora usciti e che speriamo presto di superare, ha inevitabilmente condizionato questa campagna elettorale. Lo ha fatto da vari punti di vista. Ma c’è un elemento che, per come intendo io la politica, mi ha provocato una particolare sofferenza, e cioè l’impossibilità di concedermi quei “bagni di folla” che da sempre hanno rappresentato per me un’enorme riserva di energia ed entusiasmo. Nonostante questo, l’affetto e la stima dei miei concittadini, sebbene in forme e con modalità nuove, ha accompagnato questo percorso sin dal primo momento. La mia candidatura nasce anche da qui e vuole interpretare proprio quella politica capace di stare in mezzo alla gente, di ascoltarne i bisogni e di dare risposte concrete. È così che sono abituato a fare ed è così che continuerò a fare, anche da Consigliere regionale”. È sicuro di diventarlo dunque? “Sono sicuro del sostegno e della fiducia dei cittadini. E ne sono sicuro perché in questi mesi ne ho avuto prova e dimostrazione. Così come sono sicuro che questo sostegno ci consentirà di centrare l’obiettivo dell’elezione. Non è facile, ma noi ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo affrontato questi mesi di campagna elettorale parlando dei problemi concreti della gente. Lo abbiamo fatto con semplicità, concretezza e – mi permetta – con competenza. Ai cittadini chiediamo di premiare questo: la concretezza e la competenza. La sfida ora è passare dalle proposte ai fatti. Per farlo, abbiamo bisogno di tornare al governo della Regione, di portare in Consiglio regionale persone appassionate. Io sono sicuro che i cittadini campani sono stanchi di una politica arrogante e parolaia, che ha premiato i soliti notabili e ha pensato solo ad occupare i posti di potere. Sono sicuro che i cittadini campani hanno voglia di cambiare”. Lei crede che il centro destra a guida Caldoro sia in grado di interpretare questa voglia di cambiamento di cui parla? “Stefano Caldoro è una persona seria e competente che ha già dimostrato di governare con capacità. Attorno al suo nome, Forza Italia e il centro destra hanno costruito una proposta politica unitaria e di qualità, certamente in grado di guidare la Regione e di tirarla fuori da cinque anni di immobilismo. Perché ripeto, De Luca e i suoi hanno pensato solo ad occupare il potere e a fare proclami, sfruttando le paure e le difficoltà dei cittadini. Con le battute e gli show non si costruisce il futuro di questa terra, che merita certamente di più. Queste elezioni ci danno la possibilità di voltare pagina”. Un appello al voto finale: cosa si sente di dire agli elettori per convincerla a votarla? “Anzitutto che non devo convincere nessuno. Io credo invece che gli elettori siano perfettamente in grado di scegliere guardando alla storia che ciascuno di noi ha alle spalle e alla credibilità di quello che siamo e di quello che diciamo. È questo quello che chiedo ai miei concittadini: guardate alla mia storia di impegno, di generosità, di disponibilità. Guardate alla concretezza delle proposte che ho fatto. È questo il mio appello: aiutarmi a portare in Consiglio regionale la forza di questa storia e la credibilità di questo impegno”.

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“Liberiamo il futuro per ricostruire un patto tra società civile ed istituzioni”

«È il momento di liberare il futuro dei nostri territori e ricostruire un patto tra società civile ed istituzioni, una collaborazione che crei opportunità soprattutto per i giovani». Così Federico Conte e Simone Valiante lanciano il progetto “Liberiamo il Futuro”, un’interconnessione democratica tra popolari, riformisti e le tante libere energie della società civile, con una missione dichiaratamente meridionalista che si faccia valere anche a queste elezioni regionali della Campania con proposte qualificanti e concrete. Un progetto che guarda oltre con l’obiettivo di porre le basi per un nuovo protagonismo della Provincia di Salerno nel segno di una visione concreta volta allo sviluppo. «Il consiglio Regionale – sottolineano Conte e Valiante – dovrà esprimere valori e liberare le risorse umane di cui la nostra regione dispone, che, non a caso, si affermano con successo in altri territori, supportare le migliori energie sociali e promuoverne l’aggregazione e la cooperazione nei contesti iperlocali e internazionali. I nostri territori sono un giacimento di progetti, associazioni, attivismo civico e innovazione sociale». «L’obiettivo – aggiunge Valiante – è appassionare nuovamente le tante persone che si sono allontanate dalla politica e dare loro uno spazio politico reale che dia la possibilità alle voci libere di riprendere un dibattito». «Simone Valiante – conclude Conte – è l’erede di una grande tradizione culturale e politica della Provincia di Salerno ed è un uomo di grande esperienza amministrativa, capace di mettersi in gioco senza esitazione e con coraggio. Scegliere Simone significa scegliere un progetto di cambiamento che guarda al futuro». Sei le proposte fondative che verranno presentate nel corso degli incontri sul territorio: unione dei comuni per costruire aree urbane integrate; reti sanitarie territoriali e governance elettiva: rilancio delle Aree Interne con l’istituzione dell’Ente “Appennini Meridionali, con i parchi naturali come hub di ricerca e sviluppo”; grandi infrastutture per i territori e le imprese; Banda larga e rete di incubatori di economia digitale per la regione smart.

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“Proponiamo una legge che annulli la burocrazia e semplifichi la procedura per le imprese nell’utilizzo dei fondi europei”

Istituire l’assessorato all’agro alimentare, eliminare la precarietà a partire dai precari storici, approvare una legge che annulli la burocrazia e semplifichi la procedura per le imprese e l’utilizzo dei fondi europei. Sono queste alcune delle proposte avanzate da Corrado Martinangelo, presidente nazionale di Agrocepi e candidato al consiglio regionale della Campania con Democratici e Progressisti, a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. Presidente, candidato al consiglio regionale della Campania con Democratici e Progressisti perchè ha scelto di scendere in campo? “Intanto, i Democratici e Progressisti della Campania hanno voluto, come movimento politico e non solo come progetto elettorale, che io fossi capolista nella circoscrizione di Salerno. Quando questa proposta si è concretizzata, anche attraverso contatti con il leader nazionale di riferimento dell’area di Bersani allora ho sentito il dovere, anche per i miei valori di sinistra che mi accompagnano da 30 anni, di accettare questa sfida”. Quali sono le sue priorità? Da dove si dovrebbe ripartire? “Diciamo che l’assetto Covid ha fatto venire a galla tante diseguaglianze sociali, a fatto emergere che i tagli alla sanità e alla scuola sono stati errori commessi dalle forze politiche e quindi c’è bisogno di redistribuzione sociale, di maggiore risorse pubbliche. La Campania, nel periodo di emergenza, ha messo in campo azioni positive di sostegno ma adesso dobbiamo passare dal sostegno a progetti di sviluppo, anche sfruttando meglio tutte le nuove risorse che l’Europa metterà a disposizione. Credo che il lavoro sia uno dei temi essenziali da cui ripartire per dare crescita economica anche alle nostre famiglie e certezze per il futuro”. Lei rappresenta un territorio abbastanza vasto e importante. Quali sono le problematiche da attenzionare? “Per la provincia di Salerno noi pensiamo di sollecitare la coalizione del presidente De Luca su due versanti essenziali: politiche di eco sostenibilità ambientale e politiche di sviluppo dell’agricoltura e agro alimentare, facendo anche meglio degli scorsi 5 anni perchè questi due ambiti essenziali sono strategici per dare una grande immagine identitaria di sviluppo per la provincia di Salerno e della Campania”. Complice questa seconda ondata di contagi si teme un’astensione di massa… “Dobbiamo essere onesti, c’è sia questa paura ma anche un po’ di sfiducia in generale nel rapporto tra voto, politica e istituzioni. Io faccio un appello sincero a tutti i cittadini e le cittadine: il voto rappresenta un fattore importante di democrazia; con prudenza, responsabilità, indossando la mascherina, con tutte le precauzioni che ci saranno nei seggi elettorali auspico una buona affluenza perchè solo in questo modo si può sperare di dare una spinta al rinnovamento della Campania”. Ci sono già proposte che intende portare a Palazzo Santa Lucia? “Come Democratici e Progressisti abbiamo due punti programmatici fondamentali: uno dei primi atti è approvare una legge, un nuovo codice agro alimentare che annulli la burocrazia e semplifichi la procedura per le imprese e per l’utilizzo dei fondi europei; l’istituzione dell’assessorato all’agro alimentare così come proponiamo, tra gli altri punti, di eliminare la precarietà nel mondo del lavoro, a partire dai precari storici nel settore della forestazione e della montagna che devono trovare dignità per il futuro”. Perchè gli elettori dovrebbero votare lei? “Intanto agli elettori chiedo di votare per i Democratici e Progressisti. Siamo l’unica lista, delle 15 della coalizione di De Luca, che esprime un punto di vista di sinistra riformista e di governo e non di testimonianza ma per la sinistra che vuole cambiare le cose che non sono andate bene in questi 5 anni. Votare Corrado Martinangelo per la sua coerenza, in 30 anni di politica sempre dalla stessa parte e per l’impegno per tutti i territori della nostra provincia”.

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“Ripartire dai trasporti e le infrastrutture per lo sviluppo della provincia di Salerno”

Futuro dei trasporti in provincia di Salerno. È stato questo il tema del dibattito tenutosi ieri mattina a Salerno tra il consigliere uscente Tommaso Amabile con Andrea Cozzolino, Tino Iannuzzi, Gerardo Ceres, Margherita Siani, Stefano De Luca, Ezio Monetta e Giuseppe Vicinanza. Nel corso dell’intervento Tommaso Amabile ha sottolineato l’importanza di un confronto continuo con le parti sociali, a partire dai sindacati del settore trasporto, per rendere sempre piu’ efficiente il sistema Campania. Nel corso dell’incontro Amabile ha sottolineato come le infrastrutture siano il punto di partenza per lo sviluppo della provincia di Salerno, facendo il punto della situazione su strutture bloccate già dall’era Caldoro e che solo con l’amministrazione deluchiana hanno visto la luce. “C’era una serie di strutture bloccate che rischiano il fallimento e che noi abbiamo sbloccato portando ad un aumento anche in termini di assunzioni”, ha spiegato Amabile sottolineando che il dibattito è andato anche nella direzione di potenziare treni regionali e la rete portuale. Al centro dell’attenzione anche la Zes, zona economica speciale, la retroportualità, “partendo da questa eccellenza, dal porto di Salerno e perché funzionino bene le aree retroportuali è necessario puntare all’infrastruttura stradale”. Tra gli altri argomenti di discussione anche la terza corsia dell’autostrada di Mercato San Severino- Fratte, già da realizzarsi all’epoca di Andreotti ministro delle infrstrutture. “Soldi che sono stati scippati – ha attaccato Amabile – Oltre 200 milioni di euro per questa terza corsia, destinati a pagare invece delle multe”. Amabile ha poi rivendicato le battaglie fatte quando al governo della Regione Campania c’era il centro-destra, la terza corsia prevista fino ad Avellino, scale mobili che dovrebbero collegare l’università di Salerno e la stazione di Lancusi. “il sistema di scale mobili si potrebbe allargare anche all’interno del campus ma questo è un discorso che andrebbe fatto in un secondo momento – ha aggiunto il consigliere dem – Questo per evitare che gli studenti arrivino al campus con la loro vettura ma anche per alleggerire il carico del trasporto su gomma”. Insomma, una serie di problematiche attenzionate dal consigliere uscente del Pd, nel corso dell’incontro con i sindacati. “Abbiamo visto l’inerzia di chi c’era prima di noi che ha portato ad un depotenziamento, taglio delle risorse mentre il governo di De Luca ha messo in campo un impegno a 360 gradi anche per accompagnare il presidente in questa nuova avventura elettorale”, ha poi aggiunto Amabile.

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“La Procura di Salerno serve solo a preparare i candidati del Pd del futuro”

“In Campania le scuole sono state aperte perchè De Luca ha evitato di infilarsi in un altro problema”. Inizia con un attacco al presidente De Luca l’intervento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, intervenuto ieri mattina a Salerno per incontrare i candidati al consiglio regionale della Campania. Secondo il dirigente di Fi, il governatore campano “ha, dunque, guadagnato tempo perchè in Campania, come altrove, cattedre scoperte, procedure non chiare, speculazioni e imbrogli sui banchi”. “Il Pd, partito di De Luca e di Zingaretti, che governa il Paese con gli sciagurati Conte e Azzolina – rimarca Gasparri – ha lasciato le famiglie nello sconforto”. E, perciò, “ci affidiamo agli insegnanti che, con grande abnegazione, lavorano nella scuola, al personale tecnico della scuola che, mai come in questa occasione, sarà prezioso supporto per le famiglie e, ovviamente, alla saggezza dei genitori e dei ragazzi che sono chiamati anche ad una capacità di autogoverno perchè questo è un Paese che non ha un Governo, ma una banda di ignoranti, incapaci e delinquenti che governano il Paese per modo di dire, senza una legittimazione democratica”. Da qui, i suoi “auguri a chi, nella scuola, ci lavora, chi la deve frequentare; vituperio a chi la scuola, il Governo, l’ha ridotta così. E non poteva mancare un riferimento alle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il presidente di Palazzo Santa Lucia a pochi giorni dal voto: “Io penso che di De Luca si dovrebbe occupare la Procura di Salerno”, ha detto il senatore Maurizio Gasparri, a Salerno per sostenere la candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania. “La questione morale si pone: c’è una presidenza della Regione indegna, inefficiente. Come si fare a rieleggere uno così che è un incrocio tra Maduro e un cinepanettone perchè ha l’arroganza da dittatore sudamericano però è ridicolo come i personaggi dei cinepanettone e poi si fa l’imitazione dell’imitazione che fa l’imitazione per umanizzarsi. Sono solidale – ha aggiunto Gasparri (riferendosi all’inchiesta che coinvolge il governatore ndr.) con la polizia municipale di Salerno che viene esposta da questo presidente. Alcuni vengono presi e trasformati in dirigente perchè poi lui deve andare anche contromano e questo getta un discredito su gente che invece lavora nelle strade con grande fatica e sudore”. Da qui poi una serie di attacchi al governatore uscente e alla sua famiglia: “De Luca e la sua famiglia sono la sintesi del peggio che esista nel mondo. Non faccio appello alla procura di Salerno perchè la Procura di Salerno serve forse a preparare i candidati del PD del futuro come abbiamo visto”, ha concluso riferendosi all’ex procuratore Franco Roberti poi eletto eurodeputato con i Dem. E infine un pensiero lo ha rivolto al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dimesso dall’ospedale dopo aver contratto il Covid: “Facciamo un applauso al presidente Berlusconi che è uscito dall’ospedale – ha detto – Oggi, è uscito bellissimo, a colori, fantasmagorico. Anche quello è un messaggio. Ci siamo, alla faccia di chi ci vuole male”.

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Ciccone: “Siamo un’alternativa credibile al Governo regionale”

Il Candidato alle Elezioni Regionali, Lello Ciccone, rappresenta un punto di incontro tra passato e presente, dove esperienza e innovazione si sovrappongono per garantire la tutela del cittadino. Candidato alla lista che da sostegno al Presidente, Stefano Caldoro, è da molti anni in accordo con l’identità di Forza Italia nella posizione di centro destra. Spiega perché civiltà e felicità non sono incompatibili dove c’è responsabilità e sincero interesse. Quali sono i propositi da raggiungere? “Il nostro obbiettivo è quello di raccogliere il voto moderato: liberale e riformista. Siamo un’alternativa credibile al Governo regionale che in questi ultimi cinque anni ha bloccato le nostre possibilità in Campania. Richiudendola in pochi gruppi di potere che hanno occupato le istituzioni. Forza Italia vuole liberare la nostra regione da questo monopolio di controllo e di far ripartire l’economia di impresa oltre a curare gli interessi delle famiglie, ora come ora in difficoltà. Il progetto mira ad abbassare drasticamente le tasse, i contributi e i costi, perchè solo in questo modo si può dare un impulso al mercato del lavoro. Con questi finanziamenti a pioggia di mille, di seicento euro (per i più fortunati) sicuramente la regione Campania non potrà dare una risposta seria al Governo e quindi non può dare il suo contributo e partecipare ad una conversazione nazionale. Veniamo estromessi.” Quali sono i bisogni dei cittadini dopo le mortificazioni della pandemia? “Il coronavirus ha portato ha aperto le porte di un armadio pieno di fantasmi e i cittadini devono ritrovare la fiducia altrimenti si avrà un collasso sociale che non potremmo contrastare facilmente. Il coro protesta per la disoccupazione: il lavoro non è il reddito di cittadinanza, non è interventi a pioggia ma ha a che vedere con la formazione delle nuove generazioni e soprattutto con la libertà. Negli ultimi tempi i giornali seguono le inchieste sullo sperpero di denaro pubblico, oggi noi della regione Campania possiamo riparare a questo guasto senza promuovere sensazionalismo e gestendo meglio i nostri fondi. Chi mi conosce sa che non sono abituato a fare promesse che non posso mantenere. La mia immagine vorrei che venisse ricordata per la concretezza degli obbiettivi che porto a termine. Gli elettori vanno tutelati e quello che posso assicurare è la capacità di mantenere gli impegni presi. In passato quando ho discusso sulle inefficienze celate ho portato avanti con interesse e affetto la parola data, sempre.” Un nuovo messaggio. “Ai cittadini come me che conoscono bene la regione Campania chiedo di votarmi perché possa ascoltare le loro necessità. Negli anni il duro lavoro ha portato i suoi frutti. Quello che metto in campo è la mia esperienza, perché la nostra terra è tenuta insieme dagli eventi storici che hanno un significato ancora oggi e che devono essere reinterpretati negli interessi del cittadino. Quindi il mio compito sarà anche quello di dare una forma nuova a quello che è successo nel tempo e che ci ha portato qui. Nel fare ciò metto a disposizione la mia sensibilità che in un momento come questo mi lega ancora di più alle storie dei miei elettori. Lo slogan “Domani sorride” è iconico e se durante l’emergenza Covid-19 i cittadini hanno sofferto in solitudine, sorridere lo si fa sempre insieme.”

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L’ex ministro Conte scende in campo per sostenere Simone Valiante

Anche l’ex ministro Carmelo Conte scende in campo, in occasione delle prossime elezioni regionali in programma il 20 e 21 settembre,a sostegno del candidato al consiglio regionale della Campania per il Pd Simone Valiante. Sostegno che abbraccia anche il figlio Federico, parlamentare di Liberi e Uguali. Una lunga lettera, quella scritta dall’ex ministro, indirizzata alla politica. “Cara politica,il prossimo 20 e 21 settembre i cittadini sono ad esprimere due voti: quello referendario per il quale il no tutela i diritti dei territori ad avere una adeguata rappresentanza parlamentare mentre il si tende a rafforzare il centralismo che garantisce i più forti ed emargina il Mezzogiorno; e quello regionale per il quale non è in discussione la conferma del presidente De Luca ma la tua mancanza”. Parole forti quelle scritte da Carmelo Conte che evidenzia l’assenza di una politica in grado di ascoltare le istanze dei cittadini e dare risposte concrete e immediate. “Da tempo non animi le scelte, non indichi scenari, sei diventato un ramo secco dei partiti e delle istituzioni, sei un’idea qualunque – ha scritto ancora Conte – Credo tu debba tornare a manifestarti, a dare una motivazione e un senso alla croce sui simboli, spingere i partiti ad andare oltre i loro angusti confini”. L’ex parlamentare rilancia dunque l’idea di suo figlio Federico circa la interazione democratica tra diversi, “un metodo che va in questa direzione, certamente a beneficio di Simone Valiante nell’immediato ma sarebbe un segnale di apertura e potrebbe segnare l’avvio di una nuova svolta per Salerno, per liberare il futuro”. Una Salerno, secondo Carmelo Conte, che renderebbe impossibile il possibile, “in un confronto storico tra cattolici e riformisti durato oltre un decennio che, ora, potrebbe rivestirsi ancora una volta di te, cara Politica e dare, nel segno dei tempi correnti, voce alle nuove generazioni per contenere qualunquismo e populismo – ha detto ancora il già parlamentare – Cara politica ti scrivo perché è un processo che non riguarda le persone, e tanto meno me, ma te che sei, insieme, arte e cultura,

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Inizia l’ultima settimana di campagna elettorale in vista delle Regionali e si infiamma il confronto tra le forze politiche e i candidati. “Abbiamo un governatore che continua a negare l’esistenza della Terra dei fuochi e un ex presidente che vuole costruire un inceneritore in ogni provincia della Campania”, attacca il candidato di M5S alla presidenza della Regione, Valeria Ciarambino. “Tutto questo – aggiunge, parlando a Pomigliano d’Arco – mentre, negli ultimi dieci anni, la gente ha continuato ad ammalarsi e a morire sotto i loro occhi.” Ciarambino promette: “Impegnero’ i primi 100 giorni del mio governo per lavorare esclusivamente sulla strategia per risolvere questo vero disastro”. Per l’uscente e ricandidato Vincenzo De Luca tappa oggi nel Sannio. “Nel 2015 abbiamo ereditato un Psr, il programma di sviluppo rurale, partito con due anni di ritardo (eravamo ultimi in Italia anche nell’agricoltura) e con misure che non venivano incontro alle reali esigenze delle imprese agricole. Ora dobbiamo bruciare le tappe. Nel mese di settembre convochiamo la prima riunione operativa. Dobbiamo fare in modo che il nuovo Psr parta entro il prossimo anno. Poche misure, semplici, efficaci ed immediate per sostenere la ripartenza economica e la crescita dell’occupazione nel settore dell’agricoltura in Campania”, ha detto. Dopo l’intensa giornata campana, Matteo Salvini incontra i cittadini di Ariano Irpino: “Lascia il centro di Napoli, caro De Luca: alza le chiappe e vieni a vedere la gente di Irpinia che lavora per davvero e ama il proprio territorio”. “L’emergenza sanitaria – secondo il leader della Lega- e’ stato un cavallo di battaglia da cabaret di De Luca. Ordinava le zone rosse (tra queste anche Ariano Irpino, ndr) ma senza inviare un solo medico o infermiere negli ospedali”. Salvini ha poi denunciato lo “scandalo” dei Covid Center definendo “ospedali fantasma” quelli di Caserta, Salerno e Napoli. “De Luca fa il ‘confronto’ con il suo alleato De Mita. I campani meritano un confronto vero. Rinnovo la mia disponibilita’. Dove vuole, anche a casa sua” scrive il candidato alla presidenza del centrodestra Stefano Caldoro su Twitter. Il candidato del centrodestra in Campania poi aggiunge “De Luca e’ nella mani della politica piu’ vecchia. Nell’incontro in Irpinia consegneranno un libro delle buone intenzioni, nella parte pubblica dell’incontro, dopo aver concordato, in qualche stanza segreta e con il modello Marano, nomine ed incarichi”. “Non vogliamo medaglie ma agli avversari dico di non rompere le scatole”, replica infine De Luca ai leader del centrodestra che nel loro tour elettorale di ieri in Campania non gli hanno lesinato critiche. “I fatti oggettivi ci dicono che cinque anni fa la Regione Campania era commissariata, cinque anni fa eravamo l’ultima regione per i livelli essenziali di assistenza, cinque anni fa quando andavamo a Roma ci ridevano in faccia. In due anni siamo usciti dal commissariamento, tutto il resto sono chiacchiere al vento”

Inizia l’ultima settimana di campagna elettorale in vista delle Regionali e si infiamma il confronto tra le forze politiche e i candidati. “Abbiamo un governatore che continua a negare l’esistenza della Terra dei fuochi e un ex presidente che vuole costruire un inceneritore in ogni provincia della Campania”, attacca il candidato di M5S alla presidenza della Regione, Valeria Ciarambino. “Tutto questo – aggiunge, parlando a Pomigliano d’Arco – mentre, negli ultimi dieci anni, la gente ha continuato ad ammalarsi e a morire sotto i loro occhi.” Ciarambino promette: “Impegnero’ i primi 100 giorni del mio governo per lavorare esclusivamente sulla strategia per risolvere questo vero disastro”. Per l’uscente e ricandidato Vincenzo De Luca tappa oggi nel Sannio. “Nel 2015 abbiamo ereditato un Psr, il programma di sviluppo rurale, partito con due anni di ritardo (eravamo ultimi in Italia anche nell’agricoltura) e con misure che non venivano incontro alle reali esigenze delle imprese agricole. Ora dobbiamo bruciare le tappe. Nel mese di settembre convochiamo la prima riunione operativa. Dobbiamo fare in modo che il nuovo Psr parta entro il prossimo anno. Poche misure, semplici, efficaci ed immediate per sostenere la ripartenza economica e la crescita dell’occupazione nel settore dell’agricoltura in Campania”, ha detto. Dopo l’intensa giornata campana, Matteo Salvini incontra i cittadini di Ariano Irpino: “Lascia il centro di Napoli, caro De Luca: alza le chiappe e vieni a vedere la gente di Irpinia che lavora per davvero e ama il proprio territorio”. “L’emergenza sanitaria – secondo il leader della Lega- e’ stato un cavallo di battaglia da cabaret di De Luca. Ordinava le zone rosse (tra queste anche Ariano Irpino, ndr) ma senza inviare un solo medico o infermiere negli ospedali”. Salvini ha poi denunciato lo “scandalo” dei Covid Center definendo “ospedali fantasma” quelli di Caserta, Salerno e Napoli. “De Luca fa il ‘confronto’ con il suo alleato De Mita. I campani meritano un confronto vero. Rinnovo la mia disponibilita’. Dove vuole, anche a casa sua” scrive il candidato alla presidenza del centrodestra Stefano Caldoro su Twitter. Il candidato del centrodestra in Campania poi aggiunge “De Luca e’ nella mani della politica piu’ vecchia. Nell’incontro in Irpinia consegneranno un libro delle buone intenzioni, nella parte pubblica dell’incontro, dopo aver concordato, in qualche stanza segreta e con il modello Marano, nomine ed incarichi”. “Non vogliamo medaglie ma agli avversari dico di non rompere le scatole”, replica infine De Luca ai leader del centrodestra che nel loro tour elettorale di ieri in Campania non gli hanno lesinato critiche. “I fatti oggettivi ci dicono che cinque anni fa la Regione Campania era commissariata, cinque anni fa eravamo l’ultima regione per i livelli essenziali di assistenza, cinque anni fa quando andavamo a Roma ci ridevano in faccia. In due anni siamo usciti dal commissariamento, tutto il resto sono chiacchiere al vento”

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“Con la vittoria di De Luca si potrà portare a termine il progetto del fiume Sarno”

“I giovani dovrebbero partecipare più attivamente alla vita politica, per fare il bene della comunità”. A lanciare l’appello è Vincenzo Petrosino, candidato al consiglio regionale della Campania con il Pd. Petrosino rappresenta l’agro nocerino sarnese ed è proprio dal suo territorio che ha dato il via al tour elettorale, ascoltando le istanze dei cittadini e raccogliendo le loro preoccupazioni. Petrosino, lei è candidato ufficialmente al consiglio regionale della Campania con il Pd. Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale… “E’ stata ed è un’esperienza davvero bellissima, sto incontrando un po’ di gente, seppur in un contesto particolare ma sto vedendo che c’è tanto entusiasmo, soprattutto nei confronti del presidente De Luca. Sono gli ultimi giorni e non posso dire che siano stati impegnativi perchè è stato così per tutta la campagna elettorale; dopo aver fatto un buon lavoro in provincia, penso, mi sto concentrando un po’ nella zona di mia competenza, l’agro principalmente. Secondo me c’è una forte esigenza – da parte di tutti i cittadini – di puntare molto l’attenzione sull’ambiente, un tema molto sentito e per quello che si può fare, se avessi la possibilità di rappresentare il territorio in consiglio regionale, posso assicurare che troveranno in me un punto di riferimento nel portare avanti una serie di problematiche. A noi ci attanaglia il fiume Sarno, principalmente”. L’Agro nocerino è un territorio molto vasto, da dove bisognerebbe ripartire? “Bisogna ripartire sicuramente dai fondi regionale – per quanto ci sia già stato un forte impegno da parte della Regione Campania – e bisogna essere costanti, per chi di competenza, per portare avanti questo progetto di risanamento e sono sicuro che con la riconferma del presidente si otterrà anche questo risultato. Altro tema affrontato è la mobilità nell’agro, altro elemento fondamentale: molti paesi dell’agro, infatti, hanno molta difficoltà a raggiungere città come Napoli e Salerno e questo è un altro tema su cui sto lavorando, per fare un ragionamento comprensoriale. I sindaci dovrebbero capire che non si ragiona in base all’io ma al noi. Per questo, si rende necessario coinvolgere tutti i sindaci dell’Agro per portare all’attenzione della Regione un progetto di mobilità che possa andare incontro alle esigenze di tanti cittadini dell’agro nocerino sarnese”. Lei, in questi giorni, sta incontrando molti cittadini salernitani. Cosa chiedono a lei? “Innanzitutto, ho cercato di portare tranquillità, di spiegare che con il Covid – almeno in questa fase – bisogna conviverci ed è necessario il rispetto di tutte le norme, indossare i dispositivi di protezione individuale e vale a dire indossare la mascherina, lavare le mani. C’è un po’ di paura, molti imprenditori temono una nuova chiusura post elezioni. Io sono sicuro che se ci abituiamo a convivere con il virus e a rispettare le norme si può andare avanti con tranquillità. Altro problema che attanaglia soprattutto i genitori è l’inizio della scuola: oggi c’è ancora troppo caos e confusione soprattutto per quanto riguarda le scuole medie”. Post voto da dove si ricomincia? “Si ricomincia sempre da dove sono partito. Indipendentemente dal risultato, è stata una bella avventura, un nuovo tassello da aggiungere alla mia esperienza politica ma non è una candidatura nata così, continuerò a stare sul territorio, a raccogliere le istanze dei cittadini, ad essere presente perchè la politica è la mia passione da sempre. Vorrei lanciare un appello ai giovani affinchè prendano parte attivamente alla vita politica. Spesso, i messaggi che arrivano è quello di fare con la politica i propri interessi ma non è così, bisognerebbe fare gli interessi degli altri, per la collettività e spingo i giovani ad essere più partecipi perchè rappresentano il futuro di questa società”.

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Scotillo boccia il piano regionale sui rifiuti

La salute dei cittadini passa per la qualità dell’ambiente, Rolando Scotillo boccia il piano regionale ed avanza proposte concrete denunciando come il Piano dei rifiuti influisca non solo sulla vita dei cittadini ma anche sulle loro tasche. Il candidato stigmatizza l’arrivo ad Eboli per la posa della prima pietra del depuratore sia un’appropriazione ‘indebita’ del Governatore: «per una corretta informazione, l’intervento di realizzazione dell’impianto di depurazione nel comune di Eboli in località Coda di Volpe è stato finanziato con fondi comunitari del Fondo Risorse e Sviluppo del. CIPE n. 79/2012 come da Delibera della Giunta Regionale della Campania n. 94 del 09/03/2015.La delibera è stata approvata dalla giunta Caldoro». Rolando Scotillo trae la sua convinzione dall’esperienza in corsia: un ambiente sano per la salute dei cittadini. Stop impianti a Battipaglia e ammodernamento del sito di compostaggio di Eboli, per Scotillo annuncio beffa del Governatore: «Per anni la Piana del Sele è stata la pattumiera della Regione Campania con un carico di impianti per il trattamento dei rifiuti ed un carico di traffico veicolare inaudito. Il modus operandi elettorale di De Luca è sempre lo stesso. Alla vigilia del referendum di Renzi, nel 2016, arrivò ad Eboli per annunciare la rimozione delle ecoballe – sostiene Scotillo – poi per quattro anni indifferenza assoluta. Oggi, dopo gli incendi agli impianti di Battipaglia senza che nulla dicesse o facesse in merito, alla vigilia delle elezioni torna per annunciare i lavori al depuratore di Eboli che dovrà fare l’ASIS con il presidente candidato nelle sue liste. Il quotidiano contatto con i paziente e le patologie ha spinto il candidato di Caldoro ad approfondire quella che è la problematica del ciclo rifiuti». Senza se e senza ma Scotillo boccia il piano regionale: «un piano fallimentare sotto il punto di vista organizzativo ma soprattutto fallimentare per l’ambiente e le tasche dei cittadini. L’attuale piano di raccolta differenziata, con l’eccessiva frammentazione della selezione per gli utenti, ingenera confusione e va a discapito dei cittadini più fragili (anziani e diversamente abili). Inoltre i cittadini hanno un aggravio di costi per la gestione casalinga delle differenziazione, basti pensare all’acquisto dei kit necessari a portare avanti la raccolta differenziata in casa. Fatto grave se si pensa che la percentuale della raccolta non ha mai raggiunto le soglie richieste dall’Unione Europea e la maggior parte dei rifiuti finisce nei termovalorizzatori». Nessuna critica sterile, Scotillo ha la proposta pronta e realizzabile: «la proposta si riduce in due parole: SEMPLIFICAZIONE e SGRAVIO per i cittadini. Semplificazione, cioè ridurre le tipologie di rifiuti in umido, secco e speciale (pannolini, pannoloni, ecc.). Rifiuti che dovranno essere poi selezionati su nastro in impianti che sono già presenti sul territorio e per i quali basterebbe una semplice riconversione. Tutto ciò porterebbe ad un’impennata della percentuale differenziata fino al 90% e avrebbe, cosa di non poco conto, un impatto ambientale e sociale enorme se si pensa alla semplificazione per gli utenti e la creazione di nuovi posti di lavoro».

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Tajani contro De Luca: “Modello sanità è un fallimento, serve un commissario”

“Non mi sembra che mettiamo paura al mondo intero. Siamo persone perbene. Noi siamo protagonisti del partito popolare europeo. Noi siamo europeisti. Grazie a noi e al partito popolare europeo e a Forza Italia ci sono i fondi disponibili. Se fosse stata per la sinistra, che e’ minoritaria in Europa, non ci sarebbero questi fondi”. Lo ha dichiarato il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani intervenuto ieri mattina a Salerno, a sostegno dei candidati al consiglio regionale di Forza Italia. Tajani, di fatti, ha risposto alle affermazioni del segretario Pd Nicola Zingaretti che chiede di “fermare l’avanzata delle destre”, anche in prospettiva dei futuri fondi che potranno arrivare nel Paese. Proprio su questi, rimarca invece il vice presidente degli azzurri “bisogna dire grazie a Forza Italia e al partito popolare europeo. Noi vogliamo che questi fondi si usino ma purtroppo il governo non li sa usare; vedremo che progetti presentera’. Vedremo quale sarà la capacità di ottenerli perchè non sono quelli del Recovery Fund, soldi che sono a disposizione comunque, ma bisogna presentare progetti e fare delle riforme”. Tajani ha poi puntato l’attenzione sul referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari, sottolineando che i forzisti sono sempre stati favorevoli al taglio dei parlamentari ma che questa proposta rischia di penalizzare molte parti d’Italia: “In merito al referendum noi siamo sempre stati favorevoli al taglio dei parlamentari. Avevamo presentato una proposta che la sinistra ha bocciato che riduceva i parlamentari in un quadro complessivo di riforme. Questa riforma rischia di penalizzare invece molte parti d’Italia e togliere rappresentatività a molti territori”, ha infatti dichiarato il vice presidente nel corso dell’incontro tenutosi ieri mattina al Polo Nautico. “Non ci piace così come è stata fatta e visto che non sono i partiti che devono decidere ma sono cittadini, noi lasciamo libertà di voto ai nostri sostenitori, ai nostri simpatizzanti, ai nostri elettori perchè decidano loro se questa brutta riforma deve essere approvata oppure respinta”, ha poi aggiunto. E a proposito delle regionali, l’azzurro non ha dubbi: l’obiettivo è vincere. “L’obiettivo è quello di arrivare sette a zero. Noi vogliamo vincere. La Campania sembrava un feudo della sinistra però vediamo che la sinistra non è unita. C’è un calo progressivo di consensi nei confronti del presidente. Il modello anche sulla sanità è fallito, per questo noi continuiamo a chiedere il commissariamento nell’interesse della gente della Campania perchè purtroppo i contagi da coronavirus sono altissimi. Evidentemente il sistema sanità non ha funzionato, non solo per il Covid, è stata una pessima gestione. La Campania non ha bisogno di un protagonista televisivo, non ha bisogno di uno sceriffo ma ha bisogno di un amministratore serio, capace, affidabile che non faccia polemiche ma che risolva i problemi dei cittadini – ha aggiunto – Un conto è dire in televisione risolvo i problemi dei cittadini, un conto è risolverli. Mi pare che i dati del Covid confermino che in Campania i problemi non sono stati risolti”. Nel pomeriggio di ieri, Salvini, Meloni e Tajani sono stati a Vietri sul Mare per chiudere insieme la campagna elettorale di Stefano Caldoro.

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“Allarme alla foce del fiume Sele potrebbe esondare e creare danni”

Allarme alla foce del fiume Sele. Uno dei corsi d’acqua fra i più importanti della Campania potrebbe esondare e creare danni anche irreparabili, molto più dell’ultima volta. Pietrame, e non solo, ostruisce il naturale sbocco a mare con il rischio che alle prime piogge torrenziali, il Sele potrebbe invadere i campi circostanti e creare ingenti danni. Un pericolo che sarà analizzato questa mattina nel corso di un incontro questa mattina alle 10,30, al MolonauticoSele di Capaccio, con Vincenzo Pellegrino, ingegnere civile ambientale e consulente d’ufficio del Tribunale di Salerno, che illustrerà nel dettaglio quelli che sono pericoli incombenti. Una catastrofe che potrebbe essere evitata con largo anticipo se si arriverà a intervenire in tempi rapidi. “Il Sele verte in uno stato davvero pietoso, contando con un grande stato d’inquinamento. – avverte Pellegrino – Ma quello che preoccupa maggiormente, in questo momento, questa sorta di muro di pietrame che ostruisce il naturale deflusso delle acque”. Una corsa ostruita in parte naturalmente, con l’incontro che registrerà la presenza delle autorità territoriali per cercare di avviare una campagna di sensibilizzazione prima che l’irreparabile si verifichi. “Le condizioni sono disastrose, con il pietrame che ostruisce pericolosamente lo sbocco a mare, per quello che è un reale pericolo per l’ambiente circostante. – afferma – Discuteremo con le varie autorità di rappresentanza del territorio, di tutte le problematiche inerenti al fiume Sele, nella speranza che chi di dovere si attivi per intervenire in modo risolutivo. Con le piogge che arriveranno il fiume potrebbe ingrossarsi pericolosamente con lo sfogo che sarà quello di invadere i campi circostanti. Con i danni che sono facilmente immaginabili”. Candidato nella lista Fare Democratico e Popolari con De Luca presidente, Pellegrino ha già chiaro alcune proposte da portare in Consiglio Regionale. Ovviamente in materia ambientale, con proposte che, se accettate, potrebbero essere anche determinanti. Fra queste, una che riguarda in particolare proprio il fiume Sele. A questo vorrei aggiungere la promozione di opere di sistemazione del fiume Sele in un’ottica di tutela e valorizzazione di questa importante risorsa. – riprende Pellegrino – Ma anche all’attuazione di fonti energetiche e rinnovabili. Come le biomasse, ad esempio, mediante il riciclo di sostanze organiche. E non dimenticherei nemmeno l’agricoltura, uno dei punti di forza della nostra Regione”. Nel frattempo, nell’attesa della tornata elettorale del 20 e 21 settembre, si occupa attivamente dell’emergenza ambientale. E il Sele preoccupa seriamente.

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“Sono fiducioso, tanto consenso intorno alla mia candidatura”

Una chiamata alle Arti per ridare dignità e lustro al mondo della musica, dello spettacolo, della scuola. Fulvio Maffia, direttore del Conservatorio Martucci di Salerno e candidato al consiglio regionale della Campania con il Psi ha le idee ben chiare: ripartire dalla musica, dall’arte ma soprattutto dalla scuola per dare risposte concrete soprattutto ai giovani. Direttore, sono gli ultimi giorni di campagna elettorale. Che aria si respira? “Si fanno riunioni a gruppi, con persone distanziate, nel rispetto delle norme anti contagio. E’ una campagna elettorale veloce, bisogna correre senza respiro perchè il tempo è stato anche poco e la difficoltà, oltre alla mancanza di tempo disponibile, sta nel fatto che la vera campagna elettorale è partita dal 1 settembre, fino alla fine di agosto le persone erano in vacanza ed è stato necessario rincorrere anche l’elettorato. E’ una campagna elettorale anonima, anche a causa del caldo”. Complice l’estate e questa seconda ondata di contagi tutto ha subito un rallentamento. Crede che questo possa penalizzare i candidati? “Molto penalizzata perchè ci vuole tanta salute. Temo, soprattutto nei Comuni dove non ci sono le amministrative, l’assenteismo perchè con le misure anti covid anche durante le votazioni, tutto avverrà a rilento; si deve lottare per far sì che le persone vadano a votare”. Lei ha già annunciato che la sua è una “chiamata alle arti”, da direttore del conservatorio in questi giorni ha incontrato studenti del Martucci. Si riparte dall’arte, dalla musica ma quanto è difficile ridare una speranza ai giovani artisti? “In periodo di crisi la cultura artistica e il settore artistico, in generale, ne risente ancora di più. Basti pensare che ancora oggi fare attività teatrale, spettacoli o concerti al chiuso è difficile e siamo ancora molto penalizzati da questa emergenza Covid e cerchiamo, con tutta la spinta e le energie, di riprendere a pieno regime le attività artistiche che hanno subito un freno enorme. C’è una grande anche, come si può immaginare, suonare davanti ad un pubblico perchè impaurito e si riesce a seguire lo spettacolo a fatica”. I suoi studenti cosa le hanno chiesto? Quale aiuto vorrebbero dalla Regione Campania? “Quello che viene rivendicato è di riempire sempre di più la città e dare una mano alle tante associazioni che purtroppo, un po’ per la crisi economica un po’ per il Covid, sono in uno stato di sofferenza enorme; vorrebbero una boccata d’ossigeno, un’attenzione particolare – da parte della Regione Campania – alle associazioni presenti sul territorio. Forse, è questo che mi viene maggiormente chiesto ma soprattutto mi viene richiesta maggiore attenzione sul mondo della scuola che sta vivendo un momento drammatico. Mi vedono come un dirigente che si occupa della scuola, non solo perchè la filiera musicale ha bisogno di un’attenzione maggiore ma c’è tanta confusione anche dal punto di vista normativa: la Regione Campania si deve confrontare maggiormente con la direzione generale della scuola perchè c’è uno stato di confusione normativo, tanti precari che ultimamente non si sa se avanzano o meno. E’ tutto un gran casino”. Recentemente, la Regione Campania ha disposto lo slittamento della riapertura dell’anno scolastico. Crede sia stata una scelta giusta? “Assolutamente sì perchè riaprire il 14 e chiudere per le elezioni avrebbe avuto poco senso. E’ giustissimo posticipare a dopo le elezioni”. Da direttore del conservatorio, da dove riparte post voto? “Io ho tanti impegni ma sono convinto che ci sarà qualche sorpresa perchè sto ricevendo ampi consensi dal mondo della cultura, non solo dal conservatorio, e dai dirigenti scolastici. Qualsiasi sia il risultato – e sono convinto che sarà positivo – il mio impegno sarà quello di guidare il conservatorio e di interessarmi a questo settore e alla formazione, in questo periodo in grande sofferenza. In Regione Campania, soprattutto per questo settore, ci vogliono più tecnici”.

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Sabia: “Riconfermiamo con convinzione la squadra”

In mattinata la dottoressa Gina Sabia si era recata a Serre, dove ha partecipato all’inaugurazione dell’Ambulatorio Veterinario Pubblico ASL Salerno. “Una bellissima realtà che nasce in un territorio straordinario grazie alla ferma volontà del Polo Integrato della Regione Campania”. Più tardi, verso ora di pranzo, Gina Sabia ha accolto attivisti e cittadini a Vietri sul mare, All’Unione Sportivi Vietresi”. L’incontro, organizzato dal PD di Vietri, che ha visto la presenza anche del Sindaco Giovanni de Simone e del Vicesindaco Angela Infante; oltre alla presenza del consigliere regionale uscente del Partito Democratico, Franco Picarone, anch’esso candidato al Consiglio Regionale. “Sono lieta di essere a Vietri, una delle realtà più belle della Costiera Amalfitana, sia per la sua bellezza intrinseca che per la qualità dei suoi cittadini tra i quali mi onoro di avere tanti amici. – esordisce la dottoressa Sabia – Mi sono candidata perché, come cittadina, ho apprezzato l’attività della giunta uscente negli ultimi anni. In questi cinque anni sono state fatte delle cose che non erano state fatte nei precedenti mandati regionali. Strade, fognature ad esempio, ma soprattutto nel campo della sanità fino ad arrivare all’emergenza covid.” La Costiera Amalfitana è un gioiello che ogni amministratore vorrebbe avere nella sua regione, un valore aggiunto, ma per fare si che funzioni bisogna insistere e lavorare sul miglioramento della ricezione turistica. La Regione Campania ha un compito fondamentale in questo, consentire la vivibilità di quei territori da parte dei residenti e allo stesso tempo rendere la Divina Costiera ancora più bella ed accogliente per i visitatori. Proprio in questa strana stagione che ha visto il covid protagonista e si è chiusa con il grande spot del film di Nolan “Tenet”, un blockbuster in tutti i botteghini del mondo, che ha visto Salerno e la sua costiera protagonista come location del film. La dottoressa Sabia continua sul rientro a scuola, la tanto attesa riapertura dopo il lungo lockdown causato dal Covid, che ha costretto per mesi studenti e docenti alla didattica a distanza. “Come medico di medicina generale ho partecipato all’ultima campagna screening di supporto agli insegnanti per assicurare un inizio di scuola sicuro o per lo meno rassicurante sia per i genitori che per i bambini. Le ultime decisioni del Presidente De Luca in termini di scuola, sia in termini di ritardo nell’apertura sia in termini di termoscanner per le scuole in modo da assicurare un ingresso sicuro nelle scuole, sono iniziative di cui noi campani possiamo andare fieri, perché abbiamo un Governatore che ha a cuore la nostra salute. Ma non è solo questione relativa al Governatore, la squadra tutta va riconfermata.” Stasera alle 20 la Sabia inaugurerà la sua sede elettorale in Via Volpe a Salerno.

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“In casa di De Luca per mostrare i fallimenti del suo governo”

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni fa tappa in provincia di Salerno. Questa mattina, infatti, la Meloni sarà a Pagani, alle 9, presso il mercato ortofrutticolo per incontrare e sostenere la candidata alla carica di sindaco Enza Fezza. Successivamente, alle 11, la leader di FdI, sarà a Cava de’Tirreni in piazza Duomo per incontrare i cittadini e i militanti del partito. Ad accogliere la leader di FdI anche il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli. Onorevole, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni fa tappa nel salernitano… “Si, certo. La sua presenza è in due città simbolo come Cava e Pagani dove noi presentiamo la lista di Fratelli d’Italia, quindi anche per rispetto nei confronti delle persone che ci mettono la faccia per candidarsi nelle nostre liste, in maniera particolare a Pagani dove c’è il candidato sindaco Enza Fezza ma anche Cava de’ Tirreni dove FdI è il partito leader della coalizione di centro destra dove, tra l’altro, il candidato sindaco è un civico che ha un passato politico in Alleanza Nazionale. E’ chiaro che sarà l’occasione per affrontare, in casa di De Luca, i temi dei fallimenti della sua gestione, le regionali sono il tema centrale ma è sicuramente l’occasione, per la nostra leader, di affrontare le tematiche nazionali come la crisi economica indotta dall’incapacità del governo di affrontare e gestire l’epidemia e ovviamente la necessità di un nuovo lancio di programma che possa consentire all’italia di uscire fuori dal guado”. Una sfida importante nonostante De Luca sembri avere la vittoria in tasca… “Veramente lo diceva anche Caldoro, cinque anni fa, che aveva la vittoria in tasca poi sappiamo com’è andata quindi insomma. La verità è che De Luca è stato avvantaggiato da una dinamica straordinaria, più unica che rara. In 70 anni di democrazia è la prima volta che ci siamo trovati a cavallo, alla fine e durante, una campagna elettorale colpiti da un’epidemia quindi sicuramente una cosa che ha inciso moltissimo, anche sul piano psicologico e lei sa bene che ci sono passato anche io. Le posso garantire che è una cosa che ha scosso le persone nel profondo, l’idea che lui potesse essere uomo forte al comando, che tirava fuori le persone dal pericolo dell’epidemia ha sicuramente dato un bonus iniziale ma la verità è che sappiamo tutti che l’epidemia in Campania non si è diffusa soltanto perché il governo nazionale aveva ormai sancito la quarantena e il lockdown e perchè l’epidemia, un mese prima, aveva colpito la Lombardia che ha fatto un po’ come sentinella, come prima linea tanto è vero che in tutto il sud non c’è stata l’epidemia però adesso che dipendeva da lui contenere il virus dai rientro dall’estero c’è stato un flop totale della gestione dello scalo di Capodichino, come io stesso ho denunciato oltre venti giorni fa. Non è stato fatto nessun tracciamento, nessun monitoraggio e oggi le misure sono state prese ma oramai nella rete i pesci non ci sono più; quindi sono scappati all’inizio tanti positivi a causa dell’incapacità del governo regionale e oggi paghiamo le conseguenze. L’unico momento dove poteva dimostrare uno straccio di efficienza – peraltro avevamo avuto anche sette mesi per organizzarci in tal senso – il fallimento è stato veramente miserevole”. Per Fratelli d’Italia da dove si dovrebbe ripartire post voto? “Dal punto di vista dell’epidemia credo che l’idea sia quella di tracciare bene le persone che si sono esposte, senza criminalizzazioni, senza minacce a vuoto come fa De Luca e cercare di contenere il contagio. D’altro canto, bisogna puntare sulla piena ripresa economica: il tema più vero è la crisi economica che attanaglia la Campania, la mancanza di infrastrutture e in 5 anni non è stato fatto niente, neanche il risanamento ambientale; una sanità allo sbando, soldi sprecati come si è visto durante l’emergenza Covid. Ogni contagiato in Campania è costato settantasei mila euro, a fronte dei cinquemila. dei lombardi con una sanità che purtroppo fa piangere e non ridere. E’ questo il dato vero”.

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“Il sindaco non decide autoritariamente, ma con i consigli dalle persone competenti”

“Chiamato dalla terra dell’esilio, è segno di una rivoluzione”, è l’avvio delle dichiarazioni di Luigi Petrone (per molti, forse anche per tutti, denominato Fra Gigino, nonostante abbia deposto, proprio tre mesi addietro, il saio francescano per lanciarsi nell’agone politico), candidato come Sindaco del centro metelliano, a capo della lista “La Fratellanza”. È stata una scelta ponderata, la discesa in campo? ” Ho pensato, studiato, progettato, dopo aver ricevuto un invito da gente comune, da professionisti, da associazioni, ed ho accettato a patto che tutti loro si fossero impegnati ad aiutarmi in questo percorso, arduo ma non impossibile.” Le voci che si affollano, mai come in questa tornata elettorale, sotto i portici sono intrise di critiche ma anche di consensi, come reagisce?” Il paragone che avanzano differenziando la conduzione di un convento e la gestione di una cittadina: ricordo ai deboli di memoria che ho retto la macchina amministrativa del Santuario, utilizzando le risorse economiche rese disponibili dal popolo e non finanziamenti da enti, quali Comune, Regione o Stato. Vi pare poco? Il Sindaco ha il compito non di decidere autoritariamente, ma ricevendo i consigli dalle persone competenti preposte, deve essere un coordinatore, e non un concentrato di capacità che non ha, e gli esempi sono molteplici.” Come intravede Cava nell’immediato futuro? “Essendo dotato di concretezza, non mi piace lanciare strani programmi, posso garantire, questo sì, di ascoltare, di consultare le parti interessate ai provvedimenti: per esempio, ho girato sulle frazioni, ma non solo in periodi di campagna elettorale, come molti, ma nei venti anni di sacerdozio,ho ascoltato, e cercato di dare risposte a tutti coloro che manifestavano problematiche, di ogni genere, e l’accoglienza che predicavo, non aveva come obiettivo il voto, ma la concretezza.” Andiamo per ipotesi: lei va al ballottaggio, lei non arriva al ballottaggio. Quale posizione prenderebbe? ” Non mi apparenterei con nessuno, non sarei facile al compromesso ( motivo per cui ho stracciato la seconda lista che stavo proponendo ), non chiederò alcun appoggio, ed in entrambi i casi lascerei gli elettori liberi di votare con coscienza , senza pregiudizi.” Qualcuno ricorda che al momento di lasciare Cava, furono raccolte oltre ventimila firme, ed anche il mio legale di fiducia con il fratello inserito in una lista di Servalli, pur avendo organizzato, a suo tempo, un plebiscito affinchè non lasciassi Cava, non è stato da me considerato un nemico, ma un semplice avversario: tutto ciò non mi preoccupa, raccogliendo consensi da tutti i settori della politica, addirittura da estremisti tranquilli, amici di vecchia data, che militano in Rifondazione comunista.” Si è presentato con notevole ritardo rispetto agli altri contendenti alla poltrona di Sindaco, un handicap? ” Non si può tornare indietro, ma la perdita di tempo, se così vogliamo definirla, è scaturita dall’aver attentamente ragionato sui passi da compiere, sull’aiuto che le persone mi avrebbero potuto concedere, e tra i tanti, sottolineo la presenza del dottor Cremone, che si occuperà del settore sanitario, dall’inizio mio accanito sostenitore e voglioso di vedermi in questa nuova veste!” Serba rancore verso qualcuno? “Giammai, per me inizia consapevolmente una vita nuova, anche se sono andato via da questa città tre anni fa, e ci ritorno per aiutarla e non per distruggerla, Cava soffre per la mancanza di una manutenzione ordinaria, noto zone completamente abbandonate, e per una farraginosa macchina comunale, e delle difficoltà anche della Polizia municipale, pertanto ribadisco che vanno aiutati un pò tutti, anche i funzionari, grazie ad un rinnovato spirito di fiducia, occorre affrontare insieme ogni situazione, parlandosi ripetutamente, bisogna eleggere un Sindaco decisionista: Vi dico come si svolgerebbe la giornata da primo cittadino: Sveglia alle quattro, consultazione di messaggi, mail, e quanto altro il popolo vorrà segnalarmi, con risposte immediate e finalizzate, dalle sei, operativo, con approfondimento dei temi scottanti che riguardano le frazioni, alle otto in Comune, sino a tarda sera, non avendo problemi di famiglia, per cui il famoso h24 si sposerebbe alla meraviglia con me”.

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“In campo per dare continuità al percorso avviato cinque anni fa”

Puntare sulla formazione per dare la possibilità ai giovani di lavorare sul loro territorio, senza dover cercare fortuna altrove. E’ questa la scommessa di Giovanni D’Avenia, candidato al consiglio regionale della Campania con Centro Democratico. Cilentano d’origine ma salernitano d’adozione D’Avenia ha lavorato all’Università degli Studi di Salerno, un contesto dinamico e stimolante che ha sempre messo in moto i suoi pensieri e da cui sono scaturite esperienze innovative che nel “fare rete” per promuovere il Sud hanno trovato la loro forza, materializzando tutto questo in un evento, un successo che continua ad emozionarmi: la Borsa della Formazione e del Lavoro, giunta quest’anno alla sua seconda edizione. Gli ultimi cinque anni di impegno costante nella segreteria dell’assessore alla Formazione e Pari Opportunità della Regione Campania gli hanno dato il senso compiuto della politica come strumento privilegiato per dare corpo alle idee che, correndo sempre più veloci, sono diventate proposte che a qualcuno potranno apparire, talvolta, visioni impossibili da concretizzarsi. La Borsa della Ricerca prima, Sud oltre Expo dopo, fino a Super Sud: il risultato più pieno di una visione che guarda lontano. L’obiettivo è lavorare per promuovere l’incontro tra domanda e offerta, mettere al centro il lavoro e la formazione, intese quali chiavi di volta dello sviluppo del Mezzogiorno. D’Avenia lei è candidato al consiglio regionale della Campania con Centro Democratico, a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca… “Sì, sono candidato al consiglio regionale con Centro Democratico De Luca presidente e attualmente sono vice coordinatore regionale e, insieme al professor Pasquino, siamo stati gli ispiratori di questa lista. E’ una continuità rispetto a 5 anni fa quando abbiamo preso 63mila voti, abbiamo ottenuto due consiglieri regionali e un assessorato e speriamo di confermare o ampliare questo risultato elettorale. Siamo una forza strutturata nel centro sinistra, in alleanza con il governatore De Luca e io dico che siamo una forza pre Covid, ragion per cui abbiamo messo a punto questa lista”. La volontà, dunque, di dare continuità al percorso politico intrapreso alle passate elezioni regionali? “Certo, è un percorso politico amministrativo già consolidato. Continuità anche per il mio impegno sociale, professionale, tenendo conto della realtà, per far sì che questa esperienza possa rafforzarsi e, per la necessità di uno strumento istituzionale, abbiamo consolidato questo aspetto, creando le condizioni affinchè questo lavoro – fatto in questi anni – possa avere un proseguo ed un suo rafforzamento”. Lei già ha avanzato diverse proposte… “Basta andare sul mio sito e vedere che ci sono 3 proposte concrete, al di là dei tavoli programmatici e pragmatici lanciati con Centro Democratico da sottoporre poi al nostro presidente De Luca. Questi tavoli hanno visto la presenza anche di alcune autorità, anche del mondo dell’università e della cultura. Noi abbiamo proposto:l’abolizione del bollo per la prima auto; bonus sanità di 600 euro per le famiglie fino ad un importo di 20mila euro; bonus web sia per il turismo per dare la possibilità di fare dei week end gratuiti, ovvero dare ai cittadini la possibilità di scoprire le bellezze e la valorizzazione dei territori, soprattutto per quanto riguarda le aree interne come il Parco Nazionale del Cilento, il Vallo di Diano e altre zone per dare la possibilità – attraverso una piattaforma su cui registrarsi – di scoprire le bellezze del territorio. Poi, altro tema da me affrontato è l’infrastrutturazione digitale: il Covid ci ha insegnato come colmare questo gap digitale e dare la possibilità, in attesa di una digitalizzazione che venga rafforzata per colmare questo divario tra nord e sud. Basti pensare al tema della salute, alle difficoltà che hanno incontrato i ragazzi per connettersi e seguire le lezioni a distanza, la banda larga che assume un tema cruciale. Da qui la necessità di dare un bonus pari a mille euro ai ragazzi per far sì che possano avvicinarsi a questo mondo, per valorizzarli, valorizzare alcune aziende, accompagnare alcune aziende, operatori del settore ad usufruire di questo strumento perchè per il Covid è stato tracciato un percorso e su questo percorso dobbiamo colmare questo gap, sia dal punto di vista materiale, con la rete, sia potenziandone l’utilizzo, valorizzando energie ed esperienze anche di ragazzi bravi”. Se dovesse essere eletto da cosa intende partire? “Io vorrei consolidare le attività che sto portando avanti, anche attraverso il centro di formazione Super Sud ho promosso tante attività sia per quanto riguarda l’albo dei progettisti sia per la banca delle competenze ma soprattutto tengo a precisare che il lavoro si sviluppa e si creano le condizioni puntando su due aspetti: la ricerca perchè non c’è sviluppo senza innovazione ma non c’è innovazione senza ricerca e puntare la formazione, rafforzandola per dare la possibilità ai giovani di formarsi affinchè non scappino dalle nostre terre”

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“La Campania è la regione con il numero di decessi più basso d’Italia”

Continua il tour elettorale del governatore uscente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Ieri, infatti, il presidente di Palazzo Santa Lucia ha fatto tappa a Serre dove ha incontrato gli elettori. Attenzione puntata, ancora una volta, sull’emergenza Covid: De Luca ha infatti tranquillizzato i cittadini spiegando che la Campania è la regione con il numero di decessi più bassi d’Italia. “Oggi la Campania è la regione che ha il numero di decessi piu’ basso d’Italia in relazione alla popolazione residente. Potevamo avere un’ecatombe, abbiamo retto e dato una prova straordinaria di capacità amministrativa”, ha infatti dichiarato De Luca spiegando di aver reso obbligatorio il test sierologico e il tampone a tutti i cittadini campani provenienti dall’estero e dalla Sardegna. “Questo ha significato avere un aumento del numero dei positivi. Se li rintracciamo oggi, salviamo la regione tra un mese. Se non li avessimo individuati, tra un mese avremmo chiuso la Campania. Non so come fanno in altre parti d’Italia, sono tutti tranquilli, stanno girando tutti quanti. Vedremo tra un mese e mezzo quello che succederà al Nord”, ha aggiunto il governatore, intervenendo all’inaugurazione di un ambulatorio veterinario pubblico a Serre. “Tre mesi fa l’Italia è stata aperta” ed è stata “consentita la mobilità interregionale”, ha poi sottolineato il numero uno di Palazzo Santa Lucia aggiungendo che la Regione “”da sola, ha fatto una scelta difficile che non ha fatto nessuna Regione d’Italia”. Da qui, l’aumento del numero dei positivi al coronavirus degli ultimi giorni. “Ma – ribadisce – è bene andare oggi a rintracciare quelli che portano il contagio dall’estero perchè se li rintracciamo oggi salviamo la regione fra un mese”. “Tutti quelli che abbiamo individuato – rammenta – erano asintomatici. Se non li avessimo individuati oggi starebbero in giro per la Campania tremila persone contagiate portatori di Covid e fra un mese avremmo chiuso la Campania”. Per De Luca, questa scelta è andata nella direzione di “difendere la sicurezza delle nostre famiglie”. Ad oggi in Campania sono stati effettuati 65mila test su personale docente e non docente che “con grande senso di responsabilità stanno partecipando a questa campagna di screening. Dobbiamo arrivare a 130mila test e la proroga dell’anno scolastico deve servirci anche a garantire la possibilità di fare il test a tutto il personale scolastico”. “L’orientamento del Ministero – ha ricordato De Luca – è che i test sierologici o i tamponi per il personale scolastico sono facoltativi e la temperatura degli studenti bisogna misurarla a casa. La Regione Campania ha ritenuto questi orientamenti demenziali, quindi è l’unica Regione d’Italia dove il test per il personale scolastico è obbligatorio. Sulla temperatura la Regione si è fatta carico di un problema che riguarda il ministero e abbiamo deciso di dare 3mila euro a ogni preside per comprare un termoscanner per misurare la temperatura ai ragazzi, evitando di sovraccaricare le famiglie. Stiamo facendo ancora in queste ore scelte difficili ma che ci servono a garantire la sicurezza delle nostre famiglie”. A proposito della realizzazione dell’ambulatorio veterinario, De Luca ha invece detto: “abbiamo realizzato una bellissima struttura che si presta anche a diventare in tempi rapidi di un il secondo ospedale veterinario della Campania, dopo quello storico dell’Asl Napoli 1”. La struttura si presta anche a diventare un ospedale di II livello. “Questa struttura – ha detto De Luca – nasce perchè abbiamo approvato una legge Regionale sugli animali d’affezione, in particolare il consigliere Picarone ci ha lavorato. L’abbiamo voluta per una ragione innanzitutto di sensibilità umana, gli animali d’affezione non sono un lusso, non sono uno sfizio, ci sono centinaia di migliaia di persone anziane ma anche persone malate, ragazzi che hanno problemi di autismo, disabili, che fanno terapie anche usando gli animali”. De Luca ha anche sottolineato che “viviamo in tempi di grande aggressività nel linguaggio e nei comportamenti, nella società italiana sono stati introdotti elementi tossici, non si riesce a parlare e a confrontarsi rispettandosi, è una guerra continua, un’aggressione continua, soprattutto nelle campagne elettorali, le aggressioni sono all’ordine del giorno. Allora un elemento di sensibilità nei confronti degli animali fa crescere gentilezza e sensibilità in generale”.

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“Istituire un corpo di vigilanza di Polizia”

Ingegnere civile ambientale e consulente d’ufficio del Tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino è pronto a dire la sua al Consiglio Regionale a tutela dell’Ambiente. Candidato nella lista Fare Democratico e Popolari con De Luca presidente, ha già chiaro alcune proposte da portare in Consiglio Regionale. Ovviamente in materia ambientale, con proposte che, se accettate, potrebbero essere anche determinanti. L’uovo di Colombo, in pratica, che servirebbe a ridurre drasticamente, se non ad annullare gli scempi che abbiamo assistito in materia ambientale nelle ultime settimane. “M’interesso da sempre all’ambiente e con particolare attenzione e dedizione. – afferma Pellegrino – Diciamo che avanzerò delle proposte che spero potranno essere accolte”. Un programma d’idee articolato che potrebbe servire a risolvere problematiche che, forse, per eccessivo lassismo, sono cadute nel dimenticatoio. “Tra i punti che vorrò proporre in Consiglio Regionale è l’installazione di serbatoi e vasche d’acque nei pressi delle sommità dei monti. – afferma – Strutture che potrebbero di per sé velocizzare gli approvvigionamenti di acqua per spegnere eventuali incendi, riuscendo così ad evitare disastri cui siamo costretti ad assistere. Allo stesso tempo potrebbero servire proprio ai Canadair, riducendo i tempi per l’approvvigionamento a mare di acqua. A tale scopo vorrei anche proporre che i due velivoli, sui cinque totali a livello regionale, che sono deputati agli interventi nel Salernitano, che restino di stanza a Salerno. Abbiamo un aeroporto a Pontecagnano, perché non potrebbero partire da lì? In questo modo si ridurrebbero i tempi d’intervento”. Ottimizzare i tempi d’intervento dunque, con Pellegrino che ha nel proprio carniere altre significative proposte. <Quella di istituire un corpo di vigilanza di Polizia, composto di figure specializzate con la finalità di monitorare in modo costante i corsi fluviali ma anche lo stesso territorio circostante. Un corpo di polizia che abbia anche competenze in materia ittica, venatoria e forestale per contrastare eventuali violazioni in materia”. Si continua con quelle che sono le proposte, interessanti, di Vincenzo Pellegrino. “A questo vorrei aggiungere la promozione di opere di sistemazione del fiume Sele in un’ottica di tutela e valorizzazione di questa importante risorsa. – riprende Pellegrino – Ma anche all’attuazione di Fonti energetiche e rinnovabili. Come le biomasse, ad esempio, mediante il riciclo di sostanze organiche. E non dimenticherei nemmeno l’agricoltura, uno dei punti di forza della nostra Regione”. Su questa proposta di programma, Pellegrino ha le idee, come per tutte, ben chiare. “Penserei all’Agricoltura come fattore strategico. – riprende – Con la dismissione degli oltre 400mila ettari di proprietà dello Stato Italiano, con la possibile creazione di nuove imprese agricole. Certamente sarebbe uno sbocco lavorativo non di poco conto, che potrebbe anche servire a ridurre la disoccupazione ora presente nel nostro territorio. Sarebbe un’opportunità importante per i nostri tanti giovani”. Attenzione massima per l’ambiente, Pellegrino domani al MolonauticoSele di Capaccio, illustrerà in una pubblica conferenza le condizioni della foce del celebre fiume. “Sono disastrose, con il pietrame che ostruisce pericolosamente lo sbocco a mare, per quello che è un reale pericolo per l’ambiente circostante. – afferma – Discuteremo con le varie autorità di rappresentanza del territorio, di tutte le problematiche inerenti al fiume Sele, nella speranza che chi di dovere si attivi per intervenire in modo risolutivo”.

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In Campania si rischia un vero e proprio tracollo della sanità pubblica

Corriamo il rischio, in Campania, tra numerosi altri, che l’emergenza Covid-19 nasconda un vero e proprio tracollo della sanità pubblica, vittima di politiche miopi e scelte interessate, quando al comando delle principali strutture gli amici sono stati preferiti alle competenze. Un rischio enorme, perché significherebbe nascondere sotto al classico tappeto una gestione fallimentare della snaità pubblica che oggi pone la Campania tra le ultime regioni in termini di offerta assistenziale e capacità di intervento. «La sanità pubblica – sottolinea l’avvocato Vitantonio Marchesano, candidato al consiglio regionale nella usta Fratelli d’Italia con Caldoro presidente – , negli ultimi mesi è stata identificata solo con l’emergenza epidemiologica. La situazione non è solo casuale, perché a qualcuno è servita per nascondere la verità. Ad esempio, già da qualche settimana, è emerso un dato che dovrebbe allarmare, ma che per la Regione Campania rimane sotto traccia, soprattutto nascosto ai cittadini: gli ospedali campani, particolarmente quelli a sud di Salerno, i nostri ospedali stanno registrando un ritardo enorme che rischia di rilevarsi fatale per la salute dei cittadini, nelle attività diagnostiche e di prevenzione. Si tratta poi di servizi ed attività che per gli ospedali della Piana del Sele, Eboli e di Battipaglia, vanno incontro ad una progressiva ed inarrestabile riduzione». Marchesano non crede all’ipotesi di una ospedale unico della Valle del Sele, un riferimento sanitario che metta insieme l’offerta sanitaria degli attuali nosocomi attivi. «Negli ultimi anni – ricorda ancora l’avvocato Marchesano – la Regione Campania continua a raccontare la favoletta dell’ospedale unico del Sele, una struttura che avrebbe dovuto accorpare gli ospedali di Battipaglia e di Eboli, aumentando l’offerta dei servizi e persino migliorandone la qualità. Una favoletta che è servita soprattutto a sviare l’attenzione dei cittadini, ma in alcuni casi anche delle classi dirigenti locali, chiamandole al confronto su un progetto irrealizzabile, mentre da Napoli il governatore l’imbonitore delle masse, nel nome del risparmio di spesa, aveva avviato un’azione di taglio di posti letto e di servizi, come drammaticamente hanno dovuto registrare soprattutto negli ospedali di Eboli e di Battipaglia». Per Fratelli d’Italia si tratta di un vero e proprio pericolo per l’assistenza sanitaria e l’offerta di servizi. «Siamo dinanzi all’ennesimo schiaffo che De Luca ed il Partito Democratico hanno dato sul volto delle popolazioni di tutta la Piana del Sele – afferma deciso Marchesano -. Con Fratelli d’Italia, insieme con il presidente Stefano Caldoro, abbiamo un piano per la sanità pubblica che non prevede alcun taglio di servizi e che, nell’ottica di una progettazione seria ed affidabile a garanzia dei cittadini e degli utenti della sanità pubblica, punta sulla riqualificazione delle strutture già esistenti, potenziandole e sottolineandone eventuali eccellenze, anche gratificando l’enorme lavoro che ogni giorno mettono in campo tanti operatori. Un lavoro che va al di là delle pecche della sanità pubblica campana. Basterebbe vedere l’impegno ed i risultati che le strutture organizzate sul territorio, senza la cappa di una Regione piovra che mette le nani su tutto, ad esempio l’Usca, hanno ottenuto. Invece di guardare agli incarichi agli amici, andrebbe sottolineato il lavoro, come quello di Lazaro Lenza, medico responsabile dell’Uscadi Eboli, che con i suoi collaboratori non si è ,imitato ai controlli medici, ma ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, realizzando una vera e propria trincea contro il virus ed i contagi e che rappresenta una sicurezza per le nostre comunità».Corriamo il rischio, in Campania, tra numerosi altri, che l’emergenza Covid-19 nasconda un vero e proprio tracollo della sanità pubblica, vittima di politiche miopi e scelte interessate, quando al comando delle principali strutture gli amici sono stati preferiti alle competenze. Un rischioi enorme, perché significherebbe nascondere sotto al classico tappeto una gestione fallimentare della snaità pubblica che oggi pone la Campania tra le ultime regioni in termini di offerta assistenziale e capacità di intervento. «La sanità pubblica – sottolinea l’avvocato Vitantonio Marchesano, candidato al consiglio regionale nella usta Fratelli d’Italia con Caldoro presidente – , negli ultimi mesi è stata identificata solo con l’emergenza epidemiologica. La situazione non è solo casuale, perché a qualcuno è servita per nascondere la verità. Ad esempio, già da qualche settimana, è emerso un dato che dovrebbe allarmare, ma che per la Regione Campania rimane sotto traccia, soprattutto nascosto ai cittadini: gli ospedali campani, particolarmente quelli a sud di Salerno, i nostri ospedali stanno registrando un ritardo enorme che rischia di rilevarsi fatale per la salute dei cittadini, nelle attività diagnostiche e di prevenzione. Si tratta poi di servizi ed attività che per gli ospedali della Piana del Sele, Eboli e di Battipaglia, vanno incontro ad una progressiva ed inarrestabile riduzione». Marchesano non crede all’ipotesi di una ospedale unico della Valle del Sele, un riferimento sanitario che metta insieme l’offerta sanitaria degli attuali nosocomi attivi. «Negli ultimi anni – ricorda ancora l’avvocato Marchesano – la Regione Campania continua a raccontare la favoletta dell’Ospedale Unico del Sele, una struttura che avrebbe dovuto accorpare gli ospedali di Battipaglia e di Eboli, aumentando l’offerta dei servizi e persino migliorandone la qualità. Una favoletta che è servita soprattutto a sviare l’attenzione dei cittadini, ma in alcuni casi anche delle classi dirigenti locali, chiamandole al confronto su un progetto irrealizzabile, mentre da Napoli il governatore l’imbonitore delle masse, nel nome del risparmio di spesa, aveva avviato un’azione di taglio di posti letto e di servizi, come drammaticamente hanno dovuto registrare soprattutto negli ospedali di Eboli e di Battipaglia». Per Fratelli d’Italia si tratta di un vero e proprio pericolo per l’assistenza sanitaria e l’offerta di servizi. «Siamo dinanzi all’ennesimo schiaffo che De Luca ed il Partito Democratico hanno dato sul volto delle popolazioni di tutta la Piana del Sele – afferma deciso Marchesano -. Con Fratelli d’Italia, insieme con il presidente Stefano Caldoro, abbiamo un piano per la sanità pubblica che non prevede alcun taglio di servizi e che, nell’ottica di una progettazione seria ed affidabile a garanzia dei cittadini e degli utenti della sanità pubblica, punta sulla riqualificazione delle strutture già esistenti, potenziandole e sottolineandone eventuali eccellenze, anche gratificando l’enorme lavoro che ogni giorno mettono in campo tanti operatori. Un lavoro che va al di là delle pecche della sanità pubblica campana. Basterebbe vedere l’impegno ed i risultati che le strutture organizzate sul territorio, senza la cappa di una Regione piovra che mette le nani su tutto, ad esempio l’Usca, hanno ottenuto. Invece di guardare agli incarichi agli amici, andrebbe sottolineato il lavoro, come quello di Lazaro Lenza, medico responsabile dell’Usca di Eboli, che con i suoi collaboratori non si è ,imitato ai controlli medici, ma ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, realizzando una vera e propria trincea contro il virus ed i contagi e che rappresenta una sicurezza per le nostre comunità».

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