Accordo Pd-M5S, in bilico la ricandidatura di De Luca

di Andrea Pellegrino

L’accordo Pd – Cinque Stelle in Campania potrebbe ostacolare la ricandidatura di Vincenzo De Luca. Il dato, seppur nella fluidità del quadro politico, è alquanto scontato. Tant’è che Vincenzo De Luca tratta da solo, con un occhio verso i civici e verso lo stesso Matteo Renzi che qui in Campania potrebbe fare una buona campagna acquisti nel centrodestra. Si dice che il coordinamento regionale è ambito perfino da Clemente Mastella che in più occasioni ha elogiato “Italia Viva” di Renzi. Mastella vuol dire Lonardo, attuale parlamentare di Forza Italia. A Salerno i renziani della seconda ora, o forse terza, sono pochissimi. Per ora il coordinamento è nelle mani di Etta Pinto, figlia dell’ex ministro salernitano Michele, con un passato (padre e figlia) proprio nell’Udeur di Clemente Mastella. De Luca guarda anche agli ex dc. Come Riccardo Villari che come contropartita alla recente nomina alla guida di Città della Scienza si impegnerà a sostegno del governatore portando alla sua corte qualche ex big della prima Repubblica. Ma De Luca guarda anche al Movimento 5 Stelle, cercando un varco. E la telefonata privata al consigliere Malerba, divenuta pubblica nelle ultime ore, ne è la dimostrazione. All’attacco va Edmondo Cirielli, al momento unico candidato del centrodestra per Santa Lucia, indicato da Fratelli d’Italia: «Con il passare del tempo – dice Cirielli – il governatore pro tempore della Campania si sta rendendo conto, forse, che non gode più della fiducia neanche del suo partito, oltre che della maggioranza dei cittadini. E così, per paura di non essere ricandidato, cerca di fare accordi sottobanco con i grillini. Insomma, via telefono, di nascosto, lontano dalle telecamere, tenta il dialogo con i “nemici”; in pubblico, invece, li insulta prendendoli anche in giro. Ma per fortuna la ricreazione sta per finire. Fratelli d’Italia è pronta a mandarlo a casa». Pd (la parte antideluchiana) e i Cinque Stelle, intanto, non disdegnano un patto comune, superando naturalmente lo scoglio De Luca. Sul tavolo ci sono già due possibili candidati: il ministro Sergio Costa e il dimissionario presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Entrambi ben visti anche da Luigi de Magistris pronto a scendere in campo con una propria lista a sostegno della causa

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