Luca Cascone: «Le priorità: trasporti ed aeroporto di Salerno»

di Adriano Rescigno

Prima della direzione regionale di oggi pomeriggio a fare il punto della situazione su quanto c’è ancora da fare e quanto è stato fatto, c’è il consigliere regionale Luca Cascone, che un pò a tutto tondo traccia la linea. Il perchè del continuare con Vincenzo De Luca alla presidenza della regione è scontanto dunque per il consigliere, che: «Mi sembra scontato che si continui con De Luca alla luce dei tanti risultati raggiunti, il primo tra tutti quello della sanità con la fuoriuscita dal commissariamento», e se gli si chiede dell’allenaza con il Movimento 5 Stelle: «Siamo aperti a chiunque vuole continuare i progetti avviati dal presidente De Luca. Partiamo da due assunti: c’è un programma e c’è un presidente, chi abbraccia questi due dati è il benvenuto, e non parlo solo del Movimento 5 Stelle, ma anche di tutte quelle forze moderate che vogliono avvicinarsi». Ancora tanto da lavorare dunque per la regiona Campania e quindi per una continuità di governo: «C’è ancora tanto da fare, prima tra tutti rendere efficiente il sistema dei trasporti su scala regionale, e poi per quanto riguarda la provincia di Salerno ancor più da vicino, c’è da chiudere la questione dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi». Non si spaventa dell’agone elettorale dunque Cascone che non teme il centrodestra in qualunque sua declinazione di proposte come candidato: «Abbiamo fatto tanto e continueremo a lavorare per la regione, non mi spaventa nè Caldoro, nè Sangiuliano».

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Alfonso Andria: «La politica è evoluzione, alleanza con M5S è un dato strutturale»

di Adriano Rescigno

Questo pomeriggio alle 17.00 a Napoli la direzione regionale del Partito democratico. Tra i presenti, anche Alfonso Andria, ex presidente della provincia di Salerno che della direzione regionale è vicepresidente. Tanti i temi sul tavolo della direzione, due tra tutti: la riconferma del candidato alla presidenza della regionale e l’alleanza tra il Partito democratico ed il Movimento 5 Stelle. Su questi due temi, senza svelare il discorso di oggi pomeriggio, Alfonso Andria ha condiviso con noi il suo pensiero.

Si continuerà dunque con Vincenzo De Luca alla presidenza della regione?

«Mi sembra un dato evidente, anche alla luce dei risultati conseguiti in questi cinque anni».

E dunque nell’agone elettorale sarà anche lei presente tra le fila dei candidati?

«Non ci penso nemmeno – ride – mi limiterò a sostenere, come sempre fatto, il presidente uscente De Luca, anche in altre province diverse da Salerno, e voterò Partito democratico quindi il candidato del partito, non quello delle liste civiche in supporto. In sintesi, voterò Pd».

L’alleanza tra il Partito democratico ed il Movimento 5 Stelle sembra lontana…

«L’alleanza con il movimento pentastellato a me sembra invece un dato strutturale, piaccia o no. Basta guardare a Roma, sono l’alleanza di governo e nelle realtà periferiche, e mica tanto periferiche visto che la Campania è la prima regione del Meridione d’Italia, bisogna riprodurre questo schema, guai a non riprodurlo».

Nell’ipotesi in cui il Movimento dica “no” a De Luca a prescindere?

«Non so se questo avverrà. La politica è evoluzione. Perchè dovrebbero dire di no? Perchè sono all’opposizione? Anche nella formazione del governo Conte bis, il Pd era all’opposizione del Movimento, eppure sono al governo insieme oggi. Anch De Luca, infine potrebbe dire no al Movimento visto che attualmente è l’opposizione. La politica ripeto, è evoluzione».

Sangiuliano o Caldoro, qual è l’avversario peggiore da affrontare?

«Io non credo che Sangiuliano abbia intenzione di candidarsi. Credo piuttosto che il centrodestra abbia già scelto il suo candidato che per me è Stefano Caldoro, altro non posso dire perchè non mi occupo delle vicende del centrodestra».

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«Meglio le Province che le Regioni» La Lega? «Sia meglio organizzata»

di Andrea Pellegrino

«Spero che la Lega non sia come gli altri: si faccia un congresso e ci sia rappresentatività e soprattutto tenga ben presente chi sale all’ultimo momento sul carro dei vincitori. Anzi sul Carroccio». Pino Palmieri è sindaco di Roscigno. Ha lasciato Roma, dove è stato anche consigliere regionale, per amministrare il suo comune di origine. Già da tempo è un iscritto della Lega di Matteo Salvini, fin da quando al sud era impossibile raggiungere percentuali a due cifre. «Non sono interessato a candidature, non sono interessato ad incarichi», dice Palmieri: «Sono interessato a far crescere il mio territorio e a sostenere un progetto politico che mi convince».

Tra qualche mese si voterà per il rinnovo dei vertici della Regione Campania, lei sarà in campo?

«Mi hanno offerto la candidatura. Io ho detto no. Anche perché sono stato consigliere regionale del Lazio e da questa esperienza ho appreso solo l’importanza delle Province e la poca utilità delle Regioni. Sono favorevole al ritorno di amministrazioni provinciali forti e rappresentative, anche al costo di abolire le regioni che sono, ad oggi, solo pachidermi istituzionali». Centrodestra. Ad oggi siamo ancora in alto mare «Penso che occorra abbandonare il tatticismo partitico a favore del progetto. Non è possibile che a sessanta giorni circa dalla presentazione delle liste non ci sia ancora l’indicazione sul candidato. Noi siamo persone che danno anima e corpo sui territori ma abbiamo bisogno di riferimenti certi».

Cosa pensa di Caldoro?

«E’ una persona perbene, pacata e preparata. Penso che abbia amministrato bene. Naturalmente non tocca a me stabilire logiche politiche o strategie che spettano ai partiti».

Un centrodestra unito pensa che sia vincente?

«L’unione fa la forza. Ora è indispensabile indicare il candidato e avviare la campagna elettorale. Il centrodestra ha un trend positivo in tutta Italia ed anche in Campania, ma naturalmente gli avversari non stanno a guardare. De Luca, inoltre, è un personaggio politico di spessore e sa bene come si fa una campagna elettorale».

Ha mai conosciuto Vincenzo De Luca?

«No, mai incontrato».

Torniamo al Carroccio..

«Io ho aderito convintamente alla Lega, anche quando era difficile farlo in questa terra. Però ora occorre una classe dirigente che sia rappresentativa, che sia capace, che sostenga noi amministratori locali. La critica non è sinonimo di abbandono, anzi è qualcosa di cui si necessita, a mio avviso, per costruire e non distruggere. Non sono interessato a candidature o incarichi, vorrei solo che questo partito non sia come gli altri. Spero in un congresso e spero che siano i tesserati ad eleggere i propri dirigenti di partito. Io ribadisco la mia appartenenza alla Lega e la mia volontà di far crescere questo partito».

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Verso le regionali, si consolida l’asse Cirielli – Caldoro Manca la Lega: «Arriverà il nome»

di Andrea Pellegrino

L’asse Cirielli – Caldoro ormai è consolidato. Il Cavaliere ha ribattezzato, ancora una volta, la candidatura dell’ex governatore che ha ricevuto, salvo imprevisti, il disco verde di Fratelli d’Italia ed in particolare del loro candidato Cirielli. «Abbiamo già detto sì a Stefano Caldoro», ha ribadito ieri mattina lo stesso Edmondo Cirielli. All’appello manca la Lega che da giorni sta mettendo in discussione l’intero scacchiere del centrodestra nazionale, Campania compresa. «Arriverà il nome giusto al momento giusto», dice Nicola Molteni, coordinatore regionale della Lega in Campania, in merito alla candidatura di Stefano Caldoro indicato da Forza Italia alla presidenza della Regione Campania. «Noi lavoriamo sui programmi e sulle liste – ha affermato il coordinatoreal momento giusto arriverà l’uomo giusto per guidare la coalizione di centrodestra». «Il 18 sarà un momento importante perchè Salvini torna a Napoli e avrà una grande accoglienza – ha sottolineato Micola Molteni – Nei modi e nei tempi giusti arriverà il nome giusto». «Credo che il centrodestra sarà unito e compatto – ha aggiunto – più unito sarà più ci saranno possibilità di vincere». «La settimana scorsa, abbiamo lanciato una grande manifestazione programmatica per tracciare quello che la Campania 2020 – ha concluso – deve essere per il futuro». Tra i nomi in campo per la Lega ci sono quelli dell’ex rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, già candidato alle scorse elezioni Europee e delegato, ora, proprio dal partito di Salvini per il programma in vista delle regionali del 2020 e quello del giornalista Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. Tra i nomi, invece, in lista per il consiglio regionale, sotto la bandiera della Lega, ci sono quelli di Peppe Zitarosa, attuale consigliere comunale di Salerno; Attilio Pierro, già assessore provinciale; Michele De Lucia, sindaco di Positano. Naturalmente Aurelio Tommasetti e l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano – attuale consigliere provinciale – Ernesto Sica, che al momento, strizza l’occhio anche a Forza Italia.

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«Confermata la candidatura di De Luca»

di Erika Noschese

La direzione regionale del Pd, in programma per il prossimo 17 febbraio, confermerà la candidatura del governatore uscente, Vincenzo De Luca. Lo ha confermato il parlamentare salernitano dem Piero De Luca, intervenuto ieri a Salerno, in occasione della presentazione del progetto “Lezioni di felicità: Musica e Bullismo, un rapporto pericolosamente affascinante”. «il 17 ci sarà la direzione regionale del Pd e confermerà la candidatura del governatore uscente, mettendo in campo una coalizione di centro sinistra ampia, che guardi a sinistra ma che sia moderata, riformista e a tutti i settori», ha infatti dichiarato il parlamentare dem che punta l’attenzione anche su quanto emerso, nei giorni scorsi dall’assemblea regionale del Movimento 5 Stelle che, a maggioranza assoluta, ha detto “no” all’accordo con il Pd, in vista delle prossime elezioni regionali. «Loro sono liberi di prendere le decisioni che vogliono ma noi abbiamo il diritto e il dovere di mettere in campo proposte che siano in grado di valorizzare, in Regione Campania, l’esperienza amministrativa positiva in tutti i settori, dalla sanità: siamo usciti dal commissariamento e questo vuol dire aumentare le prestazioni per i pazienti, sbloccare le assunzioni e porre fine al vuoto e alla carenza di pianta organica che abbiamo in tanti ospedali e presidi pubblici in Campania; nei trasporti, nell’alternanza scuola lavoro, nel programma di sviluppo messo in campo in questi 5 anni e che dovrà essere portato avanti nei prossimi 5 anni – ha dichiarato infatti De Luca junior – Avremo l’obbligo e il dovere di intercettare l’elettorale dei 5 Stelle, che per varie ragioni, anche a livello nazionale, non ha votato il Pd ma siamo certi saprà scegliere e confermare la scelta che, in Regione Campania, metteremo in campo. Aperti ancora oggi ad un campo largo, nell’ambito del centro sinistra, ma ci vuole la disponibilità di tutti a sostenere sul tema e sui contenuti di merito perché mi pare non sia giunto un contenuto di merito dall’assemblea dei 5 Stelle. Ci dispiace ma continua un ostracismo di principio ideologico e io penso che sia bene affermare il principio dei contenuti e dei meriti in politica. E le manifestazioni che ci sono in questo periodo conferma che ci voglia un Paese diverso, che ponga fine ai veti e agli ideologismi». Dunque, in vista della prossima tornata elettorale, dem e pentastellati concorreranno separatamente, salvo colpi dell’ultimo minuto, come spesso accade ma, almeno in questo caso, non sembra essere fattibile. I 5 Stelle, infatti, fin da subito si sono opposti alla ricandidatura di De Luca. I giochi, almeno per il momento, sembrano essere chiusi.

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Maraio avverte il Pd: «Si rompa il silenzio per il bene di tutti»

di Erika Noschese

«Il Pd prima rompe il silenzio assordante, prima scioglie la riserva è meglio è per tutta la coalizione». Una stoccata in piena regola quella lanciata dal segretario nazionale del Psi, Vincenzo Maraio al partito democratico che, ad oggi, sembra essere ancora incerto sul nome del candidato alla carica di governatore con lo stesso De Luca in forse. Ma se nel Pd c’è ancora incertezza, i socialisti non hanno alcun dubbio, riconfermare De Luca presidente. «Questa è un’occasione utile per rimettere insieme tutta l’area socialista che negli ultimi anni, per un sistema elettorale maggioritario che ha imposto alleanze spurie, ci ha visto sempre lontani – ha infatti dichiarato il segretario Maraio, tra le altre cose favorevole all’alleanza con i 5 Stelle – Per le regionali noi abbiamo confermato la nostra posizione, saldamente ancorata al centro sinistra, saldamente ancorata a questi anni di amministrazione in Regione Campania, con la guida di Vincenzo De Luca che noi vogliamo riconfermare presidente». Da qui poi la stoccata al Pd: «vogliamo cogliere l’occasione per chiedere al partito democratico che prima rompe il silenzio assordante, prima scioglie il nodo e prima è meglio per tutta la coalizione ma per i socialisti non c’è dubbio, bisogna continuare sul percorso avviato».

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Pd-M5S, la trattativa procede Costa resta il nome prescelto

di Andrea Pellegrino

Si va avanti nella trattativa tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Il gruppo regionale dei Cinque Stelle pare che si sia affidato al consigliere Malerba come ambasciatore con gli ambienti romani ed in particolare con il ministro (campano) allo sport Vincenzo Spadafora. Una partita delicata considerato il veto sulla ricandidatura di Vincenzo De Luca. Un punto (al momento) non negoziabile per la costruzione della mega coalizione da contrapporre al centrodestra, sulla carta vincente, secondo i sondaggi. Il nome in campo resta quello del ministro all’ambiente Sergio Costa. Un ministro, insomma, del governo Conte nel quale coabitano Movimento 5 Stelle, Pd, Leu e renziani. Su Costa in Campania ci sarebbe già il via libera di Luigi de Magistris, così come di Leu che, nel caso di vittoria, potrebbe ambire alla successione al Ministero dell’ambiente. Le resistenze del Pd – soprattutto in Campania – sono su Vincenzo De Luca, seppur il partito non sarebbe completamente coeso sul nome del governatore uscente. Qualche crepa, soprattutto romana, ci sarebbe. La «buonuscita» per De Luca vedrebbe una ipotesi governativa, con l’offerta (ma attualmente scartata dall’interessato) del Ministero del Sud e la presidenza di Fincantieri mentre si aprirebbero anche spiragli per un posto all’interno della famiglia della Sam, la società autostrade meridionali, dove attualmente occupa la poltrona di vicepresidente Cirino Pomicino. Domenica i Cinque Stelle si riuniranno a Napoli per fare un punto della situazione ma la dirigenza conta di chiudere un accordo, in un senso o nell’altro entro una settimana, in modo da far partire la campagna elettorale. Ieri mattina anche il senatore salernitano Andrea Cioffi ha confermato le trattative in corso: «Con il Pd l’accordo è fattibile ma senza Vincenzo De Luca e senza le figure che hanno governato la Campania negli ultimi dieci anni. Noi – prosegue – ci siamo sempre opposti ad un modo di fare e di essere che tende a garantire interessi precostituiti».

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Incredibile che la sinistra tema gente come Borgonzoni, Santelli e Fitto

La candidata leghista in Emilia-Romagna non verrà votata nemmeno da suo padre, quella calabrese è assediata pure dai compagni di Forza Italia, l'ex enfant prodige pugliese sa di minestra riscaldata. Il problema è che dall'altra parte Bonaccini, Callipo ed Emiliano non sono così validi, anzi. Ditelo che volete morire.

I candidati della destra per la presidenza di Emilia-Romagna, Puglia e Calabria sono debolissimi. Lucia Borgonzoni è da anni inconsapevolmente in politica nelle fila di una Lega che, crescendo in voti, le ha dato una popolarità che di suo non sarebbe stata capace di guadagnare. Jole Santelli è stata una vivacissima parlamentare calabrese di Forza Italia, ma mai è riuscita a entrare nella top ten delle gradite del Cavaliere. Raffaele Fitto è un ex enfant prodige pugliese, democristianissimo, poi molto berlusconiano e infine meloniano, autore cioè di una serie di strappi nel suo elettorato che non possono non aver lasciate ferite sul campo. Ma, soprattutto, già presidente della Regione Puglia, mai rimpianto.

UNA SINISTRA NORMALE LI BATTEREBBE TUTTI FACILMENTE

Chi per manifesta inadeguatezza – la Borgonzoni -, chi è assediata dai compagni di partito ostili – la Santelli – chi rappresenta il “rieccolo”, i tre mostrano una destra priva di idee e di personaggi nuovi. Una sinistra normale li batterebbe facilmente. Ma c’è una sinistra normale di fronte a Borgonzoni, Santelli e Fitto?

BONACCINI E QUELLA BATTAGLIA PERSONALE

L’attuale governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini combatte una battaglia che ha voluto far diventare personale togliendo simboli di partito. Dicono che abbia fatto bene, certo non ha sfondato il muro dell’Emilia-Romagna a differenza di tutti, dicesi tutti, i suoi predecessori. È tuttavia, per comune riconoscimento, un buon amministratore anche se resta incomprensibile perché mai stia accadendo, se i sondaggi non ingannano, che viva con grandi patemi d’animo la concorrenza di una candidata che neppure suo padre voterà.

CALLIPO BRAVO IMPRENDITORE, MA DI DESTRA

Pippo Callipo, il candidato di sinistra per la Regione Calabria, non è di sinistra. La sinistra è ormai fuori moda, ce ne occupiamo in pochi appassionati, tuttavia resta tenace, come un segreto di Fatima, per quale ragione la gente di sinistra di una regione disperata debba infine votare per un imprenditore, bravo per carità, che è di destra.

Jole Santelli, candidata del centrodestra in Calabria. (Ansa)

CANDIDARE EMILIANO È DIRE ALLA PUGLIA CHE È CONDANNATA

Fitto è una minestra riscaldata ma, purtroppo, lo è anche Michele Emiliano se sarà lui a vincere le Primarie pugliesi. È singolare come la sinistra non si accorga mai quando è arrivato il momento di cambiare, di mostrare un altro volto. Votare due reperti come Fitto o Emiliano è dire alla Puglia, afflitta dalla Xylella, dal caso Ilva, dallo scandalo bancario della Popolare di Bari, che è condannata.

Silvio Berlusconi con Raffaele Fitto.

NON FACCIAMO RIAVVICINARE SALVINI A PALAZZO CHIGI

Accadrà così che un appuntamento elettorale che avrebbe potuto portare solo delusioni a Matteo Salvini (che a giudicare da certe foto ha ripreso a gonfiarsi di birra), si potrebbe risolvere in un suo successo e quindi nel suo riavvicinamento a Palazzo Chigi per fare i soliti danni. È tutto qui il dramma della sinistra: nascono e muoiono i cinque stelle, Salvini si inventa la Lega nazionalista, Giorgia Meloni va al 10%, oggi addirittura nascono le benedette sardine, ma a sinistra si mettono in campo sempre i soliti o gente che non c’entra niente con la sinistra. E allora ditelo che volete morire!

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Bonaccini apre la campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna

Il candidato di centrosinistra alle Regionali 2020 apre la campagna elettorale a Bologna. Tra i presenti anche Romano Prodi.

Dopo le Sardine, in Piazza Maggiore a Bologna arriva il centrosinistra. Sabato si è infatti aperta ufficialmente la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna sfidato dalla leghista Lucia Borgonzoni alle Regionali del 2020. Almeno 10 mila le persone presenti. «È una piazza bellissima», ha detto Bonaccini salendo sul palco: «Mi hanno detto che è venuto anche Romano Prodi, gli mando un grande abbraccio».

I SINDACI CON IL PRESIDENTE DI REGIONE

In piazza, coperta dalle bandiere del Pd, anche il sindaco Virginio Merola, quello di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti, presidente di Italia in Comune. «Ora a Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza», ha scritto su Facebook Pizzarotti. «Non contro qualcuno ma per l’Emilia Romagna. Per la nostra terra, con entusiasmo come non avveniva da anni. Sto con Stefano Bonaccini, sto con l’Emilia Romagna libera e forte, con questa piazza incredibile. Sto con chi parla di coraggio e non di paura».

Ora a #Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza. Non contro qualcuno ma per l'Emilia Romagna. Per la…

Posted by Federico Pizzarotti on Saturday, December 7, 2019

IL SOSTEGNO DI ITALIA VIVA

Al fianco di Bonaccini anche Italia viva. «Non abbiamo mai avuto un solo dubbio sul fatto che Stefano fosse il migliore candidato possibile per questa regione», ha detto il deputato renziano Marco Di Maio. «Bonaccini ha dimostrato in questi cinque anni di essere all’altezza del compito di guidare l’Emilia-Romagna, una delle più avanzate d’Europa e del mondo, capace di migliorare in questi anni tutti gli indicatori economici». «Non solo condividiamo il programma e le azioni svolte da Bonaccini in questi anni», ha aggiunto, «ma ci legano a lui anche battaglie comuni che in questi giorni stiamo conducendo come quella per la cancellazione della plastic-tax, tema particolarmente avvertito in Emilia-Romagna dove vi è la più alta concentrazione di imprese legate a questo comparto».

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