“Fontana era coinvolto nel caso camici”: per i pm il governatore non voleva lasciare tracce scritte


Attilio Fontana era coinvolto in modo "diffuso" nella vicenda dei 75mila camici ordinati all'azienda di suo cognato dalla centrale acquisti di Regione Lombardia, ma voleva "evitare di lasciare traccia del suo coinvolgimento mediante messaggi scritti". Ne sono convinti i pm della Procura di Milano che indagano sul caso, così come della "piena consapevolezza" di Andrea e Roberta Dini, cognato moglie del governatore, sulla "situazione di conflitto di interessi".
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Il M5S sparisce nel Lazio: nessuna vittoria e pochi voti alle elezioni comunali 2020


Tra i comuni con più di 15.000 abitanti nella Regione con capoluogo Roma, il Movimento non riesce a eleggere neanche un sindaco. Risultato diverso nel 2015, quando i 5 stelle avevano vinto ad Anguillara e a Genzano. Ma in entrambi i casi i mandati si sono conclusi prima del previsto. Che sia dovuto a inesperienza o altri fattori, i risultati parlano chiaro. Il calo è stato generale.
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Caso camici, blitz della guardia di finanza: acquisiti contenuti dai telefoni degli indagati


La guardia di finanza di Milano sta eseguendo acquisizioni di contenuti dai cellulari di indagati e altre persone legate al "caso camici", la vicenda giudiziaria legata alla fornitura a Regione Lombardia di 75mila dispositivi di protezione dalla Dama spa, la società del cognato del governatore Attilio Fontana, per oltre mezzo milione di euro. L'operazione odierna non riguarda il telefono del presidente della Regione.
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Paola De Roberto al posto di Savastano

Le elezioni regionali, come spesso accade, stravolgono gli equilibri anche a Palazzo di Città. Così, al Comune di Salerno – a poche ore dalla vittoria di Nino Savastano – è già toto nome per cercare un suo segno sostituto. Seppur per pochi mesi, la poltrona dell’assessorato alle Politiche Sociali non può restare vuota. Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha una grande responsabilità: scegliere il nuovo assessore. Una scelta che sembra quasi scontata, soprattutto se si analizza la vasta schiera di consiglieri al servizio del primo cittadino. A sostituire l’assessore alle Politiche Sociali potrebbe infatti essere la consigliera Paola De Roberto, presidente della commissione Politiche Sociali. In questi anni, infatti, la De Roberto è stata accanto a Savastano, seguendolo nelle sue battaglia. Nessuno, almeno a Palazzo Guerra, potrebbe conoscere le problematiche della città di Salerno meglio di lei. Dunque, come già anticipato una scelta quasi scontata per il primo cittadino che dovrebbe già formalizzare la nomina. Almeno fino al mese di maggio 2021 quando gli elettori saranno chiamati al voto per il rinnovo delle cariche a Palazzo di Città. Bisogna però vedere se Napoli, magari su consiglio del presidente De Luca, non scelga di stravolgere ancora una volta gli equilibri della sua maggioranza, più volte in bilico in questi anni di amministrazione, puntando tutto su un esterno. Ma a Palazzo di Città sono pronti a scommettere sulla De Roberto. Le sue battaglie in commissione Politiche Sociali e l’essere stata accanto all’assessore in questi anni potrebbero averle dato quell’esperienza necessaria per guidare uno degli assessorati più importanti a Palazzo di Città, quello alle Politiche Sociali, per dare uno slancio in più in questi ultimi mesi di mandato e, magari, permettere di avere una vittoria schiacciante alle elezioni comunali della prossima primavera,. Di certo c’è che già nei prossimi giorni il primo cittadino dovrebbe formalizzare la nomina per non stoppare un servizio essenziale per i cittadini bisognosi che, in Savastano, hanno spesso visto un punto di riferimento così come, per l’appunto, nella consigliera Paola De Roberto.

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Forza Italia, gruppo di parlamentari della Campania pronto a lasciare il partito

Il 30 settembre ci sara’ una riunione di gruppo alla Camera, lunedi’ si ritroveranno i ‘big’ al partito ma gia’ ieri nell’incontro tra i senatori gli azzurri hanno cominciato ad interrogarsi sul futuro di FI. In tanti hanno sottolineato che comunque l’apporto del partito e’ stato determinante in alcune regioni ma e’ chiaro che l’erosione di consenso, soprattutto al Sud, ha riaperto una discussione interna. Tra i forzisti al Senato non e’ stato solo Cangini a sottolineare che Salvini non puo’ rappresentare il futuro dei moderati, “cosa aspetta FI a rientrare nei propri panni?”, ha spiegato il promotore del no al referendum. Chi e’ intervenuto ha rimarcato come occorra cambiare direzione, per evitare di essere sempre piu’ ‘cannibalizzati’. Sulla stessa lunghezza d’onda Brunetta: il segretario del partito di via Bellerio “ha preso decisioni unilaterali, parlando solo per la Lega. Non ha mai seguito – ha argomentato in un’intervista ad Huffington post – lo stile di Silvio Berlusconi e, ha ragione oggi Giovanni Toti, non si e’ mai fatto carico di fare la sintesi di un centrodestra plurale”. La tesi, quella del governatore della Liguria, comincia a far presa sempre di piu’ tra gli esponenti di FI. Ma sotto traccia alcuni ‘big’ e ‘peones’ rilanciano pure il tema della ‘successione’. Non si tratta delle critiche che vengono avanzate da un’ala del partito al vice presidente di FI, Tajani, che comunque si e’ speso sul territorio. Il ‘refrain’ e’ che serva un’altra figura, l’invito che viene pronunciato sommessamente e’ che dovrebbe essere Berlusconi ad indicare la strada e anche un nome che possa rilanciare il partito. Tutti riconoscono la capacita’ attrattiva del Cavaliere, il fatto che l’ex premier sia l’unico capace di avere i voti nelle urne. Nella consapevolezza che nella campagna elettorale ha pesato il fatto che Berlusconi abbia contratto il Covid. Diversi mesi fa a chi gli poneva l’interrogativo sulla necessita’ di designare un erede il Cavaliere si ritrovo’ ad allargare le braccia: “C’e’. Sono io…”. Anche oggi non c’e’ in prospettiva ne’ un ‘Papa straniero’ che raccolga l’eredita’ del presidente azzurro, ne’ tantomeno la volonta’ di designarlo. Sara’ come sempre Berlusconi a fare la sintesi, a ribadire la necessita’ di lavorare con lo spirito di sempre per riconquistare chi ha deciso di non votare piu’ FI. Ci dovremmo interrogare anche sui motivi di chi e’ andato via, avrebbe sottolineato per esempio Schifani nella riunione di gruppo. “Siamo preoccupati, qui c’e’ il rischio vero di scomparire”, sottolinea un altro senatore. Le tensioni sono legate anche al ‘caso Campania ‘, con un gruppo di parlamentari che minaccia di uscire da FI, secondo quanto riferiscono fonti azzurre. “Il centrodestra, in tutte le sue componenti, e’ a un bivio. Puo’ continuare a inseguire il progetto sovranista oppure ammettere che il quinquennio d’oro del populismo e’ finito spaventa i moderati e quindi chiude la via del governo”,

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“Mara, se vuoi essere un leader devi metterci la faccia, ti sei tirata fuori”

“Un leader politico deve metterci la faccia, deve scendere in campo alla guida del suo movimento. Se è tale, si mette alla testa del proprio popolo, della propria gente. Ma soprattutto deve battersi nella propria provincia, nella propria regione. Non ci si può tirare indietro quando è il momento di scendere in campo”. Pensieri e parole di Aniello Salzano, ex sindaco di Salerno, e un tempo in Forza Italia, oggi un epurato eccellente, che, dal suo osservatorio analizza con anima critica, così come gli si riconosce, la disfatta forzista alle recenti Regionali. “Bisogna dapprima fare un preambolo necessario. – afferma Salzano – Caldoro è stato delegittimato dalla stessa Mara Carfagna, con lo stesso che è stato indebolito da quello che sarebbe il fuoco amico. Allo stesso tempo, pur avendo detto no a Caldoro non è che abbia proposto una personalità di grande spessore quale competitor contro De Luca. Piuttosto, proprio lei che era stata individuata quale persona più adatta a sfidare De Luca si è invece tirata indietro. Leggo su un quotidiano delle sue dichiarazioni che affermano di averlo fatto “per rappresentare le ragioni del Sud in sede nazionale”. Mi domando, quale occasione migliore di farlo da presidente della Regione Campania. Ritengo che con il suo rifiuto oltre a delegittimare Caldoro abbia indebolito anche lo stesso centrodestra. La mia accusa è che è da un po’ di tempo assente, forse anche per motivi personali e non ha fatto crescere il partito così come avrebbe dovuto fare. Ritengo che lei avrebbe dovuto candidarsi alla Regione”. Poi continua deciso l’ex primo cittadino di Salerno. “ Se vuole risollevare le sorti del centrodestra a Salerno perché non si candida a sindaco di Salerno. – afferma – Ha fascino, capacità e dialettica per poterlo fare. Potrebbe fare davvero molto e per una volta s’impegnasse chiaramente. Lo facesse per una volta”. Accuse precise, con la stessa Mara Carfagna, leader campano di Forza Italia che rischia di finire sul banco degli imputati. Resta un indebolimento in Consiglio regionale. “Ma è la stessa Carfagna che offre una lettura della debacle sull’intervista che leggevo questa mattina (ieri per chi legge nda). Leggo testualmente: una classe dirigente preoccupata di eliminare quelli che vengono considerati avversari interni, scomodi. E dice ancora: io faccio parte degli epurati. Dico io, lei? Ma dimentica cosa è accaduto in questi anni a Salerno. Molti sono stati epurati, allontanati o messi ai margini da Forza Italia, io stesso tra l’altro. Ricordo che ogni volta che ciò accadeva, c’erano più applausi che scene di scoramento. E tutti questi moderati che sono stati allontanati, vedendo i risultati delle regionali hanno avuto un grande successo. Non ho mai visto tanti forzisti, o anche ex, e un tempo democristiani affollare così un Consiglio regionale. Ne vedo davvero tanti. Addirittura vedo in minoranza i cosiddetti vincitori. E molti di questi hanno dato il proprio contributo a De Luca mentre avrebbero potuto darlo a Caldoro”. Resta una debacle, una sconfitta che fa davvero male. “Ritengo che sia un fatto gravissimo che Forza Italia a Salerno non abbia un eletto in Consiglio Regionale. Devono recitare il mea culpa i responsabili e prima fra tutti colei che è la leader. Altro fatto grave è che, come lei stesso dichiara, abbia votato si al referendum costituzionale. Forse non si rende conto del danno che ha fatto”. E’ un fiume in piena l’ex primo cittadino di Salerno, che punta decisamente l’indice accusatore. “Non mi sembra di aver visto in questa anomala campagna elettorale una vera e propria mobilitazione da parte di Forza Italia, ma anche degli stessi dirigenti. – riprende – A Salerno, Forza Italia vantava oltre il 50% dei consensi adesso è ridotto miseramente ai prefissi telefonici. Dall’intervista di Mara Carfagna ho riflettuto a un suo eventuale disimpegno. Non mi è piaciuta questa campagna elettorale e non può limitarsi a fare semplicemente autocritica”. Rinnovamento, cambiamento per ritornare agli antichi splendori. E’ forse questa la medicina migliore. “Bisogna che questa classe dirigente che è ormai una vecchia classe politica si faccia decisamente da parte. – chiosa Salzano – Quella di Forza Italia è ormai consumata e, in questi anni, ha fallito tanti obiettivi importanti: dalle amministrative alle provinciali e anche regionali. E’ il momento di mettersi da parte, perché ognuno di noi ha una propria stagione. Invece, molti per conservare la propria seggiola allontanano gli altri. Deve venire fuori una classe dirigente nuova. Non è possibile continuare a calcare il palcoscenico politico da quarant’anni. Alla fine gli elettori si stancano di vedere sempre le stesse facce. Chiedono un giusto rinnovamento”.

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Casciello: “E’ stato un errore candidare Stefano Caldoro”

“E’ solo grazie all’impegno e alla dedizione dei candidati che il disastro non sia stato ancora più grande”. Pensieri e parole del parlamentare forzista Gigi Casciello a caldo dell’avvenuta debacle, forse anche annunciata, di Forza Italia alle Regionali. “E’ stato un disastro e bisogna ringraziare tutti i candidati che si sono spesi in modo encomiabile in questa campagna elettorale. – riprende Casciello – Non l’avessero fatto il disastro sarebbe stato ancora più grave. Quando affermavamo che bisogna scegliere un candidato che suscitasse un maggiore entusiasmo nell’elettorato non lo dicevamo per un giudizio personale nei confronti di Stefano Caldoro. Ma lo dicevamo che percepivamo una necessità di cambiamento. Di un segnale di novità. Di una vera e propria svolta. I fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione. Nulla di personale contro Caldoro, ma c’è un tempo per tutto e una stagione per tutti”. Criticata, dunque, dalla cellula salernitana la scelta nazionale di riproporre per la terza volta Caldoro allo scranno più alto di Palazzo Santa Lucia, in quella che è stata una vera e propria interminabile sfida con Vincenzo De Luca, sviluppatasi in tre tornate elettorali alla Regione. “E’ stata una scelta dei vertici nazionali. – ribadisce il parlamentare azzurro – Noi abbiamo fatto la battaglia per Caldoro perché siamo delle persone responsabili. Mi pare evidente che, visti i risultati finali, avevamo ragione”. Una campagna elettorale difficile e problematica per Forza Italia, con la cellula regionale costretta a dimenarsi in problemi interni. “Abbiamo dovuto lavorare in un clima ancora più complicato grazie ad un ingiustificato commissariamento del partito, solo perché bisognava dare una lezione agli amici di Mara Carfagna. – attacca Casciello – Alla fine proprio quest’ultimi hanno portato a termine la campagna elettorale e a rendere la lista forte e autorevole così com’è stata e a difendere Forza Italia in una situazione da tsunami dettata dal risultato di De Luca”. Non ci sarà, a meno di novità dell’ultima ora, alcun forzista salernitano a Palazzo Santa Lucia, con il parlamentare azzurro che ha di che recriminare. “Tutto questo grazie a una bizzarra Legge elettorale che offre a Napoli il secondo seggio invece che a Salerno che vanta un resto più alto. – riprende Casciello – Ritengo che siamo nella media regionale e sicuramente di più rispetto ad altre province. Sarebbe davvero molto triste, nel caso in cui non dovrebbe essere attribuito alcun seggio a Salerno”.

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Linee guida di Regione Lombardia: “Niente isolamento per i genitori in attesa del tampone dei figli”


La mamme e il papà di un bimbo che ha fatto il tampone ed è in attesa del referto non dovranno restare in isolamento, così come i suoi amici e compagni di classe. È quanto ha deciso Regione Lombardia, che attraverso una comunicazione dell'assessorato al Welfare ha precisato le nuove linee guida per la gestione del contagio a scuola. Solo in caso di tampone positivo scatterà la quarantena per famigliari conviventi e contatti stretti.
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Lo strano caso di Altitonante, consigliere lombardo indagato eletto sindaco in provincia di Teramo


Siede nel consiglio regionale della Lombardia, ma sarà anche sindaco di un comune in provincia di Teramo. Fabio Altitonante, esponente di Forza Italia, nella primavera del 2019 era stato arrestato nell’ambito dell’indagine Mensa dei poveri. Tornato alla politica, mentre ancora si attende l'esito dell'inchiesta, promette di non trascurare il suo impegno con i cittadini di Montorio al Vomano. Ma dovrà spiegare ai lombardi come potrà garantire la sua presenza al Pirellone in un momento cruciale per la Regione, travolta dalla pandemia e sotto accusa per le inefficienze nella gestione dell’emergenza.
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Mafia Capitale, assolto Maurizio Venafro: “La procura di Roma ancora una volta viene smentita”


La Corte di Cassazione ieri ha assolto in via definitiva per 'non aver commesso il fatto' Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto di Nicola Zingaretti. Era stato accusato di turbativa d'asta nell'ambito di uno dei filoni del processo su Mafia Capitale. Da Zingaretti a Bettini: "Per cinque anni e mezzo ha sofferto, mai dubbi su sua onestà".
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La sinistra dopo le Regionali: “Usciamo sconfitti, ma al Comune di Napoli saremo decisivi”


Potere al Popolo, Terra e Democratici e Progressisti, le tre liste andate divise alle elezioni regionali, fanno il bilancio del voto. Se in Campania è stata una sconfitta, i dati delle urne dicono che le forze di sinistra saranno decisive per le elezioni comunali di Napoli tra 8 mesi. Madonna (Terra) "Non siamo la sinistra classica, guardiamo ai grillini delusi". Laurenzano (Pap): "Non siamo contenti del risultato, ma ci stiamo consolidando". Coppeto (Articolo 1): "Per le comunali serve campo largo, De Magistris non lanci nomi che sarebbero solo bruciati".
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Virginia Raggi: “Non ci sono margini per un accordo con il Pd, né per un’altra candidatura”


Virginia Raggi ha smentito le voci in merito a un eventuale ritiro della sua candidatura a sindaca di Roma: "Quando ho detto di essere pronta a ricandidarmi l'ho fatto perché intendo proseguire su questa strada. Questa è la mia visione e del Movimento 5 Stelle su Roma. Le altre forze politiche hanno già dato ampiamente prova di quello che sanno fare in questa città quindi io non credo ci siano margini per ragionamenti diversi, io voglio continuare in questa direzione".
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Giancarlo Siani ucciso dalla camorra 35 anni fa. Mattarella: “Testimone del migliore giornalismo”


Giancarlo Siani, giornalista, fu ucciso 35 anni fa dalla camorra per le sue inchieste e il suo incessante lavoro al servizio della verità. Cronista precario al Mattino è oggi ricordato dalle massime cariche dello Stato, a partire dal Presidente Sergio Mattarella. L'Ordine dei giornalisti ha consegnato ai familiari di Siani la tessera da Professionista, qualifica che Giancarlo non poté mai raggiungere.
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Massimiliano Borelli, nuovo sindaco di Albano: “Vittoria di squadra, presi voti anche da destra”


Eletto dai cittadini con il 52% delle preferenze, Borelli spiega a Fanpage.it di voler creare delle "giunte itineranti dove condividere le scelte più importanti con i cittadini", così da essere sempre presente sul territorio. E sul tema attacca la sindaca di Roma, Virginia Raggi: "In tutti gli anni che ho ricoperto l'incarico di consigliere della città metropolitana non l'ho mai vista a Palazzo Valentini. Una sindaca assente"
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Elezioni Regionali Campania: urne elettorali gettate in strada a Napoli


Urne elettorali di cartone gettate in mezzo alla strada davanti ai contenitori del materiale non riciclabile: vergogna a Napoli in piazza Carlo III. La denuncia degli attivisti della rete Retake Napoli: "Come può una città riscattarsi e tirarsi fuori dal circolo  vizioso del binomio "abbandono delle istituzioni e assenza di rispetto e senso civico del cittadino?"
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La politica per dinastia: l’esercito dei ‘figli di’ eletti nel Consiglio regionale Campania


Da Fiola a Zinzi, da Patriarca a Sommese, passando per Raia e Mensorio, il nuovo consiglio regionale della Campania registra un piccolo esercito di figli, fratelli e sorelle di uomini politici del passato. Il numero maggiore si registra nello schieramento di Vincenzo De Luca, ma il centrodestra non è certo immune. Una sorta di linea dinastica il cui la poltrona si tramanda per da padre in figlio.
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Elezioni comunali Lacco Ameno, parità tra De Siano e Pascale: si va al ballottaggio


Clamorosa parità a Lacco Ameno sull'isola di Ischia dove i due candidati alle elezioni comunali, Giacomo Pascale e Domenico De Siano hanno ottenuto lo stesso numero di voti finendo così al ballottaggio. Non sono mancate però tensioni quando dopo una primo conteggio delle schede la vittoria era stata attribuita con uno scarto di tre voti a De Siano. Poi il riconteggio e l'annuncio ufficiale delle nuova votazioni che si terranno tra due settimane.
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Beniamino Maschietto è il nuovo sindaco di Fondi: vince il centrodestra


Beniamino Maschietto vince le elezioni e viene eletto nuovo sindaco di Fondi. I dati arrivati in serata e non ancora definitivi lo mostrano in netto vantaggio, con circa il 50% dei voti. A seguire Luigi Parisella, che ha raccolto il 19% di votazioni. Alla chiusura dei seggi hanno votato il 72,76% degli aventi diritto, un risultato in linea con le precedenti amministrative del 2015.
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Comunali 2020, tutti i sindaci eletti in provincia di Milano


Nove i comuni in provincia di Milano che sono andati al voto in questa tornata delle amministrative 2020. Confermati i sindaci uscenti a Baranzate (Luca Elia), Bollate (Francesco Vassallo), Cologno Monzese (Angelo Rocchi), Parabiago (Raffaele Cucchi) e Segrate (Paolo Micheli). Ballottaggi a Legnano e Corsico. A Vittuone e Cuggiono gli sfidanti del centrosinistra, rispettivamente Laura Bonfadini e Giovanni Cucchetti, "strappano" i Comuni al centrodestra.
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Francesco Vassallo vince le elezioni amministrative a Bollate: i risultati definitivi


Al termine dello scrutinio delle amministrative 2020 Bollate riconferma sindaco Francesco Vassallo, 50 anni. Il candidato Pd ha trionfato con il 56,03 per cento delle preferenze, con un totale di 9.603 voti. Più indietro i suoi avversari: il centrodestra guidato dal leghista Peter Guidi, 26 anni, si è fermato al 33,07 per cento, mentre la coalizione di liste civiche di Pierluigi Catenacci, 66 anni, ha superato di poco il 10 per cento.
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Elezioni comunali 2020, a Lecco sarà ballottaggio tra Ciresa e Gattinoni


Ballottaggio a Lecco per scegliere il nuovo sindaco al posto dell'uscente Virginio Brivio. Al primo turno delle amministrative leggermente in vantaggio il candidato del centrodestra Giuseppe Ciresa, col 48,7 per cento dei voti. Più indietro lo sfidante di centrosinistra, Mauro Gattinoni, che si è fermato al 41,67 per cento delle preferenze. Si vota il 4 e 5 ottobre.
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Elezioni comunali Parabiago 2020: Raffaele Cucchi confermato sindaco


Altri cinque anni di amministrazione per Raffaele Cucchi. Il candidato del centrodestra è stato confermato sindaco di Parabiago con il 63,1 per cento dei consensi. Ornella Venturini, candidata del Partito democratico, ottiene invece al 17,44 per cento. Giuliano Rancilio, sostenuto dalla lista Riparabiago si ferma al 14,6 per cento mentre Eleonora Pradal di +Parabiago Viva - Italia Viva si attesta al 4,7 per cento.
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Risultato elezioni comunali 2020 Cuggiono: vince Giovanni Cucchetti, candidato del centrosinistra


Giovanni Cucchetti è stato eletto sindaco di Cuggiono. Il candidato della lista Cuggiono Democratica, appoggiata dal centrosinistra, ha ottenuto il 42,10% dei consensi. Marco Maltagliati, candidato con Prima Cuggiono e Castelletto si ferma al 23,20% mentre Maria Teresa Perletti di Lega Salvini Lombarda - Forza Italia - Noi con l'Italia si attesta al 21,78%. Infine Abramo Bellani della lista civica Agorà che ottiene il 12,92%.
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