Sergio Costa governatore? Si voterà sulla piattaforma Rousseau

di Andrea Pellegrino

Il timore di un rinvio delle elezioni è sempre più fondato. Con un occhio verso Roma e l’altro verso l’evoluzione del Coronavirus, i partiti cercano comunque di avviare la campagna elettorale in vista delle prossime regionali. Saltato il tavolo del Partito Democratico, con le pesanti assenze di quasi tutti gli alleati della possibile coalizione, martedì (salvo imprevisti) i Cinque Stelle chiameranno a raccolta gli iscritti su Rousseau per votare il candidato governatore (Sergio Costa) ed anche l’alleanza con il Partito democratico. In Liguria le elezioni interne al Movimento hanno sancito il sì al Pd e la proposta di un modello che segue quello del governo nazionale. Uno schema che lo stato maggiore grillino vorrebbe esportare anche in Campania, dove l’ostacolo maggiore è comunque rappresentato da Vincenzo De Luca e da alcune resistenze sia interne ai Cinque Stelle (che non vogliono l’accordo con il Pd), sia esterne (con parte del Pd che spinge per una riconferma di Vincenzo De Luca). La prima tappa da superare è quella di Rousseau, poi, con molta probabilità si riaprirà il confronto. Costa dalla sua ha già il sostegno della sinistra, quindi di Sinistra Italia, Leu e anche dei Verdi. Resta sospeso de Magistris che deve superare le resistenze del Partito democratico che in caso di accordo con il M5S avrebbero posto il veto sulle liste del sindaco di Napoli. Dalla sua de Magistris ha comunque tutta l’intenzione di restare in partita, rinunciando alla composizione delle liste e sostenendo solo il candidato governatore, dunque Sergio Costa. Infine De Luca, salvo una rottura netta con il Movimento 5 Stelle o un ritiro dalla corsa a governatore, potrebbe scendere in campo con le proprie liste civiche, che sostanzialmente sarebbero già pronte. Dunque con la civica “De Luca presidente” e con la collaudata “Campania Libera”, oltre che con le civiche moderate. Naturalmente tutto dipenderà dagli accordi nazionali ma anche, a questo punto, dal Coronavirus. Un rinvio potrebbe giovare, non poco, l’attuale governatore

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«Quando parlo della mia Salerno, lo faccio da uomo libero, al di là di tutto»

di Adriano Rescigno

Non le manda a dire Gaetano Amatruda, ad oggi portavoce di Stefano Caldoro e vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, replicando a Roberto Celano e Giuseppe Zitarosa, consiglieri comunali di Salern, uno di Fi e l’altro della Lega che probabilmente saranno candidati nella prossima tornata elettorale regionale. Zitarosa e Celano, in sintesi, invitati a dimettersi a prescindere o meno dalla candidatura, al fine di far entrare in consiglio comunale due nuovi elementi come De Fazio e Mammone, si erano interrogati circa il ruolo di Amatruda: «Amatruda fa il politico o il portavoce?» e soprattutto: «Parla per se oppure fa le veci di Caldoro?». Non si è fatta dunque attendere la risposta di Amatruda che sarà candidato anch’esso su Salerno per le regionali all’interno della lista Caldoro presidente. «Parlo di Salerno?- dicen Amatruda – Sono solo le idee di un uomo libero». «È necessario chiarire una cosa – continua – Quando parlo della mia città, il luogo dove sono nato e dove vive la mia famiglia, e perché immagino qualcosa. E quando parlo della “mia Salerno” non sono il portavoce di Caldoro, ne lo avviso o concordo. Perché è altra cosa, perché non avrebbe senso. Perché probabilmente mi fermerebbe. Mi permetto, da uomo libero, di suggerire un metodo. Dico quello che farei io, non ho la pretesa di imporre nulla. Ho l’illusione, invece, di avviare un dibattito ma nulla. Nella città capoluogo bisogna allargare e coinvolgere altre energie. Bisogna coinvolgere ‘la base’ che ha sempre dato una mano in maniera silenziosa. Se fossi consigliere comunale, da oltre un decennio, mi dimetterei un minuto di firmare la candidatura per la Regione, per dare spazio ad altri, per dare il giusto riconoscimento ad una squadra che ha contribuito alla elezione. C’è la possibilità di farlo, io lo farei. È una mia idea. Cosi ho fatto alle ultime comunali quando ho lasciato spazio ad altri rinunciando a diventare consigliere comunale. Spiace leggere polemiche, e’ l’antico vizio di chi vede il dito quando qualcuno indica la Luna», conclude. «Più in generale – dice Amatruda- bisognerà nelle prossime settimane immaginare delle idee che rimettano Salerno al centro dell’agenda. Ma non a chiacchiere. Insieme si dovrà immaginare di intercettare altri fondi europei per il porto, l’ultimo grande finanziamento e’ di Caldoro, poi bisognerà trovare risorse per la fascia costiera e per proteggere la costa. Si dovrà discutere di sanità, un piano straordinario per le assunzioni e per le stabilizzazioni. Su questi temi e non sul cemento bisogna incentrare il dibattito sulla sanità. Basta, dunque ai dibattiti sterili ed ognuno faccia la sua parte».

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«Se Amatruda parla a nome di Caldoro allora parecchie cose potrebbero cambiare»

di Adriano Rescigno

Replicano dunque a Gaetano Amatruda, futuro candidato all’interno della lista Caldoro alle prossime regionali ed attuale suo portavoce, Roberto Celano , capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Salerno, e Giuseppe Zitarosa – consigliere comuale della Lega, sempre a Salerno. Gaetano Amatruda nell’edizione di ieri del nostro giornale aveva invitato ad un “gesto coraggioso” i due consiglieri comunali che probabilmente saranno protagonisti ognuno per il rispettivo partito nelle prossime regionali. Il “gesto coraggioso” dunque sarebbe quello di dimettersi da consiglieri comunali e favorire l’accesso a Palazzo di Città ad altri due consiglieri non solo per affrontare senza pensieri la campagna elettorale, ma anche per aumentare l’esperienza della futura classe politica e presentare alle amministrative di Salerno 2021 due capolista formati. Alla richiesta di Amatruda dunque corrisponde la risposta dei due consiglieri comunali, e se Roberto Celano preferisce non commentare le parole dell’ex vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Zitarosa, Lega, si pone un interrogativo: «Ma Amatruda quando parla, a nome di chi parla?». «Gaetano Amatruda è un politico o fa l’addetto stampa? Le sue dichiarazioni sono frutto di Stefano Caldoro? Amatruda deve scegliere cosa vuole fare se il politico o il portavoce». «Noi sosteniamo il candidato presidente Stefano Caldoro – dice Zitarosa interpretando probabilmente anche il pensiero di Roberto Celano – e Amatruda ci viene contro? Ci prepariamo ad una campagna elettorale dura, con un avversario coriaceo come Vincenzo De Luca ed anche il Movimento 5 Stelle su Salerno si è rafforzato molto, visto che 7mila persone percepisono il reddito di cittadinanza, 7mila famiglie, vuol dire quasi ventimila voti fidelizzati, su carta, ed il portavoce di Caldoro inasprisce gli animi? Se Amatruda dunque – continua il consigliere – se parla a nome di Caldoro… potrebbero cambiare un pò di cose, altrimenti Caldoro lo smentisse e lo ridimensionasse». «Io ho sempre detto – dice Zitarosa – che in caso di elezione sarei stato il primo a lasciare lo scranno da Consigliere comunale, non come un senatore che era anche consigliere. Io sono contrario al doppio incarico quindi quello che ha detto Amatruda per me era una cosa scontata, ma poi dimettersi in via preventiva? Io e Celano siamo stati eletti dai cittadini, non nominati da qualcuno e messi a tale posto, e per quanto mi riguarda visto il clima di incertezza non so nemmeno se sarò candidato. Caldoro, facesse chiarezza sulle azioni e le dichiarazioni di Amatruda», conclude Zitarosa. Dunque una situazione che comporterà sicuramente delle ripercussioni in vista della composizione delle liste e che tutti e tre i coinvolti nella vicenda sicuramente concorreranno per Palazzo Santa Lucia. Adesso non tocca che aspettare le parole di Stefano Caldoro.

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Crimi: «Sergio Costa è il candidato Gli alleati decidano con chi stare»

di Andrea Pellegrino

Sergio Costa. Ormai è ufficiale per il Movimento 5 Stelle. Vito Crimi, capo politico del Movimento, lancia il candidato alla guida della Regione Campania e l’appello agli alleati: «Chi non l’ha fatto, decida da che parte stare». L’accordo con il Partito democratico in Campania passerebbe da una intesa complessiva a livello nazionale. Nodo da sciogliere è la Liguria, dove il Pd rivendica il suo candidato. In cambio il via libera a Costa in Campania. «Per la regione Campania- dice Crimi- abbiamo individuato in un uomo delle istituzioni, Sergio Costa, una figura ampiamente condivisa, in grado di parlare a tanti mondi, incarnando quei valori di legalita’ e tutela dell’ambiente che per noi sono prioritari e dei quali la Campania ha estremo bisogno. In tanti ci hanno manifestato la volontà di affiancarci in questo percorso e siamo convinti che sarà un ampio fronte, che potrà portare il riscatto di quel territorio. E’ arrivato il momento, per chi non l’ha ancora fatto, di decidere da che parte stare». La votazione in rete per la Campania è assicurata e sarà programmata nei prossimi giorni. Il leader pentastellato, invece, conferma che il Movimento andrà da solo nelle Marche, in Puglia, Toscana e Veneto «e questa settimana chiuderemo con la scelta del candidato presidente nelle regioni delle Marche e del Veneto». Più Europa già prende le distanze: «No all’accordo con il Movimento, con ci siederemo a quel tavolo». Tavolo che si riunirà giovedì. «La presenza di Più Europa a un confronto sulle alleanze è subordinata all’assenza delle forze populiste e sovraniste», scrivono i portavoce campani di Più Europa, Bruno Gambardella, Alessandra Senatore e Manuela Zambrano, in una lettera inviata al Segretario Regionale Pd Leo Annunziata. «Il campo che qualcuno immagina non può essere per noi tanto largo da comprendere anche il M5S. Quando e se decideremo di farci insieme promotori di un progetto riformatore, progressivo e ambientalista – concludono i portavoce di +E- il contributo di Più Europa non mancherà».

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«A Salerno c’è una Lega effervescente Siamo pronti per regionali e comunali»

di Andrea Pellegrino

«A Salerno una Lega effervescente». Nicholas Esposito, segretario provinciale della Lega di Matteo Salvini prepara le prossime mosse in vista delle elezioni regionali con un occhio alle amministrative del 2021 a Salerno città. Nessuna ufficialità sul candidato governatore mentre il programma – affidato all’ex rettore dell’Unisa Aurelio Tommasetti – è «a buon punto». Segretario, quale è lo stato di salute della Lega a Salerno? «C’è tanta voglia di fare da parte di un partito che ha dimostrato voglia di saper fare. Ci sono tante anime: donne, uomini, consiglieri comunali, assessori che conoscono bene la politica e si impegnano per il territorio. Ci stiamo organizzando, copriamo tutte le aree. Nelle prossime settimane continueremo a scendere in piazza con banchetti perché ci piace stare tra la gente». Passiamo alle prossime regionali, qualche notizia sul candidato governatore del centrodestra? «Stiamo trovando accordo con il centrodestra. Su quest’accordo stanno lavorando le segreterie nazionali. Il nome che uscirà fuori saprà rappresentare le istanze del centrodestra unito e contrastare il centrosinistra che ha fatto solo danni». Il programma della Lega, invece, per la Campania? «Penso che la Lega sia stata il primo partito che in Campania ha fatto venir fuori qualche idea perché siamo convinti che vengono prima le idee e poi gli uomini, insieme al professor Tommasetti le abbiamo messe a punto. Tommasetti – nostro coordinatore di programma – ha già fatto qualche tavolo insieme ai rappresentanti della società civile e i professionisti. Gli abbiamo affidato questo compito che sta espletando in maniera eccelsa. Per noi prima vengono le idee e poi gli uomini». A che punto è la lista degli aspiranti consiglieri regionali in provincia di Salerno? «Metteremo in campo una lista che sia innanzitutto espressione dei militanti attivi sul territorio ma che apra anche alla società civile in modo da portare un quid in più». Un giudizio sui cinque anni di De Luca a Palazzo Santa Lucia? «La gestione è stata pessima. Non è possibile che un cittadino campano per curarsi debba confrontarsi con liste d’attesa infinite o curarsi fuori regione. Siamo l’unica regione che non ha un piano di smaltimento dei rifiuti, abbiamo un solo termovalorizzatore ad Acerra che peraltro è malfunzionante. Siamo l’unica regione d’Italia che sui rifiuti crea malaffare e povertà mentre tutte le altre regioni creano ricchezza ed energia. Anche sul lavoro non è stato fatto nulla e non può essere lo spot del miniconcorso a risolvere il problema del lavoro. Stesso discorso anche per quanto riguarda i fondi europei, siamo gli ultimi nella spesa degli stessi». Il prossimo anno si voterà a Salerno città, come vi state organizzando? «Abbiamo un consigliere, Giuseppe Zitarosa, che sta facendo benissimo il suo lavoro. Abbiamo un bel gruppo e saremo presenti nella competizione».

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Incredibile che la sinistra tema gente come Borgonzoni, Santelli e Fitto

La candidata leghista in Emilia-Romagna non verrà votata nemmeno da suo padre, quella calabrese è assediata pure dai compagni di Forza Italia, l'ex enfant prodige pugliese sa di minestra riscaldata. Il problema è che dall'altra parte Bonaccini, Callipo ed Emiliano non sono così validi, anzi. Ditelo che volete morire.

I candidati della destra per la presidenza di Emilia-Romagna, Puglia e Calabria sono debolissimi. Lucia Borgonzoni è da anni inconsapevolmente in politica nelle fila di una Lega che, crescendo in voti, le ha dato una popolarità che di suo non sarebbe stata capace di guadagnare. Jole Santelli è stata una vivacissima parlamentare calabrese di Forza Italia, ma mai è riuscita a entrare nella top ten delle gradite del Cavaliere. Raffaele Fitto è un ex enfant prodige pugliese, democristianissimo, poi molto berlusconiano e infine meloniano, autore cioè di una serie di strappi nel suo elettorato che non possono non aver lasciate ferite sul campo. Ma, soprattutto, già presidente della Regione Puglia, mai rimpianto.

UNA SINISTRA NORMALE LI BATTEREBBE TUTTI FACILMENTE

Chi per manifesta inadeguatezza – la Borgonzoni -, chi è assediata dai compagni di partito ostili – la Santelli – chi rappresenta il “rieccolo”, i tre mostrano una destra priva di idee e di personaggi nuovi. Una sinistra normale li batterebbe facilmente. Ma c’è una sinistra normale di fronte a Borgonzoni, Santelli e Fitto?

BONACCINI E QUELLA BATTAGLIA PERSONALE

L’attuale governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini combatte una battaglia che ha voluto far diventare personale togliendo simboli di partito. Dicono che abbia fatto bene, certo non ha sfondato il muro dell’Emilia-Romagna a differenza di tutti, dicesi tutti, i suoi predecessori. È tuttavia, per comune riconoscimento, un buon amministratore anche se resta incomprensibile perché mai stia accadendo, se i sondaggi non ingannano, che viva con grandi patemi d’animo la concorrenza di una candidata che neppure suo padre voterà.

CALLIPO BRAVO IMPRENDITORE, MA DI DESTRA

Pippo Callipo, il candidato di sinistra per la Regione Calabria, non è di sinistra. La sinistra è ormai fuori moda, ce ne occupiamo in pochi appassionati, tuttavia resta tenace, come un segreto di Fatima, per quale ragione la gente di sinistra di una regione disperata debba infine votare per un imprenditore, bravo per carità, che è di destra.

Jole Santelli, candidata del centrodestra in Calabria. (Ansa)

CANDIDARE EMILIANO È DIRE ALLA PUGLIA CHE È CONDANNATA

Fitto è una minestra riscaldata ma, purtroppo, lo è anche Michele Emiliano se sarà lui a vincere le Primarie pugliesi. È singolare come la sinistra non si accorga mai quando è arrivato il momento di cambiare, di mostrare un altro volto. Votare due reperti come Fitto o Emiliano è dire alla Puglia, afflitta dalla Xylella, dal caso Ilva, dallo scandalo bancario della Popolare di Bari, che è condannata.

Silvio Berlusconi con Raffaele Fitto.

NON FACCIAMO RIAVVICINARE SALVINI A PALAZZO CHIGI

Accadrà così che un appuntamento elettorale che avrebbe potuto portare solo delusioni a Matteo Salvini (che a giudicare da certe foto ha ripreso a gonfiarsi di birra), si potrebbe risolvere in un suo successo e quindi nel suo riavvicinamento a Palazzo Chigi per fare i soliti danni. È tutto qui il dramma della sinistra: nascono e muoiono i cinque stelle, Salvini si inventa la Lega nazionalista, Giorgia Meloni va al 10%, oggi addirittura nascono le benedette sardine, ma a sinistra si mettono in campo sempre i soliti o gente che non c’entra niente con la sinistra. E allora ditelo che volete morire!

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Bonaccini apre la campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna

Il candidato di centrosinistra alle Regionali 2020 apre la campagna elettorale a Bologna. Tra i presenti anche Romano Prodi.

Dopo le Sardine, in Piazza Maggiore a Bologna arriva il centrosinistra. Sabato si è infatti aperta ufficialmente la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna sfidato dalla leghista Lucia Borgonzoni alle Regionali del 2020. Almeno 10 mila le persone presenti. «È una piazza bellissima», ha detto Bonaccini salendo sul palco: «Mi hanno detto che è venuto anche Romano Prodi, gli mando un grande abbraccio».

I SINDACI CON IL PRESIDENTE DI REGIONE

In piazza, coperta dalle bandiere del Pd, anche il sindaco Virginio Merola, quello di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti, presidente di Italia in Comune. «Ora a Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza», ha scritto su Facebook Pizzarotti. «Non contro qualcuno ma per l’Emilia Romagna. Per la nostra terra, con entusiasmo come non avveniva da anni. Sto con Stefano Bonaccini, sto con l’Emilia Romagna libera e forte, con questa piazza incredibile. Sto con chi parla di coraggio e non di paura».

Ora a #Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza. Non contro qualcuno ma per l'Emilia Romagna. Per la…

Posted by Federico Pizzarotti on Saturday, December 7, 2019

IL SOSTEGNO DI ITALIA VIVA

Al fianco di Bonaccini anche Italia viva. «Non abbiamo mai avuto un solo dubbio sul fatto che Stefano fosse il migliore candidato possibile per questa regione», ha detto il deputato renziano Marco Di Maio. «Bonaccini ha dimostrato in questi cinque anni di essere all’altezza del compito di guidare l’Emilia-Romagna, una delle più avanzate d’Europa e del mondo, capace di migliorare in questi anni tutti gli indicatori economici». «Non solo condividiamo il programma e le azioni svolte da Bonaccini in questi anni», ha aggiunto, «ma ci legano a lui anche battaglie comuni che in questi giorni stiamo conducendo come quella per la cancellazione della plastic-tax, tema particolarmente avvertito in Emilia-Romagna dove vi è la più alta concentrazione di imprese legate a questo comparto».

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