Cos’è l’helicopter money e come funziona l’idea monetaria post coronavirus

Si tratta di una strategia spesso suggerita come alternativa al Quantitative easing. E consiste nella distribuzione di denaro direttamente ai cittadini. Per farli spendere e rilanciare i consumi in un momento di crisi economica. Come quella scaturita dal Covid-19.

L’impatto della pandemia di coronavirus è sempre più evidente sia sui mercati sia sulla crescita dei singoli Stati. Parte dei Paesi dell’Ue, tra cui l’Italia, e gli Stati Uniti si sono mossi per creare un piano di interventi per prevenire, o quanto meno limitare, la crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19. Alcuni esperti del settore finanziario hanno proposto una manovra chiamata “helicopter money“, letteralmente “soldi dall’elicottero“. Si tratta di una strategia economica che consiste nella distribuzione di denaro direttamente ai cittadini per farli spendere e far crescere o rilanciare i consumi.

LEGGI ANCHE: Il coronavirus provocherà una recessione globale e sarà peggio del 2001

NESSUN RITORNO PER IL BILANCIO DELLE BANCHE CENTRALI

In pratica, è una proposta di politica monetaria non convenzionale, spesso suggerita come alternativa al Quantitative easing, suggerita da alcuni economisti quando i tassi di interesse si avvicinano allo zero e l’economia rimane in recessione. Come tutte le politiche monetarie espansive, il Qe e l’ “helicopter money” comportano la creazione di moneta da parte delle banche centrali per espandere l’offerta di moneta. Tuttavia, l’effetto dell'”helicopter money” sul bilancio della banca centrale è diverso rispetto a quello dell’allentamento quantitativo. In base al Qe, infatti, le banche centrali creano riserve acquistando obbligazioni o facendo altre attività finanziarie, effettuando un “asset swap“. Il punto è che, mentre lo swap è reversibile, l'”helicopter money” non lo è perché le banche centrali danno via i soldi creati, senza avere un ritorno sul proprio bilancio.

LEGGI ANCHE: Italia in pressing sull’Ue per i coronavirus bond

TERMINE NATO NEL 1969 CON FRIEDMAN

Fu Milton Friedman, premio Nobel per l’economia, a parlare per la prima volta di «lancio di denaro da un elicottero» nel 1969 per raccontare, con una provocazione, gli effetti dell’espansione monetaria di quegli anni. Secondo Friedman, infatti, se tutte le strategie ortodosse di politica monetaria non avessero funzionato, come estrema opzione si sarebbe potuti ricorrere alla distribuzione di denaro lanciandolo direttamente da un elicottero in modo da aumentare l’inflazione. Così coniò i termini “helicopter money” e “helicopter drop”. Il concetto è stato poi ripreso successivamente da alcuni economisti come proposta di politica monetaria nei primi anni 2000, dopo il “Decennio perduto” in Giappone, la crisi scaturita dallo scoppio della bolla speculativa a cavallo tra il 1991 e il 1992. Inoltre, nel novembre 2002, Ben Bernanke, allora governatore del Federal Reserve Board, e successivamente presidente, suggerì che l’helicopter drop poteva sempre essere usato per prevenire la deflazione.

LEGGI ANCHE: La sfida dei Paperoni italiani a suon di 10 milioni contro il coronavirus

QUANTO COSTEREBBE? LA MOLTIPLICAZIONE È SEMPLICE

Ma quanto costa l’helicopter money a uno Stato? Dipende, anche se i «conti sono semplici», spiega Nouriel Roubini, l’economista che previde la crisi del 2008, in un’intervista a la Repubblica: «Un contributo di mille dollari in America costa 350 miliardi, in Italia 60 miliardi». Dipende insomma da quanto si vuole erogare e va poi moltiplicato per il numero di cittadini.

LEGGI ANCHE: La stima delle perdite per le imprese italiane a causa del coronavirus

LE CRITICHE: I SOLDI VERREBBERO TUTTI SPESI?

L’helicopter money è stato ed è oggetto di molte critiche. Una delle più forti è che la manovra porterebbe all’iper inflazione o comunque a un livello di inflazione molto alto. Ma non solo, siamo davvero sicuri che «i soldi dall’elicottero sarebbero tutti spesi?», si è chiesto Raghuram Rajan, ex governatore della Banca centrale indiana. Senza contare che sarebbe un’opzione poco praticabile in Europa perché, come ha sottolineato l’ex numero uno della Bce Mario Draghi, il finanziamento monetario esplicito del deficit pubblico è vietato dai trattati europei.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it