Falsi report su viadotti e Ponte Morandi: perquisizioni a casa dell’ad di Spea Galatà

Gli investigatori hanno visitato anche la sede della società che fa parte del gruppo Atlantia. L'amministratore è indagato in entrambe le inchieste.

L’inchiesta sul ponte Morandi potrebbe riservare novità e in particolare per la società Spea del gruppo Atlantia, di proprietà dei Benetton. Perquisizioni sono in corso a Roma da parte della guardia di finanza di Genova a casa dell’ex amministratore delegato di Spea, Antonio Galatà, indagato sia per il crollo del ponte Morandi che per i falsi report sui viadotti. Perquisizioni anche a Genova negli uffici di Spea e a casa di tre indagati.

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Nuove perquisizioni nell’inchiesta sul Ponte Morandi

Guardia di finanza negli uffici della sede milanese della Spea. Le operazioni sarebbero collegate all'inchiesta bis sul crollo.

Uomini della Guardia di finanza stanno effettuando una perquisizione presso la sede milanese della Spea engineering nell’ambito dell’indagine sul crollo del Ponte Morandi.

PERQUISIZIONI COLLEGATE ALL’INCHIESTA BIS

Le perquisizioni sarebbero collegate all’inchiesta bis sul crollo, quella che a metà settembre ha portato il Gip di Genova a emettere una serie di misure cautelari nei confronti di tecnici di Aspi e di Spea. Dall’indagine è emerso l’uso di strumenti per ostacolare le intercettazioni disposte dalla procura genovese tra cui dei disturbatori di frequenza.

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Varato il primo tratto del nuovo ponte a Genova

Inaugurato un pezzo dell'impalcato che sostituirà ponte Morandi. Bucci: «Stiamo seguendo il percorso indicato». E Toti promette il termine dei lavori per aprile 2020.

A Genova sono iniziate le operazioni di sollevamento della trave che sorreggerà il primo impalcato del nuovo viadotto sul Polcevera tra le pile 5 e 6. Le operazione, annunciate da un suono di sirena, sono cominciate alla presenza del premier Giuseppe Conte, del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, del sindaco Bucci, del governatore Toti, dell’architetto Renzo Piano che ha donato il disegno del viadotto. Presenti anche Salini e Bono per il consorzio PerGenova (Salini-Impregilo e Fincantieri) che ricostruisce il ponte. Si tratta di una struttura lunga 50 metri, costruita in acciaio e pesa 500 tonnellate e verrà issata a quasi 50 metri di altezza. È la prima di 19 campate che costituiranno il nuovo viadotto: 16 da 50 metri e 3 da 100 metri.

CONTE: «GENOVA SIMBOLO DI RINASCITA»

A ridosso del varo ha parlato anche Giuseppe Conte: «Genova è un simbolo di rinascita che si sta concretizzando. Tocchiamo con mano la collaborazione tra pubblico e privato con spirito squadra in modo intelligente», ha detto ancora il premier, «le eccellenze insieme possono fare grandi cose. Il Paese balza agli onori della cronaca per queste capacità. Grazie alla comunità operosa che rende concreto questo progetto: operai, dirigenti, istituzioni, ingeneri». «Non dimentichiamo le 43 vittime», ha aggiunto il capo del governo. «Il progetto rappresenta il riscatto ma ha incorporato il ricordo delle vittime» «Atti concreti e impegno costante per la sicurezza delle infrastrutture» e l’impegno del governo «perché la sicurezza sia un imperativo categorico». «Ci sarà un monitoraggio costante per inaugurare secondo il crono programma. La fase di avanzamento consente di essere più precisi e i tempi sono confermati», ha proseguito, «In tempi record consegneremo l’opera alla storia. Genova offre una grande lezione. Abbiamo ridato luce e speranza al Paese intero».

BUCCI: «A LAVORO 24 ORE SU 24»

«Lavoriamo 24 ore su 24, sette giorni su sette, le cose vanno avanti secondo i programmi e di questo sono assolutamente contento. La città sta rispondendo benissimo, siamo esattamente sul percorso indicato e che sta dando i suoi frutti». Sono le parole del sindaco di Genova Marco Bucci in occasione del ‘varo’. «Voglio ringraziare e lo farò anche nel discorso ufficiale quelli che vivono intorno al ponte che maggiormente soffrono i disagi per questa costruzione», ha aggiunto il commissario straordinario per l’emergenza ligure, fresco di rinnovo firmato il 30 settembre da Conte. Il sindaco ha indossato la cravatta delle grandi occasioni con inciso “Femmo torna Zena superba” (facciamo tornare Genova superba): «Se lo avete notato questa è la cravatta che», ha spiegato, «metto sempre nei momenti importanti anche perché vuole mandare un messaggio chiaro cioè che Genova aspira a diventare una delle città più importanti in Europa».

TOTI: «PER GENOVA È UN GIORNO IMPORTANTE»

Arrivando al cantiere anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha espresso la sua soddisfazione: «Questo è un giorno importante, come ce ne sono stati altri. È un momento concreto, non simbolico. Credo che sia un atto di rispetto essere qui per questa cerimonia anche per ricordare le persone che non ci sono più e per dimostrare che la politica può rispettare le promesse e in questa città e in questa regione lo sta facendo». «Volere è potere e lo stiamo dimostrando. Questa città entro aprile prossimo avrà il suo ponte, come io e il commissario Bucci abbiamo promesso quando nessuno ci credeva. E noi le promesse le manteniamo sempre», ha aggiunto.

RENZO PIANO: «IMPORTANTE NON DIMENTICARE LA TRAGEDIA»

«È un riscatto e può suonare un po’ consolatorio. Ma non è così perché qui c’è stata una grande tragedia che non si può dimenticare», ha detto l’architetto Renzo Piano raggiungendo il cantiere del nuovo viadotto sul torrente Polcevera. «È proprio come l’avevamo pensato. Oggi lo variamo, i vari sì fanno solo per navi e ponti». Piano ha donato il disegno del nuovo viadotto che ricorda la chiglia di una nave.

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Ponte Morandi: l’inchiesta bis sui falsi report sui viadotti

Nove misure cautelari, tra cui tre arresti, nelle indagini sui rapporti "ammorbiditi" riguardanti le condizioni dei ponti Pecetti (A26) e Paolillo (A16). Coinvolti dipendenti e consulenti di Autostrade e Spea.

Nove misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta bis riguardante i report “ammorbiditi” sulle condizioni dei viadotti gestiti da Autostrade. La Guardia di finanza di Genova sta eseguendo le misure firmate dal Gip Angela Nutini, chieste dal pubblico ministero Walter Cotugno. Eseguite anche misure interdittive. L’inchiesta bis era partita dopo il crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.

I VIADOTTI PECETTI E PAOLILLO

Le misure cautelari, tre arresti domiciliari e sei misure interdittive, riguardano i presunti falsi report sui viadotti Pecetti della A26, in Liguria, e il Paolillo della A16, in Puglia. In particolare, sono finiti ai domiciliari Massimiliano Giacobbi (Spea), Gianni Marrone (direzione VIII tronco) e Lucio Torricelli Ferretti (direzione VIII tronco). Le misure interdittive, sospensione dai pubblici servizi per 12 mesi, riguardano tecnici e funzionari di Spea e Aspi: Maurizio Ceneri; Andrea Indovino; Luigi Vastola; Gaetano Di Mundo; Francesco D’antona e Angelo Salcuni.

RELAZIONI “EDULCORATE”

Secondo i militari del primo gruppo della Guardia di Finanza di Genova, il gruppo avrebbe ‘edulcorato‘ le relazioni sullo stato dei viadotti controllati. Per l’accusa, in certi casi, i report erano quasi routinari e quindi non corrispondenti al vero stato dei viadotti. La circostanza era emersa nel corso degli interrogatori dei testimoni durante le indagini sul crollo di Ponte Morandi. In particolare i tecnici di Spea avevano raccontato agli inquirenti che i report «talvolta erano stati cambiati dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri».

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