McGowan contro Portman tradisce ancora il senso del #MeToo

Una delle prime accusatrici di Weinstein ha attaccato la collega definendola ipocrita. Perché agli Oscar aveva indossato un mantello con i nomi delle registe escluse dalle candidature. Non basta un abito per essere femministe, ok. Ma anche i simboli contano. E la guerra tra donne non serve alla causa.

A tre anni dalla sua esplosione, il #MeToo, movimento che avrebbe voluto unire le donne di tutto il mondo in nome della sorellanza, si porta ancora dietro strascischi velenosi. Lo dimostrano gli attacchi nei confronti di Natalie Portman che alla cerimonia degli Oscar si è presentata con i nomi delle registe escluse (nessuna donna candidata) ricamati sul soprabito.

ROSE, UNA DELLE PRIME A PARLARE

Lo avevamo visto tante volte con il caso Weinstein: attrici che dopo aver ascoltato le testimonianze delle colleghe le incolpavano di non aver parlato prima. Tra quelle che al #MeToo hanno dato quasi i natali c’è l’americana Rose McGowan, una delle prime ad aver raccontato di aver subìto uno stupro dal magnate di Hollywood, una donna che ha sempre alzato la voce con coraggio, ma che sembra non aver mai afferrato del tutto il senso del movimento: unite in nome della stessa causa, non una contro l’altra.

QUANDO SPARÒ A ZERO SU MERYL STREEP

Invece a McGowan, personaggio piuttosto tormentato ed ex amica di Asia Argento, la guerra tra donne piace eccome. Una delle sue nemiche fu Meryl Streep, accusata nel 2018 per aver preso parte alla protesta in nero delle donne dei Golden Globes. «Attrici come Meryl Streep», scrisse in un tweet poi rimosso, «che hanno felicemente lavorato per il Pig Monster (così veniva apostrofato Harvey Weinstein, “il mostro porco” ndr) vestiranno di nero in una protesta silenziosa. Il vostro silenzio è il problema. […] Disprezzo la vostra ipocrisia». Streep rispose tramite una lettera in cui assicurava di non essere mai stata a conoscenza, prima dello scandalo, degli abusi di Weinstein.

LE ACCUSE DI IPOCRISIA AL MANTELLO DI PORTMAN

Nel 2020 agli Oscar i candidati alla miglior regia erano tutti uomini, esattamente come nel 2019. Così domenica 9 febbraio, sul red carpet, Natalie Portman ha reso omaggio alle donne registe snobbate, indossando sopra l’abito da sera un mantello con i loro nomi ricamati, tra cui Greta Gerwig (Little Women), Lorene Scafaria (Hustlers) e Lulu Wang (The Farewell). «Volevo dare un riconoscimento, per quanto sottile, a queste donne il cui lavoro incredibile non è stato preso in considerazione». Un gesto che non è andato giù a Rose McGowan: l’attrice americana ha accusato la collega di essere «un’ipocrita» che non traduce con i fatti quel che predica sul tappeto rosso.

Il soprabito di Natalie Portman alla cerimonia degli Oscar il 9 febbraio 2020. Sulla destra si vedono i nomi delle registe.

«È proprio il tipo di protesta che attira recensioni estasiate sui media, mentre era solo un’attrice che recitava la parte di quella a cui queste cose importano», ha tuonato su Facebook: «Trovo questo tipo di attivismo profondamente offensivo per quante tra noi fanno il vero lavoro». Per poi sparare ancora più alto: «Smetti di fingere di essere una campionessa di altro che non è te stessa. Hai lavorato con due registe donne nella tua lunga carriera, e una eri tu».

LA DISPUTA SUL CONCETTO DI “CORAGGIO”

All’ira della McGowan, la Portman ha replicato in una intervista al Los Angeles Times, invitando il pubblico a non considerarla coraggiosa per i nomi ricamati sulla cappa: «Coraggio è un nome che associo alle donne che nelle ultime settimane hanno testimoniato contro Weinstein nonostante incredibili pressioni». E a Rose che l’ha accusata di aver fatto pochi film diretti da donne ha risposto osservando che «purtroppo i film non fatti che ho cercato di fare sono una storia di fantasmi. Ho cercato in passato di aiutare registe donne a entrare in progetti da cui poi sono state escluse. E anche quando riescono a essere realizzati, i film di registe donne hanno difficoltà a arrivare ai festival e ad essere distribuiti a causa di ostacoli che si frappongono in ogni momento. Voglio dire che ho provato e continuerò a provarci, sperando che stiamo entrando in una nuova era», ha spiegato l’attrice che anche nel 2018 aveva protestato pubblicamente per la quasi inesistente partecipazione delle registe donne agli Oscar.

Natalie Portman con il marito Benjamin Millepied sul red carpet degli Oscar 2020.

Il soprabito di Portman, Mc Gowan a parte, non è piaciuto a molti: l’editorialista australiana Rita Panahi ha scritto che «sia come attrice sia come produttrice, Natalie Portman ha sempre preferito lavorare con uomini» e parlato di «sfoggio di inutile virtuosismo da celebrity». Non ci sono dubbi sul fatto che non basti un abito per dirsi femministe, che contino più le azioni dei simboli, ma va detto che Portman è stata l’unica a portare, in un modo seppur discutibile, i riflettori sul gender gap agli Oscar 2020. E se le donne anziché spalleggiarsi in nome della stessa battaglia, ognuna con i propri tempi e le proprie modalità, continueranno a sputare veleno una sull’altra in stile McGowan, il rischio è che del #MeToo resterà ben poco.

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Tutti i vincitori dei premi Oscar 2020

Per la prima volta un film straniero, Parasite di Bong Jon Ho, si aggiudica la statutetta come miglior film. Joaquin Phoenix miglior attore in Joker. Renee Zellweger miglior attrice in Judy.

Per la prima volta un film straniero ha vinto l’Oscar per il miglior film. Parasite del sudcoreano Bong Joon Ho ha infranto 92 anni di “soffitto di vetro” a Hollywood, aggiudicandosi il premio più prestigioso al Dolby Theatre di Los Angeles. La serata è stata aperta da Spike Lee, che ha reso omaggio alla memoria di Kobe Bryant indossando uno smoking viola e oro con il numero 24.

Già Palma d’oro a Cannes, Parasite ha portato a casa in totale quattro statuette: miglior film, miglior regia, miglior film straniero e miglior sceneggiatura originale. Mentre Brad Pitt e Laura Dern hanno ricevuto i loro primi Oscar come miglior attori non protagonisti, rispettivamente per C’era una volta a… Hollywood e Storia di un matrimonio.

Scontati alla vigilia anche i due migliori attori protagonisti: Renee Zellweger in Judy e Joaquin Phoenix, al suo primo Oscar per Joker di Todd Phillips, film che ha vinto anche per la miglior colonna sonora originale. Durante il suo discorso, Phoenix ha lanciato un appello a lottare a favore dei diritti contro le diseguaglianze di genere, il razzismo e la discriminazione Lgbt. Mentre Renee Zellweger ha ricordato l’unicità e l’eccezionalità di Judy Garland, mai premiata con un Oscar in tutta la sua carriera.

Elton John ha vinto per la miglior canzone originale di Rocketman, Jacqueline Durran per i costumi di Piccole Donne, il film di Greta Gerwig snobbato alle nomination per la miglior regia. A 1917, il favorito della vigilia, sono andati alcuni premi tecnici e la miglior fotografia di Roger Deakins. Fuori dai premi, nonostante le 10 candidature, The Irishman di Martin Scorsese. Sullo sfondo, durante tutta la cerimonia, il tema del gender gap a Hollywood. E proprio una donna, l’islandese Hildur Guonadottir, ha vinto il premio per la miglior colonna sonora con Joker. Per lei standig ovation dalla platea.

Nonostante le 24 candidature, Netflix ha incassato una delusione. Oltre al premio per Laura Dern, ha portato a casa il riconoscimento per il miglior documentario con American Factory, prodotto da Michelle e Barack Obama. Il titolo italiano è Made in Usa – Una fabbrica in Ohio di Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert. Si tratta del primo film sfornato da Higher Ground, la società dell’ex presidente americano e di sua moglie, che si sono congratulati con i registi.

Ecco tutti i premi della 92esima edizione degli Oscar:

Miglior film: Parasite (Bong Joon Hon)

Miglior regia: Bong Joon Ho (Parasite)

Miglior attore: Joaquin Phoenix (Joker)

Miglior attrice: Renee Zellweger (Judy)

Miglior attore non protagonista: Brad Pitt (C’era una volta a… Hollywood)

Miglior attrice non protagonista: Laura Dern (Storia di un matrimonio)

Miglior film internazionale: Parasite (Bong Joon Ho)

Miglior film d’animazione: Toy Story 4 (Josh Cooley)

Miglior corto d’animazione: Hair Love (Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.)

Miglior sceneggiatura originale: Parasite (Bong Joo Ho e Han Jin Won)

Miglior sceneggiatura non originale: Jojo Rabbit (Taika Waititi)

Miglior cortometraggio: The Neighbors’ Window (Marshall Curry)

Miglior scenografia: C’era una volta a… Hollywood (Barbara Ling e Nancy Haigh)

Migliori costumi: Piccole Donne (Jacqueline Durran)

Miglior documentario: American Factory (Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert)

Miglior cortometraggio documentario: Learning to skateboard in a warzone if you’re a girl (Carol Dysinger e Elena Andreicheva)

Miglior montaggio sonoro: Le Mans ’66 – La grande sfida (Donald Sylvester)

Miglior sonoro: 1917 (Mark Taylor e Stuart Wilson)

Miglior fotografia: 1917 (Roger Deakins)

Miglior montaggio: Le Mans ’66 – La grande sfida (Michael McCusker e Andrew Buckland)

Migliori effetti speciali: 1917 (Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron)

Miglior trucco e acconciatura: Bombshell (Kazu Hiro, Anne Morgan e Vivian Baker)

Miglior colonna sonora: Joker (Hildur Guonadottir)

Miglior canzone: Rocketman (Elton John e Bernie Taupin con I’m Gonna – Love me Again)

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Tutte le nomination agli Oscar 2020

Joker è il film con maggiori candidature. A sorpresa escluso Robert De Niro anche se The Irishman conquista nove papabili piazzamenti.

Il 9 febbraio il Dolby Theatre di Hollywood si appresta a ospitare la cerimonia di premiazione degli Oscar edizione 2020. In vista di uno degli eventi più attesi del mondo, l’Academy ha reso note nella giornata di lunedì 13 gennaio le nomination per il conseguimento della prestigiosa statuetta. di film, registi e attori candidati a una statuetta. Joker, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix nei panni del rivale di Batman, è stato candidato a 11 statuette. Segue con 10 C’era una volta Hollywood di Quentin Tarantino e The Irishman di Martin Scorsese con nove nomination. Ma non sono mancate nemmeno le sorprese. Come ad esempio l’assenza di Robert De Niro tra i papabili vincitori di una statuetta o le sei candidature per 1917.

LE NOMINATION AGLI OSCAR 2020

Miglior film
1917
The Irishman
Piccole donne
Jojo Rabbit
Joker
Storia di un matrimonio
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Le Mans 66 – La grande sfida

Miglior attore protagonista
Joaquin Phoenix – Joker
Adam Driver – Storia di un matrimonio
Leonardo DiCaprio – C’era una volta… a Hollywood
Jonathan Pryce – I due papi
Antonio Banderas – Dolor y Gloria

Miglior regia
Martin Scorsese – The Irishman
Sam Mendes – 1917
Quentin Tarantino –  C’era una volta… a Hollywood
Bon Joon Ho – Parasite
Todd Phillips – Joker

Miglior attrice protagonista
Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio
Saorsie Ronan – Piccole donne
Charlize Theron – Bombshell
Renee Zellweger – Judy
Cynthia Erivo – Harriett

Miglior attore non protagonista
Tom Hanks – Un amico straordinario
Anthony Hopkins – I due papi
Al Pacino – The Irishman
Joe Pesci – The Irishman
Brad Pitt – C’era una volta… a Hollywood

Miglior attrice non protagonista
Laura Dern – Storia di un matrimonio
Scarlett Johansson – Jojo Rabbit
Margot Robbie – Bombshell
Kathy Bathes – Richard Jewell
Florence Pugh – Piccole donne

Miglior sceneggiatura originale
C’era una volta… a Hollywood
Storia di un matrimonio
Parasite
Cena con delitto – Knives Out
1917

Miglior sceneggiatura non originale
Jojo Rabbit
Joker
Piccole donne
The Irishman
I due papi

Miglior film di animazione
Dov’è il mio corpo?
Klaus
Dragon Trainer – Il mondo nascosto
Toy Story 4
Missing Link

Migliore film straniero
Les Misérables (Francia)
Honeyland (Macedonia del Nord)
Corpus Christi (Polonia)
Parasite (Corea del Sud)
Dolor y Gloria (Spagna)

Miglior documentario
American Factory
The Cave
The Edge of Democracy
For Sama
Honeyland

Miglior cortometraggio documentario
In the Absence
Learning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl)
Life Overtakes Me
St. Louis Superman
Walk Run Cha-Cha

Miglior cortometraggio
Brotherhood
Nefta Football Club
The Neighbor’s Widow
Saria
A Sister

Miglior cortometraggio animato
Dcera
Hair Love
Kitbull
Memorable
Sister

Migliore colonna sonora
Joker
Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliore canzone originale
“I’m standing With You” da Atto di fede
“Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up” da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman
“I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4

Miglior fotografia
1917
C’era una volta… a Hollywood
Joker
The Irishman
The Lighthouse

Miglior effetti speciali (“visual effects”)
Avengers: Endgame
The Irishman
Il re leone
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior trucco e acconciature
Bombshell
Joker
Judy
Maleficent – Signora del Male
1917

Migliore scenografia
The Irishman
1917
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Jojo Rabbit

Migliori costumi
Joker
Piccole donne
C’era una volta… a Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit

Miglior montaggio
Le Mans 66 – La grande sfida
The Irishman
Parasite
Jojo Rabbit
Joker

Miglior sonoro (“sound editing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

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