Regione, approvata la legge sulle cooperative di comunità

di Erika Noschese

«Dalla Regione Campania un’opportunità di recupero e rinascita a contesti sociali svantaggiati e facendo leva sul senso di identità e attaccamento alle origini». Lo dichiara la consigliera regionale Maria Ricchiuti dopo che il consiglio regionale, ieri, ha approvato la sua proposta di legge sulle cooperative di comunità, dopo un articolato confronto normativo e politico. «La Regione Campania riconosce il portato valoriale della cooperazione di comunità anche nel suo impatto produttivo ed economico, dando un’opportunità di recupero e rinascita a contesti sociali svantaggiati e facendo leva sul senso di identità e attaccamento alle origini», ha dichiarato la consigliera Ricchiuti. La legge sulle cooperative di comunità, infatti, è ad oggi un valido strumento per contrastare, in Campania, il fenomeno dello spopolamento, il declino economico e il degrado socio-urbanistico. «Si tratta di un lavoro iniziato un anno fa, nella sesta commissione, anche grazie al prezioso contributo delle associazioni appartenenti al terzo settore», ha poi spiegato la consigliera secondo cui, in Campania, la legge si basa soprattutto sulle innovazioni portate al tavolo nazionale del terzo settore e sul rapporto con le altre realtà. In sintesi, le cooperative di comunità dovranno operare prevalentemente nei comuni o aree rispondenti a determinate caratteristiche, ovvero comuni delle “aree interne”, piccoli comuni, aree urbane fortemente degradate, anche a causa del forte impatto demografico. La legge è stata approvata dal Consiglio regionale della Campania con 34 voti a favore, dopo che la consigliera Ricchiuti ha illustrato il testo normativo. Una legge che mira non solo a far sì che le nuove generazioni possano far ritorno nei loro paesi d’origine ma anche di promuovere servizi quali l’attività di vendita di generi alimentari, di prodotti di prima necessità e rivendita di giornali, di quotidiani e di riviste; servizi di pagamento, previo ottenimento della relativa autorizzazione o licenza; servizi di natura informatica; servizi di assistenza per la prenotazione telefonica o telematica di visite mediche e supporto tecnico per servizi sanitari; servizi di raccolta e successivo invio della corrispondenza nei centri abitati privi di ufficio postale, previa apposita convenzione con il gestore del servizio postale; servizi bibliotecari e noleggio di libri; servizi di mobilità; attività di valorizzazione delle tradizioni tipiche locali e della trasmissione inter-generazionale dei saperi. Per essere soci della cooperativa, ha spiegato la consigliera, requisito necessario è essere residenti, con la sede nella comunità interessata, oppure che in essa operano con carattere di continuità. «Grazie a tutti gli attori istituzionali, imprenditoriali e associativi per il prezioso ed insostituibile contributo, al fine di massimizzare il benessere collettivo», ha poi aggiunto la consigliera.

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