Divisione e rappresentazione ereditaria per stirpi ex 469 cc


Cassazione 8.1.2020 n 139 Per gli art 469 e 726 cc la divisione ereditaria, quando vi è rappresentazione avviene per stirpi, procedendosi alla formazione di tante porzioni quante sono le stirpi condividenti, mentre non è prevista l'ulteriore formazione di subporzioni all'interno di ciascuna stirpe, non potendo i restanti condividenti essere tenuti a subire le remore e le spese di una suddivisione interna alla stirpe cui non appartengono e che non li interessa.
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Eccezione di inadempimento e domanda di risoluzione per inadempimento


Cassazione 26.7.2020 n 20322 L'eccezione di inadempimento non comprende la domanda di risoluzione del contratto perché la prima tende a paralizzare l'azione avversaria per ottenerne il rigetto, la seconda è fuori dall'ambito di una semplice difesa e introduce una più ampia pretesa; pertanto, si ha domanda nuova, improponibile in appello, quando si chiede la risoluzione del contratto, se, in primo grado, il convenuto sì era limitato ad eccepire l'inadempimento dell'attore.
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Locazione e restituzione deposito cauzionale


Cassazione 5.7.2019 n 18069 Il diritto alla restituzione del deposito cauzionale nella locazione sorge al momento della cessazione della locazione, la domanda di restituzione non è condizionata all'accertamento dell'insussistenza di danni; per bloccare la domanda di restituzione del deposito l'esistenza di danni deve essere contentuta in una domanda riconvenzionale risarcitoria, mentre la mera allegazione (eccezione) non è idonea per negare il diritto alla restituzione.
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Locazione uso non abitativo e gravità dell’inadempimento


Cassazione 26.11.2019 n 30730 Nella locazione ad uso non abitativo la risoluzione si basa sul grave inadempimento e sull'intollerabile prosecuzione del rapporto. L'inadempimento va valutato nell'economia del rapporto, effettuto tale accertamento deve essere valutato l'interesse del creditore alla prosecuzione. La risoluzione per Il ritardo nel pagamento del canone occorre valutare il tempo trascorso, l'entità della somma da pagare in base all'importo già versato e ogni altra circostanza utile.
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Locazione ad uso abitativo e abuso della disdetta alla prima scadenza


Cassazione 16.7.2019 n 18947 Nella locazione ad uso abitativo è pacifico il principio secondo cui le sanzioni per la mancata destinazione dell'immobile all'uso indicato nella disdetta anticipata ex art 3 commi 3 e 5 legge n 431 del 9.12.1998 non sono applicabili al locatore se la tardiva o la mancata destinazione dell'immobile all'uso dichiarato ai fini del rilascio siano giustificate da esigenze, ragioni o situazioni non riconducibili al comportamento doloso o colposo del locatore.
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Domanda processuale non presente nelle conclusioni


Cassazione 19.12.2019 n 33767 Secondo il consolidato insegnamento affinché una domanda possa ritenersi abbandonata, non è sufficiente che essa non venga riproposta in sede di precisazione delle conclusioni ex art. 189 cpc dovendosi avere riguardo alla condotta processuale complessiva della parte antecedente a tale momento, senza che assuma invece rilevanza il contenuto delle comparse conclusionali.
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Danno da infiltrazioni del lastrico solare del condominio


Cassazione 17.12.2019 n 33439 La limitazione della proprietà causata da fatto dannoso (come l'infiltrazione di una terrazza condominiale) è valutabile economicamente non soltanto per la spesa ripristinatoria (danno emergente) o di perdite dei frutti della cosa (lucro cessante), ma anche se la la limitazione del godimento siano sopportate dal titolare con suo personale disagio o sacrificio.
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Legittimazione processuale e concordato preventivo


Cassazione 17.12.2019 n 33422 La legittimazione processuale del liquidatore del concordato preventivo non è connessa alla circostanza per cui la controversia abbia ad oggetto l'accertamento di un credito e la condanna al pagamento, ma è ancorata e circoscritta al perimetro delle prerogative liquidatorie e distributive che fanno capo allo stesso e, quindi, ai rapporti che nel corso ed in funzione della liquidazione vengono in essere.
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Usufrutto e decreto ingiuntivo per le spese condominiali


Cassazione 13.12.2019 n 32993 Le contestazioni del convenuto in ordine all'effettiva titolarità del rapporto controverso dedotto dall'attore (afferenti l'effettiva titolarità dell'intero debito verso il Condominio, in quanto non è la proprietaria ma solo l'usufruttuaria e, come tale, tenuta solo al pagamento delle spese odinarie del condominio) hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio.
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Il ctu è vincolato dalle prospettazioni delle parti


Cassazione 6.12.2019 n 31886 (a) il ctu non può indagare d'ufficio su fatti mai ritualmente allegati dalle parti; (b) il ctu non può acquisire di sua iniziativa la prova dei fatti costitutivi della domanda o dell'eccezione, né acquisire dalle parti o da terzi documenti che forniscano quella prova; (d) i princìpi che precedono non sono derogabili; (e) la nullità della consulenza non è sanata dall'acquiescenza delle parti ed è rilevabile d'ufficio.
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Locazione e la prova degli oneri condominiali Legge 27.7.1978 n 392 art 9


Cassazione 13.11.2019 n 29329 il conduttore entro due mesi dalla richiesta di pagamento degli oneri condominiali può pretendere l'indicazione specifica delle spese, dei criteri di ripartizione e di prendere visione dei documenti giustificativi ex legge 27.7.1978 n 392 art 9. In mancnaza il locatore, che cita il conduttore per il pagamento delle spese condominiali, soddisfa il proprio onere probatorio producendo i rendiconti dell'amministratore approvati dai condomini.
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Giudizio controfattuale e responsabilità professionale dell’avvocato


Cassazione 14.10.2019 n 25778 Il giudizio controfattuale compara il caso reale (l'avvocato ha dimenticato di far assumere la prova) con quello ipotetico (cosa sarebbe successo se invece l'avesse fatta assumere). Se il risultato ipotetico è analogo al risultato reale, la negligenza del difensore non ha incidenza causale. Se diverge esiste l'efficacia causale dell'omissione del difensore. Questa differenza è impropriamente definita come chance, in realtà è il nesso causale.
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Rispetto del regolamento di condominio tramite domanda processuale


Cassazione 8.10.2019 n 25139 Qualora i condomini, in base al regolamento condominiale convenzionale, chiedono di accertare che gli appartamenti di proprietà esclusiva non possono essere adibiti ad una data destinazione si è al cospetto di un'actio confessoria servitutis. L'attore in confessoria ha un duplice onere probatorio, deve dimostrare l'esistenza del diritto di servitù e l'opponibilità del diritto di servitù.
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Associazione non riconosciuta e prorogatio amministratore


Cassazione 30.9.2019 n 24214 Il soggetto che ha il potere di agire in giudizio a nome dell'ente associativo in mancanza di norma statutaria o delibera assembleare contraria o che regolamenti diversamente il trasferimento di poteri alla scadenza dell'incarico, non decade automaticamente dall'incarico e non perde i poteri allo scadere del periodo per il quale è stato nominato, ma rimane in carica (prorogatio) fino alla sua sostituzione.
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Opposizione agli atti esecutivi e le fasi dell’esecuzione immobiliare


Cassazione 30.8.2019 n 21863 (a) se il vizio procedurale è formale va fatto valere con l'opposizione agli atti esecutivi nel termine di legge; (b) se il vizio procedurale è una nullità insanabile va fatto valere impugnando ex 617 cpc, l'atto viziato; (c) conclusa la fase subprocedimentale all'interno della quale il vizio si era verificato, l'opposizione potrà essere proposta solo contro il provvedimento conclusivo della fase ex art 617 cpc.
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Azione revocatoria e il conferimento in una società di capitali


Cassazione 15.11.2019 n 29716 L'inefficacia ex art 2901 cc della cessione di un bene immobile in comunione ordinaria conferito nel capitale sociale, non incide sul valore delle azioni emesse dalla società; infatti l'azione revocatoria non comporta alcun effetto restitutorio nel patrimonio del disponente (venditore), né alcun effetto traslativo in favore del creditore, comportando solo l'inefficacia dell'atto rispetto al creditore che agisce in giudizio e rendendo il bene trasferito al terzo (società) assoggettabile ad azioni esecutive.
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Versamento del conferimento ancora dovuto e fallimento della società


Cassazione 30.9.2019 n 24444 La controversia che deriva dall'opposizione ex art 150 legge fallimentare rientra in quelle inerenti al rapporto sociale, perché correlata alla partecipazione sociale; per cui in caso di fallimento opera l'eventuale clausola compromissoria statutaria, poiché la causa per il versamento dei conferimenti è un diritto disponibile attinente al credito della società e al debito (individuale) del socio.
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Sentenza ex art 2932 cc e risoluzione per mancato pagamento del prezzo


Cassazione 13.11.2019 n 29358 Nel rapporto ex sentenza 2932 cc di esecuzione dell'obbligo di concludere una vendita, il pagamento del prezzo, cui è subordinato il trasferimento della proprietà, non perde la natura di prestazione sinallagmatica, con la conseguenza che l'inadempimento del pagamento può essere causa di risoluzione ex art 1453 cc, ma non è causa di automatica inefficacia come una condizione ex art 1353 cc.
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Chiusura dell’esecuzione forzata obblighi di fare e ne bis in idem


Cassazione 13.11.2019 n 29347 Il processo esecutivo può dar luogo alla cd. irretrattabilità dei suoi risultati (ne bis in idem) solo se si è concluso con l'attuazione concreta dell'obbligo posto in esecuzione: con l'attribuzione al creditore del ricavato della vendita a totale soddisfazione del credito; o con l'attuazione materiale dell'obbligo contenuto nel titolo; o con la consegna o il rilascio della cosa dovuta.
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Sospensione esecuzione interna ed esterna e opposizione all’esecuzione


Cassazione 17.10.2019 n 26285 Sussiste un rapporto di "continenza cautelare" fra la sospensione del titolo esecutivo ex 615 comma 1 cpc e la sospensione dell'esecuzione ex 624 cpc, la prima inibisce al creditore di agire in executivis sull'intero patrimonio dell'opponente; mentre la seconda produce effetti solo sull'azione esecutiva cui si riferisce. La sospensione ex art. 615 comma 1 cpc comprende anche gli effetti della sospensione ex art. 624 cpc.
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Litispendenza tra opposizione a precetto e opposizione all’esecuzione


Cassazione 17.10.2019 n 26285 E' superflua e improduttiva di effetti l'opposizione all'esecuzione proposta sulla base degli stessi motivi dell'opposizione a precetto, sia se c'è litispendenza, sia se c'è riunione. Nel primo caso, l'opposizione all'esecuzione dovrà essere definita in rito, mediante la declaratoria di litispendenza e la cancellazione dal ruolo. Nell'altro caso, il giudice dovrà trattare solo la prima delle due opposizioni (a precetto)
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Sospensione cautelare della delibera dell’assemblea non ha effetto anticipatorio


Cassazione 7.10.2019 n 24939 Il provvedimento cautelare sospensivo della delibera di esclusione del socio di sas non ha contenuto anticipatorio della sentenza, che accerta i presupposti legittimanti l'esclusione del socio dalla società, producendo, in caso d'accoglimento, la modifica dell'assetto societario, per cui il provvedimento cautelare di sospensione della delibera non divenire definitivo ex 669 octies commi 6 e 8 cpc.
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Preliminare e prova della regolarità urbanistica del bene


Cassazione 19.9.2019 n 23338 Per ottenere la sentenza ex art. 2932 cc di un preliminare occorre verificare la regolarità urbanistica del bene. Se il promittente alienante, inadempiente, si rifiuti di produrre i documenti attestanti la regolarità urbanistica ovvero rendere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art 40 legge n 47 del 1985, il promissario acquirente può provvedere a tale produzione o di rendere la dichiarazione per ottenere la sentenza ex art 2932 cc.
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Deposito bancario e azione di rivendica esercita da un terzo non depositante


Cassazione 19.9.2019 n 23330 La rivendica della somma versata in un deposito bancario da parte di chi è stato spogliato del denaro è compatibile con l'azione di rivendica 948 cc, qualora sia accertato che la somma rivendicata corrisponda a quella confluita nel conto e al tempo della domanda sia ancora nella disponibilità della banca, in quanto l'azione è intesa ad accertare la titolarità del diritto di poter disporre (e di avere la restituzione) della somma depositata.
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Esecuzione erariale in presenza di fallimento o concordato preventivo


Cassazione 5.9.2019 n 22211 L'inizio dell'azione esecutiva, vietata dall'art 168 Legge Fallimentare debba ricondursi, non alla emissione ed alla notifica della cartella di pagamento, rappresentando quest'ultima un atto assimilabile al precetto, ma soltanto all'inizio della vera e propria procedura esecutiva. Identico discorso deve farsi nel fallimento ex art 51 e 52 Legge Fallimentare.
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Le misure inibitorie ex art 124 codice proprietà industriale


Cassazione 14.8.2019 n 21404 Ove il giudice non indichi l'unità temporale cui ragguagliare la somma dovuta come penale ex art 124 comma 2 c.p.i. e vengano in questione atti che integrino violazioni dell'inibitoria, la liquidazione della penalità deve attuarsi prendendo in considerazione le specifiche inosservanze alla statuizione emessa, restando esclusa una eterointegrazione della sentenza da parte del giudice chiamato a pronunciarsi ex art 124 comma 7 c.p.i. sulle contestazioni insorte.
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Mancanza della fase sommaria nell’opposizione all’esecuzione


Cassazione 9.7.2019 n 18332 Se la fase sommaria ex 617 comma 2 cpc e 618 cpc non viene introdotta per una scelta o per un errore imputabile alla parte, la quale, invece di proporre il ricorso al giudice dell'esecuzione per lo svolgimento di essa, introduce direttamente il giudizio di merito a cognizione piena, la conseguenza è la dichiarazione di improponibilità della domanda di merito.
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Pagamento del debito dell’azienda conferita in una società


Cassazione 5.7.2019 n 18070 Il conferimento di un'azienda in una società costituisce una cessione d'azienda; è onere di chi voglia far valere i crediti contro l'acquirente dell'azienda di provare anche l'iscrizione nei libri contabili del debito; ma il conferimento dell'azienda nel capitale sociale può riguardare non solo i debiti iscritti, ma anche tutti quelli anteriori alla cessione, a prescindere dalla loro iscrizione nelle scritture contabili.
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Pignoramento presso terzi e opposizioni esperibili art 617 comma 2 cpc


Cassazione 2.7.2019 n 17663 Nel pignoramento presso terzi l'ordinanza di assegnazione determina l'automatica acquisizione in capo al terzo della veste di parte del processo esecutivo; perciò se propone l'opposizione egli è già nell'ambito di applicazione dell'art 617 comma 2 cpc. L'impugnazione ex art. 548 comma 2 e 549 cpc dell'ordinanza pronunciata per la mancata dichiarazione del terzo e quella sulle contestazioni sorte sulla dichiarazione, si propone ex art. 617 comma 2 cpc.
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