Terre per il terzo figlio, i lotti lucani: la metà dovrebbe arrivare dalla Banca delle terre (che però rischia di svuotarsi)

POTENZA – C’è l’agrumeto da un milione di euro a Pisticci e il pascolo a San Fele. Assieme al bosco a ridosso del lago Pantano, a Pignola, più vigne e uliveti di Montescaglioso.
Sono solo alcune delle terre che potrebbero finire in dote alle famiglie di agricoltori lucani che nei prossimi mesi festeggeranno l’arrivo del loro terzo figlio.
Mercoledì sera è arrivato in Parlamento il disegno di legge di bilancio che prevede l’affidamento in concessione gratuita per 20 anni del 50% dei terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato non utilizzabili per altra finalità e del 50% delle aree abbandonate o incolte del Mezzogiorno.
La proposta, pensata per «favorire la crescita demografica», dovrebbe interessare i lotti già raccolti nella Banca delle terre, la sperimentazione partita nel 2017 per la valorizzazione di aree agricole inattive da almeno 10 anni, i terreni di rimboschimento in cui non si erano registrati interventi negli ultimi 15 anni e anche le aree industriali, artigianali, e turistico-ricettive abbandonate da almeno 15 anni.
Quelli lucani sono in tutto 60, ma per 36 di loro è stata già avviata la vendita con prezzi che variano dal milione di euro per i 20 ettari nella piana di San Bonifacio, a Pisticci, ai 2mila per l’ettaro scarso di seminativo e pascolo di Avigliano. Così entro dicembre, quando scadranno i termini per presentare le manifestazioni d’interesse all’acquisto (con una serie di agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli che possono usufruire di mutui trentennali e riavere le somme versate come contributi per primo insediamento, subentro e sviluppo delle giovani imprese) quelli disponibili rischiano di essersi dimezzati. Riducendo la dote per i terzi figli agli appezzamenti meno pregiati. Ferme restando le incertezze sul metodo che verrà escogitato per evitare sperequazioni tra famiglie dal momento che il valore nominale dei terreni varia di non poco a seconda dell’estensione e delle caratteristiche dello stesso.
Il disegno di legge di bilancio che nei prossimi giorni sarà all’esame delle camere, prevede anche la concessione di mutui fino a 200mila euro a tasso zero alle famiglie che acquistino nelle vicinanze dei terreni la prima casa.
I terreni potranno andare anche a società di giovani imprenditori agricoli che riservano una quota del 30% alle famiglie col terzo figlio che arriva tra il 2019 e il 2021.
E’ previsto l’accesso prioritario ai benefici per favorire l'imprenditorialità in agricoltura e il ricambio generazionale (da mutui agevolati per gli investimenti fino a un milione e mezzo a contributi a fondo perduto).
Per sostenere i mutui prima casa a tasso zero (di 20 anni di durata) viene creato un apposito fondo al ministero delle Politiche agricole con 5 milioni per il 2019 e 15 milioni per il 2020.
In caso di approvazione del progetto di legge ministeri dell’Agricoltura e della Famiglia dovranno definire «criteri e modalità» di attuazione della misura.

Arrivano 20.000 bottiglie di vino novello Prezzi invariati per la produzione in Calabria

CATANZARO - E’ appena arrivato sulle tavole calabresi il vino novello edizione 2018. Sono circa 20.000 - stima Coldiretti Calabria - le bottiglie prodotte quest’anno dal Pollino allo Stretto e pronte per essere stappate grazie al "deblocage" anticipato di due settimane rispetto all’omologo "Beaujolais nouveau" francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 15 novembre.

«La qualità del novello 2018 si prevede buona - fanno sapere dalla Coldiretti - con una produzione rimasta stabile al livello dei volumi dello scorso anno e assai distante dai numeri che si ottenevano solo un decennio addietro quando le cantine calabresi mettevano in commercio oltre 100 mila bottiglie».

Insomma, il vino da bere giovane, anche se apprezzato come prima produzione enologica dell’anno riesce ancora a barcamenarsi anche se ha un pò perso lo smalto del passato. Sarà forse perché si tratta di un prodotto legato troppo anche alla stagionalità e conservabilità? «Di certo all’origine del fenomeno - sempre secondo la Coldiretti - c'è una serie di fattori, a partire da un consumo troppo corto, che deve avvenire nell’arco dei prossimi 6 mesi e poi la tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa rispetto a quelle tradizionali. E poi c'è da aggiungere che gli stessi vitigni che, negli anni passati rappresentavano la base del novello, vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata».

Leggero, con bassa gradazione (in genere si attesta su 11 gradi) e con un bouquet aromatico, il novello made in Calabria basato su uve Dop e Igp viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le castagne, proposte nelle varie formulazioni gastronomiche, che, quest’anno, malgrado i problemi legati al cinipide, segnano una discreta ripresa produttiva.

I prezzi delle bottiglie di novello, peraltro, non hanno subito variazioni. In attesa dei grandi vini, in Calabria, dunque, la festa autunnale del novello vedrà una serie di manifestazioni sui territori. «Una ulteriore occasione - afferma il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto - per consolidare anche da questo punto di vista il record storico per il Made in Calabria agroalimentare che è sempre più apprezzato e riscoprire la bellezza delle nostre campagne colpite in modo violento dal maltempo delle ultime settimane».

“Scegli te stesso”: formazione con 1500 giovani soci di Banca Campania Centro

Prende il via oggi (sabato 24 ottobre), a Battipaglia, presso la Sala Soci della Cassa Rurale, il progetto “Scegli te stesso”. Ideato dal Club Kairòs, che riunisce i circa 1500 giovani soci di Banca Campania Centro, “Scegli te stesso”, è un corso-progetto che ha come obiettivo finale quello di creare imprese giovanili che diano occupazione, il tutto partendo da un cammino di formazione, portato avanti da life e career coach di livello internazionale, che faccia maturare nei giovani la coscienza di sé e delle proprie potenzialità, aiutandoli a scegliere la loro strada migliore e quello che devono fare per far emergere tutto ciò. Quattro incontri di un’intera giornata, tra ottobre e dicembre, che dovranno portare i giovani partecipanti anche a eventuali scelte di tipo imprenditoriale, come la costituzione di cooperative o di startup. Scelte che saranno anch’esse seguite dal progetto “Scegli te stesso”, attraverso altre due fasi che si svilupperanno nei mesi successivi.

Sono già oltre 100 i giovani che hanno chiesto di partecipare.

“L’idea, per la verità – spiega Stefania Capone, rappresentante del Club Kairòs – prende spunto da un’iniziativa di Banca Campania Centro, che lo scorso anno, proprio per incentivare percorsi occupazionali da parte delle micro e piccole imprese, aveva lanciato il progetto “5x5x5”. In pratica – spiega la Capone - un finanziamento di 5000 euro a fondo perduto per quelle aziende che assumevano giovani. In quel progetto, come giovani soci abbiamo letto quanto nel nostro territorio fosse importante aiutare i giovani a comprendere il loro ruolo per il loro futuro. Conoscersi meglio per divenire protagonisti delle proprie scelte”.

Da lì i giovani di Kairòs si sono messi al lavoro per individuare il come favorire tutto ciò. L’esperienza di Banca delle Qualità Campane, realizzata dalla Fondazione Symbola, voluta proprio dalla Banca con sede a Battipaglia e dai suoi quasi 10.000 soci, e che ha messo in rete 50 eccellenze locali ha fatto scattare la lampadina. “Perché – continua la rappresentante di Kairòs - non aiutare i giovani attraverso le più moderne tecniche di formazione come il life coaching e il career coaching? Sono metodologie altamente motivazionali che già in altre regioni hanno raccolto entusiastici risultati”.

Di qui “Scegli te stesso”. Il progetto è stato immediatamente sposato da Banca Campania Centro che vi ha visto proprio il diretto collegamento con la volontà da parte dell’assemblea dei soci di incentivare la nascita di nuove imprese, o di incentivare quelle già esistenti, soprattutto cooperative, capaci di far sentire i giovani protagonisti del loro futuro attraverso il loro stesso lavoro. “Crediamo fortemente – ha confermato il presidente di Banca Campania Centro, Silvio Petrone – nelle potenzialità che possono esprimere i giovani delle nostre comunità. Dobbiamo dare loro la possibilità di concretizzarle attraverso strumenti nuovi. C’è un problema generazionale nelle imprese dei nostri territori che sta portando via i giovani che vogliono costruire il loro futuro. L’idea del nostro Club Kairòs è innovativa, perché parte proprio dall’aspetto motivazionale, e si inserisce benissimo in quel concetto di coesione che come cooperativa portiamo avanti come valore e che ci è valso anche un’importante citazione nella ricerca nazionale di Unioncamere che ci ha inserito fra le 20 aziende simbolo in Italia del concetto di Coesione è Competizione”.

Banca Campania Centro, all’indomani della fusione della Cassa Rurale di Battipaglia con Banca di Salerno, è la Banca di Credito Cooperativo più grande della Campania, grazie ai suoi quasi 10000 soci, i suoi 180 dipendenti e le 26 filiali che abbracciano un territorio molto ampio che va da Cava de Tirreni a Serre, abbracciano i Picentini e spingendosi fino alla provincia di Avellino. Da anni è impegnata sul fronte dello sviluppo delle comunità di cui è espressione. “Per vocazione e per statuto noi lavoriamo esclusivamente per questo – ricorda Petrone – e la partecipazione attiva dei soci a questo progetto è fondamentale. I giovani non sono mai banali e questo progetto lo conferma. Puntiamo, attraverso di loro, a far nascere nuove imprese e nuove cooperative che noi ci impegniamo ad aiutare”.

A dirigere i primi quattro appuntamenti del corso è stato chiamato Lorenzo Sciadini, coach professionista, consulente di marketing, formatore e docente senior di marketing e comunicazione presso istituti internazionali, enti e aziende. Per anni si è occupato di innovazione e nuovi media per imprese, banche e pubbliche amministrazioni.

 

L’Ufficio Stampa

 

Per ogni ulteriore informazione tel. 0828 302608 (cell. 3398209257)

 

 

Calendario e Moduli del Corso:

 

Scegli te stesso 

Migliorare sé stessi per migliorare il mondo

 

27 ottobre MODULO 1

Personal Energy Management

Una giornata insieme a due esperti del cambiamento per rivitalizzare e trasformare il livello della salute psico-fisica, dell’energia e della vitalità necessaria e diventare finalmente padroni del proprio corpo e delle proprie azioni.

 

10 novembre MODULO 2

Conoscere sé stessi: consapevolezza del proprio potenziale

Una giornata insieme a un coach professionista per sviluppare consapevolezza dei propri meccanismi: conoscenze, abilità tecniche e relazionali, valore e credenze, identità, ambizioni e visione. 

 

 

17 novembre MODULO 3

Dalle parole ai fatti. Muoversi verso il successo sviluppando performance e obiettivi. 

Una giornata insieme a un coach professionista per passare all’azione, superare le difficoltà e realizzare un piano d’azione individuale.

 

 

1° dicembre MODULO 4

Career Coaching e personal branding

Una giornata insieme a un coach professionista per fare chiarezza sul ruolo, sulla professione ideale e per sviluppare gli elementi dell’identità, della performance e dell’immagine necessari.

 

Mandato in scadenza, Tansi saluta: «In questi tre anni abbiamo fatto molto per la Protezione civile in Calabria»

COSENZA - «Il 18 novembre 2018, tra un mese esatto, scade il mio naturale mandato di dirigente della Protezione Civile della Regione Calabria. Finisce il mio triennio di aspettativa in cui sono stato prestato alla regione e il 19 novembre tornerò a fare quello che ho sempre fatto e quello che so fare: il ricercatore presso l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche».

Inizia così un lungo post su Facebook di Carlo Tansi, responsabile della Protezione civile della Calabria, che fa il bilancio della sua esperienza a un mese dalla conclusione del suo mandato.

«Tre anni volati via come il vento - ha scritto Tansi - durante i quali ho cercato con tutte le mie forze di costruire una protezione civile adeguata alla regione italiana, la Calabria, nettamente più esposta alle calamità naturali dove, a causa della mancata prevenzione, l'emergenza è diventata normalità e dove, per questo, la protezione civile lavora senza sosta tutti i giorni e tutti i minuti dell’anno. In questi tre anni sono stato subissato da emergenze: frane, inondazioni, terremoti, incendi, sbarchi, tendopoli, sono stati sotto gli occhi di tutti i calabresi».

Tansi ricorda ancora: «Durante questi tre anni ho anche ripulito la protezione civile regionale dal malaffare, denunciando sempre illeciti e soprusi alla autorità giudiziaria e contribuendo nelle indagini che hanno portato anche agli arresti di soggetti che in passato avevano leso le nobili origini della Protezione Civile. Per questo ho subito minacce di morte e attentati. Abbiamo fatto risparmiare alla pubblica amministrazione altre 1 milione e mezzo di euro all'anno, abbiamo professionalizzato tutto il personale della protezione civile, abbiamo reso sicuri sistemi di comunicazione della protezione civile e reso intercomunicanti e interattivi in tempo reale - durante le emergenze - tutti i soggetti del sistema di protezione civile».

Tansi ricorda anche gli elogi del capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, la vittoria del primo premio a Roma, lo scorso giugno, al forum nazionale della pubblica amministrazione e la distribuzione di mezzi e attrezzature che prima erano tutti concentrati a Catanzaro o dati ad associazioni di volontariato gestite con metodi clientelari». Sono stati anni in cui i piani di protezione civile sono passati dal 53% al 94% e in cui è stata realizzata una nuova Sala Operativa Regionale Unica di ultimissima generazione «che inaugureremo a breve».

«Ce l'ho messa davvero tutta - la conclusione - tra mille difficoltà, con il cuore e con l'anima, per cambiare questo sistema. Ho lavorato tutti i giorni dell'anno, sabato e domenica compresi, anche a Natale e Capodanno – sottraendo ilmio tempo ai miei affetti più cari, Nadia, Giulia e Valentina, per realizzare il mio progetto di protezione civile. Grazie alla gente comune ho trovato la forza per lottare in un contesto per me completamente nuovo ed ostile che tanta amarezza mi ha dato. Contesto avvelenato da certi pochi nemici, poco credibili, di cui mi onoro di aver subito gli attacchi mediatici che mi hanno sferrato per denigrare la mia persona avendo toccato interessi e incrostazioni sedimentati per anni. Grazie alla gente comune e al presidente Oliverio per la stima e la fiducia che mi ha dato».

L’agroalimentare lucano legato alle produzioni autunnali è cresciuto del 40% in 5 anni

POTENZA – “Crescono in Basilicata i settori dell’agroalimentare legati all’autunno: il 5,6 per cento in più in tre anni e circa il 40 per cento in più in cinque anni”. A riferirlo è l’Ufficio Studi della Cia-Agricoltori di Basilicata che ha rielaborato, su scala regionale e provinciale, i dati di un rapporto della Camera di Commercio di Milano. 

“Complessivamente nella nostra regione - si legge in una nota - le imprese dei settori autunnali dell’agroalimentare sono 1.381 (959 in provincia di Matera e 422 in quella di Potenza) con un “business” di vendita che sfiora i 65 milioni di euro. Il peso di aziende under 35 anni in questo campo è del 16,7 per cento in provincia di Potenza che si colloca tra le prime dieci province italiane per percentuale di imprese giovanili”. Sono legate all’autunno” attività quali la coltivazione di uva (280) a cui aggiungere imprese produttrici di vino da uve (20), coltivazioni di frutti oleosi (345), di pomacee e frutta a nocciolo, castagne, bacche, mirtilli, ribes, kiwi, cachi, melograno, nocciole (444). Settori che contano 2.355 addetti (2.007 in provincia di Matera e 348 in quella di Potenza), in gran parte concentrate nella coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo (840 di cui 822 nel Materano). Tra le produzioni dell’autunno più amate dai consumatori lucani c’è la castagna che diventerà nelle prossime settimane la “regina” di numerose sagre. La più attesa è la Sagra della varola a Melfi in programma il 20 e 21 ottobre. Una tendenza, quella delle sagre dei prodotti agroalimentari d’autunno - evidenzia l’organizzazione agricola - che dimostra come i cittadini apprezzino sempre più gli eventi dedicati ai prodotti tipici dell’enogastronomia locale, vissuti come momenti conviviali alternativi e occasioni per ristabilire un rapporto più diretto con il cibo, la cultura e le tradizioni territoriali”. 

Ma i produttori di castagne rilanciano l’attenzione “sul fenomeno dell’abusivismo nell’areale del Vulture-Melfese. Il comparto castanicolo nell’area del Vulture rappresenta la maggior parte della superficie nella nostra Regione, in particolare nei comuni di Melfi, Rapolla, Barile, Rionero e Atella, territori peraltro da poco inseriti nel costituendo Parco del Vulture. Oramai si tratta di un fenomeno sempre più diffuso- sottolinea la Cia - che assume forme predatorie in quanto, oltre ad asportare consistenti quantitativi di prodotto, genera anche problemi di sicurezza per i proprietari che non solo si vedono sottratto il raccolto, ma devono cercare di evitare contrasti e litigi con tanti raccoglitori abusivi”.

Il Pd prepara l’appuntamento con la Festa dell’Unità Pronto il programma per l’iniziativa in Calabria

ROGLIANO (COSENZA) - Tre giorni di dibattiti, incontri e approfondimento sui temi di attualità politica nazionale e regionale: prenderà il via l’11 ottobre a Rogliano (nella villa comunale, in via Pietro Buffone) la festa regionale dell’Unità, che proseguirà nelle giornate del 12, del 13 e del 14 ottobre. Il Partito democratico della Calabria prova, dunque, a ripartire dal tradizionale appuntamento con la festa regionale, nella speranza di ritrovare unità e compattezza, oltre ad un feeling con gli elettori che appare negativo, visti i dati delle ultime tornate elettorali.

«L'apertura della festa - si afferma nella nota del Pd - sarà affidata alle 16.30 al segretario del circolo di Rogliano, Eugenio Altomare, ai segretari delle cinque federazioni e al responsabile organizzativo del Pd Calabria, Giovanni Puccio. A seguire, alle 18.30, la responsabile nazionale del Mezzogiorno della segreteria Pd, Teresa Bellanova, si confronterà con Ferdinando Aiello sul tema 'Quale Pd serve all’Italià. La giornata sarà chiusa dal concerto dei Sabatum quartet. Il 12 spazio alle riflessioni su 'Riordino delle autonomie locali, verso il Comune unico del Savutò (ore 16.30), con, fra gli altri, il parlamentare Antonio Viscomi, il vicepresidente della Giunta regionale Francesco Russo e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Alle 18.30 un incontro sul tema "Le donne sono già maggioranza nella Giunta regionale, ora una legge per la presenza paritaria in Consiglio", alla presenza anche dell’europarlamentare Pina Picierno, la deputata Enza Bruno Bossio e la consigliera regionale Flora Sculco. In serata, vi sarà il concerto delle cover band di Equipe 84 e dei Nomadi.

«Il 13 - prosegue la nota - la festa regionale dell’Unità si aprirà alle 15.30 con l'Assemblea regionale dei circoli del Pd e dei Giovani democratici. Alle 18 ci sarà il dibattito sul tema 'La Calabria che crescè, alla quale parteciperanno il presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, il capogruppo alla Regione, Sebi Romeo, i capigruppo della maggioranza ed i presidenti di commissione. La festa regionale sarà chiusa dal presidente della Regione, Mario Oliverio, e dal senatore Ernesto Magorno, che dialogheranno sul tema "Costruiamo la Calabria del futuro". A seguire il concerto di Fausto Leali».

«La giornata del 14, infine - conclude il comunicato - sarà interamente dedicata all’intrattenimento con la festa popolare a base dei sapori e dei suoni della tradizione calabrese».

Verso le elezioni Regionali, Forza Italia si prepara «Pronti a guidare una larga coalizioni di centrodestra»

CATANZARO - Per le elezioni regionali manca oltre un anno ma la campagna elettorale è sostanzialmente già in corso.

Nel Centrodestra i movimenti principali sono, ovviamente, legati alla scelta del candidato presidente. Mentre negli scorsi giorni il responsabile nazionale del Movimento per la sovranità nazionale, Gianni Alemanno, ha invitato il centrodestra a sedersi al tavolo annunciando la disponibilità del movimento a proporre un candidato (LEGGI LA NOTIZIA), adesso a prendere posizioni è Forza Italia.

Il partito di Silvio Berlusconi, infatti, si dice «pronta a guidare una larga coalizione in grado di proporre ai calabresi un programma di netto cambiamento e una seria alternativa alla fallimentare esperienza di Oliverio e del centrosinistra».

La decisione di chiarire la voglia di guidare la coalizione da parte di Forza Italia è giunta dopo la riunione del coordinamento regionale, presieduto dalla deputata Iole Santelli, con il partito azzurro che apre «la fase politica che porterà, in tempi assai ristretti alla costruzione del programma di governo per la nuova Calabria e all’indicazione del candidato governatore che spetterà, in base agli accordi nazionali del centrodestra, proprio a Forza Italia, partito che nella nostra regione ha raggiunto alle politiche dello scorso 4 marzo una considerevole percentuale, il migliore risultato italiano, avendo superato il 20 per cento».

Attraverso una nota, Forza Italia chiarisce che «su questa piattaforma il coordinamento, al quale hanno partecipato i parlamentari e i consiglieri regionali si è ritrovato all’unanimità, a conferma di una consolidata unità, valore peraltro sottolineato dal presidente Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente durante la riunione. Dal presidente del partito è venuto un forte incoraggiamento a proseguire lungo la strada dell’unità e della costruzione di un’alleanza con tutti i partiti del centrodestra e con le formazioni popolari che intendano contribuire a questa nuova fase della vita politica della Calabria. Berlusconi, che si aspetta al sud un grande risultato alle prossime elezioni europee, si è detto certo che il futuro presidente della Calabria sarà un esponente di Forza Italia».

Il coordinamento «ha ricordato che Forza Italia vanta un’ottima classe dirigente in grado di guidare vittoriosamente la coalizione e attuare un programma di radicale trasformazione della regione, a cominciare dai sindaci delle grandi città che hanno dimostrato capacità politiche e amministrative nelle loro realtà e che possono essere esempio concreto del cambiamento che in Calabria si deve realizzare».

In conclusione l'auspicio di Forza Italia è anche «che il partito calabrese possa esprimere un candidato unitario alle prossime elezioni europee in grado di competere vittoriosamente e garantire così alla Calabria un filo diretto con l’Europa e i suoi apparati. Già nelle prossime settimane Forza Italia promuoverà un primo tavolo politico al quale saranno chiamati a partecipare gli alleati storici del centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia-Udc, Nuovo Cdu) e le formazioni popolari che già hanno mostrato interesse al progetto di cambiamento. In quanto al programma, si lavorerà alla stesura di linee programmatiche che saranno riempite di contenuti ed apporti provenienti, dai movimenti e dalla società civile, per giungere infine ad una grande conferenza programmatica che si terrà all’inizio del 2019».

Consiglio Regionale, salta la doppia preferenza di genere Discussione rinviata per «assenza del presidente Oliverio»

REGGIO CALABRIA - Salta la discussione in Consiglio Regionale sulla doppia preferenza di genere. Il Consiglio regionale, infatti, ha approvato a maggioranza la richiesta avanzata del capogruppo del Partito democratico Seby Romeo, come concordato in Conferenza dei Capigruppo, di differire l’esame della proposta di legge presentata da Flora Sculco (Calabria in Rete) per la "Promozione della parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive regionali".

Tuttavia, al momento del voto, il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ha assicurato che la proposta sarà inserita nella prima seduta utile della Conferenza dei Presidenti per l'immediata calendarizzazione.

Per quanto riguarda la richiesta, Romeo ha motivato con l’assenza del presidente della Giunta Mario Oliverio, che aveva manifestato la volontà di partecipare personalmente al dibattito di esame e di approvazione della legge, «ma anche - ha aggiunto - per consentire all’Ufficio legislativo, appositamente interpellato, di permettere gli adeguamenti sistemici del testo con la normativa nazionale emanata nel 2016».

Motivazioni che, però, non sono piaciute a Carlo Guccione (Pd) e ad Arturo Bova in quanto il primo ha ricordato che si sapeva dell’assenza di Oliverio alla seduta. «E allora perché - ha chiesto - non si è evitato di inserire il provvedimento all’ordine dei lavori? Forse - ha aggiunto Guccione, annunciando il suo voto contrario al rinvio - occorre sgomberare il campo dai problemi politici. È una motivazione che sa di beffa, anche perché non risulta nessun rilievo al testo da parte dell’Ufficio legislativo».

Arturo Bova, invece, pur definendo «nobile» la motivazione di permettere al presidente Oliverio di partecipare alla discussione sulla proposta di legge Sculco, ha chiesto l'approvazione di un rinvio «a data certa» ed ha respinto la motivazione degli aggiustamenti «che riguarderebbero - ha detto - soltanto la correzione degli arrotondamenti all’unità superiore o all’unità più vicina delle percentuali di rapporto tra i due generi, e comunque previsti dagli emendamenti depositati».

Sull'argomento si è inserito anche Fausto Orsomarso (Misto) che ha ricordato che la motivazione ufficiale assunta in Conferenza dei capigruppo era quella degli adeguamenti tecnici e non quella dell’assenza del presidente Oliverio.

Il rinvio a data certa è stato chiesto anche da Giuseppe Giudiceandrea (Democratici Progressisti), che ha annunciato la richiesta di voto palese e per appello nominale sulla legge. Nel ringraziare Arturo Bova e Carlo Guccione, Flora Sculco ha confermato la manifestata volontà del presidente Mario Oliverio di voler essere presente alla discussione del provvedimento. «Mi sembra una richiesta - ha rimarcato la Sculco - più che legittima. Non avremmo potuto negare una simile possibilità a nessun altro consigliere regionale, anche se fosse stato dell’opposizione; almeno io, non l’avrei fatto».

Flora Sculco ha confermato il coinvolgimento dell’Ufficio legislativo, «per l'adeguamento della legge ai rilievi della Corte Costituzionale e non in riferimento alla legge nazionale del 2016». «Chi pensa di strumentalizzare la giornata di oggi - ha concluso Flora Sculco - non potrà compromettere un risultato che ormai è alla portata di mano, che questa Regione potrà conquistare e sono certa conquisterà nella prossima seduta del Consiglio regionale».

Elezioni, la Regione Calabria tocca a Forza Italia Il vertice nazionale del centrodestra chiarisce la linea

CATANZARO – Parmigiana di melanzane, arrosto e verdura. Intorno al desco, giovedì scorso a Palazzo Grazioli, il centrodestra, nella sua espressione apicale (Berlusconi, Salvini e Meloni), si è ricompattato dividendosi la guida delle regioni che in ordine sparso andranno al voto da qualche mese a un anno. Quindi, se non cambieranno idea, questo schieramento si presenterà unito.

In Calabria tale ipotesi unitaria demolisce alcune dicerie che circolavano insistentemente in questi giorni. La prima della quale è che il vice premier Salvini, che è stato eletto in Calabria, avrebbe accarezzato l’idea di affidare la candidatura della presidenza della Regione a un alto magistrato. La seconda diceria, questa sì molto suggestiva, che i sovranisti avrebbero sondato gli umori dei grillini che invece correranno da soli. Dicerie che lasciano il tempo che trovano. La riunione di Palazzo Grazioli è stata variamente commentata, con tanto di spartizione delle presidenze.

Secondo Ugo Magri de “La Stampa”: «… Forza Italia indicherà il candidato governatore in Piemonte (sarà Alberto Cirio), in Calabria e in Basilicata; che viceversa in Sardegna e in Emilia Romagna la designazione spetterà alla Lega; quanto all’Abruzzo, pare l’abbiano spuntata i Fratelli d'Italia. Il “do ut des” a Salvini premeva inoltre sboccare la presidenza Rai, e ieri c’è finalmente riuscito: Forza Italia si rimangerà il “no” al candidato “sovranista” Marcello Foa».

E pare che si vada in questa direzione. Naturalmente questi accordi si possono modificare perché in mezzo c’è la tenuta della coalizione di governo, le elezioni provinciali, e, soprattutto, le elezioni europee. In Calabria si voterà fra 13-14 mesi. Che passano veloci e tutto il mondo politico calabrese è in fermento, dai grandi ai cespugli.

Se l’indicazione azzurra dovesse tenere c’è, per lo schieramento di riferimento, da trovare un nome che possa fare sintesi. Ma, le singole forze della coalizione al momento, al di là delle dichiarazioni di convenienza, non sono coese. Ciò non esclude che possano diventarlo strada facendo e in breve tempo. Ma se è vero che tocca a Forza Italia guidare le danze, è altrettanto vero che il partito di Berlusconi non è affatto compatto.

C’è, soprattutto, una divisione territoriale, specie nella provincia di Reggio Calabria. Non ci sono più i vecchi punti di riferimento, Nino Foti, Alessandro Nicolò (che ha dovuto trasmigrare in Fratelli d’Italia), Giuseppe Raffa, Luigi Fedele (è passato all’Udc), tanto per citare i più noti. Sostituiti dal senatore Marco Siclari e i deputati Maria Tripodi e Francesco Cannizzaro. Un posto in prima fila ce l’hanno i sovranisti dell’area Scopelliti vicino ad Alemanno.

Sicché chi vuole fare il presidente deve confrontarsi a muso duro con i reggini. Stesso discorso vale con Catanzaro dove, però, il leader provinciale, Mimmo Tallini, è lealista rispetto al partito, ma non arrendevole. Senza contare la fronda lametina dove la politica in generale ha abdicato.

Cosenza è presidiata da Jole Santelli e Roberto Occhiuto che punterebbero a portare alla Cittadella il sindaco Mario Occhiuto. Il quale - secondo i rumors del totocandidato - potrebbe vedersela con Piero Aiello, che sarebbe gradito all’area ex Alfano/Lorenzin, e con Giuseppe Mangialavori di Vibo Valentia. Tuttavia dal cilindro potrebbe uscire un nome inaspettato, un outsider. Tipo, il Bernardo Misaggi di turno.

Tari, salasso sui commercianti di Matera: aumenti della tassa rifiuti fino al 120%

MATERA - E’ una doccia fredda, quella che sta cadendo in questi giorni sulle teste degli esercenti materani, con l’arrivo delle cartelle Tari (la Tariffa rifiuti) del 2018.
Un salasso senza precedenti, con aumenti fino al 120%, che hanno letteralmente fatto imbestialire i commercianti, mai informati di questa eventualità, e sui quali il Comune sembra voler addossare tutto il peso economico della pessima gestione del sistema rifiuti in città.
Per questa ragione, ieri mattina, i rappresentanti del Consorzio albergatori materani (Sergio Palomba), di Confesercenti (Francesco Lisurici), Confcommercio (Gianni Genco) e Confederazione nazionale artigianato (Leo Montemurro), hanno incontrato l’assessore Giuseppe Tragni, alla presenza dei dirigenti comunali De Bonis e Montemurro.
La protesta è stata corale, perchè i rappresentanti delle associazioni datoriali reputano assolutamente iniquo e sproporzionato questo aumento della Tari, che va ad incidere su diversi settori commerciali, mettendo in difficoltà decine di imprese, con un peso maggiore sulla ristorazione, in quanto si presume produca una quantità maggiore di rifiuto, seppure differenziato e differenziabile. Il tema sollevato ieri, è quello della paradossale divisione del carico fiscale Tari, con un 50% su famiglie e utenze domestiche e 50% sulle imprese. Un dato che, solo apparentemente, risponde a criteri di equità, perchè di fatto le utenze domestiche sono notevolmente superiori alle imprese; dunque l’aumento viene maggiormente “diluito”, diventando in alcuni casi appena percettibile. Le imprese, invece, seppure producano più rifiuto, sono numericamente inferiori alle utenze domestiche, dovendosi però addossare lo stesso carico fiscale.
Ecco che, solo per fare un esempio, un ristorante dei rioni Sassi, l’anno scorso ha pagato 4.000 euro, trovandosi a pagarne ben 10mila quest’anno. Così come gli uffici, che hanno subìto aumenti del 50%.
Una situazione davvero intollerabile, anche perchè arrivata come una doccia fredda sugli esercenti, che non hanno avuto neppure tempo e modo di opporsi formalmente. Eppure nell’Amministrazione ci sono anche autorevoli rappresenti della categoria, che non hanno valutato l’opportunità quantomeno di informare i propri colleghi.
«Come al solito -ha commentato Gianni Genco di Confcommercio- si fa una politica che non tutela minimamente gli esercenti. Così, gli errori della politica, vengono pagati sempre dai cittadini. E’ il caso del bando rifiuti non ancora rinnovato, che ha comportato questi aumenti assurdi, per giunta in totale assenza di trasparenza; infatti -prosegue Genco- io dovrei pagare senza sapere esattamente perchè mi ritrovo quella cifra. Al danno si è aggiunta la beffa di un’amministrazione lontana dalle esigenze delle imprese e delle associazioni datoriali, ancora una volta non rispettate e coinvolte in decisioni così importanti e pesanti sulle proprie economie».
Secondo gli esercenti, in questa operazione c’è anche una forte responsabilità politica di chi, al piano finanziario della Tari, predisposto dai dirigenti comunali con questi aumenti, non si è mai opposto, pur verificandone l’incongruenza.
Infatti, il provvedimento fu votato in Consiglio con ben 22 voti favorevoli, 2 contrari (Buccico e Materdomini), 3 astenuti (Cotugno, Paterino e Sardone), con l’assenza dei consiglieri Toto, Fragasso, D’Andrea, Carlo Antezza, Paolo Manicone e Carmine Alba.