La quarantena di Michele Alessandrino: «Re dei flashmob solo per hobby»

Grazie alle sue imitazioni (direttamente dal balcone di casa) di Morgan, Achille Lauro, Elettra Lamborghini e Loredana Bertè ha conquistato più di 60 mila follower su Instagram. Ma il 20enne di Caserta non vuole trasformare questo successo in un lavoro. E ha già rifiutato la richiesta di molti manager.

In pochi giorni ha superato i 60 mila follower su Instagram e si è guadagnato il titolo di ‘re di flashmob‘. Un successo del tutto inaspettato e totalmente homemade, quello di Michele Alessandrino. 20 anni, originario di Caserta, è diventato virale grazie alle sue esibizioni sul balcone di casa. In un’Italia che, in piena emergenza coronavirus, alle ore 18 si è riscoperta canterina non è facile farsi notare. Eppure lui ce l’ha fatta. Merito dell’idea di imitare nel look i cantanti che omaggia.

«CHE SUCCEDE? DOV’È BUGO?»

Tutto è iniziato con Sincero di Morgan e Bugo, nella controversa versione rivisitata dall’ex Bluvertigo sul palco dell’Ariston. Michele esce sul balcone in occhiali da sole e abito nero: «Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera…». Dopo l’ultima nota si guarda in giro e saluta il pubblico del suo quartiere (affacciato alle finestre e sulle terrazze) con l’ormai iconico: «Che succede? Dov’è Bugo?». Ed era solo il quinto giorno di quarantena.

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Quinto giorno di quarantena, i risultati.

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NON VUOLE LAVORARE NEL MONDO DELLO SPETTACOLO

Mi chiede di chiamarlo dopo le 18. Immagino che sia perché debba registrare un nuovo video. La realtà è ben diversa: «Avevo lezione online e poi c’è un tempaccio. Non si può nemmeno uscire sul balcone», mi spiega. Perché, a dispetto di quello che possono aver pensato in tanti, Michele non ha intenzione di trasformare queste esibizioni in un lavoro. Da grande vuole lavorare nella sicurezza. Studia infatti a Narni Scienze per l’investigazione e la sicurezza. Quando l’università ha chiuso, però, è tornato in famiglia a Caserta. Ed è da quella terrazza che è partito tutto.

DOMANDA. Come le è venuta l’idea di fare queste imitazioni?
RISPOSTA.
Per caso. Vedevo flashmob ovunque in tivù e sui social.

Un po’ se lo aspettava questo successo?
Assolutamente no. Volevo solo intrattenere il mio vicinato.

Ed è finito ad intrattenere l’Italia dei social. Come ci è riuscito?
Credo sia merito di una mia amica che ha segnalato la mia story a molte pagine.

Quanto tempo le richiede la preparazione?
A livello canoro, come potete sentire, davvero poco. Mi impegno un po’ di più per la ricerca dei look negli armadi di casa. Anche perché non si può uscire.

Si fa aiutare?
Mia mamma mi dà una mano con i costumi, papà nel montaggio delle casse, mentre mio fratello mi riprende.

Dopo Morgan sono arrivati Achille Lauro, Elettra Lambroghini e Loredana Bertè. Chi le è piaciuto di più interpretare?
Forse mi sono divertito di più a (s)vestirmi da Achille Lauro (l’esibizione, che omaggia la partecipazione del cantante a Sanremo 2020, inizia con Michele che indossa una coperta o un lenzuolo a mo di mantello che poi si toglie per rimanere in slip e canottiera, ndr). Che forse è quello che ha avuto più visualizzazioni.

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CI SON CASCATO DI NUOVO. @achilleidol

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Si è fatto sentire qualcuno dei quattro artisti che ha portato sul balcone?
No. Solo Elettra Lamborghini mi ha ripostato nelle sue stories.

Come sceglie chi interpretare?
Devono essere particolari sia dal punto di vista vocale sia dell’immagine.

Quindi non fanno per forza parte dei suoi ascolti quotidiani?
No però i brani di Morgan e di Loredana Bertè mi piacciono molto. Quelli di Lauro ed Elettra non sono il mio genere, ma li ascolto volentieri.

Che cosa ascolta volentieri?
Il rap e la trap americana. Però sono abbastanza onnivoro musicalmente parlando. Il mio cantante preferito è David Bowie che non c’entra nulla con il rap e la trap.

Anche Bowie amava i look appariscenti. Vedremo anche lui?
Ho una rosa di nomi, ma non ho ancora deciso chi fare e quando.

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E il resto? @elettramiuralamborghini

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Insomma effetto sorpresa. Che rapporto aveva prima con i social network?
Pubblicavo pochi contenuti. Usavo Instagram per vedere i profili che mi interessano. Quelli dedicati al calcio e ai meme soprattutto.

È appassionato di calcio quindi. Per quale squadra tifa?
Per il Milan. Pensi che una volta che i video hanno iniziato a girare sono stato contattato direttamente dal capitano Alessio Romagnoli che voleva farmi i complimenti.

Da tifoso deve essere una bella soddisfazione. Altri personaggi famosi che le hanno scritto?
Leonardo Pieraccioni mi ha inviato un audio in cui mi spronava a continuare. Poi Tommaso Paradiso ha ripostato una delle mie esibizioni.

Questa esposizione mediatica (è stato anche in tivù, ndr) le sta cambiando la vita?
Io rimango sempre quello. Certo la gente mi scrive, mi chiede altri video. Molti si aspettano delle cose da me.

Ormai è il re dei flashmob. Mi sorprenderebbe il contrario.
Questo titolo mi diverte molto.

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Chiedo umilmente scusa a @loredanaberteofficial

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Eppure, mi pare di capire, che non ha intenzione di cavalcare questo successo.
Mi hanno contattato alcuni manager, ma ho rifiutato.

Perché? C’è chi farebbe carte false al posto suo.
Io non ho talento, è solo divertimento. Posso pure inventarmi qualcos’altro, ma non andrei molto lontano. Ironicamente ho scritto su Instagram che sono un artista da balcone. Nulla di più.

Cosa le hanno proposto i manager che l’hanno cercata?
Collaborazioni con aziende.

Poteva diventare un passatempo remunerato, non ci ha pensato?
Sì, però avrei dovuto iniziare a fare anche i miei video in un certo modo. Sarebbe diventato più impegnativo. E, visto che la mia priorità rimane l’università, devo essere libero di farli come e quando voglio. Non sotto pressione. Poi, farne uno al giorno diventerebbe pesante per me e per gli altri. Uno o due a settimana sono più che sufficienti. Per lo meno fino a che continuerò a divertimenti e ad avere tempo.

Non è fatto per la vita da influencer. Come sta vivendo, invece, questo clima di apprensione generale per il coronavirus?
Con apprensione appunto. Sa, soffro di asma e mia mamma non mi permette di uscire da più di due settimane.

Sarebbe bello non dover cambiare autocertificazione ogni giorno perché tra un po’ dovremo uscire anche per comprare il toner della stampante

E, oltre a studiare, come occupa le sue giornate?
Mi tengo in forma in giardino, guardo video calcistici e serie tv.

Una che le è piaciuta particolarmente?
Sabrina.

Cosa le manca di più?
Vedere e stare con i miei amici. Le videochiamate non sono la stessa cosa. Poi da un anno non vivo a Caserta. Mi fa un po’ strano stare a casa dei miei genitori. Non che non mi trovi bene. Ma è strano appunto.

Quindi la prima cosa che farà quando ne usciremo sarà una rimpatriata dal vivo con gli amici?
Credo proprio di sì. Anche se penso ci sarà ancora molta paura e cautela per lo meno per qualche mese.

È molto giovane, ma, immagino, stia seguendo quello che succede in Italia anche a livello politico.
Tutto. Mi sembra che il governo stia facendo un grande lavoro vista la situazione d’emergenza. Chiaramente va fatto altro per le partite iva e le piccole aziende. Però dobbiamo lasciarli lavorare. Conte si sta impegnando al massimo.

Non mi dica che anche lei è un bimbo di Giuseppe Conte!
Assolutamente sì. Ecco, però, sarebbe bello non dover cambiare autocertificazione ogni giorno perché tra un po’ dovremo uscire anche per comprare il toner della stampante (ride, ndr).

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Contro la crisi Grillo propone il reddito universale

Il fondatore del M5s sul blog rilancia la sua via d'uscita alle conseguenze della pandemia. «È ora di mettere al centro l'uomo e non il mercato del lavoro». Poi illustra le sue soluzioni.

«La via d’uscita da questa crisi non può essere come quella del 2008, quando si è preferito salvare le banche a discapito del popolo». A dirlo è Beppe Grillo, in un post apparso sul suo blog per invocare l’istituzione del reddito universale. «È arrivato il momento», scrive Grillo, «di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi».

LE SOLUZIONI PROPOSTE NEL RESTO DEL MONDO

«C’è già chi nel mondo si sta attivando, dagli Stati Uniti, con la paladina del Green New Deal Alexandria Ocasio-Cortez che chiede esplicitamente al governo Usa un Universal Basic Income; al Regno Unito, dove viene rilanciata la proposta del reddito di base, così come altri stati annunciano misure di soccorso (India, Nuova Zelanda, Hong Kong, Sud Corea…)», spiega Grillo. «Le fonti principali di finanziamento potrebbero essere varie. Si può andare dalla tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici (Mark Zuckerberg, Bill Gates e Elon Musk sono sempre stati a favore del reddito universale), magari quelle a più alto tasso di automazione; o rivedere le imposte sui redditi da capitale e sulla proprietà intellettuale. Oppure le cosiddette “ecotasse”, come il Climate Incame, reddito dal clima, con una tassa sui combustibili fossili come carbone, petrolio e gas; o come avviene in Alaska dal 1982 con l’Alaska Permanent Fund: un dividendo del rendimento economico di un capitale pubblico, che attinge dalle compagnie fossili. Ogni anno, una parte delle entrate derivanti dal petrolio statale è messa in un fondo. Il governo piuttosto che spendere quel denaro, lo restituisce ai cittadini residenti, bambini compresi, attraverso un dividendo annuale».

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Il virus non ferma le nomine: Eni e Leonardo i casi più controversi

CORRIDOI. Nella società del Cane a sei zampe, continua l'ostracismo M5s verso Descalzi. L'alternativa potrebbe essere Cao, ma il barometro pende ancora per la riconferma dell'attuale Ceo. Mentre in ex Finmeccanica la poltrona di Profumo è insidiata da Caio, presidente Saipem.

Tutto congelato, ma non troppo. Il governo, tutto concentrato sulle modalità con cui affrontare l’emergenza virus, un occhio all’Europa l’altro ai delicati equilibri interni, non ha accantonato il capitolo nomine pubbliche, ovvero i vertici delle più importanti società partecipate, le cui assemblee erano state rinviate di 45 giorni per l’insorgere della pandemia.

E dalla riconferma in toto degli amministratori uscenti, si è invece passati a una scelta più selettiva.

I lavori sono in corso, quindi niente è stato deciso, ma l’atteggiamento delle ultime ore racconta dell’intenzione di cambiare tutti i presidenti, e lasciare al loro posto i capi azienda. Con due eccezioni che destano ancora incertezza: Leonardo e Eni.

IN LEONARDO LA POLTRONA DI PROFUMO INSIDIATA DA CAIO

È sulla società ex Finmeccanica, ora guidata da Alessandro Profumo, che all’interno dell’esecutivo serpeggiano le maggiori divisioni. A insidiarne la poltrona un altro McKinsey boy, scuola cui Profumo appartiene, ovvero Francesco Caio, attualmente presidente di Saipem. Caio, che ha guidato le Poste ai tempi del governo Renzi entrando ben presto in rotta di collisione con l’ex premier, si sta spendendo molto per sostituire il suo collega e amico. Profumo sconterebbe anche un rapporto non proprio cordiale con uno dei principali partner di Leonardo, il gruppo americano Lockheed Martin, e in particolare con il suo nuovo presidente e Ceo James Taiclet. Gli americani, da tempo in forte tensione con gli italiani per via del discusso programma di acquisto dei caccia F35, avrebbero discretamente fatto capire al governo italiano che un cambio al vertice sarebbe gradito.

ENI, CONTINUA L’OSTRACISMO M5S VERSO DESCALZI

L’altro caso oggetto di discussione interna è Eni, dove da sempre i 5 stelle hanno mostrato forte ostracismo verso l’attuale ad Claudio Descalzi. Il cacciatore di teste, ovvero la foglia di fico attraverso cui formalmente il nome o i nomi devono transitare, avrebbe indicato al Mef un’unica alternativa possibile, quella di Stefano Cao, attuale ad di Saipem e per molti anni direttore generale della divisione Exploration and Production del cane a sei zampe (a succedergli in quell’incarico nel 2008 fu proprio Descalzi). Ma, a tutt’oggi, il barometro pende ancora per una riconferma dell’attuale ad. Infine, altro dossier sul tavolo dell’esecutivo, quello di Alitalia. Per la compagnia aerea nazionalizzata serve un capoazienda. Così che è stato preliminarmente dato a un altro cacciatore di teste, la società Key2People, l’incarico di redigere una prima lista.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Coronavirus e povertà, a Napoli nasce il ‘panaro solidale’: ‘Chi può metta, chi non può prenda’


A Napoli nasce il "panaro solidale", dove chiunque può mettere o prendere, a seconda dei casi di disponibilità o bisogno. Un modo per combattere il pericolo povertà ai tempi del coronavirus. L'iniziativa, caratterizzata dai panieri tipicamente napoletani calati dai balconi, nasce nei vicoli di Santa Chiara.
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Coronavirus, volontari costruiscono ospedale da campo a Bergamo: “Ci mettiamo sempre il cuore”


Sono oltre 300 i volontari che hanno lavorato senza sosta alla realizzazione dell'ospedale da campo a Bergamo per l'emergenza coronavirus. Provenienti dalla città e dalle valli hanno lavorato senza sosta per giorni: "Siamo tutti volontari, e lo facciamo perché siamo di Bergamo, per le persone decedute, bisogna sempre dare il cuore". L'ospedale realizzato dall'Associazione nazionale Alpini sarà gestito dai medici di Emergency.
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Coronavirus, l’appello di Marco, affetto da distrofia: “Da soli non riusciremo a sopravvivere”


"Chi fornisce assistenza domiciliare dev'essere dotato di dispositivi di protezione individuale, abbiamo bisogno di loro anche se fossero contagiosi" spiega il 32enne che vive a Foggia con i genitori, aggiungendo: "Assistenti o familiari non possono in alcun modo mantenere la distanza di sicurezza ed evitare di entrare in contatto diretto con noi".
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Coronavirus, la rabbia di Cinzia: “Mia madre lasciata morire a Nembro, nessuno l’ha visitata”


Cinzia, residente a Nembro, uno dei focolai del Coronavirus nella Bergamasca, ha perso la madre a causa del Covid-19. La donna ha iniziato a stare male il 24 febbraio, ma per una settimana, nonostante avesse gravi difficoltà respiratorie, nessuno è andata a visitarla. Una volta giunta in ospedale i medici hanno detto a Cinzia che per la madre non c'era più alcuna speranza: "Qualcuno doveva almeno venire a vederla".
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La Casa di Carta 4, la recensione: la serie Netflix omaggia ancora l’Italia


Abbiamo visto in anteprima i primi 5 episodi della nuova stagione. Sul piano produttivo l'asticella si è alzata, ma la scrittura continua a girare intorno a se stessa, eppure le ore scorrono e non se ne fa caso. L'uso dei cliffhanger è ormai spregiudicato, al punto che ogni sequenza potrebbe fungere da possibile finale di stagione. Infine, la serie rende ancora omaggio alle nostre canzoni con "Ti Amo" di Umberto Tozzi e "Centro di gravità permanente" di Franco Battiato. Sarà un successo.
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Conte sferza l’Ue: «Inadeguato chi si oppone alle nostre richieste»

Il premier in un'intervista a El Paìs: «Basta coi vecchi schemi, servono strumenti di condivisione del debito». Poi avverte: «L'Unione si dimostri all'altezza o darà linfa ai nazionalisti».

Giuseppe Conte torna a sferzare l’Unione europea. Lo fa dalle pagine di El Paìs, autorevole quotidiano di quella Spagna che con l’Italia condivide tanto i numeri tragici sull’emergenza coronavirus quanto la necessità di appellarsi alla solidarietà europea per uscire da questa crisi. Chi si oppone in Ue alle richieste italiane, dice Conte, «ragiona con una mentalità vecchia, con un’ottica inadeguata a questa crisi, che è simmetrica ed eccezionale». E a chi gli chiede se l’Italia insisterà con gli eurobond Conte risponde: «L’ho chiamato Piano di Ripresa europea e Re-investimento; non penso a un solo strumento ma è il momento di introdurre strumenti di debito comune europeo. Il problema non è quando si uscirà dalla recessione ma uscirne il prima possibile. Il tempo è fattore chiave».

CONTE: «FORTE RISCHIO DI UN’AVANZATA NAZIONALISTA»

Il premier aggiunge: «L’Italia non chiede di condividere tutto il suo debito pubblico accumulato finora, che resterà a carico di ciascun Paese. L’Italia aveva avuto un comportamento ottimale fino a questo momento, anche sul fronte del debito. Il deficit del 2019 doveva chiudersi al 2,2% e abbiamo ottenuto 1,6%. Nessuno chiede all’Ue di farsi carico dei debiti sovrani ma solo di essere capace di assestare un colpo unitario per uscire da questo tsunami». In caso contrario, le conseguenze politiche potrebbero essere dirompenti. Il rischio che l’emergenza coronavirus dia linfa all’anti-europeismo in Paesi come in Italia «è evidente. Gli istinti nazionalisti, in Italia ma anche in altri Paesi, saranno molto forti se l’Ue non sarà all’altezza». Conte ribadisce che lavora per un’Europa più sociale e avverte: «Il numero di disoccupati che si avrà dopo questo tsunami sarà molto alto. Dobbiamo poter avvivare a capo di una ricostruzione prima che ciò avvenga».

SULLE RESTRIZIONI: «NON POTRANNO DURARE TROPPO»

Quanto alle riaperture, così come è stato per le restrizioni, si ragionerà «in termini di proporzionalità». E a chi gli chiede se la serrata delle attività produttive potrà durare molto Conte replica: «No, è una misura durissima dal punto di vista economico, è l’ultima misura che abbiamo preso e non può prolungarsi troppo. Per scuole e università, invece, si possono introdurre modifiche affinché gli studenti non perdano l’anno o l’esame».

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Scomparsa dieci anni fa dopo una festa, 17enne è trovata carbonizzata: “Ora vogliamo seppellirla”


Sono stati ritrovati dopo 10 anni dalla sua scomparsa i resti di Paige Johnson, 17enne di Florence, in Kentucky (Usa). Un cacciatore ha notato un corpo carbonizzato in un bosco a soli 45 minuti di distanza dall'abitazione della ragazza e ha chiamato la polizia. La conferma dell'identità della salma è arrivata grazie all’impronta dentale: "Ora vogliamo solo seppellirla e darle l’addio che si meritava".
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Le quotazioni di Borsa e spread del 30 marzo

Piazza Affari a +0,2%. Differenziale Btp Bund in rialzo a 186. Borse asiatiche in negativo. I mercati in diretta.

Seduta che parte in positivo quella del 30 marzo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha aperto a +0,2%.

SPREAD BTP BUND IN RIALZO

Apertura in rialzo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 186 punti contro i 183 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è pari all’1,31%.

BORSE ASIATICHE ANCORA IN NEGATIVO

Ancora una seduta in sofferenza sulle Piazze asiatiche con i timori che la pandemia da coronavirus possa durare mesi. Il petrolio affonda ai minimi degli ultimi 17 anni finendo, seppure brevemente, sotto la soglia dei 20 dollari al barile. Tokyo perde l’1,57%, tiene Hong Kong (-0,69%) mentre Shanghai perde lo 0,89% e Shenzhen l’1,79% con la la Banca centrale cinese che ha deciso di tagliare a sorpresa di 20 punti base, al 2,20%, il tasso sui reverse repo a 7 giorni per allentare le pressioni sull’economia. La Borsa di Seul azzera nel perdite nel finale e chiude la seduta poco sotto la parità: l’indice Kospi cede 0,61 punti, a quota 1.717,12 Il governo ha stanziato 80 miliardi di dollari per salvaguardare i posti di lavoro. I future sull’Europa sono in positivo. Lo stato di salute delle imprese e la fiducia dei consumatori sono i due indicatori attesi dai mercati per percepire la situazione in Italia ma anche nel resto dell’Eurozona.

LA DIRETTA DAI MERCATI INTERNAZIONALI

09.00 – APERTURA BORSA DI MILANO IN POSITIVO

Piazza Affari apre leggermente positiva. Il Ftse Mib in avvio segna un +0,2% a quota 16.855 punti.

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All’Italia ora serve un De Gasperi e noi abbiamo Draghi

Questa Europa si sta suicidando. Contro lo schiaffo di Paesi come l'Olanda, la Danimarca, la Repubblica Ceca serve una reazione decisa. E questo governo non è forte abbastanza. Per questo abbiamo bisogno di un uomo di talento e carisma come l'ex presidente della Bce.

Nella raccolta, postuma, degli ultimi scritti di quello storico geniale che fu Tony Judt, sua moglie, Jennifer Homans, curatrice del bellissimo volume (Laterza), mette d’apertura una citazione attribuita a John Maynard Keynes che dice così: «Quando i fatti cambiano, io cambio opinione. Lei cosa fa?».

La domanda retorica ce la dobbiamo porre noi europeisti sfegatati di fronte all’ennesimo e più crudele fallimento di questa mostruosa impalcatura fitta di banchieri e burocrati ma senza anima e senza popolo.

SENZA CORONABOND NON SI RIPARTE

Carlo Cottarelli si sforza di dirci che con il Quantitative easing noi italiani possiamo ottenere risorse importanti, ma poi tace sul fatto che senza i coronabond noi Paesi più feriti dalla pandemia non abbiamo la possibilità di fare nuovo debito per dare soldi cash ai cittadini, evitare le rivolte del pane e domani fare un ricostruzione di proporzioni gigantesche. Dobbiamo, invece, come Paesi del Sud Europa, passare gli esami a cui vogliono sottoporci con parole ignobili alcuni miserabili cialtroni, ministri di Paesi canaglia come l’Olanda, cioè Paesi che lucrano sul fatto di essere sede dell’evasione mondiale.

LEGGI ANCHE: La Ue e il messaggio (non recepito) di Draghi sul coronavirus

Devo dire che ho trovato la reazione italiana francamente debole. Non si protesta come se ci si fosse trovati di fronte a un rutto dopo un cena di gala. Qui il nostro Paese e tutti quelli sofferenti dell’Europa del Sud sono stati mortalmente offesi. Perché non ritirare gli ambasciatori fino a ottenere le scuse formali e l’allontanamento del personaggio nazisteggiante che ha pronunciato frasi così indecenti?

I TRE FRONTI DELL’ITALIA

Noi stiamo combattendo su tre fronti. Il primo è quello del contenimento e della ipotetica sconfitta del virus. Lo facciamo contando sulla disciplina dei nostri concittadini, che tutto sommato c’è, e sul lavoro di medici e infermieri e tutti coloro che garantiscono la cura della nostra vita. Il secondo fronte su cui c’è un ritardo pazzesco è una discussione programmatica, direi riformista, su quale debba diventare il profilo economico-industriale-civile del Paese. Infine il tema delle alleanze internazionali. Dopo una guerra si verifica lo stato delle alleanza. Noi che c’entriamo con l’Olanda, la Danimarca, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Polonia, mezza Germania? Il nostro mondo è al Sud dell’Europa, deve sperare nell’amicizia con la Francia, deve sperare in un cambio a Londra e Washington per allacciare rapporti transatlantici che con Donald Trump non sono stati possibili.

AL NOSTRO PAESE SERVE MARIO DRAGHI

L’Europa che c’è, e su cui abbiamo speso parole e cuore, e che abbiamo difeso dalle parole offensive di Matteo Salvini, questa Europa non c’è più. Si è suicidata come nella Grande abbuffata. Sarà difficile sciogliersi da questa Europa, avremo difficoltà e danni ma anche per loro sarà difficile vivere di evasione fiscale, prostituzione e tulipani, in compagnia del regime che più si avvicina al fascismo come quello di Viktor Orban che ha oramai esautorato il parlamento. Serve ai nostri governi un gesto forte. Saranno in grado di farlo? Temo di no. Molti pensano che un gesto forte lo possa fare un uomo di molti talenti e di grande carisma, magari non nella direzione che io sto suggerendo ma nella direzione di imporre un maggior rispetto per l’Italia. Sono fra quelli che ha seguito passo passo Giuseppe Conte sottolineando gli errori e le tante cose giuste. C’è un momento in cui un Paese ha bisogno di De Gasperi. Noi ce l’abbiamo, è Mario Draghi. Io non c’ero all’epoca, neppure come giovane comunista, ma da anziano comunista dico oggi senza remore che meno male che ci fu lui e che vinse lui. Fu un bene per tutti, anche per la sinistra.

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“Mai smesso di volerti bene”, Loredana Errore scrive a Maria De Filippi. Ipotesi ritorno ad Amici?


La cantante scrive una lettera a Maria De Filippi e alla squadra del programma che la lanciò sul mercato discografico dieci anni fa. Nell'anno del suo ritorno sul mercato discografico, i tempi sembrano maturi anche per un ritorno ad Amici e l'arrivo dello spin off "Amici All Stars" ad aprile su Canale 5 potrebbe rappresentare l'occasione giusta per questa celebrazione.
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Coronavirus Roma, il terzo settore piange Eugenio Decrescenzo


Tra le vittime del nuovo coronavirus a Roma anche Eugenio Decrescenzo, nome storico e punto di riferimento della cooperazione sociale, vicepresidente dell'AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane). "Aveva fatto della solidarietà uno stile di vita più che una professione. Credeva fortemente nei principi e nei valori della cooperazione e dell’equità sociale per cui si batteva concretamente".
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Trump: «Se moriranno 100 mila americani avremo fatto un buon lavoro»

Il presidente: «Presto per riaprire gli Usa, avanti così per tutto aprile». E sull'Italia dice: «Lavoriamo a stretto contatto».

Donald Trump mette da parte l’idea di riaprire gli Stati Uniti per Pasqua. Dice che le attuali misure di contenimento del coronavirus resteranno in vigore fino al 30 aprile, un mese in più del previsto. E a chi gli fa notare che la Russia e addirittura Cuba stanno aiutando l’Italia, dice: «Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Italia», dove il «tasso di mortalità è alto», «la stiamo aiutando molto» con forniture e assistenza finanziaria. «Stiamo lavorando con la Spagna. Stiamo lavorando con tutti».

MISURE ESTESE FINO ALLA FINE DI APRILE

La situazione negli Usa preoccupa da tempo, ma ora anche Trump sembra essersene accorto. Il picco dei decessi negli Stati Uniti si avrà in «due settimane». Ragion per cui «allunghiamo le linee guida fino al 30 aprile per rallentare la diffusione. Non c’è nulla di peggio che dichiarare vittoria prima di aver vinto», spiega Trump descrivendo il virus come una «piaga» e assicurando che «lo sconfiggeremo. Quello che voglio è riavere indietro la vita di prima negli Stati Uniti e nel mondo», osserva il tycoon precisando comunque che le misure prese sono necessarie. «Se non le avessimo prese, a rischio c’era la vita di 2,2 milioni di persone. Speriamo ora che il numero sia quello di cui si parla. Se potessimo limitarlo diciamo a 100.000, che comunque è un numero orribile«, si potrebbe dire che si è fatto un «buon lavoro».

LA POLEMICA SULLE MASCHERINE

Rivolgendosi ai giornalisti nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Trump li invita poi a «indagare sul volume di mascherine usate, su dove queste vanno a finire. Come si fa a passare da 20.000-30.000 mascherine a 300.000 a settimana?». Plaude alla decisione di Trump di estendere le linee guida sul distanziamento sociale Anthony Fauci, il maggiore esperto americano di malattie infettive. «È una mossa saggia e prudente», spiega ribadendo che il coronavirus potrebbe causare negli Stati Uniti fra i 100.000 e i 200.000 morti. «Noi stiamo lavorando affinché questo non accada», aggiunge Fauci. Trump chiude guardando avanti, con un messaggio di speranza. «Per l’1 giugno saremo sulla strada della ripresa». E, comunque, «sono pronto a fare tutto il necessario per salvare vite umane e l’economia».

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Coronavirus, gli esperti: “Si può essere contagiosi anche quando spariscono i sintomi”


Quando una persona guarita dal Covid-19 smette di trasmettere il virus? Quando può interrompere la quarantena? Uno studio condotto dall'Istituto Mario Negri di Bergamo sottolinea che un paziente può considerarsi guarito solo se c'è la conferma di un tampone, e il test diagnostico deve essere ripetuto più volte. Si può essere contagiosi anche se è sparita la febbre e non si hanno più sintomi gravi.
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Coronavirus in Italia, in un solo giorno denunciati 49 positivi per violazione della quarantena


Sono 49 i cittadini positivi al Coronavirus che nella giornata di sabato 28 marzo sono stati fermato durante i controlli delle forze dell'ordine: ora rischiano di essere processati per epidemia colposa dopo aver violato la quarantena. In totale, dall'11 al 28 marzo 2020 sono state controllate complessivamente più di tre milioni di persone.
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