Perché in Portogallo Costa ha la strada in discesa

Per il premier socialista della rinascita 20 seggi in più in parlamento, quasi la maggioranza per governare da solo. Ora si cerca una nuova intesa dopo le Legislative del 2019. Magari con gli ambientalisti, anziché con la sinistra radicale. Lo scenario.

L’orizzonte del Portogallo è una nuova Geringonça: il «marchingegno» di un esecutivo assemblato come nel 2015 tutto a sinistra che – a sorpresa – ha funzionato. Il successo di governo ha consolidato Antonio Costa che volendo, da capo dei socialisti con 20 seggi in più (106) della precedente legislatura, può sganciarsi dal blocco di sinistra (19 seggi) e dal Partito comunista per allearsi con gli ecologisti del Pan e di Livre, titolari di cinque seggi, e dei verdi al voto in coalizione con i comunisti (12 seggi). Per una maggioranza mancano 10 seggi: il premier uscente Costa, 58 anni, ex sindaco di Lisbona ed ex eurodeputato socialista, con il 37% delle preferenze può permettersi il lusso di scegliere. «Abbiamo vinto chiaramente e rafforzato la nostra posizione politica», ha commentato la notte delle Legislative del 6 ottobre 2019, «i portoghesi vogliono un nuovo esecutivo socialista. Più forte, capace di governare con stabilità».

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Il premier portoghese Antonio Costa in campagna elettorale. (Getty)

LA FIDUCIA DELL’UE PER COSTA

Come quattro anni prima, si aprono le consultazioni. Con ogni probabilità più brevi dei mesi impiegati per stringere il patto allora controcorrente. Nel frattempo gli assetti sono cambiati in altri Paesi dell’Ue e a Strasburgo. Sul piatto Costa può mettere un’economia cresciuta tra il 2016 e il 2018 fino al 2,8% del Pil nazionale (dati della Commissione Ue), la disoccupazione dimezzata al 6,7% dal 13,6% del 2015, e il deficit statale sceso al livello più basso in 45 anni di democrazia (lo 0,2% del 2019 dall’11,2% del 2011). Musica per le orecchie di Bruxelles: sotto la guida della super commissaria Ursula von der Leyen la nuova Commissione Ue può concedere agli Stati membri maggiori aperture sulla crescita. E più di ogni altro il premier portoghese potrà cavalcare in nuovo vento amico, benché all’Ue la fiducia non gli mancasse. Il suo primo governo rosso è riuscito a conciliare le misure sociali e per la crescita, con il rigore nella spesa pubblica, con prestazioni impressionanti.

Molte categorie statali hanno scioperato in massa. Insegnanti, personale della sicurezza e nella sanità invocano investimenti pubblici

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

Per un altro esecutivo la sinistra radicale è disposta a negoziare con Costa. Ma gli chiede di allentare i cordoni della borsa, migliorando i servizi ai cittadini e riducendo la pressione fiscale che nel 2018 ha toccato il massimo storico del 35%: il rovescio della medaglia del suo miracolo della rinascita. In pochi anni i portoghesi hanno visto esplodere l’export (+45% dal 2005) agganciato al circuito globale e l’industria del turismo, tant’è che l’economia nazionale gira meglio della media europea. Ma gli stipendi restano bassi in Portogallo (un insegnante guadagna circa 1.000 euro al mese). Mentre per il richiamo di stranieri i prezzi del mercato immobiliare si sono impennati e il costo della vita è in aumento. Benché da Costa sia stato alzato il salario minimo (portato a 700 euro al mese, prima più basso che in Grecia) e sia stata abbassata l’età della pensione nel pubblico, molte categorie statali scioperano in massa. Insegnanti, personale della sicurezza e nella sanità invocano investimenti pubblici.

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Andre Silva, leader degli ambientalisti portoghesi del (Pan) in campagna per le Legislative del 2019. (Getty)

IL PIANO SULLE INFRASTRUTTURE

Il tallone di Achille di Lisbona è il debito pubblico, in calo dalla crisi ma sempre al 120% del Pil, terzo per onere nell’Ue dopo la Grecia e l’Italia. Nel 2019 il governo Costa ha presentato un grande piano nazionale di investimenti per le infrastrutture, con un budget di circa 20 miliardi di euro fino al 2030 da destinare per il 60% ai trasporti. In modo soprattutto da far fronte al boom di turisti, con nuovi collegamenti ferroviari e un nuovo scalo su Lisbona. Ma appena il 15% dei finanziamenti del piano dovrebbe arrivare da fondi statali: gli alleati di sinistra di Costa insistono nel chiedere pensioni e stipendi più alti, e investimenti anche nell’istruzione e nella sanità. Grandi opere foraggiate da privati sollevano perplessità anche tra le forze ambientaliste sulle quali, visto l’appeal crescente a livello globale, si sono posati gli occhi dei socialisti. Costa è in cerca di una nuova versione della Geringonça: un esecutivo con i verdi si prevede lo sbocco più probabile alle trattative.

Il dibattito sui migranti è molto marginale, il Portogallo non è mai stato tra le rotte degli sbarchi

ESTREMA DESTRA IN PARLAMENTO

Per un soffio il premier uscente ha mancato la maggioranza assoluta del 40% per un monocolore: il desiderio è di dover dipendere da meno alleati possibili, considerata la «maggiore legittimazione per negoziare in parlamento». Il dato dell’astensione salita al 47% dal 44% delle precedenti Legislative non è indicativo perché i nuovi parametri hanno incluso nei registri elettorali oltre 1 milione di portoghesi residenti all’estero che di solito hanno una bassa partecipazione al voto. La vittoria di Costa, che nei sondaggi più del 50% rivorrebbe premier, è inequivocabile: i conservatori (Psd) del leader Rui Rio sono arretrati di 12 seggi. Anche il Portogallo dal 2019 ha l’estrema destra in parlamento, per la prima volta in 45 anni dalla fine della dittatura: la nuova forza dei populisti “Abbastanza” ha guadagnato un seggio con l’1,3%. Una novità che non spaventa: il dibattito sui migranti è molto marginale, il Portogallo non è mai stato una rotta degli sbarchi.

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I risultati delle elezioni 2019 in Portogallo

Secondo i primi exit poll,i socialisti del premier Antonio Costa sarebbero il primo partito con il 34,5%%-38,5% dei voti.

Il partito socialista del premier Antonio Costa è in vantaggio, secondo i primi exit poll trasmessi dalle tv, nelle elezioni parlamentari in Portogallo con il 34,5%-38,5%. Gli oppositori socialdemocratici si attestano tra il 24,6 ed il 28,6%, il blocco di sinistra tra il 7,7% e l’11,7%, i popolari di destra tra il 6 e l’8% e la coalizione di sinistra tra il 2,9% e 4,9% mentre il Pan (ambientalisti) tra il 2,7% ed il 4,7%.

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Il sogno del Famalicao, il “Leicester del Portogallo”

La favola della piccola squadra portoghese ricorda quella del club inglese. In testa alla Primeira Liga, è il risultato del progetto imprenditoriale del procuratore di Ronaldo.

Nel nome di Mendes. E di Idan Ofer. Assomiglia alla favola del Leicester, anche se il lieto fine è lontano dall’esser scritto, la storia portoghese del Famalicao, un nome che per coincidenza sembra un inno a tutti i teorici della fame di vittorie come carburante di miracoli sportivi. È in testa al campionato con 19 punti dopo sette partite (sei vittorie e un pareggio), uno in più delle titolate Porto e Benfica: è la neopromossa Famalicao, la squadra di Vila Nova de Famalicão, cittadina di 130 mila abitanti nel distretto di Braga che dopo anni di ‘anonimato’ sportivo oggi è leader della Primeira Liga. Ma più che un miracolo sportivo il Famalicao è il risultato di un progetto imprenditoriale gestito da Jorge Mendes, il manager di Cristiano Ronaldo.

LE IDEE DI MENDES E I SOLDI DI OFER

C’è infatti la sua mano dietro l’ascesa del piccolo club di proprietà dell’armatore israeliano Idan Ofer, uno degli uomini più ricchi del mondo (è al 394/o posto nella classifica di Forbes) con un patrimonio da 2,6 miliardi di euro ed amico del super procuratore portoghese. Dopo aver costruito l’exploit del Wolverhampton in Inghilterra, Mendes ha stabilito una partnership importante con l’Atletico Madrid, che fornisce proprio al Famalicao alcuni importanti giovani da far crescere. Obiettivo del tandem Ofer-Mendes è quello di provare a interrompere l’egemonia delle tre big Sporting Lisbona, Benfica e Porto. In Portogallo, soltanto due volte il campionato è stato vinto da una squadra diversa: dal Belenenses nel 1945-46 e dal Boavista nel 2000-2001. Magari il Famalicao non sarà la terza sorpresa, ma intanto col ‘miracolo Leicester‘ ha in comune la formula di un uomo di calcio (Ranieri-Mendes) e di un ricco finanziatore venuto da lontano (per il Leicester fu il thailandese Srivaddhanaprabha, poi deceduto in un incidente aereo). In Portogallo, Ofer ha acquistato le quote del Famalicao nel 2018 annunciando grandi investimenti nella squadra, che è tornata subito in Primeira Liga 25 anni dopo l’ultima volta. Da qui la collaborazione con Mendes.

LA SQUADRA “IMPORTATA” DALLA LIGA

La squadra è stata “costruita” con una predilezione per giocatori che hanno militato nella Liga spagnola: dall’ex Parma Nico Schiappacasse, 20enne attaccante uruguagio tornato all’Atlético Madrid dopo l’esperienza in prestito alla squadra emiliana, a Nehuén Pérez, difensore argentino di proprietà dell’Atlético Madrid. Dal Benfica sono arrivati la punta Diogo Goncalves e il centrocampista d’attacco Miranda, entrambi legati alla Gestifute (la società di Mendes, appunto). Dal Wolverhampton, sono stati ingaggiati Pedro Goncalves e Roderick Miranda. Sono arrivati ventuno nuovi giocatori, la maggior parte dei quali in prestito. Soltanto cinque calciatori sono rimasti in rosa. Dopo sette giornate, il Famalicao (allenato da Joao Pedro Sousa) ha messo in riga le blasonate del calcio portoghese e già si pensa ai lavori di ampliamento dello stadio Municipal 22 de Junho, che al momento può ospitare circa 5 mila spettatori. L’obiettivo per il “Leicester di Portogallo” è ambizioso. E almeno fino al 27 ottobre, giorno della sfida con il Porto, il Famalicao sarà ancora in testa alla classifica. Non era mai successo nella storia della Primeira Liga che alla settima giornata fosse prima una neopromossa.

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