La studentessa scrive a Draghi: “Riaprire le aule a fine anno scolastico e senza garanzie è una farsa”


Martina, studentessa liceale campana, affida a Fanpage.it la sua lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, sul ritorno in aula in presenza nell'ultima fase dell'anno scolastico: "Noi ragazzi siamo sempre voluti tornare a scuola. Ma abbiamo dovuto subire tutte le farse fatte su di noi"
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Vitalizio a Formigoni, protesta il M5s in Consiglio regionale: “Basta soldi ai condannati”


In Consiglio regionale i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno protestato contro la decisione della commissione contenziosa del Senato di concedere di nuovo il vitalizio all'ex parlamentare Roberto Formigoni, ai domiciliari dopo una condanna per corruzione. A lui è stato riconosciuto il "diritto per legge alla pensione" e pertanto potrà ritornare ad avere il vitalizio maturato in quanto senatore. Il Movimento 5 Stelle si è presentato in Consiglio regionale con alcuni cartelli con scritto: "Ai Lombardi meno sanità, al Celeste soldi in quantità", "Con la Lega meno ristori più vitalizi", "Basta dané ai condannati".
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La sinistra locale c’è, prova ad imporsi alla prossima competizione elettorale

di Erika Noschese

La sinistra salernitana c’è e prova a giocare da protagonista alle prossime elezioni comunali che coinvolgeranno la città di Salerno. In questi mesi si susseguono gli incontri, in maniera del tutto riservata ma si tessono i fili per la prossima – particolarmente attesa – competizione elettorale. Sullo sfondo ci sono i responsabili delle formazioni storiche della sinistra come Franco Mari di Sinistra Italiana e Loredana Marino di Rifondazione comunista ma non mancano anche gli esponenti storici di primo piano come Fausto Morrone, Salvatore Forte, Fernando Argentino, Rosellina Masullo, solo per citarne alcuni. Trait d’union resta l’ex parlamentare Andrea De Simone, in stretto contatto con loro ma impegnato nella presentazione, rigorosamente online, del suo Racconto Autobiografico, su diverse piattaforme. La sinistra storica, in questa fase, prova ad aprirsi sempre di più e coinvolge i giovano, chiamati al confronto pubblico con uomini di spessore. Un dato è certo: nella battaglia elettorale di autunno la sinistra c’è. Così, il filosofo Pino Cantillo e il docente universitario Marcello Ravveduto presiedono un gruppo di lavoro sul programma, aperto anche a forze della società civile a partire da Deep. Nel vasto programma elettorale non potranno mancare temi relativi alla città green ed intelligente; la qualità della vita dei quartieri, quartieri con servizi di prossimità; l’assistenza sanitaria e sociale territoriale; gli spazi per le famiglie, gli anziani ed i giovani; la priorità della cultura e l’utilizzo delle strutture; i temi del lavoro soprattutto per i tanti giovani costretti a lasciare la città, la scuola e l’Università per cercare fortuna altrove; la democrazia e la partecipazione. Di fatti, la sinistra prova a giocare d’anticipo e si pone all’ascolto della città, creando occasioni di confronto e di partecipazione. L’obiettivo resta quello di un largo schieramento di forze, coinvolgendo le tante realtà presenti sul territorio della città capoluogo, dall’associazionismo al volontariato, distanti dalle destre e dall’attuale sistema di governo della città. La sinistra sembra guardare con interesse alle iniziative promosse da diversi gruppi giovanili particolarmente attivi ed interessati a scendere in campo con proprie liste alle amministrative. Attenzione e rispetto per l’autonomia dei movimenti e rapporto di pari dignità senza egemonie ed imposizioni con altre forze politiche, questi i presupposti sui quali gli esponenti della sinistra salernitana sono impegnati a stabilire contatti e fissare scadenze. Senza simboli ma con idee e proposte, con attenzione e rispetto per le diversità e soprattutto con un orizzonte ampio si muovono diversi leader riconosciuti della sinistra salernitana con l’obiettivo di realizzare una grande coalizione in grado di competere e affermare una nuova classe dirigente. Intanto, la sinistra locale è già al lavoro per organizzare iniziative in occasione del prossimo 25 aprile e Primo Maggio. Tra le novità sicuramente la possibile apertura di una sede elettorale, “rispolverando” una vecchia sezione di partito che dovrebbe restare aperta anche dopo le elezioni per garantire un punto di riferimento a tutti quelli che vogliono impegnarsi in politica non solo con il web ma in presenza. Il lavoro di una grande coalizione democratica dunque, va avanti speditamente e si arricchisce di nuove energie e forze giovanili. Nel frattempo, continuano gli incontri online per la presentazione del libro di Andrea De Simone “Ritratto d’Amore per la politica e per Salerno”: sabato sera si è tenuta, su una piattaforma nazionale, un’interessante discussione con lo storico Carmine Pinto, docente dell’Università degli Studi di Salerno e direttore dell’Istituto nazionale per il Risorgimento, presieduto dal docente universitario Nunzio Mastrolia.

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Michele Tarantino: “Bene il lavoro dei consiglieri uscenti”

di Erika Noschese

Promuove il lavoro dei consiglieri uscenti e dell’assessore alla Cultura, subentrata in corso d’opera dopo il rimpasto della giunta, ma non risparmia una strigliata all’amministrazione comunale guidata dal sindaco uscente Vincenzo Napoli il segretario regionale del Psi in Campania, Michele Tarantino. “Quello che va rilanciato è il lavoro dell’amministrazione comunale che, in alcuni settori, come il turismo e il commercio, deve fare di più”, ha infatti dichiarato il segretario Tarantino, pur confermando di essere molto soddisfatto del lavoro svolto da Massimiliano Natella, Paolo Ottobrino, Veronica Mondany e Tonia Willburger. Segretario, tra settembre e ottobre tra le città capoluogo chiamate al voto anche Salerno. Sono mesi molto complessi per la politica. Il Psi ha già dettato la linea, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli. E’ soddisfatto del lavoro che il partito ha fatto? “Il Partito Socialista a Salerno ha saputo interpretare al meglio il ruolo di una comunità attenta alle esigenze del territorio e di pungolo per l’amministrazione. Ritengo molto soddisfacente il lavoro politico fatto dai consiglieri comunali Massimiliano Natella, Paolo Ottobrino e Veronica Mondany e, malgrado il momento difficile per la cultura, anche l’attività del nostro assessore Tonia Willburger. Quello che va rilanciato è il lavoro dell’amministrazione comunale che, in alcuni settori, come il turismo e il commercio, deve fare di più. Lunedì sera è convocato un direttivo provinciale del partito anche per discutere delle azioni da mettere in campo nel comune capoluogo ma anche negli altri comuni chiamati al voto, a partire da Battipaglia e Eboli”. In questi mesi i socialisti hanno alzato la voce, chiedendo il ritorno all’attività didattica in presenza. La Campania da domani (oggi per chi legge ndr) è zona arancione. Crede sia giusto tornare tra i banchi di scuola? “I cancelli delle scuole chiuse sono una sconfitta per tutti. Abbiamo sempre sostenuto la linea della riapertura in sicurezza. Significa garantirla nelle aule, sui mezzi di trasporto e in tutti i luoghi deputati. Soprattutto in Campania dove i giorni di chiusura sono stati davvero troppi. Il piano vaccinale, se pur a rilento, ha consentito al personale scolastico di sottoporsi al vaccino aumentando la soglia di garanzia per studenti e famiglie. Le scuole chiuse acuiscono le diseguaglianze e non possiamo permettere che accada, non possiamo soprattutto, che a pagare questo prezzo siano gli studenti e le loro famiglie. Detto ciò, auspichiamo sempre grande prudenza nei comportamenti per consentire a tutti di uscire dall’isolamento”. Su Napoli città lei ha chiesto una candidatura autorevole, crede che a Salerno il sindaco uscente rispecchi la figura giusta? “Le amministrative a Napoli sono l’occasione per segnare un cambio di passo rispetto alle politiche fallimentari degli ultimi dieci anni. Una città strategica, per la Campania e per l’intero Mezzogiorno. Qui la scelta deve concentrarsi principalmente sulla progettualità e sulla capacità di mettere in campo idee forti per la ripartenza. Quanto a Salerno, noi rimaniamo leali con la coalizione che ha portato all’elezione del sindaco Vincenzo Napoli, con i nostri valori e i nostri principi, senza essere spettatori passivi ma giocando la nostra partita con le nostre idee e sempre aperti a un confronto leale. Del resto Salerno è la città dove i socialisti hanno radicato un consenso forte e determinante. Il nostro impegno, qui come altrove, è quello di non cedere terreno alle destre e per farlo è necessario rafforzare proposte ed idee, ripartendo dallo slogan rilanciato dal nostro segretario nazionale, Enzo Maraio: “Salerno progetta Salerno”. Ai nostri compagni di viaggio – spero gli stessi di questi anni – chiederemo di tornare a ragionare come squadra, di coinvolgere le migliori energie della città, di aprirsi alle associazioni ed ai nuovi talenti. Senza paure. Chiederemo di ripartire, ancora una volta insieme, ascoltandoci e confrontandoci per fare di più e meglio”. La fase di stallo che il centrodestra vive a livello regionale secondo lei potrebbe favorire la coalizione di centrosinistra? “Per formazione politica non sono abituato a sbirciare in casa degli altri. Certo oggi il centrodestra viaggia su due binari: parte al governo con Draghi e parte all’opposizione. Mi chiedo, e chiedo a chi ci osserva: con quale coerenza di contenuti intende presentarsi alle prossime elezioni amministrative?”. Economia in ginocchio a causa della pandemia, domani una piccola ripartenza. Quali sono le proposte del Psi per superare questa fase? “Bisogna cogliere le opportunità che verranno dal piano nazionale di ripresa e resilienza, così da ridare slancio all’economia delle città. Ma la parola d’ordine deve essere: lavoro. A livello nazionale abbiamo proposto che con il nuovo scostamento di bilancio si investa soprattutto in due direzioni. Abbassare l’Iva al 4% all’intero sistema turistico per renderlo più competitivo e ridurre i danni. Abbassare il costo delle bollette per le famiglie e le imprese, eliminando almeno fino a fine anno le quote fisse e le quote variabili dalle bollette di gas, luce e acqua. Poi serve al Paese un forte programma di infrastrutture, ferrovie, autostrade, ponti e la messa in sicurezza del territorio”. Il mondo socialista piange la scomparsa di Luigi Covatta… “La morte di Luigi è una grave perdita per la politica, non soltanto per la comunità La morte di Luigi è una grave perdita per la politica, non soltanto per la comunità socialista. Lui rappresentava quella figura di intellettuale oramai quasi scomparsa nel nostro Paese. Da parlamentare, da sottosegretario e da direttore di Mondoperaio, ha condotto campagne e battaglie per il lavoro, l’istruzione pubblica, l’equità sociale. Chiunque lo abbia conosciuto, sa che aveva un carattere difficile che celava un animo buono e sentimenti puri. Molti nel territorio ischitano lo ricordano per il suo impegno culturale nel tentativo di valorizzare l’isola, ma soprattutto per la Colombaia e la profonda amicizia con Lady Walton.nostro Paese. Da parlamentare, da sottosegretario e da direttore di Mondoperaio, ha condotto campagne e battaglie per il lavoro, l’istruzione pubblica, l’equità sociale. Chiunque lo abbia conosciuto, sa che aveva un carattere difficile che celava un animo buono e sentimenti puri. Molti nel territorio ischitano lo ricordano per il suo impegno culturale nel tentativo di valorizzare l’isola, ma soprattutto per la Colombia e la profonda amicizia con Lady Waolton”.

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“Starbucks di quartiere”, Innovazione e cultura la Salerno di Anna Borrasi

di Erika Noschese

“Starbucks di quartiere”: è questo, in sintesi, il programma che coinvolge i giovani salernitani a vivere la cultura nella loro città, proposto dalla Responsabile giovani de “La Nostra libertà” Anna Borrasi (anni 21), laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Salerno. Abbiamo intervistato la candidata al consiglio comunale con la lista civica del candidato sindaco Antonio Cammarota per farci illustrare nei dettagli il suo programma. Prima di tutto, perché ha deciso di candidarsi? “Ho sentito la necessità di scendere in capo in prima persona per la mia città perché ho conosciuto con la mia esperienza il volto che non funziona di Salerno, ovvero il rapporto tra la città ed i suoi giovani. Si tratta di un rapporto che ritengo si spezzi nel momento in cui si riscontrano difficoltà d’informazione, difficoltà nel trovare una posizione occupazionale, difficoltà nell’usufruire di spazi pubblici e culturali dedicati ai ragazzi” Pensa che la sua giovane età possa essere un ostacolo? “No, tutt’altro. Credo che i giovani comprendano da vicino e meglio le dinamiche che riguardano il loro mondo ed allo stesso tempo possano con le loro idee e con la loro forza dare vita ad un nuovo volto della città, che respira e si espande in ogni momento. Grazie all’aiuto ed al sostegno di chi già si trova all’interno de “La Nostra libertà”, e che per questo ha una maggiore esperienza (cito ad esempio l’avvocato Matteo Marchetti Vicesegretario nazionale del Codacons), voglio portare avanti una battaglia che non si esaurirà dopo le elezioni. Il mio obiettivo è realizzare un programma che punti tutto sui giovani salernitani, in cui la stella polare sia la difesa di Salerno contro il “pensiero unico del potere”, per usare un’espressione di Gramsci”. Ci può spiegare meglio cosa intende per “andare contro il pensiero unico del potere”? “Significa difendere la libertà d’informazione e di espressione, significa assumere la consapevolezza dei propri diritti, un traguardo che si conquista solo grazie alla cultura. Difendere Salerno è difendere i suoi giovani facendoli studiare”. Come si concretizza questa proposta? “La mia idea è quella di creare degli “Starbucks di quartiere”. Di cosa si tratta nel dettaglio? “Realizzeremo degli spazi vivi di cultura, nei quali sarà possibile usufruire di una connessione internet gratuita, consultare testi universitari e non solo, e beneficiare dell’aiuto di tutor qualificati al sostegno didattico degli studenti che decidono di recarsi nello “Starbucks di quartiere”. Una zona dedicata anche all’aiuto dei più piccoli, viste le difficoltà che stanno affrontando dopo essere stati bruscamente calati nell’ottica della digitalizzazione della didattica a causa dell’emergenza Covid-19. Si tratterà, dunque, di un punto cultura che serva a soddisfare le esigenze di tutti, perché tutti i ragazzi di Salerno meritano e hanno il diritto di godere dei migliori canali d’informazione. Salerno deve capire che i giovani sono un’occasione. In questo senso “ La Nostra libertà” ha compreso a pieno l’urgenza della problematica giovanile della cultura, della gestione degli spazi e della politica occupazionale. Sino ad ora si è parlato dell’aspetto “culturale”, ma quali sono altri ambiti in cui i giovani non si sentono coinvolti secondo lei? “Un altro ambito in cui i ragazzi non si sentono rappresentati credo sia quello sportivo. Le nostre strutture sono fatiscenti: mi riferisco allo Stadio Vestuti o ancora alle zone limitrofe dello Stadio Arechi, mi riferisco alla mancanza di un percorso dedicato al jogging sul nostro lungomare, per non parlare della mancanza di un percorso ciclabile manutenuto in maniera efficace. Lo sport è una prerogativa necessaria per avere una città sana e felice. Inoltre, avendo delle strutture adeguate e comunali, si permetterebbe ai giovani talenti di eccellere nelle varie pratiche sportive.La possibilità di avere spazi adeguati che ospitino competizioni anche al livello regionale è tra l’altro segno di vanto per la città, ma rappresenta anche una possibilità di incremento del turismo e dell’economia per i piccoli commercianti e artigiani di cui a Salerno andiamo molto fieri”. Cosa proporrebbe per rilanciare l’ambito sportivo? “Si potrebbero ad esempio ristabilire i “giochi della gioventù”, e fare in modo che tutte le scuole siano dotate degli strumenti necessari per parteciparvi. Creiamo più società a livello comunale che siano attive in tutti gli sport e che siano presenti per tutte le fasce d’età, mentre quelle che sono già presenti dovrebbero essere sostenute ed ampliate. O ancora, per parlare di uno sport che pratico e di cui sono molto appassionata, penso ad un concorso regionale di salto ostacoli di equitazione. Immagino, dunque, uno “scambio” culturale e sportivo per i nostri ragazzi, per creare un turismo differenziato che non fossilizzi sulle sole “luci d’artista”. Salerno non è solo luci d’artista, Salerno è cultura ed è opportunità di crescita”. Altri progetti in mente? “Per il momento vi anticipo che stiamo creando una web radio dei giovani de “La Nostra libertà”, e che si farà il possibile per creare una radio dei ragazzi e per i ragazzi di Salerno, così che possano esprimersi, dire la loro, creare informazione e contenuti propri, anche di espressione musicale”. Per concludere, cosa le interesserebbe dire ai nostri lettori? “Ringrazio innanzitutto il giornale per lo spazio dedicato. Ai lettori ed agli elettori dico che l’unico modo per cambiare le cose è tradurre il pensiero in azione”.

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Lombardia, la consigliera Baffi passa da Renzi a Fratelli d’Italia: non era vero, ma è successo


Come anticipato già a marzo da Fanpage.it, la consigliera regionale della Lombardia Patrizia Baffi annuncerà il suo passaggio a Fratelli d'Italia, completando così la parabola partita dal Partito democratico e passata anche da Italia viva di Renzi. Le indiscrezioni sul clamoroso cambio di casacca della consigliera, peraltro anticipato da diversi segnali, aveva fatto innervosire diversi esponenti renziani.
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“Spaccio arte” a Tor Bella Monaca, Angeli: “Iniziativa da sola non basta, faremo anche altre cose”


Sabato pomeriggio il tour musicale di Roma Capitale 'Spaccio Arte' ha fatto tappa a Tor Bella Monaca. Si tratta del terzo appuntamento voluto dalla delegata alle Periferie Federica Angeli, che spiega: "Un giorno di pullman non serve a distruggere lo spaccio, magari si potesse fare. Noi oggi occupiamo la piazza e gli roviniamo lo spaccio, ma contemporaneamente vanno fatte tante altre cose".
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Scuola Costa, Cammarota: “Nessuna strumentalizzazione per ottenere più voti”

di Monica De Santis

“Leggo una reazione scomposta dell’assessore Eva Avossa, ora parlamentare, sulla vicenda scuola Giacomo Costa”. Così il consigliere comunale e candidato sindaco Antonio Cammarota interviene sulla vicenda sull’istituto scolastico salernitano… “L’assessore e deputata afferma che il presidente della commissione trasparenza poteva andarsi a leggere tutte le carte prima di chiarire il suo pensiero, proiettato a ragioni elettorali. E bene, in primis, non ho nessun pensiero da chiarire tantomeno elettorale perché la commissione trasparenza nella sua unanimità sta svolgendo un’indagine in riferimento alla richiesta autonoma del presidente del consiglio di istituto di essere ascoltato in commissione, dopo averne riferito a organi di stampa, su una vicenda che tra l’altro la commissione aveva già trattato nel 2017 ascoltando l’allora assessora che pure ebbe parole d’elogio per il lavoro profuso. Ed ancora – prosegue Cammarota – l’istruttoria è in corso, tanto che la commissione trasparenza ha deciso all’unanimità di ascoltare mercoledì il dirigente al quale è stato richiesto di produrre tutti gli atti pubblici ed endoprocedimentali, non noti alla commissione, come riferito nella nota stampa. Senza contare – dice il consigliere comunale – Nessun giudizio di merito o di valore è stato espresso da alcun membro della commissione trasparenza, tantomeno dal suo presidente, ancor più perché la vicenda è in fase di indagine per accertare i fatti, raccogliere atti e documenti, e quindi fare chiarezza senza tra l’altro entrare, come pure è stato affermato proprio dal presidente nel corso dell’audizione, nelle scelte di indirizzo politico che non competono all’organo di controllo ma, legittimamente, all’amministrazione comunale. Ed infine – conclude Cammarota – Prendiamo atto che effettivamente, nonostante ogni ragionevole dubbio, la assessora deputata ha tranciato il lucchetto rompendo la catena di un edificio ad uso pubblico”.

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Scuola “Costa”, l’assessore Avossa respinge le accuse

di Monica De Santis

Dopo l’interessamento della Commissione Trasparenza del Comune di Salerno rispetto al progetto inerente la riqualificazione della scuola primaria “Giacomo Costa” di Salerno, l’assessore alla pubblica istruzione Eva Avossa interviene con alcune precisazioni e difendendo il suo lavoro. “Si è sempre parlato dell’l’incapacità del sistema Italia di spendere i soldi dei fondi europei, al punto che addirittura un euro su tre viene restituito per mancanza di progetti. – dichiara la deputata salernitana – Ecco, guardando questo scenario mi sarei aspettata che l’impegno profuso al fine di ottenere oltre un milione di euro per ristrutturare tre scuole salernitane venisse accolto con il favore dei politici e dei cittadini. Si tratta di un progetto di riqualificazione dell’Istituto Comprensivo San Tommaso d’Aquino, del Montalcini e del Giacomo Costa. Invece sono costretta a dover difendere il mio operato, e quello di tanti professionisti, da attacchi strumentali creati ad hoc da qualche personaggio politico in piena campagna elettorale”. L’assessore Avossa parla di strumentalizzazione della vicenda per creare un clima di tensione finalizzato ad ottenere qualche voto in più. La vicenda riguarda la visita presso la scuola primaria “Giacomo Costa” per definire con i tecnici del Comune di Salerno, proprietario dell’edificio scolastico, le ultime pratiche necessarie a far partire i lavori di riqualificazione previsti dal progetto di spesa dell’Unione Europea definito nell’ambito del POR FESR 2014/2020, portato avanti con grande dedizione ed impegno nonostante i numerosi ostacoli. – dice ancora Eva Avossa – Questa azione rientra nel Programma Integrato di Città Sostenibile e comprende una serie di interventi, tra cui quelli alla Scuola “Costa”, per la quale è prevista la spesa di oltre 452mila euro finanziati dall’Unione Europea. Il progetto prevede l’adeguamento funzionale degli spazi interni e degli impianti tecnologici, la sostituzione di infissi interni ed esterni, l’allestimento di una sala per spettacoli proiezioni ed attività teatrali. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda questo tipo di adeguamento e ristrutturazione che si propone di recuperare i suddetti ambienti per consentirne l’utilizzo, anche al di fuori dell’ambito scolastico, come centro di attività di aggregazione aperto al quartiere. Infatti gli spazi recuperati potranno ospitare le attività di uno dei laboratori, scaturiti dal progetto Spazio Multifunzionale Salerno, finanziato dalla Regione Campania e finalizzati a promuovere le attività che avvicinino i giovani dai 16 ai 35 anni alla cultura alla conoscenza dei territori e a dare spazio alle loro propensioni artistiche e creative. Quindi è importante tenere sempre ben presente due cose: innanzitutto che la proprietà dell’edificio scolastico è del Comune di Salerno, quindi della collettività, e poi che questo tipo di intervento non intende sottrarre i locali alle attività della scuola, ma serve a dotare la cittadinanza di punti di riferimento culturale”. L’assessore Eva Avossa precisa anche che i locali interrati, pur non essendo idonei ad essere adibiti ad aule, restano di prevalente utilizzo della scuola che, grazie anche a questi lavori di riqualificazione, potrà meglio gestire, sempre in maniera autonoma, le proprie attività laboratoriali. L’assessore rivendica con forza l’autorizzazione al taglio della catena, che impediva l’accesso ai locali. “Nessuno può permettersi di appropriarsi di locali comunali e, soprattutto, mi auguro che la politica sia sempre unita nella condanna a questo tipo di abuso, pericoloso per la nostra democrazia. Devo inoltre fare una precisazione in merito alla nota della Commissione trasparenza che non chiarisce pienamente il contenuto della Delibera di Giunta del 19 novembre 2019. In quella delibera l’organo esecutivo del Comune decise di trasferire l’associazione “Nuova Officina” dai locali della scuola “Costa” verso la scuola “Conti” di Fratte. Sarebbe bastato che il presidente della Commissione Trasparenza si fosse andato a leggere l’atto per capire che non fu deliberata alcuna consegna dei locali da parte del Comune. Grazie a questa decisione, la Giunta, una volta liberati i locali, ha potuto iniziare l’iter burocratico per il finanziamento di opere di riqualificazione delle attività scolastiche ed extra scolastiche”.

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Il legale dei ristoratori attacca l’amministrazione: “Deluse le aspettative di tutti, le tasse invariate”

di Erika Noschese

“L’ultima seduta del Consiglio Comunale di Salerno ha deluso, ancora una volta, le aspettative di commercianti, ristoratori, imprenditori e partite Iva che attendevano un segnale concreto di vicinanza in una fase economica delicata e difficile”. A puntare il dito contro l’amministrazione comunale l’avvocato Michele Sarno, candidato sindaco a Salerno. “Le tariffe comunali rimangono invariate (almeno questo); quanto poi alla Tassa di Soggiorno ed alla Tosap vale la pena ricordare che vengono sospese in base ad un provvedimento nazionale e non comunale – ha dichiarato l’avvocato penalista, difensore dei commercianti salernitani – Ci si aspettava una azione coraggiosa da parte di una maggioranza che, mestamente, si avvia a concludere la sua pessima esperienza a Palazzo di Città”. Il progetto del candidato sindaco per la Salerno 2021-2026 “sarà diverso: anche nelle scelte di bilancio si partirà dalle reali esigenze dei cittadini e degli imprenditori”, ha detto Sarno che si dice pronto, già ad ottobre, ad intervenire con una variazione di bilancio per destinare fondi veri a chi, dal marzo dello scorso anno, ha subito un drastico calo del fatturato. “E penso ai ristoratori, agli imprenditori del settore dell’accoglienza, alle palestre ed ai centri sportivi. Una amministrazione che tiene ai propri cittadini non si deve limitare ai proclami ma agire in maniera concreta – ha aggiunto Sarno – Ora più mai che Salerno ha bisogno di una vera Rinascita”.

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Riapertura ristoranti il 26 aprile nel Lazio e a Roma: tutte le regole e le condizioni del governo


Se il Lazio dovesse confermare o migliorare i dati di questa settimana sull'andamento dei contagi da coronavirus, è possibile che possa tornare in questa zona già a partire dal 26 aprile, come del resto si è auspicato anche il presidente Nicola Zingaretti. Bar e ristoranti potranno tornare a fare servizio al tavolo, ma solo all'aperto.
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Forza Italia, amministrative e nomine: “Questione di giorni, siamo compatti”

di Erika Noschese

Ribadisce l’unità della coalizione, nonostante le decisioni di Fratelli d’Italia nei grandi comuni al voto del salernitano quali Eboli e Battipaglia oltre che la città capoluogo, il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Milanese che, nei giorni scorsi, ha partecipato ad una serie di incontri, a livello regionale, in vista delle prossime elezioni amministrative che dovrebbero essere anticipate da nuove nomine interne al partito, a livello regionale, provinciale e locale. La coalizione di centrodestra sembra dover superare lo scoglio Napoli, città fondamentale dal punto di vista politico ma, ha confermato proprio Guido Milanese, “a Salerno si è avanti, si procede in autonomia nella scelta del candidato sindaco”. Lunedì scorso si è infatti tenuto un incontro presso la segreteria del parlamentare Enzo Fasano, con tutti gli esponenti della coalizione. Al termine dell’incontro la Lega ha preso tempo per decidere con il partito il da farsi, senza escludere la possibilità di staccarsi dalla coalizione e lanciarsi alla conquista di Palazzo di Città con il consigliere uscente Dante Santoro. Ora si attende un nuovo incontro che potrebbe essere quello definitivo prima di iniziare ufficialmente la campagna elettorale. Dottor Milanese, se non si decide su Napoli resta bloccata sia la città di Salerno che gli altri grandi comuni al voto della provincia. Recentemente, c’è stato un incontro… “E’ un’interlocuzione aperta, sui programmi e sui progetti ma, voglio dire, ci si trova comunque in una sorta di identificazione del programma e del progetto. Su Napoli, il nome del candidato sindaco verrà fuori a breve: c’è una sorta di unanimità su tutto ciò che attiene il programma ed il progetto del cambiamento radicale che attiene alla gestione di Napoli, di cosa si vuol fare dal punto di vista urbanistico, del recupero imprenditoriale, delle fasce deboli, della salute perché Napoli, in questo ultimo tempo è stata un po’ abbandonata in questi segmenti, settori. Si è d’accordo su tutto, per il candidato sindaco si sta lavorando e credo che a breve avremo finalmente la decisione; sarà un candidato sindaco di altissimo livello che non solo potrà vincere ma sarà in grado di governare una città difficile come Napoli. Sono molto ottimista, nel giro di una settimana riusciremo a raggiungere questo risultato che tanti attendono”. In casa Forza Italia c’è fermento anche per le nomine dei nuovi coordinatori. Dopo la fumata nera dei giorni scorsi, ci sono novità? “Devo dire di no, l’ultimo incontro è servito per trovare la quadra. Arriveremo prestissimo ad un governo di tutto il tessuto regionale, per quanto riguarda Forza Italia, nella concordia generale. Devo dire che quelle frizioni si sono stemperate e questo prelude ad un accordo in questa direzione. Dobbiamo attendere solo ancora pochi giorni”. Si sceglie prima il nome del candidato sindaco su Napoli, poi a Salerno città e poi i grandi comuni… “Per quanto riguarda le decisioni relative ai candidati sindaci devo dire che Salerno gode di una sua autonomi. Noi siamo molto avanti nelle decisioni ed è chiaro che se le cose poi coincideranno ben venga ma su Salerno siamo molto avanti”. Sembra che sulla candidatura di Michele Tedesco Forza Italia sia spaccata… “Non c’è spaccatura, non solo in Forza Italia ma anche nella coalizione; durante l’ultima riunione, organizzata da Enzo Fasano, c’è stato un comune sentire da parte di tutti i partecipanti, spaccatura non c’è e Fasano rappresenta bene quello che è la volontà generale di Forza Italia provinciale. Anche per quanto riguarda Fratelli d’Italia devo dire che siamo d’accordo sui programmi, sull’identità del programma e del progetto che il candidato sindaco deve portare avanti in caso di vittoria. Io ritengo che, alla fine, il fatto che in questo momento ci sia il nome di Michele Sarno, sostenuto da Fratelli d’Italia, non è un problema: qualora si dovesse andare avanti con i due nominati non cambierebbe la sintesi che verrebbe dopo se si dovesse raggiungere il ballottaggio. Si colpirebbe in due per sintetizzare, in uno, la vittoria”. L’Udc ha lanciato un ultimatum: poche ore o l’addio alla coalizione, la Lega ha preso tempo e sembra ferma sulla candidatura di Dante Santoro… “Dall’ultimo incontro è emersa la voglia di accelerare i tempi. L’Udc ha le sue giuste ragioni per accelerare i tempi e spingere; sono convinto che, alla fine, anche la Lega si ritroverà sulle nostre espressioni e alla fine ci troveremo tutti sulla stessa barca, a svolgere le stesse battaglie”.

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I Tributi sono il tema caldo del consiglio comunale: approvati i provvedimenti

di Erika Noschese

Restano i tributi il tema caldo di questo consiglio comunale. Se, da un lato, alcuni esponenti dell’opposizione chiedono di utilizzare i soldi destinati, inizialmente, a Luci d’Artista per aiutare le categorie particolarmente in crisi, la maggioranza continua la campagna di ascolto con i commercianti, gli albergatori, i ristoratori. L’appello bipartisan resta quello di trovare, nell’immediato, soluzioni per aiutare le categorie produttive maggiormente colpite dalla crisi. “L’amministrazione ha il compito e l’onere di avere un atteggiamento razionale e analitico – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli – Noi stiamo facendo incontri con le categorie interessate, commercianti, albergatori, ristoratori e lo stiamo facendo con spirito di umiltà e propositivo: ascolto e cerco di capire dalla viva voce di chi soffre quali sono le ipotesi di lavoro e le idee”. Una campagna d’ascolto per raccogliere le proposte e valutarle singolarmente. “Noi abbiamo fatto azioni per il credito d’imposta per quanto riguarda la Tari, abbiamo fatto in modo che si semplificassero oltre ogni misura, le possibilità di dislocazione esterna, non chiedendo la Tosap dei ristoratori, andando ben oltre i limiti imposti dagli esercizi commerciali, nel rispetto del codice della strada – ha aggiunto il primo cittadino – L’amministrazione comunale sta verificando quali possono essere altre provvidenze fattibili: noi abbiamo l’obbligo dell’onestà intellettuale, non siamo padroni dei fondi pubblici. Gli aspetti volontaristici, nella migliore delle ipotesi, lasciano il tempo che trovano. Sulla tassa di soggiorno, c’è stata ampia discussione: alcuni ci hanno chiesto di non ritirarla altri hanno chiesto di farla”. Proprio per quanto riguarda la tassa di soggiorno, ad oggi, spaccati gli albergatori e il consiglio, tra chi chiedere di prolungare la sospensione e chi, invece, di procedere nuovamente al pagamento. “Noi proroghiamo la sospensione del pagamento fino a giugno e poi valuteremo il da farsi”, ha chiarito Napoli che, al momento, non esclude – pandemia permettendo – la possibilità di realizzare un evento, sulla scia di Luci di primavera, annullato proprio per l’elevato numero dei contagi che ha interessato e sta interessando la Campania: “ci è stato chiesto di mantenere alto il valore della nostra città e di tenere alta l’attrattività. Noi faremo questo sforzo, verificare in che modo sostenere la campagna lirico sinfonica, delle azioni culturali. Vedremo se inventarci qualcosa, compatibilmente con la pandemia – ha detto Napoli – Salerno è in condizioni sufficientemente apprezzabili, dal punto di vista del contagio, con 20 persone al giorno circa ma questo non ci mette in condizioni di fare salti di gioia, può destare una qualche falsa certezza, dobbiamo arrivare integri alla campagna vaccinale e che diventi valore aggiunto”. Tra i provvedimenti finanziari all’ordine del giorno, e approvati, i provvedimenti relativi all’Aliquota Imu per l’anno 2021; l’addizionale comunale Irpef 2021; il regolamento per l’imposta di soggiorno e la sospensione – fino a giugno – dell’imposta di soggiorno 2021. A proposito del ripascimento delle spiagge ha ribadito che “oltre ad essere un’opera di ingegneria idraulica monumentale, ha un valore aggiunto dal punto di vista turistico inestimabile. Stiamo lavorando in giunta per fare in modo che queste spiagge permangano libere ma controllate, stiamo verificando in che modo farlo. L’armatura urbana della nostra città, ormai, ha livelli alti, l’alta velocità abbiamo lottato affinché non bypassasse la città, pare che l’abbiamo spuntata: Salerno, con l’alta velocità, con l’aeroporto, con l’escavo del porto può creare una sinergia di fatti che la ripropongono come luogo formidabile ed eccezionale nel panorama nazionale”. Sul fronte Salerno Pulita, per il momento, nessuna novità: “Stiamo cercando il nuovo amministratore di Salerno Pulita, Antonio Ferraro c’è e abbiamo tempo per fare una scelta ponderata ed equilibrata, all’altezza della situazione. La scadenza è quella della logica, delle scelte ponderate e attente”, ha infatti detto il sindaco.

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Minuto di silenzio per ricordare il sindaco socialista

di Erika Noschese

Il Senato ha approvato la mozione per concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki. “Ne sono particolarmente lieto, era un atto necessario per sollecitare la sua liberazione. Anche Salerno ha fatto la sua parte – ha dichiarato il sindaco Napoli – Nei mesi scorsi, la nostra amministrazione comunale si era già attivata per conferirgli la cittadinanza onoraria. Zaki deve tornare libero, presto”. Nel frattempo, ieri, il consiglio comunale ha ricordato con un minuto di silenzio Vincenzo Giordano, il sindaco socialista, a 12 anni dalla sua scomparsa. A chiederlo è stato il capogruppo del Psi, Massimiliano Natella. “E’ stato un uomo di grande spessore”, ha invece ricordato il consigliere Ermanno Guerra nel suo intervento.

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Processo Fusandola, l’attacco del consigliere di Forza Italia, Roberto Celano: “Non si può pensare di lasciare al loro posto i dirigenti coinvolti”

di Erika Noschese

Processo Fusandola e Santa Teresa: sono queste le tegole che oggi pesano sull’amministrazione comunale guidata dal sindaco Napoli. A riaccendere le polemiche, e i riflettori, il capogruppo al Comune di Forza Italia, Roberto Celano. “A Santa Teresa non è possibile assistere ad uno spettacolo di colori, indecenti – ha attaccato il forzista – L’ambiente non può non essere una priorità e bisogna utilizzare tutti i mezzi di alta tecnologia a disposizione per effettuare continui controlli”. Sul processo Fusandola, il consigliere d’opposizione ha puntato il dito contro le scelte dell’amministrazione: “C’è stata una condanna in primo grado, non si può pensare di lasciare al loro posto gli stessi dirigenti”, ha infatti attaccato Celano. Punta invece l’attenzione sulle aree ex agricole il consigliere D’Alessio: “Ci sono stati numerosi ricorsi per le Aliquote troppo alte, non è solo la crisi del settore il problema – ha dichiarato l’esponente di Oltre – L’amministrazione comunale deve investire sulla manutenzione delle strade, sulla sicurezza, sulla pubblica illuminazione e sull’incremento dei mezzi pubblici”.

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Un mini parco giochi in via Laspro: bocciata l’ipotesi

Di Erika Noschese

“Dopo 10 anni di battaglie, finalmente iniziano i lavori al viadotto Gatto”. Lo ha dichiarato in consiglio comunale il consigliere Nico Mazzeo che chiede all’assessore all’urbanistica e la Mobilità Mimmo De Maio di procedere in tempi rapidi verso il secondo step, con l’illuminazione di uno dei tratti di strada più pericolosi, scenario di numerosi incidenti mortali. All’ordine del giorno anche i lavori di riqualificazione in via Laspro. Il consigliere De Maio ha infatti chiarito che si approvava, in consiglio comunale, la rimodulazione dell’intervento per la realizzazione dei parcheggi mentre è stata abolita l’ipotesi della realizzazione del campetto. Stando a quanto riferito al vicesindaco, infatti, residenti della zona così come il parroco avrebbero chiesto all’amministrazione comunale di non procedere alla realizzazione del campo ma di riqualificare la piazzetta mentre lo spazio superficiale verrà concesso al Comune di Salerno per la realizzazione di un mini parco giochi destinato ai bambini.

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Il Consiglio comunale di Salerno si spacca sulla benemerenza

di Erika Noschese

Un consiglio comunale particolarmente sotto tono che si infiamma su quelli che sembravano essere punti da approvare all’unanimità. Anche questa volta, infatti, non sono mancate le polemiche, le accuse e le urla tra la maggioranza e il gruppo Oltre che dimostra, ancora una volta, di essere distante dalla linea Napoli. A scatenare le polemiche sono state le mozioni relative al conferimento della cittadinanza onoraria a John Tony, il ragazzo di coloro che ogni giorno pulisce il corso cittadino e la mozione per il conferimento dell’attestato di benemerenza agli operatori sanitari. In questo caso, infatti, la maggioranza ha proposto di allargarla a forze dell’ordine, volontari della protezione civile e tutti coloro che si sono impegnati in prima linea nella lotta alla pandemia. Il gruppo Oltre, infatti, ribadisce al primo cittadino che tutto ciò che viene presentato dalla minoranza non ottiene il via libera per una questione prettamente di stampo politico. Accusa che vede la dura replica del sindaco Napoli, forse esasperato dalle continue polemiche. Nel frattempo, sono i consiglieri Antonio D’Alessio e Dante Santoro a portare all’attenzione dell’assise le problematiche che vivono le famiglie autistiche. “Bisogna sfruttare fino all’ultimo minuto di assistenza”, ha dichiarato D’Alessio. Il consigliere Corrado Naddeo accede ancora i riflettori sull’Auditorium: “Il consigliere Corrado Naddeo accede ancora i riflettori sull’Auditorium: “I lavori sono ormai giunti al termine da anni ma c’è il rischio che si danneggino le attrezzature di alta tecnologia presenti al suo interno”, ha infatti dichiarato chiedendo – tra le altre cose – il rilancio dell’economia cittadina”. Approvata anche la deliberazione circa l’affidamento in house dei servizi di gestione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento degli impianti a mezzi anticendio degli edifici comunali alla società Sinergia così come la deliberazione sui lavori al costone roccioso di via Croce.

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Antonio Cammarota: “Dobbiamo far riaprire tutti i negozi”

di Monica De Santis

Il candidato a sindaco Antonio Cammorata, scende nuovamente in campo in difesa dei commercianti salernitani. L’avvocato salernitano anche ieri, nel corso del consiglio comunale ha ribadito a chiare lettere che la cosa più importante è quella di far rialzare le saracinesche con una liquidità immediata. “In questo senso si fanno e si devono fare le cose – spiega Cammarota – Serve concretezza. Ho proposto in consiglio comunale la sospensione di ogni tributo, tassa e, o sanzione ad iniziare dalla tassa sulla pubblicità a finire alla tari e alla tassa di occupazione di suolo pubblico. Ma non solo ho proposto di consentire a tutti i ristoratori di utilizzare, quanto più possibile i suoli pubblici, ovunque essi siano, con buona pace di tutti, perchè all’aperto, oramai è stato accertato, il covid non si prende, o comunque i casi sono minimi. Il comune ha il possesso delle municipalizzate, ed anche per questo ho chiesto di sospendere le richieste di fornitura idrica”. Il consigliere comunale Cammarota, da settimane propone al Comune di Salerno di adottare misure di sostegno per i commercianti ed anche per il rilancio del settore. “Per il rilancio del settore e per invogliare anche le persone ad effettuare acquisti nei nostri negozi si potrebbe far sì che chi si presenta al parcheggio con uno scontrino anche minimo, ha uno sconto di un’ora si sosta. Senza contare che da tempo chiedo di utilizzare i soldi di luci d’artista, che ogni anno vengono anche utilizzati per la manutenzione ordinaria dell’illuminazione pubblica, vengano gestiti, nella logica della cassa, per l’immediato ristoro e quindi istituire un fondo etico di solidarietà che consenta ai commercianti di poter far fronte alle rate del mutuo, ai canoni di locazione, che lo sappiamo bene, non verranno certamente sospesi da una legge dello Stato. Un fondo del genere potrebbe evitare gli sfratti, perchè è vero che al momento sono bloccati, ma non sono bloccate le convalide, queste verranno poi eseguite dopo creando ulteriori problematiche ai commercianti che non potendo pagare si vedranno costretti a chiudere le loro attività”.

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Enzo Maraio: “Regioni non procedano in autonomia”

di Erika Noschese

Netta presa di posizione del segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio che, seppur tra le righe, riprende il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’indomani della polemica con il commisario straordinario Figliuolo. “Sul piano vaccinale le regioni non possono procedere con regole proprie. Sarebbe più caotico di quanto già lo è. È giusto che le regioni battano i pugni sul tavolo per avere le dosi necessarie per la propria popolazione ma le regole devono valere per tutte e in tutta Italia”, ha infatti dichiarato Maraio, in contrapposizione con quanto detto dal presidente di Palazzo Santa Lucia. “Abbiamo chiesto sin dall’inizio della pandemia una gestione centralizzata della emergenza e annunciare, dopo un anno e mezzo di crisi, di fare a modo proprio sul piano vaccinale ormai avviato non è una scelta di buon senso. La pandemia, ma più in generale l’intero sistema sanitario affidato alle regioni, ha già causato troppi danni. Oggi bisogna cambiare passo”, ha poi aggiunto il segretario nazionale del Psi.

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Lega prende tempo: “Fratelli d’Italia ci ripensi e facciamo passi indietro”

di Erika Noschese

La Lega prende tempo sull’ipotesi Michele Tedesco candidato sindaco. A confermalo il consigliere regionale Attilio Pierro, coordinatore provinciale del partito che – all’indomani dell’incontro tenutosi presso la segreteria dell’onorevole Enzo Fasano – rinnova l’invito ad un centrodestra unito, con un passo indietro di Fratelli d’Italia. Al momento, tra le ipotesi in ballo anche quella di staccarsi dalla coalizione, candidato Dante Santoro sindaco. Onorevole, ieri (lunedì per chi legge ndr) l’incontro del centrodestra. Si temporeggia su Tedesca, la candidatura è quasi certa ma la Lega prende tempo… “Noi abbiamo preso tempo, sì. All’incontro ha partecipato il coordinatore cittadino perché la nostra è una valutazione che faremo con il partito, a breve ci incontreremo e faremo un resoconto con il responsabile del partito di Salerno”. In casa Lega non tramonta l’ipotesi Dante Santoro candidato sindaco. Crede possa essere una valida candidatura in grado di riunire il centrodestra? “Noi abbiamo sempre puntato tutto su Santoro ma purtroppo Fratelli d’Italia ha fatto la fuga in avanti e ha presentato il suo candidato sindaco. Purtroppo, ad oggi, non c’è l’unione del centrodestra. Di fatti, dall’incontro è emersa la volontà di riaprire a Fratelli d’Italia ma dobbiamo capire se da parte loro c’è la volontà di fare un passo verso di noi e verso la coalizione di centrodestra”. Dal partito di Giorgia Meloni una fuga in avanti, dunque? “Il problema è che non l’ha fatta solo a Salerno ma anche a Battipaglia. Bisogna capire a che gioco vogliono giocare, se lavorare per mantenere il centrodestra unito o dividerlo, io non lo so. L’obiettivo della Lega è riunire il centrodestra in tutte le competizioni elettorali, a Salerno come a Battipaglia e negli altri grandi comuni al voto. Io l’ho sempre detto e lo sosterrò sempre: ci lavoreremo ancora, con la speranza di riunire il centrodestra se così non sarà la colpa non è nostra”. Per un pezzo che viene a mancare un altro potrebbe essere conquistato. Michele Tedesco riunisce centrodestra e liste civiche. Crede in un’unica grande coalizione come alternativa all’amministrazione Napoli? “Dipende. Bisogna ragionare insieme come coalizione e trovare l’intesa come coalizione. Se poi ne fanno parte e si aggiungono anche liste civiche va bene”. Nominato il coordinatore cittadino della Lega a Battipaglia. Anche qui una fase importante di stallo del centrodestra… “Noi facciamo lo stesso ragionamento fatto su Salerno. A breve ci faremo promotori dell’incontro del centrodestra. Anche a Battipaglia l’obiettivo è unire la coalizione di centrodestra mentre ad Eboli stiamo costruendo il partito. La nostra posizione è pubblica, sono stato a Roma per incontrare il nostro segretario (Matteo Salvini ndr) e, in quell’occasione, abbiamo ribadito l’importanza dell’unità del centrodestra. Noi lavoreremo in questa direzione su Battipaglia, Eboli e Salerno ma purtroppo c’è anche qualche altro partito che dovrebbe fare un passo indietro per riunire la coalizione”. Crede nella possibilità di associarsi a Fratelli d’Italia e, nella città capoluogo, sostenere il candidato sindaco Michele Sarno? “Il ragionamento è diverso: se tutto il centrodestra si univa sulla posizione di Sarno ma era comunque un ragionamento da fare insieme. Perché no. Per noi, l’obiettivo restava il centrodestra unito ma FdI ha fatto la fuga in avanti, presentando in candidato sindaco sia a Battipaglia che a Salerno. Adesso è una valutazione che si deve fare: se Fratelli d’Italia ritorna sui suoi passi e si discute di nuovo, con il tavolo riunito in maniera compatta perché no. Poi, bisogna ragionare sul programma da presentare ai cittadini, prima del candidato bisogna pensare al programma per la città”. Al termine dell’incontro di lunedì l’Udc ha lanciato un ultimatum: o si decide entro 72 ore o vanno da soli. La Lega sarebbe pronta a staccarsi dalla coalizione, con Dante Santoro candidato sindaco? “E’ una valutazione che faremo con l’intero coordinamento di Salerno e il coordinatore regionale. Decideremo insieme. Noi siamo abituati a partire dal basso e coinvolgere la base, non siamo abituati ad imporre le scelte ma a farle insieme al partito”. Subito dopo il voto, da dove deve ripartire Salerno? “La prima cosa è far ripartire l’economia bloccata. In queste settimane, ci sono stati blocchi di protesta, anche sotto l’ufficio del governatore De Luca, commercianti e mercati. Deve ripartire l’economia della nostra città; poi, ci sono tante progettualità ma ne discuteremo con il candidato sindaco. Noi come Lega faremo le nostre proposte e, dopo averne parlato con il candidato sindaco, verranno inserite nel programma elettorale”.

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Alfieri, “Candidai la moglie di Squecco perché volevo vincere”

«Alle elezioni si vuole vincere. Potevo stare più attento, ma era una battaglia difficile e non c’era la necessità di non candidare la moglie di Squecco». E’ quanto si legge in un’ intervista rilasciata dal sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, al collega Vincenzo Iurillo e pubblicata, ieri mattina, su “Giustizia di Fatto”, la news letter del giovedì riservata agli abbonati de “Il Fatto Quotidiano”.

Intervista che riproponiamo integralmente. Sindaco Alfieri, quando ha conosciuto De Luca? «Lo conosco dal 2007, dal primo congresso di Salerno del Pd. Uno spartiacque per la classe dirigente democratica locale. Ero assessore provinciale e mi schierai con De Luca contro il presidente della Provincia, Villani».

Perché De Luca non riesce a fare a meno di lei nel suo staff? Prima consigliere all’Agricoltura, poi capo segreteria, ora consigliere ai progetti della costa di Salerno sud. Sei anni ininterrottamente al suo fianco, lei è considerato le chiavi della cassa della Regione Campania per il Cilento e la piana del Sele.

«Il presidente De Luca usa il principio del merito. Io ho un’esperienza trentennale di pubblico amministratore, ho maturato competenza e conoscenza dei problemi, sono stato sindaco in tre comuni diversi, sono radicato sul territorio, ascolto il territorio, mantengo gli impegni quando si affrontano questioni importanti. Credo sia questo il motivo, non la risposta a una lealtà, e io parlo di lealtà, non di fedelta»̀.

I suoi avversari sostengono che De Luca non può fare a meno di lei perché gli porta un sacco di voti.

«Il consenso è una conseguenza del buon lavoro sul territorio, dell’affidarsi a persone come me che lo svolgono bene, e non è la motivazione dell’incarico».

Quanto l’ha danneggiata il discorso di De Luca sulle “fritture di pesce” che invece ha fatto sembrare esattamente il contrario, ovvero che lei lavori con il governatore perché gli porta molti voti?

«Non ho rancore verso il presidente per questa battuta, ma credo che mi abbia danneggiato tantissimo».

Non pensavate che quella battuta potesse diventare pubblica? C’erano tantissimi sindaci in sala.

«Al momento non la valutai, non la valutammo, così devastante, era una riunione riservata. Il presidente ama scherzare e fa battute con tutti. Io però non ero uno qualsiasi, ero Alfieri, una persona in vista e mi hanno reso un bersaglio per tanto tempo. Sono un po’ sfortunato».

Lei e De Luca avete mai affrontato in privato questo argomento?

«Assolutamente no. Non ce n’è stata occasione e non ce n’era necessità. Era una battuta».

Arriviamo a Capaccio Paestum. Quando ha conosciuto Roberto Squecco?

«Poco prima della campagna elettorale (si è votato nel giugno 2019, ndr)».

In che circostanza?

Mentre si preparavano le liste. La moglie si candidava con me (risulterà la prima eletta, nel gennaio scorso è stata arrestata insieme al marito e si è dimessa da consigliere, ndr) e Squecco è stata una delle tante conoscenze di quel periodo, in una città dove non avevo tanti rapporti al momento della mia candidatura».

Lei era a conoscenza dei trascorsi giudiziari di Squecco (condannato con sentenza passata in giudicato pochi mesi prima del voto, accuse di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso)?

«No. Quando incontro una persona non gli chiedo i casellari giudiziari. E ricordo che dalle intercettazioni che avete pubblicato, Squecco nel 2018 per parlare con me si è dovuto rivolgere a una persona che non è tra i miei migliori amici (Pasquale Mirarchi, ex vice sindaco di Albanella, ndr)».

Però la moglie di Squecco l’ha candidata lei. Non c’è una responsabilità politica rispetto alle persone che si candidano nelle proprie liste, per le quali si presume che un candidato sindaco si informi prima di accettarle?

«Senza ipocrisia: la responsabilità politica, l’opportunità, è un confine molto sottile. Alle elezioni si vuole vincere. Potevo stare più attento, ma era una battaglia difficile e non c’era la necessità di non candidare la moglie di Squecco, un avvocato, una persona rispettata, alla quale tuttora darei molta fiducia».

Mirarchi nel 2018 la cercò in nome di Squecco, che lei ancora non conosceva personalmente, per il problema del Lido Kennedy, chiuso per i problemi giudiziari di Squecco. Lei fa qualcosa? Si attiva?

«Assolutamente no. Non avevo responsabilità e ruoli su Capaccio. Come amo dire, le orecchie ascoltano tante cose, ma sono un avvocato e so cosa posso fare e quando invece fermarmi. Non me ne occupai allora e nemmeno dopo che sono diventato sindaco».

Allora perché il nome di Squecco compare sul suo decreto di perquisizione del maggio 2019 nell’inchiesta che la vede indagato per voto di scambio politico mafioso per fatti fino al 2017?

«Non lo so, lo vorrei sapere, sarei curioso di saperlo, e quando lo saprò mi farò qualche risata».

Riderà? Perché si sentirà sollevato?

«Perché non lo so. Io non c’entro assolutamente nulla, ne con la persona ne con le vicende che lo riguardano. Credo che sia una minestra messa in pentola per poter fare provvedimenti molto pericolosi per me e la mia campagna elettorale».

Può spiegarsi meglio?

«Il decreto di perquisizione riportava delle ipotesi di reato che avevano un senso solo se accostate a taluni personaggi. Ma questi personaggi sono stati accostati a me solo sulle carte, nella realtà non li conoscevo e comunque conoscere delle persone è un conto, commettere reati è un’altra cosa».

Quale fu la sua prima reazione al corteo di ambulanze guidato da Squecco?

«Mi sono indignato. Una grande carnevalata senza senso, che gli è costata cara con le indagini della magistratura e le revoche dell’Asl. Una cosa devastante per l’immagine, ci ha rovinato la vittoria. Il giorno dopo si sarebbe dovuto parlare di un sindaco che vinceva nel terzo comune e invece si è parlato solo di questo e ancora adesso dopo due anni si parla solo di questo e mi chiedo: io che c’entro?»

Lei ha mai incontrato esponenti dei Marandino?

Assolutamente no.

Non la inquieta quello che ha letto nei nostri articoli sulle pressioni di Squecco in questo territorio? «Sono fatti che non mi riguardano, lontani nel tempo e non in relazione con la mia amministrazione. La mia storia politica è lontana anni luce da queste cose».

Dagli atti delle indagini su Squecco risulta dai tabulati che lei il 5 aprile 2019, due mesi prima del voto, ha chiamato Squecco e la telefonata è durata un minuto. Si ricorda cosa vi siete detti?

«Non lo ricordo di preciso, ma certamente avrà riguardato la campagna elettorale, la candidatura della moglie».

Lei purtroppo è sempre ricordato per la battuta delle fritture o il carosello di ambulanze. Come preferirebbe invece essere ricordato o descritto?

«Come il sindaco e il politico che ha sempre mantenuto gli impegni dei suoi programmi elettorali, ascoltando la gente con umanità. Chi mi ricorda per le fritture non mi perdona il successo, banalizza, ha provato a chiedermi l’impossibile o l’illecito e non l’ha ottenuto».

Lei è anche il sindaco del 92% ad Agropoli e di solito tanto consenso preoccupa, sollecita interrogativi sulla qualità del voto. Lei cosa replica?

«Che avrei potuto prendere anche di più, se non avesse prevalso un poco di invidia. Questo è il rendiconto delle cose che ho fatto ad Agropoli in dieci anni (e consegna un volume sui lavori svolti, ndr) e sfido a trovare un sindaco in Italia che ha programmato, iniziato, completato e consegnato alla sua comunità le opere che ho fatto io».

Se, come chiesto dalle opposizioni, a Capaccio dovesse arrivare una commissione d’accesso?

Saranno molto contenti di venirsi a mangiare le mozzarelle»

pieffe.

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Quella sinistra che va con la destra, Orientale: “Non è naturale appoggiare quella schifezza”

di Erika Noschese

Il sogno della grande coalizione civica fa storcere il naso a molti. Ad essere particolarmente critico, uno degli esponenti doc della sinistra locale, Angelo Orientale: “Una domandina semplice semplice ai compagni e alle compagne che hanno appoggiate questa “coalizione” di diversamente deluchiana alle prossime amministrative di Salerno città – ha dichiarato Orientale – Il centro destra e la destra in modo esplicito o “accamuffato” li appoggeranno. Questo non mi scandalizza, l’era De Luca sin dalla prima candidatura ha reso tutto ciò normale. Quello che non è “naturale” è che ci siano “pezzi” di sinistra che appoggeranno questa schifezza. Ora con le dichiarazioni esplicite della destra che man mano si registreranno nelle prossime ore li continuate ad appoggiarli?”. Il riferimento è a tutte le persone, di sinistra, che hanno scelto di appoggiare la candidatura a sindaco di Michele Tedesco, insieme al centro destra e le grandi liste civiche che stanno emergendo in queste settimane.

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Fumata nera per il centrodestra, Udc: “Decidere entro 72 ore, andiamo soli”

di Erika Noschese

“O si decide entro 72 ore al massimo o avvieremo il nostro percorso, da soli”. A lanciare l’ennesimo ultimatum alla coalizione di centrodestra, il coordinatore provinciale dell’Udc, Mario Polichetti, al termine dell’incontro tenutosi ieri presso la segreteria dell’onorevole Enzo Fasano, parlamentare in quota Forza Italia, in prima linea nella “questione” amministrative 2021. All’incontro hanno preso parte il responsabile cittadino della Lega, Rosario Peduto; il coordinatore provinciale dell’Udc, Mario Polichetti; il responsabile provinciale del Nuovo Psi, Antonio Di Cunzolo e il coordinatore cittadino di Cambiamo, Alfonso Baviera. L’incontro è stata l’occasione per consolidare lo spirito unitario della coalizione di centrodestra che si appresta ad affrontare il prossimo turno per le elezioni amministrative in provincia di Salerno. I rappresentanti dei partiti, in accordo con i rispettivi riferimenti regionali, hanno deciso di rinviare l’esame delle situazioni di Battipaglia ed Eboli per concentrarsi sul capoluogo, anche alla luce della candidatura civica dell’avvocato Michele Tedesco che continua a consolidarsi con il sostegno già incassato di diverse espressioni della società civile. Nome, quello dell’avvocato, che non vedrebbe tutti d’accordo: la Lega, infatti, sembra ancora legata al nodo Dante Santoro e prima di sciogliere le riserve di conquistare una posizione di spicco negli altri comuni al voto. A Battipaglia, infatti, i leghisti puntano tutto su Renato Santese, già consigliere comunale. Intanto, le forze presenti al tavolo si rivedranno, ovviamente, a strettissimo giro per definire il quadro. Inoltre rivolgono un accorato appello a Fratelli d’Italia, affinché si possa raggiungere l’unità del centrodestra, considerata un valore aggiunto per affrontate le future battaglie. Intanto, particolarmente critico in questa fase il parlamentare azzurro Gigi Casciello che punta il dito non solo contro la maggioranza Napoli ma anche contro “immancabili personaggi in cerca di un titolo sui giornali e una comparsata nelle tv locali“: “Salerno è la mia città ed in vista delle prossime elezioni a sindaco è triste vederla ripiegata su un giochino per cervelletti elementari: un finto sindaco uscente che viene ricandidato per preservare un potere in inevitabile declino, un po’ di candidati che giocano la solita partita per improbabili prospettive future e immancabili personaggi in cerca di un titolo sui giornali e una comparsata nelle tv locali (sarebbe il caso che qualcuno li informi che se ne accorgono in pochi…) e da nessuno che venga fuori uno straccio di idea, di proposta, di visione per questa città – ha dichiarato il forzista – Mi si dirà che ho le mie responsabilità, che devo dire la mia, che sono un parlamentare, tra l’altro oggi forza di governo nazionale. Giusto. E allora non mi sottraggo: si azzeri tutto. E io farò la mia parte”.

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Sarno contro il gruppo Oltre: “Essere coerenti, dare spiegazioni ai cittadini”

di Erika Noschese

Continua a raccogliere consensi e adesioni il progetto civico dell’avvocato penalista, Michele Sarno che incassa anche il sostegno dei Liberaldemocratici Italiani, rappresentato dal coordinatore provinciale Rino Ruggiero e la fiducia del presidente di “Io Sono Salernitano”, Giovanni Novella. “E’ un progetto politico che si fa strada, che aggiunge nuovi tasselli che hanno una diversa riconoscibilità, da una parte i partiti politici, dall’altra persone che hanno un alto senso civico e voglio dare un contributo a questa comunità”, ha dichiarato Sarno che, ieri, ha registrato la partecipazione all’incontro anche dell’esponente salernitano Angelo Giubileo, portavoce nazionale dei Liberaldemocratici Italiani. L’occasione per chiarire la posizione del partito stabilmente nell’area di centro-destra, ma lontano dal dialogo di altri tavoli, che ha deciso di sostenere il progetto del penalista salernitano. “Sono convinto che con l’avvocato Michele Sarno si possa davvero costruire un progetto importante”, ha dichiarato Giovanni Novella, pronto a candidarsi in qualità di capolista di “Io Sono Salernitano”. Proprio con Sarno, per Novella è possibile “intraprendere un nuovo percorso per dare linfa a questa città. Una rimessa in gioco, dopo una precedente esperienza elettorale, una chance importante, per contribuire al cambiamento di Salerno”. “La nostra scelta, come partito di stare vicino all’avvocato Sarno è dettata da due motivi: il primo quello della coerenza, il secondo quello della correttezza politica”, ha invece dichiarato Gennarino Ruggiero, coordinatore provinciale dei Liberaldemocratici italiani certo che questo progetto civico sia l’unico che possa meglio rappresentare la città di Salerno. Soddisfatto il candidato sindaco che rivendica il successo del suo progetto civico che “mette al suo fianco tasselli che hanno una diversa riconoscibilità: da una parte partiti politici che iniziano ad aderire a quest’idea, dall’altra parte persone che hanno il senso civico che vogliono dare il proprio contributo a questa comunità”. Sarno ha poi posto l’attenzione sui sei consiglieri del gruppo Oltre che, nei giorni scorsi, hanno confermato il loro sostegno all’avvocato Michele Tedesco: “Per 4 anni e mezzo sono stati costantemente all’interno di una maggioranza e, oggi, rappresentano partiti che, a livello regionale, rappresentano quel sistema che dicono di voler combattere – ha attaccato Sarno – Non bisogna travestirsi: più che civici mi sono sembrati cinici, coloro i quali hanno abbandonato la nave quando, forse, hanno capito che non andava bene; è legittimo, ma poi va detta la verità alle persone. Sono stati organici ad un certo sistema, oggi hanno cambiato idea ma non venissero a darci lezioni sull’essere civici perché ritengo, con un punto d’orgoglio, che l’alternativa civica – in questa città – è già nata, è un’alternativa civica e coerente. Alla fine, saranno i cittadini a scegliere; la democrazia è fatta di proposte e di confronto e bisogna avere l’onestà intellettuale di dire le cose come stanno e io non ho una tessera di partito da oltre 10 anni”. Un progetto ambizioso, quello di Sarno, che vuole “parlare a tutti i cittadini”: “il mio non è un progetto né di centro, né di sinistra né di destra, mi candido ad essere il sindaco di tutti i salernitani – ha aggiunto – Io ho grande rispetto dei partiti, risorse essenziali nel percorso politico e credo che ciò che vale in politica è la credibilità e la coerenza e quando si cambia idea bisogna spiegare le motivazioni reali ai cittadini”.

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Fumata nera al tavolo del centrosinistra, la coalizione si spacca: tre i candidati sindaci

di Erika Noschese

Il centrosinistra si spacca. In vista delle prossime elezioni amministrative, infatti, sono tre – per ora – i candidati sindaci nella città guidata, fino al suo arresto, da Massimo Cariello. Nella serata di venerdì, infatti, si è riunito il tavolo del centrosinistra al quale hanno partecipato anche gli aspiranti primi cittadini, oltre ai coordinatori provinciali. Il confronto si è chiuso con una fumata nera. In corsa ci sono infatti l’ormai ex sindaco facente funzioni, Luca Sgroia; il socialista Giancarlo Presutto e Tonino Cuomo, voluto fortemente da Italia Viva. Sul tavolo della coalizione la possibilità di indire le primarie per eleggere il nome ufficiale del candidato sindaco. Proposta, questa, rifiutata da tutti e tre. Dunque, Presutto, Cuomo e Sgroia faranno la propria corsa verso Palazzo di Città in solitaria. “Ieri sera (venerdì per chi legge ndr) si è svolto un incontro tra i rappresentanti provinciali dei partiti di centro-sinistra strutturati e presenti ad Eboli. Italia Viva ha ascoltato le posizioni del PD e del PSI e, pur rispettandole, ha ribadito con fermezza la propria posizione ritenendo di avere le prerogative per proporsi come sintesi politica di una eventuale coalizione. Nessuna bocciatura sui nomi quindi, i nomi emersi fanno riferimento a persone stimabili ed attrezzate politicamente, ma semplicemente abbiamo una lettura diversa del futuro – ha dichiarato il coordinamento provinciale del partito fondato da Matteo Renzi – È stata avanzata anche la proposta di primarie che abbiamo declinato: pericoloso in piena pandemia portare persone a votare. Qualora le tre diverse posizioni arriveranno tutte a presentarsi all’elettorato, le primarie si faranno con voti veri e liberi al primo turno delle prossime Amministrative. Noi ci saremo”. Già nella serata di venerdì anche Presutto ha annunciato di continuare il suo percorso in solitaria, con tre liste già pronte al suo sostegno. Tutto, dunque, sembra essere ormai definito, nessuno è intenzionato a fare un passo indietro, men che meno Sgroia: lui ha avuto l’onere e l’onore di potere il Comune fino al commissariamento prefettizio dopo l’arresto dell’ormai ex primo cittadino. Ora, resta da capire cosa farà invece il centrodestra che, come nel caso delle altre grandi città al voto non sembra essere compatto. Al momento spicca solo il nome di Damiano Cardiello, civico di espressione centrodestra, il primo ad aver ufficializzato la candidatura intascando già il sostegno dell’Udc, come riconfermato anche recentemente proprio attraverso queste colonne.

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Alle comunali, tra i protagonisti ci sarà anche il gruppo civico Ali per la città

di Erika Noschese

Ali per la città in campo alle prossime elezioni amministrative. Il movimento civico guidato dall’avvocato Oreste Agosto sarà tra i protagonisti della prossima tornata elettorale. In questi giorni, infatti, si susseguono i confronti con Aniello Salzano, commissario cittadino dell’Udc e Gaetano Amatruda, esponente dell’associazione Liberalsocialisti. Ali per la Città chiede da sempre che siano invertite le modalità della politica che privilegiano la nomina di un candidato rispetto alla selezione delle idee. Il Gruppo ritiene che, nelle attuali condizioni della Città, sia economiche che sanitarie, non possa essere scelto un nome perché provveda ad elaborare un programma, ma che le forze politiche debbano fornire le scelte e specifiche indicazioni per avere la certezza che l’azione amministrativa segua poi effettivamente gli indirizzi. “Non è possibile continuare con programmi costruiti sotto silenzio e nell’assenza di informazioni ai cittadini. In tal senso, i tavoli aperti per indicare un nome di bandiera non hanno senso. La bandiera, oggi, deve essere un progetto serio, concreto e sostenibile – ha dichiarato il leader del movimento civico – Solo dopo, si può individuare il nome di chi possiede le capacità per realizzarlo. Bisogna cambiare metodo, se volgiamo cambiare il futuro della Città”. La Città vive oggi nel buio di una crisi sociale, economica e ambientale senza precedenti. “Perché, come risulta dai dati del Bilancio Comunale, le risorse finanziarie sono ridotte al lumicino, se non inesistenti, i debiti sono ingentissimi, i tributi a carico dei cittadini sono tra i primi in Italia, mentre il territorio è allo stremo, aggredito da più parti per interessi particolari, le attività languono, crescono la povertà, la disperazione e il degrado sociale ed umano”, ha spiegato Oreste Agosto. Ali lancia dunque un appello a tutte le forze che condividono la necessità di “una svolta” “perché vogliano superare divisioni e contrapposizioni per aspirare a realizzare la “Città Nuova”, espressione di una Comunità di anime, non di un groviglio di interessi, di egoismi e di personalismi”. Agosto ribadisce infatti la necessità di una svolta radicale per superare il buio della crisi sociale, economica e ambientale. Ali ha già pronto anche un dettagliato programma elettorale che parte dalla necessità di una trasformazione urbana, nell’interesse di tutti i cittadini. Ali per la Città ha proposto di assegnare alla Città una Missione Sociale ed una Missione Economica come linee-guida di una progettualità idonea a trasformare un groviglio urbano in una vera Comunità di anime, unite da uno stesso interesse, da uno stesso sentimento di appartenenza, da uno stesso ideale e da una stessa speranza. La Città immaginata dal Gruppo deve disporre di nuove regole amministrative e gestionali (la ‘Città Semplice’), di servizi efficienti ed innovativi (la ‘Città Attiva’), di programmi specifici per aree (la ‘Città Possibile’) e di progetti coerenti e compatibili con le forze e le risorse disponibili (la ‘Città Concreta’). Due, inoltre, le missioni: quella sociale e quella economica. “La ‘Città Sociale’ si impegna a tutelare, con equità e giustizia, gli interessi generali della Comunità nonché a migliorarne la qualità della vita con proposte ed azioni volte a favorire lo sviluppo delle condizioni economiche, sociali, culturali e spirituali – ha chiarito il gruppo civico – La ‘Città Economica’ promuove la crescita delle attività produttive sostenendo progetti coerenti con le effettive esigenze, rispettosi degli equilibri ambientali, adeguati alla qualità delle risorse, anche umane, disponibili. Essa esalta, in funzione di componente propulsiva, la sua natura meridionale e mediterranea, la posizione geografica, le ricchezze ambientali e storiche, le tradizioni, il talento, il sapere e il saper fare della gente”. Tra le priorità di Ali per la città, indubbiamente, Beni Comuni; il Piano Urbanistico Comunale; la Scuola, l’Assistenza, la Sicurezza; la Cultura, le Attività Artistiche; la Socialità; l’Ambiente; la Mobilità; l’Igiene Urbana; le Affissioni; lo Sport, il Tempo Libero; il Verde Urbano per un totale di 29 progetti che il gruppo civico vorrebbe mettere a disposizione della città capoluogo, durante la prossima amministrazione.

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